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LE BANCHE E I SOLDI, I NOSTRI

Una signora a me molto cara mi ha raccontato la storia della sua banca. Somiglia a quelle dei finti camionisti venditori di mattoni (spacciati per aggeggi tecnologici) negli autogrill nazionali
Poco meno di vent'anni fa l'acquisto di una casa: lei e suo marito avevano deciso di cambiare abitazione, si imbarcano nell'impresa di mettere in vendita quella che possiedono e di accendere un mutuo per diluire la differenza di prezzo.  Come tanti nella loro condizione, cercano la banca che pratica le condizioni migliori in base alle loro capacità di guadagno e perciò di risparmio. Sono entrambi lavoratori statali, godono di uno stipendio modesto ma sicuro; ottenere un mutuo non sarà difficile, specie se garantito dall'accredito, sul nuovo conto da aprire, dello stipendio di almeno uno dei due. Prescelta la Banca Sella.
Dato che la nuova abitazione è intestata solo a lei, il conto presso la banca che erogherà il mutuo sarà intestato ancora a lei e sarà il suo stipendio ad essere accreditato lì. Tutto procede come da copione e senza recriminazioni particolari per il decennio successivo. Fino a  quando...

SE 80 EURO... di F. Maletti

Una riflessione sul lavoro che non c'è, la politica che non c'è, la voglia di guardare avanti e provare a cambiare le cose sul serio...
Se il PD di Renzi continua a farsi vanto della distribuzione degli ottanta euro netti mensili come se questo rappresentasse la chiave di volta per la ripresa economica ed il riscatto dei lavoratori, senza rendersi conto di cosa significa utilizzare fondi pubblici per dare soldi a chi ha già un lavoro (piuttosto che trovare soluzioni per chi il lavoro non ce l’ha), allora non ci siamo.
Se sono un vanto anche gli interventi fatti a favore delle Aziende, dalla jobs act agli sgravi fiscali, dall’abolizione dell’art.18 alle Aziende 4.0 (chissà cosa vuol dire), anche qui non ci siamo. Perché provvedimenti del genere possono avere una loro giustificazione quando governano le destre. Ma, soprattutto, non risolvono i problemi occupazionali: chi ha bisogno di lavoratori assume a prescindere e non ha bisogno, (seppur graditi quando arrivano), di incentivi.

SCHIAFFONI: SALUTARI?

Una figura barbina rimediata pubblicamente da una persona cara stimola la mente e deprime l'umore...
Cosa spinge una persona abbastanza brillante, apparentemente sicura di sé e sufficientemente "garantita" dalla posizione che occupa a divenire vittima della sua stessa presunzione,a farsi molto male con le sue stesse mani?  Forse l'eccessiva sicurezza, forse la sottovalutazione dell'interlocutore e del contesto, forse l'idea che - qualunque sia al qualità della performance - tanto è uguale. E poi si potrà sempre recuperare.
In pochi minuti di apparizione in tivù, la summa di anni di disprezzo per tutti coloro a cui riconosci magari capacità e onestà, ma da cui nel contempo ti tieni alla larga perché "contaminati" dalla politica brutta. In pochi minuti il muro della presunzione, duro come acciaio, che ti rimanda indietro con gli interessi l'idea che gli altri siano tutti brutti e sporchi, tranne che te i tuoi compagni di partito/movimento che siete buoni capaci e puliti per definizione, sennò non stareste lì. In pochi minuti lo sgretolamento di una speranza: che a un ceto politico di governo - che esiste solo per quello e per quello lotta - si potesse sostituire un nuovo modo di governare, prendere decisioni, esercitare la democrazia.

DALLA CARITA' AL WELFARE... E RITORNO

Le statistiche descrivono solo in parte l'impoverimento della popolazione italiana. Civile, economico, culturale. Manca la Storia, quella che da il senso della direzione che sta prendendo il nostro mondo
Capacità di spesa in diminuzione, lavori sempre più precari e sottopagati, prestazioni e orari subordinati ai capricci dei datori, condizioni di salute dei "poveri" in picchiata, diritti anche peggio, istituzioni sociali sciatte e sfatte, servizi alla persona autoreferenziali e  buoni per pagare gli stipendi a quelli che ci lavorano. Degrado economico, povertà culturale e mancanza di speranza, tutti avvoltolati fra loro a segnare il senso di un'epoca strana, quella dell'abbondanza: di cibo, di cose e di informazioni. 
A volte l'impressione di una società "strappata" è appena mitigata dal persistere di qualche isola felice nel mare della bassa mediocrità, adeguatamente celebrata dai mass media nel tentativo di distogliere l'attenzione dal disastro di una burocratizzazione "stupida"che tutto complica e tutto rende difficile, a partire dalla vita dei poveracci. E' costruita nell'anarchia dei servizi pubblici, governati da politici di infima qualità, diretta da dirigenti senza responsabilità e gestita prevalentemente da persone che si ricordano dei doveri solo quando trattano quelli degli altri.

I REGALI DELLA SICILIA

Le elezioni siciliane - le campagne elettorali che le hanno precedute e i fatti che le seguono - sono un bel segnale di cosa è diventato questo paese

Se si volesse sintetizzare in poche parole la "morale" delle elezioni siciliane, si potrebbe affermare che:
a) i Siciliani hanno detto al PD che, all'imitazione, preferiscono l'originale e se lo sono votato. D'altra parte dopo Crocetta, e con Renzi che impazza, ci voleva del fegato...
b) i Siciliani hanno finto di credere che tutto fosse "pulito" e che il voto non fosse di scambio. Chi non aveva voglia di fare finta se ne è stato a casa, facendo vincere clientele e camarille, impastate con la proclamazione di valori di legalità, onestà e antimafiosità. Insomma, il solito e mica solo in Sicilia, quante volte anche in zone molto lontane da lì succede la stessa cosa: associazioni al soldo nutrite con fondi pubblici, diritti trasformati in favori, emarginazione di qualunque dibattito, fascismo strisciante.
c) i Siciliani hanno gratificato con tanti voti il M5S, ma non abbastanza da portarlo alla guida della Regione...

LA MULTA: I 5 STELLE, IL PD E ALTRI ROTTAMI

E' bastata una multa a far crollare il castello. Fra macerie e rovine, ciò che resta dei partiti di successo.
Riassumendo: il capo di gabinetto del sindaco di Torino (M5S) viene intercettato in una conversazione con l'amministratore della GTT - azienda pubblica di trasporti, indebitatissima, sull'orlo del fallimento e da tanto tempo feudo elettorale dei partiti del sistema Torino, democratici in testa - in cui gli chiede di cancellare la multa che un suo amico ha preso perché colto senza biglietto sull'autobus. L'amministratore delegato, invece di mandarlo a stendere, lo rassicura: lo farà.
Appena la notizia comincia a circolare, il capo di gabinetto del sindaco si dimette. Non si sa se perché adeguatamente sollecitato a farlo o per sua autonoma decisione dettata dalla vergogna, ma lo fa e toglie il disturbo. D'altra parte il suo ruolo è talmente delicato che non è proprio possibile fare finta di nulla o risolvere la questione con delle scuse. Dunque - insisto - se ne va.
Evviva, Torino è successo quello che sarebbe successo in qualunque altro paese dell'Europa, solo che...

UN POPOLO DI RIGHI

Ve lo ricordate il pensionato di "Amici miei"? Quello talmente gretto ed egoista da risultare straordinariamente simile a tanti di noi?
Talmente amorale da risultare credibile nel suo trattare le regole e i modi del vivere civile come una specie di opzioni da scegliere in base all'interesse personale e del momento. Di una grettezza così assoluta che permette al prossimo cinico di insinuarsi - facendogli credere ciò che non è - per fregarlo. Una volta presa la fregatura, nulla lo smuove, certo com'è che riuscirà con il prossimo "affare" a recuperare e vincere.
Intimamente convinto che l'interesse collettivo non è altro che la somma sbilanciata degli interessi individuali e che il suo, di interesse, primeggia fra quello di tutti gli altri, che finiscono perciò per diventarne dei satelliti. Se così non è, nessun problema: si aggiusta in qualche modo, qualcun altro pagherà l'errore o la svista.

LA STRETTA DI MANO

Una signora voleva stringermi la mano... 
Un celebre locale della zona ovest di Torino celebra il restyling con un vernissage al quale non manca la crema politica e sindacale oltre al consueto sottobosco politico della zona. Ci vado anch'io, invitato con calore e affettuosamente bendisposto verso i proprietari del locale, che ho visto crescere insieme al capostipite.
Alle 18, come da annuncio, si aprono le porte e, dopo i vip, tocca a noi "normali" entrare nel locale accolti con squisita cortesia dai proprietari/gestori, visibilmente emozionati.
Allestimento sopraffino, davvero un bel posto, servizio e prodotti all'altezza della classe e della cura che ci hanno sempre messo nel fare le cose. Insomma, tutto bene. Siccome ho un impegno urgente, fendo la massa mangiante e bevente per raggiungere il terzo dei tre artefici di questa ulteriore meraviglia, senza troppo badare a chi mi sta intorno, quando...

LA VITA SU MARTE C'E'

Eminenti scienziati al lavoro da decenni, sonde spaziali, robot fantascientifici:tutto per capire se c'è vita su Marte. E dire che bastava chiedere al Comune di Collegno. 

L'ignaro automobilista che transita in corso Pastrengo, fra Collegno e Torino, oltre a rischiare la multa dell'autovelox, rischia anche di perdere il senno: ad ogni rotonda un allestimento "finto spaziale" dovrebbe ricordare che lì vicino (a Torino) c'è l'Alenia e che in prossimità c'è il Campo  Volo.
Spettacolari due allestimenti. Il primo vede un pupazzetto rinchiuso in una gabbietta al centro della rotonda: dovrebbe rappresentare  l'astronauta a bordo della navicella spaziale. Fa talmente tenerezza che si racconta di automobilisti che hanno inchiodato, sono scesi dall'auto con il cric in mano per rompere il vetro e liberare il poveretto imprigionato. 

ALLA FINE DELL'ESTATE...

Eventi che hanno riempito le pagine dei giornali di luglio e agosto, non in ordine cronologico:
1. Tormenti del PD, in tutte le salse e a tutte le latitudini. Conflitti, renzate, distinguo, comparsate e puntualizzazioni. Se larga parte della politica italiana non fosse quel partito ci sarebbe da ridere. E c'è ancora chi si chiede le ragioni del declino del paese. Poi ti arriva "Libero" con lo scoop secondo il quale il PD fa firmare un contratto ai nominati nei consigli di amministrazione: si impegnano a versare al partito la tangente personale. Se non lo fanno, via.  E' la meritocrazia, bellezza.
2. Cinquestellismo con scappellamento a destra. Più o meno la stessa cosa del PD con l'aggravante di essere nuovi, un'autentica speranza dell'Italia. Autoreferenziali, ondivaghi, preoccupanti. Come si fa a dissipare un consenso esagerato in pochi mesi. Siamo sicuri che la gestione Casaleggio jr non abbia bisogno di una bella revisione, magari corroborata da un ritorno di Grillo?
3. Incendi: appiccati dunque dolosi, dovuti alla siccità, all'incuria dei boschi, alla Madia che ha accorpato la Forestale ai Carabinieri  eccetera. Gli incendi continuano anche adesso, ma non ne parla più nessuno perché le paginate sono dedicate a...



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