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ELEZIONI ED ESODATI di F. Maletti

I toni della campagna elettorale sono tali che già oggi tutti strillano e pochi ascoltano. A proposito della riforma Fornero e del problema degli esodati….
A onor del vero
Musco2 Per chi cerca di tenersi costantemente informato sulle cose, avvantaggiato dal fatto di essersi sempre occupato in età lavorativa di questioni tecniche e legislative legate al mondo del lavoro, è piuttosto irritante sentire (in campagna elettorale, ma non solo) così tanta gente che parla a sproposito. Per cui viene da domandarsi se il fine ultimo di ciascun competitore politico non sia tanto quello della ricerca della verità quanto del consenso “a prescindere”.
E allora, tanto per fare un esempio, gli “Esodati” NON sono il “prodotto” del governo Monti, ma la conseguenza di accordi sindacali fatti puntando sulla IMMUTABILITA’ del sistema pensionistico e che stabilivano ANZITEMPO il diritto a pensione dei lavoratori.

LA PROFESSORESSA SBAGLIA I CONTI

L’errore clamoroso nella stima degli esodati la dice lunga non solo sul supporto tecnico a decisioni che cambiano la vita delle persone, oltre che il bilancio dello stato, ma anche sull’affidabilità dei professori.
Le vittime della boria
retraite_2Dunque, secondo l’INPS, il numero degli esodati sarebbe oltre cinque volte la stima fornita dal Ministero del Welfare e sbandierata per settimane fino a farne un vessillo della malafede sindacale. Ricorderete tutti che più volte i responsabili sindacali avevano segnalato che il numero della Fornero era eccessivamente basso rispetto alla stima che i loro centri studi avevano immaginato, ma lei niente: dritta per la sua strada con l’aria arcigna da piemontese tutta d’un pezzo e il sussiego di chi sta lavorando per una masnada di deficienti che cercano solo di metterle i bastoni fra le ruote.
Ricorderete anche che intorno al tema si erano sviluppate discussioni anche importanti, riassumibili nel tentativo di rispondere alle seguenti domande:

ESODANDI ED ESODATI – BOTTA E RISPOSTA di F. Maletti

A seguito del post di Franco Maletti pubblicato su questo blog (leggi), un lettore gli ha scritto proponendogli il suo caso. Anche stavolta il caso singolo diventa paradigma.
Cornuti e mazziati?
"Buongiorno, ho letto (per caso) il suo parere sugli esodati e spero di non disturbarla con il mio caso personale, che userò solo per dire che non sono d'accordo sulle sue conclusioni.
Sono nato il 15.2.54, ho riscattato 4 anni di laurea e lavorato 32 anni effettivi in Banca (Unicredit)per cui al 31.12.2008, con 36 anni di contributi, ho accettato l'uscita da Unicredit e l'adesione al Fondo Esuberi. Il suo articolo parla di scelta azzardata, e, alla luce di quanto sta succedendo, lo è, anche se ancora non si sa bene cosa succederà e non ho capito se farò parte dei 65.000 salvaguardati nè cosa esattamente significhi, però mi permetta di osservare quanto segue:

ESODANDI ED ESODATI di F. Maletti

In questi giorni di furibonde polemiche e di sollevazioni sacrosante, un parere molto interessante di chi ha praticato per una vita la tutela dei lavoratori… anche degli aspiranti pensionati.
Il diritto alla pensione
Premesso che il diritto a pensione è acquisito soltanto quando si può presentare la domanda, e che fino a quel momento è un diritto “teorico”, basato sul fatto che nel frattempo rimangano immutate le condizioni di legge, chi decide per qualunque ragione di lasciare il posto di lavoro prima di quel termine commette un azzardo.
L’azzardo sta nel fatto che, dal momento in cui il lavoratore lascia il posto di lavoro fino alla data in cui matura effettivamente il diritto, può soltanto sperare che la normativa durante questo periodo rimanga immutata.
La questione che ho appena descritto, quindi, è una questione vecchia di anni. Con la sola differenza che mai nessuno prima aveva fatto una riforma del sistema pensionistico così incisiva.