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LE SCIOCCHEZZE DELL’ASSESSORE

Con l’avvio dell’attività amministrativa, anche nella mia città entrano in funzione le commissioni consigliari: servono a sviscerare i problemi e a mettere i consiglieri in grado di decidere al meglio. In teoria…
I privati e il pubblico
bufala-400 Mi occupo spesso – forse persino ossessivamente – dello strano rapporto che le amministrazioni locali d’oggi intrattengono con i privati, specialmente quelle che hanno delle velleità di sinistra. Da berlusconi in poi si è venuta affermando l’idea che pubblico (e suoi rappresentanti>) e privati sono sullo stesso piano, che il ruolo dell’amministratore è quello di arbitro fra interessi contrapposti o complementari. Il suo lavoro consiste nel mettere tutti d’accordo, utilizzando le risorse del potere per disporre al meglio e con il maggiore equilibrio possibile di quello che è di tutti.
Questa non è l’idea della democrazia borghese, a cui tutti dicono di rifarsi: i rappresentanti dei cittadini sono portatori di un interesse superiore, quello collettivo, che supera e comprende i tanti interessi particolari, quelli espressi dai “privati”. In Europa gli amministratori pubblici, di qualunque colore essi siano, accolgono suggerimenti, richieste e pressioni di interessi privati utilizzando procedure democratiche per rispondere loro al meglio e utilizzarli, se si riesce, per promuovere l’interesse collettivo. Da noi no, si presentano e si negozia, con i risultati che vediamo tutti i giorni.
Bene, accade che l’assessore al Lavori Pubblici della mia città si presenti nella prima seduta della sua commissione a illustrare il progetto di rifacimento della piazza centrale.

PILOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 5

La casa di riposo e le politiche sociali
"Il vecchietto, dove lo metto?”
"Il vecchietto dove lo metto?". Le politiche sociali e assistenziali debbono mirare all'integrazione e alla convivenza, non isolare le persone in difficoltà.

I SIGNORI IN CENTRO, GLI ANZIANI FUORI

Una decisione del Consiglio Comunale della mia città desta sgomento. Ma lo sgomento peggiore è dato dal fatto che neanche si accorgono della gravità di quello che stanno facendo.
La cultura dell’integrazione in salsa grugliaschese

cottolengo Nella mia città succede questo: in Consiglio comunale la maggioranza di centrosinistra compatta volta una variante al Piano regolatore che sposta una casa di riposo (il Cottolengo), ubicata in centro, ai margini della città. L’area prescelta è una striscia di terreno (agricolo?) ancora libera, ai confini con l’area industriale della città confinante (Rivoli).
In pratica, la nuova casa di riposo sorgerà con vista sulle fabbriche da due lati e sulle case dagli altri due, in una zona nella quale non ci sono negozi e passaggio pedonale, se non nelle ore di entrata e uscita da scuola. Il ronzio della centrale del teleriscaldamento della SEI accompagnerà il riposo dei giusti. Al suo posto, in centro città – fra negozi, uffici pubblici e gente che passeggia nelle aree pedonali – un bel palazzo con altre case e negozi.