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sabato, luglio 11, 2020

COMPETENZA & DEMOCRAZIA, DOVE STA IL PROBLEMA?

In cosa consiste la qualità degli eletti? Il tema è centrale per ridefinire le categorie della politica, il ruolo degli eletti e la stessa idea di democrazia rappresentativa
La derisione degli eletti - più sono in alto più è facile beccarli mentre si rotolano nella loro ignoranza come maiali nella mota, perché esternano, appaiono, twittano - è uno degli sport che più avvince i sudditi schierati politicamente. Naturalmente dileggiano gli eletti degli altri partiti, quelli del loro no, perché sono abili, esperti e colti per definizione. Lo fanno anche i giornali di regime, quasi tutti, i bersagli sono prevalentemente gli eletti del M5S - i nuovi barbari in fase di normalizzazione, per fortuna - impettiti perché molto presi dal nuovo ruolo e sovente sostenuti solo dall'immensa boria del parvenu. Di quel genere di parvenu che è davvero convinto di essere lì per suo merito, non per coincidenza, fortuna e solo un pochino di abilità personale. Alcuni approfittano dell'occasione per costruirsi competenze e preparazione, i più per tessere alleanze mentre giocano alla politica che scimmiotta le dinamiche che hanno portato alla fine dei partiti di massa italiani. Sciupano un'occasione che difficilmente si ripresenterà, sciupano tempo e risorse che avrebbero potuto sfruttare meglio. Sciupano speranze.
Quelli degli altri partiti sono anche peggio, ce ne accorgiamo di meno perché il grosso dei mass-media li perdona, perfino quando sparano cazzate tremende, sbagliano i congiuntivi e ignorano la Storia. Alcuni ne fanno la loro bandiera, sventolando la grossolanità e vantandosi dell'ignoranza.
"Ci vorrebbero rappresentanti politici migliori della media del popolo", "Sarebbe ora che l'Italia scegliesse la meritocrazia, basta con raccomandazioni e familismo", "Stoppiamo la fuga dei migliori, facciamo rientrare i cervelli in Italia" e così via: luoghi comuni che riempiono la bocca dei convitati televisivi, sempre gli stessi e sempre a fingere di litigare fra loro mentre promuovono le loro intelligenze standard senza pudore alcuno. Ma sono le stesse cose che senti nei bar, nei luoghi di lavoro, sui mezzi pubblici con distanziamento. Minchiate.
Ogni epoca ha avuto la sua rappresentanza politica, più o meno capace di realizzare al meglio l'interesse pubblico, magari compenetrandolo con la carriera politica e/o professionale. Solo che agli elettori i partiti proponevano soggetti di cui andavano fieri, per la storia di cui erano portatori, per il valore simbolico e pratico della loro candidatura, per la lealtà al progetto, qualche volta alla fedeltà ai capi. Quando la rappresentanza eletta risultava poco attrezzata per realizzare programmi ambiziosi e progetti politici epocali, i partiti - spesso con il consenso degli eletti nelle loro liste - cercavano in giro i soggetti che meglio potevano realizzare il progetto politico di cui erano portatori. Questo approccio permetteva di candidare ed eleggere anche persone di umili origini e pochi studi, ma ricche di esperienze, legami, progetti e disciplina; gente che sapeva stare al suo posto, che faceva il suo lavoro (la rappresentanza) e che concorreva al progresso del paese anche scegliendo altre persone, più corazzate e competenti, per realizzare parti del programma di cui erano protagonisti (la competenza).
I caciaroni, i mafiosi, i fascistoidi, gli smodati e i qualunquisti se ne stavano nelle fogne. Da cui sono stati liberati da Veltrusconi e dalle logiche che, in nome delle modernizzazione del paese, hanno sdoganato storie e soggetti che mai prima avrebbero avuto ascolto e peso. E hanno dilagato.
Parlamentari ed eletti in genere sono anche oggi lo specchio del paese, l'espressione della sua frammentazione e del disorientamento che lo pervade. Sarebbe sbagliato chiedere loro esperienza, competenza, profondità, forse sarebbe più saggio chiedere loro di circondarsi di collaboratori e dirigenti all'altezza delle sfide, così da realizzare al meglio ciò che hanno promesso. Invece sono davvero come l'Italia: pronti a piazzare l'amico, la damazza post FIAT di cui nessuno ha ancora capito le capacità, il compagno di scuola, quello che ti è fedele, e via col rosario delle miserie.
Per un momento ho davvero sperato che il M5S riuscisse almeno a fare questo - sfruttare la giovinezza e la freschezza delle rappresentanze per imporre il meglio, sotto forma di persone e riforme radicali e profonde -, invece non hanno perso tempo neanche loro a collocarsi nella mediocrità paralizzante, in questo rappresentando al meglio l'Italia intera degli ultimi trent'anni.
Mariano

mercoledì, luglio 01, 2020

AVVENTURE GIAPPONESI E STORIE PASSATE

Potenza della pandemia: mentre metti in ordine le carte accumulate, ti viene in mano un giornale giapponese di vent'anni fa...
A pagina 2 del quotidiano giapponese Sheikyo Scimbun, tiratura di oltre 6 milioni di copie, il 3 luglio di 20 anni fa i lettori trovavano ben quattro foto famigliari ai grugliaschesi, a corredo di un articolo che raccontava di un'iniziativa internazionale ospitata dalla nostra città. Le quattro foto sono quelle dello stemma della città, dalla sala della Nave (due), allora appena ristrutturata e restituita all'uso pubblico dopo cinquant'anni di abbandono, infine quella del sindaco, il sottoscritto.
L'iniziativa era un convegno internazionale sulla pace organizzato dall'Istituto Buddista Soka Gakkai e dal suo presidente, Daisaku Ikeda. Dal convegno prenderà poi il via l'organizzazione di una mostra sui diritti umani e della loro sistematica violazione su tutta la Terra che si svolgerà nell'autunno, sempre alle Serre. Sarà visitata da circa 30mila persone provenienti da tutta l'Italia settentrionale oltre che dalla Francia meridionale e dalla Svizzera. 

mercoledì, giugno 17, 2020

SUDDITI

Niente da fare: sono ancora troppi gli Italiani che leccano il culo dei potenti a prescindere da quello che dicono e fanno. Solo perché non si sa mai...

Il sindaco del loro comune tiene chiusi gli uffici ben oltre il ragionevole picco della pandemia, mentre intorno tutti quelli che potevano riaprire l'hanno già fatto? Al minimo accenno di una insignificante ripresa delle attività loro si profondono in ringraziamenti, a voce e sui social, già dimentichi dei disagi che hanno patito e insensibili a quelli che ancora patiscono. E leccano: piedi, culo, tutto quello che riescono ad agguantare. Non si sa mai!
Il funzionario li ha maltrattati o ignorati per tanto di quel tempo che nemmeno più ci speravano? Al minimo accenno di un qualche interesse (ben lontano dalla soddisfazione dell'istanza che hanno presentato e che resta ignorata), magari una comunicazione neutra per prorogare i termini, dimenticano tutto e ringraziano fantozzianamente colui che li ha umiliati, schiacciati, trattati come delle merde. E leccano, non si sa mai!
In ufficio col capo che disprezzano, ma a cui vorrebbero somigliare; in fabbrica col caposquadra che li controlla anche al cesso e che li umilia gratis, solo per fare carriera; perfino in palestra o mentre fanno un po' di sport cercano disperatamente qualcuno da adulare e corteggiare, da ingraziarsi per illudersi di averlo vicino se ce ne fosse mai bisogno. E leccano, non si sa mai!

venerdì, maggio 15, 2020

LE MASCHERINE PIEMONTESI DI CIRIO... SONO MAROCCHINE!

C'è chi afferma che fra Cavour e Cirio non c'è poi tutta quella differenza, sempre Piemontesi sono...

... solo che il primo ha fatto l'Italia, il secondo contribuisce con molti altri a disfarla, minando la salute dei Piemontesi con il Covid fuori controllo e smantellando il poco che il centrosinistra aveva risparmiato.
Cavour era di casa nella capitali europee, a Cirio debbono difettare le competenze geografiche, particolarmente utili per chi dovrebbe tenere a bada un assessore leghista che vorrebbe rispedire al di là del mare tutto quello che arriva da noi.
Arcuri procura (in ritardo) le mascherine tanto agognate, le manda alle regioni perché le distribuiscano. 
In Piemonte, Cirio e Icardi le imbustano con tanto di stemma regionale ed etichetta recitante "Prodotto e imbustato da aziende Piemontesi", ignorando la regola grammaticale che sconsiglierebbe la maiuscola agli aggettivi. 
Il cittadino riceve il tutto in buca, apre la busta e trova una mascherina con regolare etichetta Made in Marocco

domenica, maggio 03, 2020

USCIRNE PAZZI: QUELLI CHE...

Oramai stiamo impazzendo. Per via della quarantena o c'è altro? 


1) "Conte è brutto, incompetente, cattivo" e tutto il male possibile...I più onesti corrono subito col pensiero ai precedessori (Gentiloni, Renzi, Letta, Monti, Berlusconi...): pensate a uno di questi a gestire la pandemia.Così i più onesti si ridimensionano con un "beh, non si può nemmeno criticare?"
2) "I ministri di Conte sono dei mentecatti" - specialmente quelli che vengono dal M5S -, poi fanno la lista dei loro predecessori (chi si ricorda di Alfano prima alla Giustizia con Berlusconi, poi agli Interni e poi agli Esteri nel governo delle sinistre?) e idem: "beh, non si può nemmeno più criticare?". I ministri di Conte sono ciò che il paese mette a disposizione per farsi governare; tutti i cultori della "meritocrazia col curriculum degli altri" stavano zitti anche di fronte all'evidenza quando i parvenu giungevano, appunto, dai partitoni sedicenti rossi e dai puntelli ondivaghi che raccattavano in Parlamento in cambio di qualche emendamento, se si accontentavano di poco. Adesso sono diventati tutti esegeti dei congiuntivi altrui.

domenica, aprile 12, 2020

LA PANDEMIA DI CORONAVIRUS PUO' ESSERE IL GRANDE LIVELLATORE DELLE DISUGUAGLIANZE? di R.Godin

Cercare nella Storia le dinamiche economiche delle pandemie aiuta a capire come potremmo uscirne meglio. L'articolo di "Mediapart" aiuta

Mentre i mercati azionari scendono e la crisi colpisce le aziende, potrebbe sorgere la questione se il coronavirus possa indirettamente, come le grandi pandemie del passato, ridurre le disparità. La risposta è: sarà la politica ad avere l'ultima parola.
Dall'11 marzo l'epidemia di Covid-19 è diventata ufficialmente una pandemia. Quest'ultima si sta diffondendo in un mondo in cui, con rare eccezioni, le disuguaglianze sono aumentate enormemente negli ultimi tempi. Insieme al problema del clima, questa è la sfida principale per il prossimo decennio. Tuttavia, le principali epidemie sono state storicamente potenti forze per la ridistribuzione della ricchezza e la riduzione delle disuguaglianze. Da qui la domanda: il coronavirus può portare a un massiccio riequilibrio e alla fine di ciò che Thomas Piketty chiama l'era del “neo-proprietarismo meritocratico”?

sabato, marzo 28, 2020

ANDRA' TUTTO BENE: SICURI?

Quando la retorica finisce per sfiancare anche l'ottimista più determinato, quello è il momento di fare ricorso alla ragione
La stanchezza da quarantena comincia a farsi sentire, alla fine sono quasi quattro settimane di reclusione totale, di passeggiatine furtive condite da sensi di colpa (era proprio necessario andare a comprare prima il giornale, poi tornare a uscire per il pane e di nuovo per la spazzatura?) e di riorganizzazione dell'informatica di casa. I freni inibitori stanno lentamente cedendo, così come i sani principi di cui andare fieri: figli e nipoti davanti alla tele non stop, giusto una pausa per guardare sul tablet i video che ha postato la maestra per poi fare i compiti fra maledizioni e sceneggiate che neanche a Napoli. Resa totale a cibarie, movimenti fisico, civiltà nelle relazioni eccetera.
Perde colpi la speranza che l'epidemia passi, placando la sua furia per permetterci di fare la conta dei morti, delle responsabilità e degli insegnamenti. Lentamente si è fatta strada la constatazione che le cose non vanno affatto meglio, nel mentre l'eccezionalità facilita l'emersione del meglio e del peggio in tutti noi e nella società, sembra che elimini i filtri che attutiscono la nostra percezione della realtà e degli eventi. Il meglio continua a essere in secondo piano, il peggio esplode in tuta la sua virulenza. E fa paura, a volte schifo.

lunedì, marzo 16, 2020

IL BLUFF DELLA POLITICA: SERVI SCIOCCHI AI VERTICI, NESSUNA PROSPETTIVA. A MENO CHE...

In UE come in Italia e giù giù fino al più piccolo comune, una classe dirigente rivela tutta la sua inadeguatezza e malafede
Fra gli effetti dell'epidemia da coronavirus c'è anche la caduta del "velo del prestigio" che avvolgeva le massime autorità dell'UE, finora incontrastate sul piano politico, qualche volta criticate per la scarsa incisività delle loro azioni e per loro dipendenza dai governi nazionali più forti e dalle agenzie economiche e finanziarie mondiali, ma mai messe veramente in discussione. Finché, in condizioni ordinarie, sono stati tenuti lontani dal campo di battaglia - generali presunti di conflitti che si giocavano altrove con la loro supposta regia - il gioco ha tenuto. Appena la crisi sanitaria ha cominciato a mordere, con tutte le conseguenze che già conosciamo e quelle che ancora debbono presentarsi, il velo è caduto.

giovedì, febbraio 13, 2020

MEDIOCRITA': L'AGONIA DI UN PAESE

A forza di usare tutti gli strumenti possibili per livellare al basso, si finisce rasoterra. Poi si comincia a scavare...
Mi sembra che sia questa la situazione nella quale versano oggi istituzioni, realtà economiche, associazioni, sindacati, partiti, mass media, chiese, insomma il complesso dei corpi intermedi e di governo dell'Italia.
Governati e rappresentati dai più scarsi fra coloro che ne fanno parte, impegnati questi ultimi a difendere rabbiosamente la posizione conquistata facendo di tutto e di più per allontanare coloro che potrebbero insidiarne la posizione. Ma che, avendo qualche numero in più e magari anche l'ardimento, si guardano bene dallo sprecare tempo, risorse e sentimenti in battaglie impari, preferendo utilizzare ciò che sono, hanno e sono per costruirsi una vita loro. Per gli scarsi è una vittoria facile perché sono straordinariamente abili nel costruire cordate di interessi ancora più bassi dei loro, coinvolgendo soggetti che diversamente non avrebbero alcuna storia o ruolo.