venerdì, maggio 15, 2020

LE MASCHERINE PIEMONTESI DI CIRIO... SONO MAROCCHINE!

C'è chi afferma che fra Cavour e Cirio non c'è poi tutta quella differenza, sempre Piemontesi sono...
... solo che il primo ha fatto l'Italia, il secondo contribuisce con molti altri a disfarla, minando la salute dei Piemontesi con il Covid fuori controllo e smantellando il poco che il centrosinistra aveva risparmiato.
Cavour era di casa nella capitali europee, a Cirio debbono difettare le competenze geografiche, particolarmente utili per chi dovrebbe tenere a bada un assessore leghista che vorrebbe rispedire al di là del mare tutto quello che arriva da noi.
Arcuri procura (in ritardo) le mascherine tanto agognate, le manda alle regioni perché le distribuiscano. 
In Piemonte, Cirio e Icardi le imbustano con tanto di stemma regionale ed etichetta recitante "Prodotto e imbustato da aziende Piemontesi", ignorando la regola grammaticale che sconsiglierebbe la maiuscola agli aggettivi. 
Il cittadino riceve il tutto in buca, apre la busta e trova una mascherina con regolare etichetta Made in Marocco

domenica, maggio 03, 2020

USCIRNE PAZZI: QUELLI CHE...

Oramai stiamo impazzendo. Per via della quarantena o c'è altro? 


1) "Conte è brutto, incompetente, cattivo" e tutto il male possibile...I più onesti corrono subito col pensiero ai precedessori (Gentiloni, Renzi, Letta, Monti, Berlusconi...): pensate a uno di questi a gestire la pandemia.Così i più onesti si ridimensionano con un "beh, non si può nemmeno criticare?"
2) "I ministri di Conte sono dei mentecatti" - specialmente quelli che vengono dal M5S -, poi fanno la lista dei loro predecessori (chi si ricorda di Alfano prima alla Giustizia con Berlusconi, poi agli Interni e poi agli Esteri nel governo delle sinistre?) e idem: "beh, non si può nemmeno più criticare?". I ministri di Conte sono ciò che il paese mette a disposizione per farsi governare; tutti i cultori della "meritocrazia col curriculum degli altri" stavano zitti anche di fronte all'evidenza quando i parvenu giungevano, appunto, dai partitoni sedicenti rossi e dai puntelli ondivaghi che raccattavano in Parlamento in cambio di qualche emendamento, se si accontentavano di poco. Adesso sono diventati tutti esegeti dei congiuntivi altrui.

domenica, aprile 12, 2020

LA PANDEMIA DI CORONAVIRUS PUO' ESSERE IL GRANDE LIVELLATORE DELLE DISUGUAGLIANZE? di R.Godin

Cercare nella Storia le dinamiche economiche delle pandemie aiuta a capire come potremmo uscirne meglio. L'articolo di "Mediapart" aiuta

Mentre i mercati azionari scendono e la crisi colpisce le aziende, potrebbe sorgere la questione se il coronavirus possa indirettamente, come le grandi pandemie del passato, ridurre le disparità. La risposta è: sarà la politica ad avere l'ultima parola.
Dall'11 marzo l'epidemia di Covid-19 è diventata ufficialmente una pandemia. Quest'ultima si sta diffondendo in un mondo in cui, con rare eccezioni, le disuguaglianze sono aumentate enormemente negli ultimi tempi. Insieme al problema del clima, questa è la sfida principale per il prossimo decennio. Tuttavia, le principali epidemie sono state storicamente potenti forze per la ridistribuzione della ricchezza e la riduzione delle disuguaglianze. Da qui la domanda: il coronavirus può portare a un massiccio riequilibrio e alla fine di ciò che Thomas Piketty chiama l'era del “neo-proprietarismo meritocratico”?

sabato, marzo 28, 2020

ANDRA' TUTTO BENE: SICURI?

Quando la retorica finisce per sfiancare anche l'ottimista più determinato, quello è il momento di fare ricorso alla ragione
La stanchezza da quarantena comincia a farsi sentire, alla fine sono quasi quattro settimane di reclusione totale, di passeggiatine furtive condite da sensi di colpa (era proprio necessario andare a comprare prima il giornale, poi tornare a uscire per il pane e di nuovo per la spazzatura?) e di riorganizzazione dell'informatica di casa. I freni inibitori stanno lentamente cedendo, così come i sani principi di cui andare fieri: figli e nipoti davanti alla tele non stop, giusto una pausa per guardare sul tablet i video che ha postato la maestra per poi fare i compiti fra maledizioni e sceneggiate che neanche a Napoli. Resa totale a cibarie, movimenti fisico, civiltà nelle relazioni eccetera.
Perde colpi la speranza che l'epidemia passi, placando la sua furia per permetterci di fare la conta dei morti, delle responsabilità e degli insegnamenti. Lentamente si è fatta strada la constatazione che le cose non vanno affatto meglio, nel mentre l'eccezionalità facilita l'emersione del meglio e del peggio in tutti noi e nella società, sembra che elimini i filtri che attutiscono la nostra percezione della realtà e degli eventi. Il meglio continua a essere in secondo piano, il peggio esplode in tuta la sua virulenza. E fa paura, a volte schifo.

lunedì, marzo 16, 2020

IL BLUFF DELLA POLITICA: SERVI SCIOCCHI AI VERTICI, NESSUNA PROSPETTIVA. A MENO CHE...

In UE come in Italia e giù giù fino al più piccolo comune, una classe dirigente rivela tutta la sua inadeguatezza e malafede
Fra gli effetti dell'epidemia da coronavirus c'è anche la caduta del "velo del prestigio" che avvolgeva le massime autorità dell'UE, finora incontrastate sul piano politico, qualche volta criticate per la scarsa incisività delle loro azioni e per loro dipendenza dai governi nazionali più forti e dalle agenzie economiche e finanziarie mondiali, ma mai messe veramente in discussione. Finché, in condizioni ordinarie, sono stati tenuti lontani dal campo di battaglia - generali presunti di conflitti che si giocavano altrove con la loro supposta regia - il gioco ha tenuto. Appena la crisi sanitaria ha cominciato a mordere, con tutte le conseguenze che già conosciamo e quelle che ancora debbono presentarsi, il velo è caduto.

giovedì, febbraio 13, 2020

MEDIOCRITA': L'AGONIA DI UN PAESE

A forza di usare tutti gli strumenti possibili per livellare al basso, si finisce rasoterra. Poi si comincia a scavare...
Mi sembra che sia questa la situazione nella quale versano oggi istituzioni, realtà economiche, associazioni, sindacati, partiti, mass media, chiese, insomma il complesso dei corpi intermedi e di governo dell'Italia.
Governati e rappresentati dai più scarsi fra coloro che ne fanno parte, impegnati questi ultimi a difendere rabbiosamente la posizione conquistata facendo di tutto e di più per allontanare coloro che potrebbero insidiarne la posizione. Ma che, avendo qualche numero in più e magari anche l'ardimento, si guardano bene dallo sprecare tempo, risorse e sentimenti in battaglie impari, preferendo utilizzare ciò che sono, hanno e sono per costruirsi una vita loro. Per gli scarsi è una vittoria facile perché sono straordinariamente abili nel costruire cordate di interessi ancora più bassi dei loro, coinvolgendo soggetti che diversamente non avrebbero alcuna storia o ruolo.