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USCIRNE PAZZI: QUELLI CHE...

Oramai stiamo impazzendo. Per via della quarantena o c'è altro? 


1) "Conte è brutto, incompetente, cattivo" e tutto il male possibile...I più onesti corrono subito col pensiero ai precedessori (Gentiloni, Renzi, Letta, Monti, Berlusconi...): pensate a uno di questi a gestire la pandemia.Così i più onesti si ridimensionano con un "beh, non si può nemmeno criticare?"
2) "I ministri di Conte sono dei mentecatti" - specialmente quelli che vengono dal M5S -, poi fanno la lista dei loro predecessori (chi si ricorda di Alfano prima alla Giustizia con Berlusconi, poi agli Interni e poi agli Esteri nel governo delle sinistre?) e idem: "beh, non si può nemmeno più criticare?". I ministri di Conte sono ciò che il paese mette a disposizione per farsi governare; tutti i cultori della "meritocrazia col curriculum degli altri" stavano zitti anche di fronte all'evidenza quando i parvenu giungevano, appunto, dai partitoni sedicenti rossi e dai puntelli ondivaghi che raccattavano in Parlamento in cambio di qualche emendamento, se si accontentavano di poco. Adesso sono diventati tutti esegeti dei congiuntivi altrui.

LA FUITINA

Dell’Utri se la ride dal Libano… ancora una volta l’Italia è all’altezza dei proclami dei suoi governanti
Bye Bye Italy
Chissà come se la starà spassando Dell’Utri nel suo letto d’ospedale in Beirut, Libano… chissà quante risate si farà leggendo i giornali, le articolesse dei soloni a servizio, le dichiarazioni dei suoi colleghi politici, le complesse giustificazioni del Ministro dell’Interno Alfano, fino a qualche mese fa anche suo compagno di partito.
In fondo lui, siculo, ha fatto ciò che le coppie di fidanzati promessi fanno da secoli nella sua terra: la fuitina, per mettere i parenti e gli amici di fronte al “fatto compiuto”. Lei non è più immacolata, lui l’ha compromessa e vuole sposarla, dunque cosa c’è di meglio di un bel matrimonio riparatore? Le rispettive famiglie saranno obbligate ad acconsentire alle nozze e le mamme (che tutto sapevano in anticipo e che segretamente avevano istruito i due sul da farsi) belle felici a preparare le nozze e la casa di piccioncini.
Meno prosaicamente Dell’Utri ha fatto la stessa cosa: prima che gli altri decidessero per lui (leggasi la Cassazione) ha messo tutti davanti al fatto compiuto: un bel passaporto di Stato, potenti appoggi e denaro a volontà. Gli ingredienti per la fuga ci sono tutti, manca solo un paese compiacente e particolarmente attento alle problematiche di salute di coloro che dovrebbe espellere su richiesta dei governi amici. Arriva in albergo, viene fermato su richiesta del governo italiano, proditoriamente si ammala e viene ricoverato in ospedale.
Chi glielo dice ai Libanesi che era tutto pianificato, che suo fratello aveva con lui realizzato il piano e costruita la storia fin nei minimi dettagli, affinché non dovesse passare l’ultima parte della sua vita in galera, nientemeno che condannato per mafia? Chi glielo spiega che quel soggetto, insieme al suo amico e socio più caro, ha gestito per vent’anni questo paese (e ancora non è finita) lasciando le briciole agli ex-comunisti, perché lo lasciassero fare quasi senza obiezioni? Chi glielo dice che, se non stanno attenti, quello è capace di mettere in piedi lo stesso sistema anche in Libano. Un paese che, di guai, ne avrebbe già abbastanza…
Mi sa che Dell’Utri l’Italia non lo vedrà più; che resterà laggiù (o in un altro posto altrettanto blindato), o fino alla fine dei suoi giorni o soltanto il tempo necessario per trasformarsi in martire. Sufficientemente longevo da tornare un giorno in Italia acclamato esule, finalmente premiato per la fedeltà e l’attaccamento al suo paese. Verrà ricevuto dal Ministro dell’Interno del tempo in persona: Alfano, ancora lui. Ancora in attesa che qualcuno chieda seriamente le sue dimissioni.
Mariano

MONTI? NO, CALO

Governo paralizzato, paese nel panico, politica impotente economia al collasso
Terremoti
terremoto1La terra continua a tremare e zone importanti del nostro paese entrano in difficoltà perché il disastro non accenna a fermarsi. Le attività economiche non ripartono, la ricostruzione stenta a decollare anche solo dal punto di vista del progetto, ogni volta che sembra passato il peggio una nuova scossa riapre ferite, genera crolli e produce scoramento.
Di solito, di fronte  a un disastro di queste proporzioni un paese si raccoglie, si riunisce, ammutolisce e cerca le ragioni profonde per trovare una tregua necessaria a soccorrere, cercare risorse e mezzi e trovare i modi più efficaci per sostenere la ricostruzione. Forse è davvero così, ma ho dei dubbi che il sentimento della politica di oggi sia questo.