giovedì, dicembre 06, 2018

I PRENDITORI


A vederli schierati sul parco e in platea alle OGR tornava in mente il loro contributo al declino, nazionale e locale


C'è una differenza fondamentale fra un imprenditore e un prenditore: il primo investe - soldi energie, intelligenze, rischi - per realizzare un'impresa che produce beni e/o servizi che generano ricchezza. Innanzitutto per lui, poi anche per dipendenti e fornitori, indirettamente (attraverso le tasse) alla collettività. Questa commossa ringrazia, cerca di impiegarli al meglio e, quando occorre, interviene sul credito o con gli ammortizzatori per aiutare l'impresa quando va in difficoltà.
Il prenditore ricerca il massimo profitto con il minimo impegno: strutture e personale sono "risorse" da finanzializzare appena possibile, desertificando territorio e persone: non c'è bisogno di scomodare la delocalizzazione, fatta soprattutto di aziende che chiudono dall'oggi al domani senza vincoli, obblighi, magari affidandosi a un fallimento guidato (dopo aver messo in salvo i capitali) per non pagare i debiti con i dipendenti,  l'erario e  con l'INPS.

sabato, novembre 24, 2018

ESSERE ALL'ALTEZZA


Incontri, occasioni, storie e aspettative. Ogni tanto un bilancio per ripartire leggeri...


Nella vita càpitano i momenti in cui - riflettendo sulle esperienze passate, su quello che hanno prodotto, hanno lasciato e sulle conseguenze - osservi gli avvenimenti e le tue azioni da un'angolatura nuova, diversa da come avevi sempre affrontato le prove della vita. Si chiama "crescere", "maturare", "fare tesoro delle esperienze" e, più avanti con l'età, "invecchiare".
Non so se sia senescenza o maturazione, ma ragionando del passato, aumenta ogni giorno la gratitudine per le tante persone che mi hanno permesso di vivere esperienze ed emozioni che mai avrei pensato di realizzare: gli studenti e i colleghi a scuola, l'attività politica e le tante persone che si sono sbattute, con me e sovente anche per me, gli amici, le persone che mi manifestano ogni giorno stima e considerazione. E poi, gli amici di una vita, quelli di una stagione, i collaboratori degli infiniti lavori che ho fatto e che ancora coltivo.

giovedì, novembre 01, 2018

VERGINI, ODALISCHE, SMEMORATI E GRANDI GIORNALISTI


Guardavo un telefilm in tv,  un amico mi dice di cambiare canale: c'erano Floris, Giannini e la Fornero che strapazzavano la vice-ministra dell'Economia Castelli sulla "riforma" delle pensioni e
... ho comesso l'errore di dargli retta e, osservando l'acredine con cui i soggetti affrontavano il tema e la vice-ministra, un moto di simpatia nei suoi confronti mi ha, per un momento, fatto dimenticare le poche brutte cose che hanno fin qui fatto al governo lei e i suoi compagni di movimento.
L'approccio rabbioso di Giannini sembrava quello di un giornalista che pensa di meritare molto di più della direzione della radio di Repubblica: almeno un tg nazionale, che diamine! E si comportava come se fosse la Castelli la causa della mancato riconoscimento della sua grandezza e bravura.
La Fornero è una valente professionista chiamata da un governo tecnico a prelevare 90 miliardi di euro in dieci anni dalle pensioni per trasferirli sul bilancio dello Stato a coprire buchi e  necessità. Il suo lavoro l'ha fatto abbastanza bene, non del tutto visti gli esodati e le storture del sistema, però l'ha fatto. Ma da questo a a farla passare per l'angelo delle pensioni davvero ce ne corre e solo dei disinformatori professionali possono avallare un'operazione come questa.

mercoledì, ottobre 17, 2018

FORTI I VERDI A NORD...E DA NOI?


In Baviera, Belgio e Lussemburgo i Verdi vanno forte alle elezioni di domenica scorsa. Ma qui proprio non ce n'è, perchè?
Chi scrive ha avuto il piacere - esattamente 21 anni fa - di vedere la lista dei Verdi, il movimento in cui militava, raggiungere il 18,5% alle elezioni amministrative del suo comune, 40 mila abitanti in provincia di Torino.
Tutti ecologisti i miei concittadini? Non penso, almeno nel modo caricaturale in cui larga parte del ceto politico dei Verdi già allora contrassegnava nobilissime battaglie condotte nel modo più controproducente. Semplicemente avevano trovato un gruppo locale che faceva quello che aveva proposto, che aveva dato qualche dimostrazione di coerenza in precedenza e che, nei fallimenti e negli errori, si era preso le proprie responsabilità correggendo la rotta e spiegando perché alcune cose non si potevano proprio fare, mentre altre sì.
Quel gruppo si è disperso dopo aver partecipato a congressi con i cammelli che arrivavano in bus al traino dei ras locali, dopo aver assistito a infinite risse di cui non si sapeva neppure più la ragione, se non quell'individualismo sfrenato che spingeva anche i più scarsi a sentirsi dei deus ex-machina...

mercoledì, ottobre 03, 2018

RENDERE CONTO


Sapere come spendono i soldi che incassano non rende meno dolorosa la privazione, ma almeno aiuta a capire cosa paghiamo davvero per i servizi di questo paese

Un giovane delle nostre parti appena tornato da un lungo periodo di lavoro in Australia ha ricevuto dal Governo di Camberra la comunicazione dell'avvenuto rimborso delle tasse che aveva pagato in eccesso, rimborso peraltro immediatamente accreditato sul suo conto.
Il governo australiano non è è limitato a questo, ha anche approfittato per fornire al giovane contribuente un resoconto di come sono spese le sue tasse, ripartendo la spesa fra i vari settori e servizi in cui si articola la cosa pubblica, a cominciare dal debito pubblico (globale e pro-capite) e dagli interessi pagati per onorare gli impegni assunti.
Però - mi sono detto - questo sì che è un servizio! Non ti aiuta a pagare le tasse più volentieri, ma almeno ti racconta come sono ripartiti i tuoi soldi fra i vari servizi dello Stato.
Subito mi vengono in mente i tanti evasori, quelli che nessun governo ha mai davvero cercato e punito, mi sono venuti in mente i servizi che paghiamo anche per loro che, magari, ne usufruiscono senza nemmeno apprezzarli. Mi viene anche in mente che in Australia il contribuente lo trattano bene, non come da noi...

domenica, settembre 02, 2018

PIETRO


E' proprio vero: all'eccitazione incontrollabile della nascita del primo/a nipote/ina, segue una più calma consapevolezza del loro futuro. Dopo Cloe e Maria, è arrivato Pietro!

Nei nonni i nipoti sono un impasto di preoccupazione per il mondo in cui sono arrivati e per la gente che lo abita, aspettative quasi spasmodiche condite dalla curiosità di cosa diventeranno e di cosa potremo fare noi per farli crescere al meglio.
Poi la solita girandola di parenti e amici che lo guardano e ci trovano qualcosa anche dei nonni. I quali sono preoccupati da ben altro: Pietro è nato bellissimo e in salute, scusate se è poco.
Non sappiamo di che colore saranno gli occhi (qualche vipera sussurra "come quelli del nonno", ma già altre comari vanno cercando il colore in altri rami collaterali della famiglia), neanche i capelli (adesso neri, come...), la mascella (proprio puntuta, come...), la forma del volto e tutti quei caratteri fisici che cambiano ogni giorno, come è giusto che sia.

lunedì, agosto 06, 2018

ANTIMAFIA E POTERE, UN RAPPORTO CONTROVERSO. UNA STORIA


Una brutta storia coinvolge direttamente un'organizzazione, Libera, a cui sono molto legato, e una persona che la rappresenta con cui ho condiviso battaglie e idealità

Un dettagliato post di Alberto Crepaldi sul Fatto del 27 luglio  racconta una storia, ambientata a Modena, che ha come protagonisti Libera - nelle persone della sua vicepresidente nazionale Enza Rando e di Maurizio Piccinini referente provinciale della stessa associazione - e Giuseppe Leonelli, direttore di Prima Pagina, un quotidiano di Parma chiuso un anno e mezzo fa dall'editore, vicino al PD.
Siamo a inizio 2014 quando, in un lungo e dettagliato resoconto sui rapporto fra Enza Rando e il sistema di potere di Modena, Leonelli mette in luce intrecci, incarichi e prebende che legano il PD locale alla vicepresidente dell'associazione.

lunedì, luglio 16, 2018

IL PUS


Negli ultimi tempi numerose anime belle si meravigliano di cosa è diventato questo paese. Come il malato che, allo scoppio delle pustole, si meraviglia del pus che ne cola fuori
Che una parte degli Italiani fosse (diventata?) egoista, razzista e attaccata al poco che ancora resta non si scopre certo adesso. Ignoranza a piene mani, astuzia dello zotico scambiata per intelligenza, scelte al ribasso in tutti i campi, una vita leopardata come ambizione di un intero paese, influencer calciatori veline coi procuratori famelici al seguito, cafonaggine come tratto distintivo fra  chi ce l'ha fatta da chi annaspa indietro. Questo e molto altro ci portiamo dietro dai vent'anni abbondanti di berlusconismo. Abbiamo dato a lui la colpa di tutto questo, ma che dire delle miserie di chi faceva finta di opporsi e ne sposava ogni giorno valori, stili di vita, comportamenti e concezioni del potere?

mercoledì, giugno 27, 2018

DALLA CENTRALITA' ALL'IRRILEVANZA: LA PARABOLA ESEMPLARE


Dopo l'ennesima scoppola elettorale riprendono le liti sulle macerie di un progetto politico oramai in fallimento
Ha davvero dell'incredibile il dibattito che si è scatenato, dopo la recente ulteriore sconfitta alle amministrative, sui giornali e  sui social fra i membri della classe dirigente del PD. Questi sembrano non aver ancora capito che il loro partito, le loro carriere politiche, le loro beghe e manovre, le loro idee se ancora ne hanno... sono tutta roba passata. Consegnata all'irrilevanza non tanto e solo dai dati numerici, ma soprattutto dalla sequenza di sconfitte che sta fiaccando anche i loro più tenaci sostenitori.
Hanno risolto la sconfitta del 4 marzo dando la colpa agli elettori che non hanno capito la serietà e la coerenza del loro partito, facendosi gabbare dalle promesse dei 5 stelle: gli stessi elettori che, quando votavano PD erano seri, maturi e responsabili.

giovedì, giugno 14, 2018

LA SCUOLA SENZA DIRIGENTI: INCURIA O DISEGNO CONSAPEVOLE?


In oramai un terzo delle scuole di ogni ordine e grado del Piemonte al posto di un dirigente (una volta si chiamavano presidi) c'è un reggente. 
In qualche caso questa situazione si trascina da parecchi anni. Il reggente è un dirigente scolastico che, oltre al gruppo di scuole in cui è titolare, ne ha in gestione per un anno scolastico anche un altro. Non è infrequente che a un dirigente, quindi, vengano attribuiti anche 10/15 plessi scolastici sovente lontani e scollegati fra loro, qualche volta con storie e tradizioni opposte. In cambio di 6000 € l'anno, pensionabili.
Questa situazione - che va avanti da parecchi anni, ma che è diventata drammatica negli ultimi 5 perché l'ultimo concorso per dirigenti risale oramai a 7 anni fa - ha di fatto decretato la fine della figura del dirigente scolastico come coordinatore delle attività scolastiche, dei rapporti scuola famiglie. Non è neanche più il garante del corretto funzionamento dell'istituzione - dal punto di vista delle incombenze burocratiche sì, non sono mica dei kamikaze! - o l'interfaccia fra la scuola e il territorio, se non in rari casi e in presenza di figure ancora molto motivate al lavoro e piene di passione per quello che fanno.