2 set 2018

PIETRO


E' proprio vero: all'eccitazione incontrollabile della nascita del primo/a nipote/ina, segue una più calma consapevolezza del loro futuro. Dopo Cloe e Maria, è arrivato Pietro!

Nei nonni i nipoti sono un impasto di preoccupazione per il mondo in cui sono arrivati e per la gente che lo abita, aspettative quasi spasmodiche condite dalla curiosità di cosa diventeranno e di cosa potremo fare noi per farli crescere al meglio.
Poi la solita girandola di parenti e amici che lo guardano e ci trovano qualcosa anche dei nonni. I quali sono preoccupati da ben altro: Pietro è nato bellissimo e in salute, scusate se è poco.
Non sappiamo di che colore saranno gli occhi (qualche vipera sussurra "come quelli del nonno", ma già altre comari vanno cercando il colore in altri rami collaterali della famiglia), neanche i capelli (adesso neri, come...), la mascella (proprio puntuta, come...), la forma del volto e tutti quei caratteri fisici che cambiano ogni giorno, come è giusto che sia.

6 ago 2018

ANTIMAFIA E POTERE, UN RAPPORTO CONTROVERSO. UNA STORIA


Una brutta storia coinvolge direttamente un'organizzazione, Libera, a cui sono molto legato, e una persona che la rappresenta con cui ho condiviso battaglie e idealità

Un dettagliato post di Alberto Crepaldi sul Fatto del 27 luglio  racconta una storia, ambientata a Modena, che ha come protagonisti Libera - nelle persone della sua vicepresidente nazionale Enza Rando e di Maurizio Piccinini referente provinciale della stessa associazione - e Giuseppe Leonelli, direttore di Prima Pagina, un quotidiano di Parma chiuso un anno e mezzo fa dall'editore, vicino al PD.
Siamo a inizio 2014 quando, in un lungo e dettagliato resoconto sui rapporto fra Enza Rando e il sistema di potere di Modena, Leonelli mette in luce intrecci, incarichi e prebende che legano il PD locale alla vicepresidente dell'associazione.

16 lug 2018

IL PUS


Negli ultimi tempi numerose anime belle si meravigliano di cosa è diventato questo paese. Come il malato che, allo scoppio delle pustole, si meraviglia del pus che ne cola fuori
Che una parte degli Italiani fosse (diventata?) egoista, razzista e attaccata al poco che ancora resta non si scopre certo adesso. Ignoranza a piene mani, astuzia dello zotico scambiata per intelligenza, scelte al ribasso in tutti i campi, una vita leopardata come ambizione di un intero paese, influencer calciatori veline coi procuratori famelici al seguito, cafonaggine come tratto distintivo fra  chi ce l'ha fatta da chi annaspa indietro. Questo e molto altro ci portiamo dietro dai vent'anni abbondanti di berlusconismo. Abbiamo dato a lui la colpa di tutto questo, ma che dire delle miserie di chi faceva finta di opporsi e ne sposava ogni giorno valori, stili di vita, comportamenti e concezioni del potere?

27 giu 2018

DALLA CENTRALITA' ALL'IRRILEVANZA: LA PARABOLA ESEMPLARE


Dopo l'ennesima scoppola elettorale riprendono le liti sulle macerie di un progetto politico oramai in fallimento
Ha davvero dell'incredibile il dibattito che si è scatenato, dopo la recente ulteriore sconfitta alle amministrative, sui giornali e  sui social fra i membri della classe dirigente del PD. Questi sembrano non aver ancora capito che il loro partito, le loro carriere politiche, le loro beghe e manovre, le loro idee se ancora ne hanno... sono tutta roba passata. Consegnata all'irrilevanza non tanto e solo dai dati numerici, ma soprattutto dalla sequenza di sconfitte che sta fiaccando anche i loro più tenaci sostenitori.
Hanno risolto la sconfitta del 4 marzo dando la colpa agli elettori che non hanno capito la serietà e la coerenza del loro partito, facendosi gabbare dalle promesse dei 5 stelle: gli stessi elettori che, quando votavano PD erano seri, maturi e responsabili.

14 giu 2018

LA SCUOLA SENZA DIRIGENTI: INCURIA O DISEGNO CONSAPEVOLE?


In oramai un terzo delle scuole di ogni ordine e grado del Piemonte al posto di un dirigente (una volta si chiamavano presidi) c'è un reggente. 
In qualche caso questa situazione si trascina da parecchi anni. Il reggente è un dirigente scolastico che, oltre al gruppo di scuole in cui è titolare, ne ha in gestione per un anno scolastico anche un altro. Non è infrequente che a un dirigente, quindi, vengano attribuiti anche 10/15 plessi scolastici sovente lontani e scollegati fra loro, qualche volta con storie e tradizioni opposte. In cambio di 6000 € l'anno, pensionabili.
Questa situazione - che va avanti da parecchi anni, ma che è diventata drammatica negli ultimi 5 perché l'ultimo concorso per dirigenti risale oramai a 7 anni fa - ha di fatto decretato la fine della figura del dirigente scolastico come coordinatore delle attività scolastiche, dei rapporti scuola famiglie. Non è neanche più il garante del corretto funzionamento dell'istituzione - dal punto di vista delle incombenze burocratiche sì, non sono mica dei kamikaze! - o l'interfaccia fra la scuola e il territorio, se non in rari casi e in presenza di figure ancora molto motivate al lavoro e piene di passione per quello che fanno. 

8 giu 2018

REGIONE. 8 ANNI DOPO, RIPARTE L'INCHIESTA


Dopo i controlli della Corte dei Conti, le controversie e i processi ad alcuni consiglieri regionali della legislatura Cota, la Procura scava più indietro nel tempo, quindi...
... faccio parte anche io della schiera di 51 ex consiglieri regionali (legislatura 2005/10) a cui è arrivato dalla Procura di Torino l'invito a presentarsi all'interrogatorio in qualità di persona sottoposta a indagini (leggi) Ho ricevuto stamattina prima la notizia da alcuni giornalisti che mi hanno chiamato, poi l'invito recapitatomi a casa contenente la sommaria descrizione delle contestazioni insieme all'invito a  presentarmi, fra poco di più di un mese, a un formale interrogatorio presso la sede della Guardia di Finanza.
Non è mai piacevole doversi difendere, tanto meno sopportare indagini e interrogatori, tuttavia sono convinto che sempre si debba rispondere della propria condotta pubblica e del modo con cui si è utilizzato, gestito e speso denaro pubblico. Dunque, meglio indagini approfondite che dubbi non risolti, a maggior ragione perché non ho davvero nulla da nascondere.

15 mag 2018

I SORRISINI SNOB DELL'INFORMAZIONE "LIBERA" ITALIANA


Mentre i pentastellati ce la mettono tutta a farsi del male, giornalisti autorevoli pontificano su di loro e sulle loro gesta con una libertà che non hanno quasi mai manifestato prima...
Quando fecero la loro comparsa nel governo Renzi i vari Lotti Madia Boschi, erano lì pronti a salutarli come una boccata di ossigeno e di giovinezza nella triste e vecchia politica italiana: di passare al vaglio i loro curriculum neanche  a parlarne, lo stesso per le parentele e i legami con lobbies o conventicole. Solo Il Fatto ci provò e con qualche bella chicca passata alla storia, ma che non cambiò il corso della politica del tempo.
Sul volto delle Gruber, Mieli e compagnia cantante non apparve allora quel sorrisetto - un po' di circostanza e un po' di superiorità - che contrassegna invece questi ultimi mesi e che torna a fare capolino ogni volta che nominano qualche esponente del M5S.
La Lega la lasciano stare, forse perché conservano un barlume di decoro.

3 mag 2018

CUPIO DISSOLVI


Il furore di distruggere tutto perché non si governa più il gioco è il tratto dominante di questa stagione politica che sembra non finire mai... 
L'espressione l'aveva riportata in auge Enrico Letta alla fine del 2013 quando Berlusconi, fresco di condanna interdizione e decadenza, voleva mettere fine al suo governo, cosa di cui poi si occuperà Renzi. Letta era in visita a Malta e commentava con questa espressione la reazione di B. alla mancata tutela della sua persona, visto che il PD aveva votato per la sua decadenza immediata. L'espressione "cupio dissolvi" arriva diretta da S. Paolo di Tarso nelle Lettere ai Filippesi (una dotta trattazione qui) che la significa come "desidero fortemente di essere dissolto" - quasi a giustificare il suicidio come forma di abbandono della vita terrena per assurgere a Dio, dissolvendo il corpo per liberarne l'anima -, insomma una questione di misticismo portato alle estreme conseguenze. Al giorno d'oggi sta a indicare l'atteggiamento del perdente che, pur di restare al centro del gioco, trascina tutta la squadra con sé nel baratro verso il quale sta precipitando (un po' alla "Muoia Sansone e tutti i Filistei!").

29 apr 2018

25 APRILE, ANTIFASCISMO E APATIA GIOVANILE: DIAMO I NUMERI?


Una volta l'anno si ricomincia con la tiritera sui giovani che non sanno la Storia, che sono apatici e che la scuola non tratta gli avvenimento che stanno alla base dell'Italia repubblicana. Nessuno è senza colpa, ma fare qualche calcolo aiuta magari a capire il fenomeno

1) Nel 1970 avevo 16 anni. La prima guerra mondiale era finita da 52 anni e i miei parenti più anziani me ne parlavano parecchio. Per me era preistoria, una volta l'anno con la scuola alla commemorazione, una svelta rilettura ai nomi dei caduti sulla lapide commemorativa alla ricerca dei parenti, il sindaco che dice cose che non capisci e il parroco che spruzza recitando giaculatorie in latino. Poca empatia con il Piave, che mormorava calmo e placido, la patria e tutto il seguito.
2) Sempre nel 1970 - avevo ancora 16 anni -  la seconda guerra mondiale era finita da 25. Mio padre me ne parlava  le rare volte che mi convinceva ad andare a pesca con lui, aveva 15 anni quando i partigiani avevano vinto e lui li aveva aiutati facendo qualche monelleria di cui un po' si vergognava. Mia nonna, con la quale avevo trascorso una buona parte della mia infanzia, raccontava della sua attività di giovane supporter partigiana, delle incursioni della X Mas nella nostra vallata, dei rastrellamenti. Mentre mi portava a funghi, mi indicava anche i rifugi dei partigiani, i luoghi dove alcuni di loro erano stati catturati e trucidati. Poi mi diceva delle famiglie "di città" che lei e suo fratello portavano in Francia attraverso il colle della Ballotta e delle tante avventure di quei giorni. La lotta partigiana per me era cosa viva, ne vedevo le tracce, anche nelle scelte politiche dei miei famigliari, ne leggevo le storie nei paesaggi, ne intuivo le disillusioni e le promesse non mantenute.

27 apr 2018

SANITA' CHE SPRECA: COSA SUCCEDE ALL'ASL TO3?


Forniture di prestazioni biomedicali, uno dei core business delle ASL, facile terreno di esercizio per spiranti finanzieri creativi. Ecco cosa sta succedendo in alcune ASL piemontesi, fra cui la TO3.
Hanno cominciato a sollevare la questione il consigliere regionale del M5S Gianpaolo Andrissi, novarese, e i consiglieri comunali Giovanni Lava di Civica per Collegno e Carlo Proietti di Grugliasco Democratica. Il primo ha presentato interrogazione all'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta (leggi), gli altri due ai rispettivi sindaci. Nel mentre, sui giornali si dava conto del sequestro di documenti negli uffici del dott. Flavio Boraso, direttore generale dell'ASL TO3, recentemente "promosso" a pieni voti dai sindaci dei comuni dell'ASL che dirige
Facile immaginare che della questione si tratterà ancora e a lungo. Perciò, anche se è davvero complessa, conviene entrare un po' più in profondità. Come ha fatto Giovanni Lava nel suo post, a cui rimandiamo i lettori interessati. Lì sono raccontati i meccanismi che, se fossero verificati, svelerebbero una colossale dilapidazione di soldi pubblici. Per sapere a che punto stanno le indagini amministrative innescate dalle interrogazioni, abbiamo sentito il consigliere Andrissi.