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Visualizzazione post con etichetta Majorana di Grugliasco. Mostra tutti i post
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LA GRATIFICAZIONE DI FARE BENE

Ogni tanto vedi che il mondo non va così male come pensi e senti. Oltre la sciatteria, la prepotenza e l’individualismo c’è anche altro… e non sempre vince il peggio!
Orgoglio di classe
La settimana scorsa una troupe televisiva si aggirava nella scuola dove lavoro da trent’anni: per un attimo ho temuto che riprendesse i segni della fatiscenza della struttura o andasse alla ricerca di qualche studente o docente lamentoso – vittime di un mondo crudele che non li capisce e che ne ha fatto capri espiatori dei suoi mali - con qualcosa di clamoroso da denunciare. Di solito le telecamere servono a questo, stavolta no.
Erano di TG3 Leonardo ed erano venuti a raccontare e a documentare una delle attività di eccellenza della nostra scuola (guarda).
Non è l’unica, ce ne sono altre che sono così ben documentate dal sito dell’ITIS Majo che non voglio richiamarle qui (leggi). Sabato mattina, ultima giornata di accoglienza degli aspiranti primini e delle loro famiglie, l’ultima di una lunga serie: preside, vice, docenti e personale a disposizione
per illustrare le offerte formative, gli indirizzi di studio e per introdurre i nuovi potenziali allievi ai “piaceri” della scuola e anche ai suoi “doveri”. Felici di essere lì (per parecchi di loro il sabato è festivo e non prendono straordinari…) a svolgere una funzione che sentono connaturata al loro lavoro: accogliere, includere, accompagnare al successo, senza regalare niente. 
Felici di trasmettere ai “forestieri” la passione per una lavoro, per un ambiente, per le attività che contiene e per il piacere di concorrere a fare qualcosa di buono per il futuro del paese e delle nuove generazioni. Dato che siamo più portati a dare retta a chi si lamenta, a chi rivendica (naturalmente sempre per sé, mai per tutti), a chi vanta crediti e diritti senza mai ricordarsi dei doveri… qualche considerazione su queste belle cose aiuta a capire che l’Italia per fortuna è anche questo.
Perfino noi dell’ITIS (tutti), che continuiamo a fare la pipì nei cessi di quarant’anni fa - mai rifatti dalla Provincia che da così una prova provata della sua inutilità e offre buone ragioni a chi le province le vuole chiudere –, che non abbiamo nemmeno l’insegna bella, che lottiamo tutti i giorni con una struttura abbisognante di manutenzioni straordinarie, che sgridiamo gli studenti smutandati che  sputano per terra in cortile come vedono fare dai calciatori, che vorremmo maggiori gratificazioni, che desidereremmo più studentesse femmine a equilibrare il potenziale umano dell’istituto… persino noi  ci eccitiamo come fanciulli in overdose di ormoni quando vediamo qualche risultato del lavoro che facciamo. Ogni riconoscimento ci rende più ricchi di energia (ci da molte “vite”, come direbbero i nostri allievi), ci motiva a dare il meglio e a essere un po’ orgogliosi di quello che produciamo.
Così, anche il passo nel corridoio si fa più tonico e la favella sforna meno frasi con dentro “Io” e qualcuna in più con dentro “noi”.

Mariano

MATTIA NEGLI USA

Un documento interessante, divertente e sconvolgente. Bisogna proprio leggerlo per capire la vacuità dei nostri luoghi comuni sugli USA, sulla scuola e su tante altre leggende di cui ci nutriamo ogni giorno… meno male che ci sono i nostri studenti a ricordarcelo.
Uno studente in Oklaoma
scambi Uno studente della mia scuola – nato in Italia da genitori cinesi – ha scelto di partecipare a un programma di scambi con gli USA che coinvolge gli allievi del quarto anno della scuola superiore. Gli ammessi vengono assegnati a una famiglia americana che ha dato la disponibilità e frequentano per un anno le lezioni in una scuola superiore statunitense, per poi tornare in Italia a frequentare l’ultimo anno. Questo suo articolo è pubblicato sull’ultimo numero del giornalino scolastico del mio istituto: si chiama “Il Calamajo” e ve ne consiglio caldamente la lettura.
Mi chiamo Mattia Chang, ho frequentato l’ITI Majorana (di Grugliasco ndr) per tre anni e per il quarto ho scelto di essere uno “exchange student” andando in America, per poi tornare l’anno dopo e completare il percorso di studi iniziato.

TECNOLOGIA E SCUOLA: EPPUR SI MUOVE!

Le buone idee camminano con le gambe delle persone in gamba.

I lettori affezionati del blog ricorderanno il progetto "Un PC per ogni studente" di cui sono stato promotore, insieme ad alcune persone speciali, importanti e decisive.
Questo progetto è stato pesantemente boicottato dal mondo della politica - l'ex-assessore regionale Pentenero in testa - per ragioni ancora a me oscure. In compenso ha trovato una vasta risonanza in tutta Italia - e anche in qualche angolo d'Europa - così da essere ripreso in tanti posti e diventare un riferimento per l'innovazione tecnologica educativa nelle scuole. Nel mio blog trovate una sezione apposita con tutti i materiali raccolti e prodotti.
Così in Abruzzo, ma anche in Trentino e in tanti altri posti, l'idea dell'innovazione tecnologica legata alla didattica nuova per i "nativi digitali" ha lasciato il segno e germogliano tante piante che cominciano a dare i primi frutti. Se ne occupano le riviste, gli insegnanti protagonisti del progetto sono oramai delle star. Ma - ed è la cosa più importante - proprio quando il progetto sembrava segnare il passo anche per effetto della mia scomparsa dal Consiglio regionale - ecco che rispunta sotto altre spoglie e con uno slancio ancora da apprezzare.