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LA QUESTIONE IMMORALE

Cade la maschera: troppi delinquenti! Torniamo a sperare?

Le storie di questi giorni sono davvero lo specchio di un paese alla deriva. Il coordinatore del partito del premier accusato - con qualche prova di rilievo - di essere parte di una nuova organizzazione segreta dedita allo spolpamento di ciò che resta dell'Italia, insieme a noti faccendieri e compari assurti agli onori delle cronache da un trentennio buono eppure sempre in pista. C'è anche il Cappellacci che un anno fa ha battuto Soru in Sardegna, ci sono ministri appena nominati che devono già dimettersi perché sono così sfacciati da non aspettare almeno un po' per farci capire il perché della loro nomina, c'è Draquila, l'expo milanese, il G8 e perfino il Giubileo del 2000.
C'è la Chiesa... ma non quella dei parroci, dei missionari, delle suore che assistono i barboni a Porta Nuova o che si occupano dei nomadi allontanati da tutti. No, c'è quella importante, quella con la c maiuscola, quella dell' 8 per mille, quella che ha tanti soldi e un patrimonio da fare spavento. Scopriamo che le case, quelle belle e nei quartieri bene, andavano ai potenti, naturalmente a prezzi di favore e magari pure con la benedizione. Scopriamo una vasta rete di amicizie, complicità e allegre commistioni fra sacro e profano, in un tourbillon di favori, feste a affari da rendere irrealistico qualunque resoconto.

PD: ma quale questione morale?

Mi ero ripromesso di tacere intorno alle vicende congressuali e alle inevitabili polemiche che accompagneranno il PD in questa difficile fase della sua storia. E' troppo comodo starsene fuori a pontificare e a giudicare quello che succede nell'agone. Oltretutto non serve a nulla: i contendenti si rinchiudono a riccio perché attaccati, chi critica non riesce comunque a spostare la realtà.
Però la storia delle polemiche sul violentatore di Roma, coordinatore di uno dei circoli del PD, è davvero paradossale. Lo è soprattutto perché la polemica viene dall'interno del PD e non dai suoi avversari politici che avrebbero facilmente potuto cavalcare l'occasione, ma non l'hanno fatto.

La querelle si potrebbe sintetizzare in una affermazione più o meno come questa: "Siccome uno dei coordinatori dei circoli si è rivelato essere un violentatore, c'è una questione morale nel PD".
Ma dai! Come se bastasse far compilare accurati formulari ai candidati coordinatori per escludere quelli che violentano donne o fanno cose non ammesse dalla legge e dal comune sentire. Ahime! Può succedere che un disgraziato arrivi a ruoli politici di un qualche rilievo, ma non è certamente questo l'indice di una questione morale nel partito.
Che invece c'è, eccome se c'è!
Oltre ai numerosi inquisiti e condannati che governano sezioni e gruppi locali, ci sono anche quelli eletti in parlamento. Ma c'è soprattutto una diffusa casistica di comportamenti e stili di vita che oramai non fanno più scandalo e che perciò entrano a pieno titolo nel generale degrado del nostro paese. Segretari cittadini che sono presidenti di consorzi pubblici nella stessa città, nominati da quella stessa politica di cui determinano le sorti, miscugli e pericolose contiguità fra eletti e gruppi di pressione portatori di interessi particolari, dalle costruzioni ai servizi. Nelle segreterie degli assessori abbondano giovanotti e signorine che vivono di politica, lautamente retribuiti sovente senza merito, che ritroveremo a gestire congressi e a organizzare correnti per conto terzi.
Ecco perché è vero che c'è una questione morale, non solo nel PD, ma anche lì. Riguarda la berlusconizzazione culturale dalla quale anche parti di questo partito risultano irresistibilmente attratte, quella deriva che allontana sempre più elettori non verso altri partiti, ma fuori dalla politica perché schifati dal "tanto non tutti uguali".
Su questo aspetto non ho sentito pronunciamenti veementi, ma di rado qualche timido belato, come se bastasse andare a un'assemblea nazionale, inveire contro i dirigenti e un po' di bella presenza saldata con capacità di promozione per "fare carriera politica".
Temo che sia anche questa la questione morale, ma sembra interessare molto meno.
Altro è la tanta solidarietà e vicinanza alla donne che hanno subito le violenze di un pericoloso malato, casualmente coordinatore di un circolo del PD

Mariano Turigliatto