NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

Visualizzazione post con etichetta sinistra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sinistra. Mostra tutti i post

UMBRIA: CIECHI O NON VEDENTI?

Un disastro annunciato e tanti luoghi comuni a  mascherare l'evidenza solare...

A. A fronte del disastro combinato da PD e satelliti negli anni scorsi, stupisce che qualcuno sperasse in una vittoria. E' vero che dagli Italiani puoi davvero aspettarti di tutto, compresa la conferma di avere la memoria davvero molto corta, ma sperare che gli Umbri si dimenticassero della mafietta postcomunista della Marini e dei suoi è davvero un po' troppo: dalle sezioni del PD passavano perfino le raccomandazioni per posti riservati agli invalidi, suvvia! Pur di liberarsi di un sistema pervasivamente asfissiante non stupisce che gli Umbri si siano buttati nella braccia dell'unica proposta politica che prometteva (e poteva avere i numeri per) di farli fuori. Classica sindrome di chi preferisce l'ignoto, che sa essere buio e schifoso, a una realtà che giudica insopportabile.
B. Per questo il M5S avrebbe dovuto evitare qualunque forma di contaminazione e di commistione.

I REGALI DELLA SICILIA

Le elezioni siciliane - le campagne elettorali che le hanno precedute e i fatti che le seguono - sono un bel segnale di cosa è diventato questo paese

Se si volesse sintetizzare in poche parole la "morale" delle elezioni siciliane, si potrebbe affermare che:
a) i Siciliani hanno detto al PD che, all'imitazione, preferiscono l'originale e se lo sono votato. D'altra parte dopo Crocetta, e con Renzi che impazza, ci voleva del fegato...
b) i Siciliani hanno finto di credere che tutto fosse "pulito" e che il voto non fosse di scambio. Chi non aveva voglia di fare finta se ne è stato a casa, facendo vincere clientele e camarille, impastate con la proclamazione di valori di legalità, onestà e antimafiosità. Insomma, il solito e mica solo in Sicilia, quante volte anche in zone molto lontane da lì succede la stessa cosa: associazioni al soldo nutrite con fondi pubblici, diritti trasformati in favori, emarginazione di qualunque dibattito, fascismo strisciante.
c) i Siciliani hanno gratificato con tanti voti il M5S, ma non abbastanza da portarlo alla guida della Regione...

IL DIS/ORIENTAMENTO

Di gran moda i test on line per capire “di che tendenza politica sei” per delle elezioni ormai prossime. Un mio studente…
Il test elettorale
Un mio studente ne ha fatto uno, evidentemente cercando un’indicazione “oggettiva” che gli permettesse di andare oltre la babele di grida e palle che sente in tivu. E’ quello di openpolis e non sembra neanche male, sebbene forse un po’ orientato.
Mentre spiego i sistemi elettorali e le problematiche connesse a diciannovenni con ben altri pensieri per la testa e un’attenzione che benevolmente posso definire “a fasi alterne”, il discorso scivola inevitabilmente sulle elezioni ormai prossime. Dato che mi conosco e so che, se opportunamente stimolato, non riesco proprio a a trattenermi dall’esprimere le mie opinioni, preferisco glissare e portare il discorso su lidi più tranquilli. Niente da fare, tornano sempre li.
Uno dei più interessati e brillanti dice: “Quest’anno sono davvero indeciso su chi votare (si parla di Europee). Ho guardato poco le trasmissioni in televisione e non mi sono fatto una opinione fondata, anche perché le questioni europee sono complicate.
Allora ho fatto un test online: è venuto fuori che sono di sinistra ed ecologista”.
Lì non ce l’ho proprio più fatta a trattenermi. E’ partita la filippica: ma come! Ti fai dire per chi votare da un test on line, possibile che tu non capisca l’importanza del voto e la necessità che tu ti impegni a cercare le informazioni utili a costruire consapevolezza, come può funzionare una democrazia fondata su un simile disinteresse e sui test buoni per tutto? E via ancora a decantare le eroiche azioni dei nostri martiri perché tutti avessero il diritto di votare, a rivendicare la consapevolezza come nuova virtù che gli Italiani debbono assolutamente ricercare e possedere se vorranno uscire da questo pantano… e molto altro ancora che taccio per vergogna.

La classe prestava più attenzione del solito, in attesa che finisse il pippone. Lui stava immoto al suo posto, guardandomi con un’aria divertita e meravigliata. Poi ho smesso e la lezione è andata avanti fino alla fine, interrotta solo da qualche commento salace su un filmato nel quale si vede il mio scatto felino a scartare un loro compagno durante una partita di calcetto di qualche giorno prima. Durante l’intervallo che è seguito, ho visto un suo messaggio sul mio cellulare: era il link del sito del test di orientamento elettorale. Senza altri commenti.
Lo stesso pomeriggio ero precettato a una conferenza noiosissima, ho fatto come loro con me quando li annoio: mi sono messo a giocare col cellulare e ho fatto il test. Di sinistra ed ecologista anche io; più o meno sono proprio così, mi piace la giustizia sociale e un po’ di pulizia, dell’ambiente e delle persone, delle relazioni e delle economie.
Bravo il mio studente! Senza troppe parole, mi ha smontato. Il giorno dopo gliel’ho detto, ovviamente davanti a tutti e mi è sembrato inorgoglito. Dato che mi piace rilanciare sempre, ho subito proposto un test a tutta la classe, utile a discernere fra destra e sinistra. Il test è questo: pensi che la tassazione dei redditi debba essere in percentuale fissa o secondo aliquote progressive all’ammontare del reddito lordo (come da nostra Costituzione)? La metà circa dei ragazzi ha scelto la prima opzione, ma ci è rimasta molto male quando, per questo, ho detto loro che sono tendenzialmente di destra.
Chissà perché si sono risentiti e hanno cominciato a giustificarsi…
Mariano

RIAPPROPRIAMOCI DELLA LIBERTA’ di I. Bellotti

Il post di Maletti “Il domani della politica” ha stimolato qualche riflessione. Eccone una di peso e di grande interesse.
Il linguaggio della politica di domani
linguaggio politico Uno dei problemi più urgenti che la sinistra italiana deve risolvere ha a che fare con le parole. Il dibattito politico attuale si è drasticamente impoverito. Ridotto alla misera attesa di proposte governative che si trasformeranno in leggi a patto che rispettino l’assunto di base secondo cui i sacrifici si impongono solo a chi si possono imporre. Ciò sembra aprire uno spazio importante per riflettere sul futuro della politica italiana. E’ un momento in cui, preoccupazioni sul consenso sospese, la politica, con l’aiuto della società intera, potrebbe rielaborare teorie con esiti pratici futuri potenzialmente decisivi.