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DARE L’ESEMPIO?

In tempi di ideologie in liquidazione, la testimonianza personale sembra essere tornata di moda come strumento del cambiamento. Servirà? Mah!
Fatti, non parole!
Chi, come me, ha sulle spalle una profonda e robusta educazione religiosa – condita, fin dalla tenera età da una poderosa iniezione di senso di colpa variamente distribuito in tutte le aree dell’esistenza – sa bene che non c’è vero perdono dei peccati commessi. L’anima non sarà mai mondata del tutto, mai più tornerà candida e totalmente innocente; al massimo il perdono del Supremo allevierà le pene infernali a cui tutti, chi più  chi meno, siamo inevitabilmente destinati, come il Foille sulle piaghe da scottatura.
Per questo ho sempre invidiato quelli che, forti di un’educazione cattolica più permissiva e consolatoria (una bella confessata, un pentimento sincero, qualche preghiera di punizione e… tutto torna com’era prima del peccato) facevano lo slalom fra peccati clamorosi e mortali, apparentemente sereni e in pace con se stessi e il prossimo. Finché la fede mi ha sorretto, ho sempre pensato che “un peccato è per sempre” alla maniera puritana e che non è possibile che l’Onnipotente non sappia che destino ha riservato a ciascuno di noi. Dunque nasciamo già spacciati e tutto quello che ci affanniamo a fare su questa terra non è che la conferma di quello che ci aspetta dopo la morte.
Poi la fede è svaporata...

ANIME BELLE

Nella mia città, otto mesi dopo le ultime elezioni, è già cominciata la processione dei pentiti, dei risentiti e dei traditi, tutti smaniosi si smarcarsi e giustificarsi…
La responsabilità solidale
Pentimento Quando un gruppo di persone condivide un impegno, un’attività o anche solo una bella avventura, costruisce una situazione che  finisce per esasperare i sentimenti che maturano fra i soggetti coinvolti, cementati da sfide impossibili, momenti di sconforto, crisi e riprese. Affetti si costruiscono e si consolidano, odi e rancori maturano fino a diventare insopportabili, nascono alleanze, simpatie e antipatie, rivalità e solidarietà.
Questo succede anche in una giunta comunale, si tratta di poche persone il cui operato deve per forze essere coordinato e concorrente per evitare guai e poter realizzare i migliori risultati possibili.