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PRIMARIE AL MASCHILE

Il 30 aprile gli elettori PD superstiti e che ancora vogliono celebrare il rito delle primarie rischiano di trovare in gara solo maschi. A meno che...
Mentre si consuma la slow fission del PD e inizia il flusso lento di quelli che se ne sono andati, di quelli che se ne stanno andando e di quelli che ancora ci stanno pensando, il leader segretario se ne vola in California a studiare un po' di inglese. La sua corte ha discusso e si è accapigliata per la data delle primarie e ha fissato l'evento il 30 aprile. Usciti dalla porta del partito due degli sfidanti - Speranza e Rossi - restano Renzi ed Emiliano, protagonista di una gagliarda giravolta. A loro si è appena aggiunto un altro maschietto, Andrea Orlando. Dunque primarie fra tre maschietti con l'altra metà del cielo che è come se non esistesse?
Per fortuna no. Dato che non ci pensano i grandi capi del PD, arriva dai Moderati - alleati di ferro del PD - una proposta che merita attenzione e simpatia: Carlotta Salerno, giovane e capace segretaria torinese del partito.

VENARIA, MODERATI ALLA RISCOSSA?

Pochi mesi fa  grande gioia per l'imprevedibile vittoria del M5S a Venaria. Apprezzamenti positivi anche chi si era schierato a favore del loro candidato a sindaco al ballottaggio. Oggi avvisaglie di una brutta politica che non volevamo veder tornare

Non sono certamente  stato l'unico e neanche il più autorevole fra i commentatori "amici" a mettere in guardia i M5S dalla troppa sicumera, dall'arroganza e da un approccio troppo manicheo alla realtà dell'amministrazione (buoni e onesti Vs cattivi e disonesti). I pentastellati non sono tutti capaci e belli per definizione e gli altri non sono tutti brutti, sporchi e cattivi, o almeno non lo sono tutti nello stesso modo. A vedere il modo in cui il sindaco Falcone ha composto la giunta di Venaria qualche dubbio mi è venuto da subito, ma la conferma comincio a trovarla nelle vicende di questi giorni, altrimenti inspiegabili.
Accade che una consigliera 5 stelle decida di abbandonare il gruppo consigliare e la maggioranza per passare all'opposizione con i Moderati. Povera lei, verrebbe da dire, viste anche le performances di passati consiglieri di quel partito proprio a Venaria e non molto tempo fa. Proprio per questo viene però la voglia di chiedersi quali siano le ragioni della scelta della giovane banderuola. A sentire lei il tema centrale è la mancanza di collegialità nelle decisioni amministrative e nella pratica politica sviluppata attraverso schemi ideologici e non secondo l'interesse collettivo. Pare anche che il malessere attraversi un po' tutto il gruppo, coinvolgendo altri consiglieri. Vedremo.
Incredibilmente i Moderati esultano (leggi), già pronti a puntare il dito contro il sindaco e la sua amministrazione, incapace, a loro dire, di tradurre in programmi di governo le idee e le proposte con cui hanno vinto le elezioni.

FACCE DA GRILL

Posti di lavoro inesistenti con inserzioni che illudono i ragazzi, promessa di scatole di caffè… grigliate con amici e clienti agli Orti Urbani comunali. E' tempo di moderazione
Magna magna
Qualche tempo fa avevo raccontato la storia delle abboffate alla casetta degli orti urbani della città in cui abito (leggi). Ovviamente la pubblicazione del post ha avuto uno strascico di piccole minacce, commenti divertiti, qualche faccia preoccupata e tanta indignazione. Tutto nella norma, siamo in Italia, mica in Europa.
Che cosa ne è di tutto questo? Quasi nulla. Sabato sera erano di nuovo lì: cosa c’è di meglio di una grigliata con gli amici, una serata di relax in compagnia a parlare di tutto e di niente, mentre le braciole sfrigolano sul fuoco e ciascuno dei presenti ha come massima preoccupazione quella di decidere se salsiccia o ala di pollo? E intanto scambiarsi battute salaci sulle donne e alludere comicamente all’atto, declinandolo in tutte le sue coordinate e sfaccettature? Se poi lo fai gratis in una struttura pubblica, meglio ancora, così non hai il fastidio di sporcarti la casa e trovarti con le solite pile di piatti sporchi il giorno dopo.
D’altra parte le elezioni sono alle porte: cosa c’è di meglio che rinsaldare i rapporti con le clientele per lanciarle nell’ultima settimana di raccolta dei voti prima della messe finale? Anche il grande elettore più fedele deve essere curato un pochino per evitare che si venda a un altro miglior offerente. Nella mia città ci sono più candidati che anime, dunque la concorrenza si fa davvero aspra.
Dilettanti i miei concittadini da barbecue, in confronto ai vicini Collegnesi che millantano posti di lavoro e promettono pacchi di caffè (leggi): si chiama “voto di scambio”, ma sono talmente ignoranti che non sanno neanche che è un reato. Speravo in un po’ più di coraggio da parte degli ortolani, invece niente.
Sinceramente speravo che, in un sussulto di orgoglio e di amore per la città, cacciassero a pedate questi grigliatori della cosa pubblica. Che io sappia, niente. Borbottano quando nessuno li sente, come fanno in genere la banderuole italiche di ogni paese e villaggio, ma non si espongono neanche se li ammazzi. 
Forse fanno bene i compari della grigliata: di capibastone fedeli c’è sempre un gran bisogno, specialmente in tempi in cui la politica si fa con lo stomaco, non con la testa. Tantomeno col cuore.
Mariano

POSTUMI

Una settimana dopo le elezioni, una riflessione più fredda e qualche spunto per una lettura della nostra città, Grugliasco
Il dolceamaro della democrazia
Via Lupo Nel corso di questi pochi giorni si sono sprecati i commenti sull’esito delle elezioni: alcuni pure chiacchiere, altri con spunti e intuizioni che occorrerà sviluppare. Provo ad evocare alcune suggestioni maturate in giro per Grugliasco e nelle nostre analisi post-voto.
Continuo a ritenere che il nostro risultato sia un gran risultato: senza clientele, senza colpi bassi e senza evocare brutte storie in corso, abbiamo ottenuto un riscontro importante, giusto dalla parte della città che è meno legata alla necessità delle promesse elettorali e che osserva in modo critico cosa succede nel centrosinistra dei partiti (dai fasti dei figli di…, al flop dei convertiti dell’ultimo minuto, cantieri elettorali, lotte intestine fra bande agguerrite), con la preoccupazione di chi vorrebbe merito e qualità, ci trova altro e, con disincanto, si mette da parte e aspetta il tracollo.