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RISSE DA MORIBONDI

E se fosse un "vaffanculo" ad affossare la seconda repubblica?

Quello di la russa a fini, in pieno parlamento, è stato la dimostrazione plastica dello stato delle relazioni politiche e personali, delle difficoltà del governo e della tensione che agita la maggioranza rischiando ogni minuto l'impazzimento. Nemmeno lo spot di berlusconi a Lampedusa è riuscito a distogliere l'attenzione dallo squagliamento della maggioranza e dalla sua incapacità di affrontare qualunque problema senza generare guai e guasti a se stessa e al paese.
Basta una manifestazione, neanche particolarmente affollata, fuori dal Parlamento per mandare in tilt esimi e potenti rappresentanti politici che sono e si sentono padroni d'Italia. Basta un pretesto qualunque per far saltare tutto, anche i  loro ridicoli blitz per far approvare le solite leggi pro capo: così sta andando per l'emendamento sulla prescrizione ad personam, una banalità che in altri tempi avrebbero fatto passare con perizia e tempistica breve.

IL GATTO E IL TOPO

Fini vince, berlusca perde, buon compleanno!

Deve esserci rimasto male ieri pomeriggio il berlusca. Forse è la prima volta che l'operazione compravendita non gli riesce completamente e, per uno con un io così smisurato, la ferita deve essere dolorosa.Oltretutto deve anche aver capito che cosa lo aspetta, un regalo di compleanno lungo almeno un trimestre: patimenti, incertezze sui suoi processi, rischi di mine sul percorso, inattività del suo governo, logoramento quotidiano e tanti tanti mal di pancia.
Lui e i suoi fedeli avevano concepito la giornata di ieri come una esibizione muscolare per mostrare a tutti - ma prima di tutto a Fini e ai suoi, oltre che ai deputati di centrodestra un po' dubbiosi - che conveniva allinearsi dietro al capo, pena la fine politica. Un boomerang, ne è venuta fuori la rappresentazione plastica dell'inesistenza della maggioranza che solo due anni fa aveva sbaragliato il centrosinistra. Berlusca è in mutande e, avendo lavorato per costruire un partito di plastica, oggi non può più neppure fare ricorso alla politica, visto che essa è scomparsa dalla scena anche per merito suo.

ITALIA ALLO SBANDO

Destra divisa, sinistra impotente, centro inesistente
I commenti al mio post di lunedì, che trattava " a caldo" del discorso di Fini, costituiscono un esempio indicativo delle reazioni che si odono in giro fa chi ancora si occupa di politica. Ringrazio coloro che hanno scritto e vorrei provare a commentare le loro parole.

Innanzitutto il tema della moraltà di Fini, delle caratteristiche del personaggio, dell'appartamento di Montecarlo, della famiglia acquisita, davvero imbarazzante per i comportamenti eccetera. Certamente Fini è tutto questo, è anche colui che ha sostenuto in ogni modo il cavaliere ben sapendone i limiti e ben conoscendone usi costumi e frequentazioni.

Tutte queste cose non le ha imparate adesso, prima gli facevano comodo, adesso non più. La rottura non è determinata dal disgusto personale verso un satrapo puttaniere e amico dei mafiosi, maturata nel momento in cui se ne è accorto, è il prodotto della maturazione di una opzione politica che Fini ha teso a interpretare al meglio. E ci è riuscito per ora alla grande.
Confondere i due piani - l'affidabilità del personaggio Fini e la funzione politica delle sue posizioni di oggi - complica enormemente la comprensione del fenomeno. I miei sentimenti  e i miei apprezzamenti per il personaggio sono sempre gli stessi, ma non posso non registrare che le sue posizioni d'oggi accelerano la fine politica di b e aprono la strada a una nuova stagione politica in Italia.

PIU' FINI PER TUTTI

Un salutare scossone alla palude italiana?
Ieri sera, mentre ascoltavo il presidente della Camera demolire Berlusconi e il suo progetto politico con una incisività e una determinazione mai vista in nessuno, mi chiedevo quali effetti ciò che stava accedendo avrebbero avuto sulla politica e la società italiana.
Assistere alla dissoluzione politica di un centrodestra, che sembrava vittorioso e inarrivabile fino a qualche mese fa, da un piacere immenso a chi pensa che comunque non è da lì che verranno le soluzioni giuste alla crisi economica e morale. Dunque, il piacere di vedere andare all'aria un progetto politico inquietante e distruttivo: questa la prima soddisfazione che mi ha dato Fini.

FINE DEL BIPOLARISMO?

Dal fallimento di un'illusione, una nuova stagione per l'Italia

La rottura del PdL, al di là delle inevitabili personalizzazioni e degli strascichi ancora tutti da scoprire e godere, segna una cambio epocale nella poltiica italiana. La fine del bipolarismo, la fine dell'idea che tutta la politica italiana fosse riconducibile a due poli e che in ciascuno di questi si dovesse lavorare per il partito unico, quello che avrebbe finito per essere il polo stesso, inglobandone via via le varie componenti e riducendo ai minimi termini le forze politiche che non si schieravano o che i partiti maggiori non ritenevano degne di far parte del polo.

Cominciò il centrosinistra componendo l'Ulivo - nella sua prima edizione formato da PDS, Verdi e Popolari, dunque dagli eredi dei partiti di massa e dall'emergente ambientalismo - una aggregazione che era di più di una coalizione elettorale  edi meno di un vero e proprio partito. L'idea dell'Ulivo da sempre fu quella di superare se stesso per divenire la forza politica progressista del futuro: il Partito Democratico.
In molti - anche io ci ho creduto a lungo e ci ho anche messo delle energie e delle aspettative, tutte puntualmente deluse - celebrammo la nascita del PD come il compimento del processo che aspettavamo da almeno 10 anni, capace di cambiare la politica italiana e di innovare questo nostro paese cantando una canzone davvero nuova.