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GIOVANI & VECCHI, BALLE E BALLOTTAGGI

Tempo di ballottaggi: vuoi vedere che stavolta cambia qualcosa?

Non serve di certo richiamare qui le colte e dote analisi che, nei giorni successivi al primo turno, ci hanno spiegato, fra l’altro, che il PD a volte si rende ridicolo perfino quando si confronta con la crudezza dei numeri. In sintesi: bene M5S quando ha candidati convincenti, male il PD perché non ne ha quasi più e i pochi sono soffocati dal ganassa fiorentino, consensi risicati alla sinistra, centrodestra ancora capace di exploit importanti se dall’altra parte ci sono dei Sala o personaggi incolori del genere. Astensione abbastanza ampia, ma non scandalosa. Appetitosa, perché sarebbe tempo che ci si occupasse di capire quale prodotto politico potrebbe riportare al voto gente che ha rinunciato e in quale misura potrebbe cambiare la politica italiana.
Torino rappresenta abbastanza bene lo snodo: vecchio, usato e stantio, ma ancora abbastanza in forma? Oppure, nuovo, anzi nuova, tenace e mite, esperta e ingenua, fresca ma non fessa?
Il primo, il vecchio, ha già dimostrato cosa sa fare: come personaggio politico di primo piano, come ministro della Repubblica, come aspirante banchiere, come sindaco. Ha soprattutto dimostrato la sua capacità di essere garante di quel Sistema Torino che ha dato alla città fasti e risorse nel momento in cui la crisi dell’industria la metteva in ginocchio. Quel sistema lo troviamo dappertutto, non solo fra le damazze e i principini della collina torinese che, quando scendono in città, curano anche oggi i loro interessi in modo mirabile.

MALITALIA

Sarà la crisi, sarà l’individualismo sfrenato, sarà l’indole nazionale, ma lo sprofondo italico c’è anche nelle relazioni quotidiane
L’effetto grom
Accendi la radio e senti la giornalista del principale canale nazionale che parla della nazionale francese (hanno la maglia blu, calciatori, rugbisti e altri) e li chiama “i blues” (sì, proprio come la musica del neri). Ripete più volte la cazzata, sicura e tranquilla, tanto chi vuoi che si accorga che ha sbagliato a leggere e che è talmente ignorante e sciatta da non rendersi nemmeno conto dell’errore. Forse un giorno qualcuno segnalerà a lei e ai suoi colleghi – tra i pochi lavoratori a essere ancora profumatamente pagati a garanzia e premio della loro professionalità – che i Francesi chiamano i loro nazionali “les bleus”, dal colore della divisa. Proprio come noi chiamiamo i nostri “azzurri”. Correggersi, informarsi, far sorgere qualche dubbio? Ma va, non sono pagati per questo, ci vorrebbe il sindacato a rivendicare qualche benefit ulteriore.
Sei un bravo cittadino, rispettoso delle regole e delle leggi, dunque ti documenti per “essere a posto”. Cosa trovi nella maggior parte dei casi? Leggi scritte coi piedi, piene di rimandi, di eccezioni (per i furbetti), di frasi così “interpretabili” che sai già che saranno pane per avvocati... se solo le parti non riusciranno a mettersi bonariamente d’accordo, magari con qualche mazzetta per ungere.

IL MALE DELL'ITALIA

D'estate si va in giro, si incontrano posti e persone che aiutano a riflettere intorno alle maledizioni di questo paese
Italians of Italy

Gli dici che stai facendo le riforme, basta dirlo e si sentono già migliori di prima. Se poi alla distanza si accorgono che non era vero niente, non si incazzano. Corrono dietro alla chimera che nel frattempo sarà stata confezionata per sostituire la precedente. E' l'Italia, bellezza; anzi sono gli Italiani.
Sanno che, per ottenere risultati, ci vanno sforzi e sacrifici. Qualche volta anche un po' di fortuna, ma quella da sola spesso non basta. Eppure svogliatamente se ne sbattono e sperano nel colpo di culo, nell'appoggio del potente di turno, nella mediocrità che premia i meglio spondati. Non solo cercano il colpetto gratis, ma deridono anche quelli che si danno da fare, che si sbattono come pazzi per portare a casa il risultato, quelli che studiano, quelli che lavorano, quelli che si danno disponibili e che collaborano. Se deriderli non basta a farli smettere, ricorrono alle minacce: non sia mai detto che la disponibilità e la voglia di fare di qualcuno sposti lo standard delle altrui prestazioni troppo verso l'alto. E così tutto si livella verso il basso. E' l'Italia, bellezza; anzi sono gli Italiani.
Scelgono sempre gli stessi, si lamentano delle loro promesse da marinaio, ma poi li rivotano; non si sa mai, magari stavolta le promesse fatte a loro (proprio a loro) le manterrano. Poco importa se a scapito di altri che meriterebbero di più dei miracolati. Tutti tengono famiglia e non si può mica scherzare coi figli, il loro futuro e il loro benessere. L'importante è arraffare: un permesso di parcheggio riservato sotto casa intestato al nonno invalido, ore di permesso per assistenza ai famigliari invalidi utilizzate per i fatti propri, assunzioni e prebende ogni volta che qualcuno raggiunge una posizione di potere che glielo permette. E' l'Italia, bellezza; anzi sono gli Italiani. . Diventano dirigenti sindacali nel pubblico impiego, così fanno carriera più in fretta, e nessuno li cambia. Servono il potente di turno e si ritengono autorizzati a mettere su quell'arroganza che riescono a gestire bene solo quelli che non hanno nè arte nè parte. Appena "arrivati" si aggirano come lupi famelici con il mento verso l'alto, già esaltati dal nuovo ruolo e proiettati in un futuro radioso di aurea mediocrità. Ogni volta che vedo la Serracchiani e le sue epigone mi viene voglia di prenderle a schiaffi... Naturalmente sanno tutto di tutto e sono pronti a dare lezioni a chiunque con renziana sicumera. Ma piacciono, piacciono tanto... E' l'Italia, bellezza; anzi sono gli Italiani. Sono talmente bugiardi che mentono anche ai sondaggisti e sosterrebbero con naturalezza di non aver affatto mentito. Chiamano le cose con un nome diverso da quello giusto per confondere il prossimo... e lo fanno così bene che alla fine sono essi stessi convinti della verità che hanno confezionato ad arte. Bugiardi lo sono così tanto che si commuovono cinque minuti per una storia strappalacrime, dimenticandosi di conservare quella dose minima, ma costante, di senso civico che significa rispetto per le cose di tutti, per le persone e per i diritti altrui, anche quelli degli stranieri. Se vengono beccati con le mani nel sacco, negano, poi ci fanno su un convegno. Se devastano con case abusive un luogo spettacolare, prima le condonano, poi lo dichiarano parco. Così si sono lavati la coscienza e aumentano il valore degli immobili. Se fanno pasticci con la 'ndrangheta, fanno una bella rassegna sulla legalità e sono a posto. E' l'Italia, bellezza; anzi sono gli Italiani. Probabilmente bisogna andarsene. Il male dell'Italia sono per davvero gli Italiani. E non basta la giustificazione di vent'anni di B a spiegare questo disastro umano e civile.

Mariano