NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

Visualizzazione post con etichetta Giovine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovine. Mostra tutti i post

GIOVINE: 2 ANNI E 8 MESI

Cota sempre più verde. Non di lega, ma di fifa!
Una sentenza che cambia le cose

giovine Stamattina il consigliere regionale Michele Giovine è stato condannato a 2 anni e 8 mesi - interdizione dai pubblici uffici per due anni e dall’elettorato attivo per 5 - per i falsi che ha commesso con la presentazione della lista Pensionati per Cota che, solo nella circoscrizione di Torino ha ottenuto oltre 15.000 voti, contribuendo in modo determinante alla vittoria del centrodestra. Il Tribunale ha anche dichiarato falsa la lista, aprendo così la porta a scenari ancora tutti da esplorare.

LA RABBIA E LA DELUSIONE

Gli arresti eccellenti e le inchieste sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste colmano la misura
La Regione Piemonte nel fango: bravo Cota!

bandiera-piemonte Già un anno di completa inattività - scandito dagli annunci di mirabolanti realizzazioni e dagli articoli elegiaci dei giornali piemontesi affamati di pubblicità istituzionale - aveva dato il segno di un’incapacità di fondo ad affrontare e risolvere almeno alcuni dei problemi enunciati. Adesso l’arresto di personaggi eccellenti nella Sanità, a dimostrazione che basta poco per riportare l’arbitrio e il malaffare anche dove si pensava di averlo sradicato.
Cota, insomma, è proprio un disastro e la nostra regione comincia a partirne pesanti conseguenze.

LA RETATA

Sorpresa: 'la ‘ndrangheta calabrese ha messo radici in Piemonte
Politica e malavita organizzata: è arrivato il tornado!

mani_sulla_cittaMentre in parecchi si interrogavano sul destino della Giunta Cota, messa a repentaglio dalla vicenda Giovine, dallo scandalo dei pannoloni e da altre vicende simili che fanno capolino all’orizzonte, un tornado si è abbattuto sulla politica e sulla società torinese: l’inchiesta “Minotauro”, con centinaia di arresti, sequestro di beni e pesanti collegamenti fra il mondo della politica e quello della criminalità organizzata.
Arrestato Nevio Coral, già sindaco-padrone di Leinì e suocero di Caterina Ferrero, assessore regionale alla Sanità in odore di dimissioni per il coinvolgimento nello scandalo dei pannoloni. L’atra donna di punta della giunta Cota, l’assessore al lavoro Claudia Porchietto fotografata nel bar del capo torinese dell’associazione criminale, così come il sindaco di Rivarolo Canavese, Bortot, che è anche consigliere provinciale e chissà quanti altri politici minori i cui nomi stanno uscendo in questi minuti.

ELEZIONI REGIONALI

Quando la realtà supera l'immaginazione: il baldo Giovine.

Sembrava che tutta la storia dei ricorsi fosse finita a favore di Cota, che infatti ha festeggiato e inviato comunicati stampa perfino su Marte per stigmatizzare l'azione della Bresso e pavoneggiarsi il giusto e invece... siamo daccapo! A buttare tutto per aria sembra che ci stia pensando il baldo Giovine, consigliere della lista dei Pensionati che ha preferito candidare persone inesistenti, firmarsi i documenti al posto loro e presentarsi la lista in solitudine,  visto che l'unico candidato vero sembrerebbe essere stato lui.
Il 15 dicembre comincia il processo per le falsificazioni e pare che Giovine voglia dichiararsi colpevole per poter così patteggiare. Se così fosse verrebbero meno ben 28 mila voti allo schieramento di centrodestra e ricomincerebbe la sarabanda appena conclusa dal Consiglio di Stato con una strana sentenza. Ne da conto con un bel pezzo il giornale on line Lo Spiffero.

RICORSI ELETTORALI: LO SPECCHIO DELL'IMPOTENZA

Domani un'altra puntata al Consiglio di Stato

Domani a Roma il Consiglio di Stato discute la richiesta di sospensiva della sentenza del riconteggio presentata dai legali di Cota, che puntano ad accelerare i tempi della discussione del merito, ovvero se il riconteggio di debba fare (come ha sentenziato il TAR Piemonte) o no. Una nuova puntata, alla quale se ne vanno aggiungendo delle alte che renderanno l'autunno davvero caldo anche su questo fronte.
Torna alla ribalta la questione della lista Giovine, della sua illegittimità e, perciò, dei provvedimenti da assumere per riconsiderare il risultato elettorale alla luce di tutto questo.

Era il 29 marzo quando si scrutinarono i voti delle elezioni regionali, cinque mesi fa. Da quattro mesi il Consiglio regionale e la Giunta sono insediati e funzionano a ritmo sincopato, come se avessero il freno a mano tirato. Si odono ragionamenti che sposano ora il profilo della convenienza dei singoli ora i proclami strumentali, ciclicamente l'ondivaga Bresso esterna e tavana, i capi del centrosinistra gestiscono l'imbarazzo con imbarazzante nonchalance, il centrodestra fa barricate e non si assume la responsabilità politica delle alleanze imbarazzanti - dai metodi imbarazzanti - che stanno mettendo in dubbio la sua vittoria.
E il freno continua ad essere tirato, si aspetta prima il TAR, poi il Consiglio di Stata, con la segreta speranza che una qualche sentenza imponga ciò che è oramai chiaro per tutti: onde evitare altri pasticci, conviene rifare le elezioni, magari abbinate con le politiche venture o con le amministrative di primavera. 

RICORSI ELETTORALI: AVANTI PIEMONTE!

Dunque, la sentenza del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) è arrivata a tarda notte: il primo ricorso viene sostanzialmente accolto e il Tribunale dispone che vengano esclusi i voti delle liste dei Consumatori e del Centro con Scanderebech ad eccezione dei voti a Cota chiaramente espressi. In altre parole, nei 30 giorni assegnati dal TAR, si dovranno scrutinare un'altra volta i circa 15.000 voti alle due liste, eliminando tutti quelli che hanno il solo voto di lista espresso. Vengono recuperati quelli che portano anche una croce sul nome di Cota presidente. A fine agosto sapremo se questa attività avrà portato a sottrarre a Cota più o meno dei 9 mila voti circa con cui ha vinto sulla Bresso.
Quanto al secondo ricorso, quello contro la lista truffa di Giovine, ogni decisione è rinviata al 14 novembre. Appare chiaro che dovrà fare la stessa fine, visto che le irregolarità di questa lista sono ben più gravi di quelle delle altre due.
Cota strepita, Bresso pontifica (tranquilli è la stessa che ha svenduto la sua iniziativa di ricorrere in cambio di un posto in Europa, mettendo in difficoltà tutti quelli che le avevano creduto), a tutti appare chiaro che la situazione di una regione allo sbando esce accentuata da questa situazione... e tale rimarrà ancora a lungo.
Cota dice che ricorrerà al Consiglio di Stato, fa bene perché diversamente rischia di essere accompagnato fuori dalla porta; la situazione è in grande movimento. Massima è la confusione sotto i cieli.

Mariano