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Visualizzazione post con etichetta elezioni politiche. Mostra tutti i post
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CRTL+ALT+CANC

Quando un computer si inchioda o semplicemente va a rilento, un bel reset rimette le cose a posto… quasi sempre. Le elezioni di ieri sono un bel reset: ripartirà la macchina?
In attesa del prossimo…
I giornalisti più accorti hanno capito già da lunedì che avrebbero dovuto inventarsi un linguaggio nuovo per raccontare l’Italia uscita dalle urne: ci stanno provando, con qualche invitabile scivolone all’indietro, ma si capisce che stanno facendo tutti gli sforzi possibili.
La gran parte dei loro colleghi no: continuano a parlare di “populismo”, “protesta” e altre cavolate del genere, attribuendo ai Cinquestelle la loro (di giornalisti allineati e assuefatti) visione della politica, le loro  comode categorie di interpretazione della realtà. Non hanno fatto alcuno sforzo per capire chi erano e da dove venivano costoro, per ascoltare che cosa volevano e adesso… continuano con le stesse sciocchezze che hanno scritto e detto in tutti questi mesi. Molti politici anche.
Vedere le facce stravolte degli arroganti “vincitori annunciati” trasformarsi in ghigni ammuffiti a mano a mano che scoprivano la voce del paese che usciva dalle urne, ascoltare i loro commenti imbarazzati prima e poi allarmati sono vere grandi soddisfazioni che si vivono una volta sola nella vita, anche se vorresti ripeterle spesso.

CORSA AL CENTRO

Scorrendo le liste dei candidati, un sorriso viene naturale. Vi racconto la storia di Flo, così vi divertite un po' anche voi...
A galla
voltagabbana “Solo gli asini non cambiano mai idea”, questa è una delle tante frasi che ricorrono con una certa frequenza quando si debbono spiegare certe giravolte che, diversamente, qualificherebbero in modo troppo negativo le persone che ne sono protagoniste.
Essendo il nostro un paese ad alta densità di opportunisti e di voltagabbana, anche gli equilibrismi e i cambi di casacca hanno bisogno di qualche celebrazione che li nobiliti un po’.
Giusto qualche giorno fa un mio allievo mi chiedeva cosa si intendesse in politica con “corsa al centro”, l’aveva letta su un quotidiano e faticava a coglierne il senso. Ho provato a spiegargliela con il politichese, poi accortomi che non capiva, gli ho fatto un esempio concreto, quello di Flo.

LE DIMENTICANZE di F. Maletti

Franco è già proiettato nel futuro post-voto, ma ha anche lui paura che – passate le elezioni – i vincitori dimentichino le vere priorità per costruire le radici salde dell’Italia futura… 
Cose da fare presto
07-pivovarov- 1975- for eye candy In questo fine campagna elettorale turbolento e caotico come non mai, ritengo non inutile fare alcune brevi sottolineature affinché i futuri vincitori non rischino, nell’ubriacatura della vittoria, di perdere il controllo delle priorità sulle cose da fare.
EUROPA. Basta con gli egoismi di ciascuno Stato e forme di dumping sociale e finanziario. Occorre lavorare perché ogni Stato rinunci ad una parte della propria sovranità nazionale (meno sovranità e più solidarietà) rendendo progressivamente omogenei per tutti i cittadini d’Europa il sistema fiscale, il sistema pensionistico, il welfare, la sicurezza, l’assistenza sanitaria, la difesa, i contratti di lavoro di categoria e minimi retributivi relativi. Eliminando sprechi e doppioni causati da un antistorico senso di difesa della identità nazionale di ciascuno.

PAURA

Ogni giorni di questa campagne elettorale è contrassegnato da una puntata di un dramma in larga parte già visto
Prima la spocchia…, poi la disperazione!
Paura In tempi non sospetti mi ero permesso di mettere in discussione la strategia di Bersani verso il resto del centrosinistra criticandone gli aspetti che più richiamavano alla spocchia comunista e post, quella che ha fatto perdere elezioni già vinte e costruire coalizioni già morte prima di mettersi al lavoro: sempre a opera loro, dei post comunisti (leggi). Eh già, se Berlusconi ha regnato pressoché incontrastato per 18 anni ed è tuttora alla ribalta, qualche responsabilità ce l’avranno pure loro dirigenti e personaggi di punta del principale partito del centrosinistra. O no?
Sostenevo che chiunque voglia candidarsi a guidare il paese deve innanzitutto essere capace di negoziare con tutti i possibili alleati le condizioni migliori per realizzare il programma voluto: se non bastassero gli “alleati naturali”, il leader capace dovrebbe allargare la coalizione fino a comprenderne altri così da raggiungere la maggioranza per vincere le elezioni e, finalmente, governare.