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I PRENDITORI

A vederli schierati sul parco e in platea alle OGR tornava in mente il loro contributo al declino, nazionale e locale


C'è una differenza fondamentale fra un imprenditore e un prenditore: il primo investe - soldi energie, intelligenze, rischi - per realizzare un'impresa che produce beni e/o servizi che generano ricchezza. Innanzitutto per lui, poi anche per dipendenti e fornitori, indirettamente (attraverso le tasse) alla collettività. Questa commossa ringrazia, cerca di impiegarli al meglio e, quando occorre, interviene sul credito o con gli ammortizzatori per aiutare l'impresa quando va in difficoltà.
Il prenditore ricerca il massimo profitto con il minimo impegno: strutture e personale sono "risorse" da finanzializzare appena possibile, desertificando territorio e persone: non c'è bisogno di scomodare la delocalizzazione, fatta soprattutto di aziende che chiudono dall'oggi al domani senza vincoli, obblighi, magari affidandosi a un fallimento guidato (dopo aver messo in salvo i capitali) per non pagare i debiti con i dipendenti,  l'erario e  con l'INPS.

TERZA SETTIMANA

Mentre parecchi chiacchierano di nuove povertà, c’è chi fa: tanto e bene
Una mano a chi annaspa
S
abato scorso ho partecipato a una iniziativa davvero interessante: i volontari dell’Associazione Terza settimana (guarda qui che cosa fanno) festeggiavano la loro attività, facendo un bilancio dei progetti in corso e delle speranze per il futuro. Il bilancio l’hanno fatto discorrendo con tre persone molto diverse fra loro: Pierluigi Dovis (direttore Caritas Diocesana), Nicolò Bongiorno, responsabile della Fondazione dedicata al padre Mike,  e il sottoscritto.
Siamo stati chiamati tutti e tre a dire la nostra sul  “Guardare oltre” e ciascuno di noi ha sviluppato il tema secondo la sua sensibilità incalzati da Gaia, studentessa del V anno del Liceo Gioberti e volontaria di punta dell’associazione. Con noi, tre “assistiti” dall’associazione che, nell’ottica della restituzione, hanno anche scelto di diventare a loro volta “volontari”: tre storie di discesa e di risalita davvero esemplari per come si sono sviluppate nel tempo e per come sono state raccontate dai protagonisti. Parecchi ragazzi e ragazze a fare da stimolo con la loro attenzione impegnata e simpatica.
Il presidente dell’associazione, Bruno Ferragatta ha introdotto la discussione “dando i numeri” dell’attività dell’anno appena chiuso:
65 adulti e 130 studenti delle scuole medie superiori come volontari impegnati nell’attività quotidiana, per un totale di 9932 ore di impegno ripartite su 48 settimane.
Aperte tre sedi, due social-market a Torino e 1 a Milano (nel 2014 è prevista l’apertura di una nuova sede a Torino nella zona nord). Consegnate spese a domicilio in 185 punti a Torino, 12 a Moncalieri, 11 Rivoli, 6 Nichelino, 5 Beinasco, 3 Venaria, 3 Collegno 3 Grugliasco, 2 Orbassano, 2 san Mauro, 1 Settimo Torinese, per un totale di 76.000 kg. di ortofrutta consegnati. 230 famiglie segnalate dalla Caritas, 400 dall’ Ufficio Pio, 50 dalla cooperativa di Vittorio, san Gioacchino, Regina delle Missioni, santa Maria Goretti, Buon Pastore servita dall’Associazione con rifornimenti alimentari. In totale  2287 persone assistite, di cui 597 bambini di età inferiore ai 10 anni. Consegnate 9589 spese.
79 assistiti si sono resi disponibili ad effettuare alcune ore di volontariato presso l’associazione. 48 bambini hanno avuto accesso alle cure dentistiche nell’ambito di un progetto dell’associazione denominato SMILE. Scusate se è poco...
Al termine gli studenti hanno ritirato la dichiarazione da portare a scuola per ottenere il credito formativo. La cosa più importante la ritirano giorno per giorno nella loro attività nell'Associazione: sono pillole ricostituenti di quella dimensione che sembra oggi mancare a tanti. Noi la chiamiamo "senso della vita".