NOVITA'
latest

468x60

header-ad

I più letti

Visualizzazione post con etichetta regole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta regole. Mostra tutti i post

I BAGNI DELLA SCUOLA

Fin dal primo giorno ribadisci che in bagno si va durante gli intervalli e che, durante le lezioni, deve davvero trattarsi di un'emergenza. Qualunque sia l'età ci provano e, a volte, ti sorprendono così.
Mancano poche decine di minuti alla fine dell'ora di lezione, poi potranno usufruire di un intervallo sufficientemente lungo da poterci andare in bagno, volendo anche al bar per una bibita e un panino. Lo stesso, però, almeno uno di loro mette su un faccino sofferente, alza la mano e fa:
"Prof, devo proprio andare in bagno. Lo so che non si deve, ma mi scappa e oltretutto non sto molto bene di stomaco". I vicini di banco sottolineano questa seconda informazione con gesti eloquenti, così devi rapidamente decidere se comportarti in modo inflessibile (come da regolamento) o cercare al fondo della tua anima un po' di indulgenza. Nel primo caso sai che ti capiterà che se la faccia davvero addosso e  ti toccherà vedertela con madri pietose che ti guarderanno come un criminale e ti minacceranno di ogni cosa, incluso denunciarti. Nel secondo hai il ragionevole dubbio che ti stia prendendo in giro, solo che non puoi provarlo e ad esserne sicuro, poi! Così lo fai uscire e te ne vergogni, sei senza carattere...
Lo incontreranno i tuoi colleghi mentre vaga nei corridoi per far passare il tempo, ingannando l'attesa un po' discosto dalla porta dell'aula per evitare che tu lo veda. Così lo crederai ancora chiuso nel bagno fatiscente e puzzolente a soffrire le pene dell'inferno che ti ha lasciato intravedere prima.

LA DATA E LE REGOLE

Prosegue con continui colpi di scena la telenovela sul prossimo congresso del PD
Trucchetto scherzetto
In pochi avrebbero previsto una manfrina sul congresso PD come quella a cui stiamo assistendo in questi tempi grami: non riesco a ricordare in quale film c’è quella scena in cui tutti si muovono in sincrono e rasenti il muro perché ciascuno dei personaggi pensa che, se solo si distrarrà, uno degli altri gli farà qualcosa di terribile. O anche qualcuna delle scene più esilaranti in cui evasi fuggono incatenati, perciò costretti a dipendere tutti l’uno dall’altro, ben consapevoli che diversamente sarebbero finiti.
Qualcosa di simile anima il gruppo dirigente del PD: incatenati l’uno all’altro, timorosi di essere trascinati a fondo dai soci di avventura eppure incapaci di fare qualcosa per liberarsi, magari perfino concedendo qualcosa agli altri.  Così il timore dello sgambetto del  “compagno” o dell’”amico” paralizza la dignità, annulla il coraggio e induce i più a cercare il riparo sotto “l’interesse del partito”, concetto tardo bolscevico che di guai ne ha già prodotti non pochi.

IL RISPETTO DELLE REGOLE di F. Maletti

Si parla tanto del rispetto delle regole, ma le nostre culture prevalenti sono da tempo quella della giustificazione e del perdono, anche a sproposito. Esperienze di vita e riflessioni sull’oggi.
Il pentimento e la redenzione: la negazione delle regole
rules Chi crede che la vera libertà significhi assenza di regole adesso è servito.
Ci stiamo accorgendoci tutti soltanto ora della gravità dei guasti prodotti dal mantra berlusconiano: quello che, nel corso degli anni, ha arricchito lui ed i suoi cortigiani oltre l’inverosimile. Mentre cominciava a soffiare il vento della crisi “noi” spendevamo patriotticamente oltre quattro miliardi di euro per salvare Alitalia. E, per mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale, l’abolizione indiscriminata dell’Ici riduceva sul lastrico il bilancio di interi Comuni. Tuttavia questo serviva, ai Proci itacesi, stabilmente insediati nel governo, per giustificare feroci tagli lineari alle attività più importanti dello Stato, alla svendita per fare cassa di interi patrimoni comprati spesso con quattro soldi da speculatori senza scrupoli. Soldi di tutti noi che abbiamo assistito impotenti al saccheggio, mentre un porcaccione settantacinquenne si divertiva, facendo sesso a pagamento con delle minorenni. Diceva e dice di avere diritto a divertirsi dopo tanto lavoro fatto per il suo Paese.