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VERGINI, ODALISCHE, SMEMORATI E GRANDI GIORNALISTI

Guardavo un telefilm in tv,  un amico mi dice di cambiare canale: c'erano Floris, Giannini e la Fornero che strapazzavano la vice-ministra dell'Economia Castelli sulla "riforma" delle pensioni e
... ho comesso l'errore di dargli retta e, osservando l'acredine con cui i soggetti affrontavano il tema e la vice-ministra, un moto di simpatia nei suoi confronti mi ha, per un momento, fatto dimenticare le poche brutte cose che hanno fin qui fatto al governo lei e i suoi compagni di movimento.
L'approccio rabbioso di Giannini sembrava quello di un giornalista che pensa di meritare molto di più della direzione della radio di Repubblica: almeno un tg nazionale, che diamine! E si comportava come se fosse la Castelli la causa della mancato riconoscimento della sua grandezza e bravura.
La Fornero è una valente professionista chiamata da un governo tecnico a prelevare 90 miliardi di euro in dieci anni dalle pensioni per trasferirli sul bilancio dello Stato a coprire buchi e  necessità. Il suo lavoro l'ha fatto abbastanza bene, non del tutto visti gli esodati e le storture del sistema, però l'ha fatto. Ma da questo a a farla passare per l'angelo delle pensioni davvero ce ne corre e solo dei disinformatori professionali possono avallare un'operazione come questa.

I SORRISINI SNOB DELL'INFORMAZIONE "LIBERA" ITALIANA

Mentre i pentastellati ce la mettono tutta a farsi del male, giornalisti autorevoli pontificano su di loro e sulle loro gesta con una libertà che non hanno quasi mai manifestato prima...
Quando fecero la loro comparsa nel governo Renzi i vari Lotti Madia Boschi, erano lì pronti a salutarli come una boccata di ossigeno e di giovinezza nella triste e vecchia politica italiana: di passare al vaglio i loro curriculum neanche  a parlarne, lo stesso per le parentele e i legami con lobbies o conventicole. Solo Il Fatto ci provò e con qualche bella chicca passata alla storia, ma che non cambiò il corso della politica del tempo.
Sul volto delle Gruber, Mieli e compagnia cantante non apparve allora quel sorrisetto - un po' di circostanza e un po' di superiorità - che contrassegna invece questi ultimi mesi e che torna a fare capolino ogni volta che nominano qualche esponente del M5S.
La Lega la lasciano stare, forse perché conservano un barlume di decoro.

UN PAESE A PUTTANE: IL MERCATO DELLE VACCHE

La compravendita dei parlamentari e il ruolo dei giornali

Il nostro paese deve essere davvero a puttane se oramai l'unica forma di economia che sembra eccitare i mass media è quella delle zoccole a casa di b prima, poi del mercimonio che si sta consumando in questi giorni e che porta alla ribalta comportamenti umilianti e peones imbarazzanti perfino da leggere nelle loro prodezze e giustificazioni.
I comportamenti umilianti sono noti e non è nemmeno il caso di commentarli più di tanto: in un paese dove si comprano e si vendono il corpo, le idee, le aspirazioni e i sentimenti come se fossero prosciutti, dove in tanti vorrebbero per le proprie figlie un futuro da veline, dove la prestazioni sessuali di maschi e femmine costituiscono il "servizio" più gettonato da chi comanda e fa tendenza... perché meravigliarsi? E' normale che anche alcuni parlamentari vendano ciò che hanno conseguito leccando culi a destra e a manca e che potrebbero perdere se non faranno la scelta giusta. Fa parte anche questo della degenerazione di un paese che il trasformismo l'ha sempre coltivato e premiato, fin dai primi anni della sua storia e poi per tutte le fasi che hanno accompagnato l'ascesa e il crollo di regimi e governi.