Emigrare per sperare
Sorrido pensando a tutte le discussioni che si fanno intorno all’articolo diciotto circa la libertà di licenziare. Una volta i licenziamenti si facevano caricando la gente sui bastimenti e mandandola in America. Oggi invece si parte alla spicciolata: magari con l’arricchimento di un titolo di studio, con delle capacità professionali, con anni di istruzione che qui servono a niente. Ma sempre di “licenziamento” si tratta: è quello di una società che di te come lavoratore non sa che farsene. Vai bene e sei tollerato soltanto se spendi e consumi. Ma con i soldi di chi se non hai un lavoro?

