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Visualizzazione post con etichetta Libia. Mostra tutti i post
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GIAPPONE: SEMPRE PEGGIO

Catastrofe nucleare in seconda pagina, il rischio dell'oblio

Un po' come è successo al pozzo petrolifero della BP e al disastro ecologico che ha prodotto, le vicende della centrale di Fukushima rischiano di entrare nella cronaca "usuale", quella che finisce sulle pagine interne dei giornali e di cui ci si occupa quando non succede niente di più eclatante. Solo che la tragedia giapponese è tragedia mondiale, solo che i pericoli sono ancora tutti lì e i nuclearisti di ieri pensano di cavarsela cospargendosi il capo di cenere e dicendosi che "c'è bisogno di una pausa di riflessione", come se i rischi del nucleare non fossero tutti già conosciuti prima che il Giappone ce li rappresentasse in tutta la loro drammaticità.
Penso che nei prossimi giorni sarà la Libia a tenere banco, insieme con l'Italietta di sempre: berlusconi fischiato, i processi rinviati, i suoi avvocati, l'inconsistenza dell' opposizione, la paura che tutto crolli, le elezioni amministrative, il dato politico dei referendum e così via.

LIBIA: IL TRITACARNE DI GHEDDAFI

La tragedia del crollo dei regimi

L'epilogo dei regimi tunisino ed egiziano ci avevano fatto sperare che  anche la Libia si sarebbe liberata di Gheddafi con un tributo di sangue abbastanza modesto. Invece è il contrario.
L'amico del cuore di Berlusconi sfoga la disperazione e la solitudine inattese con un bagno di sangue senza precedenti nei confronti dei suoi concittadini e sudditi. Non c'è limite alla atrocità e sappiamo poco di ciò che sta davvero accadendo laggiù, ma non possiamo che sperare che le stime siano per eccesso e che in pochi giorni la rivolta vinca definitivamente.
In Italia il governo fa la solita figura di merda, ma siamo talmente abituati ed anestetizzati che non ci facciamo più caso di tanto. Certo che le Italiane pagate qualche mese fa a Roma per seguire le lezioni di Islam da Gheddafi, durante la sua ultima visita con cena di gala e tutti presenti, debbono aver tirato un bel sospiro di sollievo: chissà che fine avrebbero fatto se, fulminate dalla predicazione del Raiss e ammaliate dai suoi soldi come veline da olgettina, lo avessero seguito laggiù, nel luogo dove adesso si è scatenato l'inferno. E chissà le amazzoni, quelle che lo scortavano, i cavalli berberi, la foto che aveva sulla pancia...