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Visualizzazione post con etichetta fascismo. Mostra tutti i post
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L’ASPIRANTE DVCE di F. Maletti

Franco – militante PD, sempre più in crisi – disegna un ritratto del probabile prossimo segretario del suo partito non proprio lusinghiero. E' sconcertato dai tanti voltagabbana che, nella migliore tradizione nostrana, saltano sul carro del vincitore annunciato. E’ il conformismo, bellezza!
Il cinismo del potere

Il novello Duce del 2000 si sta preparando al potere da anni. Con l’appoggio spesso involontario dei mezzi d’informazione (sempre alla ricerca di notizie che facciano aumentare le tirature), la sua cavalcata trionfale continua.
Matteo Renzi, sotto la luce dei riflettori, bisogna riconoscere che sa fare bella figura.
Infatti si esalta sempre al punto di superare qualunque aspettativa.
Ha una immaginazione che non delude. Ha una risposta sempre pronta, efficace e risolutiva: proprio quella risposta che spesso manca nelle chiacchiere da bar. E che lo fa invidiare tanto da chi di politica non capisce nulla, ma grazie a lui si sente un genio.

L’ANTIFASCISMO D'OGGI

La fine del berlusconismo deve ancora avvenire. Troppi guasti, strappi e lacerazioni si sono prodotti in questi anni interminabili, fra questi l’idea di come si fa politica e di quali caratteristiche debba avere chi se ne occupa. In questi giorni luminosi esempi…
Il conformismo anticamera del fascismo

conformismo Il coro poderoso dei veneratori di Monti – come veste bene, che bella signora discreta che ha per moglie, che stile, che aplomb, che bravo a zittire i ministri, come parla bene le lingue, come sa ben rassicurare l’Europa, che stile nuovo che ha introdotto… – è talmente ossequioso che rischia di fargli più male che bene. Si colgono già i primi segni di insofferenza persino da parte di quelli che hanno salutato la sua nomina con grande favore.
Verrebbe da paragonare quello che i celebratori di Monti oggi hanno finora scritto e detto di Berlusconi fino a dieci giorni fa: sovente le stesse espressioni, le medesime considerazioni, allora appena un po’ smorzate a causa del comportamento eccessivo dell’ex-premier e della sua sfacciata commistioni fra interessi pubblici e affari privati. Insomma, grandi leccate di culo, riverenze probabilmente nemmeno richieste e tanta melassa celebrativa e agiografica, come se il contrasto fra i due non dovesse emergere dagli atti che compiono.
Intendiamoci, lo stile ha un suo peso e un po’ di sobrietà ci voleva, ma sembra che tutti ci siamo dimenticati che il chiasso, il glamour, il leopardato, il cafon-chic e l’urlato sono parte del nostro paese, del nostro popolo, della nostra borghesia e anche delle classi dirigenti. La caduta di Berlusconi ha certamente ridotto lo sfoggio e l’ostentazione, ma non i modelli culturali che hanno reso vincente questo modo di concepire la persona e il suo ruolo nella società. Lo ha solo mortificato un poco, rilegandolo in un angolo in attesa di riemergere non appena i tempi saranno più propizi.

MAMMA MIA, LA STORIA CHE SI RIPETE...

Raccontando del fascismo a giovanottoni diciannovenni...

... mi sembrava di parlare dell'Italia di oggi. E mi sentivo strano, perché non sapevo più se mi stavo trasformando in uno di quegli insegnanti barbosi e autoreferenziali, pieni di boria e di frustrazioni per quello che avrebbero voluto essere e non sono stati.

Mentre raccontavo di come nasce la milizia fascista, era come se parlassi delle ronde padane: per fortuna quella hanno fatto la fine ingloriosa prima di diventare un pericolo. Ma esistono ancora e potrebbero tornare utili a menare le mani se solo lo scontro sociale e politico si radicalizzasse. Anche ottantacinque anni fa si temeva per l'ordine pubblico e si cercava di spaventare la gente col pericolo socialista, comunista, terrorista.

Parlavo loro della formazione del Partito Popolare e della suo sostegno al governo Mussolini, decisivo per trasformare un'emergenza democratica in dittatura, ... e guardo le gerarchie ecclesiastiche di oggi, buone solo a trattare con un governo sputtanato ogni ingiustizia possibile.