febbraio 2009

sabato, febbraio 28, 2009

Energia pulita dalla foce dei fiumi.


 

Le fonti di energia pulita sono presenti in varie forme, ovunque intorno a noi, anche se spesso non ce ne accorgiamo nemmeno. Una tra quelle più facili e vantaggiose da sfruttare, ma ancora praticamente inutilizzata, è la differenza di salinità presente alla foce dei fiumi, là dove l’acqua dolce si incontra con l’acqua marina salata.
Si tratta di una nuova tecnologia per la produzione di energia pulita basata sulla differenza di salinità alla foce dei fiumi, tra l’acqua marina e quella proveniente dall’estuario.
Lo scrive il sito de “Il Corriere della Sera” in un articolo a firma di Valentina Tubino.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA

 

 

venerdì, febbraio 27, 2009

Il referendum costa 400 milioni.


 
 
Abbiamo in questo momento tre obblighi elettorali: elezioni europee, amministrative, referendum sulla legge elettorale. Il buon senso suggerisce di accorparle in un'unica scadenza. Ma il Governo ha deciso di abbinare in un'unica data soltanto le prime due consultazioni. E appare intenzionato a far tenere in data separata il voto referendario. Votare un altro giorno comporta un costo per la collettività di circa 400 milioni di euro. In tempi difficili come questi sarebbe bene utilizzare tali risorse per altri scopi.

Lo scrive il sito www.lavoce.info in un articolo che inquadra alla perfezione la situazione che ha indotto Mariano Turigliatto a presentare un Ordine del giorno (vedi su questo stesso blog) sull'argomento.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU WWW.LAVOCE.INFO
 
 

giovedì, febbraio 26, 2009

Cip6, incontro in Cascina.


Richiesta di rimborso a Enel, Iride, Aem e al Gestore dell'energia (Gse) dei fondi Cip 6, destinati dall'Europa allo sviluppo delle energie rinnovabili, "illecitamente attribuiti dal 1992 a oggi a inceneritori e altri impianti che usano fonti non rinnovabili".
E' questo lo scopo della serata "Cip6 o ci fai?", in programma venerdì 27 febbraio alle ore 21 presso la Cascina Roccafranca di via Rubino 45 a Torino. Organizzato da Rete nazionale rifiuti zero, No Inc Torino e Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte, l'appuntamento dà voce alla richiesta di rimborso della quota A3 (il 7 per cento del totale della bolletta elettrica) che, dal 1992 a oggi, sarebbe dovuto servire a finanziare per legge lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili (solare, eolica, eccetera). In realtà, almeno l'80 per cento di queste somme - pari a quasi 45 miliardi di euro è stato dirottato altrove.
Ecco pertanto la battaglia per ottenere il rimborso: "Se vinceremo la causa - assicurano gli attori dell'iniziativa - vi verranno restituiti i soldi e con gli interessi. Soprattutto, per una volta, avremo detto no alle truffe che ci propinano continuamente". Altre informazioni su www.dirittoalfuturo.it
 
 

Referendum? Il 6 e 7 giugno.


 
 
Organizzare i referendum abrogativi sabato 6 e domenica 7 giugno. Utilizzare le somme che sarebbero state impiegate per organizzare gli stessi referendum in altra data a favore dei lavoratori più deboli attraverso la rivisitazione dell'accordo sugli ammortizzatori sociali presso la Conferenza Stato/Regioni.
Sono queste le due richieste contenute nell'Ordine del giorno presentato oggi dal consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto. L'Ordine del giorno prende origine dal mancato abbinamento dei referendum abrogativi alle elezioni amministrative ed europee del 6 e 7 giugno: "Una decisione - scrive Turigliatto - che comporterebbe un aggravio per le casse dello Stato stimabile nei soli costi diretti (remunerazione dei presidenti di seggio e scrutatori, costo di trasporto delle schede, costo del personale di sicurezza) in 200 milioni di euro, pari all’ammontare della cosiddetta Social Card. Senza contare - aggiunge Turigliatto - che il tutto comporterebbe il rischio di richiamare alle urne i cittadini tre volte in due settimane, considerando anche l’eventuale secondo turno delle elezioni amministrative".
I tre referendum abrogativi relativi alla legge elettorale per Camera e Senato della Repubblica riguardano: il premio di maggioranza alla lista più votata, l'innalzamento della soglia di sbarramento e l'abrogazione delle candidature multiple.
 
 

mercoledì, febbraio 25, 2009

LA CULTURA DELL'ILLEGALITA'


"La cultura dell'illegalità - Cosa fare per uscirne". E' questo il titolo della serata in programma giovedì 26 febbraio, a partire dalle ore 21, nella sala Ex Cisap di Collegno in corso Francia 269. A discutere dell'argomento saranno l'ex procuratore aggiunto della Repubblica, Bruno Tinti, peraltro autore del recente "Toghe rotte", edito da "Chiare lettere" e il consigliere regionale del gruppo "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto. A moderare la serata sarà il giornalista Giovanni Lava, direttore de "Il Punto di Vista".
L'appuntamento è organizzato da CIVICA Collegno in collaborazione con Grugliasco democratica.

martedì, febbraio 24, 2009

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE di P. Brusasco


Anteprima

di Patrizio Brusasco
Una seduta particolare quella che si è svolta presso l'emiciclo del Consiglio regionale del Piemonte, che ha dovuto modificare l'ordine dei lavori per via della sopraggiunta delegazione del comparto agricolo regionale, a causa della nota polemica sulle quote latte, e della vibrante discussione che si è tenuta in relazione alla deliberazione n.420, 421 - Revisione del dimensionamento scolastico anni 2009-10 -, licenziata dalla competente commissione consiliare.
La delegazione, che è stata ricevuta a Palazzo Lascaris presso la Sala Viglione, ha presentato le sue ormai note rimostranze alla presenza del presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio, del vicepresidente Roberto Placido, dell'assessore all'Agricoltura regionale Taricco e di molti consiglieri regionali e capigruppo.
Una protesta regional-nazionale che vede in Piemonte in prima fila, contro il decreto governativo del ministro Zaia, la Coldiretti Torino, La Cia (Confederazione italiana agricoltori), la Confagricoltura, l'Associazione regionale Produttori Latte piemontese e altre sigle regionali, che è sfociata da una decina di giorni in un presidio permanente in quel di Carmagnola dove si manifesta in modo pacifico e senza creare disagi di sorta, come invece - ha fatto notare qualcuno - si è fatto in passato e in altre latitudini.
Il coro unanime di queste tante anime che fanno parte del comparto agricolo e caseario piemontese recita come il decreto "quote latte" del ministro Zaia tenda a favorire i cosiddetti splafonatori: un provvedimento ritenuto sbagliato e ingiusto perché finisce col penalizzare i produttori di latte che sinora hanno rispettato le indicazioni della normativa e hanno munto nella legalità.
Se il decreto del ministro Zaia pare quasi intoccabile presso la Camera dei Deputati, è verosimilmente emendabile per quanto concerne l'iter legislativo al Senato della Repubblica; l'ente regionale farà dunque la sua parte per far sentire la voce delle molte organizzazioni di settore, garantendo un atto di indirizzo, per quanto concerne i compiti del Consiglio regionale del Piemonte, nonché una maggiore pressione per quanto attiene all'esecutivo regionale.
Sulla querelle è intervenuto l'assessore Taricco che ha dichiarato: "E' una questione che ci sta particolarmente a cuore perché il decreto, così come oggi è concepito, rischia di mettere in seria difficoltà migliaia di aziende che negli anni hanno rispettato le regole, in un comparto già pesantemente colpito dalla crisi e da ripetute turbolenze. Per questo - ha continuato Mimmo Taricco - porteremo a Roma le nostre richieste e le nostre forti preoccupazioni, condivise con le altre regioni, al ministro Zaia, chidendo di limitare le modifiche all'attuale legge 119/2003 che regolamenta il settore. Chiederemo che il decreto - ha concluso l'assessore regionale - venga riformulato secondo criteri di equità, pur mantenendo l'obiettivo di coprire gli esuberi produttivi e risolvere il problema degli sforamenti".

Una piccola biblioteca per tutti.



 
Pochi, ma importanti e significativi. Sono i libri che il gruppo consiliare "Insieme per Bresso" mette a disposizione di chiunque abbia voglia di approfondire determinati temi, spesso confinati al margine dell'informazione quotidiana, di grande interesse e attualità. Presso la sede di "Insieme per Bresso", in via dell'Arsenale 14 a Torino, sono consultabili una ventina di volumi, molti dei quali messi cortesemente a disposizione dalla casa editrice "Chiare Lettere" di Milano. Alcuni titoli: "Toghe rotte" a cura di Bruno Tinti, "Un nuovo contratto per tutti" di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, "Un paese di baroni" di Davide Carluccci e Antonio Castaldo, "Nostra Eccellenza" di Massimo Cirri e Filippo SOlibello, "Voglia di cambiare" di Salvatore Giannella. Ma anche "La deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, "Vaffanbanka!" di Marco Fratini e Lorenzo Marconi, fino ad "Alza la testa!" di Piero Ricca, presentato pochi giorni fa a Torino da "Qui Torino Libera" e salutato da un ottimo successo di pubblico.
 
 

lunedì, febbraio 23, 2009

La sinistra in crisi a Telecupole.



 
Mariano Turigliatto è tra gli ospiti della puntata che "Monitor", trasmissione di approfondimento politico e attualità, dedica questa sera a "La crisi della sinistra". In onda in diretta alle ore 21 su Telecupole, il progrmma condotto da Giulio Botto si avvarrà anche della presenza del senatore del Pd, Pietro Mercenaro; del vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, Maria Teresa Armosino; del consigliere regionale del Pdci, Vincenzo Chieppa; del capogruppo Udc in Consiglio regionale, Deodato Scanderebech e del deputato al Parlamento europeo, Vito Bonsignore.
La crisi della sinistra è da tempo al centro del dibattito politico, soprattutto dopo il doloroso addio di Walter Veltroni dalla guida del Partito democratico. Un tema che Mariano Turigliatto ha tra le altre cose affrontato in un articolo pubblicato mercoledì scorso su questo stesso sito e intitolato "Veltroni s'è dimesso: e gli altri?".

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO DI MARIANO TURIGLIATTO
 
 

Cè più elettronica verde.


 
 
Greenpeace lancia oggi un nuovo sito (www.elettronicaverde.it), interamente dedicato all'hi-tech sostenibile. Una piattaforma web dove è possibile informarsi ma anche partecipare attivamente. L'obiettivo è che ci siano sul mercato prodotti elettronici più sostenibili e l'Italia abbia finalmente un sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. I creatori del sito invitano i cybernauti a scrivere subito al ministro dell'Ambiente e a inviare una foto denuncia di rifiuti elettronici abbandonati.

VISITA IL SITO WWW.ELETTRONICA VERDE.IT
 
 

domenica, febbraio 22, 2009

Sbatti il mostro in prima pagina.



 
I crimini diventano notizia. Ma i media, in particolare la tv, hanno ampio spazio per enfatizzare questi fatti. Lo hanno usato abbondantemente nell'ultima campagna elettorale. Influenzando in maniera pesante la percezione che i cittadini hanno del problema della sicurezza. Lo mostrano con chiarezza tre grafici tratti da una indagine curata da Ilvo Diamanti, promossa dalla Fondazione Unipolis in collaborazione con Demos e l'Osservatorio di Pavia.
Ne dà notizia il sito www.lavoce.info in un articolo a firma di Paola Lanzarini, direttore della Fondazione Unipolis, fondazione d'impresa di Unipol gruppo Finanziari. Un articolo che una volta di più evidenzia alcune lampanti storture del mondo dell'informazione del nostro paese.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO WWW.LAVOCE.INFO
 
 

venerdì, febbraio 20, 2009

Ictus, occhio al fast food.



 
La gente che vive in posti con un'elevata concentrazione di rivendite di "cibo spazzatura" ha maggior rischio d'ictus. Lo afferma uno studio dell'Università del Michigan: non è solo il classico hamburger a essere dannoso, ma la cultura del cibo veloce, spesso indicatore di scarso esercizio fisico, vita in ambienti inquinati e vita poco salutare. A supporto della tesi c'è una ricerca compiuta in Texas che condanna senza appello il cosiddetto "junk food".
Nella stessa direzione va uno studio britannico sul rischio di ictus e infarti: consuetudini sbagliate e pessimi vizi duplichino la possibilità di attacchi, lo dicono i ricercatori dell'Università dell'East Anglia. Chi beve, fuma, fa una vita sedentaria e mangia disordinatamente ha 2,3 possibilità in più di avere un problema cardiovascolare in più rispetto a chi conduce un'esistenza regolare.
Le due notizie trovano ampio spazio sui siti americani e britannici (in particolare su quelli di "New Scientist" e "Bbc"), in Italia se ne parla su quello del "Corriere della Sera" in un articolo a firma di Emanuela Di Pasqua e in successivo forum.

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DI "NEW SCIENTIST"

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DELLA "BBC"

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DEL "CORRIERE DELLA SERA"
 
 

mercoledì, febbraio 18, 2009

Alza la testa anche tu.


 

 
Venerdì 20 febbraio, alle ore 20.30, presso l'Electronic Lab di corso Ferrucci 65/a a Torino, si tiene la presentazione del libro di Piero Ricca, "Alza la testa".
Organizzato da "Qui Torino Libera", l'incontro è l'occasione per ripassare alcuni temi e approfondire alcuni aspetti che caratterizzano (quasi sempre in modo negativo) la scena politica italiana.

Di fronte al muro di gomma dell'oligarchia italiana, un gruppo di cittadini indignati sceglie di non restare in silenzio. Si dà il nome resistenziale di "Qui Milano Libera". Si arma di volantini, telecamere, megafoni e ingaggia incontri faccia a faccia con politici, giornalisti, uomini d'affari. I video più riusciti finiscono su blog e youtube, apprezzati da una foltissima platea. A guidare il gruppo è Piero Ricca, noto alle cronache nazionali per le sue contestazioni a Silvio Berlusconi. Sotto l'obiettivo di una telecamera impertinente passano praticamente tutti, da Andreotti a Profumo, da Berlusconi a D'Alema, da Emilio Fede a Bruno Vespa. Ricca e i suoi compagni fanno domande scomode ed esprimono un dissenso informato; per questo spesso finiscono in questura o sono aggrediti da militanti di partito e guardie del corpo. Le loro incursioni testimoniano un appassionato impegno civile e rivelano un quadro fedele dell'Italia di oggi.
Il libro racconta i retroscena e il contesto delle varie iniziative; riporta in versione integrale i testi di alcune performance in strada e di vari botta e risposta; riepiloga la vicenda del processo vinto da Ricca contro Berlusconi (con le sentenze pubblicate in appendice) e del sequestro del blog conseguente alla querela di Emilio Fede; fa il punto delle varie denunce per diffamazione e riunione non autorizzata; propone i carteggi con Claudio Petruccioli, Cesare Previti, Giulio Andreotti; parla di Qui Milano Libera e dell'esperienza del blog; spiega il senso dell'attività di "disturbatori del quieto vivere", a metà fra speaker's corner e giornalismo civico.
Dalla prefazione di Marco Travaglio: "Forse non saremmo ripiombati in questo tragicomico incubo se molti cittadini avessero seguito l'esempio di Piero Ricca. Cioè se molti cittadini si fossero comportati da cittadini. Piero l'ha fatto quasi ogni giorno, andando a disturbare i potenti con le domande che nessun giornalista osa più fare e con la faccia tosta del bambino che urla: il re è nudo!".
 

 

Veltroni sè dimesso: e gli altri?.



 
di Mariano Turigliatto

Veltroni si è dimesso. I dirigenti del Pd sono oltre il bordo di un baratro di cui sospettavano l’esistenza, ma che in fondo non avevano mai veramente considerato, presi com’erano a costruire correnti e a consolidare orti e orticelli, ad alzare steccati a tenere fuori i concorrenti, a piazzare parenti e fedeli nei posti chiave, alimentando la corsa alla mediocrità e al conformismo.
Le dimissioni di Walter segnano la conferma di quanto l’ideologia berlusconiana abbia permeato il centrosinistra italiano e, in definitiva, la cultura dell’intero paese. Già solo l’idea che si potesse costruire un partito nuovo (o un nuovo partito), senza vero confronto, senza battaglia politica, senza confronti e scontro di opzioni è davvero balzana e completamente berlusconiana. Ancora di più l’idea che questo partito nuovo potesse avere un appeal verso la società organizzandosi in correnti che ricalcavano non già opzioni ideali, ma le vecchie lotte personalistiche di capi e capetti dei Ds e della Margherita. Che cantonata! Soprattutto quanti entusiasmi e quante illusioni suscitate in tanti che, come me, hanno profondamente creduto che si potesse e dovesse superare la frammentazione per costruire un contenitore politico ampio, plurale, democratico, da contrapporre al partito-azienda berlusconiano.
La cosa pareva anche funzionare al suo debutto: un anno fa Walter girava per l’Italia a fare scuola di politica, assumeva decisioni destinate a cambiare il quadro dei rapporti politici e la stessa geografia politica del Parlamento, sorretto da un capitale di credito che metteva a tacere anche i più dubbiosi. Solo un anno dopo del centrosinistra restano solo macerie, rancori, rabbia, pochezza e incapacità. Nel dimettersi Veltroni si è assunto la responsabilità di questo e di molto altro ancora, sappiamo tutti che la questione è ben più complessa e drammatica.
Quelli che vogliono partecipare alla vita politica oggi sono  perlopiù costretti ad organizzarsi  fuori dai partiti, in primis proprio il Pd, costruendo liste civiche o aggregazioni spontanee di varia natura  e colore che cercano – non sempre con grandi risultati – di costruire regole democratiche e di praticarle. A meno che non “vadano a servizio” da qualche notabile entrando nella sua corrente, è preclusa a chiunque la strada della competizione: le primarie si fanno quando capita, ovvero quando fa comodo ai notabili, le assemblee sono fatte per ratificare posizioni predeterminate o, peggio, per ratificare regolamenti sempre più limitativi del dibattito politico, vanno avanti i fedeli, indipendentemente dalle caratteristiche che esprimono.
Con questi presupposti – e dopo aver lavorato per anni a regalare a Berlusconi il monopolio dei mass media – si è costruito il disastro di oggi.
Si tratta ora di ripartire con una rivoluzione culturale. Temo anche che i vertici del Pd non siano in grado di avviarla, sennò l’avrebbero fatto prima: occorre ripartire con la politica, con proposte e progetti che si confrontano, si contano e decidono, con una classe politica credibile e capace di mettersi in gioco, senza mai cedere alla tentazione della scelta di convenienza personale o a quella fatta per durare il più possibile. Soprattutto ci vanno delle idee, dei progetti, ci va la gente che li condivide, ci va il territorio che respira, che libera energie se solo qualcuno le raccoglie, serve l’umiltà che è mancata per questi anni e che è ancora l’ingrediente mancante in larga parte del ceto politico del Pd, anche delle seconde e terze linee.
Se qualcuno si metterà al lavoro in questa direzione, con la serietà, la pazienza e il coraggio che fin qui sono mancati, troverà tante persone interessate da coinvolgere. Diffidenti perché già scottate, ma davvero interessate e fare la loro parte per dare a questo paese martoriato il futuro che vogliamo.
 

Veltroni sè dimesso: e gli altri?.


 

di Mariano Turigliatto

 
Veltroni si è dimesso. I dirigenti del Pd sono oltre il bordo di un baratro di cui sospettavano l’esistenza, ma che in fondo non avevano mai veramente considerato, presi com’erano a costruire correnti e a consolidare orti e orticelli, ad alzare steccati a tenere fuori i concorrenti, a piazzare parenti e fedeli nei posti chiave, alimentando la corsa alla mediocrità e al conformismo.

Le dimissioni di Walter segnano la conferma di quanto l’ideologia berlusconiana abbia permeato il centrosinistra italiano e, in definitiva, la cultura dell’intero paese. Già solo l’idea che si potesse costruire un partito nuovo (o un nuovo partito), senza vero confronto, senza battaglia politica, senza confronti e scontro di opzioni è davvero balzana e completamente berlusconiana.
  
 

martedì, febbraio 17, 2009

Il Grinzane approda in Consiglio.


Anteprima

di Patrizio Brusasco

La seduta di oggi del Consiglio regionale del Piemonte si è incentrata giocoforza sul tema caldo del momento: il presunto scandalo del Premio Grinzane Cavour e in particolare del suo patron, il prof. Giuliano Soria, caduto dentro l'occhio del ciclone dopo l'operazione della Guardia di Finanza che ha riguardato una presunta malversazione ai danni dello Stato (un uso improprio dei fondi erogati dagli enti pubblici), e denunce di molestie, sfruttamenti vari del personale, irregolarità lavorative, vessazioni continue e offese sempre verso il personale, per lo più giovani laureati in cerca di fortuna e di un'occasione per affermarsi nei salotti culturali piemontesi, ma non solo.

Ora la magistratura sta indagando e si spera che in tempi brevi possa dare delle risposte ai mille interrogativi , talora anche inquietanti, che stanno sorgendo ora dopo ora, a fronte delle molte testimonianze rese dai vari ex collaboratori del Premio Grinzane.

La Regione Piemonte che, come gli altri enti pubblici, le banche e le varie fondazioni, ha foraggiato in modo cospicuo l'associazione del prof. Soria, che , nata nel lontano 1984, negli ultimi tempi ha raggiunto una ribalta forse eccessiva, si è trovata quindi in aula consiliare per discutere di quanto sta accadendo a una delle istituzioni principe del sistema culturale regionale.

Dal dibattito tra maggioranza e opposizione è sorta la necessità di dare il tempo alla magistratura di fare chiarezza su questo quadro oscuro, rilanciando la possibilità di predisporre una Commissione ad hoc, e ribadendo come la massima autorità regionale avrebbe dovuto vigilare più accuratamente sull'operato del Premio, perché la ridda di voci che è emersa è solo l'iceberg di una antologia di rumors di corridoio che avrebbero dovuto mettere la pulce nell'orecchio a chi di dovere.

Anche la presenza del fratello Angelo Soria, dirigente presso gli uffici dell'ente regionale, ha creato, se possibile, una situazione ancor più imbarazzante in aula consiliare, come le presunte regalie di cui avrebbero beneficiato i politici locali, ma questo è l'aspetto più folcloristicose si vuole poiché è prassi nella vita di noi tutti ricevere ogni tanto regali di ordinario valore per i più svariati motivi soprattutto quando si ricoprono certi ruoli e si interagisce col mondo intero.

Si segnalano in Aula gli interventi preoccupati del consigliere Lepri per il Pd e di Angelo Burzi per l'opposizione, a cui ha risposto la presidente Bresso, chiamata peraltro direttamente in causa su questa vicenda come si è appreso dalle cronache dei giornali.

La presidente ha ribadito l'impossibilità per qualsiasi istituzione governativa di controllare in modo totale l'operato di ogni singolo ente, associazione o altro che presti il proprio operato sul territorio regionale. Ha ribadito poi la sua misconoscenza di quanto sta emergendo dall'inchiesta in corso, rimarcando la necessità di rimanere, fino a prova contraria, garantisti, e sottolineando l'importanza del principio di assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro che svolgono un ruolo attivo all'interno di un contesto sociale e istituzionale.

La conclusione o meglio la non conclusione del dibattito concorda sul fatto di lasciare lavorare in serenità la magistratura, con la massima fiducia nel suo operato e nelle sue decisioni.

Peraltro infine, poiché come molti hanno sottolineato il Premio Grinzane Cavour è intimamente legato al destino del suo deus ex machina, il prof. Soria, sorge ora il problema delle mille attività connesse al Premio che rischiano di cessare come il Festival del Cinema di Stresa del prossimo marzo, prima vittima sacrificale di questa complicata e triste vicenda.

 

La nostra energia sprecata.



 
"Come si possono descrivere in maniera semplice e comprensibile gli sprechi energetici di un edificio e le ragioni per cui si spende tanto di bolletta del riscaldamento?". Partendo da questa domanda, Legambiente ha "termofotografato", in collaborazione con Edison e grazie all'elaborazione dello studio dell'ingegner Vittorio Bardazzi di Prato, nuovi immobili per abitazioni e edifici pubblici per uffici in quattro città di Italia: Roma, Firenze, Milano, Bolzano. Un'indagine che il sito de "La Repubblica" riporta oggi in un articolo a firma di Valerio Gualerzi.
Il risultato evidenzia differenze profonde tra una realtà e l'altra ma, più che a stilare classifiche. la ricerca di Legambiente aveva un fine preciso: confermare le potenzialità della certificazione energetica degli edifici. Il governo Prodi l'aveva resa obbligatoria come documentazione da allegare alle compravendite di immobili a partire dal primo luglio 2008, ma il nuovo esecutivo Berlusconi ha cancellato il provvedimento (vedi post di ieri su questo stesso sito). E al momento, anche se la direttiva europea 2002/91 la impone a tutti gli Stati membri, in Italia mancano ancora le linee guida.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DI REPUBBLICA
 
 

lunedì, febbraio 16, 2009

Lenergia pulita slitta di un anno.



Le energie rinnovabili (obbligatorie) in tutte le case aspetteranno ancora un anno. L'obbligo doveva essere operativo da gennaio 2009. Slitterà invece a gennaio 2010. Tra le modifiche introdotte dal "decreto milleproroghe" approvato ieri dal Senato, ora in attesa del voto da parte della Camera, c'è infatti il rinvio della norma introdotta dalla legge 244 del 2007, ovvero la Finanziaria per il 2008 (Governo Prodi).
E ' quanto riporta il sito del "Il Sole 24 Ore" in un articolo a firma di Luca Salvioli. Un rinvio che ha creato grosso mal contento tra gli ecologisti e che, una volta di più, allontana l'Italia dalle politiche energetiche che altri paesi del mondo occidentale stanno intraprendendo.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO DE IL SOLE 24 ORE

 

 

sabato, febbraio 14, 2009

Le immagini di Madre Terra.


Sono 101 immagini magistrali, realizzate da 58 fotografi, tra cui 4 italiani. Dal 7 febbraio al 29 marzo “Madre Terra”, la mostra di National Geographic Italia torna al Palazzo delle Esposizioni di Roma dopo il grande successo dello scorso anno. L'occasione è quella del decennale del magazine, la mostra è strutturata quest'anno come un viaggio attraverso i continenti e i poli e propone alcuni tra gli scatti più straordinari realizzati dai fotoreporter della rivista.

GUARDA TUTTE LE FOTO IN MOSTRA SUL SITO DI NATIONAL GEOGRAPHIC

 

giovedì, febbraio 12, 2009

La crisi passa, il clima resta.


  

"Quali sono le conseguenze della crisi economica per la causa dell'ambiente? Difficile dirlo a priori, perché molteplici sono gli effetti e le interrelazioni al livello di sistema economico. Ma anche se la tensione sul problema dovesse calare, compito del governo e delle politiche è di contrastare questa tendenza. Dopotutto, prima o poi, la crisi passerà, mentre il problema del clima resta. E così pure gli impegni internazionali da onorare. Meglio allora pensare a come agire, secondo le linee di un piano di intervento e rilancio verde".
E' questa la succosa premessa dell'articolo a firma di Marzio Galeotti, professore ordinario di Economia dell’ambiente e dell’energia presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università degli studi di Milano, pubblicato sul sito wwww.lavoce.info: un'analisi che parte da ciò che si aspettava già nel 2008 ("Sembrava un anno speciale per la lotta i cambiamenti climatici", scrive il professor Galeotti) e arriva a quest'inizio di 2009 con un'affermazione preoccupante: "Il problema più serio che la crisi economica pone per la lotta al clima è l’attenzione che viene distolta dal tema, la tensione che si riduce. Il risultato è che l’emergenza climatica cessa di essere tale di fronte all’emergenza del credito, dei redditi, dell’occupazione e solo una forte volontà politica può impedire questa per certi versi comprensibile tendenza".

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SUL SITO WWW.LAVOCE.INFO

 

Anche la 5a A sillumina di meno.


 
 
Anche quest'anno la classe  quinta A della scuola "Don Milani"  - la stessa che lo scorso ottobre ha aderito a "Un pc per ogni studente" - partecipa all'iniziativa "M'illumino di meno" per la giornata del risparmio energetico del 13 febbraio 2009.
Come scrive l'insegnante della classe, Paola Limone: "Con i loro jumpc, i bambini sono stati invitati a preparare a casa un mini-spot per invitare tutti a risparmiare energia. Hanno scattato foto e montato con Movie Maker dei brevi filmati. In alcuni casi la collaborazione delle famiglie è evidente, in altri il lavoro è stato fatto esclusivamente dai bambini". Venerdì 13 febbraio i video saranno proiettati su grande schermo a scuola per un'analisi dell'efficacia del messaggio.

GUARDA I VIDEO DELLA 5A A DELLA SCUOLA "DON MILANI"

 
 

mercoledì, febbraio 11, 2009

La guerra mondiale africana.


 

Organizzato nell'ambito dell'osservatorio internazione del Centro Studi Sereno Regis, si tiene giovedì 12 febbraio alle ore 20.45 presso la “Sala Gandhi” del Centro Studi Sereno Regis di via Garibaldi 13, l’incontro “Repubblica Democratica del Congo: la guerra mondiale africana continua”.
L’appuntamento sarà l’occasione per analizzare le complesse origini storiche e raccontare i recenti sviluppi del conflitto, attraverso le parole di un testimone straordinario: Ugo Borga, giornalista-fotoreporter freelance, appena rientrato dalla zona del Nord Kivu, dove ha seguito le truppe ribelli del generale Nkunda realizzando un lungo reportage, di cui presenterà contenuti e immagini. Al termine è previsto un dibattito con il pubblico, durante il quale ci sarà la possibilità di approfondire, insieme al relatore, alcuni temi legati al giornalismo di guerra, tra etica e azione.

 

 

martedì, febbraio 10, 2009

Oggi CIVICA si presenta.



 
Dopo un anno di lavoro comune, il Coordinamento regionale delle liste civiche, dei movimenti e delle associazioni ha deciso di dare vita a CIVICA.
CIVICA è un movimento democratico che si propone di mettere in rete tutte le esperienze di cittadinanza attiva presenti sul territorio della Regione Piemonte e di dare voce a tutti quei cittadini che non si riconoscono negli attuali partiti e che hanno voglia di impegnarsi attivamente all’interno delle comunità locali di riferimento.
Secondo CIVICA è necessario recuperare la dimensione più vera del “fare politica”, intesa come laboratorio dove far nascere e sperimentare nuove idee per il generale progresso sociale. Per riuscirci è opportuno ripartire dalle comunità locali valorizzando le competenze e le professionalità di ciascuno per dimostrare che un’altra politica è davvero possibile.

CIVICA viene presentata ufficialmente oggi, martedì 10 febbraio, alle ore 12 presso la saletta interna alla “Galleria Tirrena”, in via dell’Arcivescovado angolo via dell’Arsenale a Torino.
Interverranno: il portavoce regionale, Alessandro Brescia; i portavoce delle province di Torino, Asti, Alessandria e Cuneo, Antonio Vigorita, Roberto Zanna, Vincenzo Costantino e Gian Paolo Beretta; il consigliere regionale, Mariano Turigliatto.
 
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Oggi il debutto di CIVICA.


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Di fronte a una folta e qualificata platea di giornalisti s’è tenuta a mezzogiorno di oggi la presentazione ufficiale di CIVICA, il movimento democratico che si propone di mettere in rete tutte le esperienze di cittadinanza attiva presenti sul territorio piemontese e di dare voce a tutti quei cittadini che non si riconoscono negli attuali partiti e che hanno voglia di impegnarsi attivamente all’interno delle comunità locali di riferimento.
Il portavoce regionale di CIVICA, Alessandro Brescia, ha tracciato le linee guida del movimento: “E’ necessario – ha detto - recuperare la dimensione più vera del ‘fare politica’, intesa come laboratorio dove far nascere e sperimentare nuove idee per il generale progresso sociale”. Per riuscirci (così come hanno sottolineato i portavoce delle province di Torino, Alessandria, Asti e Cuneo, Antonio Vigorita, Vincenzo Costantino, Roberto Zanna e Gianpaolo Beretta), “è opportuno ripartire dalle comunità locali valorizzando le competenze e le professionalità di ciascuno per dimostrare che un’altra politica è davvero possibile”.
Ha concluso l’incontro il consigliere regionale di Insieme per Bresso, Mariano Turigliatto, che ribadendo la necessità dell’”altra politica” ha richiamato anche i doveri dei cittadini elettori e richiamato l’importanza che il lavoro di squadra e il radicamento sul territorio potranno più che mai rivelarsi le armi vincenti di CIVICA.
 

 

 

lunedì, febbraio 09, 2009

Combanera, serve la diga?.



 
A chi serve la diga di Combanera a Viù? Alla domanda proverà a dare una risposta l’assemblea pubblica in programma martedì 10 febbraio, dalle ore 20.30, presso il Centro socioculturale di corso Nazioni Unite 32 a Ciriè.

Una videoproiezione relativa alle caratteristiche e alle problematiche del progetto aiuterà i presenti a cercare di capire “a cosa serve, a chi, quanto ci costerebbe e chi dovrebbe pagare” la diga di Combanera.
Sono tre le domande poste dagli organizzatori: perché raccogliere 50 milioni di metri cubi di acqua sopra le teste della gente quando la  rete di acquedotti esistente in Torino e provincia ne disperde il 30 per cento (70 milioni  di metri cubi) l’anno? perché non si risanano quegli acquedotti con maggior vantaggio per noi e per l’ambiente  anziché distruggere in modo permanente una valle? perché costruire un’enorme diga  in una  zona ad  elevata  sismicità?
E la conclusione è di quelle amare: il costo di quest’opera in termini di denaro pubblico, di invivibilità nella valle (per anni), di  danni ambientali e dissesto geologico (per sempre)  sarebbe altissimo.

Alla serata interverranno: Salvatore Locci, assessore  della Comunità montana Valli di Lanzo; Donato Adduci, vicesindaco di Robassomero e ambientalista; Emilio  Soave, Pronatura; Mariano Turigliatto, consigliere regionale; Armando Petrini, segretario regionale Prc e Maria Campese, responsabile nazionale ambiente Prc.

 

sabato, febbraio 07, 2009

Rottamare non è economico.


 
 
Sostituire un’auto vecchia con una nuova non è necessariamente una scelta ecologica e con i bonus per la rottamazione delle auto elargiti a pioggia, senza una vera strategia, non si fa ripartire l’economia né si imbocca la strada dell’economia sostenibile.
E' quanto riporta il sito di Wwf Italia in un articolo che commenta il pacchetto di aiuti all'auto e ad altri settori industriali varato dal Consiglio dei ministri. Le misure decise dall'esecutivo sono aspramente criticate dal Wwf che sentenzia: il gioco non vale la candela.

LEGGI LA NOTIZIA COMPLETA SUL SITO WWF ITALIA
 

venerdì, febbraio 06, 2009

Le leggi della vergogna.




Riportiamo e facciamo nostre le posizioni di Gino Strada sull’emendamento al pacchetto sicurezza relativo alla denuncia dei clandestini da parte del personale sanitario.

Gino Strada:
«L'emendamento anti immigrati:
una norma stolta prima ancora che perversa»

A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero così gli individui nella condizione di scegliere fra l'accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione
presente in Italia nella clandestinità sanitaria, con grandi rischi per sè e per la collettività.
Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facoltà di denunciare i loro pazienti "irregolari".
Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l'unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico. Questo è il modo in cui Emergency ha lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza distinzioni. Questo è il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo.
Anche di fronte all'inciviltà sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani. Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.

 

 

giovedì, febbraio 05, 2009

"Sua Eccellenza..." si presenta.


Sabato 7 febbraio, alle ore 16.30 presso la biblioteca civica di Villa Amoretti (corso Orbassano 200, Torino), avverrà la presentazione del libro "Sua Eccellenza Altezza Serenissima". Ne è autrice la (finora) sconosciuta Bimba Gegè, una bambina di 9 anni che scrive una fiaba per adulti per reagire alla separazione dei suoi genitori e all'abbandono forzato della sua casa.
La presentazione del libro è affidata a Marco Columbro, volto televisivo e teatrale tra i più noti in Italia. Interverranno in qualità di ospiti la giornalista e scrittrice Giuditta Dembech e il consigliere regionale di "Insieme per Bresso", Mariano Turigliatto.
“Sua Eccellenza Altezza Serenissima…”  - si legge nella nota d'introduzione al libro - è il grido di dolore di tutti i bambini che, disgregatasi la famiglia, di colpo si trovano a essere trattati come merce di scambio, fonte di reddito o mezzo di ricatto, e che nessuno ascolta, in questa nostra società buonista che permette di lucrare sul dolore dei propri bambini".
 
 

LAmazzonia va arrosto.



 
Un rapporto scandalo: "Amazzonia arrosto". Un videoblog. Un reportage fotografico. Per denunciare la diretta relazione tra l'espansione dell'allevamento bovino e il dilagare della distruzione della foresta amazzonica. Il polmone del mondo nello stato del Mato Grosso è la regione con il più alto tasso di deforestazione. Il 79,5% delle aree recentemente deforestate in Amazzonia è stato destinato al pascolo. Tra il 2000 e il 2007 circa 154,312 km2 di foresta amazzonica sono andati perduti: un’area pari alla superficie della Grecia. La causa principale di questa distruzione è l’allevamento bovino che dai primi anni Settanta si sta espandendo in maniera esponenziale.
Ne dà notizia il sito di Greenpeace Italia in un reportage che mette i brividi.

LEGGI LA NOTIZIA SUL SITO DI GREENPEACE ITALIA
 
 

mercoledì, febbraio 04, 2009

Mariano Turigliatto oggi a Telecity.


Anteprima


Oggi Mariano Turigliatto sarà ospite della trasmissione "Aria Pulita" in onda in diretta su Telecity 7 Gold alle ore 13.
Si parlerà dello sbarramento elettorale per le prossime europee che è stato approvato proprio ieri alla Camera dei deputati con una maggioranza schiacciante. Il provvedimento approderà tra qualche giorno al Senato, ma l'epilogo sembra ormai scontato grazie (o a causa )dell'accordo tra il Pdl e il Pd.
Ma se il così definito presunto "inciucio" tra il premier Berlusconi e il leader del Partito democratico Valter Veltroni non crea particolari problemi a livello nazionale, il vero scontro sembra preannunciarsi a livello delle autonomie locali dove i "partitini" alzano la loro protesta minacciando le stesse maggioranze governative.
Conduce la trasmissione la giornalista Giulia Gioda.

 

Prezzi e salari in tempi di crisi.



I salari nel 2008 sono aumentati di un punto e mezzo più dei prezzi. Un effetto temporaneo, ma non solo. Un problema che potrebbe diventare più drammatico nei prossimi mesi, con il rischio di un peggioramento delle relazioni industriali. Se il governo ha risorse fiscali aggiuntive, è qui che bisognerebbe metterle: per difendere il potere d'acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie, senza pregiudicare la competitività delle imprese.

Lo scrive Francesco Daveri, professore ordinario di Politica Economica presso l’Università di Parma, sul sito www.lavoce.info in un'analisi molto interessante che contrasta quanto s'è letto a riguardo nel corso degli ultimi giorni.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU WWW.LAVOCE.INFO
 

martedì, febbraio 03, 2009

India, arriva il computer da 8 euro.


 
 
Un mini-computer da 8 euro, "il più economico del mondo". E' quello che il governo dell'India metterà in commercio tra qualche mese per avvicinare all'informatica i villaggi poveri del paese. Sviluppato nelle università di Bangalore e Chennai, è la risposta del subcontinente al laptop a manovella di Nicholas Negroponte, ritenuto troppo oneroso per gli standard ecomici indiani. Non mancano però gli scettici: c'è chi sospetta l'impossibilità di produrre computer tanto economici e chi diffida della bontà tecnologica del prodotto.
La notizia trova spazio sul sito del "Corriere della Sera" con un articolo a firma di Francesco Tortora.

LEGGI L'ARTICOLO SUL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA
 
 

lunedì, febbraio 02, 2009

Turigliatto in tv sulla terza età.


 
Mariano Turigliatto interverrà lunedì 2 febbraio, alle ore 20.45, alla trasmissione “Linea d’ombra” in onda su Telesubalpina.
Argomento della puntata del programma condotto dalla giornalista Anna Gagliardi saranno le politiche a sostegno della terza età tra vecchi e nuovi problemi, la riforma del sistema pensionistico, l’età pensionabile delle donne nel pubblico, il welfare per gli anziani.

Assieme a Turigliatto ci saranno
la senatrice Maria Leddi (Pd), la vicepresidente del Consiglio regionale Mariangela Cotto (Forza Italia - PdL), il segretario regionale dello Spi - Cgil Sergio Perino e il sociologo Guido Lazzarini.
 

 

Il mio sostegno a Renato Soru.



 
di Mariano Turigliatto

“Una Sardegna a testa alta, libera da compromessi, una Sardegna dei diritti e delle responsabilità. Forte, consapevole della propria potenzialità e del proprio ruolo nell'Italia e nell'Europa di oggi.
Dal 2004 al 2008 il governo della Regione ha avviato il processo di cambiamento, ha posto basi solide e decisive per superare concretamente il ritardo di sviluppo.
La tutela dell'ambiente, il riconoscimento dell'identità, le politiche sociali, il diritto alla salute, alla conoscenza, alla mobilità sono i valori portanti del programma, i passi fatti sulla via del cambiamento, in un percorso che deve proseguire”.

Sono meno di cento parole e sono le parole che sul sito di Renato Soru introducono le basi del programma elettorale del candidato alla presidenza della Regione Sardegna. Sono parole di speranza e sono parole semplici. Sono però una risposta efficace e diretta che si rivolge alla gente stufa delle paludi maleodoranti della politica.
Renato Soru domattina sarà a Torino e, alle ore 11.30 al cinema “Massimo” di via Verdi 18, incontrerà i sardi che vivono nella nostra regione. Per il suo percorso politico e per la sua capacità di non appiattirsi su posizioni di comodo (all’interno del Pd ma anche nel quadro generale del centrosinistra), Soru è un personaggio che merita stima e attenzione. La sua battaglia elettorale con il candidato presidente del PdL, Ugo Cappellacci, commercialista e coordinatore regionale di Forza Italia, rappresenta per l’intera sinistra italiana l’ennesimo Rubicone: una vittoria di Soru alle regionali del 15 e 16 febbraio assumerebbe un valore particolare anche per via della caratura dell’uomo e obbligherebbe il Pd e l’intero centrosinistra a compiere ragionamenti di un certo tipo. Utili, si spera, a uscire dalla dolorosa impasse attuale.

“Ho manifestato la mia vicinanza e stima al suo percorso politico ed elettorale e ho messo a sua disposizione la mia persona, qualora  lo ritenesse opportuno, per offrire il mio contributo alla campagna elettorale in corso. Sono tante le cose che ci accomunano, il suo amore per la Sardegna è lo stesso amore che io ho per la Sicilia”. Sono le parole che Rita Borsellino ha speso per Soru e che io sottoscrivo appieno. Aggiungo che solo quando quell’amore diventerà di tutti i politici e di tutti i cittadini (sardi, siciliani, piemontesi e così via) quelle iniziali cento parole di speranza avranno gambe per andare lontano.