febbraio 2008

giovedì, febbraio 28, 2008

ENERGIA: GLI ALTRI SI MUOVONO.


di Dotturbo

C’è un gap temporale da colmare, ormai l’hanno capito in molti, per quanto riguarda la questione energetica. Ed è un lasso che si sta facendo sempre più preoccupantemente ampio. Se, fino a qualche anno fa, lo si stimava nella misura di anni (decenni) intercorrenti fra la fine delle scorte di petrolio e metano del pianeta e l’entrata a regime della fusione nucleare, oggi la vicenda si fa più complessa. L’aumento incontenibile dei prezzi dei combustibili fossili ha introdotto una nuova variante. Conseguentemente, il buco temporale (per quanto riguarda la disponibilità di energia) andrà calcolato fra il momento in cui i prezzi di petrolio e metano non saranno più accettabili per la loro elevatezza e quando si riuscirà a produrre energia nucleare da fusione totalmente pulita e a basso costo in quantità sufficiente.

Questo spazio cronologico potrà essere energeticamente colmato solo con fonti rinnovabili (energia solare, da biomasse, eolica), con il nucleare di terza e, con massima rilevanza, di quarta generazione (strategico, per esempio, per i francesi) e…dal carbone! Non, però, dal carbone utilizzato per le inquinantissime centrali termiche (non solo i cinesi, ma anche gli stessi inglesi si sono organizzati ad implementarle, con buona pace dei proclami provenienti d’oltremanica a favore dell’energia eolica, idroelettrica e da biomasse), ma da quello prima liquefatto e poi gassificato. Questa tecnologia, che sarà messa a punto a cavallo del 2020, consentirà l’abbattimento dell’inquinamento derivante dalla combustione del carbonio e, cosa di ulteriore rilievo, consentirà "liberazione" di energia in quantità rilevantissima: le scorte planetarie di carbone consistono, infatti, di 700 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente (contro i 150 miliardi di petrolio, gli altrettanti di gas e i 60 miliardi di uranio).

 

mercoledì, febbraio 27, 2008

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.


di Patrizio Brusasco

L'ultima seduta del Consiglio regionale del Piemonte si è connotata per le continue interruzioni per permettere di trovare nelle riunioni dei capigruppo un percorso condiviso.

Ieri la grande querelle è iniziata per voce dell'opposizione che ha chiesto di occuparsi subito della Commissione di Garanzia. E dopo numerose trattative si è pervenuti alla nomina dei sette componenti.

Tre per la maggioranza, vale a dire il docente Luther Jorg e gli avvocati Renzo Capelletto e Gian Mario Giolito; quattro per l'opposizione: l'ex magistrato Corrado Canfora del Tribunale di Novara, il docente Francesco Dassano e i due ex consiglieri regionali Aldo Olivieri e Carla Spagnuolo.

Il presidente della Commissione di Garanzia sarà eletto dai sette componenti nel corso della prima seduta, e resteranno in carica per sei anni, senza possibilità di essere rieletti.

Ma cos'è di fatto la Commissione di Garanzia? Essa è un istituto previsto peraltro dallo Statuto regionale (ma finora non attivato) deputato a esprimere pareri nei casi di conflitto fra i diversi organi costituzionali.

Esprime altresì i propri pareri su richiesta del presidente della Giunta e del Consiglio regionali o di un terzo dei consiglieri, oppure dal consiglio delle autonomie locali. Si esprime sull'interpretazione dello statuto nei conflitti di attribuzione fra organi della Regione e sul carattere invasivo e lesivo delle attribuzioni regionali da parte di leggi o atti aventi forza di legge nazionali, nonché sulla coerenza statutaria di progetti di legge o regolamenti.

 

martedì, febbraio 26, 2008

Punto di vista.


E' uscito il numero 8!

Notizie da Alessandria, Asti, Avigliana, Borgaro, Caselle, Collegno, Grugliasco, Mappano, Rivalta, Rivoli, Santena e Venaria

Piemonte: nasce il coordinamento regionale delle liste civiche

La situazione rifiuti nella nostra regione

Il commento di Mariano: di nuovo elezioni

SCARICA UNA COPIA DEL GIORNALE

 

lunedì, febbraio 25, 2008

Boia faus!.



   
La mafia in Piemonte? Ma no che non c'è, la mafia è una cosa del Sud, lo sanno tutti...

Gli amici di Antenneattive, tra le altre iniziative interessanti, ci propongono un'intervista a Francesco Forgione, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha delle sorprese per noi. Andiamo a sentire...

 

sabato, febbraio 23, 2008

Burkina: si parte.


                                                                                                                                               di Dida Neirotti
A circa un anno e mezzo dalla manifestazione Terra Madre 2006 il progetto "Karina" per il Burkina Faso è ai nastri di partenza.
Dopo aver ospitato Bernardette Monnè, Presidentessa dell'Associazione ASVT Dollebou, e aver realizzato in quali condizioni di fatica e di disagio avveniva la produzione del burro di karitè nei villaggi burkinabè, abbiamo deciso con l'Associazione Sole onlus di Collegno di mettere in piedi un progetto per la costruzione di un capannone con relativi semplici macchinari affinchè la produzione di questo gruppo di donne (circa 200) si trasformi in una piccola impresa con possibilità di commercializzazione anche attraverso il circuito equo-solidale. Per realizzare il progetto abbiamo fatto richiesta di cofinanziamento presso la Regione Piemonte. Proprio di questi giorni è la notizia che è stato deliberato lo stanziamento dei fondi, all'incirca 30 mila euro. Evviva!
Nel frattempo due membri dell'Associazione Sole sabato 16 Febbraio partono per il Burkina: cercheremo di capire meglio la realtà del paese, i bisogni effettivi per l'avanzamento del progetto e le modalità di azione.
Un aspetto molto importante è dato dal fatto che le proposte operative, di acquisto e di organizzazione sono arrivate dall'Associazione locale e quindi noi fungiamo solo da tramite per permettere la loro realizzazione.
Per saperne di più vi invitiamo a visitare il sito dell'Associazione Sole onlus.
 

venerdì, febbraio 22, 2008

Un garante per i bimbi con le ali.


Sulla Stampa di ieri è comparso un articolo che sottolinea un'iniziativa importante, che vogliamo segnalarvi. Luisa Turati, di cui leggerete sull'articolo, è buona amica del gruppo e persona di grande tenacia. Crediamo importante segnalarvi l'iniziativa che ci ha presentato, l'istituzione delle figura del garante per l'handicap presso il Comune di Torino. Se intendete aderire alla raccolta firme (forza!) rivolgetevi a:
Associazione Claudia Bottigelli
Sede legale via Togliatti 25 10135 Torino
Sede operativa via Morandi 10/A 10135 Torino
www.claudiabottigelli.it
combot@alice.it
Tel. 338 36 86 730

 

 

giovedì, febbraio 21, 2008

DAI CAMPI ALLA TAVOLA.


 di Stefano Zanotto

 

In questo blog abbiamo già parlato tempo fa dei distributori automatici di latte crudo presso gli allevamenti attrezzati alla vendita. Ora allarghiamo lo sguardo anche ad altri prodotti alimentari e vi segnaliamo il motore di ricerca “In viaggio per fattorie & cantine”  sul sito della Fondazione campagna amica, nata per iniziativa di Coldiretti. Qui si possono trovare i recapiti delle aziende agricole che vendono direttamente i loro prodotti, selezionando regione, provincia o comune di interesse oltre che la categoria di prodotto desiderata.

Può essere la vendita diretta un’arma di difesa per il consumatore nei confronti del carovita? Il risparmio c’è, anche se non è detto che i prezzi pagati al contadino-venditore siano più competitivi di quelli della grande distribuzione. Perché allora scegliere di acquistare direttamente dagli agricoltori? I vantaggi sono molti: la garanzia sulla provenienza del cibo che va in tavola; la certezza di mangiare un prodotto fresco e di stagione, e quindi di elevate qualità nutrizionali; la valorizzazione della cultura enogastronomica del territorio; il basso livello di emissioni di gas serra legate ai trasporti delle derrate alimentari; infine, la riduzione del prezzo rispetto alla vendita al dettaglio e nello stesso tempo il riconoscimento di un giusto guadagno al produttore, risultati possibile grazie all’eliminazione dei vari intermediari. Il rapporto qualità-prezzo è quindi senz’altro vantaggioso.

Sono sempre di più le cascine, le cantine, i frantoi e le malghe che si rivolgono direttamente ai consumatori: sempre secondo Coldiretti, che ha di recente reso noto il secondo rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole, dal 2001 sono aumentate del 48%. I coltivatori stanno sperimentando diverse modalità di distribuzione e vendita: dalla preparazione di cassettoni-famiglia e panieri di prodotti in vendita a prezzi fissi, alle consegne a domicilio, in forte crescita. Ancora pochi, invece, i negozi aperti dagli imprenditori agricoli in città. Nuovo impulso alla promozione della filiera corta nel settore agroalimentare potrebbe venire anche da un recente decreto del ministero delle Politiche agricole, in attuazione di un provvedimento incluso nella finanziaria 2007 che prevedeva la nascita dei cosiddetti farmers’ market, i mercati riservati alla vendita diretta da parte delle aziende agricole. Non si tratta in realtà di una novità assoluta, ma di una regolamentazione di un’esperienza già avviata in alcune zone del Paese.

 

mercoledì, febbraio 20, 2008

E così semplice!.


La provincia di Bolzano è all'avanguardia in materia di norme per la riduzione dell'inquinamento dell'aria. Già da due anni chi ha un'auto vecchia può montare un filtro anti particolato ottenendo l'esenzione dal pagamento del bollo per due anni. Le emissioni dannose si riducono del 50 per cento. Chi ha un'auto che possiede già questo dispositivo elimina ben l'80 per cento degli scarichi e la provincia ringrazia concedendo l'esenzione del bollo per un anno. Chi ha un'auto alimentata a motore ibrido, tre anni.

Brillante esempio di come si possa salvaguardare l'ambiente con soluzioni alla portata di mano e senza controindicazioni. Incredibile quanto basterebbe poco...

 

martedì, febbraio 19, 2008

Il CAI e il Consiglio regionale.


di Patrizio Brusasco

Mercoledì 13 febbraio, su iniziativa del Club Alpino Italiano Regione Piemonte, si è svolto, presso la Sala degli Stemmi del Museo Nazionale della Montagna di Torino, il primo appuntamento istituzionale del Gruppo Amici della Montagna del Consiglio regionale del Piemonte, costituitosi il 4 ottobre 2007 sul modello di quello parlamentare, che raggruppa 25 Consiglieri regionali di entrambi gli schieramenti politici, il Presidente del Consiglio regionale, Davide Gariglio, la Presidente della Giunta regionale, Mercedes Bresso e 5 Assessori regionali.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati progetti, attività ed iniziative del CAI Piemonte che raggruppa più di 50.000 soci, ripartiti in 81 sezioni e che si occupa dell’organizzazione di eventi, convegni, corsi, escursioni sull’intero territorio della nostra regione.

"Presteremo grande attenzione - ha affermato il Presidente del Gruppo Amici della Montagna, Marco Travaglini - alla stesura ed alla realizzazione della convenzione tra il CAI e la Regione Piemonte, finalizzata alla valorizzazione ed al sostegno delle attività del Club Alpino del Piemonte. Il CAI ha proposto alcune iniziative sulla sentieristica, sui rifugi e sulla fruibilità della montagna che noi cercheremo di tradurre in buone leggi. Proprio per questo siamo dell’idea che le riunioni del Gruppo Amici della Montagna vedano la partecipazione, come invitati permanenti, oltre al Presidente regionale dell’UNCEM, anche dei Presidenti regionali del CAI e del Soccorso Alpino e del Direttore del Museo Nazionale della Montagna".

L’appuntamento, importante per presentare le attrattive, le prospettive, le problematiche dei territori montani, ha fornito anche l’opportunità per avviare una riflessione costruttiva sul ruolo delle Comunità montane. La Legge Finanziaria nazionale ha, infatti, demandato alle Regioni il compito di riorganizzare le Comunità montane entro un periodo di sei mesi, compito nel quale si stanno impegnando i Consiglieri del Gruppo Amici della Montagna, occupandosi di una realtà che rappresenta un bacino immenso di risorse naturali, in parte, ancora inesplorato".Noi consiglieri regionali del Gruppo Amici della Montagna - afferma il consigliere Mariano Turigliatto - auspichiamo che le Comunità Montane, che stanno subendo peraltro una grande trasformazione a seguito della Legge Finanziaria 2008, diventino delle vere e proprie agenzie di sviluppo e di programmazione per il rilancio del loro territorio. Le Comunità Montane - continua Turigliatto - rappresentano un patrimonio paesaggistico e naturalistico fondamentale che va tutelato e valorizzato in ogni modo, anche per promuovere l'aspetto turistico a cui sono ovviamente vocate le variegate realtà montane piemontesi. I paventati, se pur necessari, tagli apportati dalla finanziaria - conclude il presidente di Sinistra per l'Unione -, che hanno ridotto il numero dei consiglieri delle Comunità Montane, si inscrive nella logica di rendere più economici e più snelli, ma senza perdere in efficienza ed efficacia, gli organismi istituzionali preposti alla guida delle Comunità Montane, e la presenza di ben 25 consiglieri regionali nel Gruppo Amici della Montagna è la valida testimonianza di quanto le istituzioni siano vicine alle realtà montane del Piemonte, nonché della loro ferma volontà di legiferare per la tutela e lo sviluppo del patrimonio montano piemontese".

 

lunedì, febbraio 18, 2008

Renditi utile, va in vacanza (in Senegal)!.


di Massimiliano Abbruzzese

Il progetto di T.R.A. (Turismo responsabile autogestito) si propone di contribuire a migliorare le condizioni di vita della popolazione residente nella regione di Louga (Senegal), ed in particolare nel villaggio di Yeral Fall. Nello specifico il progetto mira ad innescare una crescita socio-culturale ed economica, con l’apporto di una nuova esperienza sostenibile nel settore del turismo responsabile autogestito.

Il progetto prevede la predisposizione e l’organizzazione di viaggi di gruppi di turisti (massimo 12 persone) per conoscere e condividere la cultura senegalese e del villaggio di Yeral Fall in particolare. Tale soggiorno, della durata complessiva di dieci giorni, include l’alloggiamento dei turisti presso le abitazioni del villaggio e la completa condivisione delle tradizioni locali nel rispetto della cultura senegalese. Il progetto prevede la formazione di molti abitanti del villaggio, accuratamente selezionati, che a diversi livelli, permetteranno la realizzazione dello stesso. A ciò si riferisce il termine “Autogestito”: scopo finale del progetto sarà quello di permettere agli abitanti del villaggio (anche coloro residenti a Torino) di organizzare e gestire i viaggi. Per ogni viaggio che verrà effettuato, al netto delle spese, avanzerà una somma che permetterà alla comunità del villaggio di far fronte alle carenze sanitarie dei membri delle famiglie in difficoltà, di provvedere all’istruzione di tutti i bambini, e ad altre esigenze comuni.

 

domenica, febbraio 17, 2008

LA NOTA SUL CONSIGLIO.


di Patrizio Brusasco

La seduta consiliare della settimana appena terminata ha avuto un ordine del giorno caratterizzato principalmente dalle recenti vibranti polemiche innescate dalla scelta degli organizzatori della Fiera del Libro di Torino di avere come ospite d'onore lo Stato di Israele, che compie sessant'anni di vita.

Se la scelta ci pare legittima e giustificata, per di più considerando l'aspetto meramente culturale della manifestazione, ma pur non potendo chiudere gli occhi di fronte all'evidente impatto politico di ogni scelta per così dire prettamente culturale, e ancor più in questo delicatissimo specifico caso, è altrettanto vero che non si poteva non considerare la forte probabilità di acri polemiche riconducibili a tale scelta: e forse, volendo essere diabolici, una qualche pur forma di lancio pubblicitario della manifestazione, a forte impatto polemico, una sorta di marketing della letteratura, non deve essere andato misconosciuto alla macchina organizzativa: della serie, la cultura è nobile per antonomasia, ma pecunia non olet (citazione dotta quanto mai opportuna!)

Come dimenticare poi le "tavole di proscrizione" di questi giorni, che hanno riguardato i docenti ebrei in cattedra presso alcuni atenei italiani, compreso ovviamente quello subalpino, nonché le dichiarazioni infelici di alcuni esponenti della politica locale che hanno mostrato il fianco a tutta una serie di ovvie critiche e polemiche, al punto, in uno specifico caso, da invogliare il New York Times a telefonare a un rappresentante del Consiglio regionale di maggioranza!

Ieri all'ora del tè, si è consumato un provvidenziale incontro tra gli organizzatori della Fiera torinese, le associazioni arabe e alcuni politici locali, tra cui gli assessori alla Cultura della Regione Piemonte e del Comune di Torino, Gianni Oliva e Fiorenzo Alfieri, e alla presenza di alcuni centri sociali che hanno creato, per fortuna, solo qualche infondata preocupazione alle forze di polizia.

Si è cercato, nel corso dell'incontro di spiegarsi, rimarcando il mero fatto culturale della grande kermesse subalpina; e se è vero che si è ritenuto il boicottaggio un non senso, è altrettanto vero che qualche intellettuale arabo si è detto pronto a organizzare un qualche evento parallelo che tenga conto anche della realtà palestinese.

Anche in Consiglio regionale, nei vari ordini del giorno presentati da maggioranza e opposizione, è prevalsa ovviamente la logica del dialogo interculturale contro il temuto muro contro muro, ritenendo l'inasprimento dei toni sull'argomento una gonfiatura e una forzatura ingiustificata, anche e ovviamente massmediatica.

Qualcuno ha puntato poi il dito contro la cosiddetta sinistra estrema, ma il clima in aula consiliare era decisamente di proficuo e costruttivo dialogo, nonché di comprensione di un evento che rimane, nella sua specifica sostanza, prettamente culturale.

Mariano Turigliatto ha parlato, nel corso del suo intervento, di puro "boicottaggio all'intelligenza" più che di reale vicenda, stigmatizzando come spesso nel nostro paese tutto tenda a politicizzarsi, con l'ovvio rischio di perdere pregiudizialmente di vista la vera natura del dibattito e dell'oggetto in questione.

 

sabato, febbraio 16, 2008

mercoledì, febbraio 13, 2008

Studiare la violenza per combatterla.



di Eva Milano

Un progetto di ricerca per analizzare il fenomeno della violenza contro le donne nella nostra regione e riflettere su come gli organi d’informazione lo affrontano e lo rappresentano. E’ questa l’iniziativa promossa dalla Consulta regionale delle Elette, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, per portare alla luce un problema grave, che di solito resta nascosto e diventa di ‘attualità’ solo nei casi più gravi. Graziella Valloggia del Gruppo consiliare Sinistra per l'Unione, vice-presidente della Consulta, presente alla conferenza stampa che si è tenuta lo scorso 6 febbraio, segnala l'importanza di questa iniziativa al fine della tutela delle donne di fronte a situazioni famigliari difficili, spesso sommerse ma purtroppo gravi e reali. Si tratta del finanziamento di nove borse di studio per la ricerca e sul tema della violenza sulle donne. Per maggiori info, visita il sito dell' Ordine dei giornalisti.

 

martedì, febbraio 12, 2008

TURCHIA IN EUROPA: SI O NO?.


di Patrizio Brusasco

"La Turchia ha bisogno di fare i conti, nel bene e nel male, con il suo passato e con se stessa. L'Europa ci deve aiutare" (Pamuk)

Con questo incipit di un autorevole scrittore e intellettuale turco, Oran Pamuk, insignito del Premio Nobel per la letteratura, si evince la difficile situazione di un paese, qual è la Turchia, mosso da forze contrastanti e contraddittorie che tendono a relegarlo in un glorioso passato e, nel contempo, a proiettarlo in un immediato futuro di sempre crescente modernizzazione, oltre che, verosimilmente, europeo.

Ma è proprio su quest'ultimo punto che si scatenano le maggiori perplessità, tanto dei tradizionalisti e nazionalisti turchi quanto dei prudenti governi di eurolandia che vedono con spesso giustificata ansia e apprensione la possibilità che la Turchia entri a far parte della già fin troppo minata Unione Europea.

Giovedì 7 febbraio se n'è discusso in una Tavola Rotonda organizzata dall'Istituto Euromediterraneo del Nord-Ovest, Paralleli, intorno alla quale si sono alternati valenti e autorevoli relatori che, nel corso delle loro prolusioni, hanno toccato i punti nevralgici della complessa operazione politica che porterebbe l'ex territorio ottomano in Europa. Titolo del convegno: Turchia nella UE? Perché no? Un titolo dunque decisamente possibilista o comunque non certamente pregiudiziale nei confronti di alcuna verosimile possibilità, e che ha perfettamente dato corpo allo spirito che muove l'Istituto Paralleli, vale a dire quello di tessere legami, consolidare reti culturali, politiche, economiche e sociali tra i vari popoli, nazioni, paesi del Mediterraneo. 

 

venerdì, febbraio 08, 2008

(Non?)lasciatevi prendere dal panico.


di Paolo Turati

Un’osservazione sociologica ricorrente, avvertibile di solito durante le varie crisi che si sono manifestate nel corso della Storia della Finanza, ha per oggetto l’esternazione a profusione di pareri ed esortazioni tranquillizzanti da parte di esperti, autorità ed istituzioni. Operazione mediatica, questa, che pone, in primis e con una qualche apparente plausibilità, la propria logica nel far mantenere gli scambi sul mercato a livelli non troppo squilibrati, e cioè tali da non far esorbitare eccessivamente l’offerta rispetto alla domanda di azioni per non far scendere eccessivamente i prezzi. Ma qual è il costo di questo "non fatevi (seconda persona plurale…) prendere dal panico"?

Oppure di "i fondamentali dell’economia restano buoni": che è l’altra frase di circostanza di cui i "maggiorenti" abusano normalmente in tali situazioni?"Molto spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante" è la risposta che molti, non solo Mogol e Battisti, dovrebbero a volte (meglio:sempre, durante le crisi di rilevante gravità) dare a questi inviti "avveduti".

Avete mai sentito qualcuno che, dalla propria posizione istituzionale o di chiara fama nell’ambito del sistema finanziario, consigliasse di disfarsi dei titoli azionari presenti nei propri portafogli? Quasi mai. "Comprare", "guardare al lungo periodo" (cioè quando si è, alla fin fine, tutti morti) ma "vendere" mai.

Al di là della vena polemica chiaramente avvertibile in queste righe, ci si dovrebbe porre qualche domanda sulle motivazioni che portano a questi atteggiamenti. In particolare, considerando il fatto che la storia della finanza insegna che non è quasi mai troppo tardi per mettersi in salvo qualora, ovviamente, si prendano dei provvedimenti, magari dolorosi dal punto di vista sia pecuniario che emotivo, almeno un po’ tempestivi. Premesso che quanto stiamo dicendo non pretende di avere crismi di scientificità, ci permettiamo alcune osservazioni di buon senso tratte dall’esperienza spicciola degli ultimi ottant’anni di Borsa.

Osserviamo l’indice Mibtel dell’ultimo anno (ma lo stesso si potrebbe dire degli andamenti negativi della Borsa procedendo a ritroso dal 2001, "ex" 11 settembre). I primi scricchiolii, evidentissimi, dei problemi dell’economia mondiale si avvertivano già dieci mesi fa. Il Mibtel perdette circa il 10% in brevissimo tempo, poi recuperò buona parte del terreno, quindi ridiscese fino a perdere rispetto ai massimi di periodo circa il 15% nel corso dei due mesi successivi. Già allora erano evidenti gli squilibri economici globali e la crisi dei mutui, ma non ci si volle rendere conto della situazione. Le istituzioni monetarie e finanziarie intervennero cospicuamente e, in modo evidentemente artificioso (immettendo liquidità per centinaia di miliardi di euro), le Borse parvero recuperare. Palliativo inutile, ovviamente: con una classica discesa "a gradoni", oggi l’indice Mibtel accusa una perdita che si avvicina a una perdita di un quarto del proprio valore, rispetto ai massimi del 2007.

Non si vuole fare le sirene di sventura ed è plausibile che il caso non sia questo (oggi vigilano forti e strutturate autorità monetarie a livello internazionale allora inesistenti, benché, ed è cosa di cui tener conto, il "monte" dei rischi complessivi, -vedansi i prodotti "derivati"- sia enormemente superiore), ma si osservi la crisi del 1929 attraverso il grafico dell’indice Dow Jones.

La discesa "a gradoni" avrebbe permesso di disinvestire con perdite trascurabili (con gran parte degli investitori che, peraltro, erano ancora in utile, rispetto ai prezzi d"entrata") rispetto ai massimi del 1929 fino alla metà del 1930: poi, la discesa sarebbe proseguita inesorabile fino al 1932 (il periodo della Grande Depressione), con una perdita del 90% rispetto ai massimi del 1929. Ci si sarebbe potuti salvare, solo che l’ umanissima "auri sacra fames" e che i "consiglieri" (i giornali dell’epoca riportano i medesimi appelli da parte di specialisti ed autorità varie alla "calma e sangue freddo" di cui abbiamo parlato sopra) non fossero stati ascoltati.

Con tutto questo, non si vuole far rilevare la possibilità della replica di quella situazione drammatica. Le vicende e le circostanze, pur con matrici a volte comuni, in finanza sono molto "fluide". Pensiamo, non di meno, che la gran parte dei consigli rassicuranti siano in ottima buona fede. Tuttavia, dal momento che in finanza il valore aggiunto è sempre pari a zero (uno guadagna quello che un altro perde), non sarebbe male acquisire un po’ di senso critico anche in questo campo, specie tenendo conto della provenienza dei suggerimenti ( è ovvio che un dubbio legittimo s’insinua, in merito alla sussistenza dell’eventualità che qualcuno sia indotto a non vendere per

dar modo di farlo a qualcun altro ).

Insomma, che non diventi una regola, ma teniamo in considerazione, nel nostro "menù" comportamentale, anche la possibilità, in rarissimi casi, di "farsi prendere dal panico" negli investimenti, così come lo faremmo su un ponte che, sotto di noi, avvertissimo ondeggiare e che, ovviamente, abbandoneremmo, potendolo fare per tempo, in fratta e furia.

 

giovedì, febbraio 07, 2008

Ecco una soluzione per i rifiuti della Campania!.


di Dida Neirotti

Le due macchie giallognole che vedete nell'immagine non sono isole, ma mucchi di spazzatura in mezzo all'Oceano Pacifico. Il fenomeno è chiamato Pacific Trash Vortex, ha un diametro di circa 2500 chilometri, è profondo 30 metri ed è composto per l'80% da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. "E' come se fosse un'immensa isola nel mezzo dell'Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce. Nelle ultime settimane la densità di tale materiale ha raggiunto un tale valore che il peso complessiva di questa "isola" di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate", spiega Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco, che è da poco tornato da un sopralluogo.

La notizia è comparsa sui quotidiani del 6 febbraio (vedi Repubblica), ed è, a dir poco, sconvolgente:  già le dimensioni sono difficili da immaginare ma quello che indigna è il fatto che nessuno ne abbia mai parlato prima. Nel mondo controllato e globalizzato, in cui sono registrati quasi quasi anche i nostri pensieri, non è possibile che una massa tale di rifiuti che, riportano i giornali, ha cominciato a formarsi negli anni '50 per un gioco di venti e correnti oceaniche, non sia stata avvistata prima e che non ce ne abbiano dato notizia. Di quante altre catastrofi non sappiamo assolutamente nulla?

Una delle giustificazioni di questo colpevole silenzio è che, essendo la zona ormai ridotta ad un deserto marino, privo di vita, non è solcata da navi o pescherecci: è possibile ma gli aerei e i satelliti?  Con Google Earth riusciamo a vedere la nostra automobile sotto casa e vogliono farci credere di non aver visto "qualcosa" grande due volte gli Stati Uniti!

Un quinto circa della spazzatura - dove si ritrovano palloni da football e kayak, mattoncini del Lego e buste di plastica - e' gettato dalle navi; il resto viene dalla terraferma. Charles Moore, oceanografo americano, erede di una famiglia di petrolieri che e' anche ex marinaio, si era imbattuto per caso in questa preoccupante "neoformazione" nel 1997, mentre navigava a margine del percorso di una regata. "Per una settimana mi sono ritrovato in mezzo a un mare di immondizia - ha detto - come avevamo potuto insozzare un'area cosi' gigantesca?"  La scoperta cambio' il corso della sua vita, spingendolo a vendere le sue partecipazioni nell'impero di famiglia e a diventare un ambientalista militante.

Nel mondo vengono prodotti circa 100 miliardi di chilogrammi all'anno di plastica, dei quali, grosso modo, il 10% finisce in mare. Il 70% di questa plastica poi, finirà sul fondo degli oceani danneggiando la vita dei fondali. Il resto continua a galleggiare.  

mercoledì, febbraio 06, 2008

LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.


di Patrizio Brusasco

Dopo la prima fumata nera della scorsa settimana, allorquando il centrodestra chiese la convocazione di un Consiglio speciale in tema di aborto, anche nella seduta di ieri si è assistito a un nulla di fatto.

L'argomento certamente caldissimo, che divide in modo quasi manicheo i vari partiti, che si dichiarano taluni a favore imprescindibile della 194 (la legge sull'aborto del lontano 1978), talaltri, al contrario, desiderosi di porre mano al testo di legge per un'ulteriore difesa del nascituro, ha sortito l'ennesimo blocco dei lavori consiliari. 

Ben sette ordini del giorno presentati non sono stati approvati dai due schieramenti. Nell'ordine sono stati respinti quelli della sinistra radicale, del centrodestra e dello Sdi, mentre è mancato due volte il numero legale quando è stato messo al voto l'ordine del giorno del Partito Democratico: rei, la sinistra radicale, con la motivazione che la legge sull'aborto (Legge n. 194) non si tocca per alcun motivo, e il centrodestra per ripicca dopo la bocciatura dell'ordine del giorno, targato Leo, di Forza Italia.

A quel punto, per voce del suo capogruppo Rocchino Muliere, il Pd ha preferito ritirare il suo ordine del giorno per rispetto delle istituzioni, ma criticando chi usa il numero legale come mero strumento politico. L'opposizione non ha perso poi tempo per mettere in evidenza la contrapposizione tra il Partito democratico e la sinistra radicale: certamente un dato di fatto, se non, altrettanto certamente, una significativa novità.

 

martedì, febbraio 05, 2008

Un sacco di buone idee.


Il primo incontro regionale delle liste civiche, sabato scorso a Torino. Guarda il video.

Gli interventi:

 Mauro Marinari - Rivalta sostenibile

Mariano Turigliatto - Regione Piemonte

Rita Borsellino - Regione Sicilia

Denise Ciminata - Insieme per Borgomanero

Pancho Pardi - Liberacittadinanza

Modera Alessandro Brescia - Uniti per cambiare (Venaria)

 

lunedì, febbraio 04, 2008

Voglia di alternative.


Repubblica riporta gli esiti del convegno per il coordinamento delle liste civiche che si è svolto sabato scorso. Per scaricare il documento (o leggerlo con caratteri un po' più grandi), clicca qui.

 

 

domenica, febbraio 03, 2008

La rete dei Comuni virtuosi.


di Eva Milano

La rete dei Comuni virtuosi, Colorno in testa, è un gruppo di amministrazioni locali guidate dall'idea che sia importante gestire il proprio paese secondo i principi della sostenibilità ambientale e della qualità della vita. Dal manifesto:

"Il presente Manifesto rappresenta i comuni e i cittadini che aspirano a convertire in progetti concreti i sogni e le utopie realizzabili. Il Comune virtuoso ama il proprio territorio, ha a cuore la salute, il futuro e la felicità dei propri cittadini. Il Comune virtuoso adotta tutte quelle misure che diffondono nuove consapevolezze e vuole soddisfare bisogni ed esigenze concrete nel campo della sostenibilità ambientale, urbanistica e sociale. Intervenire a difesa dell'ambiente e migliorare la qualità della vita è possibile. La sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dell'enunciazione di principi alla prassi quotidiana."

E' da oggi possibile aderire all'Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi, vai a vedere come.