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SCUOLA PUBBLICA E VIZI PRIVATI

Finalmente un po' di verità: ignoranti è bello!

Le esternazioni dello sporcaccione di Arcore e il sostegno della sua ministra all'Istruzione, già nota per altri esercizi, soprattutto orali, danno finalmente conto di cosa pensa il governo (e una fetta del paese) della scuola pubblica, statale e paritaria: un posto dove si insegnano cose diverse da quelle che vogliono le famiglie italiane.
Infatti le famiglie italiane - rincretinite dall'ignoranza e da un ventennio della peggiore tivù - vogliono i corsi di zoccolaggine, di velineria, di calcio, di portamento televisivo, di trucco e di massaggio, di tuffo in piscina con idromassaggio, di tronismo, di leccaggio e di riconoscimento marche.
Mica vogliono per i loro figli un'istruzione e un'educazione che li aiutino a crescere bene e a farsi strada nella vita, secondo b e g queste sono fisime da insegnanti deviati, che non assecondano la brave famiglie italiane.

LA RESURREZIONE DEI GIOVANI

Meno tette da show, più tetti per protestare


Appena uscito da cinque ore di autogestione -  un po' caotiche, non sempre coerenti e molto faticose - vedo il futuro meno nero.
Non sono persona dai facili entusiasmi, sono però allenato a vedere nel presente segni di futuro, cercando di non mischiarli con le speranze. Non sono nemmeno un nostalgico, mi dispiace che i ragazzi di oggi non abbiano le opportunità che abbiamo avuto noi ultracinquantenni e che non abbiano nemmeno la consapevolezza di quello che è venuto a mancare loro.
Sono anche convinto che potranno trovare la loro strada ed essere felici di ciò che hanno e di come sono riusciti a procurarselo, spero che impareranno che insieme è meglio che da soli, ma penso davvero che debbano trovare in autonomia la loro strada, senza sempre dover fare i conti con i nostri ricordi e rimpianti. oltre che le nostre lagne.

LA SCUOLA SI MUOVE?

Fermenti e proteste in una scuola sotto assalto

Mercoledì un bel corteo festoso ha sfilato a Torino lungo il solito percorso, riunendo insieme studenti e insegnanti e personale della scuola. Lo stesso è successo in gran parte d'Italia, ma è presto per dire se si tratta di un vero risveglio oppure degli ultimi sussulti di un organismo già quasi cadavere.
Parole d'ordine tutte incentrate condannare l'operato del governo e della gelmini (la maiuscola non riesco proprio a mettercela), con una determinazione e una competenza che da tempo non trovavo. Si avvertiva che gli studenti avevano discusso della partecipazione al corteo, che essere lì non era per divertimento, ma il frutto di una scelta precisa che c'era anche la voglia e la sorpresa di trovarsi a sostenere gioiosamente le buone ragioni di una generazione che non ha davvero più nessuna speranza e pochissima fiducia nel mondo degli adulti.

SCUOLA: CHE PASTICCIO!

Si cominciano a vedere i guasti della Gelmini

Ieri il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da sindacati e comuni cittadini contro alcune parti del Decreto Gelmni che riorganizzava i tagli pesanti agli organici della scuola pubblica.
La decisione arriva a scuola cominciata, quando tutti si sono ingegnati a fare fronte lo stesso ai tagli decisi e alle inspiegabili decisioni in merito alla riorganizzazione delle cattedre e dei curricola degli studi.
Per chi non è del ramo, voglio fare un esempio che chiarisce bene l'insensatezza del governo: negli istituti tecnici - dove l'aspetto professionalizzante, specie nei tre anni finali, dovrebbe essere prevalente - diminuiscono le ore di laboratorio e delle discipline scientifiche.
La ragione? Boh!

LA SCUOLA REPUBBLICANA MUORE [1]

Non è un'esagerazione, le cose stanno proprio così. In tanti lo sanno, parecchi lo avvertono e ne hanno terrore, qualcuno lancia grida d'allarme, qualcun altro fa il conto di quanto gli manca per andare in pensione, qualche genitore si trascina per i corridoi a pietire la promozione del rampollo, altri si lamentano per le condizioni di lavoro, per il numero di allievi per classe, perché "gli studenti non sono più quelli di una volta". Difficilissimo imbastire una reazione che vada oltre la pur importante manifestazione estemporanea del sabato pomeriggio o la partecipazione a qualche convegno/assemblea sul tema.
La scuola pubblica statale l'hanno smontata e adesso la stanno facendo morire. Chi? Il centrodestra? Magari fossero solo loro!
La Moratti prima e la Gelmini poi hanno lavorato con criterio e determinazione per disfare tutto senza un'idea di cosa metterci al posto, ma hanno trovato la collaborazione un po' di tutti i soggetti che con la scuola hanno a che fare. Le generalizzazioni falsano la realtà, con questa avvertenza passiamo a "fare l'appello".