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LA SBERLA

A risultati acquisiti, sono tanti che non capiscono o che fanno finta di non capire...

Queruli e piangenti i fan di Renzi continuano a fare come i bambini quando perdono e scrivono/dicono: "Adesso vogliamo proprio vedere che cosa faranno quelli del NO", come se si trattasse di un partito e non di un insieme di elettori - la maggioranza - che ha espresso, con le più svariate motivazioni, un giudizio negativo su un progetto di riforma della Costituzione.
"Quelli del NO" sono 19 milioni e hanno così votato: piaccia o non piaccia, questa è la democrazia. Continuare a classificarli come "quelli che non hanno avuto il coraggio di cambiare" o che "hanno avuto paura di osare" o, peggio, come vittime dei "populisti", è continuare a insultare "l'accozzaglia" dimostrando di non capire e di non volerlo fare. Perché hanno scelto questa opzione, invece di abbandonarsi al mantra renziano del cambiamento fine a se stesso, è materia di dibattito e discussione, di analisi politiche e sociologiche, di riflessioni su cosa è diventato questo paese. Non può continuare questa lagna perché, così facendo, si allarga quel solco che proprio la protervia e l'incoscienza del premier ha già scavato in profondità.

MARINO, IL PD, L'INFORMAZIONE E GLI SCONTRINI

C'è una relazione fra la prossima chiusura dell'inchiesta su Mafia Capitale e la campagna per accompagnare Marino alla porta? Quanto è accanimento e quanto ci ha messo del suo? Come pensano di spartirsene le spoglie e ciò che resta della "capitale corrotta di un paese infetto"?

Opposte tifoserie scendono in piazza a celebrare gli uni e scongiurare gli altri le annunciate dimissioni del sindaco Marino. Paginate di chiacchiere sui giornali ci danno conto sempre più nel dettaglio degli scontrini e delle fatture del primo cittadino, qualcuno comincia a tirare in ballo Renzi che, a sentire l'oste fiorentino di riferimento, faceva uguale da sindaco e da presidente della provincia (leggi qui). La guerra dei rimborsi "discutibili", "gonfiati", "menzogneri" produce ogni giorno una puntata nuova che appassiona solamente più i giornalisti politici, gli stessi che fino a ieri un'inchiesta seria sul tema non l'avrebbero mai fatta, nemmeno sotto tortura. Tutta la storia sembra davvero uno scontro fra mediocrità che si svolge nello squallore di un paese in cui nemmeno le persone che sembrano perbene lo sono per davvero.
"Repubblica" va fino a Pittsburgh per interrogare gli amministratori del UMPC che nel 2002 licenziarono (pare) in tronco proprio il valente sindaco romano per una storia di doppi rimborsi (leggi qui). Scandalo denunciato a suo tempo dal Giornale, che però rimase confinato alle pagine interne di quel giornale: vuoi mica che il Gotha del progressismo che siede nei giornali si occupi della faccenda, per di più sollevata da un giornale di destra!

IL GRANELLO NELL’INGRANAGGIO

Da qualche giorno la Maserati produce le sue auto a regime ridotto, una parte dei dipendenti è a casa in attesa che… Un bel paradigma degli effetti indesiderati della globalizzazione
Globalizzazione & flessibilità
L
o stabilimento ipertecnologico della Maserati si ferma, manca un pezzo (pare) dell'impianto di alimentazione: i motori non possono essere completati, i dipendenti a casa in attesa che la crisi si risolva, ce lo racconta Stefano Parola su Repubblica di oggi. Il produttore del componente mancante a sua volta spiega di non aver potuto provvedere alla regolare consegna perché non ha ricevuto un sotto-componente altrettanto fondamentale da un produttore che sta dall'altra parte del mondo. Non sappiamo se quest'altro è a sua volta paralizzato da qualche altro difetto nella complessa catena che porta la materia prima a diventare una Maserati. Ci penseranno i vertici dell'azienda a trovare il bug, dunque è probabile che non lo sapremo mai.
Questo è uno dei risultati della globalizzazione e, in particolare, di uno degli aspetti che hanno cambiato radicalmente il modo di produrre, si chiama just in time.

IL SINDACO ”VERO” E IL POLIZIOTTO “FINTO”

Ingredienti della storia: un finto poliziotto, l’offerta formativa del Comune alle scuole e il sindaco scaricabarile…
Le “offerte formative” del comune
Qualche giorno fa veri poliziotti ne hanno arrestato uno finto – naturalmente in alta uniforme e pronto a salire su un’auto con lampeggianti e armamentario di ordinanza – giusto davanti a una scuola della mia città. Il finto poliziotto in alta uniforme, peraltro residente con famiglia proprio a Grugliasco,  aveva appena finito di tenere una conferenza sui pericoli della droga a brufolosi quindicenni che, su richiesta dei genitori e degli insegnanti, pare fosse anche disposto a spiare con sofisticati strumenti messi a disposizione dell’elettronica contemporanea (leggi La Stampa e Repubblica).
Cosa ci faceva il finto poliziotto in una scuola e come ci è arrivato? Grazie all’amministrazione comunale di Grugliasco. Vediamo come.

NANI E BALLERINE

La fascia tricolore

C’è stato un tempo in cui la fascia tricolore – esibita dalle autorità nelle cerimonie ufficiali, come prescrive il protocollo – serviva a ribadire che il Comune è un pezzo di Stato, la sua proiezione più vicina al cittadino.
Il Comune, però, non è il cittadino, perché cura l’interesse pubblico, che supera quello di ogni singolo soggetto che costituisce la società e lo comprende.
C’è stato un tempo (erano gli anni ‘80, quelli della Milano da bere) in cui i politici si circondavano di gente adorante, così da sentirsi più importanti e potenti. Per analogia con quanto accadeva nel Medio Evo, la pletora di parassiti adoranti venne allora definita di “nani e ballerine”, figure buone per rallegrare la corte nelle serate d’inverno.