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Visualizzazione post con etichetta corruzione PdL. Mostra tutti i post
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'A MUNNEZZA

il fiume carsico della spazzatura campana torna in superficie
Come le foglie che cadono d'autunno, torna l'emergenza rifiuti in Campania. Cumuli disposta qua e là per la città e nei i paesi dell'hinterland, qualcuno in fiamme, cortei di protesta, sindaci in cerca di popolarità che si mettono di traverso e cercano di impedire l'accesso alle discariche e l'apertura di nuovi impianti. Decidere chi ha ragione e chi ha torto è davvero impossibile, così come non si riesce a parteggiare per questa o quella istanza popolare, stando magari seduti davanti alla tele a sentirla gridare da qualcuno dei protestanti.

I REGALI DEL PD E LA COMPRAVENDITA DI B

Centrodestra alla frutta, PD diviso, Italia in picchiata
Sono oramai 75 i parlamentari del PD che hanno firmato il documento proposto da Veltroni e che attacca duramente la conduzione del partito ad opera del suo segretario, Bersani. Penso poco bene di entrambi, ma non è questo il problema, a tutti e due va riconsciuto lo sforzo di far uscire il partito dalle secche in cui si trova. A Bersani poi va riconosciuta anche la capacità di navigazione in una forza poltiica con poca anima e mille personalismi associati a centomila correnti.

In quello che sta accadendo non si possono ignorare alcune anomalie preoccupanti

Prima anomalia: i parlamentari sono rappresentanti del popolo, non toccherebbe ai militanti - e fra questi, anche a loro - oppure ai dirigenti politici del partito mettere in discussione il segretario, criticarlo e chiederne eventualmente la testa? Che cosa c'entrano i parlamentari che, semmai, dovrebbero criticare il loro modo poco efficace di fare opposizione?

FINE DEL BIPOLARISMO?

Dal fallimento di un'illusione, una nuova stagione per l'Italia

La rottura del PdL, al di là delle inevitabili personalizzazioni e degli strascichi ancora tutti da scoprire e godere, segna una cambio epocale nella poltiica italiana. La fine del bipolarismo, la fine dell'idea che tutta la politica italiana fosse riconducibile a due poli e che in ciascuno di questi si dovesse lavorare per il partito unico, quello che avrebbe finito per essere il polo stesso, inglobandone via via le varie componenti e riducendo ai minimi termini le forze politiche che non si schieravano o che i partiti maggiori non ritenevano degne di far parte del polo.

Cominciò il centrosinistra componendo l'Ulivo - nella sua prima edizione formato da PDS, Verdi e Popolari, dunque dagli eredi dei partiti di massa e dall'emergente ambientalismo - una aggregazione che era di più di una coalizione elettorale  edi meno di un vero e proprio partito. L'idea dell'Ulivo da sempre fu quella di superare se stesso per divenire la forza politica progressista del futuro: il Partito Democratico.
In molti - anche io ci ho creduto a lungo e ci ho anche messo delle energie e delle aspettative, tutte puntualmente deluse - celebrammo la nascita del PD come il compimento del processo che aspettavamo da almeno 10 anni, capace di cambiare la politica italiana e di innovare questo nostro paese cantando una canzone davvero nuova.

LA QUESTIONE IMMORALE

Cade la maschera: troppi delinquenti! Torniamo a sperare?

Le storie di questi giorni sono davvero lo specchio di un paese alla deriva. Il coordinatore del partito del premier accusato - con qualche prova di rilievo - di essere parte di una nuova organizzazione segreta dedita allo spolpamento di ciò che resta dell'Italia, insieme a noti faccendieri e compari assurti agli onori delle cronache da un trentennio buono eppure sempre in pista. C'è anche il Cappellacci che un anno fa ha battuto Soru in Sardegna, ci sono ministri appena nominati che devono già dimettersi perché sono così sfacciati da non aspettare almeno un po' per farci capire il perché della loro nomina, c'è Draquila, l'expo milanese, il G8 e perfino il Giubileo del 2000.
C'è la Chiesa... ma non quella dei parroci, dei missionari, delle suore che assistono i barboni a Porta Nuova o che si occupano dei nomadi allontanati da tutti. No, c'è quella importante, quella con la c maiuscola, quella dell' 8 per mille, quella che ha tanti soldi e un patrimonio da fare spavento. Scopriamo che le case, quelle belle e nei quartieri bene, andavano ai potenti, naturalmente a prezzi di favore e magari pure con la benedizione. Scopriamo una vasta rete di amicizie, complicità e allegre commistioni fra sacro e profano, in un tourbillon di favori, feste a affari da rendere irrealistico qualunque resoconto.