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POLITICA E 'NDRANGHETA, LA SFIGA DEL SUPPORTER

La notizia dell'arresto di un assessore regionale di FdI del Piemonte, nell'ambito di un'inchiesta nazionale di proporzioni gigantesche, ha gettato nello sconforto alcuni suoi supporter che speravano...


...che mantenesse l'impegno che si era preso con loro quando, nel chiedere manovalanza ventre a terra per la sua campagna elettorale aveva fatto promesse o, se preferite, si era preso l'impegno di piazzarli e/o di trovare un lavoro per quelli disoccupati da lunga pezza.
La promessa aveva ridato vigore a cinquantenni sfiniti dalla precarietà, dalla fine degli ammortizzatori sociali, dallo sgonfiarsi delle speranza che le fabbriche dove avevano lavorato una vita riprendessero a produrre con nuovi e improbabili padroni.
Stamattina un "compagno" senza più tessera sindacale, in passato un pasdaran della FIOM in una delle aziende automobilistiche considerate sede dell'aristocrazia operaia degli anni '70, mi ha incrociato per caso. Sapendo che aveva fatto il manovale per l'assessore arrestato e quanto attendesse una sua chiamata per porre fine al limbo della disoccupazione, non ho osato sfotterlo come avevo fatto fino a ieri.

CETTO

Poco più di due anni fa un personaggio politico della mia città venne intercettato mentre conversava con rappresentanti della 'ndrangheta della Val Susa e finì a deporre in Tribunale... Che ne è di lui?
I giornalisti, sempre a caccia di notizie curiose e soggetti che rappresentino al meglio gli standard italici, l'avevano chiamato Cetto Laqualunque. Come il personaggio di Antonio Albanese, solo che il copyright non ce l'avevano loro. Erano gli stessi personaggi di spicco della malavita organizzata a chiamarlo così, mentre parlavano di lui nelle loro conversazioni, dicendosi reciprocamente che bisognava sostenerlo nelle elezioni amministrative del 2012 per aver poi in cambio lavori e favori.
Cetto venne poi eletto consigliere comunale (era nella lista dei Moderati) e lì, forse in segno di deferenza per le amicizie altolocate, il PD lo fece presidente della Commissione comunale degli Orti Urbani. Allo scoppio del caso - con l'emersione delle risultanze dell'Operazione San Michele contro la malavita organizzata in Val Susa - cercò di sparire dalla circolazione in attesa che l'oblio lo rifacesse vergine.
Ma la tentazione è troppo forte: c'è un posto da vicepresidente della Commissione consigliare Bilancio  - quella che si occupa dei soldi del Comune -, vorrai mica farti scappare l'occasione? Il PD e i suoi alleati lo votano in massa: non possono lasciarsi scappare l'occasione di dare il segnale giusto alla città e ai suoi cittadini...

PRIMARIE IN SALSA DI SOIA

Lo scandalo non sono i cinesi milanesi ai seggi del centrosinistra milanese, la vergogna è la "normalizzazione" di una pratica schifosa che ammazza la democrazia... 

I consueti cinguettii di sdegno della minoranza PD, dei satelliti dalle anime candide e dalle voglie poderose, della società civile perbene, quella sempre pronta a stigmatizzare la gestione padronale del M5S, sono tutti ingredienti che oggi condiscono gli articoli dei quotidiani che raccontano delle primarie per il sindaco di Milano. Un'altra volta si svegliano - ovviamente in ritardo - e fingono di denunciare una pratica che nel PD è ampiamente diffusa. Ce lo raccontano le cronache della Liguria, per trattare solo l'ultima delle occasioni, ma anche di Napoli, di tantissimi altri luoghi dove le primarie sono diventate l'occasione per gigantesche opere di cammellaggio (pago, con soldi con promesse con favori,  la gente perché vada a votare il mio candidato) da far impallidire i maestri americani del bui anni '50.
Ma tutti fanno finta di niente: il PD e i satelliti continuano a comportarsi come se niente fosse...

SAN MICHELE DA GRUGLIASCO

Un mese fa il via all’Operazione San Michele. Evidente il ruolo dei politici locali e delle loro clientele nel mischiare politica e malavita organizzata. Qui da noi li nominavano nei CdA delle società del comune...
Ignavia e malaffare
Fin da quando l'Ordinanza di applicazione di misura cautelare “San Michele” – quella che ha dato il via alle recente operazione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata – è diventata di pubblico dominio, gli organi di informazione hanno sottolineato i rapporti fra la 'ndrangheta e i Cetto Laqualunque (così li chiamano i capi durante i colloqui fra loro) della politica locale (leggi).
Se la levatura e il ruolo dei politici che vantano aderenze e che chiedono appoggi e voti emerge chiaramente dalle intercettazioni riportate nell'Ordinanza, meno evidente il ruolo (e le commistioni) di alcuni personaggi coinvolti in modo più diretto, ma non così noti al grande pubblico. Da loro, invece, derivano le sorprese più grosse.
Prendiamo il caso di Raffaele Bressi, commercialista collegnese, trait d'union fra il un consigliere comunale di Grugliasco Verduci e Toro, l'imprenditore in odore di 'ndrangheta. Dalle intercettazioni telefoniche si capisce che sanno di cosa parlano: lavori stradali, movimenti terra, appalti da tenere sotto controllo, fiumi di danaro per lavori pubblici in arrivo subito dopo le elezioni amministrative del 2012. Insomma, non di mezze calzette si tratta, il Bressi è un personaggio di spessore nel collegare imprenditoria malavitosa e politichetta locale. Trattasi peraltro di persona tutt'altro che sconosciuta agli amministratori comunali grugliaschesi.

LA MALAVITA IN CASA

Sei anni fa il sindaco di Grugliasco mi querelò perché avevo definito “da mafioso” i suoi comportamenti in politica e le relazioni che intratteneva con il sottobosco dei faccendieri cittadini... Esageruma nen

Lo fece con i soldi del Comune (leggi) e non mi risulta che abbia rinfuso tutte le spese che ha caricato sui cittadini, nonostante l'esito sfavorevole (per lui) dell'iniziativa giudiziaria. Oggi, a sei anni di distanza, imparo che aveva nominato nel CdA delle Serre – società interamente del Comune e fonte di parecchi mali alla comunità grugliaschese – uno dei soggetti coinvolti nell'Operazione San Michele, infiltrazioni della 'ndrangheta nella politica locale. Basta leggere le intercettazioni telefoniche che stanno alla base dell'operazione per capire di che tempra fosse il personaggio, di come immaginasse la Pubblica Amministrazione e i rapporti fra “imprenditori” e politici locali.
Ma di questo è bene che se ne occupino quelli che sono preposti allo scopo...
“Sei sempre il solito esagerato”, mi ha detto qualche giorno fa un illustre esponente del PD con cui commentavo preoccupato quanto stava emergendo dall'inchiesta, “queste storie sono questioni di piccoli sciocchini che millantano e promettono per farsi belli, ma che non contano un tubo”.
Lo diceva con quell'arietta di sufficienza che assumono questi individui - vissuti di raccomandazioni per avere un lavoro, per costruirci anche una qualche carriera, e di fedeltà al partito e ai suoi capi del momento - quando un alito di vento sembra mettere in discussione quella posizione volatile acquisita sempre per abilità linguistiche (leccare) e capacità di annusare il cambiare del vento (la banderuola intelligente). Utili idioti, per il resto; ma abili supporter di chi pensano possa portare, a loro e ai loro famigliari, i migliori benefici. Se poi non accade, pazienza: troveranno sempre qualcun altro a cui dare la colpa, per ripartire più determinati di prima.
Il giorno dopo questo colloquio ne ho scoperte delle altre e ogni giorno ne scopriamo di nuove intorno all'amministrazione grugliaschese e ai personaggi che la animano da un po' di tempo a questa parte, già dimentichi di quello che successe vent'anni fa proprio qui da noi.
Altre ne scopriremo sui giornali nei prossimi giorni. Ne viene fuori un quadro desolante, ma soprattutto la conferma di quello che il sindaco di oggi – degno successore dell'amico del giaguaro - ci ripete spesso con aria trucida quando ci permettiamo di criticarne l'operato e di fornire qualche giudizio morale e politico intorno al suo operato e a quello dei suoi famigli:
“Non posso dialogare con chi dipinge questa amministrazione come un'accozzaglia di incompetenti dediti a pratiche opache e poco corrette”, dice all'incirca (i verbali del Consiglio comunale ne sono pieni...). Appunto.

Mariano

PS Sul balcone del palazzo comunale (e sul sito del Comune) troneggia una scritta “Grugliasco con Di Matteo”, vuoi vedere che hanno scambiato il PM palermitano per un cantante neomelodico?



I FIGLI DEL MINOTAURO

La requisitoria di Caselli e il richiamo a una classe politica senza etica raccolgono apprezzamenti unanimi. Solo che bisognerebbe accompagnare le parole ai fatti…
Che ‘tte serve?
minotaurus“C’è una scarsissima sensibilità di gran parte del ceto politico e intellettuale verso un’emergenza che non può più essere considerata un’emergenza ma è diventata una realtà radicata”, queste le parole del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli durante la requisitoria finale del processo a oltre settanta imputati accusati di vari reati e di associazione mafiosa. Non si è sottratto neppure dal fare nomi e cognomi di politici che occupano posizioni di responsabilità a Roma come a Torino, coinvolti in rapporti un po' troppo amichevoli con appartenenti alle ‘ndrine locali, qualche volta addirittura con i loro responsabili.
Stupefacenti le loro giustificazioni, tutte riconducibili a: “non sapevo che fosse un malavitoso, anzi ero convinto/a che si trattasse di persona rispettabile alla quale sono unito/a anche dalla comune provenienza…”, o a che a “in campagna elettorale ti portano dai possibili grandi elettori per chiedere voti; sovente non sai neanche dove sei, figuriamoci se puoi sapere con chi hai a che fare…”.

LA RABBIA E LA DELUSIONE

Gli arresti eccellenti e le inchieste sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste colmano la misura
La Regione Piemonte nel fango: bravo Cota!

bandiera-piemonte Già un anno di completa inattività - scandito dagli annunci di mirabolanti realizzazioni e dagli articoli elegiaci dei giornali piemontesi affamati di pubblicità istituzionale - aveva dato il segno di un’incapacità di fondo ad affrontare e risolvere almeno alcuni dei problemi enunciati. Adesso l’arresto di personaggi eccellenti nella Sanità, a dimostrazione che basta poco per riportare l’arbitrio e il malaffare anche dove si pensava di averlo sradicato.
Cota, insomma, è proprio un disastro e la nostra regione comincia a partirne pesanti conseguenze.

LA RETATA

Sorpresa: 'la ‘ndrangheta calabrese ha messo radici in Piemonte
Politica e malavita organizzata: è arrivato il tornado!

mani_sulla_cittaMentre in parecchi si interrogavano sul destino della Giunta Cota, messa a repentaglio dalla vicenda Giovine, dallo scandalo dei pannoloni e da altre vicende simili che fanno capolino all’orizzonte, un tornado si è abbattuto sulla politica e sulla società torinese: l’inchiesta “Minotauro”, con centinaia di arresti, sequestro di beni e pesanti collegamenti fra il mondo della politica e quello della criminalità organizzata.
Arrestato Nevio Coral, già sindaco-padrone di Leinì e suocero di Caterina Ferrero, assessore regionale alla Sanità in odore di dimissioni per il coinvolgimento nello scandalo dei pannoloni. L’atra donna di punta della giunta Cota, l’assessore al lavoro Claudia Porchietto fotografata nel bar del capo torinese dell’associazione criminale, così come il sindaco di Rivarolo Canavese, Bortot, che è anche consigliere provinciale e chissà quanti altri politici minori i cui nomi stanno uscendo in questi minuti.

REGGIO CALABRIA: ARRIVA L'ESERCITO

Dalle zone di guerra direttamente a Reggio: la guerra continua.

Dunque l'ordine pubblico a Reggio - città da tempo sfuggita al controllo dello Stato per collocarsi nella sfera di influenza dlela malavita organizzata - adesso lo garantirà l'esercito, chiamato a presidiare i centri sensibili della città minacciati dalle cosche e dalla camarille.
Non è incredibile? Nella sedicente sesta potenza del mondo, terra di ingegni arte spettacolo, ma anche di escort parlamentari e di pregiudicati  e bestemmiatori santificati, intere zone del paese sono stabilmente in mano alla malavita organizzata.
La stessa che rastrella il denaro necessario a effettuare ingenti investimenti nel nord del paese o addirittura all'estero. D'altra parte non vorrete mica che la 'ndrangheta investa in Calabria: troppa poca sicurezza, malavita diffusa... loro sono attenti agli investimenti che fanno, alla redditività, alla sicurezza. Così la malavita ha già inquinato il resto d'Italia, infilandosi in ogni meandro dell'economia legale, fino a entrare nelle cordate che realizzeranno l'Expo milanese. Ma ancora: nelle imprese di pulizie che lavorano al ribasso per gli enti pubblici, nelle imprese edilizie, insomma in ogni occasione utile a far fruttare danaro sporco, ripulendolo con la complicità di chi finge che l'evasione fiscale non sia anche un modo per agevolare la malavita organizzata.