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IL BLUFF DELLA POLITICA: SERVI SCIOCCHI AI VERTICI, NESSUNA PROSPETTIVA. A MENO CHE...

In UE come in Italia e giù giù fino al più piccolo comune, una classe dirigente rivela tutta la sua inadeguatezza e malafede
Fra gli effetti dell'epidemia da coronavirus c'è anche la caduta del "velo del prestigio" che avvolgeva le massime autorità dell'UE, finora incontrastate sul piano politico, qualche volta criticate per la scarsa incisività delle loro azioni e per loro dipendenza dai governi nazionali più forti e dalle agenzie economiche e finanziarie mondiali, ma mai messe veramente in discussione. Finché, in condizioni ordinarie, sono stati tenuti lontani dal campo di battaglia - generali presunti di conflitti che si giocavano altrove con la loro supposta regia - il gioco ha tenuto. Appena la crisi sanitaria ha cominciato a mordere, con tutte le conseguenze che già conosciamo e quelle che ancora debbono presentarsi, il velo è caduto.

TRANSUMANZE

Mentre le sempre più rade mandrie e greggi scendono a valle dopo un'estate sugli alpeggi, anche la politica registra le sue transumanze autunnali...

La stagione non felicissima dei 2mattei comincia a produrre i suoi effetti  anche nel recinto del bestiame politico: come mi colloco? Cosa mi conviene fare? Quali ordini dal capobastone?
Nel sud abbandonano la Lega personaggi dal passato non proprio specchiato e dal presente piuttosto torbido, li aveva imbarcati Salvini e aiutati a farsi eleggere nelle istituzioni. Dicono che la Lega non si occupa del sud (ma và) e, forti di questa nuova certezza, si piazzano in partitini dai nomi civettuoli.
Nel centro qualche scricchiolio lascia sperare che la marcia trionfale che il Salvini immaginava in Umbria, Toscana ed Emilia Romagna possa essere costellata di sorprese, tutte ancora da centellinare.

LA SCUOLA SENZA DIRIGENTI: INCURIA O DISEGNO CONSAPEVOLE?

In oramai un terzo delle scuole di ogni ordine e grado del Piemonte al posto di un dirigente (una volta si chiamavano presidi) c'è un reggente. 
In qualche caso questa situazione si trascina da parecchi anni. Il reggente è un dirigente scolastico che, oltre al gruppo di scuole in cui è titolare, ne ha in gestione per un anno scolastico anche un altro. Non è infrequente che a un dirigente, quindi, vengano attribuiti anche 10/15 plessi scolastici sovente lontani e scollegati fra loro, qualche volta con storie e tradizioni opposte. In cambio di 6000 € l'anno, pensionabili.
Questa situazione - che va avanti da parecchi anni, ma che è diventata drammatica negli ultimi 5 perché l'ultimo concorso per dirigenti risale oramai a 7 anni fa - ha di fatto decretato la fine della figura del dirigente scolastico come coordinatore delle attività scolastiche, dei rapporti scuola famiglie. Non è neanche più il garante del corretto funzionamento dell'istituzione - dal punto di vista delle incombenze burocratiche sì, non sono mica dei kamikaze! - o l'interfaccia fra la scuola e il territorio, se non in rari casi e in presenza di figure ancora molto motivate al lavoro e piene di passione per quello che fanno. 

CUPIO DISSOLVI

Il furore di distruggere tutto perché non si governa più il gioco è il tratto dominante di questa stagione politica che sembra non finire mai... 
L'espressione l'aveva riportata in auge Enrico Letta alla fine del 2013 quando Berlusconi, fresco di condanna interdizione e decadenza, voleva mettere fine al suo governo, cosa di cui poi si occuperà Renzi. Letta era in visita a Malta e commentava con questa espressione la reazione di B. alla mancata tutela della sua persona, visto che il PD aveva votato per la sua decadenza immediata. L'espressione "cupio dissolvi" arriva diretta da S. Paolo di Tarso nelle Lettere ai Filippesi (una dotta trattazione qui) che la significa come "desidero fortemente di essere dissolto" - quasi a giustificare il suicidio come forma di abbandono della vita terrena per assurgere a Dio, dissolvendo il corpo per liberarne l'anima -, insomma una questione di misticismo portato alle estreme conseguenze. Al giorno d'oggi sta a indicare l'atteggiamento del perdente che, pur di restare al centro del gioco, trascina tutta la squadra con sé nel baratro verso il quale sta precipitando (un po' alla "Muoia Sansone e tutti i Filistei!").

SULL'AVENTINO CI SONO LE FARFALLE, IL POTERE È PIÙ SOTTO

Narrano gli storici dell'antichità che l'Aventino fu la zona di Roma che patì il saccheggio più feroce quando i Goti di Alarico nel 410 d.c. calarono sulla città...
 Questo perché lì sorgevano la case dei nobili, edifici ricchi di arredi e decori preziosi, pieni di soldi e tesori. Nei novecento anni precedenti il colle aveva fatto tempo a trasformarsi da luogo di rifugio della plebe nei momenti bui a zona-bene della Roma dei senatori e degli arricchiti dell'Impero. Forse per quello Renzi e ciò che resta del PD hanno deciso di ritirarsi lassù dopo l'ennesima rovinosa sconfitta elettorale.
E' davvero difficile spiegare a uno straniero come sia possibile che un partito che ha più che dimezzato i suoi voti in quattro anni continui a prendere ordini dal leader che l'ha condotto all'irrilevanza. Il problema, infatti, non è più se Renzi sia bello o brutto, bravo o cattivo, lungimirante o no...

IL BIVIO

L'esito elettorale costituisce una grande possibilità di cambiamento, ma anche l'occasione per finte trasformazioni, magari simili a quelle degli anni passati che gli Italiani hanno già scartato col loro voto
Legge elettorale: ha prodotto i risultati attesi. Nessuno vince abbastanza da fare un governo da solo, confusione e difficoltà ulteriori per un paese già stremato. Pensavano forse alle difficoltà dell'Italia, e a darle un governo stabile, Gentiloni (col voto di fiducia), Renzi e Berlusconi quando l'hanno confezionata, i parlamentari che l'hanno votata? Dato che si sapeva prima qual era lo scopo, a qualcuno verrà chiesto conto o passerà ancora una volta tutto in campana con la complicità dei giornalisti di facciata e della proverbiale "memoria corta" degli Italiani?
Vincitori: il M5S vince, poco importa stabilire se vinca per meriti propri o per demeriti altrui, per tantissimi anni abbiamo scelto il meno peggio con la sola forza della disperazione, farsi queste domande adesso non serve proprio a nulla. Ed è l'unico che vinca davvero.

SE 80 EURO... di F. Maletti

Una riflessione sul lavoro che non c'è, la politica che non c'è, la voglia di guardare avanti e provare a cambiare le cose sul serio...
Se il PD di Renzi continua a farsi vanto della distribuzione degli ottanta euro netti mensili come se questo rappresentasse la chiave di volta per la ripresa economica ed il riscatto dei lavoratori, senza rendersi conto di cosa significa utilizzare fondi pubblici per dare soldi a chi ha già un lavoro (piuttosto che trovare soluzioni per chi il lavoro non ce l’ha), allora non ci siamo.
Se sono un vanto anche gli interventi fatti a favore delle Aziende, dalla jobs act agli sgravi fiscali, dall’abolizione dell’art.18 alle Aziende 4.0 (chissà cosa vuol dire), anche qui non ci siamo. Perché provvedimenti del genere possono avere una loro giustificazione quando governano le destre. Ma, soprattutto, non risolvono i problemi occupazionali: chi ha bisogno di lavoratori assume a prescindere e non ha bisogno, (seppur graditi quando arrivano), di incentivi.

TRASFORMAZIONI di F. Maletti

Alle origini della fine dl lavoro subordinato "garantito": gli anni '80, le macchine, la tassa sui robot e il lavoro del futuro...
Il LAVORO, a cui faceva e continua a fare riferimento la Costituzione Italiana, dopo settanta anni non è sicuramente rispondente al lavoro di oggi. Ma, nonostante tutto, per “lavoro” si intende ancora una occupazione stabile, garantita per tutta la vita, con progressivi avanzamenti di carriera e, in alternativa, il riconoscimento degli scatti di anzianità. Insomma: un lavoro SICURO in cambio del “comportarsi bene”, e che consente di beneficiare di prestiti bancari per la costruzione della casa, per l’acquisto dell’automobile, per gli studi dei figli. Tutta la nostra comunità ruotava, e tenta di ruotare ancora oggi, intorno alla stabilità del posto di lavoro come regola aurea per giudicare le garanzie, anche morali, delle persone. Così che, purtroppo, anche se ci troviamo in pieno periodo di precarietà del lavoro, queste regole antiquate rappresentano ancora la condizione necessaria per l’ottenimento di un prestito o di un finanziamento: rendendo praticamente impossibile qualunque iniziativa di piccola imprenditorialità o anche solo il superamento, per il singolo, di una crisi economica temporanea. Chi non ha un lavoro stabile e sicuro, se non viene guardato con disprezzo viene tuttavia considerato un perdente, una persona di cui “non ci si può fidare”.
Il DECLINO progressivo dell’articolo uno della nostra Costituzione (“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”…) ha probabilmente un inizio negli anni settanta del secolo scorso: quando, terminata la Ricostruzione ed in pieno boom economico, nelle grandi aziende industriali hanno avuto inizio i processi di automazione con la comparsa dei primi “robot”...

VOUCHER: IL BAMBINO E L'ACQUA SPORCA

Salvo sorprese, il PD sta confezionando l'ennesima cintura esplosiva, destinata a un bel botto, per il partito e soprattutto per il paese.
In sintesi: per spingere all'emersione il lavoro nero e sottopagato, si istituiscono i voucher (Legge Biagi del 2003), strumenti di pagamento del "lavoro accessorio". Trattasi di "buoni lavoro" emessi e gestiti dall'INPS - facilmente acquistabili nei tabaccai, banche e uffici postali - che il datore di lavoro occasionale acquista e con cui paga le prestazioni dei soggetti che chiama a svolgerli. Ogni voucher costa 10 €, corrispondente a una paga oraria effettiva di 7,50 €, mentre i rimanenti 2,50 € coprono INAIL e contributi previdenziali (leggi qui).  Meglio che niente, si disse allora. Solo che...
Come sempre nel nostro paese, a fronte di controlli inesistenti e di un sistematico abuso delle maglie che si aprono anche nella migliore delle leggi (e questa non lo era), succede che si comincia a fare un uso decisamente improprio di questo strumento.  Così, lavori prima continuativi vengono spezzettati e precarizzati anche di più di quanto già non lo fossero; lavoratori assunti e licenziati nell'arco della giornata, orari al limite della schiavitù, diritti nessuno e arbitrio totale da parte del datore di lavoro.

PRIMARIE AL MASCHILE

Il 30 aprile gli elettori PD superstiti e che ancora vogliono celebrare il rito delle primarie rischiano di trovare in gara solo maschi. A meno che...
Mentre si consuma la slow fission del PD e inizia il flusso lento di quelli che se ne sono andati, di quelli che se ne stanno andando e di quelli che ancora ci stanno pensando, il leader segretario se ne vola in California a studiare un po' di inglese. La sua corte ha discusso e si è accapigliata per la data delle primarie e ha fissato l'evento il 30 aprile. Usciti dalla porta del partito due degli sfidanti - Speranza e Rossi - restano Renzi ed Emiliano, protagonista di una gagliarda giravolta. A loro si è appena aggiunto un altro maschietto, Andrea Orlando. Dunque primarie fra tre maschietti con l'altra metà del cielo che è come se non esistesse?
Per fortuna no. Dato che non ci pensano i grandi capi del PD, arriva dai Moderati - alleati di ferro del PD - una proposta che merita attenzione e simpatia: Carlotta Salerno, giovane e capace segretaria torinese del partito.

LA SBERLA

A risultati acquisiti, sono tanti che non capiscono o che fanno finta di non capire...

Queruli e piangenti i fan di Renzi continuano a fare come i bambini quando perdono e scrivono/dicono: "Adesso vogliamo proprio vedere che cosa faranno quelli del NO", come se si trattasse di un partito e non di un insieme di elettori - la maggioranza - che ha espresso, con le più svariate motivazioni, un giudizio negativo su un progetto di riforma della Costituzione.
"Quelli del NO" sono 19 milioni e hanno così votato: piaccia o non piaccia, questa è la democrazia. Continuare a classificarli come "quelli che non hanno avuto il coraggio di cambiare" o che "hanno avuto paura di osare" o, peggio, come vittime dei "populisti", è continuare a insultare "l'accozzaglia" dimostrando di non capire e di non volerlo fare. Perché hanno scelto questa opzione, invece di abbandonarsi al mantra renziano del cambiamento fine a se stesso, è materia di dibattito e discussione, di analisi politiche e sociologiche, di riflessioni su cosa è diventato questo paese. Non può continuare questa lagna perché, così facendo, si allarga quel solco che proprio la protervia e l'incoscienza del premier ha già scavato in profondità.

REFERENDUM?

Oramai tutto quello ce c'era da dire è stato detto e quello che c'era da fare è stato fatto... Forse è il tempo di riflettere sul senso di tutto quello che è accaduto e sta ancora accadendo intorno a questo referendum/fuffa
Se fosse necessario raggiungere il quorum per validarlo (come per i referendum abrogativi), non avrei avuto alcun dubbio fin da subito: avrei lavorato per l'astensione. La questione è mal posta, il compito è fatto male e, ancora una volta, per dare risposta a un problema vero si sceglie la strada della demagogia della propaganda, del cambiare tutto perché non cambi nulla.
L'abbiamo già visto con la "modernizzazione del lavoro" in inglese, i salvataggi delle banche, gli 80 euro, la buona scuola, senza insegnanti ancora oggi, e così via. Non una di queste pseudo riforme aveva aggredito il problema alla radice con soluzioni capaci di segnare una svolta vera: fuffa in prevalenza e tanta, tanta propaganda. Giusto ciò di cui penso questo paese non abbia proprio bisogno.
Se poi avessi avuto ancora qualche dubbio, avrei gettato uno sguardo sugli effetti concreti della cosiddetta "abolizione delle province", la legge Del Rio. Ero anche io fanaticamente convinto che fosse una cosa da fare, speravo che si facesse con competenza, trasferendo prerogative e risorse in modo che i compiti delle province passassero a comuni e regioni. Se qualcuno ancora pensasse che davvero è andata così, vada a vedere lo scempio delle scuole superiori, prive di manutenzione e interventi al punto che non si taglia neanche più l'erba nei cortili...

BERTOLDO, LEOPOLDINI E CACASENNI

Si è conclusa una Leopolda, la settima, in tono decisamente minore, ma assai utile ad aiutare Bertoldo, che è anche presidente del Consiglio, a occupare ancora di più (se possibile) giornali e televisioni. 
Per la verità, i giornali meno delle Leopolde precedenti: vuoi vedere che comincia a stufare o che, i giornalisti, notoriamente sensibili ai cambi padronali, hanno fiutato l'aria?
Non è però neanche giusto dare sempre l'interpretazione peggiore a questo come ad altri avvenimenti simili. Conosco gente di Comunione e Liberazione che rinuncerebbe a tutto il mese di ferie pur di avere il tempo di andare come volontario per pochi giorni al Meeting annuale a Rimini. Lo stesso per i sempre più rari volontari delle Feste dell'Unità. Persone ammirabili che si ammazzano di fatica, gratis e sottraendo tempo alla loro ricreazione, alle ferie, al riposo. Perché la loro ricreazione è anche questo: fare qualcosa di utile al servizio di un'idea cogliendo nel contempo l'occasione di incontrare tanti altri che sono lì per la sessa passione e lo stesso slancio. Scambiare quattro chiacchiere, lavorare insieme, accogliere i visitatori, condividere esperienze, storie, obbiettivi speranze e, a volte, illusioni. Poi c'è anche il trovarsi a diretto contatto con personaggi famosi, non solo della politica, di quelli che vivono su un altro pianeta, che li vedi solo in televisione. C'è la libertà di spezzare la monotonia della vita di tutti i giorni con un periodo di socialità accentuata e paritaria.
La Leopolda nasce e ha successo anche per questo: sono questi i tempi in cui la politica è insulto sul web - trionfo di mediocrità che si credono divinità e fanno danni che ogni giorno dovrebbero essere riparati e che invece ne generano altri - ed enunciazione di asserzioni autoreferenziali.

RENZI'S LAUNDROMAT

Nelle grandi città del mondo ci sono tantissimi negozi di ogni genere e qualità. Ce ne sono anche alcuni che nelle nostre città scarseggiano: le lavanderie a gettone, LAUNDROMAT in inglese dal sapore renziano. 
Adesso Renzi e Padoan ce ne hanno confezionata una addirittura generalizzata, governativa, con sedi capillarmente distribuire in tutti gli angoli di questa infelice Italia, gli uffici dell'Agenzia delle Entrate e gli sportelli dei commercialisti. 
Solo che nelle Renzi's laundromat si laveranno solamente i soldi sporchi, per la biancheria rivolgersi altrove. Il solo fatto di chiamare in inglese un condono - l'ennesimo, ancora più schifoso di quelli di Berlusconi e dei governi prima di lui - da la misura di quanto questo paese sia disposto a farsi prendere in giro. Almeno così viene immaginato da chi lo governa.

LA SPINTA REPULSIVA...DELLE PRIMARIE

Primarie a Roma, Napoli e in tanti altri posti: dal trionfo delle democrazia alla peggiore rappresentazione del marciume morale della politica. Non c'è strumento "buono" che tenga, se chi lo adopera è marcio dentro

A Roma vanno a votare  pochi intimi, ancora adesso non si sa esattamente quanti, ed è tutta una corsa a nascondere, minimizzare, parlare d'altro. Ci siamo abituati, dunque niente di nuovo. A Napoli hanno fatto di meglio: hanno mandato la gente a votare rimborsando l'obolo in anticipo, qualcuno ha ripreso (sarà un caso?) e adesso è bufera. Soprattutto perché si scopre che non è vero che sono andati in tanti a votare, ma sono pochi che hanno votato in tanti posti. Una miseria umana come nessuno avrebbe potuto immaginare, anzi no.
Se nelle grandi città l'attenzione dei media è alta e dunque è più difficile farla franca, nei comuni più piccoli durante la "festa della democrazia" succede già da tempo di tutto e di più, solo che tutti quelli che contano si voltano dall'altra parte e fanno finta che vada tutto bene . In tempi non sospetti avevo raccontato cosa è successo nelle primarie della mia cittadina (leggi), quella che esprime - pensate un po' - un sindaco addirittura presidente nazionale di Avviso Pubblico, associazione per la legalità. Lo stesso che non paga le tasse ed è stata beccato anche a raccontare balle.

UN MESE DI "BUONA SCUOLA"

Era giusto un mese fa quando le scuole riaprivano dopo le vacanze estive e la "buona scuola" cominciava a dispiegare i suoi benefici effetti nei meandri dell'istituzione. Un bilancio molto parziale...
Cominciamo dagli insegnanti e dal personale  d'ordine (in burocratese si chiamano ATA). Quest'anno, all'apertura delle ostilità, nella mia scuola di insegnanti ne mancavano davvero pochi (circa 5/6 su 112), pochi meno dell'anno scorso. Sono aumentati quelli di ruolo per via delle immissioni di personale che è stato precario talmente a lungo che ancora non si capacita di non esserlo più. Dato che si trattava di "vecchie lenze da graduatoria", lavoravano già tutti da tempo. Solo con meno garanzie e tranquillità... e questo non è poco. Purtroppo, date le modalità con cui sono state realizzate le immissioni in ruolo, parecchi di loro non resteranno nella a scuola dove sono perché cercheranno di avvicinarsi a casa. La continuità didattica va a farsi benedire, ma va anche detto che almeno un po' di stabilizzazione si realizza: in una scuola è molto importante che ci sia un nucleo di insegnanti e bidelle "storico" perché diviene il depositario dell'identità e della cultura di quella scuola. Garantisce anche ai nuovi arrivati il necessario accompagnamento e ambientamento.
Organico aggiuntivo, ovvero aumento del numero dei docenti per attività di sostituzione degli assenti e per aprire la scuola al pomeriggio con attività di sostegno, approfondimento e individualizzazione dell'insegnamento.

MARINO, IL PD, L'INFORMAZIONE E GLI SCONTRINI

C'è una relazione fra la prossima chiusura dell'inchiesta su Mafia Capitale e la campagna per accompagnare Marino alla porta? Quanto è accanimento e quanto ci ha messo del suo? Come pensano di spartirsene le spoglie e ciò che resta della "capitale corrotta di un paese infetto"?

Opposte tifoserie scendono in piazza a celebrare gli uni e scongiurare gli altri le annunciate dimissioni del sindaco Marino. Paginate di chiacchiere sui giornali ci danno conto sempre più nel dettaglio degli scontrini e delle fatture del primo cittadino, qualcuno comincia a tirare in ballo Renzi che, a sentire l'oste fiorentino di riferimento, faceva uguale da sindaco e da presidente della provincia (leggi qui). La guerra dei rimborsi "discutibili", "gonfiati", "menzogneri" produce ogni giorno una puntata nuova che appassiona solamente più i giornalisti politici, gli stessi che fino a ieri un'inchiesta seria sul tema non l'avrebbero mai fatta, nemmeno sotto tortura. Tutta la storia sembra davvero uno scontro fra mediocrità che si svolge nello squallore di un paese in cui nemmeno le persone che sembrano perbene lo sono per davvero.
"Repubblica" va fino a Pittsburgh per interrogare gli amministratori del UMPC che nel 2002 licenziarono (pare) in tronco proprio il valente sindaco romano per una storia di doppi rimborsi (leggi qui). Scandalo denunciato a suo tempo dal Giornale, che però rimase confinato alle pagine interne di quel giornale: vuoi mica che il Gotha del progressismo che siede nei giornali si occupi della faccenda, per di più sollevata da un giornale di destra!

I BAGNI DELLA SCUOLA

Fin dal primo giorno ribadisci che in bagno si va durante gli intervalli e che, durante le lezioni, deve davvero trattarsi di un'emergenza. Qualunque sia l'età ci provano e, a volte, ti sorprendono così.
Mancano poche decine di minuti alla fine dell'ora di lezione, poi potranno usufruire di un intervallo sufficientemente lungo da poterci andare in bagno, volendo anche al bar per una bibita e un panino. Lo stesso, però, almeno uno di loro mette su un faccino sofferente, alza la mano e fa:
"Prof, devo proprio andare in bagno. Lo so che non si deve, ma mi scappa e oltretutto non sto molto bene di stomaco". I vicini di banco sottolineano questa seconda informazione con gesti eloquenti, così devi rapidamente decidere se comportarti in modo inflessibile (come da regolamento) o cercare al fondo della tua anima un po' di indulgenza. Nel primo caso sai che ti capiterà che se la faccia davvero addosso e  ti toccherà vedertela con madri pietose che ti guarderanno come un criminale e ti minacceranno di ogni cosa, incluso denunciarti. Nel secondo hai il ragionevole dubbio che ti stia prendendo in giro, solo che non puoi provarlo e ad esserne sicuro, poi! Così lo fai uscire e te ne vergogni, sei senza carattere...
Lo incontreranno i tuoi colleghi mentre vaga nei corridoi per far passare il tempo, ingannando l'attesa un po' discosto dalla porta dell'aula per evitare che tu lo veda. Così lo crederai ancora chiuso nel bagno fatiscente e puzzolente a soffrire le pene dell'inferno che ti ha lasciato intravedere prima.

FOLLIE DI FERRAGOSTO

Nella settimana di Ferragosto se ne sentono e leggono sempre di ogni genere. Anche quest'anno abbiamo dato del nostro meglio. La mia selezione...
FOLLIA n.1: la "deportazione" dei docenti.
Prima parte del mese con giornali pieni di una storia strana: i posti disponibili per le immissioni in ruolo degli insegnanti precari non si trovano in prossimità delle loro residenze. Si comincia perciò a parlare di "deportazione", parte la solita polemica condita da pianti greci e vittimismo a go go e non si contano le contumelie verso Renzi e il suo governo. Premesso che le contumelie non sono mai abbastanza - Renzi e i suoi davvero stanno dando il colpo di grazia alla scuola e al paese - stavolta davvero non mi sembra che possano essere accusati di niente di diverso dall'aver truffaldinamente associato una pseudo-riforma della scuola all'immissione in ruolo sacrosante di precari vincitori di concorsi. I vincitori di cattedra debbono andare a lavorare dove ci sono le cattedre, ovvero gli allievi, a meno che non vogliano lottare perché vengano spostati vicino a casa dei docenti "aventi diritto".Direi che non ci piove, anche se è dura e il sacrificio è accentuato dal fatto che pochi precari hanno ancora la giovinezza spensierata e libera dalla loro parte. Adesso il Ministero ha trovato un accrocchio che - vedrete - sembra risolvere il problema, ma che in realtà genererà un sacco di ricorsi. Con buona pace di chi vorrebbe nelle scuole organici stabili, così da costruire un po' di continuità didattica ed educativa.
FOLLIA n.2: le televisioni, Salvini e gli sbarchi.
I barconi partono lo stesso, alcuni affondano, altri si trasformano in camere a gas per gli sfortunati migranti, altri ancora giungono a destinazione scaricando persone come se fossero rifiuti.

PIU’ PELO PER TUTTI!

La berlusconizzazione di Renzi e del PD compie un altro importante passo avanti
#cambiaverso!
Perfino quelli di destra l’hanno capito: tassare la proprietà è più utile al progresso (e al profitto) che tassare il lavoro e gli investimenti in campo produttivo. Dunque anche un cretino patentato – trovatosi per le vicende italiche, ma non per elezioni, a capeggiare un governo qualunque –, che volesse provare a fare qualcosa per rilanciare un paese alla canna del gas, comincerebbe a tagliare le tasse sul lavoro (per dipendenti e imprese). Poi passerebbe agli artigiani e alle partite IVA, magari chiedendo loro in cambio il pagamento puntuale delle tasse dovute.
Nel mentre che c'è, detasserebbe gli investimenti per avviare nuove attività o per implementare quelle che ci sono con riconversioni produttive o potenziamenti nella produzione e nella promozione. Più gente occupi, più sconti hai sulle tasse, più aumenti il fatturato (al netto delle speculazioni finanziarie), meno tasse in proporzione finirai per pagare.
Tutto questo in un contesto dove il diritto fallimentare non produce cause eterne e dagli esiti creativi, la burocrazia ci mette il tempo che deve per evadere le pratiche, tutti devono pagare le tasse, chi non lo fa è considerato un criminale e come tale perseguito dalla legge. Sono i classici compiti di un Governo, solo che i governi non lo fanno mai. Sembra facile, naturalmente solo a parole, ma la strada è quella. Non mi sembra che ve ne siano altre.