La tristezza del "quotidiano" e dei quotidiani quest'estate supera ogni limite di accettabilità. Che si debba arrivare al punto di smettere di comprarli?
Giornali d'agosto

Una certa quantità di Italiani passa
questi ultimi giorni d'agosto con un'angoscia che non può nemmeno
confessare ai famigliari più cari e agli amici più intimi, per non
metterli inutilmente in agitazione. Si chiedono se troveranno ancora il loro posto di lavoro, quelli
che ce l'hanno; se ne troveranno uno, quelli che l'hanno perso; se
continuerà la presa per i fondelli degli esodati; se gli stipendi
degli statali resteranno ancora bloccati; se la riforma Fornero verrà
rivista, sia per i pensionamenti, sia per il mercato del lavoro; se si riuscirà a portare a
conclusione questa indegna manfrina dell'IMU; se si farà un po' di
lotta all'evasione fiscale per dare qualche risorsa alle politiche di
rilancio dell'occupazione, specialmente quella giovanile; se, invece
di continuare a togliere risorse alla scuola, finalmente comincerà
la stagione degli investimenti in istruzione e formazione...