agosto 2007

venerdì, agosto 31, 2007

Autoeco.


Al Lingotto, a Torino dal 7 al 9 settembre, c'è la prima edizione di Autoeco, il salone dell' automotive ecologico. Gli espositori presenterano le tesniche e le soluzioni più innovative, un folto gruppo di tecnici di eccellenza prenderanno parte a una serie di convegni molto interessanti. Andate a dare un'occhiata al programma.

 

Costi della Politica: "Io la penso così".


E' ormai da tempo che i media locali e nazionali hanno posto al centro dell'attenzione la questione sui costi della politica.

Di seguito alcune mie riflessione sull'argomento.

di Mariano Turigliatto

In questi giorni l’ennesimo aumento delle indennità dei consiglieri regionali - che segue quello dei parlamentari, generato a sua volta dagli aumenti degli stipendi dei giudici della Corte Costituzionale - ha riaperto il dibattito e l’analisi del sistema di privilegi del ceto politico del nostro paese. Purtroppo ho l’impressione che la campagna di stampa sia fatta più per suscitare l’invidia dei lettori verso i privilegi dei politici che non per sollevare una richiesta di moralizzazione nei comportamenti e negli emolumenti, a partire da chi ci governa.

Se si fa leva sull’invidia, siamo certi che nulla cambierà perché il ceto politico tenderà sempre a garantire per se stesso mentre i cittadini continueranno a comportarsi come Alberto Sordi nei suoi film memorabili: sistematicamente fregato mentre gli si fa credere di essere più furbo degli altri.

Oltre al sistema desolante, ci sono i comportamenti individuali. Anche quelli hanno un peso, basti ricordare il mitico onorevole Mele e tanti altri che, pur avendone combinate di tutti i colori, sono puntualmente stati rieletti e gratificati di prebende onori e cariche.

Su questo non siamo tutti uguali. Voglio rendere conto del mio operato.

Mai ho chiesto rimborsi per attività connesse con l’espletamento del mio mandato fuori dalla sede della Regione, mai ho chiesto gettoni di presenza per visite o altro, mai ho autocertificato spese per ottenerne il rimborso. Il telefono me lo pago io, così come mi pago l’autostrada, la benzina e tutto ciò che ogni normale cittadino si paga in proprio. Percepisco dalla Regione l’indennità determinata per legge, il gettone di presenza giornaliero per tutte le sedute a cui partecipo oltre a quelle previste per franchigia.

Non ho bisogno di rincorrere i soldi perché sono pagato benissimo per svolgere questa importante funzione. Ritengo perciò che nei miei emolumenti siano già previste tutte le spese che devo sostenere per esercitare al meglio il mandato che i cittadini piemontesi mi hanno conferito. Mi risulta peraltro che anche altri miei colleghi consiglieri abbiano atteggiamenti analoghi.

Mi piacerebbe per davvero cercare di ridurre i costi della politica intervenendo sulle indennità dei politici, ma vorrei che tutti fossero consapevoli della pletora di consiglieri di amministrazione, revisori, addetti e quant’altro che appesantiscono la pubblica amministrazione e che determinano quella sensazione - peraltro confermata dai fatti - di un paese sprofondato nel clientelismo e nello sperpero delle risorse pubbliche.

Ogni volta che si sono annunciate campagne di moralizzazione ne è derivata una forte delusione.

Per questo amerei non annunciare, ma fare.

 

giovedì, agosto 30, 2007

Intervista pubblicata su "La Repubblica" di giovedì 30 agosto!.


L'eco-dem Turigliatto: "credo nel nuovo partito, ma per ora vedo solo una zuffa tra comari"

"Basta liti, parliamo di problemi veri o alla fine la gente ci lascerà soli"

di Marco Trabucco

"Le primarie del 14 ottobre dovrebbero essere, se non una festa di popolo, qualcosa di simile. Se andiamo avanti così rischia però di essere una festicciola per pochi amici. Sempre i soliti, tra l'altro". Mariano Turigliatto, consigliere regionale, è da tempo un Gianburrasca della sinistra torinese. Ex sindaco "verde" di Grugliasco, adesso è impegnato nel processo per la costruzione del P.D. tra i leader piemontesi della lista veltroniana degli Eco.Dem.

Perchè è così pessimista?

"Perchè il compito che mi sono preso, o che mi è stato dato, in questo momento è di occuparmi della gente che è tiepida verso il nascente P.D.. Partito in cui credo perchè è l'unica novità possibile nel panorama politico italiano: l'unica possibiiltà di rispondere a quel malessere culturale nei nostri confronti che emerge da polemiche come quelle sui costi della politica.

E questa gente che lei contatta come reagisce?

"più va avanti il dibattito e più si raffredda. I segnali che mi arrivano non sono davvero buoni".

Perche?

"Perchè ad esempio, qui in Piemonte, stiamo trasformando quella che dovrebbe essere una festa della democrazia, cioè le primarie, in un bisticcio tra comari, in cui non si capisce cosa debbano fare i saggi. E chi sia saggio e chi no, soprattutto. Sembra un film di Nanni Moretti. Ma fa ridere molto di meno".

Non crede di esagerare?

"No, anzi, parlare di lite da comari è ancora poco: sembra piuttosto un regolamento di conti tra gruppi e gruppetti di partito. Se anche le diverse aree politiche che si stanno delineando sono portatrici di contenuti diversi, spesso è così, quello che ne esce dal dibattito politico è solo la polemica esasperata. Così non si va da nessuna parte, anzi, si rischia solo di mortificare le intelligenze di molti di noi, messi tutti insieme in un frullatore senza senso".

Come se ne esce?

"Parlando di contenuti: ad esempio abbiamo un sistema di piccole e medie imprese che hanno bisogno di segnali imoprtanti dalla politica. Incontriamole, raccogliamo le loro esigenze e cerchiamo di dimostrare che il P.D. le potrà tradurre in azione politica.  O ancora la questione del precariato che è diventata una vera emergenza nazionale anche per le aziende. Solo se parliamo in modo convincente di problemi come questi la gente ci seguirà: perchè è ciò che ci chiede, per riconquistare fiducia nella politica".

E di Susta, Morgando e così via, cosa facciamo?

"vanno tutti benissimo: ma adesso facciamo, tutti, un passo indietro. fino al 14 ottobre lavoriamo sulle liste, sui programmi e cerchiamo di convincere più gente possibile, anche quella società civile che non è migliore di noi politici ma ha diritto di parlare e pesare. Solo dopo questo lavoro avrà senso contarsi".

 

mercoledì, agosto 29, 2007

Su le maniche!.


Siamo ormai a settembre. Sono passate le vacanze ma noi abbiamo buona memoria. Lo scorso tre agosto era stata resa pubblica la dichiarazione d'intenti dei capigruppo di maggioranza del Consiglio regionale del Piemonte, a seguito di quanto aveva espresso attraverso la stampa nazionale la Presidente Bresso sul ruolo e l'impegno dei consiglieri. Il richiamo all'ordine non era stato accolto con troppo entusiasmo, ma anzi, con un pizzico di indignazione. Al di là delle scaramucce, l'evento aveva sortito questo documento, nel quale si esprime l'intenzione di privilegiare l'approvazione delle molte proposte di legge avanzate dai gruppi consiliari, che purtroppo a oggi giacciono in gran numero tra le istanze in attesa di essere valutate. Cari consiglieri, buon lavoro.

 

martedì, agosto 28, 2007

Piantala!.


La Regione Piemonte assegna gratuitamente nuove piantine per rinfoltire il verde della Regione. Possono farne richiesta soggetti pubblici e privati, associazioni e individui. L'unica restrizione: gli arbusti vanno piantati in territori ubicati in Regione. Ecco il link. L'ammissione delle domande scade il 15 settembre.

 

lunedì, agosto 27, 2007

TERRE CIVICHE, UNA SOLUZIONE PER L’AMBIENTE MONTANO.


di Stefano Zanotto

L'Italia importa legna in gran quantità e nello stesso tempo è la maggiore esportatrice europea di prodotti d'arredamento. Sono partiti da questa constatazione i promotori del progetto per valorizzare in funzione produttiva tre milioni di ettari di bosco di proprietà collettiva, sparsi in vari Comuni d'Italia perlopiù in montagna. Allarme rosso, quindi, per i polmoni verdi del Belpaese, già martoriati dagli incendi estivi e ora in procinto di essere sacrificati per alimentare l'industria del legno? Niente di tutto ciò, anzi l’iniziativa promossa dalla Consulta nazionale della proprietà collettiva va in senso opposto.

Proprietà collettive e terre civiche si diffusero a partire dall'alto medioevo in tutta Europa; i membri della comunità di villaggio utilizzavano i fondi, inalienabili e indivisibili, sottoposti a questo status giuridico, per la raccolta della legna, per il pascolo e così via. Queste istituzioni sono sopravvissute in diversi casi sino ai giorni nostri, soprattutto nelle località montane. Se per molti le proprietà collettive sono viste alla stregua di un ferrovecchio, che non crea altro che ulteriore disordine in un quadro normativo già ingarbugliato, per altri si tratta di istituti da valorizzare come strumenti di tutela ambientale. Così, presso l'Università di Trento opera dal 1995 il Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive. In seno ad esso è nata un anno fa la Consulta nazionale della proprietà collettiva, formata da amministratori di queste proprietà e promotrice del progetto citato prima che è ora all'attenzione del ministro degli Affari regionali Lanzillotta.

Per i sostenitori della loro utilità, terre civiche e proprietà collettive si prestano a un modello di sviluppo sostenibile del territorio rurale. Una loro saggia gestione, che non può essere altrimenti che partecipata dal basso, può offrire opportunità economiche come quelle ipotizzate dal progetto della Consulta, oppure, ad esempio, nell'ambito di un turismo compatibile con il rispetto dell'ambiente. Il tutto senza perdere di vista gli obiettivi della tutela del paesaggio e della biodiversità, della salvaguardia delle risorse naturali e del diritto di tutti al loro godimento. Diritto che vale anche per le generazioni che verranno, perché, come afferma un proverbio dei nativi americani, "la terra non la ereditiamo dai nostri padri, ma l'abbiamo in prestito dai nostri figli".

 

sabato, agosto 25, 2007

MALALAI JOYA: PRIMA CHE MI UCCIDANO.


Malalai Joya e' una deputata afgana e attivista per i diritti umani

L'associazione Maipiucernobyl (maipiucernobyl@libero.it) ci ha inoltrato un appello comparso sul quotidiano "Il manifesto" il 21 luglio 2007, con il titolo "Appello all'Italia". In certi casi la drammaticità non è una questione retorica.

di Malalai Joya

Piu' di cinque anni fa gli Usa e i loro alleati hanno attaccato il mio paese dicendo di voler liberare le donne afghane. Poche settimane dopo il rovesciamento del regime dei talibani, Laura Bush ha
dichiarato orgogliosamente: "Grazie ai nostri successi militari, le donne non sono piu' imprigionate nelle loro case. La lotta contro il terrorismo e' anche la lotta per i diritti e la dignita' delle donne".
Nel novembre 2001 Colin Powell, segretario di stato americano, ha dichiarato: "I diritti delle donne in Afghanistan non saranno merce di scambio", ma il 17 giugno 2007 il rapporto del dipartimento di stato Usa sul traffico umano ha scritto che l'Afghanistan e' tra i paesi in cui il traffico per lo sfruttamento sessuale di donne e bambini e' piu' diffuso.

Oggi le bugie degli Usa sono chiare a tutti. Dopo cinque anni di guerra il nostro devastato paese rimane intrappolato nelle maglie del fondamentalismo dei signori della guerra ed e' come un corpo che ha perso conoscenza e che sta spirando. L'amministrazione Bush ha consegnato il potere a quelli che erano gia' noti anche in passato, quegli assassini, massacratori, crudeli come i talibani.

I media occidentali parlano di democrazia e di liberazione dell'Afghanistan ma gli Stati Uniti e i loro alleati sono impegnati nella promozione dei signori della guerra, dei signori della droga, della criminalizzazione del nostro paese ferito.

Voglio elencare i nomi di quelli che detengono il potere in Afghanistan:

Karim Khalili, il vicepresidente, e' il leader di un partito pro-Iran chiamato Wahdat, responsabile dell'uccisione di migliaia di innocenti.

Il generale Mohammed Daoud, viceministro degli interni afghano, responsabile della lotta alla droga, e' un famoso signore della guerra e narcotrafficante.

Rashid Dostum, il capo delle forze armate afghane, e' un killer spietato e molto conosciuto.
Qasim Fahim, ex ministro della difesa e ora senatore e consulente del presidente Karzai e' accusato di crimini di guerra.

E' una lista che continua, con centinaia di uomini, molti definiti criminali da Human Rights Watch.
Come possiamo parlare di democrazia quando le nostre strutture legali, giudiziarie, esecutive sono infettate dai virus del fondamentalismo e della mafia del narcotraffico?

Il mese scorso tutti questi criminali hanno messo da parte le loro differenze per unirsi e formare un nuovo fronte politico contro la nostra gente. Soltanto due giorni dopo la sua creazione si e' detto che dietro a questo fronte ci sono la Russia e l'Iran. L'Afghanistan si sta dirigendo verso il disastro.
I talibani continuano il loro fascismo nelle zone orientali dell'Afghanistan dove il governo non ha alcun controllo. Continuano a perpetrare esecuzioni pubbliche e rapimenti.

Quando qualche mese fa un giornalista italiano e il suo interprete afgano furono rapiti, il governo afghano ha raggiunto un accordo con i talibani e ha rilasciato cinque dei loro capi in cambio della liberta' del giornalista italiano. Ma nessuno si e' preoccupato del destino dei due afghani innocenti
che erano con lui. Entrambi sono stati decapitati dei talibani. La sporca e vergognosa diplomazia del governo afghano ha suscitato rabbia tra la nostra gente che ha capito che il destino degli afghani non ha valore per questo antidemocratico governo di burattini.

 

venerdì, agosto 24, 2007

NE MANCAVA ANCORA QUALCUNO DA SCONTENTARE….


di Paolo Turati

 …ma i vari Dottor Tritorchia(Ricordate?Il temutissimo agente del Fisco della Paperopoli disneyana) dell’attuale esecutivo ulivista hanno pensato anche a loro: ai Risparmiatori??

Non che l’aumento della tassazione del Risparmio mobiliare degli italiani non fosse inserito nel programma presentato in sede preelettorale, ma l’inopportunità di alcuni membri del Governo nel richiederne l’applicazione in momenti come questo, in cui l’intera finanza mondiale è appesa ad un filo, ha forse davvero dello "scandaloso"(aggettivo utilizzato espressamente in merito a questa questione da Luca Cordero di Montezemolo, il quale non è peraltro mai stato tenero con il trattamento delle Rendite, a margine di un proprio intervento il 23 Agosto).

E’ ben vero che certa parte del Governo è saggiamente contraria a questo nuovo inasprimento fiscale (come Santagata e Nicolais) e si spera che la tentazione venga rintuzzata, però il pericolo di dover accontentare demagogicamente i "radical" della compagine è consistente.

Sulla vicenda va fatta un po’ di chiarezza. Intanto, è inveritiero quanto dichiarato da molti esponenti della maggioranza e che, cioè, l’aumento della tassazione dal 12,50% al 20% previsto sulla stragrande maggioranza degli prodotti finanziari che costituiscono il Risparmio degli Italiani venga compensata dalla riduzione dal 27% al 20% dell’imposizione del rendimento sui conti correnti bancari e strumenti assimilabili.

L’incremento impositivo, peraltro, "apparente"(a seconda che si agisca retroattivamente o meno sulle vecchie emissioni di titoli, con tutti i dubbi di costituzionalità inerenti), ammonterebbe ad una cifra fra 4 ed 1-2 miliardi di Euro annui.

Ma torniamo sul termine "apparente", innanzitutto, i titoli di nuova emissione dovrebbero allinearsi sui rendimenti netti (praticamente, tutti i Risparmiatori sono "nettisti") di mercato, sicché le cedole stabilite nelle nuove Aste risulteranno esattamente in crescita del valore relativo alla nuova tassazione, trascinandosi dietro anche quelle di tutti i titoli vecchi indicizzati. Quello che il Fisco prenderà con una mano, il Tesoro dovrà ridarlo con l’altra!!

Ma la cosa più grave sarebbe il rischio di "strozzamento"del mercato finanziario italiano e dell’industria del Risparmio con eventualità inerenti a cali consistenti della Borsa ed a imponenti fughe di capitali all’estero da non sottovalutare, che porterebbero a rischi di incalcolabili decrementi degli introiti fiscali derivanti dalle Rendite di capitale.

Al di là del piacere quasi sadico dimostrato da questo esecutivo nell’ aumentare la tasse su tutto il possibile, con risultati complessivi per il Paese che quasi qualunque passante interrogato per strada in merito definisce ormai solo più con male parole, non si comprende in momenti come questo l’acrimonia contro il Risparmio se non come uno strumento di Lotta di Classe.

E allora, proprio non ci siamo.

In tutto il mondo, le tasse stanno cercando di abbassarle (anche quelle sul Risparmio) per ridare fiato alla Domanda aggregata, sempre più in affanno per l’aumento delle materie prime e per lo scoppio della bolla immobiliare e da noi continuano ad aumentarle, contro ogni logica economica, sociologica, finanche, spesso, giuridica.

Le Rendite sono altre. Sono quelle di uno Stato che "vampirizza" oltre il 50% del PIL per il sostentamento di una "casta" di intoccabili; sono quelle del sistema dei Partiti e dei Sindacati; sono quelle del mondo dei privilegi professionali e cooperativistici.

Il Governo attuale, potere esecutivo di uno Stato in cui l’imposizione fiscale supera il 43% e che si ritrova a carico un sistema previdenziale con falle che farebbero ridere quelle del Titanic può, in verità, fare quello che la propria (peraltro discutibile per vari aspetti) maggioranza parlamentare gli consente. Ma a chi ha tirato troppo la corda la Storia non ha mai concesso una lunga sopravvivenza.

 

giovedì, agosto 23, 2007

PEDALARE NEI PARCHI: UN CONCORSO FOTOGRAFICO.


di Stefano Zanotto

Se avete l'hobby della fotografia, e meglio ancora se a questo unite la passione per la bicicletta e per la natura, il concorso "In bici nei Parchi del Piemonte" è quello che fa per voi. Organizzata dal Settore pianificazione aree protette della Regione Piemonte e dalla rivista Piemonte Parchi, la rassegna premia i migliori scatti che ritraggano la bicicletta nei parchi e nelle riserve naturali piemontesi.

Tra gli scopi del concorso c'è quello di promuovere l'utilizzo delle due ruote per visitare le tante aree protette del Piemonte. La nostra quotidianità è fatta di ritmi frenetici, di ossessione per la prestazione, non solo nel lavoro ma sempre più spesso anche nella sfera del divertimento e dello svago. La bici permette invece di recuperare tempi "a misura d'uomo": è uno strumento perfetto per conoscere e osservare senza fretta e come mezzo di trasporto ecologico è ideale per spostarsi in un'area naturale protetta. I soggetti privilegiati dalla rassegna riguardano quindi non tanto l’aspetto sportivo-agonistico delle due ruote, quanto un utilizzo della bici alla portata di tutti.

Per partecipare al concorso c'è tempo fino al 30 novembre: entro quella data dovranno pervenire immagini (secondo formati e modalità previsti dal bando e richieste di adesione alla segreteria organizzativa, all'indirizzo Regione Piemonte - Settore pianificazione aree protette, via Nizza, 18 - 10125 Torino. Per ulteriori info si può contattare la segreteria stessa (tel.: 011-4325977; fax: 011-4324759; e-mail: concorsopp@regione.piemonte.it) oppure visitare la pagina web di Piemonte Parchi.

 

martedì, agosto 21, 2007

Una lettera a Prodi.


Massimiliano Capalbo è un giovane di 34 anni, calabrese. Ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio a proposito dei fatti di Duisburg. L'abbiamo trovato sul blog di Beppe Grillo e ci ha commossi. Ve la riproponiamo.

"Egregio sig. Presidente del Consiglio,
ho ascoltato il Suo appello lanciato attraverso i tg nazionali e rivolto ai giovani calabresi, all’indomani della strage di Duisburg, con cui li esortava a reagire alla N’drangheta. Mi sono sentito chiamato in causa, in quanto giovane e calabrese (ho 34 anni, vivo e lavoro a Catanzaro) perché i fatti di Duisburg mi hanno colpito profondamente e poi perché vorrei lanciare io due appelli: uno ai miei conterranei e un altro a Lei in qualità di capo dell’Esecutivo.
Ai calabresi vorrei dire che noi giovani siamo stufi di subire questo stato di cose e che poiché siamo assolutamente consapevoli che spetta a ciascuno di noi iniziare a dire no, iniziare a difendere questo territorio perché ci appartiene, è arrivato il momento di cambiare registro. Dobbiamo iniziare innanzitutto a percepirci come esseri umani, come cittadini e non come sudditi privi di diritti. Abbiamo il diritto di vivere in una regione civile. E’ emblematico come, ad esempio, quando si parla di turismo nella nostra regione, ci si lamenti sempre della carenze, come l’inquinamento e la disorganizzazione ma anche dei danni all’immagine causati da questi efferati omicidi, solo in funzione dei potenziali turisti come se i residenti non meritassero la stessa considerazione. Non ci lamentiamo perché non ci piace vivere in queste condizioni ma perché nell’eventualità in cui arrivassero dei turisti rischieremmo di fare una brutta figura. E noi che ci viviamo? Non abbiamo diritto di vivere in un territorio civile? Non siamo persone? Come possiamo pensare di avere rispetto per i turisti se non abbiamo rispetto per noi stessi? Una padrona di casa che ama l’ordine e la pulizia non teme di ricevere visite in casa da un momento all’altro.
Il secondo appello Presidente lo lancio a Lei, rassicurandola circa la reazione dei giovani calabresi nei confronti della N’drangheta (che c’è ed è in atto da tempo), perché questa reazione non risulti vana.

LEGGI IL TESTO COMPLETO

 

giovedì, agosto 16, 2007

Finanziamenti ai giovani imprenditori.


Giovani imprenditori e aspiranti, ascoltate questa: La Regione Piemonte rende disponibili finanziamenti da un minimo di 5 mila euro fino a un massimo di 40 mila euro. Riguarda giovani tra i 18 e i 35 anni e si tratta dell'estensione del Fondo regionale di garanzia che finora aveva riguardato la sola imprenditoria femminile, su proposta di Teresa Angela Migliasso, Assessore al lavoro e welfare. Il fondo opera come garanzia sostitutiva, nel senso non sono necessarie altre cauzioni. Niente male, no?

 

martedì, agosto 14, 2007

Tanto tuonò....


di Dotturbo

“Tanto tuonò che piovve”. Alla fine, la paventata "bolla immobiliare" che pare avere inglobato buona parte del mondo economico d'inizio millennio, è scoppiata.

Di cassandre ce ne sono state, in effetti, parecchie. Al di là dell’incremento sproporzionato, anche considerati gli effetti indotti dall’introduzione dell’euro e dalle delusioni borsistiche, dei prezzi medi per metro quadrato (grosso modo più che raddoppiati nel corso dell’ultimo lustro) quello su cui occorre riflettere risiede nell’incrementato livello di indebitamento delle famiglie per acquisti immobiliari. Il fenomeno del rischio-bolla, in Italia, è evidente (per il secondo semestre 2007 si ipotizzano flessioni medie dei prezzi attorno al 10-12%), ma non ancora considerabile complessivamente preoccupante. Negli Stati Uniti, la faccenda si è dimostrata molto più critica. Molte società eroganti mutui di livello “subprime” (a debitori di ”non specchiata solidità"), hanno chiuso i battenti prima del crollo della scorsa settimana e addirittura “American home”, una delle istituzioni più rinomate nel campo immobiliare quotata a Wall Street, avevadovuto sospendere l’erogazione di nuovi mutui a causa delle crescenti insolvenze da parte della clientela: in un sol giorno, la quotazione di Borsa di American Home è scesa del 90%. 

L’origine della vicenda, a livello globale, è individuabile nel basso livello dei tassi d’interesse concretizzatosi a cavallo dell’inizio del Duemila. Le congiunture economiche e l’alto livello di liquidità allora presenti e tuttora in parte sussistenti hanno, infatti, provocato un ribasso dei prezzi del bene per antonomasia, cioè del denaro, che ha avuto pochi precedenti in passato. Questo basso costo del denaro, riflesso del modesto tasso di interesse prodotto dallo stesso, ha ingenerato in modo contemporaneo in molti individui il miraggio di poter concretizzare il sogno di acquistare una casa, anche senza averne la possibilità economica.

 

lunedì, agosto 13, 2007

Buone vacanze, secchione!.


Vi ricordate la lettera sulla scuola, pubblicata lo scorso 9 luglio, in cui Mariano, rispetto alla legge sulla scuola di recente approvazione propone ai colleghi consiglieri l'idea che "sia giusto valorizzare quelli che studiano e si danno da fare, portando a casa risultati all’altezza, indipendentemente dalla condizione reddituale".  La buona notizia è che Ministero della Pubblica Istruzione si è mosso proprio in qusto senso. Gli studenti in gamba possono passare vacanze un po' più serene, grazie al rassicurante pensiero che Fioroni si è occupato di loro. Ecco una notizia di questi giorni tratta dalla newsletter del sito del Governo.

Con tre provvedimenti emanati nell’arco di una settimana il Governo vuole dare nuovo slancio agli studi e premiare l’impegno scolastico, incentivando l’eccellenza, e garantendo a tutti pari opportunità. D’ora in poi un buon curriculum scolastico sarà un credito spendibile per accedere alle facoltà universitarie a numero chiuso: è questo uno dei punti qualificanti dello schema di decreto legislativo approvato il 27 luglio 2007 dal Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri Fioroni e Mussi. Il provvedimento prevede, fra l'altro che, nel punteggio massimo di 105 punti per l'ammissione ai corsi universitari, 80 saranno assegnati sulla base del risultato del test d'ingresso e 25 saranno dati agli studenti che abbiano conseguito risultati di eccellenza in materie propedeutiche a quelle oggetto del corso di laurea. Il certificato di eccellenza darà accesso non solo ai crediti formativi ma anche e soprattutto a incentivi che andranno dai benefici di tipo economico all'ammissione a tirocini formativi, dai viaggi di istruzione e visite a siti specialistici ai benefit e accreditamenti per l'accesso a biblioteche, musei e altri luoghi di cultura. È quanto prevede il decreto legislativo approvato nel Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2007 su proposta del Ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Con queste finalità nasce l'Albo nazionale degli studenti eccellenti, previsto da una direttiva firmata il 26 luglio 2007: gli studenti che abbiano ottenuto risultati di eccellenza saranno inseriti in un Albo nazionale, a disposizione delle università, delle istituzioni di Alta cultura, delle comunità scientifiche ed accademiche e delle imprese interessate. Nell'Albo saranno inclusi anche gli studenti vincitori di competizioni scolastiche di livello particolarmente elevato, quali le Olimpiadi nelle varie discipline scolastiche, certamina e competizioni nazionali. Inoltre, agli studenti che conseguono 100 e lode agli esami di stato saranno assegnati buoni da utilizzare per l'acquisto di libri e altri sussidi scolastici, testi universitari e riviste scientifiche.

Dossier su ''L'eccellenza premia: crediti ed incentivi agli studenti più brillanti''

Immagine proveniente dal sito  www.tesine.net/universita/articoli/index.php/id=439

 

venerdì, agosto 10, 2007

Beppe Gamba scrive a Mariano.


In risposta alla recente "lettera aperta ai quasi democratici del Piemonte", pubblicata sul sito lo scorso 2 agosto (la trovate scorrendo la prima pagina più avanti), un vecchio amico e  insigne ambientalista,  GIUSEPPE GAMBA, mi invia le sue considerazioni. Ve ne rendo partecipi perché mi sembrano osservazioni davvero condivisibili e di buon senso. Grazie Beppe.

Caro Mariano,

ho letto il tuo appello sulle pagine locali de La Repubblica agli ambientalisti del Piemonte a partecipare alla costituzione del Partito Democratico. Ho sottoscritto anch’io il manifesto nazionale che ha lanciato gli Ecodem e apprezzo il tuo messaggio e le ragioni che lo muovono.

Come te non ho mai nutrito sentimenti di particolare entusiasmo o di acritica identificazione con un partito. E i fatti della politica nazionale e locale di questi anni non hanno certo aumentato il mio desiderio di lavorarvi.

Rimango però fortemente convinto che i partiti siano ancora, almeno finchè non verrà proposto qualcosa di meglio, la forma essenziale di partecipazione alla vita politica istituzionale e alla formazione delle decisioni e del consenso. Per questo come te ritengo sia necessario che chi aspira a una politica orientata in senso più ecologico o ha proposte per un programma politico ambientalmente più sostenibile debba, e questa volta possa, impegnarsi nel nascente PD.

Fai bene a ricordare che chi si impegna in un partito che si candida a governare il Paese debba essere per un ambientalismo dei SI’. Ovvero per un ambientalismo che si batte per la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti ma non si oppone ai termovalorizzatori necessari per i rifiuti non riciclabili (ancorché localizzati in modo appropriato); che critica i tracciati dell’alta velocità più impattanti ma non smette di battersi per avere più ferrovie e più trasporto pubblico, cioè meno congestione di Tir e auto. E così via.

Nei giorni scorsi gli amici che a Roma hanno promosso la partecipazione degli Ecodem al futuro PD hanno lanciato la proposta di partecipare alle primarie con liste di sostegno alla candidatura di Walter Veltroni identificate da tre parole "ambiente, diritti, conoscenza", estendendo con ciò la proposta degli ambientalisti a gruppi e persone (il mondo giovanile, il mondo della ricerca e delle attività legate alla conoscenza e alla comunicazione) interessati come noi a dare un segno culturale e politico di profonda innovazione alla costituente del PD. Qui c’è un punto cruciale che voglio proporre alla nostra riflessione. E’ giusto che chi si ritiene portatore di temi innovativi si ponga l’obiettivo di "contare" efficacemente e quindi anche numericamente, nel nuovo partito. E per questo è importante il contributo del maggior numero di noi. Altrettanto importante è che ciò avvenga con l’obiettivo di far diventare ambientale "tutto" il programma del PD e la stessa idea di Paese di cui esso sarà portatore. Troppe volte ci siamo trovati a operare in partiti e all’interno o in sostegno di coalizioni di governo in cui l’ambientalismo era una componente tra le altre, e non sempre con pari dignità, come se ad esempio la politica economica e sociale, le politiche dell’istruzione e della ricerca, della salute e del lavoro potessero non perseguire, insieme al benessere degli attuali cittadini, la sostenibilità dello sviluppo per le generazioni future, per le popolazioni di altri paesi, per l’intero pianeta.

Ecco, credo che per noi ambientalisti il partecipare alla costituzione del PD debba essere la riproposizione di un dialogo con le altre culture per una proposta politica "meticcia" che in futuro non abbia più bisogno degli "ambientalisti di professione" (per quanto moderati e disposti ai SI) e sappia invece proporre una politica orientata tout-court alla sostenibilità ambientale e sociale.

Infine, anche se è un tema proposto diverse altre volte in altre formazioni politiche dove ha avuto in verità scarso successo, credo che dovremmo ancora una volta riproporre anche un’ecologia dei comportamenti nella vita politica ovvero sobrietà, trasparenza, certezza delle responsabilità e rotazione degli incarichi, convinzione che l’affermazione delle proprie ragioni non possa avvenire a discapito delle ragioni degli altri e dell’insieme della società. Anche per questo è necessario che gli ambientalisti partecipino alla vita del PD.

Tuo

Beppe Gamba

 

mercoledì, agosto 08, 2007

IRES: uninterrogazione.


A volte succede di dubitare della buona fede di chi agisce, quando i dati reali su cui si fondano le azioni non quadrano. Prova e riprova, i conti non tornano proprio. E' successo a Mariano, il quale, dopo avere osservato il bando relativo all'assegnazione di un contratto per un esperto riguardo alla realizzazione del "Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale" dell'Ires, ha notato che il compenso per un anno è di 164.000 euro. Di per sé una bella cifra, se poi si calcola che rappresenta più della metà del budget destinato alla ricerca.  Il Consigliere ha così presentato un'interrogazione per fare luce sull'argomento. Su Repubblica l'8 agosto 2007 è stato pubblicato un trafiletto "indiscreto", che riportiamo di seguito.

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

 

venerdì, agosto 03, 2007

In memoria di Pasquale Cavaliere.


Il 6 di agosto del 1999 Pasquale ci ha lasciato. Sono passati otto anni, eppure sembra ieri, soprattutto a quelli che ancora non si rassegnano alla sua assenza. Pubblichiamo il pensiero che un amico dedica al suo ricordo.

di Luca Incarnato

L'anno scorso di questi tempi nel ricordare Pasquale ci si augurava un risveglio delle coscienze, il proposito di portare avanti le sue "battaglie", o almeno di provarci. Anche quest'anno gli scandali non sono mancati, come non fossero bastati quelli dello scorso anno. Chi sbaglia, anziché essere processato, diventa una star televisiva senza averne dignità e numeri.

Questo senz'altro avrebbe indignato Pasquale, ma molto di più il sapere della richiesta di archiviazione per i delitti di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Difficilmente il prossimo anno di questi tempi avremo la possibilità di raccontare qualcosa che stia cambiando, ma grazie a Dio ci è ancora concesso di sognare.

L'immagine riprodotta proviene dal sito  http://www.esanet.it/cavaliere.html

 

Lettera a Taricco.


Lo scorso 30 luglio Mariano ha scritto una lettera all'Assessore regionale all'Agricoltura Mino Taricco, sottoponendogli alcune riflessioni sul tema della caccia, a proposito del Piano di abbattimento degli ungulati per la stagione venatoria 2007/2008, approvato il 9 luglio 2007 con la Deliberazione di Giunta n. 37-6385.

Tra le considerazioni: "L’elenco delle specie cacciabili dovrebbe essere costituito esclusivamente da quelle specie che, previa incontestabile verifica della loro presenza e numerosità sul territorio, possono creare realmente un danno alle colture agricole o alterazioni agli equilibri naturali".

Ancora: "La dilatazione dei periodi di abbattimento, che di fatto vanno ormai da agosto a gennaio, rappresenta un immotivato aumento del disturbo antropico, un potenziale rischio di abbattimento di femmine allattanti con ripercussioni sulla sopravvivenza dei piccoli, nonché, in assenza di un efficace sistema di sorveglianza, un ulteriore fattore di rischio per la fauna presente sul nostro territorio". Il documento suggerisce quindi una rivisitazione dei periodi indicati per i vari ambiti territoriali e i comprensori alpini che tenga in considerazione l’attuale normativa, la quale prevede la modifica del periodo di caccia solo in particolari casi legati alle specifiche situazioni territoriali.  

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA 

 

giovedì, agosto 02, 2007

Attenzione: la sicurezza non è uno scherzo!.


di Mariano

Sul bisogno di maggiore sicurezza nei luoghi della nostra vita in tanti hanno già detto e scritto. Non varrebbe la pena di aggiungere altro, se non assumere il problema come davvero centrale. Sappiamo bene che occorre intervenire per meglio contrastare la microcriminalità, l’impunità diffusa e la semplice cafonaggine che sovente acquista il carattere di vera e propria sopraffazione dei più deboli, siano essi compagni di scuola o anziani che viaggiano sul tram.

Sappiamo anche quanto sia difficile intervenire sulla solitudine - vero alimento dell’insicurezza e dell’isolamento - che sta diventando una vera e propria piaga sociale, un veleno che ammorba la vita di tanti pensionati e di qualche giovane incapace di affrontare il mondo con le sue gambe.

Sappiamo che è impossibile controllare tutto e dovunque, che occorrono strette relazioni sociali e servizi di pubblica sicurezza che funzionino al meglio. Sappiamo che su questo tema è facile fare della demagogia, illudendo persone in difficoltà con provvedimenti ridicoli.

Un esempio l’ho trovato proprio nel mio comune - che tristezza - ed è di questi giorni. Non riuscendo a convincere i Vigili urbani, già stressati per il pessimo trattamento che ricevono, a organizzare turni serali di pattugliamento delle strade per tutta l’estate, l’amministrazione comunale non trova di meglio che affidare a una società privata il pattugliamento della città: 1 macchina con due agenti a bordo, la sera dalle 21 alla 1, nei giorni di giovedì, venerdì e sabato. Tutto questo viene chiamato "vigilanza notturna" e certamente come tale il servizio verrà venduto ai cittadini e ai mezzi di informazione.

Gli abitanti di Grugliasco si sentiranno più sicuri, almeno quelli che ancora si bevono queste panzane.

Ma gli altri non si sentono più tanto sicuri di avere un’amministrazione capace di affrontare seriamente problemi seri.

Sull’argomento ho presentato interpellanza al Sindaco, spero a presto la risposta.

 

Partito democratico: PERCHE’ ESCLUDERE DI PIETRO?.


di Max Abbruzzese

Può darsi che alcuni lettori del blog si chiederanno: “e che c’azzecca”!!??

Ebbene, anche il gruppo in regione insieme a molte le liste civiche del territorio, singole persone e alcune associazioni che con esso collaborano stanno portando avanti una riflessione riguardo la partecipazione al processo costituente del Partito Democratico, cercando di districarsi fra luce e ombre.

Uno dei più interessanti punti di vista, sensibile e determinato, ci è sembrato il pensiero di Mario Pirani, espresso nella lettera aperta a Veltroni e pubblicato su Repubblica domenica 5 agosto. Qui anche la risposta del sindaco di Roma.

Tornando alle vicende relative alla presentazione della candidatura di Di Pietro a segretario del Partito Democratico (e alla successiva esclusione), il ministro ha lanciato un j’accuse dal proprio blog; credo sia giusto che anche i lettori del blog di Mariano abbiano la possibilità di meglio comprendere la vicenda.

Qui di seguito riportiamo alcune delle frasi che francamente non ci sentiamo di non condividere.

“il Partito Democratico ha perso un’ottima occasione per potersi qualificare tale giacché un partito, per potersi definire davvero “democratico” deve essere aperto e pluralista altrimenti semplicemente “non è”, non esiste”;

 

Lettera aperta ai quasi democratici del Piemonte.


Care amiche e cari amici,

che il processo di costruzione del Partito Democratico non sarebbe stato una passeggiata era facile prevederlo. Era anche facile prevedere che il dibattito interno sarebbe stato intenso, cruento, qualche volta non all’altezza delle aspettative, ma nella testa di molti di noi anche questo era da mettere fra le cose buone, perfino a prescindere dai risultati.

Era la politica che si rimetteva in movimento, che ripartiva per svolgere la sua funzione più nobile ed entusiasmante: la costruzione di idee, progetti, speranze di cambiamento. Ripartire significava anche ripensare ai modelli di società che vogliamo realizzare, al ruolo delle generazioni, allo sviluppo delle potenzialità, alla valorizzazione delle intelligenze e delle energie che mai come in questi tempi viaggiano ben lontano dal mondo della politica.

C’era finalmente la voglia di "declinare al terzo millennio" i valori di giustizia sociale, di valorizzazione del lavoro a scapito della rendita finanziaria, della coniugazione fra il benessere individuale e la coesione sociale, della saldatura fra cooperazione e competizione, del superamento della dicotomia ambiente/economia, di laicità, di scuola pubblica di livello e per tutti, di welfare sostenibile, di diritti e di doveri.

In quelli come me c’era anche la voglia di collaborare a disegnare un partito politico che sappia parlare di questi ed altri temi con linguaggi e concetti riferibili al mondo d’oggi, di democratizzare questo nostro paese con regole finalizzare a includere, spezzando e oligarchie che non solo nella politica soffocano ogni spinta di cambiamento. Un partito con regole che tutti rispettano, che si batte perché tutti rispettino le regole e le leggi, che sa scegliere le persone più adatte a governare chiamando tutti a contribuire, che sa ascoltare con umiltà le sollecitazioni e le spinte che vengono dalla società, che si dota di terminali capaci i sentire la temperatura e di produrre poi quella sintesi che si chiama programma politico, che vuole occuparsi delle povertà, che sa discutere e decidere.

Queste ed altre sono state le ragioni che mi hanno spinto a sottoscrivere il documento nazionale degli eco-dem (Scalia, Mattioli, Ronchi ecc.) e a seguire le iniziative messe in campo per dare consistenza a quell’ area culturale e politica che si richiama alla necessità di cominciare a declinare seriamente l’ambientalismo e l’economia per cercare quelle sintesi che sono indispensabili a una società evoluta. E che sono possibili. Cedo che nel futuro Partito Democratico ci debba stare anche questa importante istanza, serve a costruire futuro, credetemi.

Il vasto gruppo di amici con cui da anni ho sviluppato la mia attività politica - le liste civiche di centrosinistra, gli ecologisti, le associazioni uliviste e i partito-scettici - oltre che i miei affetti, hanno criticato questa presa di posizione intravedendo nel processo costituente del Partito Democratico solo quegli elementi di "fusione fredda" di due partiti importanti, in crisi di idee e di percorsi. A molti di loro il Partito Democratico è indifferente, dalle persone che oggi ci lavorano hanno preso schiaffoni, qualche volta sono stati emarginati. Quelli che hanno fatto esperienze di militanza nei partiti del centrosinistra e ne sono usciti, manifestano ancora più scetticismo di quanto non sarebbe logico. A loro ho spiegato, ancora spiegherò la mia posizione, ma non è questo il punto.

Credo che anche con questo mondo sia necessario ricostruire un rapporto. E’ necessario per il futuro PD, così come è necessario che davvero tutto non si riduca a un rimescolamento di necessità. Sennò il fallimento è dietro l’angolo.

Permettetemi allora di dire che le regole per le primarie sono assurde, fatte apposta per garantire i capilista. Pazienza, si farà lo stesso quello che si riesce. Sono assurde anche le polemiche sulle candidature che leggo anche io sui giornali, ma è certamente dannoso questo ripiegarsi su se stesso del dibattito politico.

Vedo persone importanti che ci avevano creduto che se ne vanno, altre che si mettono sulla riva ad aspettare, altri ancora che manifestano scetticismo circa la possibilità che da questa vicenda emerga un partito nuovo, nei metodi e nei contenuti. Le primarie del 14 ottobre sono certamente un’occasione. Se voteranno solo i militanti dei partiti e qualche cammello di questo o quel candidato saranno un grande fallimento, bisogna che insieme ci adoperiamo affinché davvero si riesca a fare quello che è stato promesso.

Dobbiamo - credo - tirarci su le maniche per dare una svolta al processo. Se ve lo dico io, che i partiti non li ho mai molto amati, dovete proprio credermi.

A disposizione e con amicizia.

Mariano Turigliatto

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12 agosto LA STAMPA: Bresso vuole giovani e ambientalisti nella lista Chiamparino

 

mercoledì, agosto 01, 2007