Una storia esemplare di questo paese dove tutti ci provano, tanti ci riescono e molti fanno finta di niente. Come si fa a fregare il Sistema sanitario facendola franca
“Signora, la mamma adesso sta bene… Il braccio che si è rotta è
immobilizzato e la frattura composta, ha bisogno di un tutore. Noi la teniamo
qui, le faccio la prescrizione (la mutua lo passa) così lei può andare a
prenderlo. Una volta che ce l’ha torna qui e dimettiamo la signora, speriamo
che stia meglio”. Deve essere andata più o meno così la conversazione
fra un valente dottore del Pronto Soccorso di un importante ospedale del
torinese e la figlia di un’anziana signora che si era fatta male cadendo. Solo
che poi il colloquio è continuato così:
“Ecco qua la prescrizione, vada nel negozio di via *******, che lo trova… Ha
capito bene dove deve andare? Aspetti, le mando sul cellulare una foto del
negozio, così non sbaglierà”. La signora, che abita in tutt’altra
direzione, decide invece di entrare in un negozio di sanitari vicino alla sua
abitazione. E’ munita di regolare prescrizione che riporta il codice del
nomenclatore, vale a dire del prontuario degli ausili protesici a prezzo
definito dalla Regione Piemonte. Serve ad evitare che lo stesso ausilio venga
venduto a prezzi diversi e che i meccanismi di rimborso possano incoraggiare
frodi a carico del sistema sanitario che rimborsa le spese. Il valente dottore ha
prescritto un ausilio che, dice alla signora, costa 322,39 euro oltre IVA, totale 335 euro...
