Senza che quasi ce ne accorgessimo, il nostro mondo sta cambiando alla
velocità della luce, anzi della connessione. E qui cominciano i guai…
Essere connessi
Angolo di una strada, spogliatoio di una
palestra, corridoio di una scuola, bagni di un ufficio, mamme e papà ai giardini
o dal pediatra con i figli: dappertutto c’è qualcuno con uno smartphone in mano
che, incurante del contorno, osserva il video e diteggia la tastiera virtuale
come se fosse una questione di vita o di morte.
Fino a non molto tempo fa era parte della gestualità rituale delle nostre
latitudini, in occasione di pubbliche adunanza (riunioni, feste, incontri di
varia natura), tirare fuori il pacchetto di sigarette e l’accendino. Si
mettevano bene in vista sul tavolo o sul punto di appoggio più prossimo così,
oltre a consumare le cicche, si adoperavano anche per giocherellarci nei momenti
di noia o di tensione frenata. Chi non fumava già allora rimediava con bloc
notes e biro, di solito utilizzati per farci dei ghirigori e disegnini
accompagnando il fluire dell’evento. Sigarette e accendino quasi sparite e chi
ancora fuma sta bene attento a tenere nascosto in tasca gli oggetti del vizio;
biro e bloc notes hanno lasciato il posto a tablet e supertelefoni su cui si
possono annotare le cose che servono.
Solo che nessuno lo fa mai: tirando fuori il tablet, la prima cosa che
normalmente si fa è guardare se c’è nuova posta, magari approfittando per
eliminare la valanga di email inutili che riceviamo e mandiamo ogni giorno. Poi
si passa a facebook e twitter (magari qualche nostro “amico” ha scritto qualcosa
di fondamentale che dobbiamo assolutamente condividere), infine al cazzeggio
informatico su instagram e simili.
Data Center: gli errori contenuti nella delibera e le motivazioni che non
ci sono
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*Il 30 giugno scorso il Consiglio Comunale ha approvato una deroga al Piano
Regolatore della Città per consentire la Realizzazione di un Data Center
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