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ANIME BELLE

Nella mia città, otto mesi dopo le ultime elezioni, è già cominciata la processione dei pentiti, dei risentiti e dei traditi, tutti smaniosi si smarcarsi e giustificarsi…
La responsabilità solidale
Pentimento Quando un gruppo di persone condivide un impegno, un’attività o anche solo una bella avventura, costruisce una situazione che  finisce per esasperare i sentimenti che maturano fra i soggetti coinvolti, cementati da sfide impossibili, momenti di sconforto, crisi e riprese. Affetti si costruiscono e si consolidano, odi e rancori maturano fino a diventare insopportabili, nascono alleanze, simpatie e antipatie, rivalità e solidarietà.
Questo succede anche in una giunta comunale, si tratta di poche persone il cui operato deve per forze essere coordinato e concorrente per evitare guai e poter realizzare i migliori risultati possibili.

CRTL+ALT+CANC

Quando un computer si inchioda o semplicemente va a rilento, un bel reset rimette le cose a posto… quasi sempre. Le elezioni di ieri sono un bel reset: ripartirà la macchina?
In attesa del prossimo…
I giornalisti più accorti hanno capito già da lunedì che avrebbero dovuto inventarsi un linguaggio nuovo per raccontare l’Italia uscita dalle urne: ci stanno provando, con qualche invitabile scivolone all’indietro, ma si capisce che stanno facendo tutti gli sforzi possibili.
La gran parte dei loro colleghi no: continuano a parlare di “populismo”, “protesta” e altre cavolate del genere, attribuendo ai Cinquestelle la loro (di giornalisti allineati e assuefatti) visione della politica, le loro  comode categorie di interpretazione della realtà. Non hanno fatto alcuno sforzo per capire chi erano e da dove venivano costoro, per ascoltare che cosa volevano e adesso… continuano con le stesse sciocchezze che hanno scritto e detto in tutti questi mesi. Molti politici anche.
Vedere le facce stravolte degli arroganti “vincitori annunciati” trasformarsi in ghigni ammuffiti a mano a mano che scoprivano la voce del paese che usciva dalle urne, ascoltare i loro commenti imbarazzati prima e poi allarmati sono vere grandi soddisfazioni che si vivono una volta sola nella vita, anche se vorresti ripeterle spesso.

LA POLITICA TOSSICA

L'Università torinese decreta la fine del progetto "Grugliasco città universitaria", il sindaco cade dal pero. Era scritto che sarebbe finita così, vista l’insipienza dell’amministrazione PD (e satelliti) della città.  Un grave danno della cattiva politica, premiata dagli elettori nemmeno nove mesi fa...
Bye Bye polo scientifico…
Veterinaria-Grugliasco Su “La Stampa” di ieri, sabato 23 febbraio, un articolo a tutta pagina che si occupa delle elezioni per il rettore dell’Università di Torino evidenzia che nessuno dei quattro candidati intende proseguire il progetto di insediamento a Grugliasco delle Facoltà scientifiche: mancano i soldi e altre sono le priorità. Domenica (oggi) il neosindaco strepita e protesta pateticamente, sa che cosa lo aspetta: ha vinto le elezioni nove mesi fa promettendo una città universitaria e adesso offre un pugno di mosche, che vanno ad accompagnarsi alle tossine che ha sparpagliato in giro e che adesso gli si rivoltano contro (leggi).
Siccome non si tratta di cosa di poco conto (e di stratta di un tema che conosco bene per averlo trattato, perfino con un qualche successo) e siccome ci tengo tanto alla trasformazione di Grugliasco in città universitaria, voglio rifare la storia. Prima di tutto, giusto per sapere di cosa si parla, ecco un video di meno di un anno fa: inquadra il tema e spiega a che punto siamo e a che punto dovremmo essere da anni.

CORSA AL CENTRO

Scorrendo le liste dei candidati, un sorriso viene naturale. Vi racconto la storia di Flo, così vi divertite un po' anche voi...
A galla
voltagabbana “Solo gli asini non cambiano mai idea”, questa è una delle tante frasi che ricorrono con una certa frequenza quando si debbono spiegare certe giravolte che, diversamente, qualificherebbero in modo troppo negativo le persone che ne sono protagoniste.
Essendo il nostro un paese ad alta densità di opportunisti e di voltagabbana, anche gli equilibrismi e i cambi di casacca hanno bisogno di qualche celebrazione che li nobiliti un po’.
Giusto qualche giorno fa un mio allievo mi chiedeva cosa si intendesse in politica con “corsa al centro”, l’aveva letta su un quotidiano e faticava a coglierne il senso. Ho provato a spiegargliela con il politichese, poi accortomi che non capiva, gli ho fatto un esempio concreto, quello di Flo.

TANGENTOPOLI RETURNS

Da qualche giorno i principali quotidiani nazionali, i cui giornalisti sembra che vivano su Marte, scopre che le retate in corso e gli arresti eccellenti indicano l’esistenza di un sistema mafioso organizzato. Ma guarda…
Le anime belle
soldi Ora anche Napolitano si è accorto che nella Repubblica di cui è presidente i fatti stanno superando le fantasie più malate e perverse: neanche quei forcaioli de “Il Fatto” si erano spinti ad immaginare uno schifo di queste proporzioni.
E così abbiamo manager di stato che non solo pagano mazzette per promuovere le imprese che governano, ma addirittura che fanno rientrare parte delle tangenti destinate ad acquirenti esteri per incassarsele loro o destinarle e chissà chi: la mazzetta sulla mazzetta. Per adesso non si conoscono ancora i nomi dei destinatari della politica, ma già si sussurrano le prime indiscrezioni. Si aspetta domenica prossima, poi l’apocalisse.
Abbiamo anche banchieri nominati dal PD che non avevano (naturalmente!) alcun contatto con i notabili di quel partito, che erano perciò all’oscuro di tutto.

LE DIMENTICANZE di F. Maletti

Franco è già proiettato nel futuro post-voto, ma ha anche lui paura che – passate le elezioni – i vincitori dimentichino le vere priorità per costruire le radici salde dell’Italia futura… 
Cose da fare presto
07-pivovarov- 1975- for eye candy In questo fine campagna elettorale turbolento e caotico come non mai, ritengo non inutile fare alcune brevi sottolineature affinché i futuri vincitori non rischino, nell’ubriacatura della vittoria, di perdere il controllo delle priorità sulle cose da fare.
EUROPA. Basta con gli egoismi di ciascuno Stato e forme di dumping sociale e finanziario. Occorre lavorare perché ogni Stato rinunci ad una parte della propria sovranità nazionale (meno sovranità e più solidarietà) rendendo progressivamente omogenei per tutti i cittadini d’Europa il sistema fiscale, il sistema pensionistico, il welfare, la sicurezza, l’assistenza sanitaria, la difesa, i contratti di lavoro di categoria e minimi retributivi relativi. Eliminando sprechi e doppioni causati da un antistorico senso di difesa della identità nazionale di ciascuno.

IL COLTELLO DEL SINDACATO

Quest’anno ai tesserati CGIL/Scuola un coltello multiuso in omaggio: finalmente gli strumenti della professione a disposizione degli iscritti!
Senza limite
image Venerdì scorso il rappresentante sindacale della scuola dove lavoro mi ha chiamato per consegnarmi la tessera 2013 del mio sindacato, la CGIL-FLC (Federazione Lavoratori della Conoscenza, che esagerasiun!), in passato più modestamente CGIL-Scuola. Insieme, con un certo imbarazzo, mi ha regalato il gadget che il mio sindacato ha deciso di dare quest'anno ai suoi iscritti: un coltello multiuso.
Pensavo che scherzasse, invece era proprio vero: non un’agenda, un portachiavi, un fogliettino in cui mi si diceva che al posto del gadget la CGIL aveva speso i soldi per aiutare la FIOM, per mandare nostalgici in gita a Mosca, per l’internazionalismo proletario sindacalizzando le fabbriche cinesi con infiltrati riciclati fra gli esodati di Monti… Niente di tutto questo: un coltello con limetta per le unghie (sala insegnanti nelle ore di morta), cavatappi (e Cota vuole farci il test alcoolico!), punteruoli e lame varie che ho subito avuto la tentazione di provare in classe, anche solo per minacciare i più riottosi fra i lazzaroni delle quarta ora. Ma come diavolo hanno potuto pensare a una cosa del genere?

PAURA

Ogni giorni di questa campagne elettorale è contrassegnato da una puntata di un dramma in larga parte già visto
Prima la spocchia…, poi la disperazione!
Paura In tempi non sospetti mi ero permesso di mettere in discussione la strategia di Bersani verso il resto del centrosinistra criticandone gli aspetti che più richiamavano alla spocchia comunista e post, quella che ha fatto perdere elezioni già vinte e costruire coalizioni già morte prima di mettersi al lavoro: sempre a opera loro, dei post comunisti (leggi). Eh già, se Berlusconi ha regnato pressoché incontrastato per 18 anni ed è tuttora alla ribalta, qualche responsabilità ce l’avranno pure loro dirigenti e personaggi di punta del principale partito del centrosinistra. O no?
Sostenevo che chiunque voglia candidarsi a guidare il paese deve innanzitutto essere capace di negoziare con tutti i possibili alleati le condizioni migliori per realizzare il programma voluto: se non bastassero gli “alleati naturali”, il leader capace dovrebbe allargare la coalizione fino a comprenderne altri così da raggiungere la maggioranza per vincere le elezioni e, finalmente, governare.

SCANDALI SINISTRI

Vent’anni fa un’indagine della Magistratura torinese scoperchiava una “cupola” ante litteram nella quale si sperimentavano gli schemi della gestione del potere e della corruzione che ancora oggi segnano la storia italiana
Lo scandalo Le Gru vent’anni dopo
corruption Mi ha fatto un certo effetto leggere le due paginate che Nord Ovest del 30 gennaio ha dedicato al ventennale della Tangentopoli torinese, commentando le analogie e le differenze con gli scandali che oggi toccano parti del centrosinistra italiano. E' effetto di un protagonista (non ancora reduce), il rammarico di quello che avrebbe potuto essere e che non è stato, ma soprattutto alla mancata profonda riflessione intorno ai meccanismi della corruzione in politica, quella riflessione che avrebbe potuto “vaccinarla” dagli scandali che ne contrassegnano il cammino (leggi articolo)
Gli errori e le degenerazioni si ripetono sempre uguali, qualche volta perfino con gli stessi protagonisti, fotografia di un paese che non impara mai dai suoi errori e dove i maestri sono scambiati per agitatori e questi ultimi per eroi. Salvo Anzaldi, autore dell’articolo principale, tutte queste cose le mette in luce con la maestria e l’obiettività che gli sono caratteristiche.

CARO/SEL di F. Maletti

Entriamo nel vivo della campagna elettorale e storie, opinioni, giudizi e quanto serve a orientarci… insomma tutto è benvenuto
Sindacalisti in politica  
sindacalismo In tutti questi anni, forse in modo addirittura eccessivo, bisogna dare atto che Vendola non ha mai perso occasione, nonostante le sue (per me) evidenti storture ideologiche, di mettere in risalto la sua immagine di persona democratica, rispettosa delle regole, indubbiamente preparata culturalmente, e particolarmente attenta ai bisogni degli ultimi: anche nel senso cristiano del termine. Diventa quindi ancor più clamorosa e soncertante (per le ragioni appena elencate) la sua decisione di mettere come capolista in Piemonte per Sinistra e Libertà il sindacalista della Fiom CGIL Giorgio Airaudo: il più strenuo dei difensori di una casta di lavoratori privilegiati, e spesso tali a discapito di tutti gli altri.

MONTE DEI PASCHI

Il debutto di una campagna elettorale in cui il PD è praticamente senza avversari, fa registrare insidie e mine piazzate un po’ dovunque. Che potranno esplodere prima o dopo il voto, ma esploderanno… Sposetti dixit
I nemici del PD
euro redCerte volte hai l’impressione che il peggiore nemico del PD sia proprio il PD! Piazza due colpi, uno di sostanza e uno di propaganda, davvero formidabili e si mangia il vantaggio accumulato in una settimana scarsa di campagna elettorale disastrosa. Il colpo di sostanza sono le primarie Bersani/Renzi, quello di propaganda sono le primarie per le candidature, autentica farsa a uso e consumo dei giornali che nelle feste di Natale non hanno notoriamente un tubo da scrivere.
Ma non è più questo che interessa adesso, tutto alle spalle. Adesso c’è il Monte dei Paschi: rischia di trasformarsi nel Golgota del PD, una specie di salita di espiazione che lascerà il soggetto esanime e solo più speranzoso di un’ennesima resurrezione. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, legga l' intervista di Sposetti su Repubblica, da bene l’idea del modo di pensare e dei temi che le alte sfere di quel partito stanno affrontando in questi giorni.

ELEZIONI ED ESODATI di F. Maletti

I toni della campagna elettorale sono tali che già oggi tutti strillano e pochi ascoltano. A proposito della riforma Fornero e del problema degli esodati….
A onor del vero
Musco2 Per chi cerca di tenersi costantemente informato sulle cose, avvantaggiato dal fatto di essersi sempre occupato in età lavorativa di questioni tecniche e legislative legate al mondo del lavoro, è piuttosto irritante sentire (in campagna elettorale, ma non solo) così tanta gente che parla a sproposito. Per cui viene da domandarsi se il fine ultimo di ciascun competitore politico non sia tanto quello della ricerca della verità quanto del consenso “a prescindere”.
E allora, tanto per fare un esempio, gli “Esodati” NON sono il “prodotto” del governo Monti, ma la conseguenza di accordi sindacali fatti puntando sulla IMMUTABILITA’ del sistema pensionistico e che stabilivano ANZITEMPO il diritto a pensione dei lavoratori.

ARROGANZA BUROCRATICA

Come trasformare il cittadino in vittima rendendogli inaccessibili perfino i diritti fondamentali. Una storiella dal selvaggio west
Nelle mani di pericolosi incapaci
Lunedì 21 cedo alle insistenze di mia moglie: debbo andare all’ASL a cambiare la pediatra della nostra nipotina. La dottoressa  ha cambiato paese, ha fatto di tutto per portarsi dietro i suoi piccoli mutuati, ma di garanzie di presenza ne da troppo poche. Si cambia, ma anche se non lo si facesse, tutti i parenti dei suoi piccoli mutuati sono costretti ad andare all’ASL per confermare o smentire la scelta: come se il problema ce lo avessero loro e non la dottoressa.
Ovviamente non aveva avvisato nessuno del disguido, i fortunati l’hanno scoperto perché sono andati da lei per necessità. Non una lettera, una e-mail o un sms, come se fosse una volontaria benemerita che presta i suoi servigi gratis.

LO SPRECO E IL TORBIDO

Come può succedere che semplici e innocui lavori di manutenzione di un parco diventino una colossale voragine di danaro pubblico, incapacità, pressapochismo e altro ancora…
Gettare i soldi pubblici
IMG_0162 Il centro di Grugliasco è occupato da un grande parco chiamato Porporati dal nome della famiglia che l’ha ceduto al Comune in cambio di un impegno a non mutarne la destinazione d’uso. Non sono molte le città – anche quelle più piccole della mia – a poter vantare un bel parco nel loro centro e di questo noi provinciali andiamo fieri. Tanto da sollevarci dal torpore ogni volta che qualcuno cerca di metterci le mani sopra per foraggiare speculazioni immobiliari, purtroppo tutte con targa a sinistra. 
Cominciarono gli amministratori social-comunisti della metà degli anni ‘80, immaginando di costruirci su un lotto di casette  col pretesto di finanziare la sistemazione dell’area (allora in abbandono) a parco pubblico. Fu una delle prime palestre con cui noi, allora giovani, ci esercitammo nelle difficile arte dell’opposizione...
Il progetto rientrò e, nei primi anni ’90 finalmente partirono i lavori di costruzione del parco.

VOTO UTILE E VOTO INUTILE

Bersani mette la sua campagna elettorale sullo stesso piano di quella di Berlusconi: fenomeno preoccupante, sembra che stia facendo di tutto per perdere elezioni già vinte.
La democrazia di Bersani
01pivovarov- 1970 Sembra davvero di essere tornati indietro di 18 anni, ai tempi della “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria, poi della campagna per Rutelli premier – quando il centrosinistra prese più voti della parte avversa, ma si presentava diviso, con l’IdV messa fuori dalla coalizione – quando alla vittoria non ci credevano neppure quelli che erano pagati per farlo. Così, fra un D’Alema e un Vetroni il centrosinistra ha consegnato il paese alla peggiore feccia che fosse possibile trovare in Italia … con gli esiti ben noti.
Bersani e i suoi sono stati per un anno nella maggioranza e nel governo, regalandoci una nuova credibilità internazionale in cambio di: legge sulle pensioni ben nota, legge sul lavoro che non ha prodotto un posto che sia uno, ma tanti licenziamenti e chiusure. E, poi, ancora...

MATTIA NEGLI USA

Un documento interessante, divertente e sconvolgente. Bisogna proprio leggerlo per capire la vacuità dei nostri luoghi comuni sugli USA, sulla scuola e su tante altre leggende di cui ci nutriamo ogni giorno… meno male che ci sono i nostri studenti a ricordarcelo.
Uno studente in Oklaoma
scambi Uno studente della mia scuola – nato in Italia da genitori cinesi – ha scelto di partecipare a un programma di scambi con gli USA che coinvolge gli allievi del quarto anno della scuola superiore. Gli ammessi vengono assegnati a una famiglia americana che ha dato la disponibilità e frequentano per un anno le lezioni in una scuola superiore statunitense, per poi tornare in Italia a frequentare l’ultimo anno. Questo suo articolo è pubblicato sull’ultimo numero del giornalino scolastico del mio istituto: si chiama “Il Calamajo” e ve ne consiglio caldamente la lettura.
Mi chiamo Mattia Chang, ho frequentato l’ITI Majorana (di Grugliasco ndr) per tre anni e per il quarto ho scelto di essere uno “exchange student” andando in America, per poi tornare l’anno dopo e completare il percorso di studi iniziato.

I PROFESSORI di B. Spinelli

Un articolo di Barbara Spinelli pubblicato su Repubblica del 2 gennaio invoglia e schierarsi e a dare voce al bisogno di legalità e democrazia…
Quando arrivano i Guidatori 
06-Rudolf-Mates--illus.-for-A-Forest-Story-by-Josef-Kozisek-(Czechoslovakia--1929)_900 Se guardiamo alla nostra storia postbellica, e ricordiamo come a ritmi regolari sia degenerata in storia criminale - non solo negli anni '92-93, ma fin da quando Pasolini cominciò, nel '72, a esplorare nel romanzo Petrolio l'assassinio di Enrico Mattei - è difficile non dare ragione alle parole di Ingroia, il magistrato che ha indagato i ricorrenti, clandestini patti fra Stato e mafie.
Evocando il proprio ingresso in magistratura, e l'odierno passaggio alla vita politica, ha detto, sabato scorso: «Quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un Paese normale e in una situazione normale. Siamo in una emergenza democratica dovuta allo strapotere della criminalità organizzata e all'inadeguatezza della politica.E allora (...)è venuto il momento della responsabilità istituzionale e politica».

IL BRANCO

Come la rinuncia all’autonomia in cambio di benefit trasformi le persone in caricature tragiche. Una storiella per cominciare bene l’anno.
Andare “a servizio”
Dicembre appena trascorso, drammatica e intensa seduta del Consiglio comunale della mia città sul tema rifiuti e inceneritore, prossimo a entrare in funzione. Contrariamente al solito, la sala è stracolma di cittadini venuti a sentire, chiamati dai consiglieri di opposizione che sono stati promotori della convocazione della seduta. Si dibatte se permettere a qualche rappresentante del comitati di intervenire per consegnare ufficialmente ai consiglieri le tante firme a una petizione che chiede un modo diverso di trattare e smaltire i rifiuti, raccolte fra la popolazione della città. La maggioranza - (PD, Moderati, IdV, UDC), sindaco in testa - non vuole perché “dicono sempre le solite cose che già sappiamo”, l’opposizione (Lista civica Grugliasco Democratica, Ecologisti e M5S, PdL tace) chiede uno spazio di mezz’ora per interventi del pubblico. Schermaglie, si vota fra i rumors del pubblico, vince la maggioranza.

Il sindaco – facente funzioni di capobranco – si accorge della gaffe di fronte ai cittadini e rimedia proponendo che l’intervento esterno, prima negato, sia ora consentito, ma a una sola persona in rappresentanza di tutti. Cosa che avviene, per un totale di 27 minuti (cioè la mezzora chiesta dalle opposizioni, che nei fatti ottengono quello che avevano chiesto). Il branco si accorge della gaffe, del cedimento del sindaco, sembra disorientato, smentito dal capo che, fino a qualche minuto prima, aveva aizzato i suoi membri contro tutto e tutti, ponendo come condizione fondamentale della loro sopravvivenza l' essere coesi nel respingere tutto quello che venisse dall'opposizione o dai cittadini presenti.

Ma il branco si riprende in fretta dallo smarrimento, ha altre missioni per cui è stato programmato dal capobranco; infatti, come annota una delle cittadine presenti, ogni volte che il sindaco capobranco esce dall’aula, i banchi della maggioranza sembrano ondeggiare per l’incertezza e il disorientamento. Il membro del branco ha sempre bisogno di essere in contatto col capo, a vista, a olfatto, fa lo stesso, basta che il contatto non si interrompa. Il capo se ne accorge e si dispone a rimanere sempre in vista così da tranquillizzare i suoi.
E così si arriva al ridicolo. L’opposizione (senza dirlo) aveva presentato alla discussione due documenti: uno di questi era stato approvato dal Consiglio comunale un anno fa. Molti dei consiglieri di maggioranza (e il Sindaco) erano presenti e avevano votato favorevolmente. Solo che evidentemente non l’avevano letto, oppure non avevano letto la sua riscrittura un anno dopo, convinti che tutto andasse respinto facendo barriera col corpo e con la mente a ogni sollecitazione che mettesse in discussione l’autorità del capobranco.
Così, uomini adulti, gente di mondo, persone che sanno vivere e sanno guardare le cose con distacco e laicità hanno finito per votare contro un documento che prima avevano approvato. Qualcuno di loro l'ha fatto a testa bassa e in evidente stato di difficoltà, ma questo rende ancora più triste l'intera faccenda.

“Poco male”, potreste dure voi lettori abituati oramai a vederne di tutti i colori. Solo che i documenti non erano proprio carta straccia: fissavano obbiettivi e modalità in relazione alle politiche di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Indicavano criteri per limitare l’esplosione dei costi che i cittadini sopportano e definivano una via per evitare che lo scempio dell’ambiente e della salute continuasse con l’allegra incoscienza con cui è avvenuto finora.

A votazione conclusa, il capogruppo della lista civica l’ha fatto notare. Il pubblico ha rumoreggiato, dai banchi gli sguardi sono andati al capobranco. Seduto al suo posto, col ghigno di quando è in imbarazzo, li ha rassicurati. Si sono comportati bene, possono stare tranquilli: il capo penserà a loro con riconoscenza e gratitudine.

Mariano

BUON ANNO

E’ già duro fin dalle prime ore questo nuovo anno, ma ce la faremo anche questa volta, auguri di cuore a tutti quelli che se lo meritano.
Auguri a chi mi vuole bene, a chi prova gratitudine per ciò che ha, a chi cerca di vivere come pensa e non ci riesce sempre, a chi getta il cuore oltre l’ostacolo ogni volta che ha paura, a chi continua ostinatamente a pensare che domani sarà meglio di oggi, che deve essere così per i nostri ragazzi e per chi oggi non ha prospettive.
Auguri a chi ce la mette tutta per non sprofondare nell’abisso dell’egoismo e a chi si sente bene se fa qualcosa che serve a tutti. Auguri a chi si sbatte tutti i giorni, tutti i giorni di questo anno appena cominciato.
Mariano

RICAPITOLANDO…

Ultime ore dell’anno in grande trepidazione nel mondo della politica e non solo in quello. Nascono liste, spariscono partiti e movimenti storici, cadono teste, altre risorgono. Su tutti Monti, l’ingrato, e la sua vittima Bersani.
La fregatura
12-Rudolf-Mates--illus.-for-A-Forest-Story-by-Josef-Kozisek-(Czechoslovakia--1929)_900 Dunque, il PD sostiene per un anno un governo che ne fa di cotte e di crude, somministrando agli Italiani dosi di ingiustizia come raramente ne avevano avute. Ministri imbarazzanti, nullafacenti e, a volte, anche un po’ compromessi e chiacchierati. Fornero qua e là, Clini il Tarantino e via cantando.
Il PD beve tutto in nome di un senso di responsabilità che sa tanto di cascami del Fattore K, quello per cui il PCI negli anni ‘70 e ‘80 non era mai abbastanza (democratico, occidentale, filoborghese…) per poter andare al governo. Lo fa anche perché così pensa di maturare una specie di diritto a governare, quasi che la politica non avesse insegnato esattamente il contrario. Già che c’è, elimina anche ogni forma di concorrenza nella sinistra, approfittando della dabbenaggine e dello spirito conservatore dei suoi leaders, più occupati a garantire se stessi che a innovare, modernizzare, realizzare qualche brandello di maggiore giustizia sociale.
Così sembra proprio che – dopo gli errori madornali da Occhetto a D’Alema/Veltroni e così per 18 lunghi anni di rassegnazione a Berlusconi – adesso tocchi a loro: si fanno una bella coalizione con SEL (che fine, Vendola!) e PSI e sono a posto.

95

Un fantastico saggio di Davide Mattiello che diventa manifesto politico, una boccata di ossigeno e una spinta ad agire per cambiare il mondo.
Tanti auguri, ragazzi!
95 Avete presente il ruolo del Viks per un influenzato dal naso chiuso e dalla gola in fiamme? 95 di Davide Mattiello è questo: ti stura l’anima, da aria fresca al cervello e da corpo a un sogno, quello di cambiare il mondo. Non ha l’aspetto di un programma politico, ma lo è. Totalmente.
Il titolo si riferisce all’anno di nascita dei ragazzi che diventeranno maggiorenni 18 anni nel 2013. A loro – che si affacciano al mondo della pienezza dei diritti (e dei doveri) - si rivolge in special modo il libro, così: “[…] Ti vorranno far credere che questo è il mondo migliore possibile, che ad avere troppi grilli per la testa si finisce male, che è meglio amministrare con decoro piuttosto che cercare strade alternative, nell’ignoto. Lasciali perdere, sono veleno. Perché la democrazia non è un dato: è sempre e soltanto un processo”.
Ho letto il libro una prima volta, tutto d’un fiato (perché così si deve leggere la prima volta) e mi sono sentito per le prime 57 pagine ai bordi di una manifestazione colorata, fantasiosa, leggera e allegra. Da pag. 58 ci sono entrato dentro e sono anch’io stato parte di quella fiumana di persone, individui, sentimenti, aspirazioni e speranze. Ecco la prima virtù del libro: allegro, “sparato”, leggero eppure denso e spesso, saporito e intrigante. Sono arrivato alla fine che non mi bastava, con in testa l’idea che il bello me l’ero perso per la troppa frenesia, per il chiasso e per il brio.
Allora l’ho riletto, stavolta a pezzi.

LA DISSIMULAZIONE

Finché le parole riescono a “chiamare” le cose e i concetti col loro nome, possiamo stare tranquilli. Quando comincia il saccheggio dei significati delle parole, c’è davvero da preoccuparsi…
L’assassinio delle parole
escher2 Sono davvero tempi difficili quelli che stiamo vivendo e ancora più difficili si annunciano quelli che stanno arrivando: un mondo sfibrato, una società sempre più sfilacciata, relazioni devastate dalla noia e dall’usura di stili di vita che non sono mai stati sostenibili e che adesso stanno marcendo con i cascami che lasciano in ciascuno di noi. Non c’è bisogno di scomodare il collasso del pianeta per registrare il degrado dell’ambiente a partire dall’umanità che lo costituisce, il tutto falsificato dall’immagine ritoccata da mani esperte in comunicazione, capaci di farci vedere quello che non è, di negare con naturalezza ciò che è vero, cioè di dissimulare.
Restavano le parole, l’ultimo baluardo contro la menzogna e la dissimulazione.

BUON NATALE

Dato che – per risollevare questo paese intristito e macilento - non ci resta che sperare in Gesù Bambino, perfino noi che non ci crediamo tanto, una bella immagine per un augurio speciale di un Natale senza la tristezza dell’oggi e con la gioia dell’ingenuità dell’infanzia.
Attenti: Gesù Bambino non fa il professore, neanche il puttaniere e neppure il politico a tempo pieno. Guai a scambiare i personaggi del presepe d’oggi per i salvatori dell’Italia di domani.



Speriamo di trovare qualcosa di buono sotto l’albero, cercate bene e…
TANTISSIMI AUGURI!

Mariano

LA SOLITA ITALIETTA

La politica di un paese da 60 milioni di abitanti ridotta all’attesa di un annuncio…
Monti/Berlusca: moderati?
dissimulations Si candida? Non si candida? E con chi? Contro chi? Sono oramai queste le notizie che tutti i giorni riempiono pagine su pagine dei nostri quotidiani oltre che i talk show televisivi. Alternate alle sceneggiate berlusconiane, degna parabola discendente di vent’anni di follie e di cascami del craxismo degli anni ‘80.
Se Monti abbia fatto bene o male sarà la storia dei prossimi anni a dircelo, ma oggi sappiamo già di quanti suoi ministri imbarazzanti – Clini per dirne uno –, di una straordinaria dipendenza dai potentati economici, dell’ignavia che ha contraddistinto i suoi rapporti col Vaticano (come se andare a messa equivalesse e bere tutte le ingiustizie che la gerarchia religiosa rivendica come dovute dallo stato italiano), dello squilibrio evidente fra i “sacrifici” imposti alla gente comune e la benevolenza esagerata verso chi può.

NELL’EPOCA DEL SURROGATO di F. Maletti

Generalmente il surrogato è, per definizione, quel prodotto alimentare di minor valore usato al posto del prodotto genuino…
Le illusioni d’oggi
san_simpson Chi ha la mia età si ricorda sicuramente che, nella crisi dell’immediato dopoguerra, il surrogato più famoso era quello del caffè: un prodotto quasi identico a vedersi, ma molto, molto differente in quanto a sapore. Però ci si accontentava. Anche perché il rito di preparazione del surrogato era del tutto simile a quello della preparazione del caffè vero: con un effetto illusorio che evaporava soltanto per quelli dal palato più raffinato che ancora ricordavano il sapore del caffè vero.
Io all’epoca ero troppo piccolo per bere il caffè, ma apprezzavo molto il surrogato della cioccolata prodotto dalla marca Ferrero (la Ferrero non me ne voglia per questa citazione che oggi potrebbe ingenerare un dubbio sull’ottima qualità dei suoi prodotti !), e che i miei ogni tanto mi compravano nelle occasioni per le quali me ne ero reso meritevole.

FOLGORAZIONI

Prima adoperano una società pubblica per i loro comodi (e non solo) fra le proteste generali, poi quando non serve più cercano di sbarazzarsene… così tutti dimenticheranno prima.
I pentiti a intermittenza
Le Serre 1Non cessano davvero mai di stupire gli amministratori della mia città e i loro centrosinistri supporter politici. Qualche sera fa ci hanno offerto uno spettacolo impagabile della deriva italica trasferita sul locale, dimostrando anche concretamente che l’incapacità a volte è peggio della malafede. L’oggetto della seduta della commissione consigliare di cui mi onoro di far parte era il piano di rilancio della società “Le Serre”, interamente comunale e da noi più volte definita “La Mangiatoia”,  non certo alludendo al brucabile manto erboso del prato centrale, peraltro soffocato da un osceno tendone che ha devastato il complesso, fra un crollo e l'altro. La riunione serviva a presentare il cosiddetto "Piano industriale", ma naturalmente non è stato distribuito alcun documento, solo qualche slide in slang anglo-grugliaschese che fa sempre effetto. Noi però ce lo abbiamo lo stesso (leggi).
Siccome me ne sono già occupato più volte su questo blog (anche i Carabinieri, l’Ispettorato del Lavoro e chissà chi altri ancora…), rimando ai post precedenti le informazioni sul pregresso di questa società e delle sue recenti attività. Vi racconto solamente la più recente performance della politichetta locale.

OUTING di F. Maletti

Un democratico non è andato a votare alle primarie. Qui ce ne spiega le ragioni.
Contro il populismo
Musco Anche se non se ne è accorto nessuno io non ho votato alle primarie. Se lo avessi dichiarato prima delle votazioni, al contrario se ne sarebbero accorti tutti: dando ciascuno la sua etichetta di convenienza. Etichetta, beninteso, avente come fine ultimo quello di dimostrare al mondo dei votandi la gravità del mio “errore”. Ovviamente.
Faccio, a posteriori ma non tardivamente, (in quanto tragicamente attuali), un breve elenco dei miei “perché”.
Non ho votato alle primarie perché questo “bagno di democrazia” distoglie l’attenzione dal fatto che in molte realtà locali del PD la democrazia non esiste e nessuno sembra preoccuparsene più di tanto.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE di A. Camilleri

Questo è il testo (non rivisto dall’autore) di un intervento di Andrea Camilleri ad Convegno sulla riforma della P.A. nel marzo del 2000. Lo invitò Bassanini e Camilleri regalò ai presenti anche un testo del ‘600 che ben rappresenta come nulla cambi mai per davvero fino jn fondo….
Una riforma dei cittadini
conformism-1920x1080Una piccola premessa. Quando il Ministro Bassanini mi ha telefonato per chiedermi di intervenire a questa convenzione, mi sono immediatamente chiesto: "Ma io che c'entro?".
Riflettendoci, subito dopo, ho capito che avevo non solo il diritto, ma anche il dovere di esserci, perché la cosa, in quanto cittadino italiano, mi riguardava direttissimamente. Mi sono, quindi, pentito del mio atteggiamento iniziale. E questa è una buona ragione per intervenire, ma non lo sarebbe se non lo facessi nei termini in cui lo so fare io. Vogliate perdonarmi, dunque, se vi racconterò una favola.
C'era una volta e, per essere onesti, c'è ancora un paese chiamato Iliata. Questo paese, che un tempo era governato da una monarchia e poi era diventata una Repubblica fondata sul lavoro, come asseriva la sua Costituzione, si proclamava monoteista.

PIOVONO SOFFITTI

Oramai nella mia città è la psicosi: i controsoffitti dei locali del Comune vengono giù con allarmante frequenza. L’ultimo crollo a Villa Claretta, ora Museo del Toro dopo essere stata il monumento allo spreco… con relativo corollario di querele.
Minimizzare il cartongesso
Villa Claretta
Un anno fa circa vengono giù  trecento metri quadri di controsoffitto - cartongesso e struttura in lamiera - all’interno della Nave nel Parco Le Serre, una struttura nuova fino ad allora adibita a manifestazioni, mostre e concerti. Per fortuna sotto non c’era nessuno, ma complicare le cose ci si è messa l’Amministrazione comunale che ha cercato di far passare sotto silenzio l’incidente, con risultati tragicomici. La Procura sta ancora indagando e il sequestro è concluso di recente.
La settimana scorsa è stata la volta del controsoffitto dell’ingresso della Scuola Media 66 Martiri, celebrata dal giornalista pret-à-porter del sindaco con un un articolo grondante miele e melassa.

PRIMARIE E SORPRESE di G. Lava

Il mio amico Giovanni non cessa di sorprendermi. Non avevo mai letto un pezzo così capace di rappresentare uno stato d’animo sempre più diffuso: quello di chi non ne può più, ma non per questo cessa di battagliare per cambiare le cose. (Il blog di Giovanni)
Perché ho votato Renzi
Le mie fotoE alla fine anch'io sono andato a votare e - scandalo - ho votato per Renzi. Sono andato a votare in primo luogo per esercitare il diritto di dire la mia in una vicenda che riguarda sì il centrosinistra esistente, ma anche quello virtuale di chi come me non si ritrova nel centrosinistra realizzato e che anzi critica ferocemente un giorno sì e l'altro pure, perché lo vorrebbe diverso, molto diverso da quello reale.
E poi sono andato per votare Renzi per il merito di aver messo in discussione l'apparato centrale e periferico del partito. Ma vi pare poco per un partito dove finora è valsa la regola che si poteva fare carriera solo grazie ad una qualità: la fedeltà cieca e supina a capi e capetti. La cura Renzi non può che essere salutare per tutti e il primo a giovarsene è lo stesso Bersani che dice cose mai osate prima.

THE DAY AFTER

Ci va poco a trasformare una festa della democrazia in un colpo al basso ventre. La politica in movimento propone schemi e storie che ci tengono col fiato sospeso. E il paese va giù.
Primarie e politica
Pd/Primarie: Bersani-Renzi, verso un ballottaggio al fotofinishSi è consumato il primo turno delle primarie di parte consistente del centrosinistra con l’investitura di Bersani (peraltro già avvenuta all’atto della sua elezione a segretario del PD con primarie frequentate all’incirca dallo stesso numero di elettori di ieri, 3,2 milioni). Già, tutto il can can prodotto, l’attenzione ossessiva dei mass media nell’ultimo mese, manifesti, volantini, dichiarazioni, hanno alla fine prodotto lo stesso risultato delle primarie del PD di qualche anno fa (per Prodi non si erano superati i 4 milioni?).
Intendiamoci: la partecipazione è di una tale consistenza da ammirare l’abnegazione dell’organizzazione e quella degli elettori che hanno dedicato il tempo e due euro per essere parte di un evento entusiasmante come al solito. Un incasso di oltre sei milioni di euro rappresenta un altro bel risultato per PD, SEL e PSI, così come un bel risultato è garantito dall’emersione dall’anonimato di figure come la Puppato e lo stesso Tabacci, da premiare anche per la simpatia. Finalmente nel PD si intravedono componenti ideali e programmatiche certamente contraddittorie, ma che testimoniano una vivacità che non era mai emersa con questa chiarezza.

LA SCUOLA IN SUBBUGLIO

Scioperi, cortei, assemblee infuocate, ma che succede nella scuola italiana? Il governo Monti rianima perfino gli insegnanti. Sabato 24, manifestazione nazionale con defezioni importanti.
L’eterno equivoco
Il poco accorto ministro Profumo esterna la sua volontà di aumentare di sei ore l’orario degli insegnanti delle medie e delle superiori – ovviamente senza alcuna contropartita economica - e subito si scatena la giusta protesta degli insegnanti.
“Ma come – dicono – il nostro orario non è mica fatto delle sole ore frontali di lezione! Ci sono i rapporti coi genitori, i consigli di classe, i collegi dei docenti. Le lezioni dobbiamo pur prepararle, oggi più che mai con le nuove tecnologie a cambiare la didattica e a richiedere ore di lavoro per la costruzione di schemi e supporti all’apprendimento da servire ai pargoletti poco propensi allo studio tradizionale. E poi ci sono i compiti da correggere…”.
Tutto vero: ma è per tutti la stessa cosa? Tutti fanno compiti in quantità che poi debbono correggere? Tutti preparano lezioni e si sbattono per aggiornare metodi e contenuti del loro lavoro? Ovviamente, no, e sarebbe terribile se gli insegnanti fossero tutti uguali, assatanati di scuola e persecutori di studenti.

I FIGHETTI DELLA POLITICA

Qualche settimana fa sono stato apostrofato da un giovanotto isterico con un microfono in mano che mi strillava “Mi dia del lei!”… adesso ve lo racconto.
La forma e la sostanza
freddy3 Seduta del Consiglio comunale della mia città. Fa le veci della presidente momentaneamente assente  il consigliere più votato – un giovanotto che deve avere davvero molti meriti per essere così popolare, solo che nessuno è in grado di elencarli –, chiedo la parola e mi rivolgo a lui, come sempre, con il tu (i miei figli hanno 32 e 37 anni, lui meno).
Dovevate sentirlo: si mette a starnazzare nel microfono “Mi dia del lei!” e sembrava che tutto il suo investimento culturale, emotivo, sentimentale (forse perfino sessuale)  stesse nel farsi in questo modo riconoscere da me come autorevole, rappresentativo e importante. Non c’è stato verso di farlo capire… era così’ preso dalla sua prosopopea, forse perché per la prima volta qualcuno di accorgeva di lui, a mesi di distanza dalla sua elezione trionfale, anche se non per un contributo particolarmente illuminante alla città.

CONTRO I LADRI DI FUTURO

Due manifestazioni hanno segnato A Torino al giornata del 14 novembre 2012. Un entrambe e in tutta Europa c’è la richiesta di un altro modo di uscire dalla crisi.
Più tagli, più ragli

imageI lavoratori da p.za Vittorio a p.za Castello, gli studenti da p.za Arbarello alla sede della Provincia, ieri 14 novembre hanno dato vita a due cortei pieni di gente e determinati a far sentire la partecipazione torinese a una giornata europea di protesta contro il modo con cui i governi e le forze politiche affrontano la crisi finanziaria e produttiva, scaricando il peso dei tagli sui più deboli e sui servizi che mitigano gli effetti della crisi e aiutano le giovani generazioni a costruire il loro futuro.
C’era tanta gente, tanta consapevolezza, tanta voglia di farsi sentire. C’erano anche i soliti noti e, quindi, anche i soliti disordini a corollario. Così ancora una volta l’attenzione verso le sacrosante ragioni della protesta è stata distolta a favore delle “azioni dimostrative” tanto inutili quanto pericolose perché sbagliano sempre il bersaglio.
Lo slogan più bello era proprio quello degli studenti di una scuola superiore della città “Più tagli, più ragli”, ottima sintesi degli esiti di un continuo assalto alla scuola che va dalla Gelmini a Profumo, passando per tutti i governi degli ultimi anni, a cominciare da quel Berlinguer che sdoganò la scuola privata dotandola di finanziamenti e status.

COMINCIARE DALL’EUROPA di F. Maletti

Passare dall’ Europa della finanza a quella dei popoli, dell’ambiente e della socialità. Questo dovrebbe essere il primo punto del programma elettorale dei partiti italiani…
Oltre l’euro, l’Europa
Nell’Europa delle disuguaglianze, l’unica cosa apparentemente uguale per tutti è l’euro. Infatti, questa uguaglianza si modifica e addirittura si dissolve a seconda di quello che decidono gli speculatori finanziari (banche e privati) facendo in modo che in ciascuno Stato l’euro abbia un costo variabile.
Con un sistema che arriva in alcuni casi ad affamare il presente ed il futuro di interi popoli: così come sta avvenendo in Grecia e, in misura minore in Spagna, Italia, Portogallo. Disequilibrando a piacimento le relative economie nazionali.
In tutto questo gioca il fatto che, (corruzione ed evasione fiscale a parte) ancora oggi, l’Europa è un agglomerato di Nazioni profondamente disuguali tra di loro.

PIU’ OBAMA PER TUTTI

In questa giornata di commenti degli esiti delle elezioni presidenziali degli USA non c’è nessuno in Italia che si dichiari pro-Romney, manifestando il dispiacere per la sua trombatura. Come mai?
Il carro del vincitore
Ve la ricordate la scena del Berlusca che, in perfetto stile cafonal, strillava eccitato “Mr Obama, Mr Obama!!!”, solcando la sala fra due ali di persone interdette? Era, il Berlusca, la stessa persona che lo aveva definito “abbronzato” e che, a poca distanza da quella gaffe, si comportava come se nulla fosse, ostentando una famigliarità con Obama che si spingeva fino al punto di lamentarsi con lui, a mezzo interprete, delle persecuzioni di cui era vittima ad opera della magistratura comunista e del complotto dei mass media italiani.
Ancora una volta il Nostro rappresentava bene il nostro popolo e le sue attitudini più dure  a morire: il conformismo, la cafonaggine, la superficialità, l’irresponsabilità e quella grande attitudine e essere banderuole, sempre pronti a salire sul carro del vincitore. Perfino quando non importa a nessuno se lo fai o no.

GLI SCHERZI DELL’INCONSCIO

Certe volte la toppa è peggio del buco…
Fusi e refusi
Martedì scorso (30 ottobre), nel corso di una seduta del Consiglio comunale della mia città, mi vedo recapitare un libretto dal titolo “LUCIANO ROSSI “CIANIN” Impegno e passione civile per Grugliasco", dedicato a una valente figura di sindaco del passato e scritto da Giuseppe Rizzo, già dipendente del Comune e, una volta in pensione, consigliere comunale prima dei DS e poi del PD, mi pare.
Intendiamoci, una bella copia del libretto c’era per tutti e gratis, visto che l’autore aveva deciso di farcene gentile omaggio. Oltretutto parla di una stagione felice per la nostra città e di personaggi che hanno saputo ideare e costruire un modello di servizi e di “città umana” coi fiocchi. Il volume contiene una ricostruzione della storia della città dal dopoguerra al 1975, anno in cui “Cianin” lasciò la carica di sindaco a Pensati – sarà eletto poi in Consiglio regionale e diverrà Assessore all’Agricoltura -  dopo circa nove anni di intenso lavoro.
Arrivo a pag. 102, dunque quasi alla fine del testo, per leggere un contributo di Marco Lo Bue classificato dall’autore come “già sindacalista e Sindaco di Grugliasco dal 1989 al 2001, direttore del CIDIU”. Ohibò, il Rizzo mi ha cancellato dalla storia cittadina.

CIURI CIURI

Ma quali analisi del voto in Sicilia, a Roma regna il terrore…
Bufale e castrati
Ancora non erano definitivi i risultati delle elezioni siciliane che già era cominciata la solita giaculatoria dei leaders politici: l’antipolitica qua, l’antipolitica là, mio dio l’astensionismo!, la distanza fra la Casta e la ggente, la riforma elettorale, l’agenda Monti, moderati ed estremisti, il trionfo del populismo eccetera.
Con la sfacciataggine dell’impunito - che ha paura di non esserlo più, ma che ancora non sa come potrebbe comportarsi diversamente da come ha fatto finora – la passerella televisiva ha amplificato il rumore delle sberle che il sistema dei partiti andava prendendo in Sicilia, seggio dopo seggio, paese dopo paese città dopo città. Cominciava la discussione su ciò che c’è di buono in questa scossa elettorale e su cosa c’è di cattivo.
E via con i luoghi comuni sull’astensione: preoccupazione per il basso numero di votanti e nessuna autocritica sulle ragioni che hanno allontanato dalle urne più della metà degli elettori.

SE 200.000 VI SEMBRAN POCHE

Un traguardo simbolico di cui rendere conto agli affezionati visitatori del blog..
www.marianoturigliatto.it
Il 25 ottobre 2012 questo blog ha toccato le 200.000 pagine vistate dal maggio 2008, un numero da vertigini (adesso che è domenica 28 ottobre sono 200.529).
Fino al maggio 2008 avevo un mio sito; l’ho trasformato in un blog della famiglia Google per risolvere la disperazione di vederlo più off-line che on-line a causa delle continue aggressioni di hacker e virus vari. Ci fu un momento in cui era diventato un ricettacolo di cose porno così aggressive – si annidavano nei commenti ai post - che pensai seriamente di chiudere l'esperienza col web. Nell’estate 2007 ai servizi porno si aggiunsero anche i link di un sito di neonazisti russi che utilizzava il mio dominio come mirror per le comunicazioni dei dementi che corrispondevano fra loro. Il mio sito è finito perciò ben presto fra quelli bloccati dagli antivirus…

IL SINDACO CONTABALLE

Oggi la sveglia è stata deliziosa. Insieme al caffè, un articolo su “La Stampa” ha rallegrato la giornata di tanti amici delle cose pulite. Il Sindaco mente spudoratamente…
… e la società del Comune sotto indagine
In passato la Società Le Serre srl l’abbiamo chiamata in tanti modi: il più azzeccato è La Mangiatoia. Forse non eravamo lontani dalla realtà, ma attendiamo l’esito delle indagini in corso e non smettiamo di sperare di esserci sbagliati.
Noi stiamo lavorando sugli incarichi ai professionisti, sulle modalità di appalto dei lavori, sulle spese, sulle assunzioni per fare quello che gli elettori di Grugliasco ci hanno dato mandato di essere: opposizione, controllo. Lavoriamo anche ai disastri della Nave e del progressivo abbandono dell’area da parte dei soggetti più qualificati, fino a farne ilo deserto che è oggi.
Una cosa la visita dei carabinieri di questi giorni l’ha già prodotta: abbiamo la prova che il Sindaco di Grugliasco o è uno sprovveduto o è un bugiardo.

LA RIVOLTA DEGLI INSEGNANTI

Una cosa buona del governo Monti: finalmente gli insegnanti si sono arrabbiati, qualcuno per ragioni nobili, qualcuno no. Ma il valore positivo resta l’arrabbiatura e il dibattito sulla scuola che ne sta derivando.
Profumo di scuola
Nella Legge di Stabilità di quest’autunno il Governo ci mette anche l’aumento di orario per gli insegnanti delle medie e delle superiori: sei ore in più alla settimana. Qualcuno (il sottosegretario) dice che si tratta di ore per attività complementari alla docenza, vale a dire correzione elaborati e preparazione delle lezioni, tutte cose che gli insegnanti già fanno. In questo caso la Legge recepisce ciò che è ovvio e che sarebbe inutile mettere in discussione.
Altre fonti dello stresso Governo spiegano che, invece, si tratta proprio di ore di lezione. Il provvedimento serve a risparmiare sulle supplenze e sugli incarichi a coprire posti vacanti. Per essere un governo dei tecnici di casino ne fanno parecchio, soprattutto perché non dicono nulla sull’Università, luogo in cui i docenti per contratto fanno 350 ore l’anno di lezione, una alla settimana!
Appena la notizia esce dalle segrete stanze, subito fa il giro delle scuole e l’allarme sale.

LA RIVOLTA DEI CLIENTI

A forza di promettere e di millantare per carpire il voto si perde il senso della misura e si finisce per generare illusioni rapide e celeri disinganni… Con il corollario di guai in arrivo.
Promesse da portaborse
Vent’anni di berlusconismo – di quella schifezza viscida che ha disfatto la società e indotto destra e sinistra a sposare comportamenti e costumi molto simili fra loro e tutti al limite – lasciano sul terreno pratiche politiche ed elettorali che si credevano sepolte con la prima Tangentopoli e che, invece, sono oramai il sale dell’agire politico di questa repubblica al collasso.
Nel grande e nel piccolo bisogna essere “amici” di qualcuno per poter esigere diritti riconosciuti e non negoziabili; per sperare in qualcosa di meglio bisogna “mettersi al servizio” di questo o quel piccolo boss locale, mendicando favori e sperando nella sua benevolenza; non si è più disposti a credere nella promessa di un lavoro o di una casa popolare, ma “non si sa mai”: nel dubbio meglio votare il boss, magari stavolta potrebbe toccare a noi.

LE CACCHE DEI CANI E L’AUTORITA’

Trascrivo una e-mail che ho ricevuto – ovviamente emendata da tutti gli elementi che potrebbero portare al riconoscimento di chi me l’ha mandata, visto il clima di “democrazia mafiosa” che si respira nella mia città - e la risposta che ho dato alla mittente. Segno dei tempi: tolleranza zero verso i possessori dei cani,  verso i furbetti la tolleranza si alza. Come? Riducendo gli organici degli addetti al controllo dei finti poveri e le dichiarazioni false. Capito?
L’astuzia del sindaco, il cittadino ingannato e l’educazione civica
Gentile Turigliatto,

Le scrivo per rappresentare la voce di alcune persone anziane che non hanno modo di contattarla  perché non dispongono né di un pc né sanno utilizzarlo. Io mi chiamo NB e abito a Torino ma sono solita a "frequentare" Grugliasco in quanto ci abita la mia nonnina di ormai 80 anni.
Le scrivo in quanto voglio esprimere a nome di tante persone il rammarico per quanto sta succedendo a Grugliasco in questi giorni.
Pare che il sindaco Montà abbia deciso di utilizzare la tolleranza zero con i possessori di cani. Tutti i giorni, mi riferiscono, i vigili di Grugliasco stanno facendo multe ai possessori di cani che trovano senza guinzaglio e poco importa se la bestiolina è alta poco più di 10 cm o se il cane anche se grosso è anziano, e ancora più triste, poco importa se la persona è in cassa integrazione prende 700, 00 euro al mese e non ce la fa.

POESIA PURA: UN'INTERVISTA di Velardi

Ecco l’intervista di Claudio Velardi sul Fatto quotidiano di oggi. Si parla di D’Alema
Miele…

E questo è il suo pezzo apparso sul blog “Front Page”il 4 ottobre scorso.

Caro Massimo,

noi che (come molti altri) ti abbiamo seguito, condiviso e amato quando cercavi di fare dell’Italia un “paese normale”, oggi non riusciamo a riconoscerti nella parte che ti sei assegnato. O meglio: ti riconosciamo fin troppo bene, e per questo vorremmo dirti, con affetto e con serenità, di smettere.
Questa battaglia – la battaglia dell’amalgama mal riuscito contro Matteo Renzi – non è la tua battaglia. Il partito (con la minuscola) che vorresti difendere dall’attacco dei barbari non è da tempo il Partito (con la maiuscola) in cui sei cresciuto e di cui orgogliosamente custodisci l’eredità.

MATTEUCCIO DA FIRENZE di F. Maletti

Si sta entrando nel vivo delle primarie del PD e schierarsi a favore di uno dei contendenti è e sarà lo sport di questi tempi. Franco ne parla con la solita schiettezza…
Chi rottama cosa?
Di concreto si sapeva nulla di lui, fino a quando alcuni mesi fa è apparso sul giornale un articoletto che dava notizia delle dimissioni, in Firenze, di un suo assessore che, nel motivare la sua decisione, dichiarava: “Pensavo che un sindaco eletto avesse il dovere di mettersi al servizio della Città, e non che la Città dovesse mettersi al servizio del sindaco così come in Firenze sta avvenendo…”.
“Caspita!” ho pensato ”Ecco un sindaco che in politica sa quello che vuole per sé: al punto che pur di aumentare il proprio potere è pronto a dimenticare le più elementari regole democratiche e le stesse ragioni della sua elezione”…

L’ANTIPOLITICA

Certe volte gli avvenimenti di una piccola città rappresentano bene lo stato dell’Italia d’oggi.
Il senso delle istituzioni
foto maggioranza grugliascoQuella che vedete è una foto (mia) di una seduta del Consiglio Comunale di Grugliasco, ridente comune di 38.000 abitanti. L’ho scattata durante la votazione di un emendamento al programma del Sindaco il 27 settembre scorso.
Quello che vedete fare linguacce, oltre che un consigliere comunale, è anche il segretario del PD locale, si chiama Soncin. Invece quello che vota sventolando un sacchetto bianco contenente un panino è il capogruppo, sempre del PD, si chiama Bianco. Si sono comportati in questo modo per gran parte della giornata di consiglio, non intervenendo mai se non per dileggiare l’opposizione e per provare a impedire che si trattassero i temi centrali del loro programma amministrativo (ancora da approvare a oltre 4 mesi dalle elezioni non certo per colpa delle opposizioni).

MALA TEMPORA CURRUNT 2

Non si sgonfia la faccenda, tante parole ma nessuna risposta al domandone sui rimborsi elettorali.
Ancora sull’affaire regione…
Dopo gli articoli apparsi sui giornali - se ne da conto e copia nel post che precede – altri giornali si sono occupati della faccenda.
Ieri (giovedì) Il Fatto quotidiano (leggi) ha pubblicato un’intervista che riprende esattamente i termini della faccenda.
Sempre ieri Il Corriere della Sera (leggi) ha pubblicato una lettera di Mercedes Bresso che ribatte all’articolo di lunedì scorso.
Infine, oggi, La Stampa (leggi) finalmente si accorge della cosa e ne scrive, richiamando l’indagine in corso e le iniziative della Procura torinese.

MALA TEMPORA CURRUNT

La storia dei rimborsi elettorali delle elezioni 2005 assume di colpo una rilevanza che nemmeno pensavo…
Affaire Regione: la sveglia
La storia dei rimborsi elettorali alla lista “Insieme per Bresso” nel quinquennio 2005/10 - quella che ho più volte raccontato nell’indifferenza generale - ha improvvisamente cominciato a interessare i mass media, gli stessi che l’avevano ignorata due anni e mezzo fa.
Non voglio fare altri commenti perché non ho altro da aggiungere, perciò riporto una sintetica rassegna stampa. Segnalo che domani, mercoledì 3 ottobre, dalle 15 alle 17 sarò anche su TG SKY 24.
Comincia “Il Mattino” di domenica con un’intervista (leggi) che riprende i temi del mio post “Essere casta” e richiama le storie di cui sono pieni i giornali di questi giorni.

UNA PRECISAZIONE di F. Maletti

Perché non sono più iscritto al PD
Marameo Nei giorni scorsi su questo blog è stato pubblicato un articolo da me scritto sul PD dal titolo: “Questo PD spesso così mal rappresentato”. L’articolo conteneva alcune mie riflessioni e Mariano, incautamente, lo presentava come “le riflessioni di un iscritto”. Immediatamente interveniva sul blog il segretario di Circolo Soncin per chiedere una rettifica non sul contenuto dell’articolo, ma perché io “non risulto iscritto”.
Poiché tale rettifica non spetta a Mariano Turigliatto ma al sottoscritto, sono ben felice di chiarire.