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L’INFINITA AGONIA

Tra manovre, manovrine, imbarazzi, volgarità, attacchi, scandali, zoccole e ruffiani la fine del regime sembra non arrivare mai
Il trionfo della volgarità

Fine Berlusconi Non c’è davvero limite al peggio. I giornali di questi giorni riportano ogni dettaglio delle intercettazioni che dicono agli Italiani, con crudeltà inconsueta, che sono dei cretini ad aver sopportato una simile occupazione di ogni parte dello Stato da parte di manigoldi e affaristi della peggiore specie.
Questo agli Italiani che hanno votato per b e che ancora lo voterebbero, magari con qualche dubbio in più. Per quelli che non l’hanno mai votato, l’insulto viene da un’opposizione che bada più a distinguersi nelle sue componenti che ad affrontare per davvero il nodo di una catena di errori politici dei suoi leaders che altrove li avrebbe già portati alla pensione e che qui invece continuano a pontificare in ogni luogo e situazione.
In politica – come in ogni attività umana – gli errori si fanno, è normale. Proprio per questo un bravo leader si distingue da un arruffapopolo anche per la sua capacità di ritornare sugli errori che ha commesso, facendo autocritica e cercando le soluzioni per non ripeterli più. Chi fallisce clamorosamente dimostra la sua grandezza ritirandosi e lasciando ad altri l’onere e il piacere della prima fila (qualcuno ricorderà Jospin che se ne andò dopo il crollo del PS francese alle presidenziali scorse).

TUTTI A SCUOLA, MA DOV’E’ FINITA?

12 settembre: si comincia. Sorprese amare, disinteresse e zero aspettative. La scuola è affondata.
Sopra il banco… niente!

scuola-antica Ci siamo. L’estate delle manovre multitasking, della P4, dell’opposizione che non c’è e delle barzellette sulle suore, è archiviata. Con l’apertura delle poche fabbriche rimaste e degli uffici un’avvisaglia dell’autunno l’avevamo già avuta. Adesso è definitivo: le vacanze sono finite, si torna a scuola.
Organici degli insegnanti e del personale tagliati ancora, classi numerose specialmente le prime. Invitabile conseguenza: aumento del numero dei bocciati alla fine dell’anno, cosa che procurerà certamente un orgasmo alla ministra Gelmini (la scuola più severa!), ma che è un bel danno alle persone e alla società tutta.
C’è ancora chi sostiene che non c’è relazione fra bocciature e numero di allievi per classe, basta entrare in una scuola superiore a carattere tecnico per accorgersi che le cose sono in relazione eccome: se non riesci a seguire individualmente gli studenti in difficoltà, come possono sperare in un recupero e nel successo scolastico? Saranno loro stessi a  chiamarsi fuori non appena verranno fatti bersaglio della raffica di insufficienze, di solito verso novembre/dicembre. Che poi gli insegnanti che hanno classi con pochi allievi si mettano per questo al lavoro per recuperarne il più possibile… beh, non c’è automatismo. Dovrebbe essere la dirigenza scolastica a intervenire perché tutti facciano il loro dovere e occuparsi di migliorare la qualità delle prestazioni dei docenti, magari in spazi confortevoli, puliti ed attrezzati, sennò a che serve?

LE MIE PRIGIONI 2

La storia di un’altra offensiva giudiziaria ai miei danni dei prodi amministratori di Grugliasco con a capo il sindaco mazzù, naturalmente persa e pagata da pantalone.
La politica della minaccia, del ricatto e dei favorini

Sul n. 4 del 5 maggio 2007 di Nuova Società un articolo di F. Vivarelli da conto della stagione elettorale oramai alle porte, con un’intervista al sottoscritto nella quale riprendo lo scandalo di Villa Claretta e oso criticare i metodi con cui mazzù e i suoi pretoriani operano in città.
Parlavo di costumi politici basati sulla minaccia, sul ricatto e sul favorino, parlavo delle 17 varianti urbanistiche, raccontavo la storia dei lavori di recupero di Villa Claretta, delle sollecitazioni al sindaco e del suo disinteresse verso i provvedimenti censori della Regione che pure avevo cercato di ritardare nell’interesse della città (che dovette restituire circa 500.000  euro di finanziamento a cause dei ritardi eccessivi nei lavori).
Scatta la querela del sindaco e della sua giunta, che viene depositata il 4 giugno 2007. Questa volta il giornale non viene querelato, ma è destinatario di una esilarante richiesta di rettifica che non mi risulta essere stata pubblicata, anche perché sarebbe uscita a elezioni fatte.
Il 9 giugno 2007 il Sostituto Procuratore chiede l’archiviazione della querela perché “la notizia di reato è infondata”. Un’amministrazione comunale accorta a questo punto avrebbe lasciato perdere, smettendola di spendere soldi pubblici per queste cose. Invece no, mazzù e i suoi no: il 19 luglio 2007 presentano opposizione e la macchina riparte.

LIBERTA’ DI LICENZIARE?

Franco Maletti ci spiega con semplicità e completezza come e quando si può licenziare e in cosa consistano i tentativi di allargare le maglie delle possibilità e i solchi fra i sindacati.
La politica dell’ingiustizia di F. Maletti
(per saperne di più in fatto di licenziamenti) 

Il licenziamento nelle aziende con un numero di dipendenti superiore ai quindici viene sostanzialmente catalogato in tre modi diversi:
Per giustificato motivo soggettivo
Si caratterizza per il fatto che è riferito al soggetto (singolo lavoratore), e che il licenziamento deve essere per una giusta causa (grave mancanza, fatto che generi sfiducia nel rapporto ecc.) ossia motivato dal datore di lavoro con ragioni credibili e incontestabili. Nel caso che il lavoratore si rivolga al giudice è onere del datore di lavoro provare rigorosamente la fondatezza del licenziamento.
Per giustificato motivo oggettivo
Può essere singolo o plurimo. Si caratterizza per il fatto che normalmente è riferito alla chiusura di una branca dell’attività aziendale (reparto, sezione, filiale, o tipo particolare di attività).

PAROLE AL CALDO

Manovre, posizionamenti, ambizioni, aspirazioni, competenze, capacità, velleità… che caldo!
Nella mia città

cantiere-gru … è tutto un gran parlare, incontrarsi, disegnare scenari, immaginare alchimie che mettano insieme tutto e il suo contrario (leggi). Si fanno congetture, si sondano i papabili, si commentano le alzate di ingegno, si deplorano gli eccessi. Nominati nei consigli di amministrazione per meriti politici discettano di conflitti di interesse, ex-vestali dell’ortodossia comunista prendono ordini dai costruttori e dai preti con la stessa naturalezza con cui li prendevano prima dalle coop rosse.

Nella mia città ha praticamente chiuso la Pininfarina, della Bertone ogni tanto si legge qualcosa che fa sperare, ma lavoro niente. Vedo tante gru ( e non sono uccelli) e poco Grugliasco, tanta superbia e poco ascolto, tanta retorica e nessuna voglia di trarre lezioni dalla storia, a cominciare da quella recente; tanta ipocrisia e poca voglia di cambiare davvero.

Bisogna proprio darci un taglio e cambiare rotta. Nella mia città.

Mariano

CREDIBILITA

Dire e smentire in tempi di crisi mondiale
Ci vorrebbe un lapicida  di F. Maletti


smentire Molti degli argomenti che riguardano il nostro futuro sarebbero sicuramente di più facile comprensione se descritti da un lapicida, un incisore di iscrizioni su pietra. Prima di tutto perché quelli che, a seconda delle convenienze, smentiscono il giorno dopo quello che hanno dichiarato il giorno prima verrebbero subito smascherati e non potrebbero dare la colpa ai giornalisti. Secondo vantaggio, quello di evitare lunghi e soliloqui pieni di fumo, tendenti a dissolversi come un sogno distratto.
Una maggioranza degli italiani ha ormai concluso che la classe politica non è più credibile. Infatti, quanti sono tra i parlamentari, tutti nominati, quelli in grado di ragionare in modo autonomo e di comportarsi di conseguenza? Gli avvocati e le “ragazze” del premier? Quelli che hanno votato che Ruby è la nipote di Mubarak? Gli intrallazzatori e i faccendieri che continuano ad arricchirsi alla faccia nostra? I crociati delle quote latte pagate dal contribuente? Quelli che vanno scilipotando responsabilità? Quelli che aspettano una cartolina da Antigua? I vari “messi lì” perché innocui e servizievoli? I razzisti e gli omofobi? Quelli che “capiscono” la strage di Oslo? Quelli la cui unica preoccupazione è quella di arrivare a fine legislatura con il portafoglio pieno e, per cui richiesta l’ennesima fiducia, votano qualunque cosa?

LE MIE PRIGIONI 1

Invece di rendere conto di come spendono i denari pubblici, querelano chi osa criticare. naturalmente a spese della collettività.. e non ne rispondono mai. La storia di una persecuzione, prima puntata.
Chiedi chiarezza… ti querelo!

Il 9 febbraio 2007,  “La Stampa” pubblica un articolo che racconta, con dettaglio di documenti e cifre, la storia del recupero di Villa Claretta, un edificio storico di Grugliasco, parzialmente finanziato da fondi regionali. Il giornalista riprendeva i contenuti di un dossier che avevo predisposto, analizzando tutti gli atti e le modalità di esecuzione dei lavori, dai quali si evinceva che l’amministrazione grugliaschese aveva accettato varianti onerose e discutibili per circa 500.000 euro e ne aveva perduto altrettanti di finanziamenti pubblici, restituiti alla Regione per il mancato rispetto dei tempi (leggi l’articolo).
Cosa fanno gli amministratori grugliaschesi? Il 27 febbraio si riunisce la Giunta e, tutti presenti, danno incarico al sindaco di querelare i colpevoli, il sottoscritto e il giornalista Marco Sodano, autore dell’articolo, stanziando anche un anticipo per assoldare un avvocato. Per Sodano è la prima querela a Grugliasco, per me si tratta della seconda, sempre a opera degli stessi (mazzù, Montiglio, Zucca, Viotti, Montà, Porcelli, Piovano, Marabese, Cavallo, in rosso i miei miracolati). Ne avrò poi anche una terza, ma due mesi dopo.
La querela viene archiviata, ma il sindaco il 10 luglio 2007 si oppone, chiedendo pronunciamento del giudice. Il procedimento va avanti, fino a quando l’8 febbraio 2008 il P.M. Sostituto Procuratore Paolo Toso torna a chiedere l’archiviazione della querela del sindaco e degli assessori.

CAOS CALMO

La manovra economica assomiglia sempre di più a una sceneggiata: si colpisce oggi, domani si cambia idea, dopodomani si attacca da un’altra parte. Il paese sprofonda lentamente fra le giravolte di un capo senza più troppa e un premier senza Ruby.
20 anni di follia… e non è finita

bear-sterns-debacle Una bella fetta di questo paese ha vissuto gli ultimi vent’anni convinta che il benessere era dovuto, che i debiti sarebbe stato meglio farli pagare ai nostri figli o, semmai, anche ai nipoti. Che si poteva andare in pensione con pochi contributi, tanto ci avrebbe pensato qualcun altro; che meritavamo perfino di più di quello che avevamo. Che bastava costruire, fare mutui, occupare terreno, indebitarsi, telefonare tanto, rivendicare diritti e mai riconoscere doveri.
Che, con un po’ di furbizia, le regole possono valere solo per gli altri. Anzi, che proprio dimostrare quanto siamo bravi a eluderle sia il segno del nostro prestigio sociale e del nostro attaccamento ai valori della famiglia, della patria, della religione.
Il sogno berlusconiano era questo e incarnava perfettamente l’indole furbacchiona di chi sa che il conto arriverà, ma pensa che toccherà agli altri e in un altro tempo pagarlo.

TANTE CASE INVECE CHE LAVORO

Le varianti urbanistiche e la scomparsa delle fabbriche. Il ruolo della politica nella gestione delle relazioni industriali. Un modello che si ripete. Da Sesto a Grugliasco.
Pininfarina: tutti "in casa"

pininfarina I giornali di questi giorni sono pieni di notizie contraddittorie circa le sorti della Pininfarina, gloriosa fabbrica automobilistica che ancora oggi ha a libro paga circa 900 dipendenti. In realtà li sta pagando a spizzichi e bocconi la nuova proprietà ,’IAI della famiglia Rossignolo che due anni fa fu protagonista di un accordo con Finpiemonte (la finanziaria della Regione) e la stessa Pininfarina.
Scopo, l’acquisizione dell’area per avviare lavorazioni di automobili elettriche e comunque di innovazione nel settore. Grandi titoloni, odi a Rossignolo e ai suoi per l’operazione, l’assessore regionale Bairati gonfio come un tacchino a decantare le meraviglie dell’accordo. Due anni dopo siamo al baratro. Il fatto è che già l’accordo di allora conteneva una clausola che fece insospettire parecchie persone e che oggi si dimostra il vero oggetto dell'interesse della speculazione immobiliare e finanziaria. Fra gli interventi quello del sottoscritto che domandò ciò che non si doveva chiedere proprio all’assessore Bairati e nella sede giusta, il Consiglio regionale.

I COSTI DELLA POLITICA 2 ter di F. Maletti

Il dibattito intorno ai costi della politica trova una voce interessante e un punto di vista documentato e sereno, quello di F. Maletti, iscritto al PD. Eccovelo.
Gli strani costi della politica a Grugliasco di F. Maletti

Nel territorio grugliaschese, (colpevole una vivace polemica aperta dall’ex sindaco Mariano Turigliatto nei confronti del vigente assessore Roberto Montà), si sono accesi i riflettori sui compensi degli amministratori.
Si è così scoperto che una bizzarra norma contenuta nell’ art. 82 del Testo Unico Enti Locali (T.U.E.L.) dispone che per i “lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa, in assenza di provvedimenti della Giunta e del Consiglio comunale che ne dispongano un incremento o una diminuzione per i rispettivi componenti,  l’indennità debba essere DIMEZZATA”.
Per evitare questo “dimezzamento” l’assessore Montà avrebbe chiesto e ottenuto un posto di lavoro NON da dipendente, ma come “co.co.co.”. Tralasciando per un momento i giudizi morali sull’episodio, una persona che fa ininterrottamente l’assessore da dodici anni come sarebbe stato giudicato se non avesse utilizzato la legge nel modo (per lui) più conveniente? Chi non sa fare bene i suoi interessi non credo possa chiedere agli altri una delega per fare gli interessi loro: sarebbe poco “credibile”.
Ritengo quindi l’operato di Montà (dati i tempi che stiamo vivendo) politicamente giustificato.
Rimane però il problema dei compensi di tutti gli altri componenti della giunta...

I COSTI DELLA POLITICA 2bis

Il post “Vivere di politica 2” scombussola il PD grugliaschese e scatena l’assessor Montà,  ancora in vacanza. Questi replica con una precisazione di cui prendo atto e che riporto. Ovviamente le repliche contengono falsità calunnie e appelli ai sentimenti, ma a questo ci abbiamo fatto l’abitudine.
Vivere di politica, il seguito

Cominciamo dalle precisazioni  e dalle rettifiche: nel documento a mie mani, il contratto parlava di un compenso di € 69.940 per 24 mensilità (2011/12), oltre ai 10.000 già incassati per il secondo semestre 2010. Sul sito del Consiglio regionale la cifra è la stessa, ma riferita a un contratto per 40 mensilità (leggi). Dunque, il compenso mensile dell’assessore, pagato dalla Regione, non è di € 2.870 lordi per 24 mensilità, ma € 1.750 lordi per 40 mensilità (si intende all’incirca). Essi si aggiungono all’indennità del Comune di Grugliasco, € 1.401 lordi al mese. Dunque l’assessore percepisce, a vario titolo, dalla politica € 3.150 lordi mensili, il titolo del posto avrebbe dovuto pertanto essere “Come guadagnare oltre 3000 euro di denaro pubblico…”. Fin qui la doverosa rettifica. La precisazione sta nel fatto che il giovane assessore, se fosse stato regolarmente assunto con un contratto a tempo determinato (per 40 settimane) si sarebbe visto dimezzare per legge l’indennità a Grugliasco. I suoi € 3.150 sarebbero diventati € 2.450 circa per effetto dell’applicazione delle leggi in materia. Le stesse di cui ho descritto il funzionamento nel post “I COSTI DELLA POLITICA 1”.
Il mio post, però, non intendeva  fare i conti in tasca all’assessore, basta leggerlo per accorgersene. Ho perfino scritto più volte nel testo che era tutto regolare e che il problema era un altro: chi ha un ruolo pubblico deve rendere conto delle scelte che opera e non trincerarsi dietro paraventi di comodo. Non sono mai stato interessato a una discussione sull’ammontare dei compensi, lo sono di più sui mezzi che si adottano per aggirare i limiti. Sono per eliminare i privilegi e non ho mai fatto mistero di cosa penso e di cosa ho fatto quando toccava a me decidere. I costi dell’amministrazione ai miei tempi li ho appena descritti.

Veniamo adesso alle reazioni scomposte dell’assessore messo all’indice, del segretario cittadino del PD e del suo predecessore che, dopo mesi di imbarazzante compresenza fra carica politica e amministrativa, ha abbandonato la carica politica per sedere nel cda del CIDIU, nominato dal sindaco. Tutti e tre fanno fatica a distinguere fra nominato ed eletto, la cosa preoccupa perché è gente che di democrazia dovrebbe intendersene, visti i ruoli che ricopre.

MANOVRA E MANOVRE

Il Senato comincia oggi l’esame della manovra, ma si susseguono incessanti le manovre. Finali, si spera.
Italia in bilico

MappaItalia Comincia oggi in Senato l’esame della manovra economica: facile prevedere che il Senato ne parlerà assai poco perché il dibattito si svilupperà – come è già stato in questi giorni – al di fuori dai palazzi della politica. Straborda già in televisione e lo farà ancora di più, soprattutto perché anche questa manovra è puro cinema, anzi fiction. Va perciò rappresentata nei luoghi adatti, quelli che garantiscono comunque un pubblico di massa.

Dei contenuti della manovra difficile dire bene: sono la somma dei livori dei singoli ministri (per esempio quelli di Sacconi verso la CGIL), delle convenienze personali (lui, sempre lui, B!), dei cascami di ideologie in cui non hanno mai veramente creduto e che adesso sono più striminzite di una piccola foglia di fico (tutti i cultori del libero mercato e dell’abbassamento delle tasse), della mitologia casereccia – da fim pornosoft anni ‘70 – di Bossi & friends, del cialtronismo scilipotico che ben caratterizza l’Italiano vero.

I COSTI DELLA POLITICA 3

Mentre l’Italia va a fondo, tra manovre e prelievi, la politica costa sempre di più anche per le decisioni che prende e per come fa il suo lavoro. La Corte dei Conti al lavoro su una delibera della Giunta della Regione Piemonte.
Come ti gonfio il buono pasto

aaaa A fine giugno ho ricevuto una comunicazione dalla Corte dei Conti, Procura Regionale presso la sede giurisdizionale. Mi indicava il numero di posizione della pratica relativa a una denuncia che avevo presentato il 18 aprile. Si tratta di un esposto relativo all’aggiudicazione dell’appalto per il servizio sostitutivo di mensa a mezzo di buoni pasto per il triennio 2011/2013 alla società EDENRED Italia a condizioni economiche peggiorative rispetto a quelle previste dalla convenzione CONSIP. In pratica l’appalto per la fornitura di buoni pasto ai dipendenti della Regione.
La convenzione stipulata dalla Regione costa circa 470 mila euro in più rispetto  a quella proposta da CONSIP Spa (società il cui unico azionista è il Ministero dell’Economia e delle finanze), e questo a parità di servizio offerto. L’azienda individuata dalla Regione a sua discrezione – la EDENRED, che offre una tipologia infinita di ticket e che vanta simili convenzioni anche con altri partner pubblici, in testa la Regione Lombardia con il buono scuola - è la stessa sia per la fornitura dei bonus bebè e sia per quella dei buoni pasto.  L’anomalia è stata oggetto anche di un’interrogazione del consigliere Buquicchio (IdV) del cui esito non ho notizia.
Sembrerebbe cosa da poco, invece è la punta di un iceberg di proporzioni strepitose. Ma andiamo per ordine.

I COSTI DELLA POLITICA 2

Le giovani speranze della politica del futuro. Oltre l’apparenza e le chiacchiere, la sostanza di un paese marcio. Come guadagnare 4000 euro al mese di denaro pubblico senza che nessuno se ne accorga.
Vivere di politica

Nella prima puntata ho raccontato una storia antica, a partire da un fatto di cronaca recente, che rendeva esplicito il modo in cui la piccola classe dirigente, anche del centrosinistra, intende la gestione del potere e del consenso (leggi). In questa seconda puntata racconterò la storia recente di un giovane miracolato delle cui gesta non cesso di stupirmi.
A fine 2010 sul sito della Regione Piemonte leggo degli incarichi “ad personam” attribuiti dal Gruppo del PD per quanto riguarda i portaborse dei consiglieri regionali. Niente di strano, è previsto da leggi e regolamenti e tutti i gruppi consiliari – anche quelli ultra moralizzatori, e anche il sottoscritto quando c’era – hanno i loro portaborse, chiamati “collaboratori”: li scelgono i consiglieri regionali e  li paga la collettività. Scorrendo l’elenco ci trovo un assessore del mio comune che non mi risulta abbia mai avuto altro lavoro vero che gli incarichi politici. Il contratto è, per ora, biennale e vale 69 mila euro, vale a dire 34.500 euro per annualità, ovvero circa € 2.870 lordi al mese.
Siccome so che, in qualità di assessore del Comune di Grugliasco, usufruisce di indennità piena, vado a vedere se è cambiato qualcosa nello stipendio che prende dal Comune...

FELICE FERRAGOSTO

Una bella festa religiosa, che peraltro ci ritroveremo anche negli anni a venire. Non come il 25 aprile o il I maggio: quelle alla domenica dopo!
natalemariano1Questo è un meraviglioso biglietto di auguri che ho ricevuto nel Natale 2008, l’ha fatto Fabio Sgorlon. Direte: che cosa c’entra con Ferragosto?
C’entra eccome! Se abbiamo creduto di vivere in un paese che andava avanti nonostante tutto, se abbiamo pensato che fottere il nostro vicino ci portasse del bene, che fare gli sgambetti agli amici valorizzasse le nostre capacità, che la politica fosse solo una questione di cordata e di amicizie… che bastasse un bel sorriso, condito da qualche mentina…
Che non pagassero sempre i soliti, che ci fosse un’opposizione degna di questo nome, che costruire case sempre è solo una questione di progresso, che le nostre disgrazie e le nostre pigrizie sono colpa della società e che noi non abbiamo mai alcuna responsabilità.
Che bastasse far fuori quelli bravi per invocare subito dopo il merito, che le regole valgono per tutti meno che per noi, i nostri famigliari e i nostri sodali.

I COSTI DELLA POLITICA 1

Desta scandalo una notizia riportata da Repubblica del 12 agosto, ripresa dal TG della 7 e da altri notiziari. Sta proprio cambiando l’aria. Ecco una storia simile, dimenticata da tutti, avvenuta a Grugliasco.
Appena eletti si triplicano gli stipendi

Nel ridente comune di Chiuduno, a 15 km da Bergamo, governava fino a pochi mesi fa una giunta di centrosinistra. Poi le elezioni le hanno vinte Lega e PdL e subito i costi per le indennità degli amministratori sono passati da 25 mila a 77 mila euro l’anno. I consiglieri di centrosinistra, giustamente indignati, hanno sensibilizzato la cittadinanza con manifesti e volantini, segnalando lo schiaffo alla ribellione montante proprio sui costi della politica. Così la notizia è diventata di pubblico dominio e i mass media se ne sono occupati.
Il sindaco di Chiuduno, interpellato, ha risposto che in realtà lui e la sua giunta non hanno cambiato alcun atto amministrativo, si sono limitati ad adattare le regole preesistenti alla loro condizione professionale, diversa da quella dei predecessori. La legge che regola il compenso degli amministratori stabilisce, infatti, che i lavoratori dipendenti possono o mettersi in aspettativa, usufruendo dell’indennità per intero, oppure mantenere il loro lavoro. In questo caso l’indennità comunale si dimezza. Semplice no? Perfino normale: se mantieni il tuo lavoro dimezzi l’indennità, se lo abbandoni per il tempo del mandato ti paga la collettività per intero.

ELETTI ED ELETTORI PRIMA DELLE FIAMME


Riflessioni d'agosto, in vista di un autunno duro
Il bosco e la tigre di F. Maletti


La-tigre-300x221 Non passa giorno ormai senza che gli italiani maledicano la imbarazzante situazione parlamentare venutasi a determinare con il famigerato sistema elettorale di Calderoli. La cosiddetta “porcata”, gradita a suo tempo anche da Veltroni - peccato che sia oggi il povero Bersani a pagare le conseguenze di quella scelta scellerata - ha fatto sì che ogni leader di partito eleggesse i suoi sodali, selezionandoli uno per uno in base alle proprie personali convenienze.
Così ciascun parlamentare sa di essere lì non per meriti personali, ma perché è stato scelto per servire fedelmente il capo. E sa, inoltre, che il proprio destino elettorale è indissolubilmente legato a quello di chi lo ha prescelto: se il leader salta, con lui esplode tutta la sua galassia di riferimento, e nessuno può sperare di salvarsi.

USCIRE DALLA CRISI?

Dopo la crisi: ricette e strumenti per uscirne con un mondo migliore.
L'economia di domani

Crack finanziario Nei giorni scorsi Jeremy Rifkin, economista e futurologo americano, ha rilasciato un’intervista a “La Stampa” in cui analizza le cause" “epocali” della crisi di oggi e indica alcune strade possibili per uscirne in modo strutturale.
Rifkin sostiene che alla fine degli anni ‘70 si è conclusa la Prima rivoluzione industriale. Le civiltà occidentali hanno smesso di vivere della ricchezza che producevano; l’attività produttiva, centrale fino a quel momento, cede il passo al consumo. Famiglie e nazioni entrano in una nuova epoca e cominciano a spendere i risparmi accumulati per poter consumare sempre di più (ad esempio negli USA il tasso di risparmio famigliare passa dal 9% del 1991 allo 0 del 2001). Comincia la Seconda rivoluzione industriale e si avvia la globalizzazione dei mercati che gli occidentali interpretano come un’opportunità ulteriore di consumo invece che di produzione.

ARANCIONE

I colori sono simboli, basta non prenderli troppo alla leggera
Arancione

Quando nel 1993 - discutendo con Ivano, che si stava attivando per la grafica della campagna elettorale per le amministrative di Grugliasco - scegliemmo il colore arancione come motivo centrale di tutti gli strumenti di propaganda, ci erano chiarissime le ragioni. Tangentopoli aveva spazzato via i partiti (e i colori) che avevano segnato la vita di tutti noi, le organizzazioni politiche che conoscevamo stavano sparendo o si stavano trasformando, spesso per non cambiare sul serio, come la storia successiva ci ha insegnato e ci sta ribadendo.
Io ero e sono un ecologista convinto, dunque verde, ma capeggiavo una coalizione con una lista civica e la Rete, quella di Leoluca Orlando e avrei fatto loro un torto se avessi sposato il colore di una delle liste che mi appoggiavano. Ci voleva un colore nuovo, “altro” ,che indicasse novità, serietà, allegria, cambiamento, leggerezza e forza immensa: ecco la scelta dell’arancione.

L’ITALIA CHE VOGLIAMO

Lo specchio del paese
non dimentichiamolo, neanche mentre andiamo in vacanza!

Me l’ha mandata Franco, suggerendomi di riportare anche la traduzione. 
Da bene l’idea di quale sia oramai la reputazione dell’Italia, ma soprattutto di quale sia la difficoltà di operare di un governo talmente sputtanato da far sì che Tremonti venga considerato l’unica garanzia ancora spendibile nel mondo. Sì, Tremonti, l’inquilino a sua insaputa, proprio lui.

Ho pensato di non riportare la traduzione, nella sua crudezza è meglio in inglese.

TOPOLINIA: PIU’ VACANZE PER TUTTI!

Dopo il lavoro, il riposo. Dopo l’impegno, il relax. Anche i potenti sono topi.
Topoloni in vacanza, la città respira




Ci siamo, finalmente! Anche i topoloni che governano Topolinia si preparano ad andare in vacanza, per godersi un po’ di meritato risposo. Qualcuno in vacanza c’è da almeno quattro anni – e a spese dei topolini che pagano le tasse -, ma nessuno sembra farci caso. Anzi, c’è ancora chi pensa che sia meglio così, almeno si riducono i danni. 
Va in vacanza il Sua Nullità, non si sa se con o senza corte, ma i topolini penseranno a lungo che sia ancora in città perché non troveranno apprezzabili differenze fra le due condizioni.
Va in vacanza il suo sodale, Faccia da Bambi - quello che il lavoro…., principio adesso esteso alla famiglia – non senza aver prima discettato di legalità e correttezza amministrativa in qualcuno dei convegni in cui si trascina a spese della collettività. Tutto questo per poi fare il contrario a Topolinia, tanto i topolini sono tutti scemi e non se ne accorgono. Prima di partire ha dato un giro di vite allaMangiatoria s.r.l., ancora mai volessero fare un po’ di testa loro… 

MA CHE BELLA IKEA


Franco Maletti, ex sindacalista CISL, interviene sulla vicenda IKEA 
Varianti urbanistiche e politiche sindacali di F. Maletti


Leggo su Repubblica delle apprensioni espresse dal rappresentante del sindacato del Commercio della Cisl Bruno Cordiano a seguito della decisione del Presidente della Provincia Antonio Saitta di non concedere l’autorizzazione a costruire in quel di La Loggia su terreni agricoli “considerate le tante aree industriali dismesse nella stessa zona e che potrebbero essere utilizzate senza manovre speculative che oltretutto sottraggono al territorio aree coltivabili”. 
Così perdiamo 300 nuovi posti di lavoro!” dichiara Cordiano. “Chiederemo un incontro per discutere!” aggiunge.
Caro Bruno, per discutere cosa? Che in cambio di 300 posti di lavoro si possa chiudere un occhio sulle speculazioni dell’Ikea?

GLI SMEMORATI DI COLLEGNO

… e i folgorati sulla via di Grugliasco e Rivoli
Il presidente  diventa ecologista!

In questa estate piovosa e piena di indizi di fine regime anche Antonio Saitta – coraggioso presidente della Provincia di Torino, a quanto si legge anche sciupafemmine – si sveglia e dice la sua, forte di un voto che bloccherebbe le concessioni per nuovi centri commerciali per un anno. L’iniziativa è meritoria, ma fuori tempo massimo: la provincia di Torino pullula già di grandi ipermercati, alcuni deserti, e di cantieri che ne realizzano altri già autorizzati.
Improvvisamente il Presidente scopre che le assunzioni promesse dai faccendieri che chiedono ai comuni varianti urbanistiche in cambio di occupazione sono tutte balle: noi lo sosteniamo – dati alla mano – da almeno vent’anni. La grande distribuzione genera posti di lavoro in misura minore di quelli che brucia con la distruzione del commercio al dettaglio.

Sempre il Presidente scopre che il territorio è un bene prezioso, che va preservato e valorizzato, lasciandolo intatto per le generazioni che verranno. Scopre anche che, se proprio bisogna costruire grandi insediamenti commerciali, è meglio farlo su aree già compromesse. Gli suggeriamo anche di prendere in considerazione l’idea che la riqualificazione del patrimonio edilizio da più lavoro – qualificato e continuativo - che non la grande opera, che il risparmio energetico potrebbe rilanciare l’economia e l’occupazione ben di più che le  tangenziali. Ma, se lo facessimo, ci prenderemmo la qualifica di estremisti, nemici del progresso e della civiltà, paladini di un ritorno indietro. I primi a puntare il dito sarebbero proprio i suoi compagni di partito, tanto abili nel gestire operazioni di grande consumo del suolo e di drenaggio delle risorse del territorio a favore della finanza.

L’IKEA di Collegno è un bell’esempio: me ne sono occupato, facendo incazzare tutti compresa la piccola sindaca collegnese. Se ne è occupato il mio amico Lava, sbertucciato anche lui quando ha chiesto quali e quanti posti di lavoro fossero stati generati dall’iniziativa, adesso si scopre da Saitta che le nostre peggiori previsioni erano tutte vere. Ora un'altra IKEA ben più piccola fa sussultare di ecologismo il coraggioso presidente: anche di questa me ne sono occupato e sempre facendo incazzare tutti, a cominciare dalla Bresso.

E’ proprio vero che d’estate i giornalisti hanno poco da scrivere, sennò qualcuno di loro chiederebbe a Saitta che cosa pensa di Mediapolis o, ancora, che posizione assumerà quando chiederanno varianti i Comuni di Grugliasco e Collegno, il primo per disfare ciò che resta della Pininfarina trasformando l’area in case e gli operai in un ricordo, il secondo per ampliareil P.I.P. sulla Statale 24.

A proposito, ma se la sigla P.I.P. vuol dire Piano di Insediamenti Produttivi, che ci fanno tutti quei supermercati? Per saperlo bisognerà chiedere a Collegno 2000, una società privata che veicola il nome di Collegno nel mondo, a cominciare da Palermo. Ma questa è un’altra storia.

Mariano

UN’ESTATE DI FINE REGIME…

La politica tocca il livello più basso, l’Italia annaspa, ma c’è chi lucra.
Storia di un'ordinaria porcata

avaro1 Mentre fiumi di inchiostro su giornali di tutti i colori deplorano la discriminazione che impedisce al merito di trionfare sulla raccomandazione, ai giovani di trovare la loro strada senza che i vecchi glielo impediscano per restare loro saldi in sella, al buoni di trionfare finalmente sui cattivi, alla legalità di soppiantare il latrocinio diffuso… ebbene mentre accade tutto questo e il paese si riempie della sana indignazione di chi pensa che si sia toccato il fondo, tutto va avanti come prima. E va bene così.
Prendiamo il mondo delle professioni, osserviamo come funziona e scopriamo che è una camorria che fa incazzare anche solo a parlarne. Tutti voi che leggete vi sarete indignati per lo sfruttamento che patiscono i produttori agricoli, costretti a vendere il frutto del loro sudore a prezzi irrisori, salvo poi trovarli nei nostri mercati e supermercati con ricarichi scandalosi, generati dalla catena delle mediazioni successive.

CHIOMONTE: DIDA E GIANFRANCO SCRIVONO

A tutti i mezzi di informazione (si fa per dire), in particolare radio e TV
Vergognatevi!
di Dida e Gianfranco Molinar

no_tav01g Oggi io e mia moglie, cittadini di Torino siamo stati a Chiomonte, partendo da Exilles, alla manifestazione NO TAV per esprimere il nostro sdegno per questa opera costosissima, inutile e che vedrà la luce fra circa 20 anni. Siamo alle fasi iniziali di opere di collegamento e di prova, non certo il tunnel con treni ad alta velocità e stiamo ragionando sulla realizzazione di sole opere di prova iniziali, senza ancora sapere bene fino in fondo chi pagherà tutta questa inutilità.
Noi saremmo più interessati ai treni ad alta qualità che non a quelli ad alta velocità nel rispetto dei diritti degli utenti e nel rispetto dell’ovvio meccanismo di impresa che regola il trasporto delle merci anche su rotaia, cosa del quale non si parla mai nel nostro paese e neanche ora con questo assurdo progetto.

GIOVINE: 2 ANNI E 8 MESI

Cota sempre più verde. Non di lega, ma di fifa!
Una sentenza che cambia le cose

giovine Stamattina il consigliere regionale Michele Giovine è stato condannato a 2 anni e 8 mesi - interdizione dai pubblici uffici per due anni e dall’elettorato attivo per 5 - per i falsi che ha commesso con la presentazione della lista Pensionati per Cota che, solo nella circoscrizione di Torino ha ottenuto oltre 15.000 voti, contribuendo in modo determinante alla vittoria del centrodestra. Il Tribunale ha anche dichiarato falsa la lista, aprendo così la porta a scenari ancora tutti da esplorare.

TOPOLINIA: GEMELLAGGIO CON AZZARDO

Malavita organizzata, amicizia fra i popoli e politica della tavola
Cena con brivido

banda-bassotti Avete presente quelle visite guidate ai luoghi della camorra che eccitano i turisti del nord Europa che vanno al mare in meridione e cercano qualche brivido supplementare? Come anche le escursioni nelle grotte di Napoli, piuttosto che nella Transilvania del Conte Dracula?
Bene, anche Topolinia ha nuove attrazioni turistiche capaci di concorrere a garantire un brivido eccitante ai visitatori stranieri della ridente cittadina.
L’hanno sperimentato alcuni amministratori di comuni gemellati con Topolinia in visita pastorale non molto tempo fa. Ma prima l’antefatto.

COLLEGNO, PALERMO E TERNI

Ah, se solo i giornali fossero un po' meglio di questa politica balorda!
Come promuovere l'immagine di Collegno

Sul blog del mio amico Giovanni Lava si trova una lettera - scritta da un Palermitano che continua a stare a Palermo - che la dice lunga su certe vicende opache di varianti urbanistiche e di maneggi intorno ai colossali affari che fanno i faccendieri che lavorano al confine fra le pubbliche amministrazione e il mondo degli affari (Bisignani insegna).
Questa lettera tratta diffusamente di una società che si chiama Collegno 2000.
Tu, ignaro lettore, potresti chiederti cosa ci fa una società con quel nome a Palermo e perché fa incazzare la gente? Sempre tu, ignaro lettore, scopriresti, se solo avrai la pazienza di leggere questa lettera, che ha la sede sociale a Terni una società che si chiama Collegno 2000, che essa ha una sede anche a Torino, che fa affari anche a Palermo. E che affari!
Se poi tu, ignaro cittadino italiano (magari collegnese), ti chiedessi se la Collegno 2000 opera anche a Collegno, potresti trovare risposta andando in Comune e chiedendo all'ineffabile sindachessa democratica della città perché fu così infastidita dalla mia interrogazione in regione a proposito della variante urbanistica dell'Ikea.

Mariano

QUESTIONE DI FIDUCIA

Berlusconi continua ad incassare voti di fiducia in Parlamento, l'opposizione vaneggia
Il triste spettacolo del centro sinistra

Abbiamo appena vinto le elezioni amministrative, abbiamo dato un ceffone come nessuno si aspettava con il quorum ai referendum, abbiamo battuto l'Italia in lungo e in largo, tormentando i nostri amici perché andassero a votare, perché si turassero ancora una volta il naso in nome di un interesse superiore... ed eccoci di nuovo daccapo! Questi non cambiano proprio mai, nemmeno quando vincono per meriti altrui riescono a fare tesoro del credito che raccolgono.
Vendola bisticcia con Bersani, entrambi utilizzando il più puro linguaggio del bolscevismo senza Lenin, Di Pietro si chiede dove sia finita l'idea di un programma comune del centro sinistra, insinuando in noi l'idea che non ci sia, nemmeno sulle cose più elementari: riforma elettorale, fisco, lavoro, ambiente, istruzione, energia e merito.
Sembra che siano passati anni da quel mervaiglioso 13 giugno e invece neanche due settimane sono state sufficienti a far ritornare tutto come prima.

P4: LO SPECCHIO DELL'ITALIA DI OGGI

Chi si raccomanda per la direzione di un teatro, chi chiede un’interrogazione-siluro, chi un posto per il figlio, chi un accomodamento, chi ancora per un incontro eccellente…
L’Italia che abbiamo è quella che vogliamo?

L’inchiesta denominata P4 sta portando alla luce l’esistenza di una cupola che attraversa il mondo dell’economia, quello delle grandi imprese, perfino dei “riformatori” della politica, dei grandi manager di stato, dei padroni dell’informazione.
Tutti nelle mani di Bisignani, un abile faccendiere che sapeva (e forse ancora ben sa) come giostrarsi in una società malata e in un mondo dove l’ essere amici di conta infinitamente di più dell’ essere capaci di o anche di essere utili a. Insieme a lui un magistrato, Papa, che onora la categoria.
Ora è parlamentare del PdL e con lui operano tanti altri personaggi minori, tutti coinvolti e partecipi di questo progetto che aveva come denominatore comune il controllo dell’informazione e il suo utilizzo per alimentare la rete e distruggere mediaticamente tutti gli avversari, in politica, negli affari, nella vita.
Un bell’impasto di malavita organizzata, presidente della RAI, esponenti del bel mondo e dello spettacoli, carrieristi accecati dalla voracità. gli stessi che hanno spolpato l’Italia e che anche oggi continuano a rosicchiarne il poco che resta. Chi si raccomanda per la direzione di un teatro, chi chiede un’interrogazione-siluro, chi un posto per il figlio, chi un accomodamento, chi ancora per un incontro eccellente…

LA RABBIA E LA DELUSIONE

Gli arresti eccellenti e le inchieste sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste colmano la misura
La Regione Piemonte nel fango: bravo Cota!

bandiera-piemonte Già un anno di completa inattività - scandito dagli annunci di mirabolanti realizzazioni e dagli articoli elegiaci dei giornali piemontesi affamati di pubblicità istituzionale - aveva dato il segno di un’incapacità di fondo ad affrontare e risolvere almeno alcuni dei problemi enunciati. Adesso l’arresto di personaggi eccellenti nella Sanità, a dimostrazione che basta poco per riportare l’arbitrio e il malaffare anche dove si pensava di averlo sradicato.
Cota, insomma, è proprio un disastro e la nostra regione comincia a partirne pesanti conseguenze.

LA RETATA

Sorpresa: 'la ‘ndrangheta calabrese ha messo radici in Piemonte
Politica e malavita organizzata: è arrivato il tornado!

mani_sulla_cittaMentre in parecchi si interrogavano sul destino della Giunta Cota, messa a repentaglio dalla vicenda Giovine, dallo scandalo dei pannoloni e da altre vicende simili che fanno capolino all’orizzonte, un tornado si è abbattuto sulla politica e sulla società torinese: l’inchiesta “Minotauro”, con centinaia di arresti, sequestro di beni e pesanti collegamenti fra il mondo della politica e quello della criminalità organizzata.
Arrestato Nevio Coral, già sindaco-padrone di Leinì e suocero di Caterina Ferrero, assessore regionale alla Sanità in odore di dimissioni per il coinvolgimento nello scandalo dei pannoloni. L’atra donna di punta della giunta Cota, l’assessore al lavoro Claudia Porchietto fotografata nel bar del capo torinese dell’associazione criminale, così come il sindaco di Rivarolo Canavese, Bortot, che è anche consigliere provinciale e chissà quanti altri politici minori i cui nomi stanno uscendo in questi minuti.

E SE DESSIMO UN CALCIO AL CALCIO?

Discoteche, scommesse, droga e sesso
La domenica nel marcio

calcio1Che il calcio fosse sempre meno sport e sempre più spettacolo si sapeva da tempo. Che, anche per questo, gli scandali e le truffe fossero all’ordine del giorno, anche. Se qualcuno ancora pensava che non fosse vero, ci hanno poi pensato Moggi e la sua cricca a confermare che al peggio non c’è limite. Per fortuna ciclicamente la magistratura è stata costretta a interessarsi al magico mondo del calcio e ha almeno in parte impedito che il marciume dilagasse fino a soffocare il piacere della partita domenicale. 

CAMBIA IL VENTO A TOPOLINIA?

Manovre di basso cabotaggio fra topi in panne

logo-topolini2L’assessore al Niente appena licenziata da Sua Nullità è ancora lì che si chiede come sia successo e che cosa le manchi oltre allo stipendio, ma già una nuova vicenda scuote gli animi dei topolini tremebondi: è partita la corsa alle alleanze per dare a Topolinia un degno successore a Sua Nullità.
I candidati si stanno sgomitando fra loro, si promettono tutto e il suo contrario, fanno patti e li disattendono, evocano scenari apocalittici se non saranno loro a vincere, proprio come loro ben più illustri epigoni.
I topolini guardano ai cambiamenti che stanno avvenendo in giro e si domandano se non sia possibile fare la stessa cosa nelle loro città, vuoi vedere? I Topoloni allora si preoccupano sempre più e vanno in giro senza costrutto, così, solo per fare del movimento, per farsi vedere.
Minnie non ha ancora finito di blandire i commercianti che già arriva Topolò, con il suo bel fare e la seduttività a mille, a sbaciucchiarli moderatamente con piccoli languori e profumi di formaggi.

ASPETTANDO I BALLOTTAGGI

Un mantra percorre l’Italia: che lunedì diventi un urlo di gioia!
De Magistris e Pisapia, ‘sti mariuoli li portan via

Tutti qui ad aspettare l’esito dei ballottaggi di Milano e Napoli, oltre a quelli di città più piccole, ma altrettanto importanti. Aspettiamo con trepidazione che si compia quello che in troppi speriamo e che non oso qui richiamare per scaramanzia.
Eh già, perché bisogna avere cura di tutto e temere ogni possibile intoppo a un evento che potrebbe restituirci la speranza perduta e la voglia di dare quella spallata che i nostri amici sfibrati e “castati” non sono riusciti finora a dare.
Pensa se vince Pisapia”, bisbiglia la signora ottantenne che credeva di aver già visto tutto e che si è improvvisamente rianimata alla nipote militante.

CIAO, OBAMA

I giornali nelle mani dei comunisti distorcono le dichiarazioni del nostro Presidente
Ecco le vere parole di Berlusconi a Barak Obama

Caro Oba,
scusa se ti disturbo, ma volevo proprio dirti che hai una moglie che è un gran pezzo di gnocca, tutte le curve al posto giusto e quel paio di tette che farebbero impallidire chiunque. Ne parlavo giusto qualche giorno fa con la nipote di Mubarak che, come saprai, mi frequenta per affetto filiale. Suo zio non se la sta passando bene, ma lei è in forma perfetta. Con noi anche Emilio Fede, il più grande giornalista politico italiano, un vero fenomeno. Nemmeno Minzolini ce la fa a diventare un grande come lui, eppure si esercita tutti i giorni.
Vedi, caro Oba, adorabile negretto dalla faccia blues, sono un po' preoccupato per la Moratti che a Milano sta facendo una brutta figura e la fa fare anche a me.

IL CODAZZO

Le lezioni si avviano al termine: odore di mattanza
Gli insegnanti con la coda

schoolSiamo alle ultime batture dell’anno scolastico, mancano solo più una ventina di giorni…. e si vede!
Gli insegnanti, infatti, hanno messo la coda. Hanno passato tutto l’anno scolastico a farsi evitare dagli studenti che, quando li incontravano nei corridoi, a stento di voltavano a bofonchiare un saluto di circostanza.
Si sono chiesti che cos’avessero che non andava bene, come mai questi ragazzi smutandati li evitassero come la peste, si sono perfino ripromessi di non fare più prediche pensando che fosse per questo che nessuno li calcolava in giro per l’istituto.

TOPOLINIA: LE ELEZIONI ALLE PORTE

Al via la campagna elettorale dei topoloni.
Caccia all’ultimo voto: cittadini terrorizzati

Topolino stecchitoA quasi un anno dalle prossime elezioni è caccia grossa a Topolinia. Dopo il licenziamento dell’assessore al Nulla, trema quello al Niente. Di freddo, per via del gelo che circonda Faccia da Bambi e Steve Omnibus, ai ferri corti più che mai e impegnati in una singolare gara di sgomitamento a cui il loro mentore Topolin assiste impotente. Sono arrivati a premiare bambini andandoci in due, facendosi scudo delle loro prerogative nobiliari, proprio come quei detenuti che – incatenati insieme per i piedi – sono costretti a muoversi in sincrono e a non separarsi mai.

SAPESSI COME E' STRANO…

...di nuovo innamorati, di Milano

300px-Berlusconi_1984Sinceramente questi “Milanesi da bere” mi avevano proprio rotto! Quella supponenza, quella boria, quell’essere bauscia e orgogliosi di esserlo, esaltandone gli aspetti più deleteri fino a sfociare nella belusconite politica. Mi ero dimenticato dei Milanesi “normali”, quelli che ho conosciuto e frequentato per buona parte della mia vita e che mi sembravano oramai un relitto dei bei tempi andati.
Avete presente i Milanesi con un po’ di umiltà? Quelli che fanno lavori normali. che possono essere detti con una parola italiana e che non richiedono troppe spiegazioni e giustificazioni? Quelli che sono andati a scuola fin che hanno potuto, che si sentono internazionali solo più allo stadio perché Morattii e Formigoni hanno trasformato la loro città in una dependance di berlusconia?

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

La faccia della Moratti

moratti_letiziaL’avete vista la faccia della Moratti ieri sera? Parlava da sola, ogni sua smorfia, ogni piega del volto esprimeva il disagio di una nobildonna che all’improvviso e inaspettatamente cade dal trono su cui sedeva da troppo tempo.
Milioni spesi per la campagna elettorale, una rete fittissima di interessi e di clan nel mondo dell’economia, della finanza e della cultura, cinque anni di governo della città, un figlio con la bat caverna, una famiglia facoltosa, l’appoggio di berlusconi…. insomma, aveva tutto e la sua faccia incredula ci diceva che non aveva ancora realizzato la profondità del tonfo.

SALONE DEL LIBRO: PRESENTAZIONE

L'Amministrazione della Giustizia nel Distretto di Torino
Presentazione del libro al Salone di Torino


Affollata presentazione del libro, con considerazioni e ragionamenti sulla giustizia, sulla corruzione e sulle vicende che strappano in profondità il tessuto democratico dell'Italia.
Aspettando il responso delle urne e le relative conseguenze...

Mariano

TORINO: ELEZIONI CON SBADIGLIO

A tre giorni dal voto non c’è traccia di idee nuove
Oltre la continuità, il nulla

Mancano oramai tre giorni al voto e la campagna elettorale torinese - ammesso che ci sia stata una campagna elettorale – volge soporiferamente al termine, senza che neppur ei torinesi più attenti abbiano potuto appassionarsi al dibattito politico sul domani della città o su come rientrare dal deficit di bilancio o ancora su come programmare la gestione del patrimonio edilizio e urbanistico. Per non parlare delle aree industriali dismesse, della distribuzione del commercio, degli investimenti in innovazione tecnologia e lavoro.
Su tutti questi temi – e su parecchie altre questioni che amareggiano la vita di tanti torinesi – nulla, se non le solite formulette che, cambiando qualche attributo, vanno bene per destra sinistra centro. Le associazioni corteggiate come serbatoi di voti e non di idee, delle quali è meglio fare a meno, il mondo del no-profit come un fastidio da tenere a bada, un po’ di populismo e di simpatia da cartolina e poi…. tanto tanto antiberlusconismo. Quello serve a fidelizzare e cementare lo zoccolo duro, quello che basta agitare il drappo del colore giusto.

ALLE RADICI DEL MALESSERE DI OGGI

Franco non cessa di sorprendere. In questo suo pezzo una lettura dal di dentro di una stagione non risolta della storia del nostro paese. Un'analisi lucida di eventi che in tanti non conoscono e che in troppi fanno finta di non conoscere.
La mia esperienza nella D. C. di Franco Maletti
Fino al 1990 non mi sono mai occupato di politica di partito in modo diretto. Dopo avere fatto un corso di formazione della durata di un anno presso il Centro Studi della Cisl a Firenze, lavoravo a tempo pieno nel sindacato Cisl da venti anni. Credevo nella autonomia del sindacato dai partiti come strumento per rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori. Negli ultimi quindici anni mi occupavo quasi esclusivamente di vertenze di lavoro. Questa attività mi metteva in contatto con avvocati, consulenti, datori di lavoro e loro associazioni, giudici del lavoro. Il mio compito, in rappresentanza dei lavoratori e del sindacato, consisteva nel rilevare tutte le anomalie derivanti da una errata applicazione dei contratti e delle leggi e promuovere il tentativo di conciliazione mediando, ove necessario, tra gli interessi divergenti.

A FONDO


Quando la realtà supera l’immaginazione

I rifiuti di Napoli e l’ecologia della politica

Mentre alcuni quartieri della città sono nuovamente invasi dalla spazzatura, con l’aggravante del clima estivo che non aiuta certo a sopportarne i miasmi, si apre l’ennesimo scandalo politico-malavitoso locale che stavolta cambia in parte protagonisti.
Nell’hinterland napoletano c’è un comune, Quarto, nel quale diciassette consiglieri su trenta si sono dimessi. Il comune è stato commissariato e sono state indette nuove elezioni, che si terranno fra dieci giorni. Tutto nella norma, se non fosse che le forze dell’ordine si sono messe al lavoro.

Ecco come racconta l’accaduto Il Fatto di oggi:
Ieri sono finiti in manette un candidato della lista ‘Noi Sud’, Salvatore Camerlingo, cugino di un camorrista di spicco, e un candidato dei berlusconiani, Armando Chiaro, coordinatore cittadino del Pdl. Secondo le carte dell’inchiesta, Chiaro intratteneva rapporti stretti col capoclan Giuseppe Polverino e volava in Spagna per chiedergli il permesso di fare affari su una discarica. Il Pdl ha reagito nominato un ‘Garante per la Legalità’ a Quarto, il senatore Carlo Sarro, componente della commissione Antimafia. Nei giorni scorsi ha fatto discutere l’annunciata presenza del commissario campano dei Verdi,Francesco Emilio Borrelli, a un’iniziativa elettorale in sostegno del candidato sindaco di centrodestra di Quarto Massimo Carandente Giarrusso, insieme al senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, per il quale pende un’ordinanza di arresto per bancarotta fraudolenta respinta dal Parlamento. Borrelli, Nespoli e Giarrusso comparivano sullo stesso manifesto, corredato dai simboli dei partiti dell’anomala alleanza.”

Se si potesse essere certi dell’altrui moralità, sarebbe tutto più facile, ma un’alleanza PdL- Verdi in zone dove non sono da scoprire i rapporti organici fra il centrodestra e la camorra, perché si sa già quasi tutto…. Forse un po’ di attenzione, di cautela non guasterebbero.

Non sarà che la fregola a cercare sempre e comunque qualche posto, presentando liste improvvisate e sposando qualunque opzione, finisce per essere un danno per il paese e boomerang per le idee e le proposte degli ecologisti?

Mariano

TOPOLINIA: PIU' POSTI PER TUTTI!

Ricompaiono in città i topominchia, è contagio?
La promessa di un posto non si nega a nessuno

topolino_bA Topolinia le elezioni si avvicinano e comincia a serpeggiare il nervosismo. Comprensibile, visti i disastri fin qui combinati, le prebende distribuite, le difficoltà di percorso nel varo delle varianti, sacre e profane. I topoloni hanno voglia di esserci ancora a vanno a caccia dei padrini che meglio possono garantire loro questa possibilità. Esserci per fare cosa? Servire la collettività? Fare qualcosa di utile per Topolinia? Ma dai!
Dato che è cominciata la corsa a piazzarsi, ecco che si alza il livello delle ostilità da parte dei topoloni, che si giocano il tutto per tutto. Rispuntano i topominchia, grandi topi (quasi tutti di sesso maschile) dalla forma affusolata, col collo pronunciato, l’aspetto di chi sta fiutando l’aria e una testolina che ricorda altri attributi. Ma non è l’aspetto fisico a distinguere il topominchia dagli altri suoi simili, è la splendida attitudine a farsi promettere di tutto e di più da chi aspira a essere da loro sostenuto al prossimo giro di elezioni.

ANTIFASCISMO DI REGIME

66 anni dopo l'eccidio di Grugliasco e quelli di Collegno, si aprono squarci di verità.
Il film-documentario sui fatti del 30 Aprile e I° Maggio 1945
di Giovanni Lava

Ci sono voluti 13 anni, ma alla fine, seppure con una operazione di regime, i fatti del I° Maggio 1945 sono stati raccontati nella loro crudezza e la parola vendetta è stata pronunciata pubblicamente davanti ad autorità, familiari delle vittime della strage nazista, Anpi, ecc.
Era il 30 Aprile 1998, quando il Corriere-Rivoli 15, il settimanale di Collegno, Grugliasco e Rivoli diretto dal sottoscritto, pubblicò a tutta pagina l'articolo dal titolo "Dopo la strage ci fu una vendetta" che ebbe l'effetto di una deflagrazione sulle due città. Quel giorno molti dei presenti ieri alla proiezione del documentario nel negare pervicacemente che l'eccidio del I° Maggio fosse mai esistito mi diedero del fascista, del provocatore, del diffamatore e minacciarono di farmela pagare, cosa poi regolarmente avvenuta con la chiusura del Corriere appena due anni dopo...[continua qui]