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IL BLUFF DELLA POLITICA: SERVI SCIOCCHI AI VERTICI, NESSUNA PROSPETTIVA. A MENO CHE...

In UE come in Italia e giù giù fino al più piccolo comune, una classe dirigente rivela tutta la sua inadeguatezza e malafede
Fra gli effetti dell'epidemia da coronavirus c'è anche la caduta del "velo del prestigio" che avvolgeva le massime autorità dell'UE, finora incontrastate sul piano politico, qualche volta criticate per la scarsa incisività delle loro azioni e per loro dipendenza dai governi nazionali più forti e dalle agenzie economiche e finanziarie mondiali, ma mai messe veramente in discussione. Finché, in condizioni ordinarie, sono stati tenuti lontani dal campo di battaglia - generali presunti di conflitti che si giocavano altrove con la loro supposta regia - il gioco ha tenuto. Appena la crisi sanitaria ha cominciato a mordere, con tutte le conseguenze che già conosciamo e quelle che ancora debbono presentarsi, il velo è caduto.

MEDIOCRITA': L'AGONIA DI UN PAESE

A forza di usare tutti gli strumenti possibili per livellare al basso, si finisce rasoterra. Poi si comincia a scavare...
Mi sembra che sia questa la situazione nella quale versano oggi istituzioni, realtà economiche, associazioni, sindacati, partiti, mass media, chiese, insomma il complesso dei corpi intermedi e di governo dell'Italia.
Governati e rappresentati dai più scarsi fra coloro che ne fanno parte, impegnati questi ultimi a difendere rabbiosamente la posizione conquistata facendo di tutto e di più per allontanare coloro che potrebbero insidiarne la posizione. Ma che, avendo qualche numero in più e magari anche l'ardimento, si guardano bene dallo sprecare tempo, risorse e sentimenti in battaglie impari, preferendo utilizzare ciò che sono, hanno e sono per costruirsi una vita loro. Per gli scarsi è una vittoria facile perché sono straordinariamente abili nel costruire cordate di interessi ancora più bassi dei loro, coinvolgendo soggetti che diversamente non avrebbero alcuna storia o ruolo.

POLITICA E 'NDRANGHETA, LA SFIGA DEL SUPPORTER

La notizia dell'arresto di un assessore regionale di FdI del Piemonte, nell'ambito di un'inchiesta nazionale di proporzioni gigantesche, ha gettato nello sconforto alcuni suoi supporter che speravano...


...che mantenesse l'impegno che si era preso con loro quando, nel chiedere manovalanza ventre a terra per la sua campagna elettorale aveva fatto promesse o, se preferite, si era preso l'impegno di piazzarli e/o di trovare un lavoro per quelli disoccupati da lunga pezza.
La promessa aveva ridato vigore a cinquantenni sfiniti dalla precarietà, dalla fine degli ammortizzatori sociali, dallo sgonfiarsi delle speranza che le fabbriche dove avevano lavorato una vita riprendessero a produrre con nuovi e improbabili padroni.
Stamattina un "compagno" senza più tessera sindacale, in passato un pasdaran della FIOM in una delle aziende automobilistiche considerate sede dell'aristocrazia operaia degli anni '70, mi ha incrociato per caso. Sapendo che aveva fatto il manovale per l'assessore arrestato e quanto attendesse una sua chiamata per porre fine al limbo della disoccupazione, non ho osato sfotterlo come avevo fatto fino a ieri.

PARASSITI

Si insinuano e si moltiplicano, si diffondono senza sosta mangiandosi l'organismo che li ospita fino a a farlo morire, morendo essi stessi...

Vai a vedere un film, Parasite, e rileggi senza nemmeno accorgertene, un bel pezzo delle tua storia e delle tue storie. Quasi due ore e mezzo al buio - seguendo le vicende di questa famiglia di parassiti e dell'organismo che hanno infettato insinuandosi con sapienza e cinismo - durante le quali rivedi, come se fosse un film, alcuni dei tormenti che hanno segnato la tua esistenza e non solo la tua.
Rileggi le storie di quelli per cui non sei mai stato abbastanza (di sinistra, moderato, ambientalista, no TAV eccetera), che non perdevano occasione per ricordartelo rivendicando subito dopo qualcosa per loro; e intanto si insinuavano nell'ambiente piazzandosi al meglio con la protervia di chi crede che "le/gli sia dovuto" e senza mai smettere di segnalare - a volte a te, spesso alle tue spalle - quanto loro fossero leali, puri, disinteressati e irreprensibili.

UMBRIA: CIECHI O NON VEDENTI?

Un disastro annunciato e tanti luoghi comuni a  mascherare l'evidenza solare...

A. A fronte del disastro combinato da PD e satelliti negli anni scorsi, stupisce che qualcuno sperasse in una vittoria. E' vero che dagli Italiani puoi davvero aspettarti di tutto, compresa la conferma di avere la memoria davvero molto corta, ma sperare che gli Umbri si dimenticassero della mafietta postcomunista della Marini e dei suoi è davvero un po' troppo: dalle sezioni del PD passavano perfino le raccomandazioni per posti riservati agli invalidi, suvvia! Pur di liberarsi di un sistema pervasivamente asfissiante non stupisce che gli Umbri si siano buttati nella braccia dell'unica proposta politica che prometteva (e poteva avere i numeri per) di farli fuori. Classica sindrome di chi preferisce l'ignoto, che sa essere buio e schifoso, a una realtà che giudica insopportabile.
B. Per questo il M5S avrebbe dovuto evitare qualunque forma di contaminazione e di commistione.

TRANSUMANZE

Mentre le sempre più rade mandrie e greggi scendono a valle dopo un'estate sugli alpeggi, anche la politica registra le sue transumanze autunnali...

La stagione non felicissima dei 2mattei comincia a produrre i suoi effetti  anche nel recinto del bestiame politico: come mi colloco? Cosa mi conviene fare? Quali ordini dal capobastone?
Nel sud abbandonano la Lega personaggi dal passato non proprio specchiato e dal presente piuttosto torbido, li aveva imbarcati Salvini e aiutati a farsi eleggere nelle istituzioni. Dicono che la Lega non si occupa del sud (ma và) e, forti di questa nuova certezza, si piazzano in partitini dai nomi civettuoli.
Nel centro qualche scricchiolio lascia sperare che la marcia trionfale che il Salvini immaginava in Umbria, Toscana ed Emilia Romagna possa essere costellata di sorprese, tutte ancora da centellinare.

UNA STORIA FINITA E LA REPUTAZIONE

La gran parte della gente di questo paese ha a cuore la propria reputazione, per questo cerca di vivere il più possibile come dice che sarebbe giusto. Nella massa ci sono anch'io...


Fine luglio 2015: "Buongiorno sig. Turigliatto, sono il luogotenente *** della Guardia di Finanza di Torino. La chiamo perché ci siamo accorti di non aver acquisito a suo tempo la documentazione contabile del suo mandato di consigliere regionale. Vorrei sapere se lei ce l'ha ancora...".
"Così sui due piedi non saprei dirle, dato che dopo cinque anni la documentazione fiscale non è più utilizzabile, potrei averla buttata. Mi dia il tempo di controllare e la richiamerò subito".
Ero praticamente certo di non averla ancora buttata, però volevo verificare che fosse tutta dove ricordavo di averla depositata oltre cinque anni prima, nella cantina di casa mia. Ben bizzarro che l'ex-consigliere debba portarsela a casa e non lasciarla, come sarebbe logico, agli uffici del Consiglio Regionale. Controllo in cantina: era ancora lì.
Rapida consultazione con amici esperti, decido di non seguire i loro consigli: anche se la richiesta della Guardia di Finanza è arrivata fuori tempo massimo, si tratta pur sempre di danaro pubblico. E' doveroso fornire tutte le pezze che servono a ricostruire il modo in cui è stato impiegato, perfino indipendentemente dalla poca tempestività di chi controlla.

FACCIA DA GARULA

Con il termine garula in alcune paesi del Piemonte si designa un soggetto dall'io così elastico da suscitare, alla fine, perfino un po' di simpatia nei suoi fallimenti....
... e in questi giorni il garula sembra essere Matteo Salvini. Sì, proprio quello, lo stesso soggetto che giornali e tv, social buoni e cattivi, fascisti e antifascisti, pro immy e isolazionisti, hanno dipinto come l'asso pigliatutto, quello che avrebbe riportato l'Italia al totalitarismo e alla fine della democrazia parlamentare basata sulla separazione dei poteri.
Lascio all'esperienza politica dei miei amici il discettare se sia meglio andare a elezioni, sperare in un governo M5S-PD o desiderare una riedizione di quello appena affossato da Salvini in delirio da mojito. Io mi godo la faccia da garula del nostro, travolto dal suo delirio di onnipotenza, alimentato dal lassismo che i suoi compagni di governo hanno finora praticato.
Parecchi miei amici non sembrano trarre lo stesso piacere, almeno non mostrano quel godimento che pensavo avrebbero provato. Li vedo molto categorici nel condannare qua e là, nello stigmatizzare i nuovi barbari, almeno quanto lo sono stati nell'ignorare le alleanza spurie del passato e le politiche sempre a favore dei ricchi degli ultimi trent'anni....

UN VERMINAIO IN PROCURA

Ogni giorno una nuova puntata, a raccontarci di un paese dannato in ogni sua parte


La storia è in parte già scritta (leggi Repubblica), il resto lo leggeremo nei prossimi giorni, così capiremo se qualcuno in alto riuscirà a coprire questo scandalo e quelli che stanno venendo alla luce. Oppure, se in questa guerra senza esclusione di colpi, emergerà qualcosa che neanche i complottisti più incalliti hanno mai osato immaginare.
Questa la storia in breve: una delle tante inchieste per corruzione portano gli inquirenti di Perugia a chiamare in causa il PM romano Luca Palamara, per adesso accusato  di aver incassato 40 mila euro dall'imprenditore Fabrizio Centofanti - insieme agli avvocati Pietro Amara e Giuseppe Calafiore - per contribuire a "pilotare" le nomine del CSM. Oltre ai soldi Palamara sarebbe anche stato beneficiario di soggiorni di piacere in località alla moda, come Dubai e Ibiza, sempre a spese degli stessi soggetti.
Luca Palamara non è un PM qualunque:  è ex membro del Csm, leader della corrente Unicost (centro). Neanche i suoi presunti corruttori sono personaggi qualunque, infatti sono tutti  coinvolti in storie di corruzione e sottoposti a indagini. Dunque, un alto magistrato, leader di una corrente importante, riceve prebende da soggetti sotto indagine. Ma non basta...

I BAMBINI DI SALVINI

Agghiacciante è la protervia del Ministro degli Interni, ma ancora più quella degli infanti che ne celebrano le gesta e ne seguono le evoluzioni.
Salvini tratta la platea elettorale - definire diversamente noi, il popolo bue, sarebbe davvero un azzardo e un lusso che non possiamo più permetterci - come una scolaresca di bambini della scuola materna, rincretiniti fin dalla più tenera età dalle colpevoli premure della loro famiglia, allargata o ristretta fa lo stesso.
Uno dei pargoli - potrebbe essere chiunque di noi - cade e si sbuccia un ginocchio. Salvineggiando, due le reazioni possibili.

MAURO, IL PAPA' DI SIMONE

Non mi capitava da tempo di commuovermi nel leggere di persone normali, con idee normali e tanta dignità che trasmettono ai figli e a chi vuole vederla...

Simone, il giovanotto che ha tenuto botta agli agitatori di Casa Pound, ha una famiglia che dovrebbe essere presa a modello di cosa bisognerebbe essere e fare per risollevare questo questo paese dallo sfascio. Suo padre, Mauro, è stato intervistato da un giornalista de "Il Fatto quotidiano" poco dopo che il figlio era assurto alla ribalta nazionale.
Orgoglio - non per il figlio sui social, ma per il modo con cui ha zittito quelli di Casa Pound con la sola forza delle argomentazioni -, consapevolezza della necessità di metterci coraggio e  determinazione nel difendere gli ultimi, ma anche nell'esigere rispetto e attenzione; un po' di paura per le conseguenze sul figlio, soprattutto il vago timore che si monti la testa...

GIOVANNI, CIVICA E LA POLITICA CHE NON SAPPIAMO FARE

Il mio amico Giovanni annuncia i suo disimpegno dalla politica collegnese con un post che dice più cose utili a ragionare dell'oggi di uno studio di sociologia della politica...


Il suo post lo trovate qui, per le notizie sul soggetto bisogna che si faccia riferimento altrove, non sto mica scrivendo un coccodrillo! Il mio commento al suo post di addio alla politica è viziato dal'affetto profondo e da quasi cinquant'anni di scambi frequentazioni e corrispondenze. Dunque non è obbiettivo, anzi lo è proprio per questo, visto che non ci dobbiamo niente e non c'è nulla che possa cambiare le nostre relazioni.
Giovanni è una persona preziosa per la società perché tutto quello che fa lo affronta con la passione, la sofferenza di chi scava a fondo; perché il suo è punto di vista mai banale, quello di un osservatore che non si contenta  di pensare quello che altri hanno deciso di fargli credere. Dobbiamo a lui la fondazione e la direzione dell'unico giornale "libero dalle veline" di questa zona: Il "Corriere di Rivoli, Grugliasco e Collegno", fucina di giornalisti che oggi stanno nelle principali testate italiane, allevati dai suoi celebri grugniti e dalla sua critica puntuta (ecco testata e commenti). Il giornale sarà poi svenduto dall'unico che carriera non l'ha fatta - scrive ogni tanto sulla busiarda articoli di  regime -  e che tanto aveva brigato per succedergli senza averne il merito...

INTEMPESTIVITA', BORIA E SUPERFICIALITA'. LE BASI DELLA DELUSIONE

Distopia: il mondo della rappresentazione politica è diverso da quello della realtà. Perché sembrano tutti fuori tempo?
Intempestivo, sempre troppo uguale al fallimentare se stesso, il non più giovane Renzi: ogni volta che fa o dice qualcosa, incrementa la profondità della buca che si è già scavato. Intempestivo Di Maio: dovrebbe tacere e fare, dimostrando nei fatti il cambiamento promosso dal governo del popolo. Adesso qualche buona notizia da dare ce l'avrebbe pure, ma riesce a risultare poco convincente perfino quando è in discesa e... parla troppo e a sproposito. Era abbastanza simpatico e misurato, gli si perdonava l'inesperienza e l'impulsività, è diventato saccente, spocchioso e avventato. La freschezza è svanita, insieme a quella dei suoi compagni e compagne di movimento, avvolti nella boria e nell'autoreferenzialità.
Tempestivo Salvini, ma di lui si è già detto tutto...

FRA I BOSCHI DI FINVARRA: LA STORIA DELL'IPER-CUP CHE NON C'E'


Strane cosa accadono a Finvarra...
Circa quattro anni fa i capi politici del regno fatato di Finvarra, preoccupati per il dilatarsi a dismisura dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie al loro piccolo popolo, decidono di dar vita all’Iper-CUP – Centro Unificato di Prenotazione, una infrastruttura tecnologica in grado di consentire agli assistiti di Finvarra di prenotare una qualunque prestazione sanitaria, ambulatoriale od ospedaliera, con la garanzia di poter ottenere quanto necessita nel più breve tempo possibile, tenuto conto delle disponibilità offerte da tutte le strutture sanitaria pubbliche e convenzionate. Una figata per quei disperati abitanti di Finvarra, oramai rassegnati a fare a meno della sanità o a pagarsela.
Per fortuna il regno fatato di Finvarra dispone della seconda (per fatturato e clienti serviti) società di informatica pubblica nazionale, il Cigno per il Superbo Io, più noto come CSI, lo stesso che gestisce i sistemi informatici del regno fatato di Finvarra, delle dimore dei folletti e delle Città finvarriane (circa un migliaio di posti di lavoro, tra fate, folletti, elfi e umani raccomandati).

2019: LE DOMANDE DI CUI CONTINUARE A CERCARE LA RISPOSTA

Lasciare tutto ciò che non si è riusciti a risolvere nell'anno vecchio, per ripartire da "vergini" col nuovo? Neanche per sogno!
1 Il progresso richiede individui dotati di coraggio, abnegazione, sopportazione, coesione e capacità di applicazione: studiare, apprendere, trasmettere, elaborare. Alzi la mano chi non ha sentito (o detto) almeno una volta cose del genere. E allora, perché questo paese è in declino da oramai così tanti anni che non riusciamo nemmeno più a raccontare com'era prima?
2 Aria, acqua, terra, se li distruggiamo facciamo del male a tutti noi. Lo stesso per la natura,il paesaggio, la flora e la fauna. Ci rallegriamo quando arriva la pioggia a ripulire l'aria tossica delle nostre città, che fine fanno  (e dove vanno) i residui dilavati? Saranno meno nocivi solo perché sono andati altrove?
3 Chi ha un problema gravi di salute cerca il medico più adatto a risolvere il guaio. Che il dottore sia bello o brutto, simpatico o antipatico, poco importa.

I PRENDITORI

A vederli schierati sul parco e in platea alle OGR tornava in mente il loro contributo al declino, nazionale e locale


C'è una differenza fondamentale fra un imprenditore e un prenditore: il primo investe - soldi energie, intelligenze, rischi - per realizzare un'impresa che produce beni e/o servizi che generano ricchezza. Innanzitutto per lui, poi anche per dipendenti e fornitori, indirettamente (attraverso le tasse) alla collettività. Questa commossa ringrazia, cerca di impiegarli al meglio e, quando occorre, interviene sul credito o con gli ammortizzatori per aiutare l'impresa quando va in difficoltà.
Il prenditore ricerca il massimo profitto con il minimo impegno: strutture e personale sono "risorse" da finanzializzare appena possibile, desertificando territorio e persone: non c'è bisogno di scomodare la delocalizzazione, fatta soprattutto di aziende che chiudono dall'oggi al domani senza vincoli, obblighi, magari affidandosi a un fallimento guidato (dopo aver messo in salvo i capitali) per non pagare i debiti con i dipendenti,  l'erario e  con l'INPS.

ESSERE ALL'ALTEZZA

Incontri, occasioni, storie e aspettative. Ogni tanto un bilancio per ripartire leggeri...


Nella vita càpitano i momenti in cui - riflettendo sulle esperienze passate, su quello che hanno prodotto, hanno lasciato e sulle conseguenze - osservi gli avvenimenti e le tue azioni da un'angolatura nuova, diversa da come avevi sempre affrontato le prove della vita. Si chiama "crescere", "maturare", "fare tesoro delle esperienze" e, più avanti con l'età, "invecchiare".
Non so se sia senescenza o maturazione, ma ragionando del passato, aumenta ogni giorno la gratitudine per le tante persone che mi hanno permesso di vivere esperienze ed emozioni che mai avrei pensato di realizzare: gli studenti e i colleghi a scuola, l'attività politica e le tante persone che si sono sbattute, con me e sovente anche per me, gli amici, le persone che mi manifestano ogni giorno stima e considerazione. E poi, gli amici di una vita, quelli di una stagione, i collaboratori degli infiniti lavori che ho fatto e che ancora coltivo.

VERGINI, ODALISCHE, SMEMORATI E GRANDI GIORNALISTI

Guardavo un telefilm in tv,  un amico mi dice di cambiare canale: c'erano Floris, Giannini e la Fornero che strapazzavano la vice-ministra dell'Economia Castelli sulla "riforma" delle pensioni e
... ho comesso l'errore di dargli retta e, osservando l'acredine con cui i soggetti affrontavano il tema e la vice-ministra, un moto di simpatia nei suoi confronti mi ha, per un momento, fatto dimenticare le poche brutte cose che hanno fin qui fatto al governo lei e i suoi compagni di movimento.
L'approccio rabbioso di Giannini sembrava quello di un giornalista che pensa di meritare molto di più della direzione della radio di Repubblica: almeno un tg nazionale, che diamine! E si comportava come se fosse la Castelli la causa della mancato riconoscimento della sua grandezza e bravura.
La Fornero è una valente professionista chiamata da un governo tecnico a prelevare 90 miliardi di euro in dieci anni dalle pensioni per trasferirli sul bilancio dello Stato a coprire buchi e  necessità. Il suo lavoro l'ha fatto abbastanza bene, non del tutto visti gli esodati e le storture del sistema, però l'ha fatto. Ma da questo a a farla passare per l'angelo delle pensioni davvero ce ne corre e solo dei disinformatori professionali possono avallare un'operazione come questa.

FORTI I VERDI A NORD...E DA NOI?

In Baviera, Belgio e Lussemburgo i Verdi vanno forte alle elezioni di domenica scorsa. Ma qui proprio non ce n'è, perchè?
Chi scrive ha avuto il piacere - esattamente 21 anni fa - di vedere la lista dei Verdi, il movimento in cui militava, raggiungere il 18,5% alle elezioni amministrative del suo comune, 40 mila abitanti in provincia di Torino.
Tutti ecologisti i miei concittadini? Non penso, almeno nel modo caricaturale in cui larga parte del ceto politico dei Verdi già allora contrassegnava nobilissime battaglie condotte nel modo più controproducente. Semplicemente avevano trovato un gruppo locale che faceva quello che aveva proposto, che aveva dato qualche dimostrazione di coerenza in precedenza e che, nei fallimenti e negli errori, si era preso le proprie responsabilità correggendo la rotta e spiegando perché alcune cose non si potevano proprio fare, mentre altre sì.
Quel gruppo si è disperso dopo aver partecipato a congressi con i cammelli che arrivavano in bus al traino dei ras locali, dopo aver assistito a infinite risse di cui non si sapeva neppure più la ragione, se non quell'individualismo sfrenato che spingeva anche i più scarsi a sentirsi dei deus ex-machina...

RENDERE CONTO

Sapere come spendono i soldi che incassano non rende meno dolorosa la privazione, ma almeno aiuta a capire cosa paghiamo davvero per i servizi di questo paese

Un giovane delle nostre parti appena tornato da un lungo periodo di lavoro in Australia ha ricevuto dal Governo di Camberra la comunicazione dell'avvenuto rimborso delle tasse che aveva pagato in eccesso, rimborso peraltro immediatamente accreditato sul suo conto.
Il governo australiano non è è limitato a questo, ha anche approfittato per fornire al giovane contribuente un resoconto di come sono spese le sue tasse, ripartendo la spesa fra i vari settori e servizi in cui si articola la cosa pubblica, a cominciare dal debito pubblico (globale e pro-capite) e dagli interessi pagati per onorare gli impegni assunti.
Però - mi sono detto - questo sì che è un servizio! Non ti aiuta a pagare le tasse più volentieri, ma almeno ti racconta come sono ripartiti i tuoi soldi fra i vari servizi dello Stato.
Subito mi vengono in mente i tanti evasori, quelli che nessun governo ha mai davvero cercato e punito, mi sono venuti in mente i servizi che paghiamo anche per loro che, magari, ne usufruiscono senza nemmeno apprezzarli. Mi viene anche in mente che in Australia il contribuente lo trattano bene, non come da noi...