INTEMPESTIVITA', BORIA E SUPERFICIALITA'. LE BASI DELLA DELUSIONE

sabato, febbraio 16, 2019

INTEMPESTIVITA', BORIA E SUPERFICIALITA'. LE BASI DELLA DELUSIONE


Distopia: il mondo della rappresentazione politica è diverso da quello della realtà. Perché sembrano tutti fuori tempo?
Intempestivo, sempre troppo uguale al fallimentare se stesso, il non più giovane Renzi: ogni volta che fa o dice qualcosa, incrementa la profondità della buca che si è già scavato. Intempestivo Di Maio: dovrebbe tacere e fare, dimostrando nei fatti il cambiamento promosso dal governo del popolo. Adesso qualche buona notizia da dare ce l'avrebbe pure, ma riesce a risultare poco convincente perfino quando è in discesa e... parla troppo e a sproposito. Era abbastanza simpatico e misurato, gli si perdonava l'inesperienza e l'impulsività, è diventato saccente, spocchioso e avventato. La freschezza è svanita, insieme a quella dei suoi compagni e compagne di movimento, avvolti nella boria e nell'autoreferenzialità.
Tempestivo Salvini, ma di lui si è già detto tutto...
... è il suo momento, riesce a tirare fuori il peggio di noi e a rappresentarlo con una plasticità inarrivabile. Prima o poi tutto questo gli si rivolterà contro con la stessa irruenza che ci ha messo lui a tirarlo fuori. Solo che, nel frattempo, fiumi di odio e di rancore, prodotti dalla sua sistematica distillazione della mediocrità italica, sversano su un paese già ben addestrato allo scopo da 25 anni di Berlusconi e centrosinistra speculari.
Intempestivi i demos, oramai ridotti alla pura parodia di quello che erano convinti di essere e che il popolo sovrano si è incaricato di smentire: nessuna opposizione, sbattono foglietti e votano con la destra un momento dopo aver accusato i cinquestelle di aver fatto la stessa cosa. Non un disegno, un progetto, un'idea, una proposta, solo storie di posti e di organigrammi. Lo fanno da così tanto tempo che si sono convinti chela politica che serve al paese sia quella. Avendo impiegato oltre vent'anni a eliminare (con qualche successo) tutto quello che si muoveva criticamente dentro e attorno a loro, adesso scoprono che la desertificazione ha (tardivamente) colpito anche loro, la sabbia gli è entrata in casa sommergendo tutto. Dei loro satelliti neanche a parlarne, fuori dal tempo e dalle storia. Inutili..
Nessuno, in compenso, parla più di tassare le proprietà immobiliari per alimentare la finanza locale: eppure è così dappertutto, era così anche in Italia prima che Berlusconi abolisse l'ICI/IMU sulla prima casa, è tornato così quando anche Renzi ha fatto lo stesso. Idem per le tasse sui patrimoni, sulle successioni e idem sulla Flat Tax: perché chi guadagna 100 mila euro facendo un lavoro autonomo paga un terzo delle tasse di chi guadagna la stessa somma ricevuta per un lavoro dipendente? Allora davvero non sta cambiando nulla, anzi. Si sperava che, senza attendere miracoli, un po' più di equità fiscale e di determinazione nel perseguire gli evasori, a cominciare dai grandi, si sarebbe avuta. Invece si allarga addirittura la forbice contributiva, quella stessa che vede già oggi il popolo lavoratore dipendente reggere da solo i suv aziendali, i pagamenti in nero e le flotte di barche da vacanza che intasano i porticcioli italiani, le seconde e terze case, le vacanze di lusso dei "poveracci" che invocano altri sgravi fiscali, contributi a pioggia e l'allestimento di mangiatoie con soldi pubblici a loro disposizione.
Eppure il reddito di cittadinanza c'è (amici miei che denigrate questa importante iniziativa, venite con me a fare un po' di volontariato sociale, capirete...), qualche freno allo strapotere delle lobbies si intravede, ma è troppo poco. Parola di uno che ha votato il M5S e non una volta sola sperando che, se non il futuro dell'Italia, ne fossero almeno la scopa.
Troppa improvvisazione, troppa sottovalutazione della necessità che  problemi complessi vengano affrontati con la complessità e la competenza che meritano, troppa cattiva applicazione del fortunato slogan "Uno vale uno". In democrazia uno deve valere uno, ma quando si tratta di governare processi che impattano sulla vita di tutti, l'uno che ha vinto le elezioni deve sapersi circondare di persone all'altezza e con la caratura giusta. Sennò rischia di fare la figura del coglioncello o della scemotta, prontamente rilevate da una stampa non certo amica, perché è giusto l'establishment che il "governo del popolo" si proponeva di combattere. E lui si rivolta con tutti i mezzi che ha, giornali di regime compresi.
Almeno per qualche mese propongo che il delizioso slogan "Onestà" venga sostituito con "Umiltà", da ripetere più volte al giorno tutti i giorni, affinché entri anche nella testa dei più refrattari l'idea che, se quelli come me avessero voluto i Giordana, i Pasquaretta (solo per parlare di Torino) e gli infiniti faccendieri che girano dove c'è  motivo, si sarebbero tenuti quelli di prima.
Col doppio dei deputati dei partner di governo, qualche intervento per frenare la Lega sarebbe stato lecito aspettarselo. Magari c'è anche stato solo che non lo sappiamo perché nessuno ce l'ha detto.
In ogni caso la delusione avanza e non sono le giravolte annunciate in questi giorni che possono cambiare lo stato dell'arte. Attendiamo impazienti almeno il tentativo di porre un freno allo strapotere della Lega, di veder praticare l'umiltà di cui si diceva. Sarebbe già qualcosa e aiuterebbe tanti a riconciliarsi con una speranza che si sta trasformando in una delusione.
Ci si può astenere dal voto, non dallo sperare in un paese migliore.
Mariano