FACCIA DA GARULA

mercoledì, agosto 28, 2019

FACCIA DA GARULA


Con il termine garula in alcune paesi del Piemonte si designa un soggetto dall'io così elastico da suscitare, alla fine, perfino un po' di simpatia nei suoi fallimenti....
... e in questi giorni il garula sembra essere Matteo Salvini. Sì, proprio quello, lo stesso soggetto che giornali e tv, social buoni e cattivi, fascisti e antifascisti, pro immy e isolazionisti, hanno dipinto come l'asso pigliatutto, quello che avrebbe riportato l'Italia al totalitarismo e alla fine della democrazia parlamentare basata sulla separazione dei poteri.
Lascio all'esperienza politica dei miei amici il discettare se sia meglio andare a elezioni, sperare in un governo M5S-PD o desiderare una riedizione di quello appena affossato da Salvini in delirio da mojito. Io mi godo la faccia da garula del nostro, travolto dal suo delirio di onnipotenza, alimentato dal lassismo che i suoi compagni di governo hanno finora praticato.
Parecchi miei amici non sembrano trarre lo stesso piacere, almeno non mostrano quel godimento che pensavo avrebbero provato. Li vedo molto categorici nel condannare qua e là, nello stigmatizzare i nuovi barbari, almeno quanto lo sono stati nell'ignorare le alleanza spurie del passato e le politiche sempre a favore dei ricchi degli ultimi trent'anni....
... Celebrano ancora adesso Veltroni come esempio di lungimiranza politica e non ricordano che la democrazia parlamentare rappresentativa vide accelerare il suo declino dalla scoperta della "vocazione maggioritaria" dell'allora nascente PD di cui era segretario e teorico. Sembrano aver già archiviato gli Alfani, gli Scilpoti, i Razzi e i Dell'Utri, tutti incidenti di percorso di una stagione felice, quella della II repubblica. Sembrano rimpiangerla con la stessa intensità con cui rimpiangono i loro anni d'oro, quando gli acciacchi della vecchiaia non avevano ancora cominciato a turbare le nostre giornate e il vigore sessuale ci salvava dal bisogno di riflessioni più profonde. Ridono dei congiuntivi sbagliati di Di Maio con una specie di allegria liberatoria, come quelli che applaudono dopo l'atterraggio; tacciono compiti su congiuntivi sbagliati da Zingaretti perché quelli sono "dettati dall'emozione".
Spero che non dimentichino che il grande danno sociale, umano e politico di Salvini sta nell'aver eccitato gli animi contro un nemico immaginario fatto da gente così debole da non avere nemmeno voce per provare e replicare. Indisturbato, ha trasformato in consenso politico la merda che abbiamo dentro, l'egoismo, la paura di perdere ciò che è nostro, il bisogno di avere qualcuno da incolpare. Facendo leva su un ventre già provato da anni e anni di impoverimento del ceto medio, di politicanti e di prenditori che ancora oggi si spacciano per imprenditori.
Spero che si siano resi conto, i miei amici, di cosa hanno combinato le ortodossie, quelle scodellate e diffuse dai grandi pensatori, quelli che scrivono sui grandi giornali e che hanno sempre ragione anche quando hanno torto, perché "avevano previsto tutto". Che cosa ha combinato un'economia completamente assistita che fa finta di praticare il libero mercato vivendo felice delle tariffe concordate con i ministeri, dalla telefonia alle concessioni ai grandi contratti/appalti di CONSIP, alle grandi committenze nazionali e  internazionali. Politicanti pronti a regalare miliardi ogni anno a imprese incapaci di fare innovazione e miglioramento. Questi parassiti sono poi gli stessi che si sono scagliati contro il reddito di cittadinanza, la versione per disgraziati delle stesse misure di cui hanno beneficiato per comprare finanza invece che generare occupazione.
Ecco perché non mi aspetto nulla di bello dal futuro prossimo della politica del nostro paese, davvero è l'espressione di una società di vecchi egoisti, finti rampanti nemmeno originali nei tatuaggi, figurarsi nel resto, gente che si arrabatta pronta a seguire chi prospetta la scorciatoia più facile e liscia, diritti trasformati in favori e illusioni abbastanza a buon mercato che durano lo spazio di un mattino.
Questo presente con cui sono poco in sintonia però non è meglio del passato recente, questi ragazzotti e signorine venuti da chissà dove non sono peggio dei parlamentari di cui hanno preso il posto, quelli non erano quei mostri di cultura e senso dello stato come qualche volta oggi li si dipinge. Spesso i nuovi sono animati da una boria insopportabile e da una sicumera che spaventa. Per questo non mi piacciono, speravo che dopo gli inizi cominciassero a far tesoro degli errori e a cercare competenze e aiuti che servissero a innalzare la qualità delle loro prestazioni politiche. Non mi pare che sia così, pazienza. Si faranno diversamente. Abbiamo tollerato la mafia nei ministeri, vuoi dire che non riusciremo a sopportare oltre qualche presuntuosetto saputello arrivato per grazia ricevuta e altrettanto pronto a sparire nel nulla?
Godiamoci Salvini - amici cari - le sue espressioni sempre più stravolte, l'aria incredula, i sondaggi che lo danno in discesa. Insomma le poche soddisfazioni della politica d'oggi,. Chi l'avrebbe detto un mese fa?
Mariano