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CREARE LAVORO

Effetti benefici delle campagne elettorali…
Incentivi fiscali per lavoro vero

Le nostre proposte per il rilancio del polo di Corso Allamano sono oramai patrimonio comune di tutti i candidati alle elezioni; questa è già una vittoria. Discutendone con i cittadini, alcune ulteriori proposte che ci hanno sottoposto meritano attenzione.
Fra queste, quella per cui il Comune – oltre a intervenire per organizzare i soggetti direttamente coinvolti nel rilancio dell’area industriale – potrebbe applicare la leva dell’IMU e dell’addizionale IRPEF in modo selettivo, per agevolare l’insediamento di attività ad alto contenuto tecnologico e profondamente calate nella realtà locale, anche dal punto di vista del mercato dei prodotti e dei servizi che forniscono.

CARTOLINA N. 4

Questa è la quarta cartolina della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative. L’ha fatta, come le altre, Fabio Sgorlon.
Grugliasco dall’alto


Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

DELIRIO DI ONNIPOTENZA

Ultima settimana di campagna elettorale. La stanchezza e i riscontri minano la psiche dei candidati e dei supporter, specialmente quelli eccellenti, facendo fare loro cose riprovevoli.
Il comizio al Borgo (con auto del comune)
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Oggi, sabato 28 aprile, Claudio Cerruti, candidato di Grugliasco Democratica e residente nel Borgo, decide di organizzare un incontro con me e i cittadini interessati nella piazzetta davanti al supermercato. Stampa volantini e pubblicizza l’iniziativa, ma scopriamo che anche una lista pro-Montà ha chiesto ed ottenuto lo stesso posto per posare un gazebo e distribuire volantini.
Poco male, decidiamo di spostarci un poco più lontano per non dare fastidio, pur sempre visibili dai cittadini che, avvisati dai volantini, venissero a cercarci vicino al supermercato.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 2

Le Serre: opportunità  o clientela?
Il Parco Culturale Le Serre è oramai ridotto alla sfascio: nella Nave è crollato il controsoffitto appena costruito ed è inagibile, il tendone ha devastato il parco ed è quasi sempre vuoto, languono le attività e i Grugliaschesi sono oramai del tutto estromessi perfino dalla fruizione della natura.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 1

Lavorare in corso Allamano
Questa è la prima delle 6 pillole di programma che con Fabio Sgorlon ha realizzato per dare a tutti la possibilità di vedere e sentire le nostre proposte per il governo della città.

TURIGLIATTO MONOPOLIZZA IL WEB!

Questo il titolo di un pezzo apparso oggi su "La Stampa" a firma di Patrizio Romano. Leggetelo che ne vale la pena!
In cielo volano gli asini
L'articolo che allego è apparso oggi e rappresenta a suo modo un bell'esempio dell'ignoranza che aleggia sul mondo della politica (e non solo su quello), trasformando anche le persone più simpatiche in lagnosi ragazzini capricciosi.
La multinazionale Google - non un oscuro cracker voglioso di contravvenire alle leggi - offre, fra gli altri,  un servizio  a pagamento per valorizzare siti e blog a soggetti vogliosi di farsi conoscere.
Siccome io sono voglioso di farmi conoscere, visto che sono candidato alle prossime elezioni, ho deciso di spendere qualche soldo (200 € in tutto) per promuovere il mio blog. In particolare la pagina dove è contenuto il mio programma elettorale, quello che vorrei tanto che le persone conoscessero per decidere che sono proprio quello giusto.
Funziona così: indicando alcune parole chiave (spero che Montà e Vigna sappiano che cosa sono), il primo link che viene proposto a chi cerca su Google è il mio; l'indicazione è la parola chiave seguita dal nome del mio blog. E' un servizio che si chiama AdWords, lo usano commercianti e artigiani per far conoscere i loro servizi, forse anche qualche massaggiatrice, ma non lo so perché non ho mai provato.

CARTOLINA N. 3

Questa è la terza cartolina della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative. L’ha fatta, come le altre, Fabio Sgorlon.
La madre terra


Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

IL SANTONE: DUE RISATE…

santone Tra i miei amici ci sono parecchi buontemponi, alcuni dotati un in senso spinto per l’ironia e ben disponibili a sfottere… Si divertono a mettermi in difficoltà, scavando a fondo nelle debolezze umane, senza alcun rispetto per la mia sensibilità fanciullesca. E' noto che vengo  considerato un miracolatore, con l'attitudine e valorizzare anche i signori nessuno.
Qualche tempo fa, il mio ex medico della mutua, incontrando per strada miei amici e sostenitori, li ha apostrofati con il suo solito garbo sostenendo (chissà se con invidia o con disprezzo) che sarebbero seguaci di un santone, il sottoscritto. Lui, miracolato da me, ne sa qualcosa in merito.
Forse intendeva con questo insultarli, attribuendo loro una capacità di giudizio molto bassa, ma noi ci siamo fatti due belle risate alla faccia sua, santone e adepti.
Meno divertiti quelli che, ancora suoi pazienti, vanno da lui e si sentono apostrofare come amici di un farabutto, delinquente ed altri simili apprezzamenti di cui lo chiamerò a rispondere appena avrò voglia.
Adesso ho cose più importanti da fare…. spero che quadro vi piaccia, così lo farete girare. Attenti: vi vedo!
Mariano

AMARAMENTE di F. Maletti

Una splendida riflessione intorno a una dolore personale fa emergere con formidabile chiarezza i guasti della furbizia italica e il pegno che pagano i nostri figli per questa incoscienza dei padri.
Emigrare per sperare
Mentre mio figlio riparte per l’Australia dopo un breve rientro, per andare incontro a quel lavoro che gli consente l’indipendenza economica che qui è inutile cercare, mi viene da pensare che quasi ventimila chilometri sono ormai il prezzo da pagare se un giovane vuole preservare la propria dignità.
Sorrido pensando a tutte le discussioni che si fanno intorno all’articolo diciotto circa la libertà di licenziare. Una volta i licenziamenti si facevano caricando la gente sui bastimenti e mandandola in America. Oggi invece si parte alla spicciolata: magari con l’arricchimento di un titolo di studio, con delle capacità professionali, con anni di istruzione che qui servono a niente. Ma sempre di “licenziamento” si tratta: è quello di una società che di te come lavoratore non sa che farsene. Vai bene e sei tollerato soltanto se spendi e consumi. Ma con i soldi di chi se non hai un lavoro?

IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELLA POLITICA

Una carrettata di chiacchiere e tanta ipocrisia e condire un dibattito innescato dagli scandali e che di scandaloso ha solo il ritardo con cui lo si fa. Qualche considerazione e una proposta.
Politica, soldi, sangue e sesso
money Il faccione attonito e lacrimante di Bossi sul palco del raduno leghista di Bergamo - quello di un capo/simbolo ormai andato e pronto per essere giustiziato dai suoi “figli” in nome della salvezza della sua creatura - è l’emblema di questo interminabile tramonto della così detta “seconda repubblica”. Davvero non finisce mai…
Dalle vistose crepe che si vanno aprendo nei partiti escono senza controlli fiumi di danaro pubblico, rivelando, a tutti gli ignari cittadini e agli increduli militanti, quale fosse il senso vero delle battaglie politiche e dei contrasti personali che hanno lacerato partiti e movimenti in questi anni. Tra scissioni, ricomposizioni, nuove formazioni, si è andata consumando la più grande mistificazione che il sistema politico potesse ordire ai danni dei suoi elettori. E non c’è destra o sinistra che tengano, vicende sessuali collegate comprese.

CARTOLINA N. 2

Questa è la seconda cartolina della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative.
La torre e la luna


Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

L’ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE

Tempi di campagna elettorale, la follia e la paura di perdere il posto fa fare cose di cui un normale essere umano si vergognerebbe. Ma questi sono davvero senza limite…
Il porta a porta dell’assessore
ecoleBuon giorno signora maestra”, esordisce sfoderando un radioso sorriso l’assessore all’Istruzione del mio comune davanti alla maestra che gli ha aperto la porta dell’aula dove sta lavorando, “sono passato a segnalare che sono candidato nelle liste del PD e che è proprio importante che mi votiate alle prossime elezioni. Anzi, già che ci sono, lascio un po’ di depliant e di miei santini, così potrà darmi una mano. Naturalmente ho l’autorizzazione della preside…” .
Deve essere andata più o meno così nei giorni scorsi nella scuola in cui ho insegnato per molti anni, la Bruno Ciari e immagino che possa andare così anche nelle altre scuole dove questa scena si è già verificata o si verificherà in futuro.
Quando mi è stata segnalato questo comportamento davvero incredibile mi sono arrabbiato, poi mi è venuto lo schifo.

LA GIUSTIFICAZIONE DI PONZIO PILATO

Dopo la Pasqua...
Capita anche ai non credenti che l’occasione delle festività religiose – e la Pasqua è una cannonata in quanto a significati “altri” e “alti”, a cominciare dal tema della resurrezione/rigenerazione – diventi uno spunto di riflessione, di bilancio, di ascolto di temi e opinioni che, diversamente, non si porrebbero nemmeno alla nostra attenzione.
E’ il caso di un breve articolo di G. Niedda apparso sul sito dei Popolari piemontesi in questi giorni. Con arguzia e profondità di analisi, Ponzio Pilato diventa il simbolo di una contraddizione umana che conosciamo tutti fin troppo bene: quella di chi non sa se intervenire o guardare dall’altra parte, quella che  impone la scelta fra coraggio e opportunità, quella di chi vede che le cose stanno degenerando e non sa se dirlo e comportarsi di conseguenza, o scegliere la strada della preservazione del proprio orticello. Già con dentro la consapevolezza che la scelta genererà rimpianti e guai a tutti coloro che hanno creduto nelle parole di speranza e di determinazione. La politica oggi è questo: gente che guarda dall’altra parte, gente che mira a preservare il proprio misero orticello per paura che scelte coraggiose mettano in forse anche quello. E che, così facendo, sa già che farà la fine dei Ponzio Pilato nella storia, quella grande e quella piccola.

CARTOLINA N. 1

Queste è la prima delle 4 cartoline di Grugliasco che accompagnano la nostra campana elettorale. Fa parte della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative.
La rua d’ Camuss

Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

ESODANDI ED ESODATI di F. Maletti

In questi giorni di furibonde polemiche e di sollevazioni sacrosante, un parere molto interessante di chi ha praticato per una vita la tutela dei lavoratori… anche degli aspiranti pensionati.
Il diritto alla pensione
Premesso che il diritto a pensione è acquisito soltanto quando si può presentare la domanda, e che fino a quel momento è un diritto “teorico”, basato sul fatto che nel frattempo rimangano immutate le condizioni di legge, chi decide per qualunque ragione di lasciare il posto di lavoro prima di quel termine commette un azzardo.
L’azzardo sta nel fatto che, dal momento in cui il lavoratore lascia il posto di lavoro fino alla data in cui matura effettivamente il diritto, può soltanto sperare che la normativa durante questo periodo rimanga immutata.
La questione che ho appena descritto, quindi, è una questione vecchia di anni. Con la sola differenza che mai nessuno prima aveva fatto una riforma del sistema pensionistico così incisiva.

RITORNO AL FUTURO: L’INIZIO

Una bella serata ha segnato la fine della raccolta delle firme per la presentazione delle liste e l’inizio della campagna elettorale.
La seratona
teatroA3 Un teatro pieno di gente interessata, che è rimasta dall’inizio alla fine ad ascoltare gli interventi e le suonate un po’ grunge del gruppo Sturmundrank (quanti guasti può produrre un liceo!), ha fatto da lancio della campagna elettorale per le prossime amministrative grugliaschesi.
Sul palco Salvo Anzaldi, valente giornalista e autore del libro “Fuori dal Comune…” che ha presentato brevemente la sua opera, poi andata letteralmente a ruba: i giovani vogliono saperne di più della storia della loro città e l’hanno acquistato massicciamente, anche perché sapevano che era per finanziare la campagna elettorale. I vecchi anche, perché potranno ripercorrere sulle pagine un pezzo della loro storia in questa città.
Insomma una bella serata naif, come quelle che organizziamo di solito, e senza niente da mangiare, come facciamo noi di solito. Oltre a Salvo, sono intervenuti Carlo Proietti (Grugliasco Democratica, consigliere comunale uscente) – inesauribile motore della gran parte dell’attività di questi giorni ed entusiasta scopritore dei segreti belli e brutti di Grugliasco –, Elena Giargia – neofita della politica e capolista degli Ecologisti –, Nadia Marabese (Impegno per Grugliasco) - anima e testimonial della lista –, e Angelo Capizzi (PSI), visibilmente stanco e affannato per la fatica che stava ancora sopportando, ma felice per il successo e per il contesto.

COSA NOSTRA, COSE NOSTRE

Talmente impuniti e spudorati che i loro traffici li scrivono perfino su facebook. Un esempio del degrado morale di cui non sempre riusciamo a  rappresentare la profondità.
Il comitato… di che?
montà L’immagine che vedete qui a fianco è una videata di facebook.
Un noto esponente politico di secondo piano, da sempre ben introdotto nelle associazioni della mia città, scrive al “suo” candidato a sindaco, per organizzare con lui una “spontanea” assemblea elettorale. Lui chiede benefits e chiede all’altro di promettere di fare quello che non ha fatto negli scorsi dieci anni.
Il tono, la sicumera, l’allusività lasciano agghiacciati. Questa gente ha davvero questo senso della politica. D'altra parte di voto di scambio a Grugliasco si è già indagato in passato, dunque si tratta di cose già viste. pensavo che fossero oramai alle spalle, invece la politica di una parte del centrosinistra torna a essere anche questo.

IL PECCATO ORIGINALE

Oltre a quello standard (che hanno tutti, in quanto esseri umani) mi viene attribuito un peccato originale tutto mio… e questo da dieci anni!
Le colpe dei figli
Adesso che anche sui muri di Grugliasco è affissa la rappresentazione del piatto forte delle prossime elezioni amministrative, lo scontro fra me e Monta, torna d’attualità la discussione sul mio “peccato originale”. Vengo accusato di essere stato il talent scout di quella strana creatura che i più cominciano a chiamare Monzù.
Il primo pezzo della creatura Monzù è il sindaco uscente. Con me sindaco, lui era il capogruppo della lista civica Obiettivo Grugliasco e non è rimasta traccia di attivismo e partecipazione oltre alla simpatica presenza (per un periodo lui ha amato citare una sua proposta di consiglio comunale alle Gru, ma si dimenticava sistematicamente di dire chi gliel’avesse proposta e anche scritta, in modo che dovesse solo apporre la sua illustre firma).
Ricordo la lealtà e la disponibilità, questo va detto; almeno finché non decisi di miracolarlo facendone il candidato del centrosinistra tutto unito, anche dei partiti che bramavano potere dopo il digiuno degli anni di Turigliatto e che, per questo, se lo bevettero senza colpo ferire.

LA MALAFEDE

I buongustai della moderazione e i moralisti a parole
Nei giorni scorsi Franco Maletti, acuto osservatore della realtà politica e navigato esperto di relazioni sindacali (e non solo quelle), ha pubblicato un post illuminante. Lui prende in esame i sentimenti che agitano gli elettori e che, presumibilmente, saranno alla base delle loro scelte quando fra un mese dovranno scegliere sindaco e consiglio comunale.
Mi ritrovo parecchio nelle sue parole e questo stupisce oramai solamente i più duri di comprendonio, quelli che per comodità e per conservazione preferiscono dipingermi come non sono peraltro mai stato. Soprattutto ritrovo nelle sue parole quel ragionamento che sta alla base di un sentire che è oramai diventato merce rara. Si chiama “senso dello Stato” o anche “attenzione alla cosa pubblica”.

MEME-TURI

Un amico ggggiovane mi ha mandato questo. Se vi piace, fatelo girare.
Problem?



I PROFESSORI E L’ARTICOLO 18

Un gruppo di emeriti giuristi del lavoro (Lavoro e Diritto, Bologna, Il Mulino) ha diffuso l’appello che segue. A quanto pare inascoltato dal Professore e dalla Professoressa; stavolta però non sembra che la passeranno tanto liscia. Almeno speriamo.

Per una buona modifica dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori
L’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ha un significato al tempo stesso reale e simbolico.
Il significato reale consiste nell’estendere ai contratti di lavoro la stessa sanzione prevista per l’illegittimità di qualsiasi atto commesso tra privati.
Se un licenziamento è illegittimo l’art.18 dispone che quell’atto sia rimosso, come accade quando si fa abbattere l’opera costruita da un vicino lesiva del diritto di proprietà del confinante e come accade in tutte le forme di inadempimento contrattuale, in cui è il creditore adempiente che può scegliere fra esecuzione del contratto e risarcimento dei danni. Nel diritto del lavoro tale rimozione si chiama “reintegrazione”. Questa semplice previsione (annullare il licenziamento illegittimo, reintegrare il lavoratore e risarcirlo del danno subito) esercita una rilevante forza deterrente, e rende praticabili i diritti dei lavoratori nel concreto svolgersi dei rapporti di lavoro, a partire da quelli sindacali.

RITORNO AL FUTURO

Dopo fiumi di parole, ragionamenti, congetture, valutazioni, simpatici vaffa, e tanto altro…
Partenza!
manifestoRitornoalFuturo VolantinoRitornoalFuturo-retro
E’ in distribuzione da alcuni giorni il volantino double face che è riprodotto qua sopra. Da domani anche un manifesto identico decorerà i cartelloni della città.

LA MARCHETTA

Cosa non si farebbe per la speranza di un posticino al caldo! Dato che non mi piace lasciare le questioni in sospeso, vi rispondo su…
I “servizietti” dell’architetta.
In questi giorni sono via da Grugliasco (ancora per poco, non temete), ma vengo lo stesso raggiunto dalle telefonate dei miei amici che mi chiedono – ancora una volta – di spiegare le vicende delle querele del sindaco in carica (ma pagate dai cittadini di Grugliasco), quelle conclusesi con mie vittorie per 2 a 0 e un ritiro prima della sentenza da parte dello stesso soggetto, a seguito di una mia lettera di precisazione e del versamento di un contributo sul suo conto corrente personale, pari a € 1000.
L'occasione si presenta perché una valente professionista ha pubblicato su FB la mia lettera di precisazione, fornitale (immagino) dal sindaco stesso. La usa per dimostrare una mia “scorrettezza” nei comportamenti, quindi per screditare la mia persona in contrapposizione alla meraviglia del mio avversario alle prossime e imminenti elezioni amministrative. E’ talmente presa dalla ricerca della scorrettezza altrui che si dimentica di fornire – per correttezza – le informazioni che permetterebbero a tutti i suoi numerosi lettori di formarsi un’opinione completa e fondata, sempre che avessero voglia di occuparsi di queste storie. Sospetto che sia mossa da ben altra fregola che quella delle correttezza, credo che sia alla ricerca di un posto in sostituzione di quello che ha appena perduto e che la “marchetta” sia funzionale allo scopo.

TAV-ANANDO

Un post di Franco Maletti, mi ha stimolato a riprendere la questione, provando (proprio come lui) a proporre un punto di vista “normale”, come un un forestiero che cercasse di capirne le ragioni e i modi per uscirne. Il post di Franco è "No-tavando sulla spiaggia di Rimini con un  tedesco". Leggetelo, è davvero interessante!
La mistificazione del treno
Io sono favorevole al treno, molto. Mi piace anche che vada veloce, che arrivi in orario e che sia confortevole. Se poi costasse anche un po’ meno di quelli di oggi, lo prenderei ancora più volentieri e sarei ancora più favorevole a investimenti pubblici per costruire nuove linee e ammodernare quelle esistenti. Credo di esprimere con queste banalissime parole un’idea comune a NO TAV e SI TAV, anche di quelli fra loro che viaggiano in auto invece che in treno.
Poi credo che sia evidente a tutti che la Torino-Modane è una linea che ha bisogno di interventi decisi per essere efficiente e tornare a riprendere almeno il flusso di convogli che aveva nel passato recente e che oggi non ha più, non certo per colpa dei NO TAV, ma perché sono cambiati i flussi del traffico merci. Eseguire opere di ammodernamento e ristrutturazione richiede investimenti, sacrifici delle popolazioni interessate, tempi certi, poca malavita e tanta volontà di arrivare bene e in fretta alla fine dell’opera. Dunque, secondo lo schema classificatorio tanto in uso quassù, dovrei essere SI TAV?
Di comitati che osteggiano questa o quella opera pubblica, che fanno presente che i costi e i ricavi non sempre sono quelli dichiarati, che da noi le strade e le ferrovie costano cinque volte di più che nel resto d’Europa perché bisogna pagare corruzione e malavita, che il paesaggio deve essere tutelato perché è la ricchezza di oggi e di domani… ce ne sono dovunque. Alcuni sono ragionevolmente disponibili a mediare e a cercare la soluzione giusta e condivisa, altri sono più radicali e interpretano i giusti temi per i quali combattono come barriere invalicabili, totem inviolabili a cui i favorevoli all’opera oppongono totem esattamente contrari. Nello stesso modo e con le stesse parole. Alla fine, le opere importanti però si sono fatte… perfino quella variante di valico fra Firenze e Bologna che tanto contrappose il Ministro Di Pietro agli ambientalisti locali, che oggi scoprono di aver avuto ragione quando oramai il disastro è fatto. Perché, allora, la TAV non va avanti?
Perché è un’opera che doveva essere cofinanziata dal pubblico e dal privato e oggi di privati che pagano non ce n’è nemmeno uno: hanno capito prima di tutti che si trattava di un’opera troppo costosa, impossibile rientrare con gli investimenti.
Perché è forte l’impressione che chi se ne occupa non sappia di cosa parla: ancora di recente Monti spiegava i vantaggi nella diminuzione dei tempi di percorrenza lasciando intendere che si parlava di treni passeggeri, invece la TAV è per le merci. Almeno così dichiarano i referenti del progetto. Ma è per i passeggeri o per le merci, oppure per entrambi i servizi? Salireste su un’auto il cui conducente mostra di non sapere come si guida e dove vuole andare?
Le altre ragioni NO TAV (malavita, corruzione, perfino gli sconquassi ambientali pure terribili) potrebbero essere governate con intelligenza e ridotte nell’impatto, come accade in tutti i paesi quando si deve realizzare un’opera pubblica. Alla fine il treno migliora la qualità del servizio e val bene qualche sacrificio aggiuntivo.
La questione è chiara oramai a tutti e, se una fetta consistente degli opinion leaders (anche non di sinistra) comincia a dubitare delle ragioni dei SI TAV una ragione ci sarà pure. Ancora ieri sera Gad Lerner in televisione evocava le considerazione della parte più ragionevole dei TAV scettici (a cui mi onoro di appartenere) e il ragionamento non faceva una grinza, soprattutto perché sfuggiva alla classificazione sbrigativa che sta diventando francamente insopportabile.
Se la lotta contro la TAV in val di Susa è diventata quello che conosciamo – raccogliendo il meglio dell’estremismo italico, come se fosse la nuova frontiera del comunismo rivoluzionario e dell’anarchismo – le responsabilità stanno anche nella miseria e nella pochezza di chi ha strumentalizzato e strumentalizza buone ragioni e inutili paure, velleità muscolari e interessi inconfessabili.
La politica deve occuparsi di progetti, istruire le pratiche per la decisione, sottoporle ai cittadini, raccogliere le idee e le proposte, poi decidere, prendendosene le responsabilità e dettando tempi e modalità certi. Anche quelle che derivano dal trasformare una valle in un campo di battaglia, sperando così che nessuno metta gli occhi nei conti e nei progetti, occupato a schivare i bastoni e fumogeni di un pericoloso gioco di indiani e cow boys.

Mariano
 
Rimetto il link del posto di Franco Maletti
( NOTAVANDO” SULLA SPIAGGIA DI RIMINI CON UN TURISTA TEDESCO )


PALERMO O CAPORETTO?

Continua il rosario delle debacles democratiche… Le primarie come strumento di lotta interna cominciano a fare vittime illustri. E se tornassimo all’idea delle primarie vere, quelle che debbono selezionare la classe politica?
Il PD porta male?
Non solo il Pd eccelle nel precostituire situazioni in cui i suoi candidati vanno al macello, addirittura porta sfiga a quelli che, pur non iscritti, accettano il suo appoggio. E’ il caso di Rita Borsellino, una bella figura, fra l’altro gratificata di consensi oltre ogni misura alle recenti elezioni del parlamento europeo. Ebbene a Palermo anche lei è stata trombata, seppure di misura, alle primarie per il candidato a sindaco del centrosinistra. Vince il “giovane arrabbiato”, ma già gli altri candidati avanzano il sospetto che si siano mosse le truppe di Lombardo per orientare il risultato elettorale in un senso piuttosto che in un altro. E’ in corso il riconteggio di voti, ma si parla già di mafia…

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Fervono i lavori per la costruzione delle liste e la stesura dei programmi. Si discute e si ragiona, alla ricerca del bandolo di una matassa difficile da dire, semplice da sentire.
Dieci anni fa…
Green_future_Wallpaper_n3w7 … ora di fare le valigie dal Comune, scrissi e mandai a tutti questa relazione finale. Allora ci ho messo davvero tanto a scriverla, soppesando ogni parola e ritornando più volte sui concetti che mi interessava trasmettere. Soprattutto volevo che trasparisse l’amore profondo che nutrivo (e ancora nutro) per tutte le persone che avevano condiviso con me una grande avventura e poi verso i cittadini di Grugliasco, che davvero non mi avevano mai fatto mancare sostegno, incoraggiamento, critica spietata e affetto.
Il documento comincia così, con una citazione di V. Sklovskij:

“Vi auguro felicità. Vi auguro inquietudine, sonni agitati.
E sete di futuro. Arrivederci.” (V. Sklovskij)

Rileggendola oggi, a caccia del bandolo per costruire un programma per “tornare al futuro”, mi sono convinto che potrebbe tornare utile per riflettere sulla degenerazione della politica, sull’amore per la città, sulla passione e sul potere.

IL BLAGUEUR

A Grugliasco è partita la campagna elettorale e già si avvertono i temi che la caratterizzeranno e lo spessore dei personaggi in campo. Una rassegna del debutto.
Balle spaziali e rumors elettorali
blagueur Quella del blagueur è una figura ben nota fra i personaggi pubblici e non solo: c’è chi si vanta delle prestazioni sessuali strepitose, chi delle dimensioni dei genitali, chi delle amicizie altolocate, chi dei successi professionali, chi dei titoli nobiliari e… chi dei voti degli altri! E’ quello che sta facendo, via manifesto, il “vecchio” candidato del centrosinistra Monta, spacciando come suoi i voti dei 5.000 elettori delle finte primarie che, in buona compagnia, ha allestito alla fine di gennaio. 
Lui di voti ne ha presi meno della metà, ma si è già mangiato anche quelli degli altri. Che, a quanto pare, glielo lasciano fare, con la stessa arrendevolezza con cui gli hanno lasciato fare di tutto in questi anni, magari sperando nelle briciole.

RIAPPROPRIAMOCI DELLA LIBERTA’ di I. Bellotti

Il post di Maletti “Il domani della politica” ha stimolato qualche riflessione. Eccone una di peso e di grande interesse.
Il linguaggio della politica di domani
linguaggio politico Uno dei problemi più urgenti che la sinistra italiana deve risolvere ha a che fare con le parole. Il dibattito politico attuale si è drasticamente impoverito. Ridotto alla misera attesa di proposte governative che si trasformeranno in leggi a patto che rispettino l’assunto di base secondo cui i sacrifici si impongono solo a chi si possono imporre. Ciò sembra aprire uno spazio importante per riflettere sul futuro della politica italiana. E’ un momento in cui, preoccupazioni sul consenso sospese, la politica, con l’aiuto della società intera, potrebbe rielaborare teorie con esiti pratici futuri potenzialmente decisivi.

IL DOMANI DELLA POLITICA di F. Maletti

Compito di chi si occupa di politica, di società, di economia e di speranza è immaginare il futuro e predisporre le azioni giuste perché sia il migliore possibile. In questo post Franco dice la sua in materia, lanciando una provocazione che si potrebbe anche raccoglie… Voi, che ne dite?
L’orizzonte europeo e il governo tecnico italiano.
logo_europe Sul piano della politica, stiamo vivendo momenti di grande confusione, di grande delusione e di grande sconcerto. In ognuno di noi si sta insinuando il sospetto che forse il voto che avevamo dato al partito che ritenevamo più vicino al nostro modo di pensare oggi in qualche modo si stia rivelando un tragico errore. Ci sono delle trasversalità fino a ieri inimmaginabili che procedono spedite, anche nelle dichiarazioni dei vari leader. Il che fa temere che quello che viene dichiarato pubblicamente sia praticamente, e come al solito, nulla rispetto al “peggio” che si sta concordando e che graverà interamente sulle nostre spalle. Che fine sta facendo la politica?

UNA QUESTIONE POLITICA

Credo che non sia mai un bene far diventare politiche questioni personali e viceversa. Deve esserci un limite e un confine fra le considerazioni sulle idee e i comportamenti e quelle che afferiscono alle persone. 
Per questo mi sono interrogato a lungo circa l’opportunità di pubblicare questo pezzo di Franco, non perché abbia le caratteristiche della “brutta politica”, tutt’altro, ma perché potrebbe essere letto come una confusione pericolosa fra gli attacchi personali e la battaglia politica. Io che, di attacchi personali e di calunnie ne ho subiti e ne subisco davvero tanti, di qGrugliasco-torre-2ueste questioni me ne intendo.
Il fatto è che – quando la politica diventa clientela, pratiche finalizzate unicamente alla gestione del potere, condite con minacce, ricatti e ricattini… e quando questo dura troppo a lungo – per forza le persone diventano simboli e le considerazioni politiche finiscono per diventare considerazioni personali. C’è un gran bisogno di spazzare via tutto questo,a  cominciare da brutte pratiche e costumi delle forze politiche che agli occhi dell’opinione pubblica rappresentano la speranza di una resurrezione italiana. Il PD in primis. Il post surreale (ma assolutamente reale) di Franco ci illustra meglio di tante analisi di cosa ci sarebbe bisogno per ridare dignità alla politica e alle persone che se ne occupano. Le cose che lui racconta ve le potete sentir dire da un qualunque grugliaschese appassionato della sua città e preoccupato per la deriva che ha preso. Quella contro la quale stiamo lavorando, per dare a questa città prospettive, aria pulita e tanto rispetto. Buona lettura.
La storia di Robello Monzù di F. Maletti
(Subito una precisazione per rendere comprensibile il seguito dello scritto: “Robello Monzù” è il nome di un sodalizio: rappresentato dalla fusione dei nomi Roberto e Marcello, e dai cognomi Montà e Mazzù).
Risale ad almeno cinque anni fa la decisione di Marcello Mazzù di designare come suo successore alla carica di sindaco di Grugliasco Roberto Montà, plasmandolo il più possibile a sua immagine e somiglianza. E, pur di raggiungere questo obiettivo nulla è stato lasciato al caso: anche perchè nelle votazioni recenti del 2007 è inquietante che un assessore uscente che si presenta in lista come candidato non venga nemmeno eletto.

TURIGLIATTO SINDACO

L’impegno per la città dove vive e lavora. Da "PUNTO DI VISTA", n. 19 del febbraio 2012
Ritorno al futuro intervista a cura di Giovanni Lava
turigliatto.guardabene-ridotto Pur essendo diventato nonno sei mesi fa, Mariano Turigliatto non abbandona le barricate di una vita. A 57 anni, portati decisamente bene, ha deciso dopo lunga e combattuta meditazione che Grugliasco merita un nuovo sacrificio, la candidatura a sindaco della città, ruolo già ricoperto per circa otto anni alla guida di quella che fu definita la “Primavera grugliaschese”, seguita all’inverno rappresentato dallo scandalo Le Gru e alla decapitazione ad opera della magistratura di tutta la classe politica del centrosinistra che era al governo della città sin dal dopoguerra. Dopo l’esperienza in Regione come consigliere della lista Bresso, due anni fa è stato “scomunicato” per la seconda volta dalla casta dei partiti di centrosinistra a causa di questo giornale che racconta quanto non va raccontato. La prima volta avvenne nel 1997 quando il centrosinistra in combutta con il centrodestra lo fece decadere da sindaco, per poi essere sbaragliato al primo turno nelle successive elezioni comunali. Oggi Mariano Turigliatto – a quanto emerge dall’intervista che segue – è pronto a dare battaglia di nuovo con l’energia e l’intelligenza di sempre.
Dopo tante discussioni sull’opportunità o meno di una tua candidatura a sindaco di Grugliasco, che cosa alla fine ti ha spinto ad accettare? Lasciamo per un momento da parte la mia storia politica. Io innanzitutto sono un cittadino di Grugliasco. È dal 1972 che insegno nelle scuole di Grugliasco e ancora vi insegno. Vi abito da quando mi sono sposato, mia moglie lavora qui, i miei due figli vivono qui, la mia nipotina vive qui.

IL SENSO DELLA DEMOCRAZIA di F. Maletti

I gruppi dirigenti dei partiti sono a volte l’ostacolo più grande allo sviluppo di pratiche democratiche. Un ragionamento interessante e qualche esempio illuminante.
Salvare i partiti coinvolgendo gli elettori
Non passa praticamente giorno che i vari mezzi di informazione (che peraltro fanno con questo il loro dovere) ci informino dei comportamenti non proprio cristallini di questo o quel politico, affrettandosi nel soddisfare la curiosità della gente indicandone la provenienza politica, e innescando così animate discussioni che trovano tutti concordi nel concludere che “la politica fa schifo”. Una politica composta, sembrerebbe, soltanto da malfattori. Anche perché i giornali di dare notizie sui politici perbene non sanno che farsene: in quanto non aumenterebbero né la tiratura, né la possibilità di catturare il lettore per giorni e giorni soddisfacendo il suo morboso interesse. E’ in questo modo che l’antipolitica prende prepotentemente il posto della politica. Trovando terreno fertile in un malcontento generalizzato che, con la fine delle ideologie che caratterizzavano ciascun partito, rende la politica nel suo insieme una specie di polpettone indigesto dove i partiti si somigliano tutti.

AMIANTO: SENTENZA MODELLO

In questi giorni fioccano i commenti alla sentenza esemplare e alle condanne comminate dal Tribunale di Torino ai responsabili delle morti dei lavoratori e di chi ci stava vicino. Convivere con l'amianto

Ho cominciato il mio lavoro di maestro elementare nell’aprile del 1973 (trentanove anni fa!), assunto dal Comune di Grugliasco per i corsi del doposcuola che funsero da “apripista” all’istituzione della scuola a Tempo Pieno. La mia scuola di destinazione fu la “Bruno Ciari”, in borgata Fabbrichetta.
Dopo pranzo portavamo i bambini in cortile per la ricreazione: era il prato che confinava con gli stabilimenti della S.I.A. (Società Italiana per l’Amianto) che era una delle industrie più importanti dell’area. Lavorare alla S.I.A. era segno di avercela fatta, pagavano bene e c’era il medico in fabbrica, la salute dei dipendenti era sotto controllo con visite frequenti e interventi di profilassi che compensavano la polvere in cui si lavorava per le otto/nove ore canoniche. Poi, andando a casa, gli operai passavano accanto alla bealera, che cambiava colore a seconda della tintura del momento nel Cotonificio Valle Susa del Villaggio Leumann e che poi andava a scaricare sotto la FIAT direttamente nel Sangone, dopo aver tagliato tutte le aree fertili della zona sud ovest di Torino.
Che l’amianto fosse un pericolo lo sapevamo anche allora, infatti consideravamo fortunati i nostri colleghi che, per via dell’ubicazione delle aule, potevano usufruire del cortile davanti alla scuola invece che del retro, come noi.

REFERENDUM SULLA CACCIA: SI FA

Una bella occasione per dire la nostra sui beni comuni
In pochi ci speravano, ma l’impossibile è successo. A distanza di oltre 25 anni dalla raccolta delle firme necessarie, promossa dalle associazioni ambientaliste piemontesi e sostenuta dai verdi e da altri gruppi politici anticaccia, la battaglia legale ingaggiata dai governi regionali di tutti i colori contro il referendum è finita.
Il referendum si farà in primavera e finalmente i Piemontesi potranno dire la loro. Ora comincia la mobilitazione per impedire che il referendum fallisca per mancanza del quorum e perché tutti i cittadini siano adeguatamente informati, così da andare massicciamente a votare per difendere un bene comune, la fauna.
Il video rappresenta l’intervento finale di una battaglia che ho portato in Consiglio regionale a tutela della tipica fauna alpina. Si è conclusa con la votazione di un ordine del giorno che chiedeva la sospensione della caccia per cinque anni per quattro specie. Io l’ho promosso, ma l’avevano sottoscritto numerosi consiglieri di entrambi gli schieramenti politici. Non è passato per tre voti: lascio a voi indovinare (e poi verificare sul sito del Consiglio regionale del Piemonte) di quale gruppo politico erano i voti mancanti.

Mariano

PUNTO DI VISTA N. 19

punto di vista logo x web (1) Nel nuovo numero, in distribuzione in questi giorni in 20.000 copie:
GRUGLIASCO
Turigliatto candidato (intervista) - Le Serre: tutti in  Procura per il crollo del controsoffitto - La variante del parroco, l’eco del sindaco - Gerbido: tra TAV, inceneritore e corso Marche- Le scuole alla frutta, l’informazione anche… e molto altro ancora.
COLLEGNO
Lo scandalo della TOP – Campo Volo, ultima fermata – Salvi gli alberi di via Trieste – No alle puzze  e all’ampliamento della discarica di Cassagna – Un architetto pigliatutto – Via Macedonia, un incrocio mortale… e molto altro ancora. DOWNLOAD

LE FALSE INDIGNAZIONI di F. Maletti

I nemici degli italiani sono i ministri di oggi?

quarto-stato-oggi Io credo che dopo venti anni di berlusconismo, durante i quali Lui medesimo ci ha insegnato che qualunque atto è lecito se questo porta a dei vantaggi personali, e che le regole devono essere accantonate se sono di ostacolo (compreso quelle della Costituzione Italiana), nessuno di quelli che hanno vissuto in questo periodo, potendolo fare non sia stato almeno in parte tentato dall’approfittarne. E’ quindi facile per la destra più reazionaria sostenere che “tutti”, in fondo, siamo uguali a Lui.
Ad esempio, che l’Italia sia una Repubblica ampiamente fondata sulla “raccomandazione” non è mai stato un mistero per nessuno di noi. Così come è difficile stabilire con certezza quanti di noi, di fronte ad una opportunità simile, ancora oggi saprebbero dire di no.

PININFARINA: BEFFA E DANNO

Si stanno avverando le più fosche previsioni intorno al destino dello stabilimento di Grugliasco e circa 900 lavoratori in attesa di conoscere il loro destino. I sindacati litigano, i soldi pubblici non si sa dove sono finiti.
Buio pesto sui destini dell’azienda


pininfarina-wind-tunnel Nuovo colpo di scena alla Pininfarina, ora De Tomaso: i Rossignolo annunciano il loro disimpegno a fronte della cessione del controllo a un investitore di cui al momento non si conoscono ancora nè il nome nè le caratteristiche. Purtroppo si tratta di un epilogo annunciato e più volte ripreso anche da me su questo blog (leggi).
Era chiaro fin dal principio che a investitori come loro interessavano i copiosi fondi pubblici che la Regione aveva messo a disposizione (e non solo la Regione…) e che hanno prontamente incamerato. Poi interessavano le aree su cui si trova lo stabilimento, da valorizzare con varianti urbanistiche promesse dall’ allora assessore regionale all’Innovazione, per rendere commerciali e residenziali le aree produttive. Ipotizzare un quintuplicamento del loro valore, a fronte di una variante, è ancora troppo poco e un affare del genere farebbe gola a tanti. Come già per le aree attigue su cui sono quasi terminate le case del nuovo insediamento urbano a cavallo fra Le Gru e Borgata Lesna.

ESSERE ISCRITTI AL PD di F. Maletti

Un quadro amaro dello stato del maggiore partito del centrosinistra, probabilmente riferibile anche agli altri partiti. Una questione che, se non risolta, non permette alcun cambiamento vero nella politica italiana.
Democrazia e partecipazione


Adesso che anche l’irriducibile Vittorio Feltri riconosce nella politica italiana il fallimento, prima del bipartitismo, e successivamente quello del sistema bipolare. (Auspicando di conseguenza il ritorno ad un sistema elettorale basato sul proporzionale che liberi i due maggiori partiti dai ricatti e dai condizionamenti dei partitini che compongono le ali estreme di entrambi gli schieramenti). Adesso che finalmente è chiaro e palese anche ai maestri del pensiero giornalistico quello che all’elettore medio ma disincantato conosce già da tempo (al punto da indurlo a soprassedere nel dare il proprio voto e ad ingrossare la folta schiera degli astensionisti), credo che anche all’interno del Partito Democratico diventi urgente un chiarimento. Partendo dai Circoli.
Infatti, molti entusiasti del “partito liquido” prima, ed altri che hanno utilizzato le primarie per occupare posti poi, oggi costituiscono all’interno di alcuni Circoli una “nomenclatura” di tipo oligarchico: ostile a qualunque proposta di cambiamento e di adeguamento alle nuove realtà che si vanno delineando.

IL CONCORSO

La storia di un concorso pubblico per dirigenti scolastici nell’Italia d’oggi, ovvero come distruggere ciò che resta della scuola e non raggiungere lo scopo voluto.
Come ti recluto il preside
concorsi-pubblici1-300x215Assumere i presidi (ora dirigenti scolastici) non dovrebbe essere cosa difficile: come prevede la legge, basta bandire un concorso pubblico per titoli ed esami, indicando chiaramente quali sono le caratteristiche che debbono avere i concorrenti. Di solito nella scuola i requisiti sono il possesso della laurea e un certo numero di anni di servizio in ruolo nelle scuole pubbliche della Repubblica.
In tutti i paesi europei si fa così, con variazioni minime nei requisiti richiesti. In Francia, ad esempio, ogni due anni viene bandito un concorso a cui possono partecipare docenti di ruolo con almeno dieci anni di anzianità. Lo stesso in Belgio e nella maggior parte del Lander tedeschi. In Italia no, da noi si fa diverso e con risultati tragicomici. Intanto non si mai quando ci sarà il concorso, poi quali diavolerie si inventeranno al Ministero per rendere complicato ciò che sarebbe semplice.

IVAN SUBKOV di F. Maletti

Una storia esemplare

pravda Ivan Subcov l’ho conosciuto nei primi anni settanta quando, come sindacalista della Cisl, partecipavo alle assemblee del quotidiano La Gazzetta del Popolo, che già allora si trovava in difficoltà finanziarie ed era a rischio chiusura.
Ivan Subcov era un russo di origine, e mi incuriosiva molto che fosse un iscritto alla Cisl e non, ad esempio, alla Cgil. Lavorava come impiegato alla Gazzetta del Popolo, occupandosi principalmente di tradurre i notiziari in lingua russa trasmessi dai vari bollettini.
La sede del quotidiano si trovava in corso Valdocco, proprio a due passi dalla sede della Cisl. In quel periodo gli scioperi si avvicendavano con una certa frequenza, ed i lavoratori presidiavano la sede ricevendo attestati di solidarietà da partiti politici, comitati di fabbrica, rappresentanti della società civile. Nascevano così delle discussioni sulla importanza della informazione libera e al servizio della gente. Negli intervalli tra questi incontri ho chiesto a Ivan Subcov di raccontarmi la sua storia.

PRIMARIE: LA PALUDE E IL PANTANO

Domenica  scorsa a Grugliasco è successo qualcosa di brutto… e cominciamo ad accorgercene.
Ritorno al passato
primarieDomenica scorsa, durante le primarie, ho avuto l’impressione che in città si fosse tornati agli anni ‘60, quando si votava per provenienza (calabresi, siciliani, sardi,veneti, piemontesi…) guidati dai capibastone che ti accompagnavano fin nella cabina per essere proprio sicuri del tuo voto. Un clima mai visto in questi ultimi quarant’anni… Davvero una brutta pagina nella storia politica del mio partito, il PD”. Chi parla così non è un malpancista e il sostenitore di uno dei candidati usciti sconfitti dalle primarie. E’ uno degli attivisti che si sono dannati l’anima perché tutto funzionasse al meglio, uno scrutatore ai seggi. Uno del PD.
Mentre fuori la gente faceva ordinatamente la fila, nel seggio è entrato il sindaco (che non aveva alcun titolo per farlo, visto che non votava lì n.d.r.) e si è messo al telefono a parlare, come se fosse a casa sua e non nel seggio delle primarie. La scena è andata avanti per qualche minuto, fra l’imbarazzo degli scrutatori del seggio. Alla fine uno di loro a chiesto al sindaco di uscire. Lui, per tutta risposta, gli ha chiesto il nome, forse per intimidirlo.

PRIMARIE: VINCE IL “DESIGNATO”

Tutto come da copione: vince Montà e torna a sperare di poter continuare a vivere di politica.
urne facili”: vince il disoccupato

Doctor_Octopussy___by_herms85 Dunque Montà – l’ex giovane che vive da sempre di politica… per capirci quello che ancora di recente sosteneva di essere assessore da dieci anni, avendo rimosso il periodo in cui muoveva i primi passi in ben altro ambiente e contesto culturale – ha vinto con quasi la metà dei 5000 voti la corsa delle primarie fasulle. Il PD completa così il suo capolavoro.
Non se la cavano male anche gli altri candidati, anche se il secondo, Amarù, è doppiato dal primo. Ha vinto quello più conosciuto, quello che ha gestito meglio le clientele e i rapporti con i signori delle tessere locali. Come non saprei dire, ma immagino come al solito: una promessa di un posto in giunta per il figlio a uno, una riconferma all’altro, un posto di sottogoverno a un altro ancora, insomma il solito trafficare inaugurato dal mazzù e dai suoi, fra una minaccia ai riottosi e un po’ di blandizie quando tornano a sottomettersi.

PRIMARIE: GUARDA BENE

Riflessioni in libertà, passeggiando per Grugliasco... 
Ecco le primarie del "vincere facile"
Stamattina esco di casa, vado verso il centro e vedo il mio faccione appeso in cinquanta copie verde fosforescente, non male l'effetto...
Poi entro in un bar per un caffè e incontro subito un pensionato incazzato perché gli avevano chiesto di andare a votare per uno dei quattro candidati, si era presentato al seggio e gli avevano chiesto un euro. Lui non aveva voluto darlo perché era lì per fare un favore e non aveva alcuna intenzione anche di pagare, poi visto lo spreco di risorse a cui aveva assistito nei giorni prima: rinfreschi, magna magna, manifesti giganteschi in giro per la città, depliants a colori eccetera.
"Non avranno i miei soldi per pagarsi tutto questo", ha commentato il pensionato e se ne è andato dispiaciuto. Un altro cittadino ha sentito lo sfogo  ha detto la sua: "Io vado poi a votare il Sindaco, 'ste pagliacciate non mi vanno". Amen.
Due signori, chiaramente appena usciti dalla messa, sorseggiavano una cioccolata, mi hanno salutato e mi hanno strizzato l'occhiolino, affermando: "Deve rendere bene il mestiere del sindaco per giustificare tutte queste spese...". Vaglielo a spiegare che le indennità sono davvero basse, neanche sufficienti a una vita agiata, figuriamoci alle spese pazze e senza freni di questo mese di campagna da primarie.
Per la verità non tutti i candidati hanno mantenuto questo profilo di scialo e ostentazione, il gradasso l'ha fatto soprattutto Montà, come nel suo costume, spalleggiato dallo squallore che il suo amico sindaco, anche in questi giorni, ha sparso a piene mani, alimentando mafiosaggine, conflitti e miseria umana. Anche qui niente di nuovo, ma colpiscono sempre la pochezza e la meschinità, davvero senza limiti.

POLITICA E N'DRANGHETA

La puntata di PresaDiretta di Riccardo Iacona, andata in onda domenica 15 gennaio, ci ha riportati allo scandalo della Shopville Le Gru del 19993, alla discesa in campo di B, alla corruzione dei partiti. Adesso si aggiunge anche la n’drangheta.
Fra la via Crea e il West

minotauroPuntatona quella di “PresaDiretta”, con riferimenti all’ Operazione Minotauro, di domenica 15! Impressionante la telefonata dell’on. Mimmo Lucà (PD) a Salvatore De Masi, ancora in carcere con l’accusa di essere il capo della ‘ndrangheta di Rivoli, per chiedergli dei voti per Fassino in occasione delle recenti primarie per il sindaco di Torino. Non solo il contenuto, ma la famigliarità che sembra esserci fra i due; infatti chi si occupa di attività pubbliche viene a contatto con chiunque, anche con malavitosi (ovviamente senza saperlo). Succede.. ma non può succedere che si stabiliscano legami più personali con personaggi che erano già finiti sotto torchio e dai quali, non fosse altro che per questo, sarebbe bene stare lontani. Con lui un altro onorevole dell’IdV (Porcino) e un consigliere regionale del PD (Boeti) che credevo più accorto.
Ma l’impressione più forte l’ho ricavata vedendo il malavitoso pentito Rocco Varacalli, ripreso davanti alla Shopville “Le Gru”, mentre spiega che anche le ditte dei clan hanno partecipato alla costruzione.

INFRASTRUTTURE E POLITICHE PER L’OCCUPAZIONE di F. Maletti

Riflessioni a margine di un convegno di politici sulle prospettive di sviluppo e di infrastrutturazione dell’area a Ovest di Torino.
Le strategie per lo sviluppo economico del territorio
INFRASTRUTTURE-1 In questa situazione di crisi generale, ogni tanto capita che, per reagire all’impoverimento del territorio, qualcuno un po’ più lungimirante degli altri organizzi un Incontro tra le varie parti sociali: invitando amministratori e dirigenti di partiti, imprenditori e professionisti, rappresentanze sindacali di vario genere, tecnici, studiosi ed esperti di qualunque orientamento politico, con lo scopo di fare il punto della situazione ed individuare, nel comune interesse, le strategie di rilancio economico ed occupazionale del proprio territorio.
Difficilmente questi incontri hanno un seguito, nonostante tutti i partecipanti abbiano manifestato pubblicamente il loro entusiasmo per questa iniziativa, che consente, nelle intenzioni dei promotori, un confronto schietto e leale anche tra le parti tradizionalmente ostili tra di loro.

LA CENA DEL CANDIDATO

Forse a segnalare una vocazione al “magna-magna”, la campagna elettorale delle primarie per finta di Grugliasco si arricchisce di orge gastronomiche. Protagonista assoluto l’assessore con delega alla legalità, trasparenza, e importanti incarichi nelle associazioni che se ne occupano. Qualcosa non funziona…
Quanto costa la pizza.. e chi la paga?


I cittadini del Borgo – un nuovo quartiere pieno di guai, di alloggi invenduti e di edilizia convenzionata senza sorveglianza – hanno ricevuto un invito nella buca delle lettere. Il candidato “prescelto”, quello che ha sempre vissuto di politica e non saprebbe come sbarcare il lunario con un lavoro vero, ha invitato tutti quelli che abitano lì a mangiare la pizza per celebrare degnamente la sua campagna elettorale: dunque sarà tutto un “magna magna” a sue spese, con la segreta speranza che i mangiatori di oggi  andranno domenica prossima a votare per lui.
E’ lo stesso che cenerà stasera al Centro sociale (ma non dovrebbero stare fuori le strutture comunali da queste pagliacciate?) e che manda in giro ad inquinare la città camion con su il suo faccione.
Una campagna elettorale così non si era ancora mai vista, nemmeno per le elezioni vere, figurarsi per delle primarie fasulle! Quello che colpisce è lo spiegamento di mezzi, il fiume di denaro che corre (in contemporanea con le lamentazioni del soggetto in questione per le basse retribuzioni della politica, ben assecondato da clientes in ansia da posti).
Lui poi, viene da una tradizione ben diversa, fatta di economie, autofinanziamenti, rendicontazioni all’euro, estrema attenzione ai contenuti e poca al dispiegamento di mezzi, perché non è così che si fa politica.

IL CANDIDATO

Le “primarie per finta” di Grugliasco segnano ogni giorno le chiacchiere del ceto politico e delle promesse al clientes. La città sembra indifferente, ma qualcuno chiede:
Che fine ha fatto Turigliatto?

Da quando troneggiano i faccioni dei candidati alle “primarie per finta” sui tabelloni cittadini, incontro persone che – non vedendo traccia del mio, di faccione – mi chiedono che intenzioni ho. Parecchi mi sollecitano a tornare e manifestano delusione perché non mi leggono fra i candidati a queste elezioni per finta, qualche volta hanno chiesto conto agli altri candidati di questa mia assenza e ne hanno ricevuto risposte evasive e fuorvianti.
Ebbene, chiedo aiuto a tutti Voi che leggete affinché quanta più gente possibile sappia che Turigliatto non partecipa alle primarie perché gli altri quattro candidati l’hanno estromesso per paura di perdere. La scusa è che Turigliatto ha osato criticare il meraviglioso operato della Giunta grugliaschese di questi anni. Alla faccia della democrazia e del rispetto delle regole! Turigliatto questo film, l’ha già visto qualche anno fa, ai tempi dei ladrones locali, quelli di cui poi si sono occupate magistratura e cronache giudiziarie.

PRIMARIE COL TRUCCO: UNA NUOVA PUNTATA di F. Maletti

Io, di conseguenza, non lo voterò”, così termina la lettera di Franco Maletti, del direttivo del PD di Grugliasco, ai suoi compagni di partito, dopo un’analisi incontestabile. Il malessere è palese, ci vorrebbe la politica…  Fatela girare questa lettera, condividetela, perché faccia discutere. La politica è anche questo.

La democrazia delle primarie: alcune precisazioni

black-bomb-icon Un mio recente articolo sulle Primarie del PD (leggi l'articolo) ha portato a confondere una serie di problemi, scritti perché fossero di carattere generale, con la particolare situazione a livello locale di Grugliasco. Portando a delle considerazioni per certi versi fuorvianti e che mi impongono alcune precisazioni nei confronti di chi le ha formulate a vario titolo.
Poiché io credo nella democrazia come al modo più onesto di fare politica, non posso accettare che il sindaco uscente Marcello Mazzù abbia prematuramente imposto, attraverso un documento anche da lui stesso firmato, la candidatura a futuro sindaco di Grugliasco di Roberto Montà. Il tutto, cosa ancor più grave, senza nemmeno consultare i suoi più stretti collaboratori in giunta, oltre che il gruppo dirigente del PD grugliaschese. Questo ha provocato una profonda spaccatura nel Direttivo e prodotto, come reazione, una serie di autocandidature poi concretizzatesi, con relativa raccolta di firme (come previsto statutariamente), nei nomi del vicesindaco Montiglio e del capogruppo del PD Amarù.

IL PESO DELL'IDEOLOGIA

Non le politiche, non i tagli alle pensioni, non la pioggia di tasse e balzelli... è che neanche nella cultura politica è cambiato qualcosa
La delusione del governo Monti

Che Monti non sarebbe stato una specie di "giustiziere dei poveri" o il "moralizzatore d'Italia" si sapeva e, forse nemmeno lo si sperava . Ci bastava che ci liberasse da Berlusconi, da qual troiaio che era diventato il governo del paese, dall'incubo di un fascismo morbido capace di avviluppare tutti i nodi del potere, dell'informazione e dell'economia. Ci bastava che facesse ciò che serve per ripartire... magari facendo tesoro degli errori passati.
Si sapeva che Monti avrebbe fatto le stesse politiche che l'UE chiedeva a Berlusconi e che lui non era in grado di mettere in pratica, si sapeva che il ruolo dei partiti e dei parlamentari sarebbe stato ancora più decorativo di prima... e non ne eravamo nemmeno troppo scontenti, viste le performances di questi anni. Insomma, il credito che tutti abbiamo attribuito al professore non era una manifestazione di ingenuità - da parte di fresconi che si aspettavano dal professore ciò che lui non avrebbe voluto e potuto fare - o di adesione a un programma politico liberista, quello che prevedibilmente Monti avrebbe attuato. Semplicemente ci sembrava la giusta purga per un ritorno alla realtà.
Poi il disinganno.

NANI E BALLERINE

La fascia tricolore

C’è stato un tempo in cui la fascia tricolore – esibita dalle autorità nelle cerimonie ufficiali, come prescrive il protocollo – serviva a ribadire che il Comune è un pezzo di Stato, la sua proiezione più vicina al cittadino.
Il Comune, però, non è il cittadino, perché cura l’interesse pubblico, che supera quello di ogni singolo soggetto che costituisce la società e lo comprende.
C’è stato un tempo (erano gli anni ‘80, quelli della Milano da bere) in cui i politici si circondavano di gente adorante, così da sentirsi più importanti e potenti. Per analogia con quanto accadeva nel Medio Evo, la pletora di parassiti adoranti venne allora definita di “nani e ballerine”, figure buone per rallegrare la corte nelle serate d’inverno.

BUON ANNO, MASCHILISTA!