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L' ETICA "PRET -A- PORTER"

Fai politica? Ti occupi di qualche associazione o gruppo che "sta nel sociale"? Senti che si sta avvicinando una bella bufera che travolgerà questo sistema scalcagnato che brucia le prospettive e le velleità del paese? Vuoi portarti avanti col lavoro e coprire le porcherie che potresti aver fatto nell'esercizio delle tue prerogative pubbliche? Ancora, vuoi essere di moda e suscitare ammirazione nei polli che ancora credono in te?
E' il momento dell'etica pret-a-porter! Dai, vieni anche tu, ci si diverte...
Funziona così: abbandoni per un attimo la boria e la prosopopea con cui hai trattato gli altri fino ad ora e metti su un'arietta dimessa. Obbligatoria la boccuccia a culo di gallina e scuotimenti del capo che testimonino al meglio la tua partecipazione e la tua sofferenza interiore per il malcostume, la corruzione, la sistematica violazione delle regole, la sopraffazione del debole ad opera del forte.

Poi fai convegni con esperti di delinquenza poltica, scali associazioni che si occupano sul serio di etica della politica e di legalità, così tanto che non riescono nemmeno a immaginare di richiedere una prova di onestà intellettuale da chi le scala. Metti i loro loghi vicino a quello del tuo comune come il bollino blu della Chiquita e sei felice: adesso sì che sei etico!

Provino a parlare gli altri, quelli che ti vogliono male, adesso sei certificato.
Perciò puoi continuare a cambiare le regole per fare quello che vuoi, a disfare tutto ciò che è trasparente perché dà fastidio ed eccita inutilmente il people, a minacciare quelli che temi possano alzare la testa per ribellarsi. Quelli che lo fanno, provi a comprarli con una promessina o un incarico di sottogoverno, così te li togli dalle palle e ti saranno grati. Il segretario del tuo partito no, vale di più: lo fai Presidente!

MA CHE BRAVA LA GUZZANTI!

Non sono mai stato un amante delle trasmissioni alla Anno Zero o  Ballarò: sono felice che esistano, ma mi mettono agitazione e depressione. Dunque non le guardo, anche perché non vorrei mai sentirmi un progressista col telecomando, uno di quelli che non alzano un dito per cambiare le cose, nemmeno quando non costerebbe niente... ma che non si perderebbero una puntata dell'indignazione nazionale, neanche in presenza di una catastrofe naturale.

E' anche per questo che evito come la peste i film di "impegno sociale e civile", di quelli che purgano le coscienze riportandole alla purezza adamantina dell'infanzia. Ma ci sono cascato: sabato sono andato a vedere Draquila. C'era anche Sabina Guzzanti, in carne e ossa all'Eliseo, che illustrava il film e faceva un po' di garbata promozione. Bello, poi è cominciato il film e già mi preparavo a tirare fuori il sarcasmo con cui mi proteggo in questi casi.
Ancora una volta non avevo capito niente!

TOPOLINIA: FATTA LA LEGGE, TROVATO L'INGANNO!


A Topolinia con la legalità non si scherza mica! I capi della città frequentano convegni dove se ne parla, vanno in giro per l'Italia a propagandarne la meraviglia e la bontà, sono tutti antimafia e contro tutte le criminalità organizzate del mondo. Si commuovono al solo suono della parola "trasparenza" e si fanno eleggere qua e là nelle associazioni che di queste cose se ne occupano per davvero e con serietà. Sono dei duri, a Topolinia, mica come i loro colleghi di altre città che fanno ogni sorta di arbitrio e di pratica clientelare.
Poi quelli di Topolinia sono di centrosinistra, dunque virtuosi per definizione, mica come quegli altri che invece...

Dovete sapere che a Topolinia le aree per costruire case sono molto ricercate e preziose. Era così già molti anni fa, quando una grande emigrazione dal sud impose la costruzione di case per topolini poco danarosi, pronti per andare a lavorare nelle grandi fabbriche della seconda rivoluzione industriale. Intere zone, prima a destinazione agricola, venivano destinate all'edilizia residenziale per fare tanti bei palazzi.
A Topolinia le aree per le case pubbliche - quelle di costo più contenuto, per i topolini meno ricchi - si costruivano su aree che il Comune espropriava, per poi assegnarle ai costruttori. Siccome i costruttori erano assatanati (è il loro lavoro), ecco che la politica divideva le aree fra quelli meglio introdotti: una ai Bianchi, una ai Rossi, una ai Blu.
Perchè non fare una specie di gara pubblica per assegnarle a chi offriva le condizioni migliori ai cittadini? La scusa era già pronta: il Comune non aveva i soldi per comperare le aree, si limitava a indicarle sul suo Piano regolatore, i costruttori le comperavano, le cedevano al Comune in cambio della riassegnazione immediatamente dopo. Fatta la legge, trovato l'inganno!
Sono nati così tanti quartieri di Topolinia, alcuni nemmeno brutti, e il gioco ha funzionato fino a quando un grande scandalo - proprio basato sull'uso disinvolto degli stessi meccanismi - non ha scoperchiato il pentolone.
Lo scandalo ve lo risparmiamo, ma sappiate che le regole per l'assegnazione delle aree vengono cambiate: si scrive nel regolamento del Comune di Topolinia che le aree sarebbero da quel momento state assegnate solo su gara pubblica, per trasparenza e uguaglianza di tutti di fronte alla possibilità di costruire a Topolinia. Qualche furbacchione masticava amaro, qualche altro protestava segnalando che nella metropoli vicina si faceva "alla vecchia maniera", ma la regola era rispettata da tutti e non aveva provocato nessuno degli effetti che erano stati paventati.

All'improvviso un fulmine a ciel sereno arriva a sconvolgere la vita serena della citta.

BASTA, BRESSO, BASTA!

Davvero la realtà supera l'immaginazione... soprattutto offre il quadro desolante di una signora che, molto mal consigliata, inanella una gaffe dietro l'altra e fa spaventosi guasti in giro.
Oggi di lei fanno polpette tutti i giornali e non oso pensare alle difficoltà che incontrerà nel seguito della sua attività politica e sociale: penso anche solo alla serenità e all'autorevolezza con cui svolgerà il suo incarico di serie c in Europa e alle risate che si faranno delle sparate che anche lì certamente non si farà mancare, anche se in francese.

Non basta la sua collaborazione attiva alla sconfitta elettorale - qualcuno del suo partito gliel'ha detto che le elezioni le ha perse lei, facendo quasi tutto da sola, con la sua boria, arroganza, ben accompagnata dalla corte di mediocri? -, adesso in nome delle sue miserie accetta perfino di minare la credibilità di un ricorso assai fondato e perciò pericoloso. Che disfatta e che imbarazzo!

Qualche mese fa fui vittima dell'ego bressiano: prima invitato a ricandidarmi nella sua lista - ero pur sempre il presidente del Gruppo consigliare omonimo - poi scaricato con l'ausilio dei suoi fan della zona ovest a cui avevo pestato i calli, trattando delle loro discutibili azioni sul giornale "Punto di Vista". Spiegai, al pari di molti altri, questo voltafaccia con la sua necessità di garantire il fido Bairati, di cui si conoscono oggi gli esiti in termini di popolarità, mentre della sua simpatia e competenza si sapeva già prima. Forse non era questo, erano i primi segni di quel delirio di onnipotenza che oggi raggiunge, speriamo, il suo apice.

Che idea ha la Bresso della legalità? Negoziabile, specie se serve a garantire una poltrona al suo presidenziale deretano. Si potrebbe pensare che sia solo una questione che riguarda lei, il suo declino, la sua difficoltà ad uscire di scena in modo garbato, invece no.
Parrebbe che il PD romano non sia estraneo a questa decisione: che idea ha il PD della legalità? E' negoziabile, come per la Bresso, oppure la si pratica sempre perché questo paese deve essere rimesso in sesto con comportamenti coerenti, coraggiosi  e rispettosi del vivere civile?

SAN SANTORO, I PENITENTI E I MANIFESTANTI


Santoro chiude la sua trasmissione, lautamente liquidato e pagato da mamma RAI, con un programma futuro di tutto rispetto, perfino se ne realizzasse solo una parte. Indignazione per il "tradimento", per le somme che percepirà, per la mercificazione di valori e la svendita della libertà di informazione il giovedì sera al vil denaro e alla rassegnazione.
Lo stesso Santoro dichiara che si sentiva accerchiato, che non ne poteva più delle pressioni eccetera, insomma era giunta l'ora di chiudere: farlo con questo bel corollario è meglio che farlo in braghe di tela. Può colpire la spregiudicatezza del personaggio, la sua disinvoltura nell'adoperare ora la pollitica ora il giornalismo per costruirsi una personalissima e fortunata carriera. Non si capisce però lo sdegno che suscita in questi giorni: solo polli ciechi potevano pensare che fosse una specie di Santo da venerare, per cui manifestare, da osannare col telecomando in mano. Non ha mai detto di esserlo, non ha mai fatto credere di essere diverso da quello che oggi appare essere: un bravo giornalista, fazioso quanto basta, a volte un po' di più, un conduttore di trasmissioni di successo capaci di fidelizzare il pubblico, dunque di renderle appetibili per le inserzioni pubblicitarie.
Una sua importante funzione l'ha sempre avuta: mettere alla berlina i potenti, dicendo loro le cose che avremmo voluto dire noi, sbertucciandoli e svillaneggiandoli perfino di più del dovuto. Un bello sfogatoio, no? In fondo abbiamo bisogno anche di questo, specialmente in tempi difficili come questi, nei quali sono in pochi ad alzare la testa per trovare il coraggio di rischiare in proprio; meglio starsene a pontificare col telecomando gasandosi ora per il comico che dice cose serie, ora per il presentatore fattosi soggetto politico surrogato.
D'altra parte siamo in Italia, dove si governa per televisione e si fa l'opposizione nello stesso modo, a volte neanche specularmente. Un paese dove la politica, anche la nostra, non si fa discutendo e cercando le idee e le persone più idoneee a realizzare un progetto di trasformazione condiviso, ma tirando fuori ogni giorno il peggio che c'è in noi, come Berlusconi ci ha insegnato.

TOPOLINIA: UN CENTRO COMMERCIALE E AMMINISTRATORI DISTRATTI


A Topolinia c'è un grande centro commerciale. E' sempre pieno di gente, persino di più di quanto si sarebbero aspettati i proprietari. Insomma è una struttura commerciale che funziona e che è invidiata da tutto il circondario... così tanto invidiata che ogni comune prova a costruirne una, con l'invidiabile risultato di vedere la fioritura di centri commerciali a scapito dei prati e dei campi, pur in epoca di contrazione dei consumi.

Il centro commerciale di Topolinia funzionava molto meglio quando nello stesso complesso ci stava anche una importante catena di mobili da montare con calma a casa, prima di sgozzare i figli per sfogare il nervoso accumulato. Il consumatore faceva un giro fra gli scaffali e i mobili esposti, educando il suo gusto e trovando sempre qualcosa di nuovo da acquistare, poi usciva e - già che c'era - andava al centro commerciale a fare la spesa, magari con un tour fra gli oltre 180 negozi della galleria. Insomma il centro trainava il mobilificio e viceversa, col risultato del pienone continuo.

Da tempo i padroni del mobilificio segnalano che gli spazi a disposizione sono troppo scarsi per rispondere al grande afflusso. A più riprese chiedono al comune di farsi carico del problema, tanto più che nella zona sono in corso operazioni di trasformazione di aree industriali in commerciali e residenziali. Quale migliore occasione per ingrandirsi e, nello stesso, tempo continuare a fare sinergia con il centro commerciale, oltretutto senza nemmeno dover costringere i clienti a cambiare strada e luogo?
Il tempo passa e dal comune nulla... fino a che i padroni del mobilificio si stufano e vanno altrove a cercare quello che Topolinia non sembra voler offrire loro.
Esito: il mobilificio oggi è altrove, il capannone è abbandonato e il comune non incassa più neppure le tasse, sempre il comune ha presentato per l'area accanto uno progetto di trasformazione che la Regione ha bocciato oramai due anni fa e che si è tentato di far passare come operazione di salvataggio di una importante impresa automobilistica. Anche il numero dei visitatori del centro commerciale è diminuito considerevolmente, almeno così dicono i commercianti.

Ma c'è di più!

ESILARANTE! B. DICHIARA CHE NON LI DIFENDERA' PIU'.

Le dichiarazioni di oggi del premier si riferiscono ai suoi fedeli implicati nella tangentopoli innescata da Anemone e soci. Berlusca si incavola per il  fatto che - essendosi loro comportati come fa normalmente lui, cioè utilizzare le risorse pubbliche scopi privati - adesso ne ha abbastanza di coprire le malefatte che ogni giorno emergono con la forza di una valanga che non si ferma più.
Al d là dell'imbarazzo del premier e delle difficoltà a tenere insieme una compagine che sempre più assomiglia alla trasposizione in pratica dei sani principi costruiti in vent'anni di storia italica - complici tutti, anche gli avversari - è indubbio che siamo davvero a un bivio.


IMMIGRAZIONE: DALLA CALABRIA CON AMORE

Va a sapere per quali strani percorsi e in base a quali arcane ragioni, il mondo dell'informazione sta cominciando ad occuparsi di un'esperienza - quella del Comune di Riace - che potrebbe insegnarci parecchio sulla solidarietà, sulle politiche dell'immigrazione, sulla integrazione e su molto altro ancora.

Riace è un comune della costa jonica della Calabria, a poco più di 100 km da Reggio. Uno dei tanti, composti quaasi tutti di una "marina", fatta di case costruite recentemente alla selvaggia e senza criterio, e un paese "storico" arroccato sulle colline/montagne immediatamente a ridosso della costa. Un tempo le case le costruivano lì per evitare di essere continuamente preda di quelli che arrivavano dal mare. E ne arrivavano, tanti, continuamente; le trace sono nei volti, negli occhi, nei capelli dei residenti di oggi. E' diventata famosa, Riace, perchè nel mare di fronte sono state ritrovate le due statue di bronzo che continuano a fare il giro del mondo per musei ed esposizioni.Il vecchio borgo di Riace fino a pochi anni fa era quasi del tutto spopolato, le case in abbandono, alcune già crollate, le scuole chiuse, l'economia azzerata, come nella gran parte dei comuni vicini.

Il destino, segnato, di questo paese è cambiato perché un'amministrazione comunale ha saputo capire quello che tanti leaders politici nazionali non comprendono neanche oggi: l'immigrazione può essere una risorsa, l'accoglienza e la solidarietà possono coniugarsi con i progetti di recupero e sviluppo di un territorio in crisi.

mariano a quartarete - un pc per ogni studente

IL PECCATO ORIGINALE DELL'AREA EURO da www.lavoce.info

di Giancarlo Corsetti 11.05.2010

Per molti anni, i paesi dell'area euro hanno preso a prestito emettendo titoli denominati nella valuta comune. Che sembrava produrre una difesa automatica dai problemi associati con il "peccato originale", mettendo i grandi debitori al riparo dai movimenti del cambio. Non è più così. Non solo l'Europa nel suo complesso, ma anche i paesi forti si avvantaggerebbero da una ripresa di investimenti e spesa. Rimane il problema di come renderla possibile, in una situazione di logoramento fiscale diffuso dopo ventiquattro mesi di crisi e parecchie ombre sui segnali di ripresa.

In molti paesi dell’area euro i problemi fiscali (alto debito o alto disavanzo) si sommano a problemi di competitività. I primi richiedono misure decise di correzione fiscale, i secondi si traducono in bassa crescita. Senza crescita, la correzione fiscale è pesante: maggiori imposte e meno trasferimenti riducono redditi già stagnanti, mentre i tagli alla spesa abbassano il livello di offerta di beni pubblici. Senza correzione fiscale, le prospettive di ripresa economica sono minate dal rischio paese: chi investirebbe in aree di instabilità macroeconomica e soggette ad attacchi speculativi?

INDIETRO, PIEMONTE! TRA RICORSI E SGAMBETTI...


Dunque la Bresso ricorre... e non per ottenere il riconteggio, come aveva preannunciato all'indomani dello spoglio. Ritiene che le elezioni vadano annullate per evidenti irregolarità relative alla presentazione di tre liste di centrodestra (totale oltre 50.000 voti, più del triplo della differenza fra Cota e Bresso). In un caso, quello della lista dei Pensionati, alle irregolarità amministrative si aggiungono dubbi di falso che legittimano un esposto alla Procura.
Se la Bresso aveva dei dubbi sulla regolarità delle elezioni, ha fatto bene a fare ricorso e fanno male coloro che scambiano questa sua determinazione per protervia e incapacità di accettare la sconfitta elettorale.
Non sono interessato - credo al pari di molti altri Piemontesi dell'una e altra parte - alle turbe psicologiche o ai contraccolpi emotivi della sconfitta in coloro che l'hanno patita.

CITTA' DELLA SALUTE 2: UN' OPINIONE INTERESSANTE


A commento del mio post di qualche giorno fa sul tramonto della Città della Salute a Grugliasco, un giovane consigliere comunale del PdL, Aldo Olivero, ha ritenuto di tornare sull'argomento con una competenza e una capacità sconosciuta ai più. Condivido molte delle sue considerazioni,meno i suoi valori, ma mi piacerebbe che anche i centrosinistri, grugliaschesi e non, potessero discettare con questa competenza su temi così complessi.

TOPOLINIA: IL COMUNE NEL PARCO.


A Topolinia le sorprese non finiscono mai: adesso il topo-capo annuncia con grande clamore mediatico che vuole vendere il Municipio e farne uno nuovo. Costa 8 milioni di euro, ma si troveranno, una parte dei soldi si ricaverà dalle operazioni immobiliari collegate.
I Topolini che frequentano le scuole rabbrividiscono perché pensano a tutte le manutenzioni non fatte, alle opere per risparmiare energia che sarebbe necessario fare da tempo. Quelli più pudichi evitano di smadonnare perché si sentono responsabili anche loro delle azioni del topo-capo dato che l'hanno votato, quelli più spudorati borbottano senza poi concludere nulla, aspettando che altri si diano da fare per contrastare quella che ritengono una follia.
Che il malcontento sia forte lo si vede dal posizionamento del camerlengo del topo-capo, quello che lo porta normalmente in giro, che da un po' di tempo cerca di non farsi vedere troppo insieme a lui. Persino i maligni - che l'hanno soprannominato "el pibe de oro" forse per evocare l'unico lavoro vero che abbia mai fatto - si sono accorti di questa presa di distanza, probabilmente dettata dall'avvicinarsi del momento in cui i topolini saranno chiamati a nuove elezioni amministrative.

SCAJOLA, VERDINI, CIARRAPICO... L'AGONIA DEL REGIME?


Primavera terribile per Berlusconi. Da quando ha vinto con Bossi le regionali, non gliene è andata più bene una. Prima le mattane di Fini, poi gli scandali legati alal ricostruzione, adesso uno dei suoi ministri più importanti costretto alle dimissioni, il coordinatore del suo partito invischiato forse persino più idi Scajola in questo impasto di affari, compagni di merende e politichetta all'italiana.
Che i nostri siano colpevoli di quello per cui stanno oggi sulle prime pagine oppure no conta poco, la sostanza politica della questione è ormai emersa del tutto: gli intrecci, i maneggi, gli scambi di favori, il reciproco sostegno, perfino le imbarazzanti manifestazini di solidarietà, sono tutti conseguenza del quasi ventennio berlusconiano e ne segnano anche il rapido tramonto.
L'idea che una banda, composta da soggetti arricchiti ancora oggi non si sa come, potesse farsi economia, attraverso questa condizionare la politica, poi diventare essa stessa direttamente la politica medesima, poi ancora puntare decisamente alla conquista dello stato - e tutto questo piegando le regole all'obbiettivo finale - è maturata negli anni '70 e da allora si è fatta realtà.

CITTA' DELLA SALUTE: ADDIO A GRUGLIASCO.

Dunque è ufficiale: la Città della Salute - la cui realizzazione era prevista intorno all'asse di c.so Allamano a Grugliasco - si farà a Torino, nei paraggi delle Molinette. Già lo aveva annunciato Cota all'atto della sua elezione a Presidente della Giunta regionale, la conferma l'ha data il Magnifico Rettore dell'Università di Torino ieri e tutti i giornali l'hanno ampiamente ripresa.
Che l'Università fosse contraria a questo progetto era chiaro da tempo: gli accademici hanno sempre caldeggiato l'ipotesi torinese e hanno maldigerito l'imposizione di Bresso, di cui ancora oggi non sono del tutto chiare le ragioni.
Resta il dato sconfortante che, nonostante cinque anni di tempo, il progetto non è andato avanti di una virgola.

A TOPOLINIA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA...

... succede che il Comune decide di cambiare  la raccolta dei rifiuti. Basta con quegli antiestetici cassonetti dell'indifferenziata, quelle campane per il vetro e la plastica, quei contenitori per la carta e i vestiti. Adesso si fa sul serio: comincia il porta a porta. Ogni condominio viene dotato di minicassonetti per la raccolta differenziata, corredati dall'obbligo di dedicare un apposito spazio nell'area condominiale per custodirli al meglio. Nei giorni di raccolta, qualcuno provvederà a trasportarli sulla strada per lo stretto tempo necessario al loro svuotamento, sennò multa!
Solo che i minicassonetti vanno bene per i quartieri di villette o di residenze con pochi alloggi, non certo per condomini che coprono un intero isolato e che ospitano centinaia di appartamenti. Sfilze di minicassonetti, poco spazio dove collocarli, prime proteste perché i gendarmi cominciano a rifilare multe a chi lascia i contenitori sul marciapiede invece che metterseli nel cortile del palazzo. Lo dice il regolamento di Topolinia, mica si può scherzare!
I topolini mugugnano, ma sanno che è in gioco la salvezza del pianeta.

ALLA FINE... FINI?


L'implosione del PdL è davvero soprendente per rapidità, virulenza e determinazione dei contendenti. Se in tanti avevano previsto che il declino di Berlusconi fosse oramai prossimo e che dentro il partito di plastica fossero maturi i tempi per una resa dei conti, nessuno avrebbe immaginato questi tempi ravvicinati e queste sorprendenti modalità.

Il PdL ha vinto le elezioni regionali, ha dimostrato che il centrosinistra non esiste nella politica, non è quasi più neppure un luogo dell'anima, ha affermato la sua supremazia anche nella capacità di saper rappresentare le pulsioni e le aspirazione del nostri paese, da nord a sud, con forse l'eccezione della Puglia. Tutto ciò nonostante la crisi economica, la non buona performance del governo, le figuracce e gli scandali di Berlusconi. Sono tute cose che avrebbero affondato due o tre governi nelle democrazie occidentali, qui da noi non hanno neppure scalfito lo zoccolo duro del consenso, anzi l'hanno redistribuito implementandolo.

LA PRATICA QUOTIDIANA DELL’ILLEGALITA’. UNA STORIA ESEMPLARE

Poirino: asparagi, tinca gobba e un pizzico di trasgressione.

La berlusconizzazione del paese ha legalizzato l’illegalità, al punto che comportamenti truffaldini finiscono per essere vissuti come del tutto legittimi da coloro che ne sono autori. L’impunità, la sfacciataggine, l’idea che tutto è permesso hanno permeato le pubbliche amministrazioni come un cancro che invade l’organismo fino a provocarne il collasso. La politica se ne disinteressa, è troppo scomodo occuparsene, è sovente troppo difficile entrare nel merito; i giornali neanche a parlarne, vanno pettegolezzi e polemiche politiche e cronache rosa, non queste storie che intristiscono.
Questa storia è il paradigma di un paese alla deriva, per questo merita di essere raccontata almeno per coloro che ancora credono che sia possibile cambiare strada.

ACQUA PUBBLICA: TRA LE PAROLE E I FATTI


Da qualche mese a questa parte il tema dell'acqua bene comune ha finalmente "bucato" i media per assurgere all'attenzione della parte più attenta dell'opinione pubblica. 
E' davvero un bene, perché il ritardo sulla questione andava accumulandosi pericolosamente.
Solo che una certa superficialità nell'affrontare la questione, insieme alla necessità di comunicare il tema con poche frasi incisive, rischiano di produrre un gigantesco abbaglio. Tanto più drammatico visto che si sta avviando una campagna referendaria ed è bene che i cittadini sappiano con esattezza e concretezza di cosa si sta parlando. Sennò si finisce per cadere preda dei politicanti venditori di illusioni.

A PAPEROPOLI NON SI SCHERZA PIU'

La storia che racconto è accaduta in una ridente cittadina che chiameremo Paperopoli e ha per protagonista il suo sindaco, i vigili urbani e... un libro.
Antefatto: un valente giornalista locale scrive un libro che racconta la storia recente di Paperopoli, parlando di ua brutta stagione alla quale segue un'epoca di rinnovamento con tratti anche originali. Il tratto caratteristico è la straordinaria partecipazione popolare alla costruzione di un'alternativa alla vecchia politica che tanti guasti aveva creato in città.

UN MUCCHIO DI CONSIDERAZIONE

Da pochi giorni in edicola, il numero di aprile del “Mucchio” pubblica una più che lusinghiera recensione di “Fuori dal Comune”, il libro scritto dal giornalista Salvo Anzaldi ed edito da Ananke che ripercorre le note vicende politico-giudiziarie grugliaschesi di metà anni Novanta e tutto ciò che ne fu conseguenza.
Nella sezione “Booklet”, tra le interviste a Francesco Pacifico e Lello Gurrado, tra le recensioni degli ultimi romanzi di Joe R. Lansdale e Walter Hugo Mãe, il “Mucchio” si occupa di “Fuori dal Comune” in uno scritto a firma Christian Diémoz che si apre con le seguenti parole: “Questo è un libro sulla dignità”.

“Il Mucchio”, mensile di musica, cinema, libri, politica e attualità, è da oltre trent’anni un punto di riferimento prezioso per chi non si accontenta della “solita” informazione ma ha invece fame di sapere e conoscere ben oltre quanto l’asfittico panorama dei media nostrani è solito offrire.

Se “Il Mucchio” consiglia “Fuori dal Comune”, noi ci sentiamo di consigliare “Il Mucchio”: per chi non lo conosce, sarà una bella scoperta.


UNA BELLA RECENSIONE

Pochi giorni fa sullo Spiffero è apparsa la recensione del libro di Salvo Anzaldi "Fuori dal Comune". Una recensione lusinghiera del libro e un ritratto lusinghierodel sottoscritto. L'augurio finale non si è avverato, ma che bella recensione! Grazie a Bruno e a voi che vorrete leggerla. Qui sotto il link:

http://www.lospiffero.com/index.php?option=com_content&view=article&id=322:un-sindaco-fuori-dal-comune&catid=10:attico&Itemid=9

Dimenticavo! Iscrivetevi  a www.lospiffero.com: è gratis e procura soddisfazione e consapevolezza.

Mariano

SABATO PRIMA DI PASQUA...

Ecco cosa mi ha scritto una amica cara, che so essere di orientamento politico diverso dal mio:

Amico caro, 
inutile spalmarti addosso anche il dispiacere degli altri, credo basti il tuo. Personalmente invece tengo a dirti che se 2000 voti hai raccolto, duemilapersone con un viso e delle mani, ma, soprattutto delle menti  sanno chi sei e cosa sai fare e, cosa avresti potuto fare. 
Questo è, a mio modesto parere, un punto di partenza. Occorre che questi duemila facciano "SENTIRE" ad altri duemila  il valore della politica vera. Non quella dei numeri a tutti i costi, quella del sentimento di unione con la gente che dovrebbe governare chi governa. 
Un abbraccio da Anita.

Ve la giro come mi è arrivata, sperando che susciti in voi il piacere che ha prodotto in me. Buona Pasqua per chi ci crede.
Mariano

DOPO LA DELUSIONE: RAGIONIAMOCI SU!

Ieri e oggi sono state innumerevoli le telefonate di persone che mi esprimevano il rammarico per l'esito elettorale generale, per quello della lista, per la mia mancata rielezione..
Tante considerazioni - alcune dettate dalla arrabbiatura, altre sostenute da ragionamenti e analisi più ponderate - e un invito a non mollare, a continuare l'impegno politico e a non lasciarmi abbattere dalla trombatura. In tanti la voglia di scambiare opinioni, di discutere, di ragionare insieme. Stiamo organizzando una assemblea per tirare le somme e ragionare di cosa fare nel futuro: dobbiamo decidere insieme e costruire insieme percorsi e occasioni di impegno e di interesse.
Daremo presto comunicazione della data e della sede, ma vorrei girare a voi che leggete l'invito che in tanti mi avete rivolto: non molliamo, forse è rialzandosi dalle cadute che si costruiscono basi solide e buone idee per cambiare.

Mariano

CHE DISASTRO!

Dunque: la Bresso perde le elezioni e con lei le liste che l'hanno appoggiata. Ottengono due consiglieri i grillini e vince il centrodestra.
Quanto ai grillini, già sono cominciate le accuse di "aver portato via voti" al centrosinistra consegnando la regione alla destra. I voti non si portano mai via, semplicemente si perdono se si sviluppano politiche non gradite o, peggio, non chiare.
L'arroganza, la spocchia, la superbia e lo snobismo con cui il centrosinistra ha sovente trattato la gestione della politica e dell'amministrazione in regione trova ora il suo riscontro negativo. Chissà che i partiti e i movimenti del centrosinistra non colgano l'occasione per una profonda discussione intorno al ruolo e al carattere di una sinistra moderna e in sintonia con i cittadini.
Quanto a noi, ci sarà tempo per ragionare e assumere decisioni. E' del tutto evidente che non siamo stati capaci di costruire una proposta credibile, comprensibile e che tante persone potessero condividere con noi. Forse il percorso è più lungo, forse bisogna imboccare altre strade, ma non è adesso che se ne può parlare.
Per quanto riguarda me, vorrei riposarmi da questa stanchezza sfibrante godendomi ancora il ricordo delle straordinarie dimostrazioni di stima e affetto che ho ottenuto durante e prima di questa campagna elettorale.
A domani... perché ce n'è sempre uno.

Mariano



MARIANO: "GRAZIE E TENIAMO DURO"

Care e cari voi,
siamo oramai arrivati al termine di questa lunga campagna elettorale e voglio davvero ringraziarVi tutte e tutti: tantissime persone, un sacco di suggerimenti, continue sollecitazioni a non mollare e a dare il massimo fino alla fine (della campagna elettorale, si intende!)
Avete perseguitato i Vostri amici con i miei santini e con la descrizione delle meraviglie di cui sono capace, avete dato tutto ciò che potevate per vincere una scommessa difficile: far valere la forza dei contatti con le persone sulle cene, sulle gigantografie, sui ricchi gadgets, sul sorriso smagliante. Avete invitato gente a casa vostra, rotto le palle per telefono a tutto il mondo, inventato ogni sorta di trucco per raggiungere il risultato. Non sono capace di dirvi quanto vi sono grato, perché lo sono troppo.

Tanta gente decide cosa e chi votare all’ultimo minuto, dunque bisogna fare un ultimo sforzo da qui a domenica, compresa. Oramai il più è fatto, ma non lasciamo nulla di intentato: chiamiamo gli ultimi ancora ignari, portiamoci dietro i santini residui, diamo un ultimo colpo alla campagna elettorale.

Infine, grazie, davvero grazie! Per la forza che mi avete trasmesso, per il bagno di umanità, di simpatia e di stima a cui mi avete sottoposto: ne avrò per anni. Ho faticato a non montarmi la testa, conservo tutto il calore e la spinta a fare sempre meglio e di più. Ve lo meritate ampiamente e ci proverò.

A lunedì…

Mariano

MARIANO IN TUTTE LE SALSE

in rete troviamo veramente di tutto!!!



IL PRANZO DEI FURBI

Qualche giorno fa un noto esponente politico del centrosinistra ha invitato ben 800 possibili elettori a pranzo. In allegria si sono trovati tutti in un famoso ristorante di Caluso. Pagava lui e non era neanche la prima volta che succedeva in questa dispendiosa campagna elettorale.
Una sola considerazione: possibile che i partecipanti non si siano chiesti da dove venissero i soldi e se fosse giusto condurre una campagna elettorale sui succhi gastrici invece che sul confronto di idee e di persone? Che politica si aspettano da eletti in questo modo? Boh!

Mariano

APERITIVO CON SENTIMENTO...

Galeotta la campagna elettorale: ieri sera un aperitivo emozionante con oltre sessanta ex studenti che sono venuti a prendersi qualche battuta e un po' di materiale di propaganda da distribuire agli amici e ai parenti. Emozionante perché sono belle persone e mi hanno trasferito la considerazione e i bei sentimenti che provano per me. Ricambiati.
Grande momento, specialmente quando ho visto che si ritrovavano dopo anni di lontananza e... ripartivano da dove erano rimasti come se il tempo non fosse passato.
Bella gente, davvero, una speranza per l'Italia di domani.

Mariano


 

MARIANO IN PILLOLE _ 03

UN SINDACO FUORI DAL COMUNE


L’amministrazione di una città, tradizionale roccaforte della sinistra, travolta da uno scandalo, i vertici locali dei principali partiti azzerati, l’indignazione di pochi che si fa impegno politico al servizio di una comunità: Salvo Anzaldi in un bel libro ripercorre il quindicennio “caldo” della storia contemporanea grugliaschese, dall’affaire le Gru alle giunte Turigliatto

MARIANO IN PILLOLE _ 02

IL PUNTO SULLA CAMPAGNA ELETTORALE

Siamo a una settimana dalle elezioni e ancora non si sente la tensione che normalmente precede consultazioni di questa portata. Le elezioni sembrano ancora lontane, gli indecisi sono ancora tantissimi e in parecchi ci dicono di voler disertare le urne. Difficile dare loro torto, visto il desolante spettacolo: arresti per corruzione, polemiche personali fra i candidati, pochezza nelle proposte e nelle idee, insomma una bella proiezione della crisi profonda del nostro paese.
Dobbiamo spiegare a tutti che bisogna andare a votare, anche se è difficile. Dobbiamo insistere per un voto alla lista perché sarà importante domani esserci, per essere utili alle persone e all'ambiente, al lavoro e alla giustizia.
L'accoglienza che ho avuto finora mi ha piacevolmente sorpreso: davvero mi aspettavo che la mia e nostra campagna elettorale sarebbe stata più difficile. E' invece solamente faticosa: devo essere dappertutto perché così vogliono le persone che ci credono. E va bene così.
Dai! Diamoci dentro anche in quest'ultima decisiva settimana!

Mariano

MARIANO IN PILLOLE _ 01

In Francia i Verdi hanno fatto 13 (%...)


La Francia ha votato ieri e i Verdi sono andati molto bene.
Ieri oltralpe si è votato per le regionali. Ha fatto notizia il duro ko incassato da monsieur Sarkozy e del suo Ump, "bastonato" dai socialisti di Martine Aubry. Ha fatto impressione anche il risultato dei Verdi: 13 per cento, terza forza politica di Francia, come ha rivendicato con orgoglio il leader verde di Europe Ecologie, Daniel Cohn-Bendit.
Qual è la morale? La democrazia francese si dimostra ancora una volta più avanti di noi  e conferma quanto sia importante la presenza di una forza ambientalista capace di muoversi nell'interesse della gente, senza steccati chiamati partiti e senza pregiudiziali che non riguardino il vivere civile e la salute dei cittadini.
Tra due settimane facciamo come i francesi, allons enfants...

MANIFESTAZIONI NAZIONALI: IL GIORNO DOPO.

Ieri alla manifestazione abbiamo sentito pronunciare parole importanti dai leaders nei partiti del centrosinistra, i nostri: legalità, rispetto delle regole, trasparenza e tante altre ancora. Una però l'ho sentita dire con chierezza ieri per la prima volta: civismo.
Era ora che ci si ricordasse che il senso dello stato si costruisce con la consapevolezza di essere - ognuno di noi, da solo e con gli altri - parte di una comunità e di una collettività e che queste  si tengono se si alimenta quel sentimento comune che a volte chiamiamo solidarietà, altre compassione, altre ancora condivisione. Era ora che diventasse tema e argomento della politica. Bisogna solo che ciascuno lo faccia presente ai capi e capetti, anche di centrosinistra, che la lezione berlusconiana l'hanno imparata talmente bene da competere con lui per cinismo e amoralità.
In ogni caso da ieri i leaders del centrosinistra me li sento un po' meno lontani. E ne sono felice.

Mariano


GIOBBE COVATTA - VERDI CIVICA


FUORI DAL COMUNE...a Borgaro

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CITTA' DELLA SALUTE: UN' ALTRA BATTUTA D'ARRESTO


Ieri il Consiglio di Amministrazione dell' Università ha deciso di non sottoscrivere l'accordo di programma con la Regione per la realizzazione della Città della Salute, rimandando tutto a dopo le elezioni. Rinviamol'approfondimento ai servizi dei quotidiani che se ne occupano abbondantemente oggi. Il tema comunque è uno: i dati tecnici e quelli finanziari del progetto sono troppo generici e indeterminati per poter sposare l'idea e mettersi al lavoro per realizzarla.
La decisione era nell'aria. L'Università non ha mai fatto mistero della sua contrarietà ad abbandonare l'area delle Molinette e il Comune di Torino non pare d'accordo sulla localizzazione altrove dell'importante opera che arricchisce e qualifica la città.
Così, mentre il Polo Universitario di Grugliasco - già progettato, approvato e in parte finanziato - è fermo da 8 anni, si continua ad improvvisare vaticinando una Città della Salute che si allontana.
Certo che il governo regionale di domani dovrà affrontare di petto la questione e procedere a tappe forzate sulla strada della realizazione della sanità d'eccellenza del futuro.

Mariano

COME DA COPIONE...

Alla fine è andata come previsto: un bel decreto e... opla!, quel che prima era irregolare è diventato regolare. Siamo passati dalle leggi ad personam a quelle a richiesta. Non si sanano più solo i processi e i procedimenti giudiziari, ma anche i comportamenti che generano conseguenze sgradite.
Stupisce la firma del Presidente della Repubblica, custode oltre che della Costituzione anche dei principi che essa contiene, oltre che dei fondamenti su cui si regge ogni democrazia rappresentativa. Stupisce anche se la situazione era davvero complessa.


CAOS LISTE, LA DEBOLEZZA DELLA REPUBBLICA

Questa vicenda, in qualunque modo si concluda, segna lo spartiacque di una fase della storia recente del nostro paese. La troveranno sui libri di storia i nostri nipoti, opportunamente spiegata e analizzata.
Oggi, intanti, siamo di fronte a due possibilità: o si applicano le regole - quelle che valgono per tutti - e le elezioni in due regioni risulteranno falsate... fino al punto di delegittimarne i vincitori; o si trovano scappatoie per ammettere coloro che sono oggi esclusi avallando l'idea che anche le regole siano solo per finta.

PRESENTATA LA LISTA, TUTTO IN ORDINE

Ci siamo. E, a differenza di altri, ci siamo riusciti. La lista di Verdi e Civica è stata presentata con successo in tutte le otto province del Piemonte e, il 28 e 29 marzo prossimi, correrà anche per le elezioni comunali a Moncalieri. E' il coronamento di un percorso virtuoso che tra un mese esatto conoscerà il responso degli elettori chiamati a rinnovare il Consiglio regionale del Piemonte e a decidere se confermare Mercedes Bresso o invece scegliere uno degli altri tre candidati presidenti (Cota, Bono e Rabellino).

PRESENTAZIONE DELLE LISTE: CI SIAMO.

Le liste dei VERDI e CIVICA sono state felicemente presentate in tutte le province. Un grazie ai volenterosi presentatori, alcuni dei quali si sono sobbarcati viaggi e fatiche non indifferenti, un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo. Qua e là ci sono delle difficoltà che vengono affrontate con calma e determinazione, dell'epilogo daremo conto domani alle 12 quando si chiuderà la fase dell'esame dei requisiti di tutte le liste presentate e si avrà la certezza matematica dell'avvenuta ammissione alle elezioni.
Intanto stiamo presentandi i ricorsi contro la denominazione Verdi-verdi assunta dalla Lista dell'orsacchiotto. Segnaliamo che il problema quest'anno è meno grave che i passato perché la lista è di colore blu e la scritta verdi verdi è davvero molto piccola. Un altro aiuto a semplificare il nostro messaggio agli elettori.

Mariano

BRESSO: IMBARAZZI CON I VERDI (TAV)




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ANSA: LISTA CIVICA-VERDI CON BRESSO


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DOPO IL LAMBRO, NON SUCCEDERA' NIENTE


Dunque il gasolio continua la sua strada verso il mare, i vertici della Protezione Civile abbandonano le massaggiatrici per affrontare l'emergenza. Animali che muoiono, rive inquinate, danni incalcolabili e difficili da riparare, difficoltà a intervenire.
Insomma un disastro, che sarà ancora più grande quando, nei prossimi giorni, si scoprirà che il depuratore di Monza è in tilt e che le fogne sversano direttamente nei fiumi.
Se non fosse un dramma si potrebbe fin d'ora azzardare un'ipotesi: nessuno pagherà, si faranno tante parole, proclami e passerelle mediatiche. Ma alla fine nessuno pagherà, forse un addetto di ultimo livello, il classico poveraccio che finirà sulle prime pagine dei giornali. Con buona pace degli Italiani dormienti.

Mariano

LA QUESTIONE MORALE

Riepilogando: una vicenda di appalti, cupole malavitose, esseri senza scrupoli ma con tante e altolocate protezioni politiche, ha rimesso all'ordine del giorno il tema della questione morale. L'avvento di Berlusconi oramai 16 anni fa  aveva messo in ultimo piano il tema che aveva determinato la caduta della Prima Repubblica. Sembrava che la nascita di Forza Italia e dell'Ulivo avessero messo fine a una stagione di ruberie, ma soprattutto a un sistema bloccato che si reggeva anche sulla corruzione e su alleanze "sporche" fra politica e affari, fra politica e malavita organizzata.
Poi arriva Mangano, lo stalliere di Arcore che non ha mai visto un cavallo, e qualcuno comincia a temere che non tutto sia finito, che la mafia abbia trovato nuovi interlocutori politici. Poi arrivano tutte le altre cose, mai abbastanza denunciate e mai abbastanza note... fino all'oggi.
Adesso il nostro, allarmato dall'esplosione dello scandalo e per le ramificazioni che coinvolgono le figure di primo piano del suo partito, si improvvisa moralizzatore e impazza sui media come se non fossero le sue le liste piene di condannati e se non fosse lui stesso della schiera dei pregiudicati.
Siamo oramai abituati a queste cose, dunque non vale stupirsi.
Una cosa però lascia senza parole: possibile che le opposizioni non siano capaci di trovare i contenuti - chiari, comprensibili - per andare in Parlamento a proporre una legge di moralizzazione che smascheri queste manfrine?

Mariano

CON I VERDI E CIVICA


Dunque, parteciperò da candidato alle prossime elezioni regionali nella lista composta da VERDI e CIVICA, che farà parte della coalizione di centrosinistra con Bresso candidata presidente. A questo accordo abbiamo lavorato in tanti e stiamo lavorando intensamente affinché la lista sia qualificata e capace di rappresentare tutte le anime e i territori.
Si tratta per me di un quasi "ritorno a casa". Ero nei Verdi quando ero sindaco a Grugliasco e credevo che questo movimento sarebbe stato capace di contribuire al cambiamento di cui il nostro paese aveva bisogno. D'altra parte gli ecologisti sono oramai una realtà consolidata nel mondo occidentale e una presenza elettorale che in qualche caso supera quella dei partiti della sinistra, come accade per esempio in Francia.
C'è bisogno anche da noi: l'ecologia è oggi il motore del futuro. Attenzione al territorio, cura di tutte le specie viventi, economia verde, energie rinnovabili, armonia e pace nelle relazioni fra le persone e gli stati, accoglienza e considerazione per chi sta peggio (qui a altrove), indipendenza, serietà, libertà e voglia di pulizia nel mondo della politica e dell'amministrazione.
La mia candidatura - insieme  a quella di tanti amici di CIVCA in tutta la regione - vorrei che servisse a lanciare il progetto di una costituente ecologista a cui alcuni stanno già lavorando e che prenderà le mosse ad aprile.
Speriamo dopo un successo elettorale.
Con il vostro contributo e l'appoggio che non mi manca mai, ce la possiamo fare!

Mariano

Tav Torino-Lione: vale la spesa?



La domanda ("vale la spesa?") se la pone il sito www.lavoce.info che affida la questione a nove studiosi e trova risposte importanti. Meritano una lettura attenta.

l confronto sulla Tav Torino-Lione si concentra sulla contrapposizione tra un disegno ambizioso di sviluppo e una resistenza locale. Il vero problema sono i costi esorbitanti dell'opera: tra i 15 e i 20 miliardi pari a tre volte il Ponte di Messina. E i benefici? Pochi. Sia in termini di risparmio di tempo (circa un'ora), sia a livello ambientale dati gli alti consumi energetici che la costruzione dell'infrastruttura richiederebbe. Un invito al dibattito da parte di nove studiosi, esperti della questione: Andrea Boitani, Bruno Manghi, Luca Mercalli, Marco Ponti, Rémy Prud' Homme, Francesco Ramella, Pippo Ranci, Carlo Scarpa e Francesco Silva.



L'ETERNA TANGENTOPOLI


In una sola giornata arrestato un assessore di Milano per tangenti e il presidente della Provincia di Vercelli, stesse accuse: tangenti. Niente male per un paese alla canna del gas, dove ci si aspetterebbe un po' di responsabilità e di rigore da chi si occupa delle cosa pubblica.
Queste vicende fanno il paio con gli imprenditori amici di Bertolaso (l'eroe delle disgrazie) che sghignazzano delle disgrazie dei terremotati abruzzesi, con già in bocca l'acquolina per gli affari da fare sulle loro spalle ancora scosse dalla calamità. E anche con i ras della sanità, i re delle cliniche, il ruolo delle donne alle quali ogni tanto si dà una "ripassata".
E' lo specchio di questo paese, dove nessuno si chiede da dove vengono i soldi di campagne elettorali sempre più esose e ricche, dove sembra che nessuno si chieda se è questa la strada per costruire un' Italia dove i nostri figli saranno orgogliosi di vivere.
Invece... arraffa arraffa, tanto i politici sono tutti uguali. Ottimo presupposto questo perché lo siano domani per davvero, quando tutti quelli onesti e capaci (ce ne sono ancora) saranno scappati altrove per fare qualcosa di utile e di maggiormente apprezzato.
Tra un magna magna e un arresto, la barca va, basta che la Lazio stia in serie A.

Mariano

MARIANO IN LIBRERIA ALLA TORRE DI ABELE



Appuntamento letterario questa sera alle 18 presso la libreria subalpina La Torre di Abele, via Pietro Micca 22  - Torino (zona piazza Solferino). Ingresso libero.

Sarà presentato (una première del nostro capoluogo) il suggestivo libro del giornalista Salvo Anzaldi, "Fuori dal comune", Editore Ananke, che ripercorre i primi anni Novanta quando a Grugliasco, tra scandali, mazzette e intrighi finanziari, salì alla ribalta Mariano Turigliatto che poi ricoprì per due volte la carica di sindaco della cosiddetta Stalingrado dell'Ovest,  una nuova figura di politico, espressione tout court della società civile, per lo più inviso alla politica tradizionale partitocratica, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "Giacobino verde".

Interventi di: Stefano CASELLI (giornalista de Il Fatto);

Davide MATTIELLO (resp. Libera Piemonte - Lotta alle mafie);
Salvo ANZALDI (autore-giornalista);
Mariano TURIGLIATTO (consigliere regionale)

PRIMARIE A VENARIA: VINCE PINO CATANIA!


Ogni tanto una bella notizia serve a risollevare il morale. Oggi a Venaria sono andate quasi quattromila persone a votare alle primarie (erano stati poco più di in terzo l'ultima volta) e ha vinto Catania con il 47%. Pino ha ottenuto più voti dei due candidati del PD insieme, fra questi il sindaco uscente Pollari.
Un risultato che ci voleva e che dice una volta di più come l'elettorato sia più avanti della media del suo ceto politico, a volte davvero incapace di comprendere perfino i segnali più inequivocabili. Adesso vedremo come il centrosinistra di Venaria saprà uscire da questa situazione, stringendosi attorno a Pino Catania per vincere le elezioni e costruire un ricambio all'altezza delle aspettative dei cittadini di Venaria.
Noi facciamo festa per lui e i suoi alleati della lista che ne prende il nome e di Civica di Venaria.

Mariano

PS. Il sindaco uscente Pollari, battuto da Catania, è uno dei firmatari della lettera alla Bresso che ben conosce chi legge il blog. Non bisogna mai praticare la vendetta, ma quando viene così come oggi perché negarsi quel piccolo brivido di piacere...

Il bell'incontro di ieri sera




Per tutti coloro che non hanno potuto assistere e partecipare direttamente all’incontro di ieri pomeriggio presso il Centro Incontri di corso Ferrucci 65 a Torino, abbiamo deciso di fare una breve cronistoria degli interventi che qui di seguito riportiamo.
Prima di riportare succintamente i vari interventi, si ringraziano i tanti  intervenuti  di ieri sera e ci scusiamo in anticipo per eventuali inesattezze riportate nelle dichiarazioni!

Alla presenza di circa 100 persone alle ore 17.45 inizia la riunione.

MARIANO TURIGLIATTO ha preso per primo la parola e riassumendo le tappe che hanno portato alla sua esclusione dalla lista “Insieme per Bresso” dalle prossime elezioni regionali ha riportato ai presenti  le proposte di candidatura ricevute a titolo personale e in qualità di amico/rappresentante di CIVICA.
Le proposte ricevute sono state due:



IL COLORE DEI SOLDI

E' di questi giorni il clamore suscitato dalle dichiarazioni del figlio dell'ex sindaco di palermo, Ciancimino. In buona sostanza afferma che Milano Due - il fiore all'occhiello dell'imprenditore Berlusconi - è stato realizzato con i soldi della mafia, una specie di test event per trovare nuovi modi per ripulire enormi quantità di denaro sporco proveniente dalla attività illecite.
Le rivelazioni vanno prese con le molle, dunque non è proprio il caso di buttarticisi a pesce, ma il dubbio resta. Negli anni '80 erano in parecchi a segnalare come la Mafia stessa riconvertendo parte delle sue attività illecite in imprenditorialità rispettosa delle regole: sono quelli gli anni dello smembramento della Venchi Unica a Torino ( i più vecchi ricorderanno), della liquidazione di intere imprese storiche fatte fuori da un giorno all'altro da squali rampanti con il volto perennemente abbronzato, gli occhiali da sole e il doppiopetto blu. Sono gli anni in cui imprese sconosciute cominciano a vincere gli appalti di pulizia praticando ribassi impossibili... Sono gli anni in cui è venuta fuori la parte peggiore di questo paese.

Brunetta giustamente pretende che i redditi dei manager e dei dipendenti pubblici siano appunto pubblici. E' una questione di civiltà, di controllo sociale, di etica della democrazia.
A maggior ragione Berlusconi deve rispondere  alla domanda che lo perseguita da ormai più di vent'anni: dove ha preso i soldi per cominciare la sua fortunata ascesa al vertici dell'imprenditoria nazionale?

Mariano

ACCANITI CONTRO TURIGLIATTO

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Riportiamo la lettera di Teodoro Capannelli, già vicesindaco di Grugliasco pubblicata da Luna Nuova a sostegno della ricandidatura di Mariano
(venerdì 29 gennaio 2010)

CHE SERATA!


Quella di ieri è stata una serata che non dimenticherò facilmente: si presentava al Teatro Perempruner il libro scritto da Salvo Anzaldi "FUORI DAL COMUNE - Lo strano caso di una città di 40mila abitanti e del suo sindaco".
Una marea di gente, bella gente, un bel clima, un ritrovarsi insieme non per rievocare, ma per sentire come siamo oggi e cosa potremmo fare domani. Sono troppo emozionato per scrivere altro, ci tornerò su quando mi passerà un po' l'agitazione.
Ma davvero una serata imperdibile. Grazie a tutti.

Mariano

WEEK-END TAV, VIVA LA PUGLIA


Dunque, Vendola vince e sbanca le primarie in Puglia: finalmente una bella notizia, un bagno di democrazia e una iniezione di speranza per quelli che non si rassegnano al regime. 

Dunque il sabato grande corteo no-tav e la domenica i si-tav: che modo assurdo di gestire una situazione complessa! Partiti spaccati, ultras dell'una e dell'altra fazione che trattano una valle e la sua gente come un randello per picchiarsi l'uno con l'altro e per irrobustire le loro carriere politiche.



Quasi la stessa cosa della Puglia, dove i soloni pensavano che, per rimettere nelle mani dei loro amici i gangli del potere, bastasse segnalare a Vendola che doveva farsi da parte per loro decisione.

Non sono mai stato convinto che i si e i no netti siano la risposta giusta a situazioni complesse: per trovare soluzioni che guardano al futuro ci vogliono dati, ingenuità, capacità di relazione, indipendenza dai poteri forti, consapevolezza del ruolo nobile della politica. Uno sguardo alla sala del Lingotto di ieri ha rafforzato questa mia convinzione.

Mariano

IL CASO MARIANO SU REPUBBLICA


In vista delle prossime Elezioni regionali, Mariano sembra essere stato letteralmente fatto fuori dalla Lista Insieme per Bresso, nella quale fu eletto 5 anni or sono e che ha rappresentato in questa legislatura presso il Consiglio regionale del Piemonte presiedendo il Gruppo Insieme per Bresso.

Un tentativo ben congegnato e sinergico di estrometterlo, forse perché qualcuno ha paura dei suoi voti?
Leggi la risposta di Mariano su La Repubblica.



SPIFFERI SU MARIANO




Il blog di Bruno Babando "lo spiffero" ha dedicato un lungo articolo alla NON candidatura di Mariano nella lista INSIEME PER BRESSO nonostante che Turigliatto fosse stato eletto proprio nella medesima lista e sia stato Presidente del Gruppo Insieme per Bresso in Consiglio Regionale


MARIANO SULLE ELEZIONI - A VIDEOGRUPPO

di seguito il video andato in onda sul TG di VIDEOGRUPPO


IL PUNTO SULLA LIQUIDAZIONE

In questi due giorni mi ha chiamato un sacco di gente per manifestarmi la sua disapprovazione per quello che accade e solidarizzare. Qualcuno mi tratta come se fossi morto, ma non è mica così. Sono amareggiato sul piano personale per il modo, ma assolutamente tranquillo e determinato nel proseguire le belle cose che tutti insieme stiamo facendo e quelle che ancora dobbiamo fare. Le attestazioni di stima fanno sempre piacere e ringrazio tutti, anche quelli che continuano a chiedermi cosa c'è sotto, increduli. Sotto c'è quello che Giovanni racconta mirabilmente, fornendo anche i dettaglie e i documenti della vicenda, nel sito di civica di Collegno.

CLICCA PER LEGGERE

Se avete voglia, date uno sguardo, comprenderete quanto il belusconismo abbia fatto presa nel centrosinistra, forse persino di più che nella sua area politica. Nei prossimi giorni daremo conto delle iniziative e degli sviluppi della vicenda. Ovviamente non finisce qui. Grazie per l'attenzione. Mariano

LA LIQUIDAZIONE

Stamattina apro "Repubblica" e che ti leggo? Che sono stato messo fuori dalla lista "Insieme per Bresso", la stessa che ho rappresentato lealmente per cinque anni. Chi sta leggendo penserà che fossi al corrente della decisione (immagino della Bresso): non è così, l'ho imparata anche io dal giornale stamattina.
Dunque avrebbero vinto i sindaci democratici. dell'ovest e non solo, che chiedevano per scritto la mia estromissione per aver dato voce alle liste e ai gruppi che osano criticare il loro illuminato operato.
Vedremo.
Una ferita in più c'è da oggi: il rispetto delle persone è un valore che non deve mai mancare nella testa e nel cuore di chi si occupa di una attività importante come la politica.
Venderemo cara la pelle.

Mariano

MARIANO A PRIMANTENNA VENERDI' 15 GENNAIO 2010



Mariano sarà ospite venerdì 15 gennaio 2010 della puntata di Agorà in onda su Primantenna,

in diretta dalle 18.30 alle 19.30.
Con lui sarà ospite la consigliera provinciale del Pdl Claudia Porchietto e Luigi Chiabrera, presidente ATL2 Montagnedoc per parlare del turismo in Piemonte

UN PC PER OGNI STUDENTE A VILLARBASSE

di seguito il video andato in onda sul TG7 di TELECITY

ESISTE ANCORA LA SCHIAVITU'?



“Un aiuto a risolvere il problema della disoccupazione: 1300 posti si sono liberati a Rosarno per raccogliere le arance, ragazzi pronti a partire” (11/01/2010 Lateral, Radio Capital ore 8.30)

Riteniamo utile riportare il Comunicato stampa dell’ASGI (Associazione studi giuridici immigrazione)

Per chi volesse maggiori dettagli www.asgi.it 

ANNO NUOVO, VITA VECCHIA

Sono già cinque giorni che l'anno è cominciato e ancora non si colgono quegli auspicabili segni di cambiamento che tutti hanno annunciato: il partito dell'amore continua ad odiare, il merito è soffocato dalla clientela, le polemiche gratuite vincono sulla sostanza e sulla capacità. Insomma, la solita minestra.
Viene da chiedersi se, invece di aspettarsi che le cose cambino non si sa bene come e per opera di chi, non sia invece il caso di lavorare attivamente perché succeda.
Esporsi, prendersi degli impegni e rispettarli, assumersi delle responsabilità, essere parte di un progetto che contribuiamo a costruire... tutte belle cose che mi/ci auguro di sviluppare al meglio nell'anno che è appena cominciato.

Mariano