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venerdì, maggio 07, 2010

CITTA' DELLA SALUTE 2: UN' OPINIONE INTERESSANTE


A commento del mio post di qualche giorno fa sul tramonto della Città della Salute a Grugliasco, un giovane consigliere comunale del PdL, Aldo Olivero, ha ritenuto di tornare sull'argomento con una competenza e una capacità sconosciuta ai più. Condivido molte delle sue considerazioni,meno i suoi valori, ma mi piacerebbe che anche i centrosinistri, grugliaschesi e non, potessero discettare con questa competenza su temi così complessi.

Forse non perderemmo le elezioni, ci sarebbe meno boria e superbia, ci funzionerebbero di più le orecchie per sentire cosa dice la gente, il cervello per elaborare proposte e il cuore per sentirle nostre con la passione che serve. Ecco cosa scrive:

"... Faccio alcune considerazioni su questo progetto e provo innanzitutto ad elencare i problemi che hanno impedito la realizzazione a Grugliasco.

Innanzitutto un problema economico. Lo stesso Peveraro (ndr. ex.vicepresidente della Giunta regionale)aveva affermato che il progetto che aveva in mente la Bresso sarebbe costato 878 milioni di euro, mentre oggi Cota parla di circa 350 milioni per ampliare gli attuali insediamenti. Una bella differenza direi, specie se si considera il fatto che in cinque anni la Bresso non è riuscita a far partire il progetto proprio perchè nessuno trovava i "dinidi".
Poi un problema urbanistico-architettonico-patrimoniale. Se è vero che anche io ho alcuni dubbi sui parcheggi nella zona Molinette (ma questo può essere un punto di partenza per migliorare quella zona e non un semplice ostacolo alla mancata scelta della stessa), penso che la politica del "buttiamo giù e rifacciamo da capo" (che pare il nostro Sindaco apprezzi molto ultimamente) sia un concetto che molto spesso crea dei disastri, non tanto per il nuovo che si costruisce quanto per il vecchio che rimane. Torino è piena di zone ed edifici in attesa di nuova destinazione (pensa al villaggio olimpico...). Senza dimenticare che spesso quelle zone diventano solo case/centri commerciali (vd. ex michelin/ferriere).
Ecco perchè la scelta di Cota non penso sia un discorso di baronie (direi che l'attuale governo ha fatto parecchio incavolare i "baroni") o di distanze (come crede il nostro Sindaco), quanto piuttosto un discorso di razionalizzazione di edifici e di risorse.
Quanto al contributo di privati tanto odiato dal PD, anche Peveraro non l'avrebbe rifiutato: "...sugli 878 milioni di euro di investimento stimati, l’intervento privato sarà predominante, ma sarà anche forte quello pubblico, con fondi della Regione, dell’Università e una quota consistente che dovrà giungere dal governo centrale". La partecipazione di privati e fondazioni e l'equiparazione tra statale/regionale e privati è cosa giusta se comporta un servizio migliore: ai cittadini non interessa chi gestisce un ospedale ma solo se funziona bene. Ecco perchè se un privato rispetta gli stessi standard di una struttura statale deve essere considerato parte fondamentale del servizio sanitario e non un concorrente. Ma su questo punto sono consapevole che molto probabilmente le nostre posizioni sono troppo divergenti...
Un'ultima considerazione circa il territorio grugliaschese sul quale la Bresso aveva intenzione di costruire questa struttura. Nel giro di pochi anni la zona che va dallo snodo ferroviario ad Orbassano vedrà dei cambiamenti radicali: C.so Marche, TAV, Passante, nuovo quartiere Lesna, termovalorizzatore, nuovo C.so Allamano, nuovo insediamento universitario, Capitol. Senza contare che già adesso ci sono le Gru, Decathlon e la struttura IKEA da sistemare.
Pur essendo evidente che dire no a tutto è un atteggiamento radical-ambientalista (o ridicol-ambientalista?) che non condivido affatto, bisogna però avere la capacità di capire fino a che punto sia possibile caricare una zona che attualmente è occupata da prati e campi e che potrebbe vedere nel giro di pochi anni sorgere ospedali, grattacieli, abitazioni di 15 piani ecc. Un cambiamento che ricongiungerebbe i tessuti urbani di Torino e Grugliasco ma che vedrebbe scomparire un patrimonio agricolo e paesaggistico di non poca importanza. Condivido il progetto di C.so Marche (salvo il Capitol), condivido il nuovo insediamento universitario (anche se scompariranno molti terreni agricoli), accetto il termovalorizzatore (anche se non si possono fare certo salti di gioia) ma penso che ad un certo punto ci si debba anche fermare...


Aldo Olivero
 
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3 commenti

  1. Caro Mariano (posso darti del tu? in fondo siamo stati colleghi per un po' in CC), la risposta del valido Aldo è la stessa da lui postata al seguito della pubblicazione di una nota sul mio profilo di Facebook e sul mio blog (grugliascochecresce.ilcannocchiale.it) in merito alla Città della Salute. Aldo è uno che studia e sa e le sue obiezioni sono di buon senso (cosa certo non disprezzabile),ma rivelano una scarsa conoscenza dela realtà della sanità moderna e dei suoi sistemi organizzativi, che sono diversi da quelli di 150 anni fa (quando furono costruite le Molinette) E qui mi fermo per non apparire "saputello" e per non ripetere cose che se vorrai potrai leggere sul blog o su Facebook.
    Preferisco soffermarmi sulle prime righe di questo tuo post (non riesco a trovare l'altro perchè il link sull'home page mi spedisce su una roba su Poirino.)
    Leggo spesso il tuo blog e finora non avevo mai commentato, ma mi sento chiamato in causa se pensi che dalle nostre parti ci sia solo protervia, supponenza e scarsa competenza.
    Se pensi questo, lo stesso errore che imputi al csn grugliaschese lo compi tu. E invece nel gruppo consigliare del PD, per esempio, ci sono persone che potrebbero stupirti per la loro competenza e passione, unita ad una sana voglia di imparare.
    Spero che tu abbia un giorno l'occasione per rendertene conto.
    Con sincera stima
    Pier Paolo Soncin

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  2. Ho messo a posto il blog e ti ringrazio della segnalazione. Ho anche letto ciò che scrivi sul tuo e che condivido punto per punto (virgole incluse).
    Ma le cose non sono andate così. Per affrontare il tema della sanità di domani, e quindi di come realizzare una Città della Salue che non sia vecchia ancora prima di nascere, occorre studiare ciò che accade nel mondo, sentire il mondo della sanità (anche quello economico), poi cominciare a costruire delle ipotesi di lavoro da verificare su tutti i piani e su tutti i livelli.
    Una volta definito il modello e le risorse necessarie, si passa alla localizzazione. La scelta del posto richiede valutazioni in ordine alla disponibilità di terreni, alla contiguità con strutture delicate, all'accessibilità...
    La Giunta regionale ha fatto il percorso al contrario: prima il posto (Collegno, poi Grugliasco, voci poi smentite sull'area Bor.Set.To), poi il resto. Che fosse bello o brutto, il risultato è sotto i nostri occhi.
    Il tutto con una aggravante non da poco: la Città della Salute, piaccia o meno, la si fa con l'Università... sennò non la si fa. Cosa volesse l'Università l'ha detto in tutte le salse e - giusto o sbagliato che fosse - la politica e il governo regionale avrebbero dovuto tenerne conto. In COnsiglio regionale e anche altrove queste considerazioni le ho sempre fatte attirandomi gli strali anche del tuo sindaco, della Bresso e della corte.
    Finché sono stato in Consiglio comunale a Grugliasco di questa e di altre questioni importanti non ne ho sentito parlare, nè con nè senza competenza. Quando abbiamo provato a sollevarne qualcuna, ho sovente sentito risolvere il problema elevando inni all'amministrazione, a volte senza che neppure fosse richiesto. Dunque, se competenza c'è (e non dubito del fatto che ci sia), essa non è stata messa a disposizione della città nei suoi organi di rappresentanza e governo. Se il mio giudizio è tranchant e ingeneroso, ti chiedo scusa per l'eccesso di sicurezza.
    Non ho ancora mai avuto modo di trovare nel PD grugliaschese altro che settarismo, arroganza e tanta, tanta boria. Non basta affermare che non è così, sono i fatti e gli atti che parlano e debbono parlare, perfino quando si minacciano le persone che hano a che fare con me per il solo fatto che contemplino questa possibilità.
    Sulla Città della Salute (addio), sull'Università (niente di nuovo di fatto da quando non c'è più turigliatto, fa anche rima), sul comune nel parco, sulle partecipate, sulla cementificazione, sui costumi amministrativi, a quando un confronto? Interessa? Adesso che conosco il tuo blog, continuerò a leggerlo, sperando che prima o poi le passioni, le riflessioni e le competenze diventino di tutti. Ciao e grazie ancora.

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  3. Beh, penso che già questa discussione possa essere una buona piattaforma per dialogare su questi temi così importanti. Molto spesso in Consiglio certe cose (purtroppo) non vengono fuori e il mondo virtuale può servire anche a superare questi ostacoli.

    Penso che il cuore della questione - e la differenza tra le nostre opinioni - sia il fatto che alcuni ritengono che l'organizzazione della Città della Salute vada fatta ex-novo, col foglio bianco davanti; altri (come il sottoscritto) che il modello sanitario debba sì guidare la localizzazione ma che la localizzazione debba iniziare prima di tutto dall'esistente. Mi pare che questa opzione la vecchia giunta regionale l'abbia considerata ben poco.
    Penso che la moderna organizzazione sanitaria possa essere garantita anche da una corretta organizzazione degli spazi interni degli edifici esistenti: scegliere la migliore struttura esistente (in base alla maggiore flessibilità e la migliore adattabilità al modello scelto) e inserire il meglio che tecnologia, medicina e didattica possano offrire. Al Poli ho imparato che il primo step della progettazione è sempre l'analisi dell'esistente per capire se questo esistente può essere modificato/migliorato: se avete documenti della vecchia giunta che hanno fatto questo tipo di analisi sarei contento di averli.

    Quanto al PD grugliaschese non penso sia affar mio dire come e cosa dovete fare. Dico solo che le dinamiche politiche che quasi sempre si verificano in Consiglio non aiutano la discussione e il dialogo su questi temi: o si presentano interrogazioni (che però finiscono spesso in urla o in tristissimi "questo non è lo strumento migliore per parlare di queste cose") oppure le discussioni importanti passano sopra la nostra testa. O ripensiamo i nostri atteggiamenti oppure pensiamo a luoghi in cui gli animi siano un tantino più ragionevoli e pacati.

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