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martedì, febbraio 23, 2010

LA QUESTIONE MORALE

Riepilogando: una vicenda di appalti, cupole malavitose, esseri senza scrupoli ma con tante e altolocate protezioni politiche, ha rimesso all'ordine del giorno il tema della questione morale. L'avvento di Berlusconi oramai 16 anni fa  aveva messo in ultimo piano il tema che aveva determinato la caduta della Prima Repubblica. Sembrava che la nascita di Forza Italia e dell'Ulivo avessero messo fine a una stagione di ruberie, ma soprattutto a un sistema bloccato che si reggeva anche sulla corruzione e su alleanze "sporche" fra politica e affari, fra politica e malavita organizzata.
Poi arriva Mangano, lo stalliere di Arcore che non ha mai visto un cavallo, e qualcuno comincia a temere che non tutto sia finito, che la mafia abbia trovato nuovi interlocutori politici. Poi arrivano tutte le altre cose, mai abbastanza denunciate e mai abbastanza note... fino all'oggi.
Adesso il nostro, allarmato dall'esplosione dello scandalo e per le ramificazioni che coinvolgono le figure di primo piano del suo partito, si improvvisa moralizzatore e impazza sui media come se non fossero le sue le liste piene di condannati e se non fosse lui stesso della schiera dei pregiudicati.
Siamo oramai abituati a queste cose, dunque non vale stupirsi.
Una cosa però lascia senza parole: possibile che le opposizioni non siano capaci di trovare i contenuti - chiari, comprensibili - per andare in Parlamento a proporre una legge di moralizzazione che smascheri queste manfrine?

Mariano
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2 commenti

  1. Certo, il tema della questione morale è nuovamente all’ordine del giorno.
    Anche a casa nostra: “il dato della corruzione in Piemonte, come nel resto del paese, è macroscopico”, ha detto ieri il procuratore regionale della Corte dei Conti. E vicende recenti, come quella che ha avuto protagonista il presidente della Provincia di Vercelli, dimostrano che anche il mondo della politica è ancora quello del tempo di tangentopoli. Del resto la ormai florida letteratura sulla degenerazione della casta ci insegna che le vicende di malaffare politico non hanno confini regionali. E, ahinoi, neppure di schieramento.
    Come accreditare l’immagine di una sinistra “pulita” quando Bresso concede tanto spazio ai sodali di Cuffaro? O quando la medesima accoglie in giunta, come è avvenuto, un ex presidente della Provincia che ha patteggiato una condanna dopo essere stato coinvolto in una sporca vicenda di mazzette.
    E tu, caro Turigliatto, ti chiedi ora perché le opposizioni non sono capaci di “proporre una legge di moralizzazione”? Non sarà perché mangiano nelle stesse scodelle della maggioranza? Così come a Grugliasco al tempo in cui proprio tu trovasti il coraggio di indicare la via giusta contro la corruzione di destra e di sinistra?
    Beppe

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  2. L'opposizione ha paura di fare proposte perché è piena di gente che ha qualcosa da nascondere.
    Lina

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