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INNOCENTE!

Nonostante tre gradi di giudizio, sterminate carovane di avvocati, 6 reti televisive, giornali e supporter sparsi qua e là nelle imprese di stato, Berlusconi fa la vittima. E gli danno pure corda.
Il senso della giustizia
Da domenica sera il Nostro ha sdoganato pubblicamente l’ennesima incredibile pretesa: quella di essere innocente – nonostante ben tre gradi di giudizio, magistrati di tutte le taglie, torme di avvocati, rinvii, leggi ad personam, anni e anni di governo – e di proclamarlo da un balcone a supporters adoranti, pronti a bere qualunque cosa esca dalla sacra bocca del loro caro leader.
Le carceri sono piene di persone che si proclamano innocenti, perfino quando l‘evidenza del reato di cui si sono macchiati è tale da non lasciare alcun dubbio; solo che, se condannati, stanno dentro: protestano invano la loro innocenza davanti (se va bene) alla platea dei loro compagni di sventura e di qualche guardia carceraria. Non in televisione, non con l’amplificazione che tutti i canali (tutti) continuano a riservare a un delinquente, condannato per aver rubato soldi agli Italiani con un ben oliato sistema per frodare il fisco.
Ecco è questo che mi infastidisce, ancora di più quando vedo la quantità di tasse che  milioni di altri lavoratori dipendenti (e io fra loro) paghiamo sui nostri redditi (e meno male che ce li abbiamo…);

LA MARCETTA

Con la complicità di giornali e tv una manifestazione fallita diventa il rilancio di un delinquente e dei suoi fan. Forse..
Pavidità e insipienza
Anni e anni di selezione al ribasso, di “tengo famiglia”, di culto della fedeltà e dell’obbedienza al capo, questo hanno prodotto: mass-media asserviti, giornalisti che non conoscono più i fondamentali del loro lavoro, o li hanno dimenticati per accoccolarsi ai piedi del padrone, politici che riferiscono ogni evento alla loro personale carriera, al loro personale tornaconto, e basta.
Ieri circa 2.000 berlusconiani - pare conditi da centinaia di fascisti che inneggiavano impunemente al duce, sotto il balcone di palazzo Grazioli (brrr!) – hanno manifestato il loro affetto al delinquente, reso ufficialmente tale da una condanna a quattro anni per aver frodato il fisco del paese che tanto dice di amare.

DEAD MAN WALKING

Da oggi PdL è orfano; il PD e gli altri hanno perso il collante, a meno che non decidano ancora una volta di fare finta di niente…
Svoltare
La conferma della sentenza d’appello ha decretato la fine del Berlusconi pubblico. Bisogna riconoscerlo e andare oltre, ma ne saranno capaci i mondi della politica che hanno atteso il grado finale di giudizio ma che adesso già affermano che ce n’è anche un quarto, il giudizio universale, e che bisogna aspettare quello prima di tratte conclusioni ultimative?
Indipendentemente dalle mosse che farà Berlusconi un’epoca è finita: da oggi è ufficialmente un pregiudicato e non ci saranno più votazioni sulla “nipote di Mubarak” a negare per via parlamentare la verità delle cose e la realtà dei fatti. In tanti sospettano che lui l’avesse capito ben prima dei suoi sostenitori, palesi e occulti. Non gli servirà neanche il vittimismo alla “chiaggni e fotti” e neppure potrà appellarsi a un gesto di Napolitano, squalificato anche lui dalle vicenda di cui si è reso protagonista nel corso di questa parte del 2013...

ESTATE COL PASS

Un episodio di questi giorni mi ha ricordato una lezione di vita che ho ricevuto, forte come un cazzotto, mentre facevo i primi passi da sindaco fresco di elezione…
Il circo di Paolo Rossi
Qualche giorno fa Alessandro Siani ha annullato un suo spettacolo negli scavi di Pompei. C’erano troppi imbucati – parecchi con biglietti omaggio rilasciati generosamente dagli organizzatori – e raccomandati dai politici locali, così che gli spettatori paganti erano dovuti rimanere fuori. L’attore aveva annunciato che avrebbe donato 20.000 euro alla Soprintendenza per contribuire a pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti degli scavi, a digiuno da qualche tempo. Nonostante lo spettacolo non si sia tenuto, l’attore ha comunque generosamente versato quanto promesso. Bravo!
Correva l’estate del 1994, in quel di Grugliasco era arrivato il Circo di Paolo Rossi...

GIOCO D’AZZARDO? di F. Maletti

In tempi di crisi il gioco d’azzardo prende quota, resta l’unica speranza. Ma è…
L’imbroglio

gambling_foolIn qualunque vero imbroglio i disonesti sono sempre due: quello che cerca di convincerti di un guadagno facile con poca fatica, e tu che accetti consapevole del fatto che una scorciatoia simile non può avvenire senza che un “qualcuno” (cosa che non ti interessa minimamente) finisca con l’essere danneggiato da quello che tu accetti di fare.
Nel gioco d’azzardo l’unico che non ci perde mai è il gestore del gioco. E diventa spesso molto difficile considerare “disonesto” qualunque gioco dove il Gestore è lo Stato stesso: ovvero quella entità il cui unico scopo sarebbe quello di tutelare i suoi cittadini provvedendo a creare le migliori condizioni possibili per il loro benessere morale e materiale.
Oggi lo Stato Italiano, col nobile intento di “fare cassa”, oltre al monopolio del fumo (che uccide i suoi consumatori con il cancro), ha anche il monopolio LEGALE ed il controllo (diretto o indiretto) del gioco d’azzardo (che uccide i suoi consumatori privandoli del denaro).

LA FREGATURA

La politica e l’amministrazione hanno mutuato dai costumi nostrani la tendenza a rifilare pacchi, a trattare i cittadini come servi sciocchi da tartassare. Nella mia città, per esempio…
Paga, furbacchione!
Siamo Italiani, dunque abituati più degli altri a rifilare e prendere fregature; come sappiamo illuderci noi di aver fregato gli altri non lo sa fare nessuno. Il bello è che chi riesce ad illudere ciascuno di noi di essere più furbo del vicino (al quale stiamo sfilando insieme i soldi dalle tasche senza che lui se ne accorga, quel fessacchiotto!) in Italia vince le elezioni.
Evidentemente questa attitudine fa proprio parte del nostro DNA perché oramai qualunque politicante riesce con poche e maldestre pennellate a dipingere uno scenario buono per illuderci e fotterci. Anche qui in città stiamo bene: l’amministrazione comunale – che ovviamente sta dalla parte dei lavoratori, dei più deboli eccetera – ha appena aumentato di circa il 30% l’IMU sulla prima casa, dicendoci che tanto il Governo varerà la riforma per abolirla, ma per intanto iscrivendo le somme a bilancio, come se dovesse incassarle per davvero. Così, se la riforma sarà, ai cittadini non resterà che pagare sotto altra voce quello che per ora si illudono di aver scampato!

L’ESTATE DELL’ATTESA

Stiamo aspettando che succeda qualcosa, che arrivi qualcuno, che un pensiero generi azione, che il paese cambi…, ma non succede un tubo!
La scintilla
Quest’estate è davvero particolare: si è fatta attendere  a lungo e adesso incombe, tanto che già ce ne lamentiamo per l’umidità, le temperature, i piovaschi improvvisi di sapore tropicale, il copioso sudare fino allo stremo delle forze. Si diventa aggressivi, impazienti, vogliosi di vacanze, tanto più vogliosi quanto più diminuisce la possibilità di andarci per davvero, al mare o ai monti. Come, in verità, succede per tutte le estati.
Infatti non è il clima la particolarità dell’estate 2013, essa sta nell’attesa che una scintilla o un evento qualunque arrivino a liberare il paese (e ciascuno di noi con lui) da questa cappa immobile, ogni giorno più tossica e foriera di future sciagure, perché siamo tutti consapevoli dell’inarrestabile declino, della depressione non solo economica, dello sconforto che ha avviluppato tutto il paese, dell’inadeguatezza delle classi dirigenti, aggrappate ai loro salvagenti e incuranti della gente che affoga.

BELLE PERSONE

Ecco la lettera che ho scritto ai miei studenti che da pochi giorni possono fregiarsi di un diploma di scuola superiore ottenuto onestamente in una scuola statale qualificata per davvero…
Care/i voi,
dunque ce l’avete fatta: diplomati!
Già adesso tutti i giorni di tensione - le ore sui libri (poche, pochissime…), le ansie, le previsioni, i sogni di gloria e i timori di sconfitta, le paranoie, insomma tutto il corollario di eventi e stati d’animo che accompagnano questo “rito di passaggio” - sono un ricordo che sta sbiadendo assai rapidamente per fare posto alla curiosità per quello che verrà dopo.
Alcuni di voi saranno contenti del voto finale, altri meno perché magari pensavano di meritare di più, qualcuno avrà anche certamente cominciato a borbottare facendo paragoni fra la meravigliosa prova che hanno offerto e quella, più scarsa, del compagno che ha avuto però un voto superiore.

L’ASPIRANTE DVCE di F. Maletti

Franco – militante PD, sempre più in crisi – disegna un ritratto del probabile prossimo segretario del suo partito non proprio lusinghiero. E' sconcertato dai tanti voltagabbana che, nella migliore tradizione nostrana, saltano sul carro del vincitore annunciato. E’ il conformismo, bellezza!
Il cinismo del potere

Il novello Duce del 2000 si sta preparando al potere da anni. Con l’appoggio spesso involontario dei mezzi d’informazione (sempre alla ricerca di notizie che facciano aumentare le tirature), la sua cavalcata trionfale continua.
Matteo Renzi, sotto la luce dei riflettori, bisogna riconoscere che sa fare bella figura.
Infatti si esalta sempre al punto di superare qualunque aspettativa.
Ha una immaginazione che non delude. Ha una risposta sempre pronta, efficace e risolutiva: proprio quella risposta che spesso manca nelle chiacchiere da bar. E che lo fa invidiare tanto da chi di politica non capisce nulla, ma grazie a lui si sente un genio.

I FIGLI DELLA SERVA

E via a celebrare le modifiche governative del diritto di famiglia che equiparano tutti i figli, eliminando ogni discriminazione… Davvero saremo tutti figli allo stesso modo?
Sapore di beffa
dannatiNon c’è telegiornale che non apra su Letta che predica che “d’ora in poi non ci saranno più figli di serie A e figli di serie B, ma solo figli”, per decreto governativo (sempre che il Parlamento ratifichi). Il paese va a fondo, annunciano di tutto e non fanno un tubo, Berlusconi impazza dettando le regole e piegando il PD e il parlamento alle sue volontà… ma noi commentiamo con prosopopea e retorica unticcia un notizia certamente rilevante, ma…
Lo spiega bene N. Chomsky che, per distogliere l’attenzione da un problema vero, basta inventarsene un altro e battere la grancassa perché le persone comincino a dimenticarsi della realtà a favore dell’effimero. Lo fanno continuamente (ricordate i delitti estivi? quelli da pagine e pagine insieme a ore di trasmissioni con plastici della scenda del delitto ed esperti a spiegare il tutto?), speculando su un popolo di ignoranti resi tali dal degrado (voluto) del sistema di istruzione e da un’informazione che versa nello stato comatoso che sappiamo. Così possiamo per qualche minuto dimenticarci che i famosi “figli tutti uguali” non hanno uno straccio di futuro.

LO SPRECO

Una proposta per sostenere il reddito dei lavoratori in cassa e in mobilità e contemporaneamente dotare la città di squadre di manutenzione. PD e i satelliti sono contro e bocciano la proposta…
Cassaintegrato? Si aggiusti!
licenziatoPrimi di luglio, nell’afosa sala consigliare del mio comune amministratori al lavoro per approvare il bilancio di previsione 2013. Nell’universo intero il bilancio di previsione si approva prima che cominci l’anno (non per niente si chiama”di previsione”), da noi si attiva alla fine del primo semestre, in buona compagnia di molti altri comuni resi poco “previdenti” dalle continue giravolte prima del governo Monti, ora di quello Letta (sempre con PD e PdL a supporto, bisognerebbe non dimenticarlo).
L’opposizione ha presentato alcuni emendamenti che servono a dare consistenza finanziaria ad alcune sue proposte. Per fortuna sono pochi: 22, dei quali solo 14 ammessi al vaglio del Consiglio comunale. L’opposizione (noi di Grugliasco Democratica ed Ecologisti) ritira quelli che l’amministrazione comunale dichiara di voler accogliere o di cui si impegna a tenere conto. Non è mica lì per fare ostruzionismo, è lì per portare a casa provvedimenti e stanziamenti a favore della città, dunque massima collaborazione, ma…

PD: TUTTI CONTRO RENZI? di F. Maletti

Franco - militante PD non più iscritto, ma ancora non domo – prova a offrire un punto di vista importante sul travaglio d’oggi 
Ma qual è il progetto?
alemarenziA mio avviso Renzi è, indubbiamente, un ambiziosissimo personaggio alla ricerca continua di utili idioti che lo aiutino nel raggiungere un consenso plebiscitario che renda inutili gli stessi riti congressuali che qualunque struttura democratica pone come garanzia di correttezza e di trasparenza davanti ai propri iscritti e simpatizzanti. Pronto ad atteggiarsi a vittima quando gli conviene, non disdegna ambigue frequentazioni (Briatore valga per tutte…). Ma è altrettanto pronto a salire in cattedra per denigrare anche gli aspiranti (della sua parte politica!) alla presidenza della Repubblica.

LA MATURITA’ E LA CERALACCA

Sembra incredibile, ma vi assicuro che è tutto vero: certe volte il senso del fallimento del paese Italia lo vedi anche in questo
La scuola digitale
DigitalSchool_ImageAlle ore 14,30 di oggi la commissione per gli Esami di Stato (la vecchia Maturità) di cui ho fatto parte come “membro interno” ha chiuso ufficialmente i suoi lavori. Come?
Sigillando con la ceralacca i pacchi contenenti elaborati degli studenti (le tre prove scritte), verbali della commissione (20 per ciascuna delle due classi), schede individuali di ciascun studente in duplice copia (una dentro il pacco, l’altra fuori) e altri documenti sparsi, verbale di consegna del pacco, di consegna dell’aula e dell’attrezzatura (giuro!) e via di questo passo…
Non scherzo, davvero abbiamo dovuto accendere una candela con la quale abbiamo sciolto l’estremità di una barra di ceralacca sui cordini lasciati liberi dopo aver legato il pacco.

I FIGLI DEL MINOTAURO

La requisitoria di Caselli e il richiamo a una classe politica senza etica raccolgono apprezzamenti unanimi. Solo che bisognerebbe accompagnare le parole ai fatti…
Che ‘tte serve?
minotaurusC’è una scarsissima sensibilità di gran parte del ceto politico e intellettuale verso un’emergenza che non può più essere considerata un’emergenza ma è diventata una realtà radicata”, queste le parole del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli durante la requisitoria finale del processo a oltre settanta imputati accusati di vari reati e di associazione mafiosa. Non si è sottratto neppure dal fare nomi e cognomi di politici che occupano posizioni di responsabilità a Roma come a Torino, coinvolti in rapporti un po' troppo amichevoli con appartenenti alle ‘ndrine locali, qualche volta addirittura con i loro responsabili.
Stupefacenti le loro giustificazioni, tutte riconducibili a: “non sapevo che fosse un malavitoso, anzi ero convinto/a che si trattasse di persona rispettabile alla quale sono unito/a anche dalla comune provenienza…”, o a che a “in campagna elettorale ti portano dai possibili grandi elettori per chiedere voti; sovente non sai neanche dove sei, figuriamoci se puoi sapere con chi hai a che fare…”.

RENZI? IDEM!

Insieme alla condanna di Berlusconi, arrivano le dimissioni della Idem, beccata come una qualunque furbetta italiana. Torna alla ribalta il caso Renzi, ma l'Italia è piena di
Furbetti all’italiana
petty_thief_2_by_biondoadar-d596dw1Credo che la Idem abbia fatto davvero bene a dimettersi… e proprio nel giorno in cui Berlusconi viene condannato da 7 anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e in Sicilia vincono le elezioni quelli che hanno programmi definiti e radicali, ma che soprattutto sono lontani dalle "larghe intese" romane. Nei giorni scorsi la sue “furbate” l’avevano accreditata come perfettamente acclimatata agli usi e costumi italici, lei tedesca dell’est e donna tutta d’un pezzo.
Vedi che non è una questione di nascita (ius sanguinis)? – mi sono detto non appena scoppiato lo scandalo – stanno in Italia qualche anno e subito prendono gli usi e i costumi di noialtri (ius soli)”.

AL SINDACO PIACE IL DEBITORE

Tre mesi fa ho raccontato le vicende di un personaggio importante della mia città che doveva oltre mezzo milione di euro all’erario (tasse non pagate) e dei banchetti che organizzava in onore del nostro sindaco (leggi). Che cosa è successo nel frattempo?
Impuniti!
bavardGiusto per riepilogare, a beneficio dei lettori più disattenti e di quelli che pensano che queste storie sono troppo dettagliate e locali per meritare la loro attenzione: a Grugliasco – ridente cittadina dell’hinterland torinese, già Stalingrado dell’Ovest e tante altre cose – noi avevamo scoperto un contribuente che, pur dovendo mezzo milione di euro all’erario, circolava indisturbato e rispettato. Non solo, il sindaco ci banchettava assieme e approfittava della sua proverbiale ospitalità per radunare a casa sua i  supporters eccellenti dell’amministrazione comunale: industrialotti, palazzinari, aspiranti speculatori immobiliari e tutto il solito sottobosco di queste situazioni (leggi).
Lo stesso Comune - così inflessibile (giustamente) verso i cittadini che sbagliano di pochi euro o che dimenticano una bolletta e o che non possono pagarla – mi aveva fornito i dati, dunque il sindaco avrebbe ben potuto averli prima lui e stare alla lontana da un cittadino così poco modello…

I VALORI E LE ELEZIONI di F. Maletti

In tempi confusi, qualche riflessione che ci aiuti a fare chiarezza… Che rapporto c’è fra il candidato e i suoi elettori? In che modo ricolleghiamo il corpo elettorale ai corpi degli eletti?
Urge una legge elettorale
enrollment-electoral-rollsOgnuno di noi è portatore di valori. A partire dalla famiglia, abbiamo valori acquisiti fin dalla nascita e maturati via via a seconda del contesto sociale nel quale siamo cresciuti. Le leggi che regolano il nostro modo di vivere civile, hanno come riferimento tassativo tutti questi valori. I valori sono parte integrante di noi, e modificano il nostro essere ed il nostro modo di rapportarci con gli altri. Nel corso della vita e a seconda delle esperienze fatte, i nostri valori si modificano: alcuni valori si sommano ad altri, mentre altri perdono d’importanza fino ad essere dimenticati.

L’INGRATITUDINE

Il “dramma” politico e umano, che si consuma in questi giorni fra alcuni on/li del M5S e il loro “creatore”, è  la moderna rappresentazione di una eterna condizione umana…
L’esplosione del super-io
EdipoFacile sostenere che, dopo un certo numero di esecuzioni, Robespierre fu a sua volta ghigliottinato dopo un processo sommario imbastito sulla falsariga dei suoi; facile scomodare il complesso di Edipo con tanto di uccisione del padre; oppure evocare le sirene del potere (e dei soldi) come potente collante fra il culo, anche quello più rovente, e la sedia su cui si posa; oppure ancora la voglia di protagonismo, il fascino delle sirene che compravendono anche oggi, in Parlamento e fuori. Troppo facile: in questa vicenda c’è tutto questo, ma anche tanta, tanta arroganza, condita da quella dose di ignoranza che contraddistingue larga parte della dirigenza del nostro paese.
Alcuni del M5S, arrivati lì, hanno probabilmente dimenticato rapidamente di essere dei miracolati, spingendosi a ritenersi geni della politica, possibili ministri, sottosegretari o anche solo le grandi menti di cui il nostro paese aveva proprio bisogno per uscire dalla crisi.

I MOVIMENTI DELLE STELLE FILANTI di F. Maletti

Un buon punto di vista della situazione, distaccato quanto basta e di dispiaciuto quanto occorre per la deriva che stanno prendendo speranze e aspettative…
L’organizzazione dei movimenti
Corritrici
Per qualcuno che ha vissuto quei tempi si tratta di una storia vecchia. Ma che vale la pena ricordare. Se non altro per dimostrare come non sia vero che “tutto quello che è vecchio non è utile”. Infatti, tutto quello che è vecchio merita di essere ricordato perché (se non altro) aiuta a non ripetere gli stessi errori.
Veniamo al punto. Negli anni ottanta nel sindacato si era aperta una discussione lacerante su questa domanda: “Il sindacato deve essere una ORGANIZZAZIO-NE, oppure deve essere un MOVIMENTO?”.
Si trattava di una domanda non da poco, in quanto dalla risposta dipendeva la intera strategia del confronto tra il sindacato e tutte le altre “componenti sociali”...

IL BABAU

La regressione della nostra società comincia a presentare tratti preoccupanti perché molto simili alle nevrosi collettive sui cui lavorano bene demagoghi e aspiranti dittatori. Ve lo scrive…
…il male assoluto!
BabauQuando i pedagogisti “buonisti” ancora non erano riusciti a ridurre ad agnellini miti le nuove generazioni di genitori e insegnanti, era uso minacciare i bambini cattivelli con il babau. Qualcuno usava il lupo cattivo, qualcun altro l’uomo nero, i più fanatici adoperavano direttamente il demonio.
Se non stai bravo lo dico all’uomo nero che viene e ti porta via! – diceva il genitore esasperato al bambino riluttante e capriccioso – Così vedi cosa succede a chi non obbedisce a mamma e papà”. I bambini più svegli capivano presto che l’uomo nero e tutte le altre invenzioni dei genitori altro non erano che babbo natale all’incontrario, fino a giungere a maturare quel sano scettiscismo che durante l’adolescenza si trasforma in disinganno, poi in senso critico.
Così sono cresciute intere generazioni di bambini, alcuni spaventati dall’incognito e ben predisposti a cercare sempre la protezione di qualcuno più forte e coraggioso di loro.

CIUCCI CHE SPRECANO

L’incompetenza e l’ignoranza sono spesso più pericolose delle differenze di punti di vista. Specie se accompagnate dalla prosopopea. Da tempo la mia non è più una città che guarda avanti…
Smart city? Ma per piacere…
Una dozzina di anni fa l’amministrazione comunale della mia città decise di realizzare una rete di teleriscaldamento, allora era il modo migliore per ridurre le emissioni e fornire calore a costi accettabili, peraltro integrabile con le fonti rinnovabili che si stavano timidamente affacciando al mercato.
Invece di fare come gli attuali, gli amministratori del tempo chiesero aiuto a chi ne sapeva più di loro, poi bandirono una gara pubblica per cercare un partner privato con cui realizzare il progetto. Accanto ai tubi del teleriscaldamento – già che si sarebbero rotte le strade per farli passare – impose contrattualmente anche la posa di cavidotti per farci transitare cavi telefonici e cavi in fibra ottica.
Si stava avvicinando il boom di internet e dei servizi on demand, dalle televisioni digitali al telelavoro; i social network ancora esistevano solo nelle università americane, ma già si preconizzava la loro esplosione con l’aumento dell’accessibilità alla rete.
Il cambiamento era nell’aria e l’amministrazione si poneva il problema di come servire le abitazioni e gli edifici pubblici con una rete efficiente di cavi in fibra ottica, così da vendere il servizio a tutte le società fornitrici di servizi remoti.
Ben prima che salisse alla ribalta il tema dei beni comuni,  si voleva fare di Grugliasco una città all’avanguardia anche nel definire, una volta per tutte, che le varie Telecom, Fastweb eccetera non possono rompere in continuazione le strade e passarci con le loro infrastrutture, come se fossero cosa loro. Le strade e le piazze sono dei cittadini, chi vuole utilizzarle per sviluppare economia deve pagare il canone (proprio come facciamo tutti noi quando vogliamo usufruire di qualcuno dei servizi che loro offrono, è il mercato bellezza!). E il Comune valorizzò le infrastrutture pubbliche attribuendo loro un valore che è il 51% del capitale conferito nell’azienda del teleriscaldamento.
Così si prendevano due piccioni con una fava: fornire ai cittadini servizi evoluti a minor costo di quello “di mercato” e valorizzare economicamente gli spazi pubblici, impedendone la sistematica distruzione. Vuoi posare cavi nel sottosuolo attraverso i quali far arrivare il tuo servizio? Non rompi la strada, passi nel cavidotto del Comune e paghi il canone. Facile no?
Sono passati undici anni da allora, qualcuno di meno da quando la rete del teleriscaldamento è stata completata. A Grugliasco di cavidotti ce n’è per 30 km, tutti realizzati come da contratto; la rete passa in ogni angolo della città, tranne che in due borgate lontane dal centro. Ci si potrebbe attendere una popolazione straservita di ogni ben di Dio in quanto a servizi informatici… invece niente!

Ieri sera, durante una riunione in Comune ho chiesto all’assessore preposto, si chiama Turco, che cosa avessero fatto per valorizzare economicamente e strategicamente quella rete, viste le note difficoltà economiche dei comuni e la fame di connettività ad alta velocità e dei servizi collegati.
Ha sgranato i suoi occhioni da cerbiatto e mi ha risposto che nei tubi passa il collegamento fra il palazzo del Comune e i Vigili (km 1,3 su Google Maps)… e basta. Visto che appariva in difficoltà, è intervenuto quell’altro fenomeno del sindaco che, quando non fa il portaborse in Regione come secondo lavoro,  parla come se fosse in Comune da un anno e non da 13 (cioè da quando partì il progetto). Ha detto le stesse cose confermando che l’amministrazione non ha mai fatto gare e bandi per offrire questo servizio, dando la chiara impressione di non sapere forse neanche da dove si comincia.
La cosa più simpatica è che, di fronte a una mia richiesta di precisazione, ha ribadito che l’unico uso dei cavidotti è quel collegamento Comune-Vigili di cui sopra. Solo che non è vero: un piccolo tratto della rete è impegnato a collegare la Facoltà di Agraria con l’ ITIS “Majorana” di via Baracca che, infatti, usufruisce di un collegamento ad alta velocità. Ignora l’assessore, ignora il sindaco, una bella coppia. Spettacolo usuale dei consiglieri di maggioranza: muovevano la testa come i cagnolini sul cruscotto quando il loro assessore prima e il loro sindaco poi, si giustificavano con le solite palle. Se ve li siete persi, non preoccupatevi: insulteranno come al solito sui social networks, magari senza neanche rendersi conto che, con una politica meno ignorante, la loro città potrebbe essere padrona del suo destino e delle sue infrastrutture.

Difficile quantificare il danno economico e produttivo per la città, non ne sono capace. So, però, che basta aprire una qualunque rivista di economia per leggere che quel poco che si muove nel mondo della produzione oggi ha bisogno di infrastrutture informatiche, di servizi che possano supportare la trasmissione di contenuti a una velocità accettabile. Grugliasco avrebbe potuto fornirla a larga parte delle famiglie e della attività produttive attraverso la sua rete di teleriscaldamento, quando la concorrenza praticamente non esisteva.
Con amministratori del genere, perché stupirsi se l’Università ha cambiato i suoi piani e se a questa città non resta che sperare nell’inceneritore? Ma li votano lo stesso, anche perché possano titillare le tastiere dei loro cellulari come studentelli in crisi da Facebook, tanto sono già saputi: sono la maggioranza, no?

Mariano

SCUOLA: FINE DI UN’EPOCA?

Ci siamo: un altro anno scolastico di avvia alla conclusione. E’ ora di bilanci, l’aria si fa elettrica e si comincia a ragionare su cosa è cambiato e sulle tendenze...
La scomparsa dei secchioni
Sono 39 i miei anni di onorato servizio come insegnante, dunque tanti. Gli ultimi 30 li ho “lavorati” in un istituto pieno di bella gente, ma poco frequentato dai fighetti e dagli intellettualini che tanto piacciono a noi insegnanti quando siamo in carenza da soddisfazioni professionali.
Oltre che a tentare di insegnare qualcosa, ho passato una buona parte del tempo a combattere contro il pregiudizio che circonda i “secchioni”, vale a dire quelli che vanno bene a scuola. Quelli che studiano, fanno i compiti e normalmente seguono le lezioni. Magari hanno i capelli lunghi, le magliette coi teschi, brufoli a volontà, il culo di fuori e appena velato da mutande dai colori improbabili; magari parlano a smozzichi, si cibano di ogni schifezza possibile, stanno seduti/e poco composti/e e a volte danno l’idea di pensare a tutt’altro. Eppure vanno bene a scuola e sono quasi sempre a posto. 
Fino a pochi anni fa quest’ultima caratteristica bastava a trasformarli in drop out, sfottuti e schifati dai compagni,  fighetti agghindati secondo i dettami della moda del momento e vuoti come delle zucche americane il 31 ottobre… ma rigorosamente asini, ciucci impuniti e apparentemente felici di esserlo.

VENI, VIDI, INCIUCI di M. Travaglio

Per capirne di più sulle elezioni di domenica e lunedì scorsi, sono anch’io andato a vedere i numeri della strepitosa vittoria del PD e della lieve flessione del PdL. Poi Travaglio ha scritto meglio e in sintesi la verità del numeri...
Non ha perso solo Grillo
Chi ha visto i tg e i talk di lunedì e ha letto i giornali di ieri s’è fatto l’idea che gli italiani, improvvisamente impazziti tre mesi fa quando andarono in massa a votare Grillo, siano prontamente rinsaviti precipitandosi a premiare il Pd e le sue larghe intese col Pdl. A parte una quota crescente di elettori che, in preda a una non meglio precisata “disaffezione” o “distacco” dalla politica, è rimasta a casa.
Corriere : “Vince l’astensione, perde Grillo, sale il Pd”. Repubblica : “La rivincita del Pd, crolla Grillo”. La Stampa: “Fuga dal voto, flop dei grillini, il Pd risale”. L’Unità: “Avanti centrosinistra”, “La spinta per ripartire”. Libero : “La tenuta del Pd allunga la vita al governo Letta”. Poi uno legge i numeri e scopre che non ha perso solo Grillo. Han perso tutti. Chi molto, chi moltissimo. Prendiamo Roma.

SE IL CORAGGIO “PROCURA” GUAI di I. Bellotti

Un ramo “collaterale” della grande inchiesta sull’ILVA di Taranto mette in evidenza problemi e questioni che riguardano il rapporto fra i politici eletti e  dipendenti degli enti che governano. Un tema ben presente anche qui da noi… Un pezzo davvero interessante e anticipatore di novità!
Collaborazione o collaborazionismo?
La vicenda dell’arresto del presidente e dell’assessore della Provincia di Taranto, avvenuti il 15 maggio nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, aprono uno spiraglio su un problema spinoso e diffusissimo nei rapporti tra politica e gestione organizzativa all’interno della pubblica amministrazione. Da tempo cerco di sensibilizzare sul tema tutta l’opinione pubblica con cui - nel mio piccolo – riesco a venire in contatto tramite i miei scritti e la mia attività sindacale (leggi 1) (leggi 2) (leggi 3) e questo improvviso balzo agli onori della grande cronaca torna particolarmente utile allo scopo.
I fatti li conosciamo: Gianni Florido (presidente), Michele Conserva (ex assessore), Girolamo Archinà (funzionario) e Vincenzo Specchia (ex direttore generale), sono stati arrestati.
Le ipotesi di reato contestate dalla procura ionica vanno dalla concussione per induzione alla tentata concussione per costrizione.
«I quattro, secondo le accuse, avrebbero esercitato direttamente o indirettamente, pressioni sui dirigenti dell’amministrazione provinciale perché si adeguassero ad “assumere un atteggiamento di generale favore nei confronti dell’Ilva”. Nell’ordinanza firmata dal gip Patrizia Todisco, gli investigatori documentano le pressioni nei confronti dell’ex dirigente del settore ecologia Luigi Romandini “colpevole” di aver negato le autorizzazioni in materia ambientale allo stabilimento e finito così al centro di “pressioni reiterate nel tempo accompagnate da minacce di licenziamento, dall’invito a presentare le dimissioni, da minacce di trasferimento ad altro incarico” e infine anche di “pretestuose riorganizzazioni dell’ufficio” che in realtà avevano come unico scopo quello di “influire sui poteri del dirigente”. L’obiettivo era di costringere Romandini a firmare “a vista” tutte le richieste formulate dall’azienda anche facendo a meno di “un esame approfondito delle pratiche”. In particolare il presidente Florido e l’ex assessore Conserva avrebbero caldeggiato la concessione dell’autorizzazione richiesta dall’Ilva per l’uso della discarica di rifiuti speciali nella “Cava Mater Gratiae”. Un via libera che avrebbe permesso all’azienda di smaltire i rifiuti prodotti nel ciclo di lavorazione ottenendo così un significativo vantaggio economico.» (Il Fatto quotidiano).
Nonostante la chiarezza delle azioni criminose ipotizzate dalla procura, necessitano a mio avviso alcune considerazioni. La prima – pleonastica – è che, inspiegabilmente, continuiamo ad aspettarci che amministrazioni di centro sinistra (Gianni Florido è presidente della provincia al suo secondo mandato e presidente del Partito democratico di Taranto) mostrino sensibilità più “accentuate”, non solo verso la tutela ambientale ma anche nei confronti dei diritti dei lavoratori. Ma questo è una questione che si è praticamente risolta con il “Governo Unico” attualmente alla guida del Paese.
Un plauso va sicuramente al coraggioso dirigente che si è recato dall’Autorità Giudiziaria a denunciare le vessazioni (un consiglio per tutti i dipendenti pubblici: quando vi trovate a subire comportamenti analoghi, non cadete nella trappola dell’autocommiserazione ma documentate e denunciate i fatti: cercare di convincervi o costringervi a soprassedere sui vostri doveri è un reato!), così come è apprezzabile l’intervento del p.m. Todisco, che ha raccolto la denuncia e ha pazientemente tessuto un’indagine che punta dritto al nodo di uno dei problemi più spinosi e più taciuti nella pubblica amministrazione.
L’ipotesi di reato più interessante, a mio avviso, è costituita da quelle “pretestuose riorganizzazioni dell’ufficio” che in realtà avevano come unico scopo quello di “influire sui poteri del dirigente”. Interessante perché costituisce un po’ una sfida per la procura. Le riorganizzazioni, infatti, non sono disposte formalmente dai politici ma dai dirigenti o dai loro facenti funzione (le Posizioni Organizzative, ad esempio). Risulta quindi difficile dimostrare che chi ha firmato gli ordini di servizio “riorganizzativi” sia stato indotto dal politico di turno.
Ciò significa che, dimostrata la “tendenziosità” della riorganizzazione (in questo e in altri casi a detrimento del dirigente o di altro dipendente), i primi ad andarci di mezzo saranno coloro che quegli atti hanno firmato e non i politici. Il fatto che si sia quindi arrivati all’arresto dei politici significa che chi ha firmato ha deciso di denunciare i suoi “suggeritori”. Ben fatto.
In tutta questa vicenda, però, mancano alcuni attori. I sindacati, ad esempio. Pronti a difendere “il lavoro”, schierandosi con buona parte della politica contro le sentenze di sequestro dell’azienda, ma disinteressandosi completamente dell’esecrabile e pericolosa pratica di commistione tra politica e buon andamento della pubblica amministrazione.
Così come nulla si dice su coloro che, pur non figurando nella vicenda, hanno sicuramente contribuito a “coprirla” con il loro silenzio. Ad esempio, tutti i consiglieri provinciali di maggioranza che, grazie alla loro vicinanza con i vertici dell’amministrazione, non potevano non essere a conoscenza di simili manovre. Queste sono cose che non si tengono nascoste, sono i segreti di Pulcinella. E del resto, ora che sono venuti alla luce, non risulta che qualcuno di loro si sia schierato a favore dei lavoratori vessati. Quindi, per me sono tutti complici.
Un’ultima considerazione. Non pensino, i cittadini, che queste vicende siano circoscritte ai soli diretti interessati. Ogni volta che un dipendente pubblico omette di fare il proprio dovere, o compie un’azione dettata non dalla legge ma dal “consiglio” di un politico, reca un danno enorme al servizio pubblico e, di riflesso, a ciascuno di noi. E se la politica cerca di costringerlo a tenere comportamenti omissivi o di favore, vista la debolezza della difesa sindacale, dovremmo essere proprio noi cittadini a difendere l’opera del funzionario. Per il bene di tutti.
Italo Bellotti
RSU del Comune di Grugliasco












LE SODDISFAZIONI

Siamo creature strane… alcuni di più. Ri/trovarsi e ri/conoscersi, con quel velo di simpatia di affetto e di gratitudine, ci da la misura delle soddisfazioni che la vita ci riserva e delle belle persone che la fanno bella. Ecco un esempio.
Marco’s Story
Qualche sera fa ricevo un breve testo che Marco Sodano – una persona verso cui provo più affetto di quello che riesco a dimostrargli – ha scritto probabilmente in un momento di relax nostalgico. Le altre persone che l’hanno ricevuto sono nel testo, Giovanni e Stefania.
Poche righe per ricordare il suo esordio nel mondo del giornalismo circa vent’anni fa, l’inizio di una bella carriera che lo ha portato, oggi ad essere il caporedattore delle pagine economiche de La Stampa. In quelle poche righe c’è tutto quello che doveva esserci, poche pennellate per disegnare un mondo, un’epoca, una ragnatela di relazioni, affetti, imprese epiche, sforzi, battaglie, generosità, cazzate e successi, vittorie e sconfitte. Un periodo (gli anni '90) e un’ambiente nel quale si sono formate solidarietà e professionalità che oggi, in giro per l’Italia, possono ricordare (se fa loro piacere) da dove vengono, cosa erano e  come hanno fatto a diventare le persone e i professionisti/e che sono oggi.
Giovani Lava - il direttore e deus ex-machina di un giornale indimenticabile, protagonista di battaglie e inchieste che restano nella storia della nostra zona, a ovest di Torino, e non solo (video)  – ne ha allevati tanti di bravi giornalisti.

LE CONSEGUENZE DEL VELENO

Quando un organismo viene scientemente intossicato con dosi sempre crescenti di veleno, sembra sopportarlo così bene da esserne addirittura irrobustito. Poi, un giorno…
Il collasso
Quella di avvelenare lentamente un organismo - facendo bene attenzione a non farlo morire e dunque tenendolo costantemente “al limite”, cambiando la dose quando sembra che vi si adatti – è un bel modo per governarlo, mantenendolo in bilico fra dipendenza e disperazione, ma senza mai porlo nella condizione di liberarsi per davvero del veleno. La dipendenza perché senza veleno non riesce più a vivere, la disperazione perché c’è sempre qualche emergenza che impedisce (guarda un po’!) di uscire dalla dipendenza. Questa si chiama “tecnica dello spacciatore” ed è ben nota nel mondo della droga, serve a tenere i tossici sempre sulla corda, fedeli e obbedienti al pusher e disponibili a qualunque servizio in cambio di una dose e della sua benevolenza.
Noi viviamo in un paese che è in questo stato, quello del tossico tenuto in tiro dal pusher,  da ormai così tanto tempo che non riesce nemmeno più a ricordare quando è stato davvero bene, in pace con se stesso e  con gli altri, alimentato dalla sana e onesta speranza di un domani migliore dell’oggi. Quello speranza che poi sarebbe la spinta che ci viene dalla nostra umanità, dal nostro essere persone e cittadini.

DEJA-VU di F. Maletti

I prodromi della crisi della politica d’oggi: 26 anni fa di un sindacalista cattolico scrive al suo sindacato…
Lettera alla CISL
Venticinque anni fa (1988) io non mi occupavo di politica di partito e nemmeno frequentavo sedi di partito. Mi occupavo di sindacato.
Di conseguenza ho cominciato ad occuparmi di politica soltanto in modo indiretto quando, nel pieno della crisi della Democrazia Cristiana, mi sono ritrovato (senza sapere nemmeno bene come) “garante” di Collegio proprio per la DC. Da allora (e sempre più intensamente) mi sono occupato di politica prima nella Democrazia Cristiana, poi nel Partito Popolare, poi nella Margherita, poi nel Partito Democratico: con incarichi via via decrescenti per importanza nonostante avessi più tempo libero grazie al mio intervenuto pensionamento.

L’ABUSIVA E I SUOI SERVI

Cosa trasforma persone ragionevoli e dignitose in servi sciocchi, pronti a farsi tappetini e a violare le regole elementari della convivenza in cambio di una manciata di fave?
Le regole? Non per noi!
Da alcuni giorni mi ronza in testa la domanda del sottotitolo. Ho cercato di non darle retta, ma non se ne va. Perciò ve la giro, così tortura un po’ anche voi.
Ecco l’antefatto: nel 2006, le autorità pubbliche tramavano per farci digerire l’inceneritore, fra l’altro decisero - a corredo dell’operazione e per mettere tranquilli i comuni interessati e i loro comitati - di istituire una Comitato Locale di Controllo. Composizione: amministratori della città Torino, della Provincia e dei comuni confinanti con l’area dell’inceneritore (Beinasco, Grugliasco, Rivalta, Orbassano e Rivoli), dunque sindaci e assessori delegati. Il Comitato avrebbe poi eletto al suo interno un presidente scelto fra i suoi membri. Dato che l’appartenenza al Comitato non è un titolo nobiliare, ad ogni elezione in uno dei comuni (o in Provincia) ovviamente la sua composizione si aggiornava con il nuovo sindaco eletto e il nuovo assessore. Facile no?
Così è andata per tutti i comuni che fanno parte del Comitato di Controllo, tranne che in un caso: quello della presidente. Si chiama Erika Faienza e, fino al 2009, era assessore all’ Ambiente di Beinasco...

IL BALLO DELL’IMU

La convivenza civile vorrebbe che una tassa sulla proprietà la pagassero tutti: ovviamente poco chi vive nell’unica casa che possiede, di più per le abitazioni di lusso o diverse dalla prima. 
La negazione dell’ovvio
I balletti di questi giorni sull’IMU sono davvero il segno della tragedia italiana. Non mancano, come in ogni tragedia che si rispetti, i risvolti comici, ma potenzialmente esiziali per quello che rimane della nostra cultura e civiltà.
Il governo Berlusconi, quello di prima, elimina l’ICI, mantiene la sua promessa elettorale e manda in crisi i Comuni. L'UE si accorge della cavolata e dell'insostenibilità, lo costringe a ritornare sui suoi passi per coprire i buchi. Berlusconi e i suoi perciò inventano l’IMU. Toccherà al governo Monti metterla a regime, facendo incazzare l’Italia, ma l'istituzione va fatta risalire al governo precedente.

LAVORARE TUTTI di F. Maletti

Fra il sussidio economico e il diritto al lavoro ce ne corre…
Due conti sul lavoro che manca
Non è indispensabile richiamare l’attenzione all’art.1 della Costituzione Italiana per capire l’importanza del Lavoro. Così come non è necessario essere dei luminari per capire che la vera solidarietà non è quella del sostegno economico, (che spesso offende la dignità di chi lo riceve), la soluzione che consente di dormire sonni tranquilli. La vera solidarietà è lavorare tutti.
Per lavorare tutti, bisognerebbe innanzitutto eliminare egoismi, favoritismi e privilegi di chi lavora. Operazione difficile: anche perché i sindacati rappresentano e tutelano principalmente chi lavora. E perché soltanto chi lavora ha un “potere contrattuale” che gli consente di essere ascoltato ed esaudito nelle sue richieste.

ANTIFASCISMO A PAGAMENTO

Nella mia città la Liberazione si commemora il 30 aprile. Una strage della colonna nazista in ritirata lasciò una scia di sangue dei corpi di 68 martiri. Quest’anno la commemorazione è stata accompagnata da…
Un gettone di presenza
E’ incredibile, me la cose stanno proprio così: ieri, 30 aprile, veniamo convocati in sala consigliare dalla Presidente del consiglio per guardare un filmato di tre anni fa “La lunga scia di sangue” e per ascoltarne la presentazione da parte di un ex-consigliere, ora presidente della Consulta Antifascista, che peraltro nel filmato è abbondantemente presente e raccontante. Di fronte alle poche persone presenti fra il pubblico (meno di dieci), noi consiglieri abbiamo anche firmato il foglio presenze, quello che serve per la corresponsione del previsto gettone di presenza (€ 38,58 lordi). Sorpresa, poi rapida consultazione con gli altri consiglieri di opposizione presenti per decidere se firmare o no, optiamo per la firma con la chiara indicazione di rifiuto del gettone (vedi foto).
Praticamente siamo andati al cine e, se noi dell’opposizione non ci fossimo ribellati, ci avrebbero anche pagato il disturbo, naturalmente con i soldi pubblici!

FARLA FRANCA

Dire che si vogliono scovare i “furbetti” e smantellare la struttura che li scopre. Chiacchierare di “legalità” e perseguitare chi la deve far valere in città. Tutto per proteggere qualche cliente e per garantire qualche portatore di voti
La vergogna cittadina
Questa è l’ultima puntata di una storia che in qualunque paese del mondo occuperebbe la prima pagina dei quotidiani. Da noi no.
Prima la consigliera demo-furbetta che "sbaglia" l’ISEE (leggi), poi le case popolari e le sede delle primarie del sindaco (leggi), i pranzetti del sindaco con i suoi sodali a casa del grosso evasore (deve oltre mezzo milione di euro!), poi lo smantellamento del nucleo dei Vigili che avevano scoperto e denunciato tutto quanto e altro ancora.
Un disegno che il sindaco Montà, vice presidente nazionale di Avviso Pubblico, sta perseguendo con una tenacia e un pressapochismo che non lascia ben sperare sulle sue capacità, nemmeno quando si tratta di perseguitare qualcuno o di “coprire” qualcun altro. Vi ho raccontato la storia dello smantellamento del nucleo di vigili urbani che aveva scoperto, fra l’altro, le storie di cui ho scritto, ora vi racconto che cosa ne è del nuovo nucleo, quello che avrebbe dovuto potenziare e migliorare la lotta all’evasione e ai furbetti. Così capite la distanza fra le parole e i fatti e comprenderete le ragioni e i contenuti dell’esposto che contiamo di presentare alla Procura nei prossimi giorni.

INCENERITORE: PRONTI…VIA!

Partita la fase di rodaggio dell’inceneritore del Gerbido. La temperatura si alza e anche i cittadini più distratti cominciano a provare una certa inquietudine… Meno le autorità pubbliche.
In che mani
Il 24 aprile su NORDOVEST finalmente un articolo sincero e puntuale che per primo, rispetto ai più diffusi e  blasonati quotidiani torinesi, spiega alcuni retroscena di questo impianto (leggi). Apprendiamo che il Comitato di Controllo è presieduto da una consigliera provinciale che non ne ha titolo, che essa è del tutto convinta che la presidenza sia una questione sua, quasi uno scranno dove si siederà per sempre.
Anche lei è sicura di aver fatto bene a far partire l’inceneritore senza comunicarlo ai cittadini: si sa che sono deficienti e non vanno spaventati.

Impariamo che le ceneri saranno smaltite dalla Servizi Industriali - quella impresa che in tutti gli accordi di programma fin qui sottoscritti dovrebbe essere spostata altrove da dove si trova (a ridosso del Centro Agro Alimentare!) – e tante altre notizie che forse non tutti sanno. Se poi ci mettiamo anche le vicende che travagliano IREN, proprietaria dell’80% dell’impianto, c’è davvero da essere preoccupati.

Ve ne consiglio la lettura anche per un altro motivo: basta leggere le dichiarazioni della presidente Faienza per comprendere la qualità dei politici che si occupano di questo impianto con tutti gli addentellati e le conseguenze. Da farsi venire i brividi e da indurre in agitazione perfino il più tenace sostenitore degli inceneritori.

Suo marito, il sindaco di Grugliasco, va lamentandosi ai attacchi alla sua signora, come se non fosse anche lei un personaggio pubblico, perciò soggetto a critiche e attacchi connessi col suo ruolo. Insomma, sempre la stesa storia.

Mariano

25 APRILE: IL SENSO DELLA DEMOCRAZIA

Un cittadino riprende la seduta del Consiglio comunale, un consigliere comunale, segretario del PD, si alza dal suo posto e lo aggredisce… Il sindaco sghignazza felice
L’antifascismo per finta

23 aprile, seduta del Consiglio comunale di Grugliasco. Parecchi cittadini fra il pubblico, preoccupati dalla recente accensione dell’inceneritore poco lontano. Tutti disciplinati, nonostante le reiterate provocazioni della presidente del consiglio che fa di tutto per dimenticarsi che lo stipendio glielo pagano anche loro.

INFINITA AGONIA

Dopo la devolution, la dissolution. Il tutto nella più totale indifferenza verso gli Italiani e i segnali inequivocabili che ancora mandano al mondo della politica
Avessero pietà…
In quattro mesi il partito che doveva vincere le elezioni a man bassa le ha perse per l’insipienza del suo segretario e della sua corte: non ne hanno azzeccata una, dalla campagna elettorale alle alleanze. Poi hanno continuato, sorretti da una stampa vergognosa che ha passato i due mesi successivi alle elezioni a criticare chi non voleva farsi satellite del grande partito democratico, bevendosi quello che la sua cupola di volta in volta decideva.
Fino alla sfascio Napolitano di oggi e quelli che seguiranno col governo dell’inciucio in formazione.
Il comico che inveiva contro tutti ha azzeccato tutte le mosse e sta realizzando uno per uno gli obiettivi che ha proposto ai suoi elettori, rivelandosi l’unico politico vero in questa accozzaglia di incapaci autoreferenziali. Notabili secolari sono fuori dal parlamento, altri ci sono entrati, ma non contano più nulla. Solo che…

IL VALORE DELL’ISTRUZIONE

Anche quest’anno l’OCSE pubblica una tabella comparativa dei salari degli insegnanti, in Europa e nei principali paesi del mondo…Italia in fondo, insieme alla Grecia.
Che parlino i numeri
Dunque, gli stipendi degli insegnanti italiani si collocano al fondo della classifica europea, praticamente sono come quelli della Grecia. Progrediscono unicamente per anzianità, secondo un sistema che non ha praticamente eguali in Europa e nei paesi più industrializzati del mondo (leggi tabella). Comunque la si metta, i docenti italiani hanno salari davvero miserabili.
Ad esempio, fra un insegnante italiano e uno tedesco c’è una differenza di stipendio di quasi cinquemila dollari l’anno. In genere si afferma che in Germania la vita costa più cara: niente di più falso, provate  a fare la spesa in un qualunque supermercato o ad affittare una casa in una zona di medio pregio e vedrete che la differenza va tutta a favore della Germania.

Qualcuno obietta che gli insegnanti italiani lavorano meno di quelli degli altri paesi: Monti ne era così convinto che ha provato ad aumentare loro l’orario senza alcuna contropartita economica. Anche qui non è del tutto vero: l'orario medio (comprensivo dei compiti accessori, quali correzione compiti, preparazione delle lezioni, rapporti con le famiglie, aggiornamento)  lo stesso della gran parte dei docenti europei.

Altri segnalano una caduta nella qualità complessiva della prestazione fornita dagli insegnanti, mediamente più ignoranti, demotivati e poco attrezzati per affrontare l’innovazione nella didattica e il temperamento indisciplinato delle nuove generazioni e dei loro genitori. Tutte panzane, fra gli insegnanti ce ne sono di buoni e di scarsi, di motivati e di fannulloni, di competenti e di ignoranti, come in qualunque altra categoria e luogo geografico. Ma nessuno se ne occupa, così dopo cinque anni di blocco dei salari, questa è la situazione economica dei docenti italiani.

E’ vero che il valore della scuola non è strettamente dipendente dagli stipendi dei docenti, ma come si fa a parlare di qualità, di merito, di impegno, di formazione e aggiornamento continuo per stare al passo coi tempi, quando nemmeno lo Stato si accorge che così la scuola pubblica è destinata a crollare?
Il commento più bello a queste tabelle l’ho trovato qui (leggi): mi sembra che in poche parole dica tutto quello che sarebbe bene che ogni Italiano conoscesse. Se gli interessa il futuro del suo paese.

Mariano 

SE di F. Maletti

Del senno di poi son piene le fosse…”, ma cosa resta alla politica se non sa nemmeno più costruire scenari e scongiurar pericoli?
Ciò che è bene e quando serve
Se la fretta del Pdl non avesse mandato a casa il governo Monti prima della scadenza naturale della legislatura. E se questo tempo fosse stato utilizzato per realizzare una nuova legge elettorale. O magari ci si fosse limitati a prendere atto che un referendum aveva per volontà popolare abolito il “porcellum”, per cui si sarebbe votato col sistema precedente a quello (mattarellum).
Se tutti avessero concordato che, prima di ogni altra cosa, bisognava impedire che si candidassero persone con i conti in sospeso con la giustizia.

RACCOMANDATI

Ho voluto andare a fondo della faccenda della dichiarazione ISEE "sbagliata" dalla consigliera del PD. Adesso ve la racconto in tutto il suo squallore.
Essere del partito del sindaco
Poco meno di un mese fa, ho raccontato la storia della neo-consigliera comunale del PD – già presidente centrosinistra del Parco La Mandria, poi fatta correre e infine nominata dal mio sindaco nel CdA della società Le Serre, altrimenti della La Mangiatoia – di cui i vigili urbani avevano scoperto una dichiarazione ISEE “errata”, naturalmente a suo vantaggio, per usufruire di tariffe agevolate per i servizi comunali dei suoi figli (leggi). L’avevo detto e scritto: ciò che mi indignava era quell’aura di impunità che aleggia intorno allo sgorbio magico del sindaco del PD della mia città, non tanto l'episodio in sé, anche perché non è da escludersi che si tratti per davvero di un errore, come quando si passa col rosso. In particolare, avevo stigmatizzato proprio il primo cittadino che, mentre i vigili indagavano e gli uffici lavoravano a pieno ritmo, aveva risposto ad una mia interrogazione dicendo che non gli risultava nulla. Me l’ha ribadito il 4 marzo di quest’anno (è registrato e perfino in video) e si è pure beccato del bugiardo.
Siccome lo so essere un po’ Pinocchio, tutta questa sicumera mi ha insospettito e allora ho deciso di indagare un po’ più a fondo, incuriosito anche da una strana lettera che il compagno della consigliera “furbetta” aveva scritto a Lo Spiffero (leggi articolo), un attendibile e accorto giornale on line. Sono andato in Comune e ho chiesto la documentazione.

LETTERA A BERSANI di F. Maletti

Dopo la batosta elettorale, il silenzio più assordante… come se non fosse successo nulla. Finalmente una voce timida s’alza…
Caro Bersani,

Probabilmente, la fedeltà dimostrata nei confronti del governo Monti è stata interpretata come incapacità a ragionare in modo autonomo e di avere proposte alternative.
Sicuramente, gli elettori non hanno capito che, prima di ogni programma, è necessario superare l’attuale emergenza democratica riportando l’intero Paese al rispetto delle regole: prima fra tutte la Costituzione Italiana.
Ora, io non so con quale sostanza si smacchiano i giaguari, ma so di sicuro che questa sostanza non ha funzionato.  Proprio a partire dal PD.

IL SINDACO ”VERO” E IL POLIZIOTTO “FINTO”

Ingredienti della storia: un finto poliziotto, l’offerta formativa del Comune alle scuole e il sindaco scaricabarile…
Le “offerte formative” del comune
Qualche giorno fa veri poliziotti ne hanno arrestato uno finto – naturalmente in alta uniforme e pronto a salire su un’auto con lampeggianti e armamentario di ordinanza – giusto davanti a una scuola della mia città. Il finto poliziotto in alta uniforme, peraltro residente con famiglia proprio a Grugliasco,  aveva appena finito di tenere una conferenza sui pericoli della droga a brufolosi quindicenni che, su richiesta dei genitori e degli insegnanti, pare fosse anche disposto a spiare con sofisticati strumenti messi a disposizione dell’elettronica contemporanea (leggi La Stampa e Repubblica).
Cosa ci faceva il finto poliziotto in una scuola e come ci è arrivato? Grazie all’amministrazione comunale di Grugliasco. Vediamo come.

BUONA PASQUA!

Credenti o no, la Pasqua evoca sempre l’idea della rigenerazione, della rinascita, della resurrezione. E allora…
Facciamolo
Sforziamoci di guardare le cose da quanti più punti di vista possibile, ci arricchisce enormemente e ci serve a godere meglio dei piaceri della vita. perfino di quelli che definiamo “piccoli” e che invece di riempiono il corpo e la mente con la loro grandezza.
Cerchiamo insieme vie nuove per arrivare alla meta, a cominciare dal fallimento delle vecchie strade e dei mezzi che abbiamo usato per percorrerle. Certe volte abbiamo sbagliato anche la meta, ma fa lor stesso: è decisivo averne una, da abbandonare a favore di qualche altra destinazione non appena ci è chiaro che la vecchia non ci fa più crescere. Già che cerchiamo vie nuove, mettiamoci cura e attenzione della scelta dei compagni di viaggio: sono l’essenza e la fonte del nostro benessere, noi lo siamo del loro… dobbiamo esserlo.

GRASSO

Le performances televisive del neopresidente del Senato ci consegnano l’immagine di un comunissimo furbetto opportunista italico
La volgarità del gesto
Il soggetto non mi è mai piaciuto: mi sembrava il furbetto levantino, attento a tenersi lontano dai guai, ma non troppo, sempre presente nei luoghi che contano e amico di tutti, di troppi. Un sorrisino freddo in volto, l’eloquio alla mano, ma con il dosaggio burocratico che serve e così via.
Non mi piaceva anche per come aveva interpretato la successione a Giancarlo Caselli alla carica di Procuratore capo a Palermo, dividendo la procura e favorendo la costituzione di fazioni fra i sostituti e non solo. Però alcuni colpi ben assestati alla malavita organizzata mi avevano fatto ricredere:

PONZIO PILATO TEAM

Scaricare le colpe sugli altri, essere forti coi deboli e debole coi forti, fare finta di nulla utilizzando il clan per coprire le porcate: che sia questa la politica che piace ai miei concittadini?
Lavarsene le mani
grigliata Il post sul grosso debitore, amico e anfitrione del sindaco della mia città (di questo e del suo predecessore) ha suscitato reazioni poderose e una discreta quantità di lettori in più, di contatti e di commenti, in gran parte privati: con questo clima paramafioso la gente ha paura di ritorsioni, sa bene come fanno questi qua.
I più deplorano, qualcuno si meraviglia perché i miei concittadini non hanno ancora dato l’assalto al municipio con forconi e torce, altri mostrano rassegnazione… insomma le reazioni tipiche di fronte alle rivelazioni sconcertanti. Quelli del clan e del tondo magico (non è un cerchio, ma uno sgorbio che vorrebbe somigliargli) tacciono, aspettano che passi, sperano che un giorno qualcuno ci riduca al silenzio… i più coscienziosi sostanzialmente borbottano, minacciano sfracelli e poi, come sempre, obbediscono. E’ Grugliasco, bellezza!
Un lettore mi ha posto una questione interessante: che cosa ci può fare il Comune se il debito del soggetto è oramai nelle mani di Equitalia? Che cosa avrebbe dovuto fare in passato e come potrebbe recuperare almeno una parte delle somme dovute?

UN GROSSO DEBITORE

Ogni tanto il neo sindaco, il suo predecessore, qualche assessore e gli imprenditori sponsor di questa Amministrazione si ritrovano a farsi una magnata a casa di un illustre concittadino, con notevoli interessi in ballo.  Solo che è…
Un banchetto costoso
banquet € 552.812,64: a tanto ammonta il debito accertato verso l’erario (il grosso è del Comune ) di J.J.  , un mio concittadino eccellente e imprenditore valente. L’ha maturato negli ultimi cinque anni (non so se avesse del debito precedente, ma è forse prescritto), non pagando l’ICI, la TARSU e chissà quali tasse e tariffe sulle sue proprietà e attività, quasi tutte in Grugliasco.
Finora gli uffici del Comune hanno scoperto ben 4 immobiliari, intestate prima a lui e poi alla di lui consorte, a cui fanno capo immobili (capannoni già abusivi e poi condonati), case e terreni. Com’è stato possibile che si accumulassero simili morosità? Semplice, basta non pagare.
Ad esempio l’Immobiliare 1, la più ricca delle quattro finora scoperte, nel solo 2011 ha maturato un debito  di € 91.943. Di quel debito sono stati pagati al Comune € 1.280, vale a dire meno del 2%! Nello stesso anno un’altra delle immobiliari ha maturato un debito di € 41.222,59, al Comune sono arrivati € 571,97! Non ho sbagliato a scrivere, è proprio così!

IL NASO DI PINOCCHIO

Una nuova puntata arricchisce la storia della consigliera comunale “furbetta” e della lotta contro i Vigili che fanno il loro dovere. La scrive il suo compagno inguaiando pesantemente il sindaco…
I cittadini di serie A

Dopo il mio post e l’articolo de “Lo Spiffero”, interviene sullo stesso giornale on line il compagno della consigliera (leggi), confermando i nostri peggiori sospetti: il sindaco ha mentito e continua a mentire, la colpa della dichiarazione fasulla naturalmente è del commercialista della coppia, a Grugliasco esistono cittadini di serie A e tutti gli altri vengono dopo.
Come al solito, cercano di fare confusione e di approfittarne per confondere le idee, per questo vale la pena di fare un po’ d’ordine, non fosse altro che perché questo potrebbe essere l’ultimo post intorno a questo episodio. Da adesso in poi ci rivolgeremo a chi si occupa di reati, non a chi dovrebbe garantire le convivenza civile e la legalità, visti i risultati che produce.

TE LA DO IO LA CASA POPOLARE

Un solo episodio (quello raccontato nel post precedente) non fa teorema, sostengono elementi del “branco” locale per giustificare l’operato del sindaco e le omissioni. Allora, eccone un altro, perfino più emblematico...
Le primarie del sindaco
Le case le assegnano sempre a quelli che non ne hanno bisogno”, sostengono sovente coloro che, non avendo i requisiti o avendone troppo pochi, non riescono a coronare il sogno di una vita: ottenere una casa popolare. Hanno torto, la Pubblica Amministrazione sorveglia controlla e verifica. Solo che quando scopre qualcosa che non doveva, i controllori vengono immediatamente liquidati. Ecco la storia.
Un bel giorno dell’anno scorso, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune (già candidato sindaco, ma ancora in pectore), incontra un noto beneficiato da contributi comunali (in quanto bisognoso) a bordo di un fiammante SUV...

LA “FURBETTA” E IL FURBACCHIONE

Vigili troppo solerti scoprono “dimenticanze” nella dichiarazione ISEE 2010 di una cittadina illustre, il sindaco (PD) si inventa una riorganizzazione del servizio e li manda  a fare multe per le cacche dei cani.
Disuguali davanti al Comune
Una mia concittadina “illustre” – naturalmente del partito giusto, il PD, e con questo candidata alle ultime elezioni amministrative per risultare la prima esclusa – presenta dichiarazione ISEE per ottenere sconti e riduzioni nei servizi resi dal comune ai cittadini. Come molti altri cittadini, è oggetto di un accertamento da parte dei Vigili Urbani che scoprono (a quanto pare) difformità fra la dichiarazione e l’effettivo stato di consistenza patrimoniale ed economico del suo nucleo famigliare. Insomma, si sospetta che abbia “trassato”.
Speriamo per lei che tutto di risolva in una bolla di sapone, sennò sarebbe una truffa bella e buona e come tale perseguita dalla Legge.

LA VISITA FISCALE

Il Tribunale di Milano ha negato a Berlusconi il legittimo impedimento a seguito della visita fiscale ordinata e svolta presso la clinica dove alloggiava...
Il tonfo del lazzarone
Il miliardario d’Italia, il più volte presidente del consiglio, il soccorritore della nipote di Mubarak, il compratore di senatori, il fondatore di FI e del PdL, il padrone di Mediaset e tante altre cose ancora: beffato da una semplice visita fiscale, proprio come il lavoratore sfaticato e perciò stanato dal medico legale dell’INPS!
Sarà quindi costretto a presentarsi regolarmente in aula e a partecipare alla conclusione del processo a suo carico per l’affaire Ruby che perfino il suo avvocato – l’ineffabile Ghedini, ora chiamato Ghignini - pensa si concluderà con una condanna. Dunque non resta che aspettare qualche giorno per sapere se il più ricco degli Italiani finirà condannato per reati connessi alla prostituzione minorile, caduto dal trono per colpa di una semplice visita fiscale. Niente di cui preoccuparsi: l’ineffabile Cicchitto ha già cominciato a dichiarare: “Verdetto di medici nazisti e pm stalinisti!”.

SAVE YOUR SOULS di F. Maletti

Salvare le anime, ritrovare il rispetto, lavorare per un’Europa con meno sovranità e più solidarietà…
Le due priorità
Il linguaggio di Internet è culturalmente povero e pieno di scorciatoie, di giudizi trancianti e superficiali, di verità non verificabili. Ce ne stiamo davvero accorgendo soltanto in questi giorni, oppure abbiamo sottovalutato il problema?
In realtà, il successo del sistema comunicativo informatico, che è in grado di creare dal nulla semidei onnipotenti ed onniscienti in grado di monopolizzare il pensiero di grandi moltitudini di internauti condizionandone il voto, deriva dal fatto che la buona politica sta scomparendo ormai da anni, travolta dai personalismi.

ANIME BELLE

Nella mia città, otto mesi dopo le ultime elezioni, è già cominciata la processione dei pentiti, dei risentiti e dei traditi, tutti smaniosi si smarcarsi e giustificarsi…
La responsabilità solidale
Pentimento Quando un gruppo di persone condivide un impegno, un’attività o anche solo una bella avventura, costruisce una situazione che  finisce per esasperare i sentimenti che maturano fra i soggetti coinvolti, cementati da sfide impossibili, momenti di sconforto, crisi e riprese. Affetti si costruiscono e si consolidano, odi e rancori maturano fino a diventare insopportabili, nascono alleanze, simpatie e antipatie, rivalità e solidarietà.
Questo succede anche in una giunta comunale, si tratta di poche persone il cui operato deve per forze essere coordinato e concorrente per evitare guai e poter realizzare i migliori risultati possibili.