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Ho voluto andare a fondo della faccenda della dichiarazione ISEE "sbagliata" dalla consigliera del PD. Adesso ve la racconto in tutto il suo squallore.
Essere del partito del sindaco
Poco meno di un mese fa, ho raccontato la storia della neo-consigliera comunale del PD – già presidente centrosinistra del Parco La Mandria, poi fatta correre e infine nominata dal mio sindaco nel CdA della società Le Serre, altrimenti della La Mangiatoia – di cui i vigili urbani avevano scoperto una dichiarazione ISEE “errata”, naturalmente a suo vantaggio, per usufruire di tariffe agevolate per i servizi comunali dei suoi figli (leggi). L’avevo detto e scritto: ciò che mi indignava era quell’aura di impunità che aleggia intorno allo sgorbio magico del sindaco del PD della mia città, non tanto l'episodio in sé, anche perché non è da escludersi che si tratti per davvero di un errore, come quando si passa col rosso. In particolare, avevo stigmatizzato proprio il primo cittadino che, mentre i vigili indagavano e gli uffici lavoravano a pieno ritmo, aveva risposto ad una mia interrogazione dicendo che non gli risultava nulla. Me l’ha ribadito il 4 marzo di quest’anno (è registrato e perfino in video) e si è pure beccato del bugiardo.
Siccome lo so essere un po’ Pinocchio, tutta questa sicumera mi ha insospettito e allora ho deciso di indagare un po’ più a fondo, incuriosito anche da una strana lettera che il compagno della consigliera “furbetta” aveva scritto a Lo Spiffero (leggi articolo), un attendibile e accorto giornale on line. Sono andato in Comune e ho chiesto la documentazione.
Adesso la storia è completa e, poiché contiene alcuni elementi che potrebbero essere reati, ne faro anche un esposto. Se avrete voglia di andare avanti nella lettura, vi prego di prestare attenzione alle date.

02/04/12 il compagno (convivente) della consigliera viene iscritto dai Vigili Urbani nel Registro degli Accertamenti socio-economici (occupa il posto n. 5), vale a dire che è aperta un’indagine per verificare la veridicità delle dichiarazioni rese nella compilazione dell’ISEE a seguito di richiesta di riduzione della tariffe dei servizi comunali di cui usufruiscono i loro figli.  Nove mesi dopo il sindaco negherà per iscritto che esista questo registro, invece c’è almeno dal 01/07/10 (in quella metà d’anno risultano iscritti 7 dichiaranti “indagati”): nel 2011 diventano 11, nel 2012 ben 22. Come ho già scritto, ne ho ottenuto copia semplicemente richiedendola agli uffici preposti del Comune: possibile che Montà non ne fosse a conoscenza, visto che allora era assessore proprio con quelle deleghe? Poi i Vigili cominciano a lavorare e non vi sono comunicazioni (almeno per qual che mi risulta) fino al…

26/09/12 (ma al prot. arriva solo il 15 ottobre 2012, n. ID 617836) il responsabile del Corpo di Polizia Municipale di Grugliasco scrive alla Dirigente del Settore Politiche Sociali) che “sono state riscontrate discrepanze tra la situazione reddituale del sig. XXX” come da ISEE da lui presentata in data 30/07/10 (Redditi 2009). Non di poco: ha dimenticato di dichiarare tre unità immobiliari in Provincia di Bergamo e due unità immobiliari in Puglia, tutte di sua proprietà. I Vigili richiedono la documentazione presentata negli anni precedenti per concludere l’accertamento e trasmetterne le risultanze agli Enti preposti.

29/10/12 (prot. ID 622083) la Dirigente Politiche Sociali scrive alla Responsabile del Servizio Asili Nido e a quella del Servizio Istruzione perché aggiornino le tariffe dei servizi usufruiti dai bimbi all’ISEE ricalcolata dopo la scoperta degli immobili del contribuente convivente della consigliera. Passa un mese e mezzo e il  responsabile della Polizia Municipale 19/11/12 (prot. ID 623434) sollecita la Dirigente a fornire le informazioni richieste a fine settembre. Questa risponde il 22/11/12 (prot. 39195) indicando le somme dovute a conguaglio.

01/12/12 (prot. illeggibile) i Vigili urbani tornano a chiedere documentazione alla Dirigente. Questa volta chiedono le dichiarazioni ISEE presentate dai soggetti in questione per i Redditi 2010 e 2011, così potranno verificare se l‘omissione degli immobili persistesse o se fosse stata nel frattempo rettificata.

12/12/12 Presentiamo interrogazione per conoscere genericamente se siano in corso accertamenti a carico di soggetti che ricoprono cariche pubbliche (la consigliera allora era nel CdA de Le Serre, fresca di nomina sindacale)

11/02/2013 (prot. 4640), dunque a 10 mesi dall’apertura dell’accertamento (nel frattempo anche concluso?) il Comune decide di mandare ai due conviventi  una comunicazione di Avvio di Procedimento amministrativo. Si tratta di un obbligo di legge nei casi in cui un cittadino sottoposto a un procedimento amministrativo, onde permettergli di difendersi, di eccepire, di documentare. Di solito non vale nei casi in cui sia in questione l’evasione fiscale o contributiva o anche in presenza di reati di rilevanza penale. Infatti il Comune ne produce per questioni di carattere ambientale, urbanistico in prevalenza, non mi risulta che l’avesse mai fatto per questo genere di accertamenti, stabilendo nei fatto una disparità clamorosa. Ma la cosa peggiore è che, comunque, l’avviso di accertamento deve precedere l’inizio del procedimento, non arrivare a procedimento chiuso. Ci sono però fondate ragioni per ritenere che questo “garantismo postumo” sia stato inaugurato a tutela dei due presunti personaggi eccellenti. 

12/02/13 il sindaco risponde personalmente all’interrogazione di due mesi prima (leggi) per dichiarare che non c’è nessun registro delle persone sottoposte ad accertamenti, il Comune non ce l'ha, e che non risulta alcun personaggio pubblico sottoposto a procedimento. Insomma tutto bene.  Nel frattempo il...(non c’è la data sulla comunicazione) (prot. 7620): la Dirigente chiede indietro i soldi ai due morosi. Da loro 15 gg. di tempo, ma non specifica da quando e sulla lettera non c’è la data.

04/03/13  Durante la seduta del Consiglio comunale il sindaco ribadisce la veridicità del contenuto della sua risposta alla nostra interrogazione. Stuzzicato si imbufalisce e diventa perfino aggressivo.

16/03/13 dato che Lo Spiffero ha ripreso la storia che avevo raccontato su questo blog, il compagno della consigliera scrive al giornale che si è trattato di un errore, al quale hanno prontamente riparato a seguito di comunicazione del Comune (leggi). Naturalmente dimentica di dire che si tratta di un Avviso di Avvio di Procedimento amministrativo, scambiando l’atto per una letterina amichevole e postuma.

21/03/13 la Dirigente del Settore Politiche Sociali scrive al Comandante della Polizia municipale (prot. 9094) che “la documentazione e i conteggi relativi all’anno scolastico 2010-11, redditi 2009, è stata trasmessa in data 22/11/2012”. Già che c’è trasmette anche le richieste di pagamento inoltrata al nucleo in cui sono riepilogate le anomalie e le somme dovute. Manda anche le altre comunicazioni che ha inviato agli altri “furbetti” beccati dai vigili urbani, adesso anche Lei deve tutelarsi a fronte dei cambiamenti introdotti in corso d'opera

La storia è complicata, da raccontare e da leggere, ma emergono chiaramente alcune considerazioni che adesso si possono proprio fare senza l’uso dei condìzionali:

1) Il sindaco è un bugiardo: ha mentito ripetutamente per scritto e davanti al Consiglio comunale. Messo nella condizione di rettificare, ha rifiutato di farlo e si è scagliato contro i consiglieri di opposizione con la solita rabbia e sicumera con cui vorrebbe metterci a tacere.

2) Il sindaco e gli uffici preposti hanno inaugurato, per questo caso specifico, procedure e modalità di “lotta ai  furbetti” così garantiste da prefigurare un vero a proprio atto di favoritismo, appena coperto dalla evidente necessità di trattare nello stesso modo almeno quelli sottoposti ad accertamenti insieme con i due conviventi eccellenti. La tempistica sta lì a dimostrare che intorno al caso si è costruito il procedimento: alla faccia di Avviso Pubblico!

3) Lo smantellamento del nucleo dei Vigili che ha effettuato queste ed altre indagini (leggi), che toccavano da vicino lo sgorbio magico del sindaco, corrisponde alla volontà di addomesticare la struttura della Polizia Municipale e le indagini che questa operava in città, a tutela di tutti i cittadini e dell’equità. Infatti, tutto il lavoro di “caccia ai furbetti” si è praticamente bloccato dal giorno della adozione della famosa delibera di riorganizzazione, come scrivono gli stessi responsabili del Corpo di polizia Municipale. Come faccio a saperlo? Basta chiedere gli atti in Comune e leggerli, cari concittadini.

Siccome l’ho già fatta lunga, questa ve la racconto fra qualche giorno.

Mariano

PS Chi riveste una carica pubblica non è un cittadino come tutti gli altri, ha più doveri degli altri. Stupisce che ancora non ci siamo risvegliati da una dormita sulla legalità che dura da almeno dieci anni a Grugliasco e da venti in Italia.





















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