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domenica, aprile 07, 2013

IL SINDACO ”VERO” E IL POLIZIOTTO “FINTO”

Ingredienti della storia: un finto poliziotto, l’offerta formativa del Comune alle scuole e il sindaco scaricabarile…
Le “offerte formative” del comune
Qualche giorno fa veri poliziotti ne hanno arrestato uno finto – naturalmente in alta uniforme e pronto a salire su un’auto con lampeggianti e armamentario di ordinanza – giusto davanti a una scuola della mia città. Il finto poliziotto in alta uniforme, peraltro residente con famiglia proprio a Grugliasco,  aveva appena finito di tenere una conferenza sui pericoli della droga a brufolosi quindicenni che, su richiesta dei genitori e degli insegnanti, pare fosse anche disposto a spiare con sofisticati strumenti messi a disposizione dell’elettronica contemporanea (leggi La Stampa e Repubblica).
Cosa ci faceva il finto poliziotto in una scuola e come ci è arrivato? Grazie all’amministrazione comunale di Grugliasco. Vediamo come.
Da oltre trent’anni le amministrazioni comunali della mia città predispongono un programma di attività “integrative” a favore degli allievi e degli insegnanti delle scuole, dalle materne alle superiori. Un tempo il carnet era ricco e le attività erano quasi tutte gratuite: si andava dall’animazione musicale alle visite guidate, dalla piscina all’attività in biblioteca. Insomma una concreta testimonianza della presenza dell’amministrazione cittadina nel mondo dell’istruzione con programmi e attività di tutto rispetto.
Da dieci anni a questa parte tutto questo ha subito una fortissima riduzione, l’amministrazione comunale ha ritenuto di spostare i soldi disponibili su altre attività, alla scuola le attività offerte gratuitamente da terzi o altre attività che debbono pagarsi gli allievi e che, perciò, riscuotono pochissimo successo. Insomma il disimpegno, appena mascherato da un depliant che il Comune manda a tutte le scuole a inizio d’anno (quest’anno solo on line), chiamato pomposamente PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA TERRITORIALE. Una semplice lettura spiega l’abisso che c’è fra il contenuto delle proposte – alcune apprezzabili e da sempre fornite dagli enti pubblici alle scuole - e il titolo pomposo e roboante.

Ebbene, fra le varie attività, c’è quella proposta dal finto poliziotto sotto il titolo di “Prevenzione, rischio e droga”. La finta associazione che aveva creato si chiama NOAS, un’insieme di soggetti che amavano esibirsi in divise straordinariamente somiglianti a quelle dei finanzieri. Il suo capo, il finto poliziotto Ibba peraltro era già stato condannato per una bancarotta fraudolenta da 2,8 milioni di euro.
Insomma, grazie all’imperizia del Comune, un truffatore con precedenti è stato legittimato a introdursi nella scuole a spiegare agli studenti i pericoli delle droghe. Già che c’era ha anche messo in piedi, sempre grazie alla copertura del Comune, un sistema di spionaggio di cui non sono ancora ben chiari le finalità e i contorni.

L’ineffabile sindaco di Grugliasco, invece di assumersi la responsabilità di questa incredibile leggerezza, cosa fa?  Così dichiara a Repubblica: “L’associazione mi è stata presentata dal comandante della polizia locale”. Voilà, servito!
Il sindaco, nonché portaborse del gruppo regionale del PD, scarica il barile su un suo collaboratore e se ne lava le mani. Se fossi nei panni dei dirigenti e funzionari del Comune qualche brivido lo proverei anch’io: chi sarà il prossimo?
Ovviamente non è finita qui, ci toccherà chiedergli spiegazioni. Già sicuri che, in ossequio alla sua carica di vice-presidente di Avviso Pubblico, si guarderà bene dal fornircele.

Mariano

PS Mano male che l’articolo per “La Stampa” non l’ha scritto il giornalista da passeggio locale, sennò avremmo letto un’altra storia.
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2 commenti

  1. Oggetto: IBBA Massimo – articolo apparso sul quotidiano del 05/04/2013 – Richiesta di smentita e risarcimento del danno.

    Formulo la presente in nome, per conto e nell’interesse del sig. Massimo IBBA, al fine di esporre quanto segue.

    In data 05/04/2013 a pag. 48 del Vostro quotidiano veniva pubblicato l’articolo “Falso ufficiale antidroga sale in cattedra nelle scuole – Con una divisa di fantasia faceva inchieste abusive sugli studenti”. Articolo a firma di Massimo Numa.

    Il titolo, nonché il contenuto della Vostra pubblicazione, sono palesemente falsi ed in completo contrasto con i fatti e i profili legali legati alla vicenda.

    Innanzitutto, il dott. Ibba non è un “falso ufficiale antidroga”. Egli, infatti, è il direttore generale del NOAS (NUCLEO OPERATIVO ANTIDROGA SCOLASTICA), associazione di volontariato regolarmente costituita da liberi cittadini, senza scopo di lucro, apolitica e apartitica, col solo obiettivo di prevenire il consumo di sostanze stupefacenti tra la popolazione studentesca, iscritta presso la Camera di Commercio di Torino con codice fiscale 95616170015, inserita nelle “attività di formazioni per la tutela dei cittadini”.


    Il fine del NOAS non solo è perfettamente lecito ma, altresì, garantito e tutelato dalla legge.

    Il perché la vicenda sia stata posta sotto una luce del tutto contraria alla reale portata dei fatti è questione che dovrà essere certamente acclarata e accertata nel prosieguo della vicenda.

    Il compito principale del NOAS è quello di tenere conferenze nelle scuole, diffondere la cultura della legalità, al fine di attuare una politica di prevenzione e di lotta al consumo delle sostanze stupefacenti.

    Al momento del controllo da parte degli agenti operanti, il dott. Ibba si stava recando presso l’Istituto Enaip a tenere una conferenza.

    Ciò che la testata giornalistica dimentica di osservare, però, è che questo compito veniva svolto sulla base delle attività erogabili all’interno del POF del Comune di Grugliasco, sotto la personale direttiva del Sindaco.

    A rappresentare la riuscita delle attività e degli interventi del NOAS basterà fare riferimento a quanto sostenuto dalla stessa Preside dell’Istituto, la quale ha avuto solo parole di elogio e di ringraziamento nei confronti del sig. Ibba, di cui erano addirittura entusiasti gli allievi della scuola.

    Dove sarebbe la tanto declamata “illiceità” delle condotte poste in essere dal mio assistito?

    Al solo di scopo di dare un’immagine di serietà e professionalità gli appartenenti al NOAS utilizzavano una divisa e segni distintivi che nulla hanno a che vedere con quelli in uso alle
    Forze dell’Ordine.

    Gli stessi non erano stati né alterati, né falsificati, né riproducevano simboli di Autorità Pubbliche.

    Assolutamente falso è anche il riferimento a quelle che vengono definite “inchieste abusive sugli studenti”, in quanto non vi erano in corso né “inchieste sugli studenti” né tantomeno queste erano false.

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  2. Il NOAS si limitava a monitorare gli accessi pubblici agli Istituti di Istruzione.

    In caso di necessità i volontari contattavano immediatamente le Autorità per un loro intervento.

    Nulla di tutto ciò che è stato riportato nel Vostro articolo corrisponde a verità.
    Emerge, quindi, una grave responsabilità del giornale in merito a quanto contestato.

    Ciò che occorre precisare, però, è che il NOAS, e per esso il sig. Ibba, NON HANNO COMMESSO NULLA DI PENALMENTE RILEVANTE, lo scopo perseguito dall’Agenzia è, non solo lecito, ma moralmente condivisibile.

    Se poi, rispetto alle divise ed ai simboli utilizzati si rileveranno delle mere irregolarità, queste, potranno, al massimo, portare a delle sanzioni di natura amministrativo/pecuniaria, poiché nulla di falso o taroccato è stato creato né utilizzato.

    Assolutamente privo di ogni connessione, tendenzioso e subdolo è, inoltre, ogni riferimento alle vicende della Società Maxibba communication, rispetto alla quale Ibba non era né socio né amministratore.

    La sua unica colpa era stata quello di cedere, con un regolare contratto, l’uso del marchio ” MAXIBBA” ad una società successivamente fallita per cause allo stesso non addebitabili.

    Nonostante il procedimento penale in corso, Ibba non è stato ancora condannato e, al di là di quello che pensi il giornalista, in Italia abbiamo ancora una Carta Costituzionale che stabilisce la presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva.

    Spiace deludere chi la pensi in modo diverso, ma anche agli occhi della Legge, ad oggi, il sig. Massimo Ibba è un presunto non colpevole!

    Nell’esercizio della propria attività di volontariato a tutela dei minorenni, Ibba non si è mai spacciato per Finanziere o Poliziotto, non ha mai detto di appartenere alle Forze dell’Ordine, non si è mai comportato come un pubblico ufficiale.

    Tanto premesso, con la presente, si
    invita e diffida formalmente
    chi di competenza a pubblicare, con la stessa importanza data alla notizia, un articolo di smentita, ove si dia indicazione della versione dell’interessato, nonché del reale stato dei fatti e delle circostanze, ed a risarcire il danno patito dal mio assistito che, ad oggi, ammonta ad una cifra non inferiore ad € 30.000,00.
    Con espresso avvertimento che, in caso di mancato riscontro entro giorni tre, provvederò, mio malgrado, ad adire le vie legali nelle sedi opportune.

    Cordiali Saluti.
    Torino, li 17 aprile 2013
    Avv. Cristian Scaramozzino

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