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LA “FURBETTA” E IL FURBACCHIONE

Vigili troppo solerti scoprono “dimenticanze” nella dichiarazione ISEE 2010 di una cittadina illustre, il sindaco (PD) si inventa una riorganizzazione del servizio e li manda  a fare multe per le cacche dei cani.
Disuguali davanti al Comune
Una mia concittadina “illustre” – naturalmente del partito giusto, il PD, e con questo candidata alle ultime elezioni amministrative per risultare la prima esclusa – presenta dichiarazione ISEE per ottenere sconti e riduzioni nei servizi resi dal comune ai cittadini. Come molti altri cittadini, è oggetto di un accertamento da parte dei Vigili Urbani che scoprono (a quanto pare) difformità fra la dichiarazione e l’effettivo stato di consistenza patrimoniale ed economico del suo nucleo famigliare. Insomma, si sospetta che abbia “trassato”.
Speriamo per lei che tutto di risolva in una bolla di sapone, sennò sarebbe una truffa bella e buona e come tale perseguita dalla Legge.
E’ in buona compagnia, di cittadini da classificare come “furbetti” ce ne sono anche altri, solo che non sono illustri, dunque si aggiustino e paghino: il nostro Comune è per la legalità, mica si scherza su queste cose. Su questo caso bocche cucite, si sa che la storia va avanti da almeno nove mesi (dunque da prima delle scorse elezioni comunali), ma questo non ha impedito al neosindaco di nominarla nel CdA della società comunale “Le Serre”, un altro bell’affare limpido e trasparente.
Nei giorni scorsi la signora si è dimessa dal CdA. Un po’ di decenza, penserete voi… No, è diventata consigliere comunale per effetto delle dimissioni di uno del suo gruppo e le due cariche sono incompatibili.

Ma non è di lei che vogliamo qui occuparci, ci risulta che se ne occupino in altri luoghi e bisogna lasciare che ciascuno faccia il suo lavoro. Vogliamo occuparci del neosindaco che, nonostante gli indiscutibili risultati dei Vigili Urbani che hanno finora condotto gli accertamenti, ha pensato bene di inventarsi una “riorganizzazione”, così da mettere i volenterosi ed esperti agenti a fare le multe alle cacche dei cani. Non è una battuta, è vero, tutto vero.
Così come è vero che questo campioncino di sindaco è vicepresidente nazionale di “Avviso Pubblico”, associazione di comuni contro le mafie e va in giro per l’Italia pontificando di legalità, senso dello stato et similia!

Dato che la storia si risapeva da tempo, prima di Natale gli avevamo presentato un interrogazione nella quale chiedevamo se non fosse il caso di sottoporre ad accertamento i personaggi pubblici (amministratori e persone nominate nei consigli di amministrazione delle società partecipate dal Comune) che usufruivano di riduzioni nelle tariffe dei servizi comunali o che abitassero in case di edilizia popolare (era anche un avviso alla “furbetta” a regolare i suoi rapporti con gli uffici comunali). Questo per un banale problema di trasparenza: chi governa e amministra deve essere trasparente in ogni sua azione e pretesa, a maggior ragione se verso l’ente in cui esercita funzioni pubbliche. Il fenomeno sindacale aveva risposto che l’accertamento “… non parte in virtù delle professione, ruoli e funzione del cittadino […]. Dato ciò, non risulta a questa Amministrazione l’esistenza di indagini o controlli su cittadini che siano anche amministratori pubblici” (risposta resa il 4 marzo c.a. in consiglio comunale). Dunque il sindaco o ignorava o ha mentito.

Intanto abbiamo chiesto quanti accertamenti sono stati eseguiti da che il nucleo  dei vigili è stato smantellato (circa sei mesi), prevediamo che il numero sia vicino allo zero. D’altra parte la legalità di persegue anche così! (leggi interrogazione)
Questa storia non è l’unica del genere, le prossime ve le racconto nei prossimi giorni: pensate al danno, umano e istituzionale, pensate alla credibilità di un’istituzione che, per proteggere i furbetti, penalizza chi lavora per scovarli.

Mariano



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