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TE LA DO IO LA CASA POPOLARE

Un solo episodio (quello raccontato nel post precedente) non fa teorema, sostengono elementi del “branco” locale per giustificare l’operato del sindaco e le omissioni. Allora, eccone un altro, perfino più emblematico...
Le primarie del sindaco
Le case le assegnano sempre a quelli che non ne hanno bisogno”, sostengono sovente coloro che, non avendo i requisiti o avendone troppo pochi, non riescono a coronare il sogno di una vita: ottenere una casa popolare. Hanno torto, la Pubblica Amministrazione sorveglia controlla e verifica. Solo che quando scopre qualcosa che non doveva, i controllori vengono immediatamente liquidati. Ecco la storia.
Un bel giorno dell’anno scorso, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune (già candidato sindaco, ma ancora in pectore), incontra un noto beneficiato da contributi comunali (in quanto bisognoso) a bordo di un fiammante SUV...
Fa il suo bel dovere di amministratore che ha a cuore la legalità, la giustizia sociale e… chiede agli uffici del suo assessorato di commissionare un’indagine patrimoniale per verificare se il soggetto e il suo nucleo famigliare hanno davvero diritto agli sconti ripetuti e reiterati sulla mensa scolastica, ottenuti con una dichiarazione ISEE nella quale gli immobili in possesso della signora non sono dichiarati (deve essere un vizio…). Non sono neanche dichiarati i numerosi autoveicoli del signor furbetto e gli ancora più numerosi automezzi della sua signora.
Dato che non c’è mai limite, al nucleo famigliare “furbetto” il CISAP (Consorzio Servizi alla Persona) corrispondeva anche circa 1.600 € l’anno a sostegno del reddito troppo basso dichiarato(€ 9.000 annue circa).  Questo nonostante la signora furbetta acquistasse e vendesse immobili con ricavi anche importanti, come dichiara fiero suo marito, peraltro impegnato anche lui a aprire e chiudere attività di vario genere, ultima l’acquisto e la rivendita di beni da fallimenti. Insomma, la segnalazione dell’assessore otteneva un importante riscontro, grazie al solerte lavoro dei Vigili impegnati: un altro furbetto (questa volta non particolarmente eccellente) acciuffato e risorse da destinare a chi ne ha veramente bisogno. Ma cosa c’entra tutto questo con le case popolari e con l’allora assessore (e adesso sindaco) Montà?

Succede che, nel corso degli accertamenti per verificare l’ISEE, risulta che la famiglia in questione ha avuto in assegnazione dal Comune una casa popolare e forse  se ne era dimenticato. L’assegnazione risale al 2009, ma il bando è del 2007. In quel momento (nel 2007)  i signori furbetti non avrebbero avuto diritto a partecipare – dunque a stare in graduatoria – perché possedevano degli immobili (parecchi!), come peraltro ammettono tranquillamente anche oggi. In occasione dell’assegnazione – dunque nel 2009 – avevano provveduto a vendere tutto. Solo che il bando parlava chiaro: i requisiti bisognava averli al momento del bando e possederli ancora al momento dell’assegnazione. Ma la casa il Comune gliel’ha data lo stesso: avranno controllato bene, prima di deliberare in merito? Certo un bell’esempio di efficienza dell’assessorato del Montà e della struttura comunale.

E ora l’epilogo: l’anno scorso a Grugliasco PD e satelliti hanno fatto le primarie, vinte da Montà, sbaragliando gli altri tre concorrenti. Sapete dove aveva la sede il Comitato elettorale di Montà? A casa della signora furbetta e naturalmente gratis!
Deve essere per questo che non ha mai risposto alla nostra interrogazione che gli chiedeva quanto avesse pagato d’affitto per la sede della sua campagna per le primarie e copia del contratto! Non c’è!

Prima coincidenza: accertamento ISEE alla scadenza del mandato, quando i furbetti usufruivano dei benefit da più di un lustro. Seconda coincidenza: assegnazione di casa popolare senza titolo a un nucleo famigliare che ha privato del diritto legittimo un’altra famiglia rimasta a bocca asciutta. Terza coincidenza: apertura di una sede elettorale in un luogo strategico… gratis! Quarta coincidenza: i Vigili che hanno condotto l’inchiesta sui furbetti (ora in mano alla Procura) sono gli stessi a cui è stata tolto l’incarico e inviati a multare le cacche dei cani.
Forse quattro coincidenze sono un po’ troppe. In ogni caso, se volete scoprirne (forse) delle altre, gli atti sono pubblici. Solo che è più facile consultarli a Torino che a Grugliasco.

Mariano

PS. Montà è ancora sempre vicepresidente di Avviso Pubblico, associazione nazionale che si occupa di legalità, trasparenza e lotta alle mafie.

PPS Appena ho un attimo di tempo, ve ne racconto un'altra più triste ancora



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