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LA RAGIONE DEGLI ASINI

Ma come si fa a vivere senza idee, senza speranze, senza ideali e senza voglia di cambiamento?”, ho scritto su FB quattro giorni fa. Via coi commenti, numerosi e sapidi. Ma c’è sempre chi la fa fuori dal vaso…
La forza delle idee
leccaculoBasta vincere per pretendere di avere ragione. Anche se si ha torto marcio. Un messaggio devastante per uno (sport) che ha bisogno prima di tutto di credibilità”. Così commentava un anno fa Capodacqua su “Repubblica” le dichiarazioni del ciclista Petacchi. Quest’ultimo, gasato dalla 21 vittoria di tappa a un Giro d’Italia, si spingeva a dichiarare che in realtà si trattava della sua 27 salita sul podio. Sei  “vittorie” gli erano state cancellate dopo che, nel 2007, era stato trovato positivo al doping e squalificato per un anno.
Ragionano nello stesso modo parecchi esponenti del ceto politico, locale e nazionale, convinti che la vittoria elettorale (indipendentemente dai mezzi e dalle condizioni realizzate per ottenerla) sia di per sé la migliore dimostrazione di aver ragione. Sovente non sanno nemmeno che questo modo di pensare è la negazione dei principi della democrazia liberale, quelli a cui credono di richiamarsi ogni volta che abbandonano il fare da “descamisados” – tono da squadrista, congiuntivo incerto, divieto dell’uso del passivo perché è da finocchi – per loro usuale e aprono la bocca culo di gallina per declamare qualche banalità che hanno letto nelle carte dei cioccolatini, possibilmente detta da qualcuno di destra così fa bipartisan.

COSE LORO

Come un centro per i giovani del comune, dotato di strutture e finanziamenti pubblici è diventato un ristorante privato che passa di mano in mano senza controllo e criterio. Oggi più di prima.
I giovani? Si grattino!

Nella mia città gli anziani dispongono di strutture adeguate e, in qualche caso, all’avanguardia. Non tanto per la gestione, sovente un po’ troppo clientelare, ma certamente per quantità e qualità degli edifici e il sostegno ai servizi. I giovani? Niente.
Da oltre dieci anni  il Comune ha acquisito una struttura per farne un centro dedicato ai giovani e siamo al punto di partenza. Tutto chiuso e i giovani si aggiustino! In più lo scandalo dei passaggi di mano nelle gestioni e le giravolte che hanno messo in atto gli amministratori pubblici grugliaschesi, fino a fare di un edificio comunale destinato ai giovani  un ristorante privato. Cose loro…, ma eccovi la storia e l'epilogo di oggi.

LE LEZIONI DELL’ILVA

Si consuma una tragedia “estiva” prima nel quasi silenzio dei mass-media, poi in un affollarsi ottuso che non riesce a cogliere e a restituire il senso di una città che si ribella.
Taranto e la via ecologista
Ilva-Taranto Nella vicenda dell’ILVA di Taranto ci sono tutti gli ingredienti del disastro nazionale: politici nuovi incapaci e collusi quanto i vecchi, finti imprenditori con l’allure del padrone delle ferriere, sindacati inadeguati, divisi e lontani da un rapporto libero con la base e la popolazione, autorità locali che hanno guardato dall’altra parte e che ancora lo fanno, funzionari pubblici corrotti, cosa ancora più grave perché preposti alla tutela della salute pubblica. E poi ancora:  mass media approssimativi, sdraiati sulle veline dei potenti, sinistre afone e combattute fra l’industrialismo a  tutti i costi e i costi dell’industrialismo di sfruttamento, bramose di finanziamenti per alimentare il costoso circuito del loro funzionamento e di campagne elettorali tanto più glamour quanto prive di idee e progetti. Il tutto impastato con le vite delle vittime: i Tarantini.

MORIRE DI LAVORO

Lavoro sempre più difficile da trovare, impossibile da conservare, pericoloso per le condizione in cui fa. Ma a chi importa?
L’Italia che non conta niente
danger_travailCredo di capire l’insofferenza  e l’incredulità con cui il mondo normale affronta i giornali e la tivù… per non dire delle chiacchiere della politica. Si occupano di un mondo che non c’è, lontano anni luce dalla vita della gente comune. Quella che muore in cantiere e si vede dedicato un decimo delle righe riservate alle sparate di Renzi o alle zoccole e ai prostituti al mare d’estate. Questa notizia l’ho letta poco più di due settimane fa e parla di un muratore che è morto cadendo in cantiere:
Giovanni Marras, muratore di 54 anni nato a Elini ed emigrato in Piemonte molti anni fa è morto ieri sera in cantiere di Torino. Marras è precipitato dalla scala nel cantiere edile alle porte di Torino e non si è più risvegliato.

VUOTI

Certe volte, a voler ricordare gli amici che non ci sono più, si finisce per lasciarsi andare a lagne insostenibili e offensive per chi è andato…
Pasquale
Sono oramai troppi anni che Pasquale non c’è più, morto un 6 agosto dall’altra parte del mondo.
Per un po’ di tempo ci siamo comportati come se dovessero ancora finire le vacanze d’estate: si trattava di aspettare un po’ e poi sarebbe arrivato anche lui, avrebbe ricominciato a chiamarci a rapporto, si sarebbe nuovamente preso cura di tutte le sue cose, comprese quelle di cui non si curava mai nessuno.
Insomma, avrebbe ricominciato a fare il Pasquale solito, quello che tutti conoscevamo, apprezzavamo, criticavamo e con cui, qualche volta, bisticciavamo.

DALLA CRISI ALLA DEMOCRAZIA 2.0 di Efisio Bova

Quelli di oggi non sono tempi ordinari. Una riflessione sulle cause della crisi strutturale e qualche indicazione su come trovare la strada per venirne fuori al meglio.
Mondo complesso, soluzioni all’altezza
web-2-and-democracy Le crisi non diventano croniche per carenza di buone risposte: diventano croniche per la mancanza di buone domande. Sono infatti le domande che orientano il pensiero e l'azione, le risposte giungono per ultime. Oggi non sono le soluzioni a mancare: è l'individuazione corretta dei problemi ad essere carente.
Nel corso della mia esperienza professionale ho notato che molto spesso quando le persone si trovano davanti ad un problema difficile da discutere e da risolvere fanno una cosa curiosa, Si creano una problema più semplice, anche inesistente, e ci si applicano con tutte le loro forze. Così risolvono l'imbarazzo, davanti a se stessi e agli altri, di sentirsi incompetenti.
In ambito politico succede la stessa cosa. 

CRISI ECONOMICA E DIRITTI CIVILI

Le preoccupazioni di un paese e il dibattito politico del centrosinistra segnano il baratro che si allarga ogni giorno fra il mondo della politica e la società reale.
Italia oscura
Image converted using ifftoanyInfuria in Europa una delle più terribili crisi economiche, in Italia i suoi effetti sono amplificati dalle ben note follie dell’ultimo ventennio e da una tale rete di privilegi e sprechi che segnano ulteriormente diseguaglianze e ingiustizie acclarate. Si taglia su tutto, meno che sulle cose davvero tagliabili, e si accredita ogni giorno di più l’idea che quella dei sacrifici sia ancora una volta una logica a senso unico e solo per qualche fesso che ci rimane preso dentro.
La gente non ce la fa più, ma il centrosinistra non se ne occupa, preferisce bisticciare su diritti civili, peraltro riconosciuti con leggi ormai dovunque tranne che qui.
Capite l’abisso che c’è fra una società dove convivere è una condizione normale anche per coppie di credenti, dove è difficile che il matrimonio sfarzoso con l’abito bianco e le carrozze finto-americano segni l’inizio di una unione indissolubile e senza tradimenti, dove il diritto alla sessualità e l’accettazione di stili di vita i più diversi sono messi in discussione solo da una minoranza fastidiosa della società; capite l'abisso che c'è fra tutto questo e i proclami di Casini (nomen omen), della destra puttaniera e dei cattolici democratici?

MENO MALE CHE SILVIO C’E’

L’annuncio della ricandidatura del Cavaliere ha improvvisamente rivitalizzato soggetti e partiti che sembravano morti con lui. In attesa di un futuro che non viene mai, l’Italia assiste disperata.
Deliri d’estate
the_banquet Dunque Silvio non ha alcuna intenzione di farsi da parte, di sostenere Alfano e il suo rosario di Gasparri e Santanché e Cicchitto variamente combinati e agghindati da personaggi politici.
L’annuncio della sua nuova avventura elettorale, invece che gli entusiasmi di qualche tempo fa, ha suscitato apprensioni, timori, gesti di sconforto, palpeggiamenti alle parti basse, prese di posizione poco lusinghiere nei suoi confronti e tante altre manifestazioni di un imbarazzo per un ritorno al passato che non può che generare guai a ripetizione.
Questo nel centrodestra.
Nel centrosinistra, invece, è tutta un’altra storia. La ricomparsa di Berlusconi ha prodotto l’immediato risveglio dei suoi interlocutori di sempre, fra una Bicamerale e una ammiccante sottovalutazione di troppo.

LE SCIOCCHEZZE DELL’ASSESSORE

Con l’avvio dell’attività amministrativa, anche nella mia città entrano in funzione le commissioni consigliari: servono a sviscerare i problemi e a mettere i consiglieri in grado di decidere al meglio. In teoria…
I privati e il pubblico
bufala-400 Mi occupo spesso – forse persino ossessivamente – dello strano rapporto che le amministrazioni locali d’oggi intrattengono con i privati, specialmente quelle che hanno delle velleità di sinistra. Da berlusconi in poi si è venuta affermando l’idea che pubblico (e suoi rappresentanti>) e privati sono sullo stesso piano, che il ruolo dell’amministratore è quello di arbitro fra interessi contrapposti o complementari. Il suo lavoro consiste nel mettere tutti d’accordo, utilizzando le risorse del potere per disporre al meglio e con il maggiore equilibrio possibile di quello che è di tutti.
Questa non è l’idea della democrazia borghese, a cui tutti dicono di rifarsi: i rappresentanti dei cittadini sono portatori di un interesse superiore, quello collettivo, che supera e comprende i tanti interessi particolari, quelli espressi dai “privati”. In Europa gli amministratori pubblici, di qualunque colore essi siano, accolgono suggerimenti, richieste e pressioni di interessi privati utilizzando procedure democratiche per rispondere loro al meglio e utilizzarli, se si riesce, per promuovere l’interesse collettivo. Da noi no, si presentano e si negozia, con i risultati che vediamo tutti i giorni.
Bene, accade che l’assessore al Lavori Pubblici della mia città si presenti nella prima seduta della sua commissione a illustrare il progetto di rifacimento della piazza centrale.

GIOVANILISMO E SENILITA’

A forza di nutrirsi di luoghi comuni ci si riduce e pensare come i tronisti, a vivere come le veline e a fare danni come i mediocri incompetenti di cui si nutre il nostro mondo
I tronisti della politica
old_vs_young1 E’ da qualche tempo che sento come insopportabile tutto questo invocare “i ggggiovani” come potenziali salvatori della patria – capaci, se messi nella condizione giusta, di dare la scossa a questo paese rimettendolo all’onore del mondo – in contrapposizione ai vecchi (o ai meno gggiovani) che l’avrebbero portato alla rovina. Ho cercato di controllare l’insofferenza dicendomi che forse è il frutto delle mie quasi 58 primavere. Non abbastanza da qualificarmi come “vecchio”, ma certamente sufficienti ad escludermi dalla preziosa appartenenza alla cerchia dei gggiovani.
Non credo che il noccio stia qui, quello che mi da fastidio è la strumentalità di questo modo di ragionare e di classificare il mondo, naturalmente a uso e consumo non dei giovani, ma solo di quelli fra loro che hanno vecchi robusti alle spalle, ai quali si sono già sottomessi per bene al fine di usufruire di tutte chances possibili di passare davanti ai loro coetanei, non per merito ma per conoscenza.
Ecco, questa ennesima mistificazione a danno dei giovani, quelli che lottano e meritano, mi fa davvero incazzare.

TEMPI D’ESAMI

Come tutti gli anni, una generazione sotto esame traccia il bilancio di un pezzo di strada che si avvia alla fine, mentre si affaccia ad un balcone dove non c’è più nemmeno la protezione della ringhiera: insieme alla speranza si sono fregati pure quella!
Chi esamina gli esaminatori?
Esame di Stato In questi giorni di Esami di Stato alla fine delle superiori, i giovani virgulti e le altrettanto giovani fanciulle sono sotto tensione: forse per la prima volta nella loro vita, la scuola li mette alla prova, ne giudica la preparazione e il curriculum, trasforma tutto questo in un voto che segna la prima tappa vera nel loro percorso di ingresso nel mondo adulto.
Lo fa alla maniera della scuola italiana, cioè abbastanza male e in modo certamente approssimativo, quando non sciatto. D’altra parte non esiste l’esame perfetto: l’alea dell’imprevisto fa parte dell’esame stesso, anche quando si svolge nelle migliori condizioni. La scuola italiana, però, ci mette del suo per rendere questo rito di passaggio un vero e proprio terno al lotto, a cominciare dalla stessa natura dell’esame di stato, quello che una volta si chiamava Maturità.

IL BILANCIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

La potente tesoriera della campagna elettorale ha chiuso i conti. Possiamo finalmente dare i numeri e fare anche noi un po’ di chiarezza sui costi della nostra politica. Eccoli.
Il costo della democrazia
BILANCIO CAMPAGNA ELETTORALE 1 Ecco qua i conti economici della nostra campagna elettorale, suddivisi per centri di spesa (leggi qui). Segnalo che tutte le entrate sono donazioni di privati (parecchi si sono poi anche candidati nelle liste), molti amici e tutti ben motivati e felici di partecipare a un’impresa importante. Oltre a questo un contributo della Federazione dei Verdi a sostegno della lista degli Ecologisti, naturalmente finita nel calderone del conto comune.

Il grosso delle spese è materiale cartaceo: manifesti, volantini, cartoline, santini (quando non pagati direttamente dal singolo candidato).
Rilevante (almeno per noi) le spese per la bella festa finale.

Bene, tutto qua. Un grazie di cuore a Gabriella che ha tenuto conti e conticini (e ancora tiene) con ammirabile precisione e leggerezza. Abbiamo bisogno di persone come lei per andare avanti bene verso le molto prossime puntate.

SCIATT’ITALIA: NON E' DI MIA COMPETENZA

La vita quotidiana di questi giorni è segnata da intoppi e incazzature superiori a quelle di tempi meno critici. Aumenta il menefreghismo o diminuisce la nostra capacità di sopportazione?

Una firma sbagliata sulla pratica, una svista dell’impiegato o una sua sottovalutazione, e il circuito infernale si blocca: il malcapitato deve ricominciare, girare da un posto all’altro, produrre nuova carta che richiede nuove code e nuove istanze.
Così i tempi della risposta si dilatano, la quantità di interventi si moltiplica, ognuno deve dire la sua e giustificare la sua posizione nella struttura burocratica, il cittadino si fa sempre più piccolo e indifeso.
Nessuna paura, lo stesso cittadino inerme, una volta passato dall’altra parte della barricata, si comporterà nello stesso modo, trasformandosi in uno sciatto vessatore e consumatore del tempo e dei nervi altrui. Questo nella burocrazia pubblica, ma nel privato non è mica diverso, non lo è nemmeno nei rapporti più circoscritti e intimi: di fronte a una richiesta di assumersi una piccola responsabilità, di fare semplicemente il proprio dovere…. un bel chissenefrega e via verso nuove manifestazioni di un un individualismo distruttivo e ottuso.

Di fronte al tuo chissenefrega, come pensi che reagirà il tuo interlocutore? Nello stesso modo, ma non te ne importa. Se avrò bisogno di qualcosa cercherò una raccomandazione o un favorino di qualcuno che conosco o che potrebbe domani avere bisogno di me. Così l’Italia va in rovina e gli stessi menefreghisti deplorano questa china discendente attribuendone la colpa agli altri.
Così, se sul tuo posto di lavoro qualcuno si prende la responsabilità di farlo al meglio, tu ti coalizzerai con gli altri dipendenti per fargli terra bruciata intorno: guai far vedere al dirigente (o al padrone) che, a parità di orario, si possono fare più cose e perfino senza ammazzarsi, meglio osservare il degrado del nostro orgoglio professionale dalla sedia dove il nostro culo deplora coi colleghi lo scadere della qualità italiana.

E poi, chissenefrega se quel poveraccio è costretto a correre come una scheggia anche per fare il tuo di lavoro: lui non è garantito, lavora per una cooperativa e forse non è nemmeno del tutto in regola. Dunque deve trottare e fare anche quello che potresti e dovresti fare tu, mentre le tazzine del caffè del bar si raffreddano a sentire la cagate politiche che spari senza sosta.

Chissenefrega se potresti tirare via quelle erbacce davanti all’ingresso mentre spieghi ai tuoi colleghi che bisognerebbe proprio farlo, se non ti chiedi mai che cosa potresti fare per migliorare le tue prestazioni, la salute della tua azienda e la vivibilità del luogo di lavoro.

Chissenefrega se il tuo modo di scegliere in politica produce guasti che pagherai anche tu, ci sarà sempre qualcuno sotto di te a cui dare la colpa, qualche precario o co.co.co. da far aspettare ore mentre tu sorbisci caffè alla macchinetta cianciando di giustizia sociale e di rinascita dell’Italia.

Qualche vittima da sfruttare per farle fare quello che potresti tranquillamente fare tu, se solo non avessi perso l’ambizione di essere una persona rotonda invece della figurina piatta che sei, quella con cui la casta gioca a completare un album che non finisce mai.

Ma chissenefrega!

Mariano

IL RISPETTO DELLE REGOLE di F. Maletti

Si parla tanto del rispetto delle regole, ma le nostre culture prevalenti sono da tempo quella della giustificazione e del perdono, anche a sproposito. Esperienze di vita e riflessioni sull’oggi.
Il pentimento e la redenzione: la negazione delle regole
rules Chi crede che la vera libertà significhi assenza di regole adesso è servito.
Ci stiamo accorgendoci tutti soltanto ora della gravità dei guasti prodotti dal mantra berlusconiano: quello che, nel corso degli anni, ha arricchito lui ed i suoi cortigiani oltre l’inverosimile. Mentre cominciava a soffiare il vento della crisi “noi” spendevamo patriotticamente oltre quattro miliardi di euro per salvare Alitalia. E, per mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale, l’abolizione indiscriminata dell’Ici riduceva sul lastrico il bilancio di interi Comuni. Tuttavia questo serviva, ai Proci itacesi, stabilmente insediati nel governo, per giustificare feroci tagli lineari alle attività più importanti dello Stato, alla svendita per fare cassa di interi patrimoni comprati spesso con quattro soldi da speculatori senza scrupoli. Soldi di tutti noi che abbiamo assistito impotenti al saccheggio, mentre un porcaccione settantacinquenne si divertiva, facendo sesso a pagamento con delle minorenni. Diceva e dice di avere diritto a divertirsi dopo tanto lavoro fatto per il suo Paese.

FRANCIA E GRECIA: N/EURO

Le elezioni francesi e quelle greche nella drammatizzazione ignorante e colpevole dei mass media nostrani: un groviglio di opinioni scambiate per fatti e fattoni che sparano cazzate. Intanto l’informazione muore.
Elezioni: chi ha vinto?
Euro-Europa Se qualcun altro oltre a me ieri ha cercato sui nostri quotidiani nazionali numeri e dati per capire come sono andate le elezioni di domenica in Francia e in Grecia si sarà accorto che non mancavano le opinioni,ma di numeri ne circolavano proprio pochi. Tranne quelli che servivano a spiegare la fantomatica svolta pro-euro dei Greci e la vittoria “schiacciante” dei socialisti francesi anche al secondo turno.
Vediamo come sono andate veramente le cose e cominciamo dalla Grecia, lasciando perdere i dati sull’affluenza perché non sono interessanti se non per rilevare che il calo dei votanti significa che sempre più persone non si ritrovano nell’offerta politica oppure che hanno perso qualunque speranza nella politica come strumento per la trasformazione della società. Nea Democratia ha il 29,7% (129 seggi col premio di maggioranza), Syriza il 26,9% (71 seggi), PASOK 12,3% (33 seggi), “Greci Indipendenti” (destra) 7,5% e 20 seggi, “Aurora Dorata” il 6,9 e 18 seggi, Sinistra Democratica il 6,3% e 17 seggi, Partito Comunista 4,5% e 12 seggi. Per trovare questi dati sono dovuto andare sul sito del “La Voce della Russia.

IL FATTO QUOTIDIANO E LA VIGNA DI GRUGLIASCO

Un pezzo uscito oggi sul Fatto Quotidiano la racconta bene delle miserie della mia città.
Il curriculum vitae
Sul Fatto di oggi, 15 giugno, un articolo di Stefano Caselli (leggi) racconta una storia scandalosa, ma purtroppo tristemente frequente in questa Italia da dimenticare. E' capitata nella mia città e mi vede coinvolto come vittima del fascismo strisciante che ne pervade la vita politica, così come accade in chissà quanti altri luoghi.
Della questione me ne sono occupato in occasione della cronaca del consiglio comunale (leggi), quello dove il PD e i suoi alleati hanno votato in massa per Vigna, unico consigliere comunale del PdL – protagonista dell’articolo – come presidente della commissione di controllo e garanzia.

Il burattinaio Montà sogghignava e osservava le sue marionette consigliari realizzare uno dei tanti autogoal nella più totale indifferenza dei più e del pubblico presente, molto occupato a schierarsi e poco a capire la gravità di quello che stava accadendo.
Mano male che c’è ancora chi ha il coraggio di parlare di queste storie, di raccontare di questo paese alla deriva e della pochezza della sua classe politica.

LA PROFESSORESSA SBAGLIA I CONTI

L’errore clamoroso nella stima degli esodati la dice lunga non solo sul supporto tecnico a decisioni che cambiano la vita delle persone, oltre che il bilancio dello stato, ma anche sull’affidabilità dei professori.
Le vittime della boria
retraite_2Dunque, secondo l’INPS, il numero degli esodati sarebbe oltre cinque volte la stima fornita dal Ministero del Welfare e sbandierata per settimane fino a farne un vessillo della malafede sindacale. Ricorderete tutti che più volte i responsabili sindacali avevano segnalato che il numero della Fornero era eccessivamente basso rispetto alla stima che i loro centri studi avevano immaginato, ma lei niente: dritta per la sua strada con l’aria arcigna da piemontese tutta d’un pezzo e il sussiego di chi sta lavorando per una masnada di deficienti che cercano solo di metterle i bastoni fra le ruote.
Ricorderete anche che intorno al tema si erano sviluppate discussioni anche importanti, riassumibili nel tentativo di rispondere alle seguenti domande:

MONTI? NO, CALO

Governo paralizzato, paese nel panico, politica impotente economia al collasso
Terremoti
terremoto1La terra continua a tremare e zone importanti del nostro paese entrano in difficoltà perché il disastro non accenna a fermarsi. Le attività economiche non ripartono, la ricostruzione stenta a decollare anche solo dal punto di vista del progetto, ogni volta che sembra passato il peggio una nuova scossa riapre ferite, genera crolli e produce scoramento.
Di solito, di fronte  a un disastro di queste proporzioni un paese si raccoglie, si riunisce, ammutolisce e cerca le ragioni profonde per trovare una tregua necessaria a soccorrere, cercare risorse e mezzi e trovare i modi più efficaci per sostenere la ricostruzione. Forse è davvero così, ma ho dei dubbi che il sentimento della politica di oggi sia questo.

CRONACHE DI UN CONSIGLIERE COMUNALE 2

Seconda adunanza: dove il PDmenoelle vota in massa il candidato del PdL, anche lui. come il sindaco, portaborse in Regione. Poi, espulsioni e.. sorpresina finale con fuoriprogramma dedicato. 
DemoLezioni di democrazia
Delorean Ieri, 6 giugno, seconda puntata. Il Consiglio è convocato per approvare alcune delibere “tranquille” e per eleggere i presidenti delle commissioni consiliari: cinque di queste avranno presumibilmente un candidato della maggioranza, l’ultima è quella di controllo e garanzia; la presidenza spetta all’opposizione.
Serpeggia un certo nervosismo, alimentato anche dalla richiesta che il capogruppo dell’IdV Carioscia formula alla presidente del consiglio, sua ex (forse) compagna di partito: vuole leggere una dichiarazione al termine dei lavori ordinari. Sono giorni che girano voci di espulsioni e di discussioni feroci all’interno del partito che i maligni hanno già ribattezzato “Italia dei livori”, dunque potrebbe essere una succulenta puntata che alimenterà il gossip locale e le pulsazioni di un poco tranquillo Montà.

BUFFO BUFFON & BUFFONI A GO GO

Sono più indegne le dichiarazioni dell’uomo simbolo della Juve o le trovate dei tanti che non riescono proprio a coglierne la gravità?
Scommettiamo?
calcioscommesse Che il mondo del calcio - e non solo quello di questo sport/spettacolo - fosse marcio e corrotto non lo impariamo certo dalle ultime indagini sulle partite combinate. Si sa… e basta, ma si spera anche sempre che l’operato delle società, degli sponsor, delle televisioni, di tutti quelli che hanno interessi economici rilevanti, sia tale da impedire che il marcio diventi un cancro che divora l’organismo.
Perché, se così fosse, vorrebbe dire che, insieme alla decenza e all’etica, hanno smarrito anche il senso della convenienza, contribuendo in modo ottuso alla morte della fonte delle loro ricchezze. Invece sembra proprio che le cose stiano così: il calcio finisce la sua parabola storica fra scandali e ignominie che ne minano la credibilità alle fondamenta, fino al crollo finale che sembra oramai prossimo.
In questo quadro – che non è solo italiano anche se nel nostro paese la drammatizzazione è d’obbligo – si inseriscono le vicende delle star e dei tifosi, vero termometro dello stato della nazione.

ESODANDI ED ESODATI – BOTTA E RISPOSTA di F. Maletti

A seguito del post di Franco Maletti pubblicato su questo blog (leggi), un lettore gli ha scritto proponendogli il suo caso. Anche stavolta il caso singolo diventa paradigma.
Cornuti e mazziati?
"Buongiorno, ho letto (per caso) il suo parere sugli esodati e spero di non disturbarla con il mio caso personale, che userò solo per dire che non sono d'accordo sulle sue conclusioni.
Sono nato il 15.2.54, ho riscattato 4 anni di laurea e lavorato 32 anni effettivi in Banca (Unicredit)per cui al 31.12.2008, con 36 anni di contributi, ho accettato l'uscita da Unicredit e l'adesione al Fondo Esuberi. Il suo articolo parla di scelta azzardata, e, alla luce di quanto sta succedendo, lo è, anche se ancora non si sa bene cosa succederà e non ho capito se farò parte dei 65.000 salvaguardati nè cosa esattamente significhi, però mi permetta di osservare quanto segue:

CRONACHE DI UN CONSIGLIERE COMUNALE 1

Seduta di insediamento del Consiglio comunale di Grugliasco: paradigma dell’Italia di oggi e specchio delle miserie umane amplificate alla massima potenza. Con ciliegina finale.
Debutto con livore
Municipio Alle 17 e 30 di ieri (28 maggio 2012) tutti i consiglieri comunali di Grugliasco sono presenti nella sala, già bella calda di temperatura e piena del pubblico in prevalenza formato da amici e parenti dei neoeletti e del mondo politico locale. Tra il pubblico alcuni consiglieri non più eletti, amministratori del passato e l’ex-sindaco munito di telecomando per manovrare just in time il suo successore.
Banchi della maggioranza con gente che si guarda in cagnesco, non sembra neanche che abbiano vinto loro. Banchi dell’opposizione: in prima fila i 4 consiglieri eletti nella lista del MoVimento 5 Stelle, in seconda fila noi quattro di Grugliasco Democratica e Ecologisti, in ultima fila (solo) il consigliere del PdL.

GLI ALBERI DAL PARCO: ABBATTUTI

Dopo una Giunta/cannonata, il secondo regalo del neosindaco Monzù. Le ruspe del Comune (pardon Le Serre) abbattono gli alberi di Parco Porporati, così imparano.
Attila’ e le sue ruspe
Parco Porporati nel 1992 Non bastava che costringessero un bel pezzo di città (per capirci, quella che non va alle grigliate elettorale del magna magna, o che non si fa incantare dalle promesse dei supporters rapaci, o che non da retta ai medici della mutua che pietiscono voti per i congiunti o per le amichette) a battagliare per un anno per impedire che costruissero il nuovo municipio nel parco.
Non bastava che, rinunciando al progetto scellerato, finissero comunque per spendere soldi pubblici per pagare un incarico a un professionista scelto senza nessuna gara pubblicaAdesso sono passati ai fatti.

LA MAIONESE IMPAZZISCE

Monti, Casini, Bersani, D’Alema, Fini, Bossi, Berlusconi, Maroni…
Una tassa sulla delusione
mouse_sweeping_welcome Davvero una stagione politica di cui conserveremo un ricordo allucinato, quella che stiamo vivendo da oramai troppi mesi.
Sei mesi fa, fine dell’incubo Berlusconi e governo tecnico che promette lacrime e sangue per evitare il tracollo.
Naturalmente tutti dimenticano con sorprendente velocità le origini e le cause del tracollo… ma è una caratteristica italica quella di avere una memoria corta e che, per di più, funziona a intermittenza. Resta, ben alimentato dai mass media, una vaga sensazione di fregatura, di procedimento poco democratico, di trame non proprio da democrazia matura, ma fa lo stesso: il risultato spazza via di dubbi. Berlusconi è finalmente fuori dalle palle, l’Italia e gli Italiani cominciano una stagione nuova, più austera e fasciata da un loden verde, meno chiassosa e glamour, più parsimoniosa e responsabile.
Primo atto, la riforma delle pensioni.

ANALISI ELETTORALE: IL PESO DEL CANDIDATO di I. Bellotti

Ancora sulle elezioni amministrative a Grugliasco appena consumate. Un interessante analisi – finalmente con qualche numero e notevoli elementi di scientificità – mette in rilievo la forza e le debolezze nostre e altrui. Elementi di cui tenere conto per il futuro prossimo.
La parola ai numeri
Cannon-of-Incumbency-small Trovo sempre interessante la possibilità di sfruttare lavori conclusi in passato per continuare a far luce su fenomeni attuali. E’ il caso, ad esempio, della mia tesi di laurea. Pensata come una studio sul fenomeno delle liste civiche nei primi anni novanta del secolo scorso, si è presto trasformata in uno studio del “fenomeno” Turigliatto a Grugliasco.
Uno degli argomenti più graditi dai (pochissimi) lettori di quel lavoro prende il nome di “Indice di personalizzazione”. In mezzo a tanta teoria, unico spiraglio di applicazione pratica e immediata di un concetto relativamente semplice: l’apporto personale del candidato sindaco di una coalizione. Suffragato dalla certezza matematica (con un calcolo per nulla complicato), questo indice esprime la “forza” di un candidato sindaco rispetto alla coalizione che lo sostiene in una tornata elettorale. Altro concetto semplice quanto necessario per leggere i risultati elettorali comunali è quello dell’incumbency o effetto carica.

POSTUMI

Una settimana dopo le elezioni, una riflessione più fredda e qualche spunto per una lettura della nostra città, Grugliasco
Il dolceamaro della democrazia
Via Lupo Nel corso di questi pochi giorni si sono sprecati i commenti sull’esito delle elezioni: alcuni pure chiacchiere, altri con spunti e intuizioni che occorrerà sviluppare. Provo ad evocare alcune suggestioni maturate in giro per Grugliasco e nelle nostre analisi post-voto.
Continuo a ritenere che il nostro risultato sia un gran risultato: senza clientele, senza colpi bassi e senza evocare brutte storie in corso, abbiamo ottenuto un riscontro importante, giusto dalla parte della città che è meno legata alla necessità delle promesse elettorali e che osserva in modo critico cosa succede nel centrosinistra dei partiti (dai fasti dei figli di…, al flop dei convertiti dell’ultimo minuto, cantieri elettorali, lotte intestine fra bande agguerrite), con la preoccupazione di chi vorrebbe merito e qualità, ci trova altro e, con disincanto, si mette da parte e aspetta il tracollo.

ADESSO VIENE IL BELLO

I risultati elettorali ci consegnano l’immagine di Grugliasco che speravamo diversa. Questa volta possiamo davvero dire che ce l’abbiamo messa tutta, ma non è bastato. Ma domani è un altro giorno…
Grugliasco domani
ManifestoIstruzione Difficile per me commentare l’esito di queste elezioni senza tradire la gioia di quel 21,5% di Grugliaschesi che hanno scelto la politica dei progetti e del futuro. Me lo aspettavo, ma mi attendevo il successo del Movimento 5 stelle e pensavo che avrebbero saccheggiato anche il nostro elettorato. Per questo non ci credevo del tutto: vederlo nelle urne mi ha fatto davvero piacere.
Assai meno piacere mi ha fatto vedere il 56% di Montà e il dispiacere non è stato nemmeno lontanamente mitigato dal constatare che il candidato era così gradito che ha preso in percentuale oltre 4 punti in meno delle sue liste (voto disgiunto, lo stesso che mi ha fatto prendere in percentuali oltre 6 punti di più). Il mio amico Giovanni Lava ha scritto un bel post di analisi del voto che condivido completamente e che vi invito a leggere (leggi) perché davvero interessante. Infine, so anche come è stato costruito il risultato di Montà e, anche per questo, il dispiacere aumenta.

ADESSO SI VOTA! di E. Giargia

Una riflessione “a caldo” sulla campagna elettorale che volge al termine (forse solo per la sua prima parte).
Miracolo a Grugliasco
miracle Reduci da una campagna elettorale entusiasmante – e non ancora terminata – ieri sera ci siamo ritrovati a festeggiare insieme a tanti grugliaschesi. Abbiamo esorcizzato le nostre ansie, ricordato le fatiche e condiviso aneddoti, nuove amicizie e speranze per il futuro. Come da copione, a metà serata il nostro candidato sindaco ci ha intrattenuto con un richiestissimo discorso, come sempre diverso da quello che ti aspetti da un politico e, in alcuni punti, davvero illuminante. Non è mancato un brevissimo riferimento alla porcherie regalateci da alcuni partecipanti alla competizione elettorale, ma anche qui non si è persa l’occasione per sottolineare la necessità di rispondere con il massimo del fair play.

LE CALUNNIE DELLA DISPERAZIONE

Un altro capolavoro dei demos (ramo vincitori) della mia città: in distribuzione un fogliaccio -redatto dal marito del sindaco di Collegno – nel più puro stile sovietico. E tutto per non dire che Montà vive di politica!
Sono proprio scesi in basso!
Devono essere davvero disperati i sostenitori di Montà se accettano che - insieme  alle calunnie sparse a piene mani per tutta la campagna elettorale e anche prima  - l’appello finale distribuito in città contenga una forsennata e incredibile scopiazzatura del mio curriculum vitae, fatta per dimostrare che io sono il “vecchio” e lui il “giovane”, naturalmente omettendo di dire che lui vive di politica da 12 anni e che di mestiere fa il portaborse in Regione.
Una sindrome simile a quella che li aveva spinti qualche settimana fa a portare Renzi, il sindaco di Firenze, al mercato nella più totale clandestinità, forse consapevoli del successo che il “rottamatore” riscontra nell’apparato del PD, l’unico ad essersi accordo del suo passaggio a Grugliasco, perché i cittadini erano altrove.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 6

La fermata ferroviaria
Questa è l’ultima delle Pillole di programma che abbiamo preparato e parla di una straordinaria bizzarria grugliaschese.

PILOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 5

La casa di riposo e le politiche sociali
"Il vecchietto, dove lo metto?”
"Il vecchietto dove lo metto?". Le politiche sociali e assistenziali debbono mirare all'integrazione e alla convivenza, non isolare le persone in difficoltà.

RIFLESSIONE ELETTORALE di Franco Maletti

A quattro giorni dal voto voglio  pubblicare questa lettera di Franco Maletti, iscritto al PD. L’ha postata su FB il 25 aprile scorso. Non so se la scelta della data sia stata casuale.
Cultura e morale
Grugliasco è una cittadina a ridosso della periferia torinese con tradizioni di centrosinistra così solide che ha potuto permettersi il lusso di presentarsi, più di una volta, divisa alle amministrative senza che il centrodestra riuscisse ad avvantaggiarsene. Tanto che qualcuno malignamente sostiene che se alle elezioni amministrative di Grugliasco, (per fare un esempio), venisse candidata a sindaco per il centrosinistra unito la “toma di Lanzo”, questa vincerebbe comunque. E con largo margine.
Ma questa certezza del “vincere facile” può (come è accaduto) produrre effetti molto negativi e addirittura nefasti per tutti.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 4

Parco Porporati
tra aggressioni della speculazione e cantieri elettorali
Sventato il tentativo di aggressione degli anni '90 - volevano farci delle villette a schiera - l'anno scorso ci è toccato riprendere in mano le bandiere per impedire all'amministrazione uscente di realizzare il progetto allucinante di spostare il municipio nel parco.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 3

Studiare a Grugliasco: l’Università
Dopo l'arrivo delle Facoltà di Agraria e medicina Veterinaria a Grugliasco tutto si è fermato. Sono dieci anni che i cittadini sentono annunci, ma non succede mai nulla. Eppure il progetto per la costruzione del Polo scientifico è pronto da 11 anni...

CREARE LAVORO

Effetti benefici delle campagne elettorali…
Incentivi fiscali per lavoro vero

Le nostre proposte per il rilancio del polo di Corso Allamano sono oramai patrimonio comune di tutti i candidati alle elezioni; questa è già una vittoria. Discutendone con i cittadini, alcune ulteriori proposte che ci hanno sottoposto meritano attenzione.
Fra queste, quella per cui il Comune – oltre a intervenire per organizzare i soggetti direttamente coinvolti nel rilancio dell’area industriale – potrebbe applicare la leva dell’IMU e dell’addizionale IRPEF in modo selettivo, per agevolare l’insediamento di attività ad alto contenuto tecnologico e profondamente calate nella realtà locale, anche dal punto di vista del mercato dei prodotti e dei servizi che forniscono.

CARTOLINA N. 4

Questa è la quarta cartolina della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative. L’ha fatta, come le altre, Fabio Sgorlon.
Grugliasco dall’alto


Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

DELIRIO DI ONNIPOTENZA

Ultima settimana di campagna elettorale. La stanchezza e i riscontri minano la psiche dei candidati e dei supporter, specialmente quelli eccellenti, facendo fare loro cose riprovevoli.
Il comizio al Borgo (con auto del comune)
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Oggi, sabato 28 aprile, Claudio Cerruti, candidato di Grugliasco Democratica e residente nel Borgo, decide di organizzare un incontro con me e i cittadini interessati nella piazzetta davanti al supermercato. Stampa volantini e pubblicizza l’iniziativa, ma scopriamo che anche una lista pro-Montà ha chiesto ed ottenuto lo stesso posto per posare un gazebo e distribuire volantini.
Poco male, decidiamo di spostarci un poco più lontano per non dare fastidio, pur sempre visibili dai cittadini che, avvisati dai volantini, venissero a cercarci vicino al supermercato.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 2

Le Serre: opportunità  o clientela?
Il Parco Culturale Le Serre è oramai ridotto alla sfascio: nella Nave è crollato il controsoffitto appena costruito ed è inagibile, il tendone ha devastato il parco ed è quasi sempre vuoto, languono le attività e i Grugliaschesi sono oramai del tutto estromessi perfino dalla fruizione della natura.

PILLOLE DI PROGRAMMA IN VIDEO 1

Lavorare in corso Allamano
Questa è la prima delle 6 pillole di programma che con Fabio Sgorlon ha realizzato per dare a tutti la possibilità di vedere e sentire le nostre proposte per il governo della città.

TURIGLIATTO MONOPOLIZZA IL WEB!

Questo il titolo di un pezzo apparso oggi su "La Stampa" a firma di Patrizio Romano. Leggetelo che ne vale la pena!
In cielo volano gli asini
L'articolo che allego è apparso oggi e rappresenta a suo modo un bell'esempio dell'ignoranza che aleggia sul mondo della politica (e non solo su quello), trasformando anche le persone più simpatiche in lagnosi ragazzini capricciosi.
La multinazionale Google - non un oscuro cracker voglioso di contravvenire alle leggi - offre, fra gli altri,  un servizio  a pagamento per valorizzare siti e blog a soggetti vogliosi di farsi conoscere.
Siccome io sono voglioso di farmi conoscere, visto che sono candidato alle prossime elezioni, ho deciso di spendere qualche soldo (200 € in tutto) per promuovere il mio blog. In particolare la pagina dove è contenuto il mio programma elettorale, quello che vorrei tanto che le persone conoscessero per decidere che sono proprio quello giusto.
Funziona così: indicando alcune parole chiave (spero che Montà e Vigna sappiano che cosa sono), il primo link che viene proposto a chi cerca su Google è il mio; l'indicazione è la parola chiave seguita dal nome del mio blog. E' un servizio che si chiama AdWords, lo usano commercianti e artigiani per far conoscere i loro servizi, forse anche qualche massaggiatrice, ma non lo so perché non ho mai provato.

CARTOLINA N. 3

Questa è la terza cartolina della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative. L’ha fatta, come le altre, Fabio Sgorlon.
La madre terra


Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

IL SANTONE: DUE RISATE…

santone Tra i miei amici ci sono parecchi buontemponi, alcuni dotati un in senso spinto per l’ironia e ben disponibili a sfottere… Si divertono a mettermi in difficoltà, scavando a fondo nelle debolezze umane, senza alcun rispetto per la mia sensibilità fanciullesca. E' noto che vengo  considerato un miracolatore, con l'attitudine e valorizzare anche i signori nessuno.
Qualche tempo fa, il mio ex medico della mutua, incontrando per strada miei amici e sostenitori, li ha apostrofati con il suo solito garbo sostenendo (chissà se con invidia o con disprezzo) che sarebbero seguaci di un santone, il sottoscritto. Lui, miracolato da me, ne sa qualcosa in merito.
Forse intendeva con questo insultarli, attribuendo loro una capacità di giudizio molto bassa, ma noi ci siamo fatti due belle risate alla faccia sua, santone e adepti.
Meno divertiti quelli che, ancora suoi pazienti, vanno da lui e si sentono apostrofare come amici di un farabutto, delinquente ed altri simili apprezzamenti di cui lo chiamerò a rispondere appena avrò voglia.
Adesso ho cose più importanti da fare…. spero che quadro vi piaccia, così lo farete girare. Attenti: vi vedo!
Mariano

AMARAMENTE di F. Maletti

Una splendida riflessione intorno a una dolore personale fa emergere con formidabile chiarezza i guasti della furbizia italica e il pegno che pagano i nostri figli per questa incoscienza dei padri.
Emigrare per sperare
Mentre mio figlio riparte per l’Australia dopo un breve rientro, per andare incontro a quel lavoro che gli consente l’indipendenza economica che qui è inutile cercare, mi viene da pensare che quasi ventimila chilometri sono ormai il prezzo da pagare se un giovane vuole preservare la propria dignità.
Sorrido pensando a tutte le discussioni che si fanno intorno all’articolo diciotto circa la libertà di licenziare. Una volta i licenziamenti si facevano caricando la gente sui bastimenti e mandandola in America. Oggi invece si parte alla spicciolata: magari con l’arricchimento di un titolo di studio, con delle capacità professionali, con anni di istruzione che qui servono a niente. Ma sempre di “licenziamento” si tratta: è quello di una società che di te come lavoratore non sa che farsene. Vai bene e sei tollerato soltanto se spendi e consumi. Ma con i soldi di chi se non hai un lavoro?

IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELLA POLITICA

Una carrettata di chiacchiere e tanta ipocrisia e condire un dibattito innescato dagli scandali e che di scandaloso ha solo il ritardo con cui lo si fa. Qualche considerazione e una proposta.
Politica, soldi, sangue e sesso
money Il faccione attonito e lacrimante di Bossi sul palco del raduno leghista di Bergamo - quello di un capo/simbolo ormai andato e pronto per essere giustiziato dai suoi “figli” in nome della salvezza della sua creatura - è l’emblema di questo interminabile tramonto della così detta “seconda repubblica”. Davvero non finisce mai…
Dalle vistose crepe che si vanno aprendo nei partiti escono senza controlli fiumi di danaro pubblico, rivelando, a tutti gli ignari cittadini e agli increduli militanti, quale fosse il senso vero delle battaglie politiche e dei contrasti personali che hanno lacerato partiti e movimenti in questi anni. Tra scissioni, ricomposizioni, nuove formazioni, si è andata consumando la più grande mistificazione che il sistema politico potesse ordire ai danni dei suoi elettori. E non c’è destra o sinistra che tengano, vicende sessuali collegate comprese.

CARTOLINA N. 2

Questa è la seconda cartolina della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative.
La torre e la luna


Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

L’ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE

Tempi di campagna elettorale, la follia e la paura di perdere il posto fa fare cose di cui un normale essere umano si vergognerebbe. Ma questi sono davvero senza limite…
Il porta a porta dell’assessore
ecoleBuon giorno signora maestra”, esordisce sfoderando un radioso sorriso l’assessore all’Istruzione del mio comune davanti alla maestra che gli ha aperto la porta dell’aula dove sta lavorando, “sono passato a segnalare che sono candidato nelle liste del PD e che è proprio importante che mi votiate alle prossime elezioni. Anzi, già che ci sono, lascio un po’ di depliant e di miei santini, così potrà darmi una mano. Naturalmente ho l’autorizzazione della preside…” .
Deve essere andata più o meno così nei giorni scorsi nella scuola in cui ho insegnato per molti anni, la Bruno Ciari e immagino che possa andare così anche nelle altre scuole dove questa scena si è già verificata o si verificherà in futuro.
Quando mi è stata segnalato questo comportamento davvero incredibile mi sono arrabbiato, poi mi è venuto lo schifo.

LA GIUSTIFICAZIONE DI PONZIO PILATO

Dopo la Pasqua...
Capita anche ai non credenti che l’occasione delle festività religiose – e la Pasqua è una cannonata in quanto a significati “altri” e “alti”, a cominciare dal tema della resurrezione/rigenerazione – diventi uno spunto di riflessione, di bilancio, di ascolto di temi e opinioni che, diversamente, non si porrebbero nemmeno alla nostra attenzione.
E’ il caso di un breve articolo di G. Niedda apparso sul sito dei Popolari piemontesi in questi giorni. Con arguzia e profondità di analisi, Ponzio Pilato diventa il simbolo di una contraddizione umana che conosciamo tutti fin troppo bene: quella di chi non sa se intervenire o guardare dall’altra parte, quella che  impone la scelta fra coraggio e opportunità, quella di chi vede che le cose stanno degenerando e non sa se dirlo e comportarsi di conseguenza, o scegliere la strada della preservazione del proprio orticello. Già con dentro la consapevolezza che la scelta genererà rimpianti e guai a tutti coloro che hanno creduto nelle parole di speranza e di determinazione. La politica oggi è questo: gente che guarda dall’altra parte, gente che mira a preservare il proprio misero orticello per paura che scelte coraggiose mettano in forse anche quello. E che, così facendo, sa già che farà la fine dei Ponzio Pilato nella storia, quella grande e quella piccola.

CARTOLINA N. 1

Queste è la prima delle 4 cartoline di Grugliasco che accompagnano la nostra campana elettorale. Fa parte della serie “Amare Grugliasco”. Ne pubblicherò una ogni sabato, fino al 5 maggio, vigilia delle elezioni amministrative.
La rua d’ Camuss

Se vi interessa collezionarle tutte e quattro chiedetele in giro ai banchetti elettorali delle liste della coalizione che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Grugliasco.

ESODANDI ED ESODATI di F. Maletti

In questi giorni di furibonde polemiche e di sollevazioni sacrosante, un parere molto interessante di chi ha praticato per una vita la tutela dei lavoratori… anche degli aspiranti pensionati.
Il diritto alla pensione
Premesso che il diritto a pensione è acquisito soltanto quando si può presentare la domanda, e che fino a quel momento è un diritto “teorico”, basato sul fatto che nel frattempo rimangano immutate le condizioni di legge, chi decide per qualunque ragione di lasciare il posto di lavoro prima di quel termine commette un azzardo.
L’azzardo sta nel fatto che, dal momento in cui il lavoratore lascia il posto di lavoro fino alla data in cui matura effettivamente il diritto, può soltanto sperare che la normativa durante questo periodo rimanga immutata.
La questione che ho appena descritto, quindi, è una questione vecchia di anni. Con la sola differenza che mai nessuno prima aveva fatto una riforma del sistema pensionistico così incisiva.

RITORNO AL FUTURO: L’INIZIO

Una bella serata ha segnato la fine della raccolta delle firme per la presentazione delle liste e l’inizio della campagna elettorale.
La seratona
teatroA3 Un teatro pieno di gente interessata, che è rimasta dall’inizio alla fine ad ascoltare gli interventi e le suonate un po’ grunge del gruppo Sturmundrank (quanti guasti può produrre un liceo!), ha fatto da lancio della campagna elettorale per le prossime amministrative grugliaschesi.
Sul palco Salvo Anzaldi, valente giornalista e autore del libro “Fuori dal Comune…” che ha presentato brevemente la sua opera, poi andata letteralmente a ruba: i giovani vogliono saperne di più della storia della loro città e l’hanno acquistato massicciamente, anche perché sapevano che era per finanziare la campagna elettorale. I vecchi anche, perché potranno ripercorrere sulle pagine un pezzo della loro storia in questa città.
Insomma una bella serata naif, come quelle che organizziamo di solito, e senza niente da mangiare, come facciamo noi di solito. Oltre a Salvo, sono intervenuti Carlo Proietti (Grugliasco Democratica, consigliere comunale uscente) – inesauribile motore della gran parte dell’attività di questi giorni ed entusiasta scopritore dei segreti belli e brutti di Grugliasco –, Elena Giargia – neofita della politica e capolista degli Ecologisti –, Nadia Marabese (Impegno per Grugliasco) - anima e testimonial della lista –, e Angelo Capizzi (PSI), visibilmente stanco e affannato per la fatica che stava ancora sopportando, ma felice per il successo e per il contesto.

COSA NOSTRA, COSE NOSTRE

Talmente impuniti e spudorati che i loro traffici li scrivono perfino su facebook. Un esempio del degrado morale di cui non sempre riusciamo a  rappresentare la profondità.
Il comitato… di che?
montà L’immagine che vedete qui a fianco è una videata di facebook.
Un noto esponente politico di secondo piano, da sempre ben introdotto nelle associazioni della mia città, scrive al “suo” candidato a sindaco, per organizzare con lui una “spontanea” assemblea elettorale. Lui chiede benefits e chiede all’altro di promettere di fare quello che non ha fatto negli scorsi dieci anni.
Il tono, la sicumera, l’allusività lasciano agghiacciati. Questa gente ha davvero questo senso della politica. D'altra parte di voto di scambio a Grugliasco si è già indagato in passato, dunque si tratta di cose già viste. pensavo che fossero oramai alle spalle, invece la politica di una parte del centrosinistra torna a essere anche questo.