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CRONACHE DI UN CONSIGLIERE COMUNALE 2

Seconda adunanza: dove il PDmenoelle vota in massa il candidato del PdL, anche lui. come il sindaco, portaborse in Regione. Poi, espulsioni e.. sorpresina finale con fuoriprogramma dedicato. 
DemoLezioni di democrazia
Delorean Ieri, 6 giugno, seconda puntata. Il Consiglio è convocato per approvare alcune delibere “tranquille” e per eleggere i presidenti delle commissioni consiliari: cinque di queste avranno presumibilmente un candidato della maggioranza, l’ultima è quella di controllo e garanzia; la presidenza spetta all’opposizione.
Serpeggia un certo nervosismo, alimentato anche dalla richiesta che il capogruppo dell’IdV Carioscia formula alla presidente del consiglio, sua ex (forse) compagna di partito: vuole leggere una dichiarazione al termine dei lavori ordinari. Sono giorni che girano voci di espulsioni e di discussioni feroci all’interno del partito che i maligni hanno già ribattezzato “Italia dei livori”, dunque potrebbe essere una succulenta puntata che alimenterà il gossip locale e le pulsazioni di un poco tranquillo Montà.
La capogruppo degli Ecologisti propone di devolvere il gettone di presenza dei consiglieri comunali ai terremotati dell’Emilia, ma il solerte ggggiovane capogruppo del PD si incarica subito di spiegare (a suo modo, cioè incomprensibilmente) che questo crea terribili problemi agli uffici. E’ meglio – dice - che ogni consigliere versi la sua quota, così nessuno saprà mai chi ha versato e quanto, ma la retorica sarà salva. Il sindaco disegna le incommensurabili strategie comunali per quanto riguarda gli interventi in Emilia, chiediamo che le difficoltà alla colletta dei consiglieri vengano spiegate per scritto dagli uffici, così troveremo insieme la soluzione a un problema così complicato.
Poi si passa alle votazioni dei presidenti delle commissioni: tutto bene per le prime cinque, nessuna sorpresa, giusto un frizzicore nello scoprire che all’ex assessore Colombi (assente) è stata riservata la vicepresidenza (!) della commissione istruzione.  Arriviamo alla sesta, quella di controllo: 8 consiglieri propongono il sottoscritto, Vigna (PdL, ex AN) propone se stesso.
Esito della votazione: 8 voti al sottoscritto, 15 a Vigna. Tutta la maggioranza (con due lodevoli eccezioni) vota compatta il candidato del PdL, pur di non avere il sottoscritto alla presidenza della commissione:  un evidente segno di coda di paglia. Se non avessero nulla da nascondere non avrebbero bisogno di mettere in campo una manovra così sporca, con la complicità di Vigna, un altro che vive di politica (portaborse della Bonino in Regione) e collega del sindaco (portaborse della Pentenero, PD, mai lavorato in vita sua). Chissà se subito dopo i centrosinistri sono andati in pellegrinaggio al Monumento ai 68 Martiri a chiedere scusa per aver votato un ex (?) fascista, magari assistiti dalla vestale locale dell’antifascismo di maniera!
Significativo lo sghignazzo nervoso del Montà, che è stato davvero bravo, non cesso di ribadirlo: dopo aver suicidato la sinistra (SEL e Federazione della Sinistra fuori dal Consiglio Comunale), ha convinto tutti i suoi riottosi consiglieri a votare il suo collega di lavoro con la speranza di vivere più tranquillo nei prossimi giorni.
Il suo vero capolavoro, però, doveva ancora venire, ma è questione di pochi minuti. Il capogruppo dell’IdV  annuncia l’espulsione dell’altra consigliera eletta nelle liste del partito (leggi), assurta alla carica di presidente del consiglio comunale nonostante il diniego del partito. Montà se la rideva anche in questo caso: ha disfatto anche i dipietristi, tutto in pochi giorni.
Chissà a chi toccherà domani, si chiedono i più accorti.

Finito il consiglio, la ciliegina finale. Vengo chiamato a parte e mi si chiede cosa fare di un pacco abbandonato in comune al secondo piano e apparentemente indirizzato al sottoscritto con un corredo di bigliettini che irridono al risultato elettorale della mia coalizione e magnificano le meraviglie di Montà e i suoi. Naturalmente i bigliettini sono anonimi, nel più puro stile della politica dei partiti grugliaschesi. Decido di aprirlo: dentro, un modellino della DeLorean di Doc Brown del film “Ritorno al futuro”, lo slogan della mia campagna elettorale: carini no?

Mariano



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