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REFERENDUM SULLA CACCIA: A VOLTE RITORNANO

Fanno finta di nulla, ma il referendum s'ha da fare!

Nei giorni scorsi ho scritto una lettera ai consiglieri regionali e ai presidenti di Giunta (Cota) e Consiglio (Cattaneo) della Regione Piemonte per segnalare loro che in Piemonte si deve tenere finalmente questo benedetto referendum sulla caccia.
Dell'iniziativa e di questa incredibile vicenda da conto un articolo su "Lo Spiffero" (leggi) e i numerosi interventi in merito. Voglio solo ricordare che le firme sono state raccolte 25 anni fa e che la Regione e le associazioni venatorie hanno attuato una tecnica dilatoria attraverso cause infinite per evitare che i cittadini piemontesi potessero pronunciarsi su una drastica riduzione delle specie cacciabili e dei tempi utili a sparare.
Venticinque anni fa, le associazioni ambientaliste raccolsero oltre 60 mila firme per richiedere il referendum. Loro, i cittadini firmatari e anche gli animali, aspettano che finalmente il referendum si faccia. Accorpato agli altri, così non c'è l'alibi dei costi.
Perché stanno tutti facendo finta che il problema non ci sia? Aspetto la vendetta della tipica fauna alpina!
Nei prossimi giorni pubblicherò i documenti e i materiali.

IN ATTESA DEL PEGGIO...

Un amico ci scrive e volentieri pubblichiamo
Una notizia clamorosa: b vuole divertirsi davanti ai giudici! di Franco Maletti 

Ha fatto sorridere di compassione la dichiarazione di Berlusconi che, in riferimento ai processi che lo riguardano, ed in particolare quello dello “scandalo Ruby”, non vede l’ora di presentarsi davanti ai giudici, perché vuole “divertirsi”.
E se invece avesse ragione proprio lui? Ho provato a fare una ricostruzione (prenda nota l’avvocato Ghedini: ma forse anche lui in privato se la ride perchè sa già tutto) di come può essere andata realmente.
E, di conseguenza, non è assolutamente un caso che i parlamentari berluschisti, che  oggi appoggiano Berlusconi con una fedeltà incrollabile, siano in numero crescente.

GIAPPONE: SEMPRE PEGGIO

Catastrofe nucleare in seconda pagina, il rischio dell'oblio

Un po' come è successo al pozzo petrolifero della BP e al disastro ecologico che ha prodotto, le vicende della centrale di Fukushima rischiano di entrare nella cronaca "usuale", quella che finisce sulle pagine interne dei giornali e di cui ci si occupa quando non succede niente di più eclatante. Solo che la tragedia giapponese è tragedia mondiale, solo che i pericoli sono ancora tutti lì e i nuclearisti di ieri pensano di cavarsela cospargendosi il capo di cenere e dicendosi che "c'è bisogno di una pausa di riflessione", come se i rischi del nucleare non fossero tutti già conosciuti prima che il Giappone ce li rappresentasse in tutta la loro drammaticità.
Penso che nei prossimi giorni sarà la Libia a tenere banco, insieme con l'Italietta di sempre: berlusconi fischiato, i processi rinviati, i suoi avvocati, l'inconsistenza dell' opposizione, la paura che tutto crolli, le elezioni amministrative, il dato politico dei referendum e così via.

LE MONDE: EDITORIALE DI OGGI

Riflettere sul nucleare, senza tabù né settarismi 

Ecco come la pensano i nuclearisti d'oltralpe.
Non ci sono più dubbi: Fukushima è davvero un disastro nucleare il cui nome appare ora sulla scala di gravità - e nella storia industriale - vicino a quello di Chernobyl.
Probabilmente è prematuro per seppellire l'atomo civile, soprattutto in un paese così "nuclearizzato" come la Francia, ma il settore sta di nuovo per entrare in una crisi acuta nella quale il suo rigore e la sua trasparenza saranno sottoposti a dura prova.
Giustamente messo in discussione, iI piccolo mondo del nucleare civile è infatti afflitto due mali: una forma di arroganza e di poca trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica.

TERREMOTO, TSUNAMI E NUCLEARE

La nave dei folli e i limiti dell'umanità

Il terremoto in Giappone e lo tsunami in diretta televisiva hanno portato nelle nostre case il dramma quasi senza filtri, mostrandoci la fragilità dell'umanità. Perfino di quella parte dell'umanità che, essendo abituata alla catastrofi, ha fatto della cultura della sicurezza il suo credo e il tema portante della vita collettiva a dei singoli individui.
Il fatto è che ci sono dei limiti -  queste spaventose catastrofi ce lo ricordano - solo che in troppi fanno finta di non saperlo: non si può costruire dove non si dovrebbe, può sempre capitare la scossa più forte delle altre, anche quando va tutto bene da un moneto all'altro potrebbe andare tutto male, anche gli impianti più sicuri lo sono solo in condizioni ordinarie. L'uomo non è dio e, se si illude di esserlo, rende solo più dolorosa la sua caduta, atroce il confronto fra la pretesa di infallibilità e la fallacia delle sue azioni.
Non c'è bisogno di essere credenti per sentire come pericolosa l'attitudine a darsi obiettivi sempre più proiettati nel futuro, senza che si sappia come si potrebbe fare a tornare indietro, se si rivelassero fallimentari.

Non possiamo immaginare che lo sviluppo proceda ininterrotto e senza danni, come se fosse una religione contenente già tutte le risposte alle domande fondamentali dell'uomo. Anche se non interviene la natura a darceli, è un fatto di civiltà porsi dei limiti e farlo prima che sia la contingenza o una catastrofe a farlo.

Questo è il nucleare: al di là di tutte le discussioni, non va bene consegnare al nostro futuro macchine infernali che nessuno sa come spegnere e rendere innocue.

Bisogna darsi dei limiti, perché ci sono nella natura e nelle nostre possibilità. Bisogna darsi dei limiti anche per stimolare le nostre capacità di risolvere problemi complessi con l'aiuto dell'ingegno e la modestia di chi sa che un terremoto può spazzare via tutto in un momento, perfino oscurare quella faccia da schiaffi di Chicco Testa e di tutti quelli che - convertiti al nucleare dopo anni di professionismo sul versante opposto - se ne vanno in televisione a spiegarci perché hanno ragione loro, con dalemiana prosopopea e nessuna vergogna.

Mariano

FARSI DEL MALE

Chiampa scopre l'acqua calda e prevede la fine del PD!

Stamattina le pagine dei giornali sono piene delle esternazioni di Chiamparino (e dei commenti conseguenti) intorno al suo partito, i PD.
In sostanza il sindaco di Torino sostiene che il PD, così com'è, non ha futuro e che non vede grandi possibilità di riformarlo per renderlo più adatto a costruire una moderna alternativa al centrodestra. Ciò che è più drammatico è che il PD gli appare culturalmente incapace di assumere la scommessa di modernizzare l'Italia e di costruire un futuro decente a questo nostro paese sfibrato.Questa sintesi è un po' arbitraria, ma mi sembra che dia conto del pensiero del Chiampa.
Trattasi della scoperta dell'acqua calda, è da tempo che il suo partito è così. Lo è nel modo in cui è stato fondato (fusione per incorporazione di due forze politiche in crisi e non nuovo partito con regole, tessere e dirigenza eletti ex novo, idee confuse dove il tutto si confonde col suo contrario, capi e capetti a organizzare correnti e conventicole), lo è per come ha continuato il suo percorso.

BURLONI

La riforma della giustizia secondo il centrodestra

Dopo anni di leggi ad personam, trucchi e trucchetti per eludere i processi a carico del capo, adesso non sanno proprio più cosa inventarsi per gettare un po' di polvere negli occhi già infiammati di un popolo su cui si sta abbattendo tutto quel che si merita.
Facile immaginare che da domani l'interesse dei media e degli opinionisti si sposterà su temi fondamentali per l'emergenza che viviamo: separazione della carriere, intercettazioni sì o no, responsabilità civile dei magistrati, giusto processo, prescrizione, proscrizione e chissà cos'altro ancora.
I magistrati scenderanno sul piede di guerra e proclameranno l'agitazione, le sacerdotesse della sacrosanta indipendenza della Magistratura torneranno ad animare le piazze e i convegni in un'eterna storia che sembra ripresentarsi come un ciclo maledetto e senza fine.
Tavole rotonde, destra contro sinistra, forse il centro è disponibile al dialogo, anche qualche democratico troverà il modo di pavoneggiarsi spiegandoci dalemianamente che "è ora di mettere un bavaglio a certe esagerazioni dei giudici" e che "non bisogna essere pregiudizialmente contro le proposte di Berlusconi, solo perché è lui".

IMPUNITI E BASTA

Il bat-figlio della Moratti e l'antro di Robin

La notizia del maxi abuso edilizio del figlio della Moratti potrebbe far sorridere in un paese dove se ne fanno di tutti i colori: da affittopoli a puttanopoli, tutto sembra oramai esser permesso e chi più ne fa più merita considerazione e consenso.
Il rampollo ha comprato cinque capannoni industriali, se li è ristrutturati per farci un mega-loft, dotato di tutti i comforts e delle innovazioni più tecnologiche che ci sono in giro. Così come altri milanesi illustri realizzano il loro personale sogno erotico - modellato sui film porno soft degli anni '70, come "La poliziotta", "Infermiera di notte", o anche "Fiorina la vacca", o ancora "Quel gran pezzo dell'Ubalda, tutta nuda tutta calda" - il giovane rampollo morattiano, con troppi soldi in tasca e poca cognizione, ha pensato bene di realizzare il suo sogno di degno emulo di Bat-Man.
Il rampollo non è del tutto scemo e, resosi conto che per trasformare la destinazione d'uso di un locale bisogna pagare gli oneri (lo fanno tutti i bravi cittadini), ha mascherato il tutto al tecnico comunale in visita, spacciando i suoi capannoni per commerciali e nascondendo con muri di cartongesso le opere che non potevano andare bene per l'onesto funzionario. Dunque sapeva di frodare il Comune.

IL CULO DI LUCIFERO...

... i traditori dei benefattori

Sarà Benigni, saranno le esigenze professionali, sarà la vecchiaia... non so. Ma certamente una rilettura meno frettolosa della Divina Commedia sollecita riflessioni e stimola sentimenti in modo sorprendente, come se la rappresentazione della condizione umana fosse davvero sempre la stessa, immutabile nella sostanza, mutevole solo nella forma attraverso cui si manifesta. Ancora una volta mi è accaduto - raccontando di tutto questo e di altro ancora a creature simpatiche e intelligenti, ma vogliose d'altro - di sentirmi scosso e coinvolto in ragionamenti e bilanci personali senza neppure volerlo.
Questa volta si tratta dei traditori dei benefattori che Dante colloca nell'ultimo girone dell' Inferno, a stretto contatto col culo di Lucifero che ogni tanto emette una scorreggia tossica.  Questa forma di tradimento per Dante è il peggiore dei peccati di cui un essere umano possa macchiarsi.
Penso che abbia ragione, anche se non sempre è facile separare la lealtà dalla fedeltà.

DEI CATTOLICI E DELLE GERARCHIE DELLA CHIESA

Da questo blog a "Tempi di Fraternità"

Sul numero 2 di febbraio 2011 della rivista è pubblicato un pezzo edito su questo blog. L'ho scritto allora con parecchia sofferenza e un po' di speranza. Mi sembra di averci preso, ne sono orgoglioso e contento.
Soprattutto sono contento del talent scout che segue il mio blog e ha colto nel profondo il disagio di uno poco credente, ma molto trepidante.
Convinto - come sono - che la fede sia una risorsa impagabile, tanto più apprezzata da chi non ce l'ha, e che il conflitto fra ciò che pensiamo e vorremmo essere e la cruda realtà delle compatibilità di questo mondo sia spesso il vero ostacolo da superare ogni giorno. (leggi sul blog)


SCUOLA PUBBLICA E VIZI PRIVATI

Finalmente un po' di verità: ignoranti è bello!

Le esternazioni dello sporcaccione di Arcore e il sostegno della sua ministra all'Istruzione, già nota per altri esercizi, soprattutto orali, danno finalmente conto di cosa pensa il governo (e una fetta del paese) della scuola pubblica, statale e paritaria: un posto dove si insegnano cose diverse da quelle che vogliono le famiglie italiane.
Infatti le famiglie italiane - rincretinite dall'ignoranza e da un ventennio della peggiore tivù - vogliono i corsi di zoccolaggine, di velineria, di calcio, di portamento televisivo, di trucco e di massaggio, di tuffo in piscina con idromassaggio, di tronismo, di leccaggio e di riconoscimento marche.
Mica vogliono per i loro figli un'istruzione e un'educazione che li aiutino a crescere bene e a farsi strada nella vita, secondo b e g queste sono fisime da insegnanti deviati, che non assecondano la brave famiglie italiane.

RIFORESTARE LA PIANURA PADANA: ANCHE 'ARIA E' UN BENE COMUNE!

Le chiacchiere non ripuliscono l'aria, gli alberi sì.

Dopo un inverno passato ad invocare la pioggia perché ripulisse un poco l'aria mefitica delle nostre città, si avvicina una primavera che si annuncia altrettanto tossica. In realtà non è la primavera ad esserlo, ma l'aria che respiriamo ogni giorno e che facciamo respirare ai nostri bambini, sempre più allergici a qualcosa, asmatici e scoloriti. Quando non ciccioni o ipercinetici a forza di fare sempre qualcosa di organizzato e controllato per far piacere a qualcuno delle migliaia di adulti e vecchi con tanto tempo libero che li scarrozzano qua e là.
Il fatto è che oramai, dopo una bella pioggia, in un giorno soltanto il livello di inquinanti nell'area torna ai massimi, ben al di sopra dei già generosi limiti stabiliti per legge: siamo già oltre il punto di non ritorno, quella soglia che ci permetteva di pensare che, con qualche giorno di blocco del traffico e una limitazione in più per i motori inquinanti, tutto sarebbe tornato a posto. Eppure continuiamo a pensare che le cose stanno così, come se volessimo illuderci che le misure giuste per preservare la salute nostra e dei nostri ragazzi sia solo un piccolo sacrificio in più e non invece quella rivoluzione - non necessariamente sanguinosa e triste - che oramai è nell'aria.

LIBIA: IL TRITACARNE DI GHEDDAFI

La tragedia del crollo dei regimi

L'epilogo dei regimi tunisino ed egiziano ci avevano fatto sperare che  anche la Libia si sarebbe liberata di Gheddafi con un tributo di sangue abbastanza modesto. Invece è il contrario.
L'amico del cuore di Berlusconi sfoga la disperazione e la solitudine inattese con un bagno di sangue senza precedenti nei confronti dei suoi concittadini e sudditi. Non c'è limite alla atrocità e sappiamo poco di ciò che sta davvero accadendo laggiù, ma non possiamo che sperare che le stime siano per eccesso e che in pochi giorni la rivolta vinca definitivamente.
In Italia il governo fa la solita figura di merda, ma siamo talmente abituati ed anestetizzati che non ci facciamo più caso di tanto. Certo che le Italiane pagate qualche mese fa a Roma per seguire le lezioni di Islam da Gheddafi, durante la sua ultima visita con cena di gala e tutti presenti, debbono aver tirato un bel sospiro di sollievo: chissà che fine avrebbero fatto se, fulminate dalla predicazione del Raiss e ammaliate dai suoi soldi come veline da olgettina, lo avessero seguito laggiù, nel luogo dove adesso si è scatenato l'inferno. E chissà le amazzoni, quelle che lo scortavano, i cavalli berberi, la foto che aveva sulla pancia...

GARANTISTI A SENSO UNICO

Una sindaca piccola piccola
Qualche riflessione sulle vicende collegnesi dopo la condanna di Valentino

E' di ieri la notizia della condanna  a due anni di reclusione dell'assessore Valentino (leggi il blog di Civica). Quando qualcuno viene condannato - specialmente per reati contro la Pubblica Amministrazione e cittadini vessati nell'esercizio delle proprie funzioni pubbliche - non è mai una bella cosa. Spiace per lui, per chi ha patito dei reati che ha commesso, per la brutta situazione in cui ha messo l'ente e se stesso. Dunque non è davvero il caso di infierire: la legge ha fatto il suo corso e una brutta storia ha trovato un suo primo (e rapido) epilogo.
Quello che è davvero incomprensibile - lo era anche quest'estate quando la storia è cominciata -, è la reazione della sindaca collegnese, che ha trattato la cosa con una colpevole leggerezza, giurando e spergiurando sull'innocenza del suo assessore e lasciando la città per tutto questo tempo senza un'importante figura di governo.
Anche lei preda del vizio oramai diffuso per cui, una volta eletti, si sentono padroni della città e passano in secondo piano la necessità di esserne anche oculati amministratori e umili servitori del bene pubblico. Non c'era bisogno di consulenti legali per immaginare come andasse a finire la storia e nemmeno fini politici per capire che, in ogni caso, la saggezza dell'amministratore pubblico suggeriva di chiudere la collaborazione con Valentino già nel momento in cui del tutto casualmente la città aveva appreso del suo rinvio a giudizio.
Eh, già! Perché c'è anche questo: la notizia del coinvolgimento di Valentino nella brutta storia che l'ha portato alla condanna sarebbe probabilmente rimasta ancora nascosta se casualmente Giovanni ed io non fossimo stati a Palazzo di Giustizia quel giorno....

TOPOLINIA: DEMOLITION RATS

La cascina (borghese) si abbatte, non si cambia!

La più bella della settimana a Topolinia la produce Gigi lo Smilzo, topolone di complemento al servizio permanente del topocapo e sempre pronto a soddisfare i suoi capricci.
Dovete sapere, cari affezionati lettori, che Gigi ha rilasciato una potente intervista a un giornale locale nella quale annuncia che sarà demolita una antica cascina, perché è oramai un rudere e si deve fare posto a un nuovo moderno centro commerciale.
La notizia potrebbe fare dispiacere solo a quei topolini che amano città segnate dal loro passato e con qualche richiamo alle loro radici, ma non a quelli che amano il modello shopping center per cui tutti i paesi e le città debbono essere uguali, con i carrelli al solito posto e anche i prodotti sugli scaffali. Questi ultimi possono stare tranquilli, il topo Gigi lavora per loro.

MAMMA MIA, LA STORIA CHE SI RIPETE...

Raccontando del fascismo a giovanottoni diciannovenni...

... mi sembrava di parlare dell'Italia di oggi. E mi sentivo strano, perché non sapevo più se mi stavo trasformando in uno di quegli insegnanti barbosi e autoreferenziali, pieni di boria e di frustrazioni per quello che avrebbero voluto essere e non sono stati.

Mentre raccontavo di come nasce la milizia fascista, era come se parlassi delle ronde padane: per fortuna quella hanno fatto la fine ingloriosa prima di diventare un pericolo. Ma esistono ancora e potrebbero tornare utili a menare le mani se solo lo scontro sociale e politico si radicalizzasse. Anche ottantacinque anni fa si temeva per l'ordine pubblico e si cercava di spaventare la gente col pericolo socialista, comunista, terrorista.

Parlavo loro della formazione del Partito Popolare e della suo sostegno al governo Mussolini, decisivo per trasformare un'emergenza democratica in dittatura, ... e guardo le gerarchie ecclesiastiche di oggi, buone solo a trattare con un governo sputtanato ogni ingiustizia possibile.

150: RETORICA, CELEBRAZIONI E MEMORIA

Sul tema un interessante contributo che un amico, Franco Maletti, ha voluto inviarmi e  che molto volentieri pubblico.

L'incipit del ricordo
Oggi intervenire su qualunque argomento dicendo “ricordo”, (o ancor peggio “ai miei tempi”), è un pessimo incipit: viviamo infatti in una società senza ricordi. E nella quale addirittura si “rifiutano” i ricordi.
La dimostrazione di quanto ciò sia vero è possibile sperimentarla ad esempio ascoltando in televisione, durante i telegiornali, le dichiarazioni solenni dei vari portavoce politici, (in particolare del centrodestra e a partire dal Premier): sono così certi che la gente non ricorda più quello che è stato detto, anche solo il giorno prima, da essere in grado di sostenere l’esatto opposto a seconda della convenienza del momento…

Senza i ricordi, è come se la intera società vivesse “sospesa”, attimo per attimo: senza passato e senza futuro. Ma, soprattutto, senza cultura (intendendo per cultura quel “complesso di cognizioni, di tradizioni, di procedimenti tecnici, comportamenti e simili, trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un popolo, o dell’intera umanità”. Infatti, la cultura e la civiltà sono visti come due processi paralleli: “la cultura comprendendo le manifestazioni creative e quindi i valori di ogni società, e la civiltà coincidendo con il progresso tecnico e scientifico”).

TOPOLINIA: MISERIE CITTADINE

Un incarico? Ci pensa la Mangiatoia s.r.l.

Ad avere tempo questa mia rubrica dovrebbe diventare quotidiana, anzi potrebbe essere aggiornata più volte al dì, dato che i topoloni una ne pensano e cento ne fanno. Ma io ho altro da fare, compreso portare qualche volta a spasso la mia amata Clarabella. Prima, però, vi racconto questa.
A Topolinia quelli che comandano sono amanti della legalità, sono rispettosi delle regole e a posto con l'etica, la trasparenza, la moralità, sono attenti a non mischiare le cose pubbliche con quelle private, a seguire le procedure che rendono tutti uguali davanti alla pubblica amministrazione. I topolini che ci abitano sono orgogliosi di tutto questo e sono particolarmente felici quando i loro topoloni vanno per convegni a magnificare queste virtù.
Accade che a Topolinia, naturalmente per fare prima e meglio, alcuni lavori che dovrebbe fare i topini che lavorano per la città vengano affidati ad una società pubblica, la Mangiatoia s.r.l., insieme al denaro occorrente.

LA LOGICA DEL BRANCO E IL SENSO DELLO STATO

Da tifosi fanatici a cittadini responsabili: quando si comincia?

In Italia è così da molto tempo, ma in questi ultimi tempi l'ostentazione della faziosità fine a se stessa è diventata insopportabile. Le Iva Zanicchi, i Giuliano Ferrara e tutta la serie dei cortigiani e delle cortigiane che si affannano a difendere l'indifendibile - ovvero le prodezze pubbliche di un vecchio porco che, tra l'altro, ha perso il senso del limite - danno l'idea di cosa siamo diventati. Davanti alla banale contestazione di una possibile concussione - la telefonata per far liberare Ruby, magari con la paura che potesse parlare e rivelare cose imbarazzanti - cercano subito di metterla sul moralismi e l'antimoralismo.
Ferrara si spinge a mettere le mutande sul palco, rubando (anche stavolta) un simbolo al sindacato, forse perché annusare quelle sporche era il suo lavoro anche quando militava nel PCI. Dunque lui se ne intende di disinformazione e cerca di spostare l'attenzione sui vizietti del vecchio porco in nome della libertà, perché sa bene quali altri sono i peccati pubblici del suo padrone, quelli che neanche le mutande possono nascondere e potranno nascondere domani, quando tutti si scopriranno antiberlusconiani delle prima ora e la cacca traboccherà dai luoghi dove è stata a lungo nascosta.
Il degrado morale dell'Italia sta anche e soprattutto in questo: volti accecati dalla rabbia, cervelli offuscati dalla faziosità, menti altrimenti lucide improvvisamente appannate se solo si sfiora il capo, difesa a oltranza di tutto e del suo contrario in nome delle comune militanza, del comune sentire, della contiguità personale e ideale che tutto pare giustificare. Ma solo il centrodestra fa così? Sono loro i colpevoli unici di questo banchetto dello Stato ad opera delle tifoserie? Io credo proprio di no.

TOPOLINIA: VOGLIA DI QUALCOSA DI BUONO

Fermento in città, i topolini hanno voglia di libertà

Abbiamo già detto del modo in cui i grandi capi di Topolinia gestiscono le relazioni sociali, politiche ed umane nella città dove comandano. Se qualcuno osa criticare, mettersi di traverso, avanzare dubbi e proporre contromisure o soluzioni alternative... ecco che scatta l'ostracismo mafioseggiante, più da topo di fogna che da topolino campagnolo quali sono invece gli abitanti di Topolinia. 
Come funziona? Tutti coloro che hanno un qualche interesse in comune con i capi vengono richiamati, uno per uno, interrogati e minacciati di estromissione se solo osano non prendere le distanze dai criticoni.
Neanche a Topolinia il coraggio abbonda e molti si sottomettono, nella vana speranza che domani ce ne possa essere anche per loro.
E così, perfino nel palazzo del governo di Topolinia si comincia a non sopportare più troppo la vajassa e i suoi cortigiani, circondati di una stima di poco superiore a quella del capo del governo e delle sue olgettine girls, capaci di trattare i lavoratori come neanche brunetta nelle sue giornate di esaltazione. 

MA CHE STORIE D'EGITTO!

Giacca, cravatta e un sasso in mano

L'avrete vista anche voi la foto del signore egiziano che, durante una delle manifestazioni di questi giorni, se ne stava in piazza a tirare un sasso, insieme a molti altri signori abbigliati per altra incombenza che una manifestazione. Era - lui come gli altri - in giacca e cravatta, capelli e barba curati, aspetto signorile e l'aria di trovarsi poco a suo agio in un contesto come quello.
Certamente non era uscito di casa per andare a tirare sassi. Si sarebbe detto che fosse uscito da una scuola, un ufficio, un ministero, il centro direzionale di un'azienda, a manifestare insieme con gli altri per chiedere la fine di un regime trentennale, un po' più di libertà e di democrazia, una balzo in avanti verso un futuro meno truce di quello che vive. Perfino lui che, dai vestiti che indossa, sembra appartenere alla fascia alta di quel ceto medio che sta sconquassando le piazze in Tunisia e in Egitto a causa del suo scivolare lentamente verso la proletarizzazione.

IL CEMENTO DEL RICATTO

Difensori, protettori e tenutarie nel crepuscolo del capo 

Che Berlusconi sia oramai alla fine è fatto acclarato. Assai meno lo sono il quando, il modo e cosa succederà dopo la sua caduta, ma il fatto che per lui la situazione non possa che peggiorare è di una tale evidenza che nemmeno il più fesso dei suoi non può non accorgersene. Eppure stanno tutti stretti attorno a lui, gli votano tutto e il contrario di tutto - anche se sanno che verrà loro rinfacciato domani - vanno a farsi sbertucciare in tivù, sposando tesi che cominciano a far sorridere perfino le pensionate più assuefatte alla realtà di plastica degli ultimi vent'anni.
I libri di Storia ci consegnano il racconto della fine di regimi  attraverso il progressivo distacco dei più svegli tra gli schierani della prima ora, che improvvisamente si scoprono anti da sempre, ansiosi di legittimarsi con il nuovo che avanza come pontieri nel trapasso da una stagione politica all'altra.

ECOLOGISTI: EPPUR SI MUOVE!

Una serata alla Fabbrica delle E a parlare di ecologia in politica

Una serata affollata, quella di ieri alla Fabbrica delle E. C'era Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, a ragionare di Costituente ecologista, di politica di programmi, di credibilità personale di chi si mette in gioco, di necessità di coniugare le varie ecologie (della politica, della natura, dell'economia, della finanza...) in un programma politico ed elettorale di trasformazione del nostro paese. Di fronte a un pubblico curioso e attento è stato interrogato e ha risposto colpo su colpo per due ore davvero intense.
E' impossibile rendere conto di tutti i temi trattati e delle domande e sollecitazioni che sono venuti dal pubblico, non sarei capace di darne conto e finirei per rendere torto alla ricchezza della serata. Per questo mi limito ad alcune riflessioni in libertà.

La prima riguarda gli altri invitati alla serata, che non si sono presentati scrivendo che non volevano parlare con noi, segnatamente con me, troppo "governista".

SILVIO CULOFLOSCIO E I SUOI PRETORIANI

Ma la sua famiglia non può farlo interdire?

Non sono poche le famiglie italiane travagliate da infinite discussioni - a volte finiscono in tribunale -  che hanno come oggetto le passioni senili del nonnino, invaghitosi della badante procace e disponibile a sperperare con lei il patrimonio che gli eredi sperano di vedersi lasciare alla sua morte.
Vedi il vecchietto, tornato improvvisamente arzillo, correre dietro a tutti i simboli della nostra società: jeans a vita bassa con elastico della mutanda firmata bene in vista, foulard al collo come i gigolò di altri tempi, provvista di viagra, auto sportiva e tanta voglia di vivere alla grande gli ultimi anni di vita. Soprattutto in compagnia di una donna decisamente più giovane, servizievole e disponibile: chissene frega se finge, se punta all'eredità, se ha degli altri fidanzati che vede di nascosto.
Il bello è godersela un po', vedere quelle facce stranite degli amici vecchietti e dei parenti incazzati, gli stessi che dovranno provvedere a lui una volta che la badante sarà fuggita coi soldi, il conto prosciugato e la salute definitamente perduta.

27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA

Gli strani scherzi della memoria

Oggi è la Giornata della Memoria, è anche l’anniversario dell’ingresso degli Alleati ad Auschwitz, il  momento in cui la barbarie del nazismo si personifica e si rappresenta in tutta la sua drammatica crudeltà e follia, dimostrando anche nei posti più sperduti che non c'è limite alla disumanizzazione.
Il solo fatto che si sia sentito il bisogno di dedicare una giornata alla memoria - a quella memoria, quella dei totalitarismi e degli immani disastri del ‘900 – indica come sia forse facile perderla o anche come non la si sia mai ritrovata del tutto. Tanto più se è offuscata dal settarismo, dagli effetti perversi delle ideologie, dal tifo da stadio che confonde le idee con il fanatismo, la battaglia politica e ideale con la cancellazione dell'altro.
C’è la memoria a intermittenza di chi ricorda solo quello che gli interessa e che nega perfino l’esistenza di ciò che gli risulterebbe difficile ricordare, pronto a criminalizzare chi segnala ricordi che dovrebbero diventare parte della memoria. Dalle mie parti ce ne sono tanti che ancora oggi rifiutano di ricordare cosa è successo alla fine della guerra.

GENNAIO: E' TEMPO DI PAGELLE

Famiglie e allievi in trepidazione, la scuola cala la mannaia

Fine della prima parte dell'anno scolastico, le scuole si animano nel tardo pomeriggio per la consegna delle pagelle: genitori con passo militare, studenti rassegnati dietro a loro col capo chino.
Madri battagliere pronte a scusare tutto dei loro frugoletti si alternano a genitrici arcigne che promettono botte e punizioni con lo sguardo mentre ascoltano le giaculatorie degli insegnanti.
I padri sono spesso succubi delle loro signore, le seguono un passo indietro (come Michelle con Obama, ma al contrario), come se fossero lì per sbaglio, al massimo per intervenire se perdessero il controllo; quelli separati poi strisciano lungo i muri e si squagliano davanti alle ex mogli che li guardano con compassione come ad attribuire loro, e solo a loro, i fallimenti dei figli, ammiccando alle insegnanti donne,  a sollecitare una loro inevitabile complicità tutta femminile.

UN GIOVANE SU CINQUE NON STUDIA E NON LAVORA

Una radiografia del futuro del paese del Bunga Bunga

Mentre pagine e pagine di parole e foto rendono conto del dramma di un vecchio sporcaccione e della tragedia della nazione che si è affidata a lui con la complicità dei suoi oppositori e dei suoi cortigiani, passa quasi inosservata la notizia che in Italia, fra i giovani di età compresa fra i 15 e i 29 anni, bel il 21% non fa nulla. Vale a dire che non studia e non lavora.
Se i numeri hanno ancora un senso, significa che 1/5 dei soggetti che devono garantire un futuro al nostro paese sono già out, fuori dalla società e dalle sue dinamiche, o che stanno per esserlo. Fra loro ci saranno certamente aspiranti veline mancate - per mancanza di fisico o per scrupolo morale - e tanti calciatori che non hanno sfondato.

UN VECCHIO CHE SI FA LE RAGAZZINE

... la felicità dei famigliari delle zoccole.

Mai più affermare che abbiamo toccato il fondo, non è mai vero. Adesso tornano sulle prime pagine le prodezze del cavaliere con le donnine a pagamento, che siano minorenni o maggiorenni. Nell'ordine abbiamo appreso che: usa il suo potere di uomo di Stato per far liberare le sue amichette quando vengono arrestate, adopera minorenni per i suoi festini ad Arcore insieme ad altre vecchie volpi come Mora e Fede forse anche Cicchitto, tiene una specie di troiaio nei paraggi dove alloggiare le sua zoccole perché siano sempre pronte per l'uso, tutti quelli che deplorano questo suo modo di fare o che gli chiedono conto dei reati che commetti sono comunisti.
Fin qui nulla di nuovo, ma che dire degli ammiratori del cavaliere che lo ammirano proprio per questo?
Possibile che la massima aspirazione per un genitore, fratello, nonno di una bella e giovane ragazza sia quello di farne una zoccola che la da in giro per sperare di poter sculettare in televisione? Possibile che il modello che passa sia sempre  e solo quello del vendere la propria merce, incuranti della dignità personale e apparentemente dimentichi delle conseguenze future? Davvero chi sta vicino a queste ragazze non le mette in guardia dai soldi troppo facili che girano, magari avvisandole di cosa ne sarà di loro non appena altra carne più giovane verrà a soppiantarle?

MIRAFIORI: VITTORIA DI PIRRO?

Ottenuto il sì, la FIAT rispetti gli accordi

Nelle ultime elezioni interne a Mirafiori la FIOM aveva ottenuto il 22 % e con gli altri sindacati del fronte del no arrivava a stento al 30%. Nella notte le urne hanno consegnato un risultato che nemmeno il più ottimista oppositore avrebbe immaginato: il sì è passato col 54% dei voti, vale a dire di misura così stretta da consegnare a tutti noi spunti di riflessione per i prossimi giorni.
Infatti - se nemmeno la pistola della chiusura degli stabilimenti puntata alla tempia degli operai che votavano ha prodotto il risultato che la destra, Marchionne e un bel pezzo di centrosinistra volevano - allora vuol proprio dire che qualcosa di particolare sta maturando nel nostro paese. Forse si sta ritrovando l'orgoglio del proprio ruolo, la voglia di combattere e anche un po' di speranza nell'efficacia delle azioni che mettiamo in campo, con sacrifici e rinunce. Si sta ritrovando l'indignazione per un mondo fatto di plastica dove nemmeno le parole hanno più lo stesso significato per tutti.

TOPOLINIA: UNA STORIA DI NATALE...

Gli eroi del panettone

In questi tristi giorni di referendum, ricatti e bisticci, quando sovente ci si meraviglia perché nessuno sembra alzare la testa per ribellarsi a questo schifo... ebbene, in questi giorni, una storia piccola, ma significativa, ci fa capire che non tutto è perduto. Solo che è successa a Topolinia. 
Da tempo i dipendenti del comune di Topolinia sono in agitazione. Ce l'hanno con il topocapo per le esternalizzazioni, per la progressiva dequalificazione del lavoro e per tante altre questioni ancora. Non a caso Faccia da Bambi li aveva definiti come già abbiamo raccontato (leggi qui), forse a testimoniare una condizione di nervosismo e di sottovalutazione sistematica del lavoro e delle capacità dei dipendenti municipali.
Accade che il topocapo - essendo oramai prossime le festività natalizie - decida di invitare tutti i lavoratori del municipio nella sala delle feste del comune di Topolinia per lo scambio degli auguri e la distribuzione del panettone, gentilmente offerto da una grosso benefattore locale con propiezioni internazionali, almeno così si dice. Tutto normale se non fosse che...

FEDERALISMO DELLA LEGA: UNA NUOVA PRESA IN GIRO

Dopo gli annunci roboanti, il nulla assordante

A mano a mano che si avvicina il fatidico 17 gennaio (oramai manca una settimana scarsa) aumentano le fibrillazioni e si fanno sempre più roboanti le dichiarazioni della Lega che deve portare a casa questo benedetto federalismo altrimenti minaccia lo scioglimento delle camere  e le elezioni anticipate.
Per chi vuole saperne di più nel dettaglio un articolo imponente di Massimo Bordignon su lavoce.info chiarisce abbastanza bene la caratteristica dei provvedimenti contenuti nei decreti già licenziati dalla Bicamerale e di quelli ancora in fase di discussione, in particolare il decreto sul federalismo fiscale..
Basta una lettura frettolosa per comprendere che il contenuto dei decreti tutto fa tranne che introdurre il federalismo nel nostro paese. Si modifica la denominazione delle tasse, di accorpano balzelli diversi, ma sempre la gestione della raccolta e della distribuzione delle risorse avviene centralmente. Alla faccia di tutti quelli che pensavano che il federalismo avrebbe almeno prodotto una maggiore responsabilizzazione degli enti locali nella costruzione di un sistema fiscale decentrato e capace di combattere l'evasione fiscale per ridurre le tasse e liberare risorse per investimenti.

TOPOLINIA: INSTANCABILI OPERAZIONI D'INVERNO

I topoloni trafficano e i loro supporter festeggiano, ignari del pacco dono in arrivo.

Di solito Pippo scrive le sue poche righe sulle vicende di Topolinia una volta la settimana. Qualche volta la salta perfino, ma il minitopo e la sua corte non gli lasciano un attimo di pace, proprio durante le vacanze, quando tutti dovrebbero essere più buoni e calmi.  In questi giorni, a Topolinia, Tony the Death (messo a occuparsi di tubi sotterranei senza arte ne parte e perciò grande produttore di danni e disastri) ha tolto il disturbo alla collettività, innescando una serie di eventi davvero esilaranti. Ma andiamo per ordine e diamo la parola a Pippo.

Gesù Bambino non aveva fatto in tempo a nascere che già un evento ne metteva in ombra l'importanza: Tony the Death - messo anni fa dal minitopo alla presidenza di una importante azienda pubblica di Topolinia e, nei fatti, suo liquidatore alle peggiori condizioni possibili per la collettività - ha rassegnato le dimissioni nelle zampette del minitopo. Dopo aver ucciso tutto il possibile di un progetto importante per Topolinia, la sua missione era finita ed ecco l'epilogo.
Com'è costume nelle alte sfere di Topolinia, il minitopo e il suo servo Faccia da Bambi si sono ben guardati dal comunicare la notizia. Trattano anche questo come "cosa loro", ridendosela della dabbenaggine dei loro sostenitori che ancora sperano nelle briciole e che perciò se ne stanno con la bocca aperta e la bava alla bocca aspettando che il boccone caschi dalla loro parte, magari anche solo per sbaglio.

TOPOLINIA: E' PASSATA L'EPIFANIA...

... e tutte le feste le ha portate via?

Il giorno che segue l'Epifania è davvero triste per i topolini, combattuti fra i saldi anticipati, il referendum della paura, l'ansia delle prossima festa patronale, il posto di lavoro, la salute che vacilla e la continua minaccia di elezioni anticipate. Non c'è proprio nulla che riesca a smorzare questo clima di incertezza e di tristezza da fine delle vacanze: i topolini normali hanno da tempo smesso di fare festa, quelli che avevano motivo per farla hanno esaurito le cartucce, quelli che non sanno dove sbattere la testa la festa non l'hanno nemmeno vista e si domandano che cosa ne sarà di loro le prossima settimana.
Ma a Topolinia non sono tutti così tristi. Per qualcuno a Topolinia la festa continua, anzi è appena cominciata
Fanno festa i nuovi gestori del servizio di scuolabus, gratificati di lauti compensi (oltre 17 mila euro nei mesi di settembre e ottobre e solo per il trasporto degli allievi diversamente abili!), forse non faranno festa gli autisti comunali riciclati per esternalizzare il servizio. Non fanno festa le scuole che usavano gli scuolabus per portare le classi in gita e adesso si pagano tutto.

MHHHH: MARCHIONNE

Torna il mito dell'uomo forte e i sindacati gli fanno da sponda

Questi primi giorni del'anno sono tutti dedicati alla vicenda della FIAT e alle discussioni intorno al ruolo e al carattere di Marchionne. Va detto che i suoi guadagni - da qualunque punto di vista la si guardi - sono scandalosi, lo sono le poche tasse che paga e tutto questo è ancora più disgustoso perché stiamo vivendo un periodo di vacche magre dove pagano anche gli operai, perfino quelli che non sono della FIOM.
Se non fanno schifo ai suoi supporter i modi e lo stile, non vanno certo assunti come unico elemento di valutazione del suo operato. D'altra parte un innovatore - come viene dipinto dai più - non può curarsi della forma, della cortesia, del rispetto delle regole... sennnò che uomo della provvidenza sarebbe? E allora tutti a lodare il suo abbigliamento, il suo stile di vita, a tessere lodi sulla sua capacità di ristrutturare, di infrangere tabù secolari, di destrutturare centri di potere che si credevano eterni e che paralizzano la nostra ingessata società italiana. Che è molto peggio di quella americana dove, com'è noto, se la passano tutti bene perché sono flessibili e pronti al cambiamento.
Negli ultimi due anni la FIAT di Marchionne non ha avviato la produzione di nessun nuovo modello, ha mandato in pensione la Stilo e la Multipla senza rimpiazzarle con alcun altro modello. L'unica auto  "nuova" uscita dalla catene di montaggio italiana è la Bravo. Anche la Mito dell'Alfa ha oramai più di tre anni e così la Lancia Delta. Tutto questo mentre i concorrenti sfornavano nuovi modelli a ripetizione.
Il risultato si è ben presto visto: le vendite sono crollate e stanno costantemente scendendo, perfino nei settori dove la FIAT è tradizionalmente più forte, quello delle utilitarie. In compenso le azioni salgono in borsa perché  lui doma gli operai e i riottosi sindacati comunisti.

ANNO NUOVO, VECCHIE STORIE

Ma davvero non cambia mai nulla?

L'anno è appena cominciato fra morti e feriti, per via dei botti, e buoni propositi, per via degli auguri e... ci risiamo! Credevamo che le cose potessero cambiare, ma la musica è sempre la stessa, anzi!

Comincerei dall'attentato burla alla sede della Lega di Gemonio, ridente villaggio padano dove abita Bossi. Si scopre che si trattava di un megapetardo scagliato da due ragazzi del luogo, figli di militanti della Lega. Insomma una ragazzata, una bravata dei nostri allegri giovani padani pieni di esuberanza e di voglia di vivere; se fossero stati marocchini sarebbero stati terroristi islamici al soldo di Al Qaeda. Con una bella bevuta e qualche vaffanculo a roma ladrona, la faccenda si è risolta per il meglio.

In Australia un'area grande come mezza Europa viene completamente allagata per via di piogge continue e battenti come non si erano mai viste. I nostri TG ne danno la notizia dopo quelle sulle caratteristiche del cenone del tronista del momento, fanno vedere un po' di immagini prese dal web e tornano a parlare dei tiramenti di culo della politica. Non uno che colleghi - come hanno fatto in tutto il mondo - questi avvenimenti al cambiamento climatico in atto e agli effetti incredibili delle emissioni di co2 in atmosfera. In questo, tutto come prima. I velinari italiani hanno altro di cui occuparsi, per esempio del calo di vendite dei loro giornali. Chissà perché?

PIEMONTE IN RIDARELLA

Di Pietro commissaria l'IdV, i grillini rivendicano l'auto di servizio 

Questo fine anno non manca di riservarci qualche notizia curiosa, di quelle che i giornalisti scrivono nelle vacanze, quando le redazioni sono vuote e la voglia di uscire a caccia di notizie vere cede il passo al piacere delle veline.
Ieri sui giornali ce n'erano due davvero simpatiche.
La prima raccontava di un emendamento presentato dei consiglieri regionali grillini per ottenere l'auto di servizio che porti qui e là anche i consiglieri regionali che abitano lontano. Siamo alla maratona per l'approvazione del bilancio, i consiglieri stanno in aula molte ore, e qualche colpo di sonno e di pazzia è ampiamente giustificabile, ma davvero mai nessuno della casta aveva osato pensare a una cosa del genere.

NATALE A TOPOLINIA

I topolini fanno festa, arriva la banda bassotti!

E' Natale anche a Topolinia e si sente: c'è un clima nuovo, tutti si vogliono più bene. Perfino il topolone che qualche mese fa affermava "I dipendenti del Comune sono pezzi di merda. Gliela farò pagare" adesso li guarda tutti con amore e tenerezza. E' Natale suvvia! Dobbiamo essere tutti più buoni, specialmente perché le elezioni si avvicinano e - viste le performances non proprio eccelse del passato - anche lui si pone il problema di dove recuperare i voti che gli servono per diventare il capo dei topolini.
In questo clima di santità nell'aria ha fatto la sua comparsa anche la banda Bassotti (nomen omen!). L'ha fatto a bordo di un camion rubato in giro. Talmente furbi da cercare di farlo passare per una strada che era più stretta del mezzo che ci volevano infilare. Risultato: camion incastrato e i ladri di corsa a piedi al mercato, inseguiti dalle forze dell'ordine che, però, nulla hanno potuto, vista la folla fitta come in una scatola di sardine. Circola già la diceria che a Topolinia anche i ladri siano un po' limitati, qualcuno sostiene che non è vero, si tratta di mancanza di lungimiranza, non sanno guardare avanti e prevedere le conseguenze delle azioni che compiono. In questo sono in buona compagnia.

LETTERA A GESU' BAMBINO

Caro Gesù bambino,

anche quest'anno sotto l'albero ci sono dei pacchi che potrò aprire solo la mattina di Natale. Fremo dall'impazienza, ma cerco di controllarmi, bisogna saper gestire i propri istinti. Non bisogna mica fare come quelli che in televisione sbraitano e insultano per impedirci di ascoltare cosa dicono gli altri... e fanno tutto questo mentre i presentatoti gongolano perché fanno audience!
Di pacchi ne abbiamo ricevuti tanti nel corso di quest'anno, dunque non ho particolari paure per il contenuto di quelli che tu mi hai lasciato sotto l'albero e per quelli che ancora mi porterai domani sera tardi.

APPELLO AI CREDENTI: MENO CHIESA, PIU' RELIGIONE!

Lo strabismo dei cattolici in politica e lo strapotere delle gerarchie

Tutti i leaders politici che vanno per la maggiore si definiscono "credenti": propongono idee e comportamenti che rappresentano la declinazione personale di convinzioni politiche pubbliche ed etica privata.
Lì dentro ci stanno anche le opinioni religiose e credo che sia un bene che vengano messe in evidenza, non fosse altro che per sottolineare come anche il leader debba e possa essere testimone della fragilità umana e del suo bisogno di spiritualità, di orientamento etico, di una visione della vita che trascenda l'oggi e il materiale.
Perfino Vendola parla della sua fede come di una componente insostituibile del suo essere di sinistra e di esserlo nel modo che propone, perfino lui dunque ricorda ai suoi sostenitori come alcuni valori fondanti la politica (e non solo quella) siano davvero comuni a tante culture e fedi religiose. Anzi, le sostanziano e le rafforzano, offrendo ai credenti spunti di riflessione e incitamento all'azione per anticipare qui sulla Terra quegli elementi di compassione e compartecipazione che sono proprie del regno dei cieli.

D'INVERNO NEVICA, MAREMMA MAIALA!

Renzi: ecco la dimostrazione che berlusconi porta sfiga

Da quando è andato a cena ad Arcore il bel rottamatore non ne imbrocca più una! Lo conoscevamo come un giovane baldanzoso, molta teoria veemente e poca pratica nei fatti, certamente di belle speranze e di roseo futuro. I fini conoscitori lo definivano - al pari di altri illustri rottamatori, non tutti! - un bravo esecutore e un pollo di batteria dei partiti post-ideologici, ma in tutti noi illusi aveva acceso  la speranza che il PD si cambiasse dall'interno attraverso una resa dei conti traumatica che avrebbe portato a un ricambio generazione e culturale.

TOPOLINIA: MA COME LI FANNO I CONTI?

I topi ballano sulla tolda della nave che affonda

Strani topolini, quelli che governano la ridente città di Topolinia! Non contenti di distribuire incarichi professionali e terreni per edilizia pubblica senza gara, adesso si occupano anche di organizzare operazioni molto costose per i topolini. 
Ma i topolini sono occupati a cercare di sopravvivere alla crisi e non riescono ad occuparsene; se poi qualcuno di loro lo fa, allora scattano gli avvertimenti mafioseggianti, le ripicche, le vendette e le intimidazioni. Oppure il topolino può adeguarsi, diventare cliente e mettersi sotto la protezione del boss di turno; in parecchi lo fanno e solo alcuni di loro provano un leggero fastidio alla lingua dovuto al troppo leccare, del sapore parleremo un'altra volta.
Primeggia in queste pratiche Faccia da Bambi, oramai il più vecchio fra i capi di Topolinia. Non solo partecipa alla follia collettiva del comune nel Parco, ma ha anche smantellato alcuni servizi interni al comune in nome dell'economicità e del risparmio: poco importa se i topolini pagano di più per gli stessi servizi, i piccolini delle scuole non vanno più in gita e il trasporto in piscina costa più caro.
Fra un convegno e un bel discorso, fra una sparata sulla legalità e un aperitivo con trasparenza, non si fa mancare proprio nulla, neanche una bella chiacchierata sul tema del conflitto di interessi con il suo collega Steve Omnibus. Davvero non gli manca proprio nulla...

LA FIDUCIA DEL PALAZZO, LA SFIDUCIA DELLA GENTE

La distanza siderale fra il palazzo, la piazza e la case degli Italiani

Berlusconi ha ottenuto la fiducia e ha vinto la gara con Fini. Nessun rimpianto per lui, stagionato fascista e poi ministro picchiatore nella Genova del G8. Mi piaceva pensare che questo pronunciamento antiberlusconiano fosse il tentativo di redimersi dai peccati passati, quasi una riscossa della parte nobile che c'è in ognuno di noi. Non credo che quella di Berlusconi sia una vittoria di cui andrà fiero a lungo, spero che anche lui faccia la fine del domatore che sta nella gabbia un minuto di troppo confidando nella sua potenza e nella sua sicumera.
Il problema è che il paese sta davvero andando a puttane e non solo sul piano dell'economia. E' la società - sfibrata da troppi strappi, da contrapposizioni continue, da un clima di odio e di urli che rimpiazzano la civiltà della relazioni fra le persone - che non sta più insieme, che non riesce più a darsi strumenti per garantire un po' di pace e di tranquillità a persone preoccupate di arrivare alla fine del mese e di salvaguardare quel poco o tento benessere costruito negli anni. Tutti ce l'hanno con tutti, tutti danno la colpa agli altri dei loro fallimenti e delle inadeguatezze che emergono con drammaticità nei momenti più difficili, tutti sono convinti che bisogna fregare gli altri per stare a galla e che la serenità si conquista schiacciando gli avversari. Tutti pensano di meritare molto di più di quello che hanno e danno la colpa al  destino cinico e baro oppure ai raccomandati (dagli altri), nessuno si chiede se merita o no, ma la domanda se la pone ogni giorno per quanto riguarda gli altri.

CANCUN, UNA BELLA SORPRESA

Impegni concreti per frenare il riscaldamento globale.

I giornali italiani in questi giorni sono impegnati a deliziarci sulle infinite conte dei parlamentari sul voto di fiducia di domani; non hanno avuto tempo e spazio per dare conto dei lavori della Conferenza sul Cambiamento Climatico dell'ONU di Cancun e dei suoi esiti, forse ritenendo il tema troppo elevato per la grettezza provinciale dei loro italici lettori.
Credo che ancora una volta abbiano perso un'occasione d'oro per spiegare ai loro lettori, cittadini italiani di media e buona cultura e forse anche un po' interessati alle cose del mondo, che sul nostro pianeta ci sono tante forze - politiche, umane, sociali, economiche - che hanno preso atto del riscaldamento del pianeta per effetto dell'abuso di combustibili fossili, per l'espansione degli spazi agricoli destinati all'allevamento animale, eccetera. Che, dunque, una sensibilità planetaria esiste e tocca anche i vertici politici, quegli stessi che dopo Kyoto non erano più riusciti a produrre iniziative comuni importanti per cercare di intervenire in modo drastico e rigoroso, adesso che forse è già tardi.

LE BANCHE E L'ECONOMIA REALE

Il ruolo delle banche nella crisi economica dell'Italia. 
Qualche osservazione empirica.

Come molti di voi sapranno, da sei anni mi occupo di un consorzio di 29 piccole imprese (in tutto circa 5/600 dipendenti) di cui mi onoro di essere presidente tuttofare. In tanti, quando lo vengono a sapere, mi guardano strano, considerando questa mia attività del tutto anomala rispetto alla sfera dei miei interessi, delle mie conoscenze e delle mie caratteristiche.
Hanno ragione i miei amici quando sostengono che dedico troppo tempo ed energie a tenere all'onore del mondo il consorzio, mentre dovrei invece dedicarmi di più e meglio alle cose che mi sono proprie... ma hanno anche torto. Infatti il consorzio - oltre che fonte di soddisfazioni e mal di pancia - mi permette di godere di un punto di osservazione privilegiato su un mondo, quello dell'attività economica privata, con il quale i miei amichetti di sinistra sovente ci azzeccano davvero poco.
Il modus operandi delle banche è un bel saggio di come va questo strano paese e di come non si dovrebbe fare....

UN PAESE A PUTTANE: IL MERCATO DELLE VACCHE

La compravendita dei parlamentari e il ruolo dei giornali

Il nostro paese deve essere davvero a puttane se oramai l'unica forma di economia che sembra eccitare i mass media è quella delle zoccole a casa di b prima, poi del mercimonio che si sta consumando in questi giorni e che porta alla ribalta comportamenti umilianti e peones imbarazzanti perfino da leggere nelle loro prodezze e giustificazioni.
I comportamenti umilianti sono noti e non è nemmeno il caso di commentarli più di tanto: in un paese dove si comprano e si vendono il corpo, le idee, le aspirazioni e i sentimenti come se fossero prosciutti, dove in tanti vorrebbero per le proprie figlie un futuro da veline, dove la prestazioni sessuali di maschi e femmine costituiscono il "servizio" più gettonato da chi comanda e fa tendenza... perché meravigliarsi? E' normale che anche alcuni parlamentari vendano ciò che hanno conseguito leccando culi a destra e a manca e che potrebbero perdere se non faranno la scelta giusta. Fa parte anche questo della degenerazione di un paese che il trasformismo l'ha sempre coltivato e premiato, fin dai primi anni della sua storia e poi per tutte le fasi che hanno accompagnato l'ascesa e il crollo di regimi e governi.

RENZI? DA ROTTAMARE!

Il rispetto delle istituzioni e la superbia del berluschini

Matteo Renzi - sindaco di Firenze e rottamatore democratico - non sa che differenza c'è fra l'andare a perorare la causa della sua città nelle sedi delle istituzioni e andare a cena a casa di Berlusconi. Insomma, Renzi pensa, esattamente come lui, che le istituzioni se le prende chi vince le elezioni, le gestisce come se fossero cosa sua e tratta come si fa fra boss.
Bisognerebbe che qualcuno dei giornalisti che lo osannano da mesi gli spiegasse che si va a casa degli amici, non delle controparti politiche,  che queste vengono visitate nelle sedi pubbliche che la struttura del nostro paese ha assegnato loro. Bisognerebbe anche che qualcuno spiegasse ai giornalisti che questo modo di fare un po' guascone - certamente simpatico e tanto piacioso, ma tanto più pericoloso quanto più sfalda ciò che resta del rispetto reciproco in questo paese - sottintende pratiche politiche esattamente identiche al tanto vituperato miscuglio di affari personali, politica e istituzioni di b e della sua corte.

CASELLI PRESENTA IL LIBR0 ALLA TIVU'

"L'amministrazione della giustizia nel distretto di Torino" presentato da Gian Carlo Caselli
Ecco il video.


UN APPUNTAMENTO DA NON MANCARE!

Mi piacerebbe incontrarvi lì e approfittare dell'occasione anche per qualche augurio di buone feste.

Domani un video di presentazione del libro curato da Gian Carlo Caselli, intervistato da Paola Caramella

ASSANGE E LA GLOBALIZZAZIONE DELL'INFORMAZIONE

Wikileaks, internet, i giornali e la globalizzazione

I libri di storia del futuro segneranno da data del primo rilascio dei files, carpiti dalla diplomazia americana, come evento destinato a segnare una svolta nella storia del pianeta, delle relazioni fra i governi e fra questi e i poteri economici e sociali di tutto il pianeta. Il nostro ministro fantasma frattini ha parlato di "11 settembre della diplomazia", forse ha esagerato, ma non siamo molto lontani da lì.
Fino a ieri il web era sostanzialmente pensato e adoperato come una rete per trasmettere e ricevere dati di ogni genere, in qualche caso con l'illusione dell'anonimato o, comunque, dell'invisibilità. Da qui l'invasione del porno che ha praticamente traslocato tutte le sue attività sul web, ma anche della musica e dei video, supportati in questo dalle tecnologie di digitalizzazione e compressione. Poi il commercio elettronico, il social-web... fino al così detto web 2.0, vale a dire quello davvero interattivo, nel quale sono gli utenti ad alimentare la rete, a produrne i contenuti, ad utilizzarla per trovare sempre nuove forme di comunicazione interpersonale e fra gruppi. Non so se sia un luogo comune quello secondo cui Obama ha vinto le sue elezioni anche grazie all'uso sapiente del web 2.0, certamente deve aver influito parecchio anche solo nella raccolta di fondi per finanziare la sua costosa campagna elettorale.

BERLUSCONI: LA SAGGEZZA DEI VECCHI?

Aiuto! Ci stanno fregando perfino i luoghi comuni

Quando avevo quindici ani pensavo che a quaranta si fosse vecchi e a sessanta oramai inutili, pronti per la tomba. Poi - come sarà certamente accaduto a tutti voi e ancora accadrà ai ragazzi di oggi - l'età della rottamazione si è progressivamente alzata e oggi  (56 anni) penso di avere ancora parecchio da fare, dare e dire. E' così la vita.

Lo sconquasso sociale del trionfo dell'individualismo ha però prodotto un cambiamento epocale nel rapporto fra le generazioni e nel modo in cui ciascuno di noi sente e vive lo scorrere delle stagioni della vita. Mi dispiace dirlo, ma anche in questo caso berlusconi è un precursore e un'icona insuperabile.

LA RESURREZIONE DEI GIOVANI

Meno tette da show, più tetti per protestare


Appena uscito da cinque ore di autogestione -  un po' caotiche, non sempre coerenti e molto faticose - vedo il futuro meno nero.
Non sono persona dai facili entusiasmi, sono però allenato a vedere nel presente segni di futuro, cercando di non mischiarli con le speranze. Non sono nemmeno un nostalgico, mi dispiace che i ragazzi di oggi non abbiano le opportunità che abbiamo avuto noi ultracinquantenni e che non abbiano nemmeno la consapevolezza di quello che è venuto a mancare loro.
Sono anche convinto che potranno trovare la loro strada ed essere felici di ciò che hanno e di come sono riusciti a procurarselo, spero che impareranno che insieme è meglio che da soli, ma penso davvero che debbano trovare in autonomia la loro strada, senza sempre dover fare i conti con i nostri ricordi e rimpianti. oltre che le nostre lagne.