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chi misura la natura.

di Dida Neirotti

La metrologia, scienza delle misure, è un ramo della fisica spesso poco noto al grande pubblico e anche i cosiddetti divulgatori scientifici se ne occupano raramente. Eppure si occupa di aspetti fondamentali anche per la nostra vita quotidiana a cominciare dai controlli sulle pompe di benzina, sulle bilance o sui contatori che sono nelle nostre case fino alle misure di tempo o quelle ambientali.

E' proprio a queste ultime che viene dedicata la giornata mondiale della metrologia che si terrà il 20 Maggio 2007: i disastri ambientali dovuti ai cambiamenti climatici impongono non solo misure sempre più affidabili ma soprattutto la possibilità di confrontare i dati a livello modiale e di avere standard di riferimento stabili per decenni poichè gli effetti dei cambiamenti climatici spesso non sono a breve termine ma protratti nel tempo.

E' fondamentale quindi che i vari laboratori e istituti  metrologici collaborino a livello modiale con scambio di dati sperimentali accurati e omogenei affinchè possano essere prese contromisure quanto più possibile efficaci, ad esempio nei confronti dei gas serra o di altri agenti inquinanti.

Un altro esempio  di  inquinamento ambientale dove le misure sono fondamentali è quello relativo al rumore: pensiamo solo all'importanza che questo può avere nella progettazione o estensione di un aeroporto. Dato che l'orecchio umano percepisce una differenza pari ad un dB (decibel), gli strumenti di misura devono poter fare molto meglio. Per quanto riguarda la certificazione di un aereo, una differenza di 0,1 dB può determinare la sua possibilità di operare in un aeroporto piuttosto che in un altro, con tutti gli aspetti economici del caso!

Anche il problema della radioattività, che per altro esiste tutto intorno a noi, richiede misurazioni sempre più accurate a protezione di tutte le forme di vita sulla terra, e soprattutto nelle situazioni in cui è effettivamente un rischio, ad esempio in certi reparti ospedalieri.  

vermeer.

di Dotturbo

Le rare opere, meno di quaranta, attribuite con certezza al maestro di olandese, costituiscono al giorno d'oggi oggetti del desiderio sostanzialmente irraggiungibili anche per i più abbienti collezionisti. La maggior parte di esse, presenti nei più grandi musei del mondo, si ritrovano richiamate in un vastissimo numero di pubblicazioni e vengono riprodotte nelle più svariate occasioni, tanto che Vermeer è ormai raffrontabile per fama al suo contemporaneo e conterraneo, a suo tempo ben più famoso, Rembrandt van Rijn. Dopo un intervallo piuttosto lungo in seguito alla sua morte, lo sviluppo della revisione critica del suo lavoro e l’interesse di collezionisti di livello sempre più elevato (fra i quali non si possono dimenticare, nel corso del tempo, casati come gli Orange, finanzieri come i Morgan e magnati come i Frick) hanno fatto ravvisare nel fascino delicato del pittore olandese il genio di uno dei massimi artisti figurativi di tutti i tempi. Ideatore di un mondo soffuso e ordinato colmo di tenui colori e di atmosfere sognati, che si producono essenzialmente in ambienti interni che dell’ordinarietà casalinga possiedono solo l’apparenza, Vermeer pare aver voluto improntare le proprie opere a un senso esistenziale che appare porsi come in antitesi rispetto alle vicende della vita di tutti i giorni.

 

la nota sul consiglio regionale.

di Patrizio Brusasco

Si è riaperta magistralmente la partita giocata dal paese di Noasca in Val d'Orco, nel Parco del Gran Paradiso, che sembrava perduta a fronte del veto di Piemonte e Valle d 'Aosta. Infatti i provvedimenti delle due regioni annullavano di fatto l'esito del referendum che sanciva il passaggio del piccolo comune dalla nostra regione a quella valdostana.

 

cose una esco: intervista a un imprenditore.

L'ing. Andrea Vacca è il titolare della EUROESCO di Buttigliera Alta (TO). Ci ha gentilmente concesso un'intervista per raccontarci di cosa si occupa esattamente la sua azienda. Ci ha spiegato anche, in parole semplici, cos'è il Conto energia. Ecco il video.

 

chi ha paura del lupo cattivo?.

   di Stefano Zanotto

   

Dalla metà degli anni Novanta il lupo è tornato a frequentare le nostre Alpi. Attualmente sono stanziali alcuni branchi nelle Alpi marittime cuneesi e nelle valli di Susa, Chisone e Germanasca. Dopo tre quarti di secolo di assenza - l'ultima uccisione documentata in Piemonte risale al 1921 - il lupo ha risalito la dorsale appenninica e ha rimesso piede nelle nostre vallate, tutelato ormai dalla legge dopo che per secoli l'assidua attività venatoria lo aveva portato a un passo dall'estinzione in tutta la penisola.

In questi giorni si può visitare una bella mostra dedicata a questo predatore presso il Museo di Storia naturale Don Bosco di Torino, aperta fino all'11 maggio. Si intitola Viva il lupo, è organizzata da Provincia di Torino in collaborazione con WWF Piemonte e Valle d'Aosta, ed è a carattere itinerante. Illustra la storia dei difficili rapporti con l'uomo nel corso dei secoli, ma anche caratteristiche e comportamento di questo predatore, che, al vertice della catena alimentare, riveste un'importante funzione regolatrice ed equilibrante sull'ecosistema. Tra le sue prede preferite ci sono gli ungulati selvatici, il cui numero, proprio per l'assenza di predatori storici come orso, lupo e lince, è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, fino a parlare in alcuni casi di soprannumero (ricordate la vicenda dei caprioli della scorsa estate?). Il lupo preda inoltre di preferenza animali deboli o malati, perché più facili da uccidere, svolgendo così anche una funzione di "selezionatore" sulla popolazione degli ungulati.

Un gradito ritorno, quello del lupo. Ma non per tutti. Tra le vittime degli attacchi dei branchi figurano infatti anche animali domestici. Ecco allora che tornano atavici sentimenti di paura e odio verso questo animale, diffusi nei pastori degli alpeggi, dove il lupo trova condizioni favorevoli per procurarsi il cibo (per un esempio delle rimostranze degli allevatori clicca qui). Lo scorso 30 ottobre la giunta regionale ha approvato lo sviluppo e il rafforzamento del progetto Il lupo in Piemonte, già attivo da qualche anno, con il quale oltre allo studio della specie si toccano i problemi della difficile convivenza con l’attività zootecnica. I pastori colpiti dagli attacchi dei canidi (bisogna ricordare infatti che una parte delle uccisioni di bestiame è imputabile a cani randagi) hanno diritto a un risarcimento, garantito da un Fondo regionale. L'augurio è che con questi e altri provvedimenti - in particolare la diffusione tra i nostri pastori di accorgimenti e strumenti dissuasivi utilizzati già da tempo con successo in Abruzzo e in altri territori - si possano superare incomprensioni e diffidenze. Senza detrimento per l'equilibrio ambientale né per le attività economiche dei margari, che col loro lavoro contribuiscono alla vitalità delle nostre montagne. 

 

di Mariano Turigliatto.

IO, L'INCOMPATIBILE

Dunque, secondo Marcello Mazzù, sindaco uscente di Grugliasco, io sarei "incompatibile" nel ruolo di consigliere comunale nel caso risultassi tra gli eletti della lista civica Grugliasco Democratica. Lui e i suoi supporter ci vanno pesanti con le dichiarazioni di "trasparenza", di "eticità" e chissà di cos’altro ancora. Fanno salotto con le questioni che riguardano la mia persona con la stessa naturalezza con cui nascondono le loro miserie. Non riescono proprio a capire che le regole sono una cosa seria e vanno rispettate. Hanno talmente ben assimilato la cultura berlusconiana (le regole le fai e le disfi a seconda di chi vuoi colpire o premiare) che nemmeno si pongono il problema.

Inoltre non si rendono neppure conto del male che fanno a chi capita loro a tiro, convinti che possono tutto e tutto possono dimenticare. Alcuni di loro, Mazzù in prima fila, sono arrivati dove oggi li vedete senza sforzo, sospinti da una generosità dei loro compagni di avventura che oggi negano perfino di aver conosciuto. Altri approfittano per consumare vendette pseudo-politiche nei confronti -miei e di quelli che "non sono dei loro"- attribuendoci non tanto il merito di avere riscattato una città piegata dalle ruberie di amministratori voluti dai partiti di sinistra, ma la colpa di averlo fatto. Che pena! E che dire di quelli che tacciono pensando che la questione non sia di loro competenza o, peggio, che non c’è niente da fare se non aspettare che passi questa stagione burrascosa…

Ma bisogna andare avanti, non senza aver prima fornito chiarimenti e qualche suggestione a chi legge. Io non sono affatto incompatibile. Non lo sono in quanto consigliere regionale, non lo sono neppure in quanto presidente del consiglio di amministrazione di un consorzio privato che opera su un’area in edilizia convenzionata. Sono palle che i puffi grugliaschesi si raccontano sperando che diventino vere a forza di ripetersele.

Quanto alle questioni di opportunità e di trasparenza, semmai qualche problema è proprio il Mazzù ad avercelo ed è lui doverne rendere conto. Non appartiene alla mia cultura trattare pubblicamente di questioni altrui neanche quando vengo sistematicamente diffamato. Non ho alcuna velleità se non quella di dare speranza ai tanti cittadini che non ne possono più di queste piccolezze e che vorrebbero per la loro città prospettive e amministratori all’altezza delle scommesse future.

In effetti mi sento davvero incompatibile con chi dispensa miserie.

 

i benefattori inconsapevoli.

di Dotturbo

Non ci è noto il livello di sollecitudine delle altre amministrazioni regionali italiane sul tema della difesa del risparmio, ma certamente il seminario patrocinato dalla Regione Piemonte il 27 e 29 Marzo 2007, presso la Scuola di amministrazione aziendale dell’Università di Torino, rappresenta un segnale di attenzione.

Il problema del consumo consapevole non può e non deve essere circoscritto ai prodotti, quando invece è nei servizi che si generano la maggiori sperequazioni. Il caso della telefonia è l’esempio che balza maggiormente agli occhi, per quanto sia di dimensioni enormemente inferiori a quello relativo ai servizi finanziari.

Semplificando al massimo, i servizi finanziari comprendono (peraltro non in maniera esaustiva, dal momento che esiste il comparto assimilabile -dimensionalmente rilevante- del "previdenziale-assicurativo") la raccolta, la gestione e l’intermediazione di valori mobiliari, che i risparmiatori hanno ritenuto di affidare agli operatori abilitati (banche, società d’intermediazione mobiliare, fondi comuni, società di gestione del risparmio, compagnie assicurative) ai sensi della normativa vigente. E’ una massa di dimensioni impressionanti -oltre mille miliardi di Euro- su cui i suddetti intermediari basano ormai la gran parte dei propri ricavi lordi annui.

Tra i critici più feroci di questo sistema: Beppe Scienza, autore del best seller Il risparmio tradito (Edizioni Libreria Cortina, Torino 2005), docente universitario presso la Facoltà di Matematica di Torino) e Marco Vinciguerra, consulente di banche e fondi comuni. Sostengono da anni l’inefficienza del sistema della gestione del risparmio, a tutto vantaggio degli intermediari ed a tutto svantaggio dei risparmiatori. E' difficile dar loro torto, analizzati i dati pluridecennali elaborati da istituti come Mediobanca o dalla stessa Bankitalia.

 

marco travaglio a grugliasco.

Marco Travaglio è stato il protagonista della serata di mercoledì 28 marzo presso il teatro Perempruner, in supporto alla campagna elettorale di Grugliasco Democratica per le elezioni amministrative. La sala, gremita, non è riuscita a ospitare tutto il pubblico intervenuto, c’era gente in piedi nei corridoi, nel foyer, addirittura sul palcoscenico. Travaglio non ha tradito le aspettative: è stato brillante e incisivo come al solito. Ha parlato di informazione. O meglio, delle strategie che consentono l'occultamento e la distorsione delle notizie, in particolare presso la televisione di stato, così come vengono analizzate nel suo ultimo libro La scomparsa dei fatti, edito da Il Saggiatore. Davide Melis di Luna Nuova ha pubblicato un bel resoconto della serata, che compare in versione scaricabile sulla sezione dedicata a Grugliasco Democratica, qui a sinistra, dove è disponibile anche materiale fotografico dell'evento.

 

Che tempo fa a Stalingrado?.

Su La Stampa di oggi è apparso un lungo articolo sulla situazione politica di Grugliasco. Il resoconto dei fatti di questi ultimi anni e gli esiti attuali esposti da Marco Tropeano ci sembrano aderire alla realtà dei fatti. Senza ulteriori commenti, ve lo proponiamo.

IL RITORNO DI TURIGLIATTO SPACCA IL CENTROSINISTRA

 

Umbria equa e solidale.

     di Stefano Zanotto

     

Il Consiglio regionale dell'Umbria ha recentemente approvato una legge per il sostegno del commercio equo e solidale. Il testo ricalca in diversi punti la Legge regionale n. 37 del 23 febbraio 2005, grazie alla quale la Toscana è stata la prima regione italiana a dotarsi di una normativa specifica nel settore del commercio equo e solidale. L'Umbria è però la prima Regione a finanziare e a rendere da subito operativo un provvedimento del genere.

Ma vediamo quali sono in sintesi i punti più importanti della Legge regionale n. 3 del 6 febbraio 2007: sono previsti percorsi di formazione e di educazione nelle scuole, al fine di sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze virtuose di questo modello di commercio alternativo alle tradizionali relazioni economiche e commerciali tra Nord e Sud del mondo. Si sostiene poi l'organizzazione annuale di una Giornata regionale del commercio equo e solidale, mentre la Regione, per l'acquisto di beni da terzi è tenuta a prendere in considerazione l'acquisto di prodotti provenienti dal cosiddetto Fair Trade. Ancora, si favorisce nell'ambito della cooperazione internazionale, settore in cui l'Umbria presenta già una legge a riguardo, lo sviluppo di relazioni ispirate ai principi del commercio equo. Infine, si prevede l'istituzione di una Consulta, incaricata di elaborare il regolamento attuativo della legge (comprese le modalità per l'iscrizione a un registro regionale degli operatori del settore), ma dotata anche di funzioni di monitoraggio.

Ancora una volta le istituzioni locali del centro Italia si dimostrano molto attente a movimenti ed esperienze portatrici di principi innovativi in campo ambientale e sociale, alternativi a modelli di sviluppo tradizionali basati sullo sfruttamento di uomini e risorse naturali. Quella del commercio equo e solidale è una realtà ormai di un certo rilievo nel nostro Paese, che coinvolge a vario titolo decine di migliaia di persone: restando sul terreno dei provvedimenti legislativi l'augurio, espresso anche dai promotori della legge umbra, è che si possa giungere presto a una legge nazionale di sostegno al settore.

Per finire segnaliamo un utile documento per addetti ai lavori: il modello di legge regionale, adattabile alle diverse esigenze territoriali, proposto dall'Agices, tra le più importanti associazioni italiane del commercio equo e solidale.

 

i nostri auguri per una.

buona pasqua

 

la nota sul consiglio regionale.

di Patrizio Brusasco

Ultima seduta prima della pausa pasquale, sudivisa in due parti tra la giornata di ieri e di oggi. Ieri il dibattito si è incentrato su alcuni punti chiave che hanno acceso il confronto-scontro tra giunta e maggioranza coese da una parte e opposizione dall'altra.

I temi caldi: la situazione apparentemente ondivaga della ormai celebre autostrada Asti-Cuneo, la sicurezza regionale e lo stato dell'arte dell'assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. Recentemente la Guardia di Finanza di Asti ha sequestrato il tratto dell'autostrada Asti-Cuneo compreso tra Isola d'Asti e Motta di Costigliole. 13 km. di arteria in fase di ultimazione, con l'ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture in relazione al materiale usato per la costruzione del sedime autostradale. Il fatto rischia di allungare di molto i tempi dell'apertura integrale dell'infrastruttura; senonché nei giorni scorsi il ministro Di Pietro ha rassicurato le autorità piemontesi e ha garantito di accelerare i tempi di risoluzione del grave imprevisto dai risvolti penali: il peggio dovrebbe dunque essere scongiurato, così come si stemperano le feroci critiche dell'opposizione consiliare.

La presidente Mercedes Bresso ha poi preso la parola sulla situazione della sanità in Piemonte alla luce dell'indisponibilità attuale dell'Assessore Mario Valpreda nel proseguire il suo incarico, spiegando come al momento si sia assunta ad interim la responsabilità di tale assessorato, in attesa che l'attuale assessore Valpreda, che comunque è in fase di recupero dopo i problemi fisici di questo ultimo periodo, sciolga la riserva in merito al mantenimento dell'incarico di assessore; scelta che, ha ricordato la presidente della Regione Piemonte, spetta solo a lui che più di ogni altro può verificare su se stesso la capacità e la voglia di continuare un'esperienza tanto esaltante quanto sfibrante, previo logicamente un sufficiente e auspicabile recupero della salute.

Sulla sicurezza infine il clima si è surriscaldato tra botte e risposte salaci di maggioranza e minoranza, il tutto anche in parte favorito da una disamina del consigliere Buquicchio (Italia dei valori) che aveva lo scopo di stimolare a una maggiore azione vigorosa l'operato della giunta amica. In risposta è arrivata una doccia fredda capeggiata da tutti i partiti di opposizione a cui ha risposto con piglio il consigliere Ronzani, in quota Ds, che ha ricordato la longevità della legge sulla sicurezza, l'ineludibile interconnessione concertata tra le varie istituzioni locali e centrali, le necessità reali nel sostenere la legge già in essere con un capitolo di bilancio, mentre il Consigliere Laus ha stigmatizzato il tentativo di facile propaganda politica messa in atto dalla minoranza su un tema di tale delicatezza, complessità e importanza, auspicando altresì una proficua collaborazione bipartisan in sede di VIII commissione, e con la volontà di realizzare un piano programmatico in tutta la Regione Piemonte e con tutti i distinguo del caso, favorendo parallelamente l'azione municipale e il finanziamento dei progetti prodotti dagli oltre 1000 comuni piemontesi. Ora si attende un'azione incisiva e concreta in quella - la sicurezza- che rischia di diventare per mille e più ragioni, oggi e soprattutto nel futuro, un'urgenza a tutti gli effetti.

Nella seduta pomeridiana di oggi invece il dibattito riguarda interamente il bilancio regionale, e dunque alla finanziaria locale, che rimane tuttora, per vari motivi e non ultimo in relazione alla finanziaria nazionale, in attesa di approvazione.

 

Vecchia Italia del XXI secolo.

di Dida Neirotti

L’Italia è uno tra i paesi al mondo dove si fanno meno figli, in cui si vive più a lungo con i genitori e sono maggiori la longevità e l’invecchiamento. L’immigrazione è in fase di grande effervescenza. 

Questa la fotografia del "Rapporto sulla popolazione" presentato all’Irpps-Cnr (Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche) dal Gruppo di coordinamento per la demografia della Società italiana di statistica.

Tra il 2002 e il 2005 la popolazione italiana è cresciuta di circa 440 000 unità l’anno ma il saldo demografico tra nascite e morti è stato negativo e di circa 15 000 unità l’anno. La crescita è dovuta soprattutto all’iscrizione all’anagrafe di circa 305 000 stranieri l’anno, dovuta alle regolarizzazioni collegate alla Bossi-Fini e a nuovi ingressi di immigrati.

In questo stesso periodo sono nati circa 170 000 figli di madre straniera, poco meno dell’8%del totale delle nascite; inoltre l’età media degli stranieri è di 31 anni contro i 43 dei cittadini italiani. L’Italia è il paese con la maggior quota di popolazione anziana, circa il 20% della popolazione ha più di 65 anni, mentre agli inizi degli anni '90 la percentuale era inferiore di poco al 15%.

L’età media del matrimonio, e quindi della riproduzione, si è innalzata, raggiungendo rispettivamente i 29,4 anni per le donne e i 32,2 per gli uomini. Nel frattempo, il 38% dei maschi tra i 30 e i 34 anni, non sposati, continua a vivere con i genitori contro il 21% delle loro coetanee. Leggi tutto il comunicato stampa.

I dati trasmessi in questi giorni dall' Ocse confermano queste tendenze e le mettono in relazione con gli altri paesi del mondo, confrontando i trend delle varie nazioni e stilando curiose classifiche. Per dare un'occhiata ai dati dell'Ocse clicca qui

 

e se mi scappa la pipì?.

di Eva Milano

Vi informiamo che d'ora in poi rompersi una gamba, prendere il treno e dover fare pipì sono tre cose incompatibili. Sta girando l'Italia la notizia della liberatoria che Trenitalia ha prodotto per deresponsabilizzarsi di fronte all'inefficienza rispetto ai servizi per i disabili. Per esempio, una citazione testuale: il viaggiatore dichiara "di essere informato che il/i treni scelti sono privi di carrozze attrezzate e di servizi igienici per disabili". Lupo, capra o cavoli? Mica si può avere tutto dalla vita...

Per vedere di cosa si tratta, non c'è niente di meglio che possiamo fare se non consigliarvi la lettura della liberatoria in tutto il suo autentico spledore. Guardate con i vostri occhi...

 

Paesi "non graditi": in che senso?.

di Dida Neirotti

Avete sentito? Un gruppo di ragazzi in gita scolastica a Londra sono stati rispediti a casa direttamente dall’aeroporto in cui erano appena sbarcati in quanto nativi di paesi “non graditi”, anche se residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno e frequentanti un Istituto di Bergamo.

La Repubblica di mercoledì scorso ha poi confermato che i ragazzi sono sei, che sono stati trattenuti per ore in aeroporto, che sono stati loro sequestrati i documenti e che sono state prese loro le impronte digitali:  il tutto prima di buttarli fuori sul primo aereo in partenza per l’Italia!

Sconvolgente è l’elenco dei paesi d’origine:  Perù, Ecuador, Albania, Burkina Faso e Moldavia, notoriamente covi di terroristi di ogni genere e di guerrafondai armati fino ai denti!

Che tristezza!

E’ un altro segnale che in nome di una presunta lotta al terrorismo, i margini della libertà, della democrazia, delle regole del vivere civile si vanno sempre più restringendo, soprattutto in quei paesi che sono stati, nel passato, esempi proprio del vivere civile.

Chissà cosa penserebbe un cittadino britannico se fosse costretto a subire una discriminazione di questo genere, atterrando, per esempio, all’aeroporto di Malpensa?

 

mense sempre più bio.

di Eva Milano

L'attenzione della Regione Piemonte si dirige con interesse sempre crescente ai servizi di ristorazione collettiva come mezzo per sperimentare e diffondere la cultura del risparmio energetico e l'utilizzo di fonti energetiche alternative. La proposta di legge per la progressiva introduzione di alimenti biologici nelle mense scolastiche, che il nostro gruppo ha presentato presso il Consiglio regionale a metà del mese di marzo, ha ricevuto l'approvazione trasversale di molti gruppi consiliari. Nella stessa direzione, con un'attenzione per il lato sperimentale della produzione energetica, va la notizia di una visita speciale del Presidente della Regione Piemonte. 

Mercedes Bresso ha infatti ha partecipato all'inaugurazione della prima mensa a idrogeno del territorio. E' un progetto co-finanziato dalla Regione e realizzato grazie alla collaborazione tra il Politecnico di Torino e Hysylab, il laboratorio di idrogeno di Environment Park. L'impianto, di 5 Kw, è alimentato a metano e riesce ad abbattere notevolmente le emissioni dannose. Servirà a fornire il servizio di pranzo ai dipendenti dello stabilimento torinese di TurboCare, appartenente al gruppo Siemens, già coinvolto in altri progetti sperimentali dello stesso genere. Vi rimandiamo alla notizia, che compare nella rassegna stampa del sito della Regione.

 

risparmio energetico e solare termico: due guide.

di Eva Milano

Che cos’è un impianto solare termico?

Com’è fatto e come funziona?

Quanto costa e quanto permette di risparmiare?

Quali sono le agevolazioni previste per legge e come vi si accede?

Due guide utili per avvicinarsi alle tematiche ambientali con consigli pratici e informazioni sul risparmio energetico e sull’energia solare. Sono state realizzate dall’Enel in occasione delle “Giornate del Sole”, che si sono svolte lo scorso week end. Ve le proponiamo in versione on line via “Il sole 24 ore”.

 

 

La nota sul consiglio regionale.

di Patrizio Brusasco

La seduta del Consiglio regionale del Piemonte di martedì 27 marzo, che ha risentito delle fibrillazioni della particolare giornata politica nazionale - voto in Senato sul rifinanziamento della missone di pace in Afghanistan -almeno stando ad alcune dichiarazioni in Aula, si è incentrata su alcuni punti chiave come gli ecomusei piemontesi, il progetto di legge 389 relativo alla soppressione dei vari osservatori e commissioni regionali, i ticket sanitari coln il loro necessario e ineludibile rimando al bilancio regionale, la nascita di un nuovo gruppo regionale di maggioranza, la sicurezza: insomma tutte questioni da un milione di dollari.

L'assessore alla Cultura Gianni Oliva è intevenuto sugli ecomusei rivendicando la bontà dell'operato della giunta - la Regione Piemonte è infatti prima in Italia per numero di ecomusei sul territorio - e dichiarandosi disponibile a eventuali emendamenti e correttivi invocati dalla minoranza consiliare; appena accennata invece, e non poteva andare diversamente vista la complessità del tema, la discussione sulla soppressione dei vari osservatori e commissioni regionali, scintilla scoccata qualche settimana fa e alla luce delle dichiarazioni del Consigliere diellino Laus in relazione alla Comissione post-olimpica e alla sua funzione caduta in desuetudine a oltre un anno dai Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.

 

Incontro con.

MARCO TRAVAGLIO

presenta alcune riflessioni sul tema

QUALE INFORMAZIONE OGGI?

L'appuntamento è per QUESTA SERA!

mercoledì 28 marzo 2007 alle ore 21.00

presso il Teatro Perempruner Piazza Matteotti a Grugliasco

 

idea!!!.

di Eva Milano

"Cerco un gruppo di persone che abbia intenzione di concentrare le proprie forze economiche per fondare una società per costruire la centrale fotovoltaica". Marco abita nel cuneese, è agricoltore e ha lanciato sul web il suo progetto di sfruttare l'opportunità, agevolata dal Decreto Bersani, di produrre energia elettrica per rivenderla anche ai privati. Si tratta di costituire una società commerciale e di contribuire con una base di mille euro. L’idea sta prendendo piede e ha attirato l’attenzione dei media a livello nazionale.

E' tutto da inventare! Il campo delle fonti energetiche alternative ha bisogno di gente coraggiosa e dotata di fantasia! Basta avere un'idea come questa...

Il prossimo incontro sul progetto di Marco si terrà il 14 aprile a Torino. Trovate le informazioni utili sul suo blog. Fatevi avanti!

 

AUTO AD ARIA: BUFALA O COMPLOTTO?.

di Stefano Zanotto

Qualcuno di voi avrà sicuramente ricevuto, magari già un po’ di tempo fa, una e-mail che denuncia un complotto delle multinazionali del petrolio per bloccare la diffusione di Eolo, la rivoluzionaria automobile alimentata ad aria compressa destinata a risolvere tutti i problemi dell'inquinamento atmosferico delle nostre città. A cosa fa riferimento quest'ennesima catena di sant'Antonio che circola sul web?

L'auto ad aria compressa fu presentata per la prima volta al Motor Show di Bologna del 2001 dall'ingegner Guy Negre, un progettista proveniente dal mondo della Formula 1. L'inventore di Eolo fornì allora dei dati sensazionali sulle prestazioni dell'auto: 100 km percorsi al costo di 0,77 euro, velocità massima di 110 km/h, 5 ore di collegamento a una presa di corrente per fare il pieno di aria compressa per un'autonomia di 200 km. E dallo scarico solo aria alla temperatura di -20°.

Queste caratteristiche tecniche non sono mai state verificate. La società di Negre, la lussemburghese MDI, ha venduto e vende tuttora (lo scorso febbraio ha raggiunto un accordo con l'indiana Tata Motors) le licenze per sviluppare il progetto, ma l'auto non è praticamente mai entrata in produzione. In Italia la licenza è stata acquistata da Eolo Auto: i 74 operai assunti dalla società non hanno costruito alcun veicolo e dopo un lungo periodo di cassa integrazione sono stati infine licenziati.

Secondo molti a bloccare il progetto è la lobby del petrolio con le sette sorelle in testa, che avrebbero tutto da perdere dalla diffusione di mezzi di trasporto basati su tecnologie pulite. In seconda fila nel sostenere il "sabotaggio" ci sarebbero i governi, che traggono dalla tassazione della benzina risorse per foraggiare sistemi politici corrotti coi soldi di tutti. In realtà pare che ci siano ostacoli di natura tecnica ancora tutti da superare: la reale autonomia di Eolo, ad esempio, non andrebbe oltre pochi minuti. Naturalmente per i sostenitori della tesi "complottista" questo vuol solo dire che manca la volontà di investire risorse per perfezionare la rivoluzionaria tecnologia...

Ma dove starà la verità???

Vi lasciamo perfidamente in balia di questo inquietante mistero, mentre ci limitiamo a segnalarvi un articolo -secondo noi equilibrato- sul sito dell'Aspo, un'associazione che studia l'esaurimento delle riserve petrolifere.

 

fermiamo la sperimentazione sugli animali.

di Dida Neirotti

E’ finalmente in fase di revisione la Direttiva europea sulla sperimentazione animale approvata nel 1986. E’ quindi possibile renderla migliore, implementando i metodi alternativi affinchè questi diventino la norma e non siano più alternativi.

Partendo dal presupposto che ogni specie è unica per caratteristiche bio-chimiche, morfologiche e fisiologiche, per patrimonio genetico e per le reazioni a virus, batteri e alle varie sostanze, è evidente che qualsiasi "scoperta" effettuata su una specie non è trasferibile ad altre. A titolo di esempio, ricordiamo che la morfina per i cavalli è un eccitante e il fumo non provoca il cancro ai polmoni dei topi!

Esistono  metodi alternativi che hanno già permesso di sostituire gli animali per:

- test di gravidanza

- produzione di anticorpi

- produzione di insulina

e altri test di tossicità e di verifiche igienico-sanitarie.

Riportiamo dal sito www.infolav.it alcuni brani estratti dell'articolo dal titolo "Sperimentazione sostitutiva" di R. Bartocci in merito. Ecco qua.

"Perché i metodi alternativi, a differenza degli esperimenti su animali, sono metodi scientifici". Si considerino due fondamentali presupposti: la definizione di modello sperimentale e l’interpretazione dei dati sperimentali. Per modello sperimentale si intende la riproduzione del fenomeno oggetto dello studio dalla quale sono state eliminate delle variabili, in modo da renderlo più semplicemente analizzabile; nessun animale, di qualsiasi specie esso sia, può considerarsi un "uomo semplificato", quindi anche una coltura cellulare di topo o ratto non può che dare indicazioni sulla specie e solo su quella da cui proviene.

 

Social Business.

di Eva Milano

Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace, inventore del microcredito e fondatore della Grameen Bank (vedi post del 23 ottobre 2006), non ha ancora finito di confondere il mondo dell'economia con le sue idee strampalate e geniali. Ora si è inventato il Social Business. Ne parla in questi giorni, in cui si trova in visita in Italia. Per chi non avesse avuto modo di leggere i testi dei suoi interventi sui giornali, si può scoprire di cosa si tratta nella presentazione che compare sul sito della Grameen Bank, appunto. Siccome è scritta in inglese, ne traduciamo qualche estratto. Per chi vuole dare un'occhiata al testo originale, basta cliccare qui.

"Molti problemi del mondo rimangono irrisolti perché continuiamo a interpretare il capitalismo in modo troppo ristretto. Seguendo questa interpretazione limitata, si dà luogo a un essere umano unidimensionale che gioca il ruolo dell'imprenditore. Lo si isola da altre dimensioni della vita, come quella religiosa, politica o emotiva. Egli si dedica a una sola missione nella sua vita lavorativa: massimizzare il profitto".

"La teoria economica (capitalista, n.d.r.) postula che il massimo contributo possibile verso la società e il mondo risiede nel concentrarsi a spremere il massimo per se stessi. Quando tu ottieni il massimo, ognuno otterrà il massimo per se'".

"Con l'introduzione delle figura del Social Business Entrepreneur -SBE- (un imprenditore che, oltre a volgere il proprio interesse al profitto, è spinto anche da un'intenzione etico-sociale, n.d.r.) il mercato diventa più interessante perché si delineano due diverse scale di obiettivi al momento di determinare il prezzo. (...) Questi nuovi imprenditori potranno essere animati dalla stessa aggressività e dallo stesso spirito d'impresa dei colleghi. Gli SBE possono divenire attori molto importanti dell'economia nazionale e internazionale. Se oggi mettiamo insieme tutti gli SBE del mondo, non arriviamo che a coprire una fetta molto ridotta dell'economia globale. Non perché manchino di potenziale, ma perché concettualmente noi non riconosciamo neanche la loro esistenza a livello concettuale, né apriamo loro uno spazio nel mercato. Non ci interessiamo a loro perché i nostri occhi sono accecati dalle teorie che abbiamo imparato a scuola".

"Si considera il mercato come un'istituzione fondamentalmente inadatta a occuparsi di problemi sociali".

 

La nota sul Consiglio Regionale.

di Patrizio Brusasco

L’ultima seduta consiliare si è rivelata ricca di contenuti e proficua per la comunanza d’intenti, cosa piuttosto rara di questi tempi, tra maggioranza e opposizione. Nella prima parte del Consiglio, che si è tenuto in forma aperta per volontà dell’ufficio di presidenza, si è celebrata la dodicesima Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia cui hanno fatto da corollario i molti interventi, soppesati e ben ponderati, dei consiglieri, tutti ispirati a un comune sentire di fronte alla minaccia mafiosa. Forse un po’ troppa retorica e poca azione concreta, come ha ribadito qualcuno, ma a livello di principio una comune levata di scudi contro una problematica ben radicata nel nostro territorio, il cui danno sociale è ben noto a tutti. Del resto le azioni incisive in questa complessa materia non si possono certo prendere solo a livello regionale.

Il pomeriggio consiliare ha visto invece la votazione del Disegno di legge della Giunta regionale n. 372, presentato dall’Assessore Gianni Oliva il 4 Dicembre scorso, licenziato in commissione, e approdato in aula per il voto finale. Tema del DDL 372: "Celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia", che mantiene anche la dicitura abbreviata di "Italia 150". Un voto che, anche in questo caso, si è dimostrato bipartisan. Unica criticità quella relativa al controllo del Comitato predisposto per l’organizzazione delle celebrazioni del 2011 affinché non rischi di diventare, come ha paventato l’opposizione e pur avendo fatto parte anch’essa del consiglio d’amministrazione del Comitato olimpico, un Toroc 2, con tutte le polemiche e gli strascichi che hanno seguito i Giochi olimpici invernali di Torino 2006.

 

Programma casa: 10.000 alloggi.

di Massimiliano Abbruzzese

Nel Bollettino Ufficiale numero 11 del 15 marzo della Regione sono presenti i bandi per il "Programma Casa: 10.000 alloggi entro il 2012".

L'impegno complessivo finanziario da parte della Regione Piemonte sarà di 748,85 milioni di euro. In particolare per il primo biennio (2007-2008), e dunque per la costruzione dei primi 4.200 alloggi, l'apporto finanziario è di 306,9 milioni di euro.

Il programma casa prevede un bando a favore dei giovani della nostra regione, dando loro un finanziamento in conto capitale per il recupero di un alloggio quale prima abitazione.

Prima di concludere il post penso sia utile riportare due considerazioni:

- il "Progetto Casa: 10.000 alloggi entro il 2012" vede come protagonisti i vari comuni della Regione. Spetta infatti a questi ultimi mettere a disposizione eventuali lotti di terreno o aree dismesse presenti nel territorio da convertire per la costruzione di nuovi alloggi;

- la normativa per la costruzione dei nuovi edifici prevede importanti elementi sia nel campo dell'efficienza enrgetica che nella produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

Qui di seguito gli estremi per scaricare i bandi.

Bollettino Ufficiale n. 11 - Supplemento ordinario n. 2 del 15 marzo 2007 -

Bando di concorso relativo al programma giovani

 

gestione dei RIFIUTI, intervista a Salvatore Procopio.

di Stefano Zanotto

Il rifiuto percepito non come risorsa economica, ma come rischio da cui è indispensabile proteggere la natura, la popolazione e gli ambienti di lavoro. È un principio alla base del lavoro di diversi esperti di riduzione dei rifiuti. Tra questi c’è il dottor Salvatore Procopio, ricercatore dell’Ecoistituto del Piemonte Pasquale Cavaliere. Lo abbiamo incontrato per una chiacchierata sulla questione dei rifiuti nella ristorazione scolastica che ha contribuito alla redazione della nostra nuova proposta di legge regionale sulle mense biologiche.

 

Qual è la situazione delle mense scolastiche del nostro territorio riguardo alla gestione dei rifiuti? Che margini di miglioramento ci sono?

Una recente campagna di misurazione dell’Ecoistituto del Piemonte Pasquale Cavaliere[1] ha confermato un risultato già noto: uno scolaro in un pasto quotidiano produce in media 276,3 ± 3,2 g di rifiuti, tra frazione secca e umida, considerando le fasi di preparazione e consumazione. Quota che su un’intera popolazione scolastica regionale può assumere livelli di massa importanti. Si tratta di un valore medio su un campione di tre province piemontesi (Asti, Cuneo e Torino), con riferimento a diverse modalità di gestione del servizio e a scuole di diverso grado (medie ed elementari). I dati disaggregati evidenziano che, a seconda delle modalità di preparazione ed erogazione del pasto, si può ridurre di oltre il 15% la massa di rifiuti pro capite. Una mensa gestita in appalto con pasto veicolato presenta un valore medio ponderato giornaliero pro capite di rifiuti prodotti di 305,5 ± 9,2 g, circa il 24% di massa in più rispetto alla media di altri sistemi di gestione, come quello con cucina interna, che ha un valore medio di produzione di 247,1 ± 3,8 g, e quello in economia (233,6 ± 3,4 g).

[1]  C. Biasi, D. Filippone, O. Perona, S. Procopio, Studio di fattibilità sulla riduzione dei rifiuti alla fonte nelle mense scolastiche dell’area del Pianalto, Atti del Convegno Ecomondo 2006, Fiera di Rimini, 7-11 novembre 2006.

Scarica il seguito dell'intervista.


 

Rifiuti: rischio o risorsa?.

Il dott. Salvatore Procopio, ricercatore presso l'Ecoistituto del Piemonte Pasquale Cavaliere, ha risposto ad alcune nostre domande sul tema dello smaltimento dei rifiuti biologici delle mense scolastiche. Le sue dichiarazioni ci sono state di grande stimolo per la redazione della proposta di legge volo al consumo di cibi biologici presso i servizi di ristorazione collettiva e alla compilazione del nuovo quaderno "In MENSA con BrIO" (icona a sinistra). Qui di seguito ecco alcune riflessioni di Procopio sul tema. Nel post di domani la versione integrale dell'intervista.

di Salvatore Procopio

Un osservatore attento che ha l’opportunità di indagare sul tema dei rifiuti dovrebbe iniziare la sua avventura dall’applicazione del “vituperato” principio di responsabilità soggettiva per approdare ai lidi della consapevolezza del problema senza premeditazione o inibizione giungendo alla definizione della sua stessa natura: singolo produttore di rifiuti quindi una fonte di pressione sull’ambiente o sorgente di un agente inquinante, il rifiuto.

L’applicazione soggettiva del principio di responsabilità non riduce la propria impronta ecologica (cioè la traduzione in cifre di ciò che ognuno di noi "si lascia indietro" in termini ambientali -produzione di scarti e agenti inquinanti pro capite- n.d.r.) ma è il punto di partenza per un’analisi del problema con una prospettiva diversa soprattutto rispetto a quanti beneficiano commercialmente e lautamente dalla produzione dei rifiuti. L’intento più o meno dichiarato di questi ultimi è basato sull’imperativo della produzione indipendentemente dalla tipologia di rifiuto generata (secca, umida), dal tipo di raccolta praticata e dal destino ultimo che la stessa subirà. Senza voler soppesare l’etica imprenditoriale di taluni è poi necessario rammentare che i diversi operatori del settore consolidano i propri bilanci aziendali sul costo del rifiuto gestito. Per codesti vale la più efficiente e sicura legge economica:“R;+,+”: più rifiuto prodotto, più ricchezza.

Si può comprendere che la ricerca di cure efficaci per la patologia rifiuti è indispensabile essere estranei da qualsiasi forma di contraddizione o interesse soprattutto di tipo commerciale. I bottegai del porta a porta,dei cassonetti stradali, dei forni a letto fluido anziché a griglia sono evidentemente almeno in prima approssimazione meno indicati a salvare le comunità dal rischio dei rifiuti.

Le soluzioni devono orientarsi verso una esaltazione della differenza tra scienza e tecnologia, promuovendo le proposte scientifiche che perseguono interessi generali a discapito delle applicazioni tecnologiche che salvaguardano le utilità di pochi.

In questo quadro deve nascere e svilupparsi una nuova e inedita strategia di lotta alla produzione dei rifiuti partendo dalla definizione di un neoparadigma basato sull’identità: “rifiuto = rischio” in grado di regalare alla vecchia uguaglianza “rifiuto = risorsa”, un meritato stato di quiescenza, considerando che la prima uguaglianza stimola strategie di contenimento e di riduzione, la seconda soltanto impulsi di lotta e sopraffazione per quanti, pochi, debbano o possano accaparrarsi la risorsa.  

LETTERA AI PARTITI DEL CENTROSINISTRA.

Questo è il testo integrale della lettera con cui Grugliasco Democratica ha comunicato in questi giorni ai partiti del centro-sinistra del Comune di Grugliasco la sua scelta di sostenere la candidatura del sindaco uscente Marcello Mazzù.

"Con questa lettera vogliamo metterVi a parte delle decisioni che abbiamo assunto, in questo accogliendo  le Vostre sollecitazioni e, con toni diversi, i Vostri inviti alla collaborazione per offrire a Grugliasco qualcosa di interessante per gli  anni che verranno. C’è nel nostro paese un profondo scollamento fra la politica e i cittadini, c’è anche una forte delusione per come le speranze e le aspettative vengano deluse e mortificate. Il rinnovamento della politica, in particolare della nostra, non può prescindere da queste sintetiche osservazioni.

Il centrosinistra a Grugliasco ( e non solo qui) è costituito, oltre che dai partiti, anche da una componente quella delle primarie e del voto sciolto allUlivo che rivendica maggiore freschezza, più coraggio, trasparenza nelle scelte e coerenza fra ciò che si afferma a quello che si fa. Soprattutto aspira a un reale cambiamento nel metodo e nella ricerca delle soluzioni per garantire alla generazioni che verranno un ambiente ancora vivibile, opportunità di crescita e di buone relazioni, speranze condivise di trasformazioni durevoli perché condivise e ricercate insieme. Una politica perciò che, anche e soprattutto a livello locale, sa aprirsi al nuovo in molti casi ricercandolo e promuovendolo. Un mondo politico che fa del metodo la sua colonna portante perché assume il confronto come strumento di elaborazione di progetti e di miglioramento della qualità del suo operato.

Per questo  oramai quattro mesi fa abbiamo posto la questione “primarie”. Ritenevamo (e riteniamo) che in tempi di politica debole e spesso lontana dalla società, un bagno di democrazia avrebbe potuto rivitalizzare il mondo della politica locale e certamente fornire nuove idee e slanci per lamministrazione dei prossimi cinque anni. Questo non solo perché riteniamo che si debba intervenire adesso per risolvere le numerose criticità che abbiamo rappresentato (non da soli) e che non possono essere sottaciute per semplice “spirito di coalizione” ; soprattutto per ristabilire quel filo diretto fra cittadini e amministratori che riteniamo essersi allentato, quando non decisamente spezzato.

Scarica il testo completo della lettera.

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TRASPARENZA, EFFICIENZA, COMPETITIVITA':

le proposte di Grugliasco Democratica al Sindaco

1. Il comportamento degli amministratori e dei consiglieri, in particolare nei luoghi dove esercitano le funzioni loro attribuite, deve essere confacente al ruolo svolto e quanto più possibile coerente con la necessità di rappresentare il meglio della nostra città.

2. L’amministrazione comunale promuove lo sviluppo della partecipazione delegando l’esercizio di sue prerogative a consiglieri o altri soggetti che lavorano allo sviluppo di politiche specifiche (giovani, attività produttive, infanzia…)

3. Nella scelta degli assessori il sindaco garantisce la rappresentanza di genere non inferiore al 30%. Il sindaco rispetta inoltre specificità e competenze di ciascuna delle persone che nomina al fine di meglio indicare alla città un modello virtuoso di comportamento politico che si vuole estendere a tutto il paese.

4. Deve essere manifestato il massimo rispetto delle prerogative di tutti, secondo quanto previsto dalle leggi vigenti, relativamente al ruolo che ciascuno esercita. In particolare, il sindaco risponde direttamente delle scelte che compie in modo pubblico e partecipato, rendendo conto dei criteri e delle considerazioni che hanno prodotto una decisione piuttosto che un’altra.

5. La maggioranza consiliare ha il diritto di operare valutazioni dell’operato degli assessori e di proporre al sindaco diverse distribuzioni di deleghe e/o revoca del mandato nei casi di comprovata e reiterata difficoltà a operare. La maggioranza consiliare opera nel rispetto del principio del reciproco riconoscimento di diritti e prerogative.

6. Pubblicità degli atti: tutte le nomine del sindaco e del consiglio nonchè i curricula di coloro che fanno domanda sono pubblicati sul sito del comune e il sindaco accompagna la nomina con alcune motivazioni a sostegno della scelta, sia per gli enti di secondo livello che per gli assessori. Analogamente per quanto riguarda la nomina di collaboratori, dirigenti a contratto e in genere delle figure professionali a supporto dell’operato dell’amministrazione.

7. Gruppi consiliari e partiti politici possono segnalare candidati con modulo predisposto dall’amministrazione e pubblicato sul sito del comune, assumendo così direttamente responsabilità nella scelta.

8. Per favorire la partecipazione e la piena consapevolezza dello stato di realizzazione del programma il sindaco e la giunta producono semestralmente una sintetica relazione delle attività in corso, dei progetti in cantiere e delle problematiche sul tappeto: la relazione costituisce la base di discussione critica all’interno della maggioranza ed è il documento su cui consiglieri e forze politiche attivano e propongono forme di scambio democratico con la città.

9. Vista la sensazione di frammentarietà negli interventi sulla città e nelle decisioni conseguenti, si propone di costruire nei prossimi sei mesi un "Piano strategico di Grugliasco" che disegni le linee di sviluppo della città nel suo territorio, nei servizi e nelle relazioni, con il concorso del mondo della produzione, delle professioni, dell’associazionismo e delle articolazioni cittadine. Il Piano Strategico viene disegnato mediante attività di discussione progettazione e scambio sotto la supervisione dell’amministrazione comunale attraverso una delega specifica a un assessore fra quelli nominati dal sindaco.

10. Il sindaco si impegna a istituire nel sito del comune un’ apposita sezione dove pubblicare gli esiti delle gare d’appalto così come emergono dai verbali delle commissioni aggiudicatici. Ogni anomalia deve essere segnalata alle competenti autorità ed essere oggetto di indagine amministrativa interna, al fine di dissipare qualunque dubbio di regolarità o di una poco corretta gestione del danaro pubblico.

 

sullindennità dei consiglieri bis.

di Eva Milano

Abbiamo parlato nei giorni scorsi delle competenze degli assessori e dei consiglieri regionali, alla luce della recente pubblicazione del bollettino ufficiale che riporta le dichiarazioni dei redditi del 2005. Qui a sinistra c'è un'icona, cliccando sulla quale trovate il dettaglio per tutti i componenti di Giunta e Consiglio. Scusate il formato piuttosto macchinoso, ma a tuttora il nostro sembra essere l'unico modo pr avere disponibilità on line di questi dati.

E ora vediamo un po' com'è composto nel dettaglio, questo compenso. C'è un'indennità di carica, basata su una percentuale dell'indennità parlamentare. A questo si sommano un gettone di presenza, a cui i membri di Giunta e Consiglio hanno diritto una volta al giorno per ogni giorno di presenza istituzionale e un rimborso chilometrico, per chi viene da fuori città.

Per chi volesse approfondire il discorso, calcolatrice alla mano ed ecco in dettaglio il calcolo delle competenze.

 

I BOSCHI DEL PIEMONTE IN NUMERI.

di Patrizio Brusasco

Diamo i numeri! Non siamo ancora del tutto usciti di senno ma vogliamo solo proporvi alcuni dati relativi al patrimonio boschivo piemontese, secondo le stime di "I Boschi del Piemonte - conoscenze e indirizzi gestionali" Regione Piemonte - 2007:

             874.660 ettari coperti da boschi su un totale di 2.538.297,

          che rappresentano il 34% della nostra Regione;

     70% della superficie a bosco di proprietà privata;

     ¼ circa della superficie boschiva coperta da castagneti;

     72% dei boschi piemontesi su versanti montani;

     18% dei boschi su versanti collinari;

     10% dei boschi in pianura;

     meno del 50% dei boschi montani sono serviti da strutture per l’esbosco del legname;

     Cuneo e Torino sono le province con il numero maggiore di ettari a bosco con 242.000 e 220.000 ettari cadauna;

     La Provincia di Verbania ha il  maggiore indice di boscosità, 55%;

     La Provincia di Novara ha il minore indice di boscosità, 26%;

     16% dei boschi piemontesi è a funzione produttiva;

     46% dei boschi regionali è a funzione protettivo-produttiva;

     97%dei robinieti (formazioni attualmente più utilizzate) sono di proprietà privata;

     91% dei castagneti ( i più diffusi e i più facilita utilizzare sui rilievi montani) sono di proprietà privata.

Per ridefinire la tutela dei boschi e delle foreste piemontesi, ma anche il loro sfruttamento, la Giunta regionale ha recentemente presentato un disegno di legge - DDL 345 sulla "Promozione dell'economia forestale e pastorale" - che ha allarmato le associazioni ambientaliste (vedi post del 9 marzo). Ciò che ha preoccupato sensibilmente gli addetti ai lavori è stata l’eccessiva equiparazione del patrimonio boschivo piemontese a risorsa economica: in realtà i proprietari di aree boschive non si orientano in tal senso poiché non risulta essere economicamente vantaggioso e inoltre i boschi piemontesi sono per lo più a funzione protettiva e naturalistica oppure vengono lasciati alla libera evoluzione per non creare dissesti qualora si trovino sui versanti montani.

 

AAA.......Imprenditore cercasi.

di Massimiliano Abbruzzese

Non vogliamo certo che il sito di Mariano diventi l’inserto della domenica de La Stampa “Tutto Affari”, ma dopo aver sentito L’Assessore Bairati - guarda video caricato sul post di ieri - nonché il neo consigliere del Ministero dell’Ambiente, il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, ci sembra giusto continuare a porre l’attenzione su un settore di investimento, quello dell’energia, che può aprire la strada verso un recupero della competitività del nostro paese e un aumento dell’occupazione senza dimenticare il rispetto dell’ambiente.

 

Ma cosa hanno detto di così interessante?

 

L’Assessore regionale alla ricerca e allo sviluppo della Regione Piemonte nel presentare le future opportunità provenienti dai Fondi Europei 2007-2013, spera che si possano avviare progetti da finanziare nel campo dell’energia ed in particolare proveniente da fonti rinnovabili, settore tra i pochi in sicura crescita molto più del PIL del nostro paese nei prossimi anni.

 

Il Prof. Rubbia, nella recente intervista in occasione della sua investitura di consigliere per conto del Ministro Pecoraro Scanio, alla domanda posta da un giornalista su quali saranno le sue prime proposte concrete, ha risposto: “per questo primo passo non c’è bisogno di tecnologie o di scienze, io le considero acquisite; quello che non vedo in Italia - prosegue il Premio Nobel - è il passaggio dal prototipo all’impianto e dunque industriali disposti ad investire”!

 

L’appello che lanciamo da questo blog dunque è chiaro. Dopo l’esperienza vista di tanti “capitani di industria” da Tronchetti Provera a Danilo Coppola passando per il marito della Anna Falchi, Stefano Ricucci, se c’è qualche imprenditore serio dotato della saggezza del buon  padre di famiglia, si faccia avanti, troverà sicuramente persone come lui disposte a portare avanti un progetto ambizioso: una volta tanto a favore della comunità.

 

destinazione dei fondi strutturali dellunione europea.

L'Assessore alla Ricerca e l'Innovazione Andrea Bairati ha presentato la ripartizione dei fondi strutturali che l'Unione europea ha destinato alla Regione Piemonte lo scorso venerdì 24 febbraio presso la sala consiliare del Comune di Rivoli. Presentiamo oggi un breve estratto video dell'intervento, in particolare la parte specificamente dedicata ai fondi destinati allo sviluppo e alla ricerca in materia energetica e ambientale.Clicca sull'immagine per vedere il video.

 

APPELLO ALLEUROPARLAMENTO: NIENTE OGM NEI PRODOTTI BIOLOGICI.

di Stefano Zanotto

Si avvicina la data del voto del Parlamento europeo sulla revisione del regolamento CEE n. 2092/1991, relativo alla certificazione dei prodotti biologici. A tener banco nelle discussioni tra addetti ai lavori è la soglia di contaminazione di OGM ammessa nei prodotti che possono fregiarsi della certificazione biologica. La proposta di modifica della Commissione europea prevede una soglia di tolleranza dello 0,9% di OGM: in pratica lo stesso valore oltre il quale, negli alimenti da agricoltura tradizionale, scatta l'obbligo di segnalare sull'etichetta la presenza di OGM. Critiche verso questa eventualità sono arrivate da più parti: associazioni ambientaliste, organizzazioni del mondo agricolo; lo stesso governo italiano, per voce dei ministri Pecoraro Scanio e De Castro, si è schierato contro questi termini della proposta.

Il 27 febbraio la Commissione agricoltura dell'Ue ha approvato la proposta di revisione; il 30 e 31 marzo tocca al Parlamento europeo. Il voto degli europarlamentari non è vincolante, ma un loro parere contrario potrebbe riaprire la partita. A questo proposito, nel recente Biofach di Norimberga, massimo appuntamento fieristico del settore, è stato lanciato da parte di diverse associazioni europee (tra le quali, per l'Italia, la coalizione Liberi da OGM) un manifesto contro l'introduzione della soglia di tolleranza degli OGM nei cibi biologici. Il manifesto contiene un appello agli europarlamentari affinché respingano questa proposta: si può sottoscrivere l'appello sul sito dell'Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica).

I cibi da agricoltura biologica sono più salutari di quelli da agricoltura tradizionale e sono prodotti nel rispetto dell'ambiente e degli altri esseri viventi. Secondo i promotori del manifesto, la linea della "tolleranza zero" verso gli OGM è doverosa se si vuole preservare l'integrità dei prodotti biologici. Il consumatore che acquista bio o l'utente di una mensa biologica sanno di scegliere un alimento sano. Ammettere una soglia accidentale di OGM vorrebbe dire incrinare questa certezza.

 

politica forestale: le associazioni ambientaliste sul disegno di legge.

Il Disegno di Legge regionale 345 sulla "Promozione dell'economia forestale e pastorale", ora in esame presso la Giunta, si concentra principalmente sugli aspetti economici legati allo sfruttamento del territorio naturale. Nella conferenza stampa appena conclusa, il Gruppo Sinistra per l'Unione, in seguito all'iniziativa dell'Associazione Adelaide Aglietta, si è fatto portavoce presso l'istituzione di una serie di considerazioni da parte delle associazioni ambientaliste volte a migliorarne il testo nel verso di una maggiore compatibilità con la protezione dell'ambiente. Ecco il testo del comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA

Conferenza Stampa sul Disegno di Legge regionale 345

"Promozione dell’economia forestale e pastorale"

Iniziativa dell’Associazione Radicale A. Aglietta

e

Gruppo Consiliare della Regione Piemonte

Sinistra per l’Unione

"Le associazioni ambientaliste discutono del Disegno di Legge n. 345 - Promozione dell’economia forestale e pastorale - della Giunta Regionale"

Venerdì 9 Marzo 2007 alle ore 11.30 presso la Sala dei Presidenti del Consiglio regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris 

Un’iniziativa promossa in sinergia dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e dal Gruppo Sinistra per l’Unione del Consiglio della Regione Piemonte, con il preciso scopo di dare spazio e voce alle esigenze e alle richieste del mondo associazionistico ambientalista locale in relazione al disegno di legge della Giunta regionale del Piemonte n. 345 del 2006, denominato: "Promozione dell’economia forestale e pastorale".

La Giunta regionale nel gennaio 2006 ha approvato le "Linee guida di politica per le foreste e per i pascoli" del Piemonte, e il 23 ottobre 2006 ha presentato un disegno di legge che affronta il primo aspetto che concorrerà alla definizione della politica forestale regionale, quello che più specificamente riguarda la valorizzazione e la promozione del comparto forestale e il rilancio delle attività economiche ad esso correlate.

In questo quadro legislativo, e vista l’importanza del bene comune forestale, si inserisce dunque l’iniziativa dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e del Gruppo consiliare regionale Sinistra per l’Unione. ." Gli aspetti che dovrebbero principalmente essere modificati - dichiara l’On. Bruno Mellano -riguardano da una parte l’imposizione ai proprietari di consorziarsi obbligatoriamente, secondo norme derivanti dal codice fascista, e dall’altra l’incentrare la norma solo sugli aspetti economici senza considerare il valore naturalistico, paesaggistico e di protezione dei nostri boschi. Speriamo - continua Mellano - che si possa giungere a breve a modifiche migliorative del testo".

All’incontro parteciperanno le più importanti associazioni ambientaliste tra cui ProNatura Piemonte, WWF Piemonte, LegambienteGreenpeace e LAC- Lega per l’abolizione della caccia-, per presentare la loro testimonianza e il loro fattivo contributo al fine di modificare il disegno di legge 345/06 in alcuni specifici punti individuati dalle singole associazioni.

"Il disegno di legge 345 presentato dalla Giunta regionale già assegnato alla III° Commissione del Consiglio regionale per l’esame - dichiara il presidente del Gruppo consiliare regionale Sinistra per l’Unione Mariano Turigliatto - può essere migliorato prendendo spunto dalle osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste presenti nella nostra regione, mostrando così un rinnovato impegno per una nuova e più evoluta politica forestale, che assicuri una pianificazione ed una gestione forestale compatibili con la protezione del territorio, cercando di favorire un efficace intreccio tra economia e qualità dell’aria.

 

Investimenti, risposta di Dotturbo.

"Ma non stavamo aspettando una legge a tutela del risparmiatore?". Il post pubblicato lo scorso 1 marzo, firmato da Dotturbo, era rivolto al pubblico dei rispamiatori e aveva lo scopo di favorirne l'orientamento nel difficile mondo degli investimenti. Tra i commenti compariva questa domanda, che la redazione ha segnalato all'autore. Ecco le riflessioni che Dotturbo ci ha inviato.

    

La legge più recente promulgata in merito alla tutela del risparmio è stata approvata verso la fine della passata legislatura. Il tema è stato affrontato e, credo, continuerà a esserlo, con un taglio normativo che bada essenzialmente alla questione della stabilità del sistema. Il che, di per sè, non è comunque poco.

Fra i "topolini partoriti da quella montagna" programmatica: governance di Bankitalia, poteri e durata in carica del Governatore, previsioni sanzionatorie aumentate in casi di violazioni normative anche relative al falso in bilancio e comunicazioni sociali, specifiche con riferimento alla documentazione obbligatoria degli intermediari abilitati.

C'è, ovviamente, enorme resistenza a sviluppare una normativa che risolva il conflitto d'interessi di gran lunga più imponente del paese. Il conflitto di interesse costituito dall'intreccio in un'unica figura dei tre elementi del sistema degli operatori professionali del risparmio (rete commerciale che raccoglie le somme, attività gestionale che le amministra, attività intermediaria che compravende in funzione degli ordini di gestione) crea d'altra parte una fonte di reddito oggi irrinunciabile per i gruppi bancari e assicurativi. O meglio, rinunciabile, al costo però di circa venti miliardi di euro annui, utili a mantenere il sistema in stato di floridezza: chiudere dei buoni bilanci, brillanti performance borsistiche, stato occupazionale elevato, contribuire alla fonti finanziarie cui le banche attingono per erogare prestiti.

E' poi in corso di emanazione una normativa europea che varrà per tutti gli stati membri e tocca molti punti d'interesse, dalla consulenza finanziaria alle transazioni internazionali. Anche questi provvedimenti non saranno in grado però di smontare questo oligopolio che, sostanzialmente, fa trasferire ogni anno una cifra immensa dai risparmiatori agli intermediari senza contropartita proporzionale.

A proposito del caso Fassino-Unipol-Bnl: è finita che la banca è andata in mani straniere, Fassino se l'è cavata con uno schizzo di fango e i soli a pagare sono stati Consorte e Sacchetti. Probabilmente in modo relativo, stanti i patrimoni che la stampa segnala si siano costituiti "in giro". E provvisorio, visto che il tempo cancella in fretta i ricordi e permette nuovi "reinsediamenti" a chi ha saputo prendersi e tenere per sè solo le colpe.